«Le tradizionali costumanze che la festosa ricorrenza del Natale porta con sé sono quasi tramontate, quelle per la festa dell’anno che nasce rimangono immutate. (…). Il Capodanno viene per tutti come una scadenza fissa di un determinato tempo, oltre il quale sembra che la vita si rinnovi in un’atmosfera ricca di desideri, di promesse di volontà: primo gennaio anno nuovo, vita nuova». (Cino, Tradizioni di Capodanno, in: La Patria del Friuli, 1 gennaio 1927).

Per dir la verità, però, dopo la caduta dell’Impero Romano chi decise di fissare la data del primo gennaio come inizio d’anno fu Carlo IX di Francia, allora adolescente, nel 1564. Questa scelta fu gradualmente accettata dagli Stati cattolici, mentre fu osteggiata da quelli protestanti, tanto che in Gran Bretagna si continuò per un bel po’ a festeggiare il capodanno il 25 marzo. Ma molti stati avevano adottato, come inizio d’anno, pure il 21 marzo, equinozio di primavera, cioè la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. (https://www.agendalugano.ch/episodes/868/da-quando-l-anno-inizia-il-1-gennaio). Prima ancora vi erano date diverse, ma l’affermarsi del Cattolicesimo fece prevalere quelle collegate alla vita di Cristo, come il 25 marzo, data dell’Annunciazione (ab incarnatione) o il 25 dicembre, nascita di Gesù (ab nativitate). (Cino, Tradizioni di Capodanno, op. cit.).  

Per gli Ebrei, invece, le festività collegate all’inizio di qualcosa sono tre, di cui quella che ricorda la nostra è collocata tra il mese di settembre e di ottobre, in una data variabile, da cui dipende la datazione di altre feste, e si chiama Rosh ha Shanah o Capodanno dei Re. Quindi vi è il Capodanno detto Shavout o Festa delle primizie, e la festività Tu b’Shavat, conosciuta come il Capodanno degli alberi. (https://it.wikipedia.org/wiki/Capodanni_ebraici).

Il Capodanno, Nowruz, veniva e viene festeggiato nei paesi dell’ex Impero Persiano il primo giorno del primo mese di Farvardin, cioè del primo mese di primavera, con rituali precisi, di cui l’articolista Cino, nel 1927, ricordava pure alcuni relativi al lutto, ma forse collegati al seppellimento delle ceneri che simboleggiano dolore e negatività, da portare fuori dell’abitato. (https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/23301-nowruz-capodanno-persiano e Cino, Tradizioni di Capodanno, op. cit.)

In India la festa di Capodanno indù, chiamata Diwali,  si colloca in ottobre od in novembre, dura più giorni seguendo precisi rituali, ed il primo giorno è dedicato alla completa liquidazione del passato, del buio e del male, gli altri alla ripresa della luce e del bene. (https://www.ilcapodanno.net/capodannoindiano/, Cino, Tradizioni di Capodanno, op. cit.)

Ancor più complesso è il capodanno cinese, detto capodanno agricolo, sempre espressione della chiusura del vecchio e dell’aprirsi al nuovo, che può cadere, essendo il calendario cinese lunisolare, entro un lasso di variabilità di 29 giorni, tra 21 gennaio e il 19 febbraio. In Cina non si può iniziare l’anno nuovo se non si sono pagati i debiti di quello vecchio, magari facendosi fare un nuovo prestito, e si utilizzano rituali per scacciare gli spiriti maligni. La sera che precede le due settimane di festa si consuma un banchetto, e quindi il padrone di casa prende un bastoncino acceso dalla tavola e lo getta nel cortile sopra un mucchio di rami di cipresso, e seguendo lo svolgersi della fiamma, i familiari traggono previsioni per l’anno a venire.  
Il primo giorno dell’anno nuovo è dedicato all’accoglienza ed a dare il benvenuto alle divinità benigne del Cielo e della Terra, e dopo una serie di rituali, il capodanno termina con la festa delle lanterne. La festa viene vissuta in famiglia o facendo visita agli amici. Il colore tradizionale del capodanno cinese è il rosso. Inoltre esso viene salutato con fuochi di artificio, che in Cina hanno avuto origine. Ma vengono sparati, durante la festa, anche mortaretti e razzi, per scacciare gli spiriti maligni. (https://it.wikipedia.org/wiki/Capodanno_cinese, e Cino, Tradizioni di Capodanno, op. cit).

