«SI SALVI CHI PUÒ IN AUSTRALIA: presidio a Udine!

La situazione peggiora di minuto in minuto in Australia: 5 MILIONI di ettari di foreste, un’area estesa quanto Piemonte + Lombardia, sono in fumo, centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni e quasi 500 milioni di animali sono rimasti uccisi da una crisi incontrollabile.

“Non sono incendi, è una bomba atomica”, ha dichiarato il ministro dei trasporti del Nuovo Galles del Sud. A fargli eco sono i vigili del fuoco del RFS: “Siamo come la carne dentro un panino”, ha dichiarato uno dei comandanti.

Nelle regioni del New South Wales, Victoria, Queensland e South Australia, ci sono migliaia di famiglie sfollate e i beni di ogni tipo sono ormai esauriti. L’esercito è mobilitato da tempo e per numerose persone si è reso necessario l’allontanamento presso zone marine.

Anche centinaia di milioni di animali sono morti per via diretta o indiretta, a causa dei roghi. Le stime, che non prendono in considerazione gli invertebrati, parlano di 487.5 milioni tra uccelli, rettili e mammiferi. I koala, animali-simbolo del continente australiano, hanno subito una decimazione di un terzo della loro popolazione.

Il bilancio di emissioni di CO2 è altissimo: gli incendi di queste settimane hanno causato fino a questo momento l’emissione di circa 250 milioni di tonnellate di CO2 (!!), una cifra che aumenterà, viste le alte temperature (41.9º di media) e la velocità di propagazione.

Davanti ad una calamità di queste dimensioni ci continua a stupire l’immobilismo del Governo di Scott Morrison che, oltre ad aver contribuito al fallimento della Cop25, si rifiuta ancora di modificare le proprie politiche al fine di ridurre le emissioni del paese, con il pretesto di salvaguardare l’economia australiana legata al carbone.

Dopo le grandi proteste di FFF, e nonostante fosse stato avvertito che il riscaldamento globale avrebbe intensificato il rischio di incendi, l’inazione del governo e il rifiuto di agire per fermare la crisi climatica si possono descrivere solo in un modo: è un Alto Tradimento del popolo australiano!

FridaysForFuture, ClimateBreakdown Australia, KeepItInTheGround.

Fonti: https://bit.ly/39CkAQ0, https://bit.ly/2sMgwMy».

Il presidio si terrà ad Udine il 17 gennaio 2020 dalle 17.00 alle 18. 15.

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Alex Zanottelli. L’ira del popolo dell’acqua.

«Rimango basito davanti al fatto che i politici italiani, eletti dal popolo, non obbediscono a quello che il popolo italiano ha deciso visto che ben ventisei milioni di persone nel Referendum sull’acqua del giugno 2011, hanno affermato che l’acqua deve uscire dal mercato e che non si può fare profitto sull’”oro blu”.

Il referendum è l’unica possibilità che il popolo italiano ha di esprimere in maniera diretta la propria volontà. È incredibile che dal 2011 abbiamo avuto ben sette governi di varie tonalità, da sinistra a destra, ma nessuno ha obbedito a quanto il popolo ha deciso sull’acqua.

La politica è sorda a quanto il popolo chiede. È un’amara constatazione, soprattutto per gli ultimi due governi: il governo giallo-verde e quello attuale giallo-rosso. In tutti i due esecutivi la forza politica più consistente era il Movimento Cinque Stelle. La prima stella del M5S è sempre stata la gestione pubblica di questo prezioso bene. Lo stesso presidente della Camera Roberto Fico ha iniziato con noi a Napoli la lotta per questo “diritto umano fondamentale”.

Quando lo scorso anno il presidente Fico ha invitato in parlamento i rappresentanti del Forum dei movimenti italiani per l’acqua ha detto a tutti: «Lego la mia presidenza alla legge sull’acqua». Nel famoso “contratto” del governo giallo-verde, “l’acqua pubblica” era al primo posto sulla lista, ma non se n’è fatto nulla perché la Lega non ne volle sapere. Ma c’è stata tanta ambivalenza anche all’interno del M5S e con due precise questioni: il problema Arera e il decreto Crescita. 

I cinque stelle dovevano sottrarre immediatamente il potere di controllo ad Arera, autorità che ha come fine la gestione dell’acqua nel mercato, per restituirla al ministero dell’Ambiente, cosa che non è stata fatta. Ancora più grave è stato il fatto che approvando il decreto Crescita, praticamente è stata privatizzata l’acqua del meridione (Puglia, Basilicata, Campania). Questo è un autentico tradimento dei pentastellati, nonostante tutte le pressioni del Forum dei movimenti italiani per l’acqua. In questi giorni il premier Di Maio ha detto che la legge sull’acqua è pronta, ma deve convincere il PD a fare tale scelta.

