Stasera sentivo a Ballarò, la difesa di Renzi, sul caso Etruria e dintorni, del sottosegretario Paola De Micheli, per l’occasione di scuro vestita, quasi un abito monacale, ed una specie di crocefisso strano al collo, nulla a che fare con una delle sue immagini ufficiali con collana, orecchini e scollatura, e mi chiedevo come si può difendere il Governo su banca Etruria e dintorni. Il problema non è solo e comunque cosa si sarebbe potuto fare invece di far pagare ai poveri pensionati affari sballati, salvando banche e banchieri ora, ma che potevano fare il Governo e gli organi preposti alla vigilanza prima della catastrofe.
Che si sarebbe dovuto vigilare, lo direbbe persino uno qualsiasi che passa per strada.
Al tempo stesso sentivo, dal giornalista Andrea Scanzi, parole già sentite tante altre volte in questa Italia sempre meno dei cittadini e degli italiani, ammesso che lo sia mai stata, ma sempre più del Gotha del ed al potere: “conflitto di interessi”. Non sono parole di poco conto, ed ha ragione il giornalista.

Parallelamente mi viene alla mente mia madre, che fiduciosa andava dall’esperto della banca a chiedere consiglio. Quanti e quante hanno fatto così anche con banca Etruria, per trovarsi poi, a differenza di mia madre, senza nulla? E secondo il governo, dovremmo noi, poveri cristiani, farci un corso su titoli ed affini, quando si sa che ormai in Italia non ci si può fidare di nulla e di nessuno, e di informazione alcuna, tanto è spesso tutto reclame? Inoltre è giusto che, in un modo o nell’altro, con i soldi nostri, (si parla di miliardi di euro negli anni) si siano salvate le banche dai loro affari sballati, facendo passare, tra l’altro, quanto come salvezza dell’economia per il bene degli italiani? Per cortesia, almeno non prendeteci in giro. E’ inutile correre in chiesa e poi metter  ….  ai cittadini, è inutile predicare bene e ….

E mi viene in mente quell’ “Eh mah” che non fa che coprire ogni scelta od azione anche priva di etica. Se non vi è più etica, e siamo nella giungla almeno ditecelo, che andremo a vivere con gli oranghi, ove la giungla viene inghiottita dall’ uomo, creando disastri ambientali.
Questi nuovi “Paperon De’Paperoni”, banchieri ed amministratori che non guardano in faccia nessuno, pur di far “dollari” e coprire ogni loro errore macroscopico, ogni loro sventatezza, restando sempre sulla breccia, fanno davvero paura. E pare che, come al solito, diminuendo il lavoro ed aumentando le spese, oltre alla povertà aumenti l’usura. Ma cosa vuoi che sia …

È un problema di etica, dicevo anni fa, relativamente ad una situazione in cui mi ero venuta a trovare mio malgrado. Sono più che mai ora un problema di etica, le scelte del governo. Ma è il neo liberismo, che provoca questo, mi dice qualcuno. Si trova sempre una scusa o una nuova invenzione per tranquillizzarsi la coscienza, penso io.

Parallelamente sappiamo dal Messaggero Veneto che la dott. Maria Sandra Telesca, assessore regionale F-vg alla sanità, mai eletta dal popolo, ha trovato un accordo (non si sa a che prezzo) con i sindacati dei medici di base perché coprano il servizio ambulatoriale 12 ore su 24, creando gruppi di professionisti, entro il 2018. In sintesi se ne riparla fra un po’. «Cardine dell’accordo sono proprio gli ambulatori dei medici di base, che […] , dovranno “armonizzare l’orario di accesso all’attività ambulatoriale, assicurare una miglior continuità assistenziale, attuare iniziative di promozione della salute e di prevenzione, perseguire l’integrazione assistenziale con l’ospedale e gli altri servizi coinvolti nei processi di cura e razionalizzare le spese”». (Giovanni Stocco, Ambulatori con sei medici di base e aperti otto ore al giorno, in: Messaggero Veneto, 22 dicembre 2015). In sintesi siamo ancora a : parole parole, ed ad un “dovranno” senza sapere come.

Ove saranno locati tali gruppi di medici di base, che dovrebbero praticare la “medicina d’iniziativa” (Ivi), ultima trovata, che speriamo di non dover subire, dato che, oltre non sapere cosa sia, non pare di buon auspicio nel suo nome? E quanti pazienti avranno? Oddio, si sono dimenticati di dircelo. Resteranno i medici di paese o i poveri pensionati dovranno decidere fra il fai da te, molto in uso e sempre più quotato, e il comperarsi una casa in città, aumentando gli utili degli immobiliaristi, ammesso che lo possano fare, sobbarcandosi trasloco, sradicamento ecc.? Ancora non si sa … Inoltre si sono dimenticati di dirci che possono fare i medici di base, consorziati o meno, senza strumenti diagnostici. Accorrono, dicono “ Non si preoccupi … si mantenga calmo “ … e poi? E poi? Che può fare di più, infatti, senza poter fare subito una analisi del sangue e dell’ urina, una ecografia, ecc. ecc. per cui può solo fare  l’ impegnativa, (che implica per l’ ammalato andare all’ ospedale più vicino il giorno successivo, se uno ce la fa, ecc. ecc. andare a ritirare il referto, ecc. ecc.),  senza avere un defribillatore, armata solo di mani ed uno stetoscopio, questa novella futura, e mi scuso subito per il parallelo, ma non me ne viene in mente altro “armata Brancaleone” ora consociata,  priva in alcuni casi di ospedale vicino d’ appoggio?

Secondo me i politici dovrebbero fare meno tentativi di realizzare i loro utopici sogni, e calarsi nella realtà dei poveri cristiani che devono sopportare le loro scelte.
Credetemi, penso che se in F-vg ci fossero state meno idee rivoluzionarie in sanità, e si fosse mantenuto lo status quo, si sarebbe speso meno e si sarebbe stati meglio. Si poteva chiedere ai medici ove fossero le spese non necessarie ed agire in conseguenza, senza riforme epocali. Ma si voleva far capire subito che la regione può … Che cosa? “Incasinare” tutto sicuramente … Che poi queste idee di riforma peschino dal governo Renzi, visto quanto sta accadendo in Toscana, ove si riforma la riforma per impedire un referendum popolare, e questo da parte di un partito che nel nome si dice democratico, (Riccardo Chiari, Toscana riforma sanitaria bis, per evitare il referendum, in: Il manifesto, 22 dicmebre 2015) beh, poco importa, e sa davvero poco di democrazia e molto di prevaricazione e sopruso e di “Qui comando io”. Ce lo dicano pure, oltre che farcelo capire, e faranno più bella figura. Almeno ci metteremo il cuore in pace …

Leggo poi, a livello locale, che, visto che non piove e nevica, il comune di Paularo è rimasto senz’ acqua potabile. Non è una novità, penso. Che l’acqua sia l’oro del domani lo diceva anni fa persino il segretario dell’Onu. “L’acqua non basta per tutti”. Allarme dell’Onu: “In futuro tensioni tra i Paesi” intitolava un pezzo di Davide Patitucci il 16 marzo 2012 Il Fatto Quotidiano, ma il problema data ben prima. «Secondo l’ultimo rapporto dell’Unesco, presentato al VI Forum internazionale sull’acqua, un miliardo di persone al mondo vivono senza risorse idriche potabili. La questione riguarda anche l’Italia: “Il numero di persone che può disporne è diminuito rispetto al 1990.  E la situazione è destinata a peggiorare”» – sottotitola l’articolo citato.

Ed ancora: « In suo nome potrebbero combattersi le guerre del terzo millennio. Al pari dell’oro nero, l’acqua sta diventando una risorsa sempre più strategica e preziosa. Tanto da essere spesso definita “oro blu”. Le cifre sono impietose. Ancora troppe persone nel mondo vivono senz’acqua potabile. Un miliardo. È il dato che emerge dal nuovo rapporto dell’Unesco, “La gestione dell’acqua in condizioni d’incertezza e di rischio”, sullo sviluppo delle risorse idriche mondiali, presentato a Marsiglia nel corso del VI Forum internazionale sull’acqua.
Le Nazioni unite denunciano come “l’aumento considerevole della domanda di acqua in tutti i settori di maggior consumo – agricoltura, produzione di energia, industria e uso quotidiano -, unito alle pressioni esercitate dai mutamenti climatici, rischiano di ridurne ulteriormente la disponibilità in molte zone del mondo. E di aumentare le disparità economiche tra alcuni paesi o regioni diverse dello stesso territorio, a danno dei più poveri”. L’Onu mette in guardia dal “rischio che i cambiamenti climatici possano esasperare tensioni attuali e future in materia di risorse idriche. L’acqua è alla base di tutti gli aspetti dello sviluppo. Rappresenta, infatti, il mezzo principale attraverso il quale i cambiamenti climatici influenzano l’ecosistema terrestre e quindi la sopravvivenza e il benessere delle società”. Basti pensare, sottolinea la rivista Nature in un articolo di commento, che “tre nazioni – India, Cina e Stati Uniti – da sole utilizzano un terzo dei circa 4mila chilometri cubi di acqua adoperata ogni anno nel pianeta”». (Ivi).

«Anche in molte zone dell’Europa meridionale e dell’America tanti rubinetti restano a secco. Secondo il rapporto, “nei prossimi decenni i flussi idrici estivi tenderanno a ridursi dell’80 per cento in Europa meridionale e in una parte centrale e orientale del Vecchio continente”. La questione, pertanto, riguarda direttamente anche l’Italia. “Il numero di persone che può disporre di acqua corrente nelle città – si legge nel rapporto – è diminuito rispetto alla fine degli Anni ’90”. Siccità e agricoltura intensiva le cause principali della carenza di oro blu. E la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi 25-30 anni, per il previsto incremento dell’urbanizzazione. L’Onu stima che “la popolazione mondiale toccherà i 9 miliardi nel 2050 e il bisogno di acqua per i soli processi di produzione di combustibile s’innalzerà del 50 per cento». – continua Patitucci. (Ivi).

Ora pur tenendo conto che il PD, che si è autoproclamato Partito della Nazione potrebbe avere una specie di idiosincrasia per Il Fatto Quotidiano, non certo renziano, e non leggerlo, il problema dell’ acqua è arci – noto.

Allora perché Debora Serracchiani e la sua giunta, saldamente renzista, non hanno acquistato non solo le centrali per energia elettrica, quando sono state messe in vendita, (Elena Del Giudice, Le 26 centrali del Fvg cedute a una Spa di Bolzano, in: Messaggero Veneto, 29 ottobre 2015) ma pare permettano l’ utilizzo di rii per piccole centraline da parte di privati?

Persino Enzo Marsilio, con cui su questo concordo, era intervenuto sul passaggio di mano del patrimonio idroelettrico del Fvg, ed aveva chiesto, attraverso un’interrogazione alla giunta, che la Regione entrasse nella trattativa.
«E questo in considerazione che “la valorizzazione delle risorse idroelettriche è uno degli obiettivi strategici dell’amministrazione”, e che avrebbe potuto essere interessante e remunerativo per il territorio costruire un progetto in grado di mantenere in loco la proprietà degli impianti». (Ivi).

Chiediamocelo, mentre il futuro si tinge di tinte fosche, chiediamocelo ….
Ah, scusatemi, dimenticavo l’ ultima. Ignoto, su Cronache tolmezzine , ultimo numero credo, ci avvisa che Carniacque confluirà in Cafc, punto e basta. Neppure un tentativo di far politica, cioè di fare proposte anche alternative al governo, ma che sarebbero sostenute, magari dai cittadini. Pare che la politica tolmezzina sia incentrata sulla tecnica dell’adeguamento e della sottomissione, sia politica non di attori ma di sotans. Ma è davvero così?
E chiudo con la solita frase che mi contraddistingue, premettendo che vorrei sentire parlare di questi argomenti invece che di candidature ecc. che a noi non interessano: non è mia intenzione offendere nessuno ma solo esprimere, come riesco il mio pensiero,  e naturalmente queste sono mie considerazioni, e se non vi paiono corrette scrivetemelo, ma almeno parliamo del nostro futuro e di quello dei bimbi italiani che ci guardano con i loro grandi occhi, ancora ignari di ciò che li potrebbe attendere.

Laura Matelda Puppini

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