In Giappone il Capodanno viene, dal 1873, festeggiato il 1 gennaio, seguendo il calendario gregoriano. Alla mezzanotte del 31 dicembre, i templi buddisti in tutto il Giappone suonano le campane per un totale di 108 rintocchi, a simboleggiare i 108 peccati originali nella fede buddista, in modo da allontanare i 108 desideri mondani racchiusi nei sentimenti di ogni cittadino giapponese. Gettato alle spalle il vecchio, si festeggia il nuovo con un banchetto a base di ‘soba’. Inoltre per celebrare in modo adeguato l’anno che incomincia, bisogna prestare particolare attenzione alle azioni che si svolgono per la prima volta nelle prime ore del nuovo anno, che deve essere accolto guardando l’alba e sorridendo. Infatti iniziare l’anno con un sorriso è di buon auspicio.
In tutto il Giappone il capodanno è anche festa dei bambini, che fanno volare degli aquiloni e ricevono doni anche in denaro dai genitori. Il Capodanno è pure il momento dei giochi in comune. (https://it.wikipedia.org/wiki/Capodanno_giapponese, Cino, Tradizioni di Capodanno, op. cit.).

Il Inghilterra ed in Russia i giovani si baciano sotto il vischio. In Italia è subentrato l’uso del banchetto, e si deve star attenti a chi si incontra il primo giorno dell’anno nuovo appena usciti di casa. «Guai se è una donna, un prete o, peggio, un trasporto funebre!» (Cino, Tradizioni di Capodanno, op. cit.). Naturalmente vi sono altre tradizioni, non note all’articolista di La Patria del Friuli.

Anche in Italia si attende lo scocco della mezzanotte, che segna la cesura fra vecchio e nuovo, e in piazza «Tutti sono lieti, come un grave peso fosse caduto dalle loro spalle, mentre nella vicenda umana, trecentosessantacinque giorni si sono uniti alla vita di ognuno. Ma a questo, il primo giorno dell’anno, non si pensa …». (Ivi).

Festa che caccia la notte, il buio, i peccati, i debiti, festa di chiusura che poi si illumina della luce del sole, della primavera, del nuovo raccolto, della fertilità che rincomincia, il capodanno assume connotazioni simili in questo nostro pianeta, che ci devono far riflettere maggiormente sul nostro futuro di cittadini del mondo e di cittadini di questa Italia. Speriamo quindi che i nostri futuri parlamentari e governi cambino con l’anno nuovo rotta, anche grazie a noi che ci dobbiamo impegnare in questo, inizino a prendere in seria considerazione i problemi reali del paese quali: la povertà dilagante; la schiavizzazione del lavoro dovuta anche allo jobs act ed al servilismo verso il sciur padrun da li beli braghi bianchi, però ora da noi cittadini sovvenzionato, che è uno dei motivi del crollo delle nascite; la crisi estrema in cui hanno fatto cadere il ssn, e globalmente la nostra vita con le svendita di territorio a privati ed una dissennata politica ambientale, energetica, e dei servizi; senza saper progettare e prevedere in modo scientifico. E speriamo di esser capaci ancora di dire la nostra, di parlare, di chiedere, di esercitare il diritto di indignarci di fronte alle ingiustizie, di credere in un mondo non in mano alla finanza. E speriamo di poter nuovamente essere fieri di essere italiani, perchè ora la ‘vedo dura’, grazie all’apporto di tutti.

 

UN GRAZIE PARTICOLARE A VOI LETTORI CHE MI AVETE SEGUITO IN QUESTO 2017 E CHE SPERO MI SEGUIRETE ANCORA .

BUON 2018 A TUTTI.

Laura Matelda Puppini

 

L’immagine che correda l’articolo è relativa la capodanno cinese ed è tratta da: https://nutriilneurone.wordpress.com/2015/12/30/capodanno-tradizioni-bizzarre-in-giro-per-il-mondo/. Rimando inoltre chi fosse interessato al mio precedente per la fine dell’anno, intitolato: Laura Matelda Puppini. Antiche tradizioni friulane per l’anno nuovo, come narrate in: Il Cjavedâl, nel 1952, e da me commentate, su www.nonsolocarnia.info

Laura Matelda Puppini

 

 

 

 

 

 

 

 

https://i2.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/capodanno-cinese-1.jpeg?fit=425%2C300https://i2.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/capodanno-cinese-1.jpeg?resize=150%2C150Laura Matelda PuppiniETICA, RELIGIONI, SOCIETÀ«Le tradizionali costumanze che la festosa ricorrenza del Natale porta con sé sono quasi tramontate, quelle per la festa dell’anno che nasce rimangono immutate. (…). Il Capodanno viene per tutti come una scadenza fissa di un determinato tempo, oltre il quale sembra che la vita si rinnovi in un’atmosfera...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI