Vorrei solo scrivere due considerazioni personalissime, e quindi opinabili, sul recentissimo viaggio del Presidente della giunta Regionale Fedriga in Usa, il secondo, ma del primo io non sapevo nulla. Innanzi tutto vorrei che il consiglio regionale fosse avvisato di cosa va a fare all’estero il Presidente della giunta regionale, dato che vi è andato, spesato con fondi nostri, non in veste privata ma istituzionale. Pare, comunque, se ho ben capito, sia andato a cercare i soliti rapporti con le multinazionali che ama che vengano ad investire in Fvg, magari pure largendo loro per il favore fatto, quando qui non c’ è quasi più sanità, languono i servizi e mancano sempre più le basi per una decorosa sopravvivenza, e mentre la Regione sembra proprio voler inseguire progetti poco rispondenti al mandato dei cittadini ed alla salvaguardia del territorio , come quello di costruire strade montane costosissime, inutili ed assurde, cancellando sentieri e imponendo, invece che portando problematiche e soluzioni nel contesto istituzionale decisionale del consiglio regionale.

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Inoltre pare che il dott. Fedriga sia andato, solo soletto, ma mi chiedo con quanta esperienza e conoscenza della materia, per porre in Fvg una ‘Hydrogen valley” e per cercare nuove tecnologie in campo informatico (1), al fine di creare una Silicon valley Fvg, optando per le esperienze straniere più che per quelle italiane, come del resto nella farmaceutica, quando quella nazionale è di tutto rispetto, e portando così il Fvg a diventare polo antagonista e concorrenziale in mano a foresti rispetto all’ industria ed alla ricerca italiane. Come in Italia fossimo tutti dei beoti. Ma ditemi un po’ voi.  

E decidendo, così, in solitaria, cosa fare della nostra regione Fvg, pare quasi egli la consideri una sua azienda privata, dove egli come Presidente di giunta, determina, decide, impone, a meno che non si tratti solo di parole, parole, parole … ed immagine. E dal Messaggero Veneto veniamo a sapere che ha già deciso di ritornare a nostre spese in Usa, a far che non si sa, «entro fine legislatura», ma questo nuovo viaggio avrà «un taglio eminentemente politico – istituzionale», (2) il che mi preoccupa ancora di più. «Ma cosa andrà a fare la prossima volta?» – penso tra me e me.  A proporre una «collaborazione euroatlantica», (3) scrive Diego D’Amelio, (3) ma quella è già imposta dagli Usa e le sue modalità verranno o sono già state discusse con la Ue.

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Però è vero che in passato altri si sono mossi in solitaria, a spese della Regione Fvg, almeno così mi dicono, ma era per qualche incontro con i Fogolar Furlans, non per incontrare investitori possibili sul nostro territorio, che non è una proprietà privata della giunta regionale e men che meno del suo Presidente. Ed il ‘fasin di besoi’ nel 2022 non è la cosa migliore, a meno che il dott. Fedriga non abbia qualche suggeritore magari nazionale, in quanto presidente pure della conferenza delle regioni, ma in ogni caso dovrebbe palesare, e non a posteriori, al consiglio regionale che va facendo in giro per il mondo ed a nome di chi, o su suggerimento di chi, e con mandato di chi, e quanti soldi intende dare a chi vuol venire qui. Perché Novartis docet …

E appare ben strano che il Messaggero Veneto abbia posto due foto a corredo dell’articolo di Diego D’Amelio intitolato: “Nella missione americana un nuovo messaggio…” una di Matteo Salvini ed una di Fedriga con Zaia. Puro caso o pronti a fare affari insieme per conto nostro? Non lo so e lo chiedo al Messaggero Veneto.

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Comunque da quel poco che si sa, in Usa Fedriga ha incontrato persone dal suo punto di vista considerate importanti, con cui si è fatto fotografare, radioso, ad un Gala, (4), ed ha «avuto contatti e visite a realtà che possono arricchire la politica di attrazione di investimenti esteri e rafforzare il programma di internazionalizzazione delle nostre imprese, soprattutto nei settori ad alto contenuto tecnologico», ma pure si è recato negli States per «toccare con mano esperienze da importare in Friuli Venezia Giulia» (5). Ma ormai l’internazionalizzazione di imprese, dopo la guerra in Ucraina e la politica spartiacque e ‘cicero pro domo sua’ di Biden e degli Usa, è impossibile, e magari è preferibile iniziare a parlare di americanizzazione dell’economia europea.

Inoltre io, se devo rendermi conto di un prodotto di un certo spessore, prima faccio una ricerca su internet, e poi quando ho ben valutato, magari facendomi consigliare da chi ne sa più di me, vado a vederlo direttamente, se possibile con qualche esperto. Perché io non compro neppure un divano nuovo senza aver valutato le offerte sul mercato, le caratteristiche, il prezzo in base alle stesse, e mi muovo per andare a vedere solo dopo aver scelto almeno fra una rosa di prodotti, non giro come una trottola il Friuli a vedere per scegliere.  E se non ho di che mangiare non compro un divano. Ma questo credo si chiami politica della brava massaia.

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Sappiamo poi, dal comunicato stampa della Regione Fvg, e quindi dalla fonte ufficiale,  pure che il dott. Fedriga, al termine della sua seconda missione negli Stati Uniti, si è incontrato  con il console generale Fabrizio Di Michele, alla presenza anche della console aggiunta – di origini friulane – Irene Asquini e che poi si è recato «alla sede della Italian Trade Agency (Ita), l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, dove il governatore ha potuto valutare lo stato di avanzamento dei rapporti e dei progetti avviati nella missione svolta nel luglio scorso nell’ottica del rafforzamento delle relazioni commerciali tra Usa e Fvg».(6).

Ora dato che questa frase compare sul comunicato ufficiale della regione, chi l’ha scritta poteva almeno spiegare quali fossero detti progetti o ricordarceli, e esplicitare meglio la loro evoluzione. Perché così, umanamente, non si capisce nulla, perché non è scritto nulla. Però in un articolo su “https://www.triesteallnews.it/”, intitolato “Investimenti made in USA, Fedriga sigla accordo “innovativo” con Italian Trade agency”, datato 8 luglio 2022, è riportato quello che basta per farci trasecolare ed innorridire, infatti si legge che Fedriga ha siglato «un accordo innovativo, che punta a intercettare, nei mercati target per il Friuli Venezia Giulia, potenziali operatori economici interessati a investire nel nostro territorio. Accanto agli investimenti austro-tedeschi il FVG pertanto ora mira a intercettare gli interessi statunitensi; tradizionalmente presenti tanto a livello economico, quanto militare (base USAF di Aviano docet), ma che non erano mai stati così preponderanti». Ma che accordi militari per il Fvg ha firmato il nostro?

Ma non solo: Fedriga ha dedicato pare qualche ora anche a visitare realtà imprenditoriali impegnate soprattutto nel settore energetico e nello sviluppo di tecnologie basate sull’idrogeno; «tra queste, il Newlab, incubatore e acceleratore di start up che riunisce oltre 800 imprenditori, inventori, startupper e 200 aziende impegnate in settori ad alta tecnologia» (7). Inoltre ha visitato,  per approfondire lo sviluppo e l’attrattività di insediamenti nel settore high tech, l’Entrepreneurs Roundtable Accelerator (Era), uno tra i maggiori programmi di accelerazione di impresa di New York City. Infine si è pure recato al flagship store di Moroso, in sintesi il nuovo spazio pubblicitario di detta azienda, che si occupa di mobili (8). Ma da come è scritto il  comunicato, non ho compreso se questi impegni abbiano tenuto occupato il nostro Presidente della giunta regionale un giorno solo, l’ultimo, o più, perché in Usa è stato 6 giorni. (9).

E, dalle fonti reperite e consultate nel merito, pare che nulla di concreto sia scaturito da questo secondo viaggio Usa di Massimiliano Fedriga, ma non si sa mai. Insomma a me è parso, un po’, come quando io andai a visitare il complesso del Monastero di Montebello nelle Marche, che vi consiglio vivamente. Ho visto i campi di frumento ed il Monastero ed ho conosciuto la sua interessantissima storia, ho visitato la stalla ed il pastificio industriale, ho ascoltato le politiche della azienda e come sono stati risolti alcuni problemi, ho partecipato ad una serie di incontri nel segno di Alexander Langer, ho conosciuto i figli di Gino e Tullia Girolomoni, ed almeno ho scritto un articolo dettagliato su questo bellissima esperienza che mi ha permesso pure in quei giorni di vivere altre situazioni importanti. (10).  Ma nel caso della visita del Presidente della giunta regionale Fvg in Usa, ben poco si sa.

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Penso però si possa collegare questa visita allo sviluppo del porto vecchio di Trieste, nel contesto del Pnrr, progetto tanto caro a Fedriga, visto fra l’altro, il suo interesse in Usa per l’idrogeno. Ma quando si parla di idrogeno, si parla sì di programmazione europea, anche di una serie di problematiche importanti che non hanno ancora trovato esaustiva risposta. (11). E scrivo questo dopo aver letto un articolo intitolato: “Portualità, rigenerazione urbana e idrogeno: il PNRR per Trieste” datato 26/4/2022. (12).

In esso si legge che il 22 aprile di quest’anno, il dott. Fedriga, con i Ministri Patuanelli e Messa, oltre che con Maria Stella Gelmini ed il sindaco di Trieste, ha presentato, al ‘Convention Center’, progetti e risorse del Pnrr. Temi forti: «Porto, idrogeno e rigenerazione urbana». (13). In questo contesto, Gelmini ha sottolineato come a Trieste si debba affrontare il grande tema del porto ed ha evidenziato «la decisione della Regione di declinare il suo progetto bandiera nella scelta innovativa della Hydrogen Valley». (14). Ora con questo termine si intende, un incubatore ed un acceleratore nell’ambito dell’idrogeno e delle tecnologie per il suo sviluppo. Ma ci vuole tempo e, per produrre idrogeno verde, serve tanta acqua dolce, non salata. E l’acqua dolce è l’oro del domani, e serve all’uomo per vivere. Dove pensa di andarla a prendere la Regione Fvg, quando piove sempre meno, ed i fiumi sono già stati captati per produrre energia elettrica?

E che il progetto si intenda come transfrontaliero o meno, i problemi permangono. E credo realistico quanto scritto su “Il dilemma dell’idrogeno nella transizione energetica italiana”: «Il governo italiano assegna […] all’idrogeno un ruolo importante nei piani di transizione ecologica, e ha fissato obiettivi ambiziosi per lo sviluppo e l’applicazione di questo vettore energetico entro il 2030. Temiamo però che questi obiettivi siano troppo ottimistici e finiscano per sottrarre risorse ad altre tecnologie che attualmente hanno un miglior potenziale di riduzione delle emissioni di CO2. Occorre guardare con realismo al possibile ruolo dell’idrogeno nell’economia italiana entro il 2030, e pensiamo che considerazioni simili possano essere applicate ad altri paesi industrializzati». (14).

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Inoltre per produrre idrogeno dall’acqua dolce, servono altissime temperature, e questo è un altro problema, serve energia, e questo incide sul costo finale. Pertanto abbandoniamo le mode e torniamo con i piedi per terra. Produrre idrogeno direttamente dal sole, per ora è una ipotesi e null’altro. E comunque sono progetti italiani Enea. (15). Insomma alla luce di questo, non capisco perché un uomo della Lega debba volare in Usa, invece che iniziare a collaborare con l’Ente Nazionale Energia Atomica, con mandato però del consiglio regionale.

Infine, sempre nel corso dell’incontro triestino citato, il Sindaco di Trieste Dipiazza ha spiegato che «il Porto vecchio, lasciato lì per cento anni, è ora una grande opportunità. Saranno investiti 33 milioni sul Magazzino 26, 10 sull’infrastrutturazione, 33 per la creazione di un bosco urbano e 49 per la cabinovia». (16). Ora quello che mi spaventa è che il sindaco Dipiazza, nel 2022, quando i problemi ecologici ambientali vengono presi in considerazione dalla Ue alla Cina, voglia caparbiamente tagliare alberi, per fare la cabinovia, e creare poi boschi nuovi, che devono crescere, ammesso ci riescano con il caldo che fa, e senza sottobosco. Così per il porto, così a Cattinara. (17).

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Inoltre mi chiedo se Massimiliano Fedriga conosca Eurotech, una multinazionale con sede in Carnia, in Fvg, e Roberto Siagri, laureato in fisica ed informatico di altissimo valore internazionale, che ha creato e gestito Eurotech, azienda esperta in ‘Pervasive Computing’ per 30 anni, e che poi, nel marzo 2021, ha lasciato la sua creatura, perché non è dato sapere. (18). Egli ha rassegnato le sue dimissioni, con efficacia immediata, dalla società con sede ad Amaro, dopo averla guidata fin dalla sua costituzione nel 1992, ed averla condotta in un lungo percorso di crescita, «passando dal lancio del primo modulo PC/104 basato su processore Intel nel 1995 e dall’acquisizione della prima società in USA nel 2003, fino all’approdo in Borsa nel segmento STAR nel novembre 2005». (18).

Non solo: Siagri è veramente un uomo che si è confrontato su esperienze ad altissimo livello in varie parti del mondo, dall’Oriente all’Occidente, ed è andato da pari alla Silicon Valley.  «Ciclo di incontri in Silicon Valley per il ceo di Eurotech Roberto Siagri, intitola un articolo in: https://www.studionord.news/.

E la multinazionale di Amaro, secondo la stessa fonte, che data 2019, «guarda con sempre maggiore interesse anche alla Costa Ovest degli Stati Uniti e soprattutto al cuore pulsante della ricerca e dell’innovazione high tech che, ancora oggi, rimane la Silicon Valley. Un lembo di terra nella San Francisco Bay pullulante dei maggiori centri R&D delle aziende tech del pianeta, insieme ad una miriade di start up che, all’ombra del Golden Gate, provano a testare la loro idea innovativa. Eurotech, che conta il 50% del suo fatturato complessivo (che si avvia verso i 100 milioni di euro alla fine di questo 2019) proprio negli Stati Uniti, con una sua sede a Columbia nel Maryland; a Salt Lake City, nello Utah;  a  Lake Forest in California, oltre ad un centro di sviluppo in Alabama, viene riconosciuta anche in Silicon Valley dove, sono circa 250 i migliori ricercatori italiani che offrono le loro menti per l’innovazione, fra le Università di Stanford, Berkeley, ed i vari centri privati di ricerca e sviluppo.

“Non si può fare a meno di capire cosa sta accadendo qui in Silicon Valley – ha affermato Roberto Siagri – da un punto di vista della ricerca e dell’innovazione: da qui partono e nascono, solitamente, le migliori idee; per un insieme di motivi. La ricerca è sviluppata da prestigiose università che dispongono di importanti fondi da dedicarvici e l’innovazione viene caldamente finanziata. L’America offre grandi opportunità per finanziare coloro che hanno idee, merito e passione. E nell’arena di San Francisco, insieme alle ben note università, c’è quell’humus ideale per provare, sbagliare, riprovare, finché non esce qualcosa che cambia la vita di tutti noi. (21).

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Siagri ha incontrato il console generale d’Italia a San Francisco, Lorenzo Ortona, insieme al responsabile scientifico, Simone Dell’Agnello, oltre che al ricercatore Riccardo Manenti, una delle nostri migliori menti italiane nell’ambito della fisica quantistica; poi l’ad e presidente di Eurotech ha voluto vedere da vicino, nell’area di San Jose, sempre in Silicon Valley, a che punto è la ricerca sulle auto a guida autonoma e ha testato il prototipo di auto a guida autonoma di Mercedes, a cui Eurotech fornisce le unità di calcolo di bordo.

Ribadisco con forza i concetti fin qui espressi – continua Siagri -. Stiamo ormai entrando in un’epoca in cui l’economia è basata – e lo sarà sempre di più – sull’intangibile, sull’uso ed il risultato e non sul possesso. I modelli di produzione aziendali passeranno da lineari a circolari, sempre attraverso la trasformazione digitale. Esistono enormi margini per la riduzione degli sprechi, anche e soprattutto, una consistente diminuzione dell’utilizzo di risorse, insieme ad un aumento del benessere sociale». (21).

Infine Roberto Siagri ha guidato pure, «con successo, l’espansione del Gruppo sui mercati internazionali e ha intuito, prima di altri, le grandi potenzialità dell’Internet delle Cose (IoT). Da qui sono nate le componenti di base Everyware Software Framework (ESF) e Everyware Cloud (EC) che hanno consentito a Eurotech di essere riconosciuta come player mondiale nell’Industrial IoT dalle più importanti società di ricerche di mercato e analisi, tra cui Gartner con il suo Magic Quadrant». (22). L’accordo di fine rapporto per Siagri ha previsto anche «un impegno di non sollecitazione di dipendenti, collaboratori e clienti del Gruppo», e la rinuncia a qualsiasi pretesa in relazione alle invenzioni e alle altre opere dell’ingegno delle quali lo stesso dott. Siagri era stato autore. (23).

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Perché ho riportato queste note su Roberto Siagri ed Eurotech (24)? Perché il dott. Fedriga, che ha lanciato ‘Io sono Fvg’ se ha bisogno di innovazione tecnologica da una multinazionale, dovrebbe sapere che Eurotech esiste ancora, ed opera anche in Usa, ed è bene che conosca almeno il valore di Roberto Siagri, prima di cercare fuori ciò che è presente in casa nostra, anche solo per un consiglio.

Senza voler offendere alcuno, e scusandomi con il dott. Fedriga per questo articolo che però dà solo voce alle mie perplessità, sicura che qualcuno mi potrà chiarire quello che non ho capito, chiudo queste riflessioni. E se erro, correggetemi.

Laura Matelda Puppini.

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Note.

(1) Portualità, rigenerazione urbana e idrogeno: il PNRR per Trieste, in: https://italiadomani.gov.it/it/news/portualita–rigenerazione-urbana-e-idrogeno–il-pnrr-per-trieste.html.

(2) Diego D’ Amelio, “Nella missione americana un doppio messaggio inviato dentro e fuori casa”, in Messaggero Veneto, 3 novembre 2022.

(3) Diego D’Amelio, “Fedriga in Usa, ok la caccia ad investitori, in Messaggero Veneto 3 novembre 2022.

(4) Didascalia che correda la foto dell’articolo di Diego D’ Amelio: “Fedriga in Usa, o. cit.

(5) Diego D’Amelio, “Fedriga in Usa, op. cit.

(6) https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act;jsessionid=F9216B40D367301DB7659255AE368AE8?dir=/rafvg/cms/RAFVG/mappa/&nm=20221101193714001

(7) Ivi.

(8) Ivi.

(9) Diego D’Amelio, “Fedriga in Usa, op. cit.

(10) http://www.nonsolocarnia.info/gino-girolomoni-la-terra-il-biologico-il-monastero-e-la-cooperativa-che-fu-alce-nero/

(11) «La produzione sostenibile di H2 è diventata una priorità di investimento all’interno del piano Next Generation Europe. Di conseguenza, l’Italia ha recentemente predisposto un Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), in cui vengono stanziati 3,2 miliardi di euro per la ricerca, la sperimentazione, la produzione e l’utilizzo di H2». – Si legge su: “Il dilemma dell’idrogeno nella transizione energetica italiana” in https://www.nature.com/articles/d43978-021-00110-w. Questo testo ci informa pure sul fatto che sinora l’idrogeno viene prodotto per fabbricare fertilizzanti. Si punta però all’ ‘idrogeno verde’ ma questo implica, per produrlo, l’uso di acqua dolce. Pertanto, secondo questo testo, anche se il governo italiano ha assegnato all’idrogeno un ruolo importante nei piani di transizione ecologica, occorre valutare con realismo il possibile ruolo dell’idrogeno nell’economia italiana e guardare a fonti rinnovabili meno impattanti.

(12) “Portualità, rigenerazione urbana e idrogeno: il PNRR per Trieste”, in: https://italiadomani.gov.it/it/news/portualita–rigenerazione-urbana-e-idrogeno–il-pnrr-per-trieste.html.

(13) Ivi.

(14) Il dilemma dell’idrogeno, op. cit.

(15). https://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-produrre-idrogeno-e-ossigeno-da-acqua-con-il-sole. Per informazioni qui è riportata anche l’email di Silvano Tosti, ENEA – Responsabile Laboratorio Tecnologie Nucleari.

(16) “Portualità, rigenerazione urbana, op. cit.

(17) Cfr. su www.nonsolocarnia.info “Trieste tra ‘nuovo Burlo’ ed ovovia. Ma che politica sta facendo questa Regione? Parte prima dedicata agli alberi di Trieste condannati a morte e Trieste fra proposte assurde come l’ovovia ed altre volte ad una valorizzazione intelligente.

(18) Roberto Siagri si dimette da Eurotech. L’amministratore delegato lascia l’azienda di Amaro. Il cda cerca il suo sostituto, in: https://www.ilfriuli.it/articolo/economia/roberto-siagri-si-dimette-da-eurotech/4/238860.

(19) https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2021/03/24/news/eurotech-roberto-siagri-si-dimette-da-amministratore-delegato-un-periodo-sabbatico-per-leggere-e-scrivere-1.40067025.

(20) Silicon Valley per il ceo di Eurotech Roberto Siagri, intitola un articolo in: https://www.studionord.news.

(21) Ivi.

(22) Dimissioni dell’amministratore delegato di Eurotech spa Roberto Siagri. avviato l’iter per l’avvicendamento alla guida di Eurotech.

(23) Ivi.

(24) «Eurotech – si legge in https://fr.wikipedia.org/wiki/ – est une société italienne du secteur de l’informatique. Elle commercialise notamment des supercalculateurs et des systèmes embarqués. Eurotech est dédiée à la recherche, au développement, à la production et à la commercialisation d’ordinateurs miniatures (NanoPC) et d’ordinateurs haute performance (HPC). Cette activité s’applique principalement dans le domaine des système embarqués appliqués aux solutions industrielles et au transport, et de l’IIoT (Internet des objets industriel). Créée en 1992, Eurotech est une société internationale dont le siège social est situé en Italie. Avec des sites en Europe, en Amérique du Nord et en Asie, le Groupe Eurotech touche les secteurs de l’industrie, du transport3, de la défense, de l’aéronautique, du médical et de la recherche».

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Per l’accordo del Presidente della giunta regionale con la Novartis, cfr.:

L’accordo tra Novartis, casa farmaceutica svizzera, e la regione Fvg. Le giuste domande di Furio Honsell.

Protocollo di intesa Regione Fvg- Novartis: un accordo che a me fa molta paura. Ecco perché.

L’immagine che accompagna l’articolo è tratta da: https://www.informatrieste.eu/ts/blog/fedriga-in-america-promuove-la-regione-friuli-venezia-giulia/fedriga-in-usa/. Laura Matelda Puppini

 

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