In tutta questa incredibile vicenda c’è anche una grave responsabilità del presidente della Repubblica che ha il dovere costituzionale di richiamare il parlamento al suo dovere di tradurre il referendum in legge. Né Mattarella, né Napolitano prima di lui, l’hanno mai fatto. Quando Mattarella è venuto in visita al Rione Sanità a Napoli, gli ho consegnato una lettera in cui gli chiedevo proprio questo. Mi promise di rispondermi. Non l’ha mai fatto e non ha mai detto una parola su questo tema così fondamentale.

Trovo tutti questi tradimenti politici molto gravi in un momento così difficile, quello del surriscaldamento del pianeta. La prima vittima di tale evento sarà il bene comune più prezioso che abbiamo: l’acqua. Guai a noi se permetteremo che l’acqua cada in mano ai privati! Saranno i poveri a pagarne le conseguenze: morte per sete. Ma se la politica è oggi sorda a questa richiesta fondamentale del popolo italiano, mi consola il fatto che a livello locale la lotta per la gestione pubblica dell’acqua continua, ottenendo anche dei buoni risultati. Molto significativa è stata la lotta dei comitati di Agrigento che ha portato alla ripubblicizzazione dell’acqua, con la modalità dell’azienda consortile pubblica, sia nella città di Agrigento che nei comuni della provincia. Dopo Napoli, è la prima città a farlo. Congratulazioni! Significativo anche il tentativo del referendum provinciale a Bresciae di quello comunale a Benevento, per forzare queste città a ripubblicizzare.

Altrettanto significativo anche il voto dei delegati del distretto Napoli dell’Ente Idrico Campano che ha individuato nell’azienda speciale ABC-Napoli il gestore unico per tutti i trentadue comuni della provincia. Questo grazie al Comitato Acqua Napoli e al Coordinamento campano, molto impegnato anche contro l’azienda privata Gori che gestisce i comuni vesuviani.

Sono tutti piccoli passi significativi, dal basso, per premere sui politici perché in chiave nazionale facciano il passo definitivo verso la ripubblicizzazione. Ci appelliamo in questo momento anche al PD perché abbandoni la sua politica di privatizzazioni e imbocchi la strada della ripubblicizzazione di questo bene che papa Francesco nella su enciclica Laudato Si’ definisce “diritto umano essenziale, fondamentale e universale”. Sarebbe questo uno splendido regalo che il governo giallo-rosso potrebbe fare al Bel Paese. Se non ora, quando?»

Fonte: Comune-info
Pubblicato anche su: Nigrizia.it. 

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La fonte per ambedue gli articoli è: https://www.forumbenicomunifvg.org/.

Altri incontri sul clima ad Udine a cui siete invitati.

Focus sul clima: emergenza clima, condizionamenti multinazionali – INCONTRO CON PAOLO CACCIARI. Udine, 17 Gennaio 2020, presso Cgil Udine viale Giobatta Bassi 36, inizio ore 19:00.

L’Amazzonia brucia, anche per colpa nostra! INCONTRO CON ANDREA PALLADINO. Udine, 30 gennaio 2020, Sala Ajace, Piazza Libertà, inizio ore 18.00 – termine ore: 20:00. Andrea Palladino, giornalista e documentarista, ha vissuto a lungo in America Latina, occupandosi di diritti umani, comunicazione e cultura popolare.

L’immagine che accompagna l’articolo è tratta, solo per questo uso, da: https://www.forumbenicomunifvg.org/evento/lamazzonia-brucia-anche-per-colpa-nostra/?instance_id=756.

Inseriti da Laura Matelda Puppini.

 

http://www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2020/01/Amazzonia-che-brucia-c0be9dd405e227fab9a0570b30a2272c.jpghttp://www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2020/01/Amazzonia-che-brucia-c0be9dd405e227fab9a0570b30a2272c-150x150.jpgLaura Matelda PuppiniAMBIENTE«SI SALVI CHI PUÒ IN AUSTRALIA: presidio a Udine! La situazione peggiora di minuto in minuto in Australia: 5 MILIONI di ettari di foreste, un’area estesa quanto Piemonte + Lombardia, sono in fumo, centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni e quasi 500 milioni...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI