Per capire cosa è accaduto in Fvg in questo periodo, tenendo conto che interventi regionali si sono intrecciati con quelli statali del tanto vituperato governo Conte, che poi tanto male non era, vediamo passo passo come si è mossa la politica in Fvg rispetto al ssr ed alla pandemia.

 Faccio subito una premessa: io sono una di quelle che rimpiangono un solo sistema sanitario nazionale e lo reclamano nuovamente a gran voce, perché con 21 diversi sistemi regionali non si può andare avanti, e neppure reputo giusto che la sanità, in Fvg, sia totalmente in mano ad un assessore, e per di più non eletto dal popolo ma frutto di accordi di partito, da che so, e privo, nel suo operare, di contrappesi, ma si sa che molti, in Friuli Venezia Giulia, di fatto amano gli uomini soli al comando.  E se erro correggetemi.

Era il 29 aprile 2018, quando il Fvg eleggeva, per la sua Regione, la lista del veronese Massimiliano Fedriga, consegnando, senza colpo ferire e voto alcuno, la vice- presidenza della Regione e il potentissimo assessorato alla sanità, grazie ad accordi fra Lega e Forza Italia, nelle mani dell’architetto friulano Riccardo Riccardi.

Dopo un periodo in cui nulla trapelava di fatto per i cittadini, tranne l’ipotetica creazione di tre grandi aziende sanitarie sulla base di un accentramento coatto che faceva volgere la montagna verso scenari davvero bui, si giungeva alla proposta di legge di riforma sanitaria, nata come ddl n. 70/2018, che veniva approvata in consiglio regionale, diventando la legge regionale n. 27 del 17 dicembre 2018, con 27 voti favorevoli della maggioranza di centrodestra e 18 no dell’opposizione (1), configurandosi quindi come figlia di un assetto politico preciso. Ma di fatto il testo continuava a proporre le linee di taglio e di concentrazione precedenti, definite quando alla presidenza della Regione Fvg sedeva Debora Serracchiani, e il prestigioso posto di assessore alla salute era ricoperto dalla mai eletta Maria Sandra Telesca.

Ma attenzione perché, nel corso di un paio di anni, la legge n. 27 del 17 dicembre 2018 mutava più volte, tanto che in: lexview-int.regione.fvg.it/ (2) viene chiesto quale testo normativo si voglia consultare, rispetto alla riforma della sanità dopo l’avvento della giunta Fedriga. Infatti dalla stessa fonte veniamo a sapere che, successivamente, entrava in vigore, per l’”Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale”, un testo modificato di tale legge, in vigore dal 19/12/2019 , dovuto, da che ho compreso, alla approvazione della legge regionale 12/12/2019, relativa alla “Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 26/2015 e alla legge regionale 6/2006”. (3).
Ma poi vi era una nuova variazione testuale in questa ultima, e compariva il testo datato 2/7/2020, che restava però in vigore sino all’11/11/2020, quando veniva nuovamente modificato per dar adito al testo normativo del 12/11/2020 che durava sino al 31/12/2020, per esser sostituito da quello datato 1/1/2021. (4).
E se non mi credete, digitate i link in nota 2, e ditemi voi se poi non trovate la dicitura: «Scegli il testo vigente nel periodo …». E potete anche stampare ogni versione in HTML, PDF o DOC.

Ma se mi chiedete se ho letto e raffrontato le plurime variazioni del testo della legge regionale n. 27 del 17 dicembre 2018 e 12/12/2019, vi dico subito di no, perché già sono rimasta colpita da queste modifiche, che spero siano passate in consiglio regionale, e che scombussolano i poveri cristiani, avvezzi a pensare che una legge non debba essere subito variata, ma applicata. Ma qui pare che la legge si sia adeguata all’azione, non l’azione alla legge, ma è solo pensiero mio. E se non ho ben compreso, correggetemi.

E il variare della norma pare cammini pari passo con l’apparire dell’assessore alla tv, con sempre meno seguaci, temo, per tranquillizzare, per dare informazioni sul covid, mentre il coronavirus se la rideva ed andava nel 2020 ed a seguire nel 2021 sempre maggiormente prendendo piede in regione, fino al terribile color nero aggiudicato alla provincia di Udine per numero di contagi, ed al triste primato del maggior numero di morti in Italia. Ma cosa vuoi che sia ….
E non sono la sola ad aver notato le diverse apparizioni in tv, dichiarazioni etc. dell’attuale assessore alla salute della giunta Fvg; infatti vi è chi ha dichiarato che «L’attività dell’assessore Riccardi è scandita da decine di tweet giornalieri, […], mille e una videoconferenza, uno sfrenato presenzialismo in eventi e tagli di nastri». – ed è Salvatore Spitaleri del Pd, membro della commissione Paritetica Stato-FVG. (5).

Comunque, di fatto, la legge  27 del 17 dicembre 2018 e sue modifiche, stravolgeva ulteriormente l’assetto aziendale ed organizzativo della già traballante sanità Fvg; introduceva, come già accaduto in precedenza, un pizzico di suspense con nuovi ruoli ignoti, come quello dato alle farmacie di ‘punto salute’, (quando sono eminentemente, ‘punti di vendita, di controllo farmaci’, di erogazione di alcuni servizi predefiniti), compito non previsto, che io sappia, dalla legge nazionale, come non è previsto che gli infermieri, per far risparmiare e facendo volgere alla cinesizzazione della sanità, (6) facciano i medici. Infine per quanto riguarda l’assistenza, nel testo licenziato a fine 2018, e credo mai modificato in questa parte, si parla di «ruolo attivo dei pazienti e delle famiglie per favorire il progetto personalizzato assistenziale e la domiciliarità dell’assistenza». (7). Insomma, chi ce li ha se li tenga a casa, par di capire, senza aver neppure la più pallida idea, in molti casi, di cosa significhi, anche economicamente ma pure a livello di spazi,  avere anziani disabili in casa per una famiglia dove lavorano in due, che magari hanno anche un paio di figli.
Ora invece, dopo la mezza ecatombe covid nelle residenze sanitarie e case di riposo, si piange il morto, si fa per dire, desiderando tanti inserimenti per quadrare i bilanci, a fronte di personale che spesso deficia, e con un rapporto dell’anziano con i parenti distrutto a causa dell’isolamento forzato, stile ’41 bis’.

E fin dal 2014, ma ora più che mai, l’arte di arrangiarsi spopola in regione tra i pazienti, senza colpa dei medici ed infermieri, per carità, ridotti all’osso, ed a cui, in questi giorni, l’assessore ha scoperto che si devono pagare pure gli straordinari (8). Ma se lo scopre lui, cosa stanno a fare manager su manager? E forse sbaglia Spitaleri, quando dice che in Fvg, «Chi guida la sanità non si può spacciare per Alice nel paese delle meraviglie, specialmente in una regione ad autonomia speciale in tempo di pandemia»? (9).

Così a me pare, ma è pensiero mio, che invece di utilizzare gli uffici preposti per analizzare, progettare, studiare le ricadute di scelte sul territorio, prima di legiferare, in regione si sia andati avanti un po’ così in sanità …, un po’ alla garibaldina, cavalcando il momento, e concordo con chi sostiene che questo non è colpa del Covid.  Ma non era proprio Riccardo Riccardi che, forse nel 2017, dalle pagine del Messaggero Veneto, attaccava la giunta Serracchiani invocando il welfare per i cittadini?

Ma allora Riccardo Riccardi era il papabile per destra e centrodestra alla carica di governatore, ed era stato sostenuto proprio da Codroipo, (10) che ora non sta benissimo, per quanto riguarda i medici di base. (11). Non solo: i candidati di destra erano appoggiati anche da Gemona del Friuli, il cui ospedale pare ormai diventato un multiuso a seconda degli eventi. Io non so perché poi la destra abbia virato verso Fedriga come presidente della Regione Fvg, ma credo sia avvenuto dopo aver fatto un veloce conteggio dei voti possibili, ed aver puntato sul famoso accordo Fi – Lega, che ha dato di fatto i suoi frutti.

Ma per ritornare all’oggi ed al coronavirus, dato che la Lombardia sembra proprio esser stata la regina dei disastri in pandemia, ecco noi a seguirla, con l’dea della costosissima nave ospedale a Ts, (quando poi i numeri più alti di positivi al virus si sono rilevati in provincia di Udine), varata, non varata, pagata non pagata, non lo so, che avrebbe richiesto personale specializzato da prendersi Dio solo sa dove. Ed a seguire l’altra ideona di chiudere l’attività normale ospedaliera nella prima fase covid, facendola seguire da una nuova chiusura causata dalle ferie concentrate del personale, e, quindi, dall’attuale terza fase di chiusura dell’attività chirurgica, dopo aver trasformato le medicine interne degli spoke in reparti covid quasi dovunque, ed aver tolto punti di primo intervento.

La situazione quindi appariva ad un certo punto pesante anche per la balzana idea, (data dal protocollo dell’Aifa, Associazione Italiana del farmaco, alla quale non si sa chi, a livello nazionale, abbia dato un compito medico di questo spessore), di privilegiare l’attendismo alla cura, con il risultato di aumentare presumibilmente i morti e mettere in difficoltà gli ospedali. Per fortuna qualche medico zelante della penisola, che aveva capito che si doveva curare il più possibile a casa i malati di covid-19, ha deciso di farlo, e quindi un avvocato, a cui va il mio grazie più sincero, Erich Grimaldi, è ricorso, affiancato dalla collega Valentina Piraino, contro Aifa e Ministero della Salute al Tar del Lazio, che ha decretato che i medici devono esser liberi di curare come vogliono. (12). Ma i medici di base, seguendo le leggi, non curano e visitano i casi covid- 19 in Fvg, per quanto ne so io, che per inciso il virus l’ho avuto, in quanto è compito delle Usca.

Ma le Usca che fanno? Paiono, in Fvg, dalla mia esperienza personale, più simili alla’ araba fenice’, che “che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”, che altro. Ora i medici di base, che non varcano, legalmente, la porta di casa di un paziente manco se … quando ipotizzano il covid, inviano alle Usca.  Ma, forse a causa di personale ridotto, le Usca non si vedono, e pare portino solo ossigeno, cioé che intervengano solo quando i buoi sono scappati dalla stalla. Però ti telefonano: “Come sta?”, un giorno sì e l’altro magari no, come farebbe il mio amico Silvano, e non hanno un numero di reperibilità. Ed anche in questo caso, la possibilità di salvarti la pelle dipende da come rispondi, dal fatto che tu sia in grado di rispondere, perché magari un vecchietto di paese risponde solo: “Così così” per scaramanzia, per timidezza, o non risponde perché il cellulare è scarico, o perché non c’è copertura di rete o perché ha il fiato corto e sta davvero male. (13).

E la situazione, se era pesante tempo fa, è pesante ora più che mai. (14).

«“Meno ospedale più territorio”, fu il motto della dott. Maria Sandra Telesca, coadiuvata da Adriano Marcolongo, con il risultato che stiamo perdendo sia ospedale che sanità territoriale, di cui tutti parlano ma che non si sa di fatto che sia e come si debba articolare. In quasi 5 anni, io non l’ho ancora capito, ma può essere limite mio» (15) – scrivevo, senza essere profetica o nuova Sibilla Cumana, il 30 dicembre 2018, ma semplicemente guardando cosa stava accadendo intorno a me.

Inoltre infinite norme, ecc. ecc. sono state emanate in Fvg per il contenimento della pandemia: ma con che risultato, ci sarebbe da chiedersi sulla base di quello che oggi vediamo?

E il dott. Massimiliano Fedriga, nella sua ordinanza del 12 novembre 2020, pur in presenza di una regione posta nella «fascia di rischio “moderata ad alta probabilità di progressione” per la diffusione del coronavirus» (16), perché non chiudeva precauzionalmente bar e ristoranti ma permetteva l’attività di somministrazione di alimenti e bevande dalle ore 15 fino alla chiusura dell’esercizio, esclusivamente con consumazione da seduti sia all’interno che all’esterno dei locali, su posti regolarmente collocati?
Ma poi, nonostante la stretta natalizia, tutto precipitava, tra qualche festa privata di troppo, e quelli che, complice il proprietario di qualche locale pronto a guadagnare, pensavano che non potesse far male bere un bicchiere e magari due o tre in compagnia, girare senza mascherina, in nome di una libertà non si sa da che legge sancita, o fare una rimpatriata occulta in una baita tra i monti. Tanto il mondo è dei furbi, e nessuno controlla …
Inoltre scoppiava il caso piste da sci. Vi fu chi si indignò moltissimo per la loro chiusura, pensate se fossero state aperte che situazione si sarebbe creata.

Ma quello per cui, e mi rivolgo in particolare all’Assessore Riccardi ed al Presidente dott Fedriga, la sanità non va bene in Fvg è lo scoramento di quel milione e duecentomila abitanti di questa regione che fu bellissima, fra gente che deve ricorrere a dosi massicce di antidolorifico, che tutto fanno tranne che bene alla salute,  perché le liste di attesa per una protesi al ginocchio sono lunghissime, una visita ginecologica per cui attendere tempi tali che te li puoi permettere solo se sei sicura di star bene, e che quando la fai, scopri che il ginecologo ha in dotazione un ecografo vetusto e dovresti spostarti a Udine, ammalati spaventati e terrorizzati, che ricorrono telefonicamente al medico di base perché le visite sono contingentate, in sintesi su appuntamento, con il settore privato scarso, i pronto soccorso al collasso, e conseguentemente,  l’attivazione del solito ritornello, quasi che i pazienti fossero medici di se stessi: «Non vada in pronto soccorso».

E se si legge l’esperienza ‘horror’ di un paziente al Ps Udine, pubblicata dal Messaggero Veneto qualche giorno fa, e scritta dalla moglie, pensi che sia stata riportata per dirti: «Guarda cosa ti capita se vai in pronto soccorso». Perché, se la leggerete, temo apparirà anche a voi come un forte disincentivo a varcare la soglia del Ps Udine, narrando essa di un soggetto lasciato là per ore mezzo svenuto nel suo vomito, come le oss non esistessero. (17). E molto poco opportunamente, o volutamente, non lo so, detta lettera, intitolata “La drammatica giornata in ospedale di mio marito malato di Covid”, è stata posta accanto ad un articolo di Luana da Francisco intitolato. “Pronto soccorso ancora in apnea. E l ‘età dei ricoverati si abbassa” (18), ed è stata pubblicata con un cappello del Messaggero Veneto che sottolinea come quello che è accaduto al povero paziente debba far «riflettere sull’estrema pressione che subiscono le strutture, gli operatori sanitari e di conseguenza anche i pazienti». (19).
Ma questo è il pensiero del quotidiano. Inoltre perché omettere la firma? Si temono forse ritorsioni verso la Signora? Perché se uno firma una lettera ad un giornale, non chiede la privacy.

Ma per esser sinceri, questa storia che i pronto soccorso sono senza personale, senza ambulanze, con automediche senza medico a bordo, con molto affidato a infermieri, va avanti da tempo, e quindi ora siamo al gran finale. Infatti già anni fa il Messaggero Veneto che è la voce dell’ospedale di Udine, quasi una sua mezza gazzetta ufficiale, e mi perdoni Omar Monestier se ho questa impressione, pubblicava un articolo in cui si leggeva che le madri non avrebbero dovuto portare bimbi febbricitanti al pronto soccorso pediatrico intasato, ma che si arrangiassero a casa, non configurandosi lo stato di urgenza. Ma come si fa a pensare che una madre, a cui l’angoscia sale perché suo figlio sta male, non vada a cercare un medico dove pensa di trovarlo? E mi viene alla mente la pediatra e medico dott. Caterina Moro di Tolmezzo, che meriterebbe almeno una targa per la sua disponibilità ad ogni ora del giorno e della notte …

E io contesto a gran voce, per quanto possa valere io, che sono una goccia in un oceano, questa politica di far pagare ogni problema al paziente: se il pronto soccorso ha poco personale, ne chieda di più con forza: non è più tempo della politica delle sagrestie. Ed è chiaro che se non trovi il medico od il pediatra di base, spesso trasformati in burocrati e che non vogliono avere a che fare con il covid 19, quando i loro pazienti è molto probabile si ammalino di quello, allora ti precipiti verso il primo pronto soccorso che trovi, scelta quasi imposta nei fine settimana, dove esistono le guardie mediche, ma ora pare anche loro, ‘a mani nude’ queste sì, addette solo all’emergenza urgenza, almeno così mi è stato risposto tempo fa. Peccato, però, che dette figure abbiano il compito di sostituire il medico di base, ed in situazioni di emergenza urgenza possa andar a finire che, chiamandole, si faccia solo perder tempo al paziente grave. Ma neppure questa è una novità.
Inoltre come fa un paziente a valutare se sia il caso di ricorrere, perché vi è una urgenza o meno, al pronto soccorso se non è medico, di fronte a sintomi per lui importanti? Dateci almeno un manuale, sono anni che lo chiedo.

E per finire, non sappiamo perché in Fvg non si possa fare un sierologico covid in privato a causa della Regione Fvg che pretende la ricetta medica. Ma se uno ha il medico di base che dice che non intende prescrivere l’esame sierologico covid a nessuno, neppure a chi il covid lo ha già avuto, perché in un corso fatto non si sa da chi e quando hanno detto che non serve, che si fa? Eppure ora alcuni esperti dicono che per chi ha già contratto la malattia sarebbe molto opportuno farlo, per avere una indicazione sulla presenza di anticorpi IgG specifici e loro quantità.

E per terminare, dico che io credo che sia ora passata e suonata che Fedriga e Riccardi facciano un esame di coscienza su questa sanità Fvg liquefatta, che pare serva sempre meno l’utenza e via via si configuri come una entità esistente sempre più solo sulla carta, piena di amministrativi e di problematiche irrisolte, invece di battersi come novelli don Chisciotte della Mancia per far chiudere le scuole, contro i genitori udinesi.

Le vaccinazioni si spera risolvano il problema della diffusione del virus, ma non risolvono la debacle della sanità regionale, iniziata nel 2014, problema che deve essere affrontato non da un uomo solo ma dal consiglio regionale intero. E Fedriga e Zanin facciano riunire la commissione sanità subito, come richiesto dai consiglieri Honsell, Liguori, Ussai, Zalukar e Zanon o, ancora meglio, convochino un consiglio regionale straordinario con all’ordine del giorno il ssr, che ipotizzi un data base sull’esistente e come procedere in futuro, tenendo conto dei territori diversificati. Infatti in Fvg non c’è nè la pianura veneta nè quella padana, e già per andare, via autostrada, da Tolmezzo ad Udine e ritorno, si devono percorrere più o meno 100 chilometri.

E credetemi, non scrivo queste righe per manie di protagonismo, ma perché leggo, sento, ascolto, vedo i cittadini sempre più presi da scoramento, e vorrei dire alla Regione Fvg, in particolare al consiglio regionale, che è ora che analizzi i problemi della sanità e di non lasciar chiudere, aprire, riaprire, trasformare reparti ed ospedali, e spostare, a piacimento, funzioni e personale in un settore così delicato, senza che si capisca più qualcosa, come si vivesse una eterna emergenza, quando il covid viaggia da un anno sul suolo italico, come minimo. E se è vero che le spese per la pandemia sono state per la gran parte coperte dallo Stato, a fronte di continui tagli e spostamenti: come ha speso la Regione il budget per la sanità che pare sia metà del bilancio regionale?

Senza voler offendere alcuno, ma per esercitare il diritto di critica, vedendo gente spaventata e che soffre intorno a me, mentre la sanità regionale pare sbaraccare, e siamo in testa alla classifica per numero di morti da virus, e con l’assessore Riccardi che ha tagliato ora tutti gli interventi chirurgici non d’urgenza e differibili, senza dire chi firmerà che uno deve fare un intervento ed uno no, e senza precisare come faranno Aviano, centro oncologico, e il Burlo, centro pediatrico e per gestanti e parti, a garantire l’ attività chirurgica (21) per esempio traumatologica, tanto per dirne una, quando non sono attrezzati per farlo e mancano loro specialisti, questo ho scritto e mi scuso con chi possa sentirsi offeso. Ma mi auguro pure che altri commentino questo mio od intervengano nel merito.

Laura Matelda Puppini

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Note.

(1) https://www.quotidianosanita.it/friuli_venezia_giulia/articolo.php?articolo_id=79481

(2) Vorrei specificare meglio questa parte normativa. La prima legge varata dall’attuale consiglio regionale, avente come oggetto “Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale”, e la legge regionale 17 dicembre 2018, n. 27, che poi, da quello che ho capito, è stata modificata più volte (il primo testo è durato dal 20/12/2018 al 09/08/2019, il secondo dal dal 10/08/2019 al 18/12/2019 fino a giungere alla approvazione della legge “Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale, datata 19/12/2019, a causa dell’approvazione della legge regionale 12/12/2019, relativa alla “Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 26/2015 e alla legge regionale 6/2006”. Ed anche per questa variava e compariva il testo datato 2/7/2020, che restava però in vigore sino all’11/11/2020, quando veniva nuovamente modificato per dar adito al testo normativo del 12/11/2020 che durava sino al 31/12/2020, per esser sostituito da quello datato 1/1/2021. (lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2018&legge=27&ART=000&AG1=00&AG2=00&fx=lex e lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2019&legge=22&ART=000&AG1=00&AG2=00&fx=lex.

(3) Legge regionale 17 dicembre 2018, n. 27 – TESTO VIGENTE dal 19/12/2019 – Testo coord. Alla Legge regionale 12 dicembre 2019 n.22. “Assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale”. (file:///C:/Users/User/AppData/Local/Temp/Legge Regionale 17 dicembre 2018 n. 27.pdf o lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2018&legge=27&ART=000&AG1=00&AG2=00&fx=lex.

(4) lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2018&legge=27&ART=000&AG1=00&AG2=00&fx=lex.

(5) Sanità: Spitaleri, Giunta Fedriga scopre che lavoro straordinario va pagato: “Forse è tempo di dire pubblicamente che il re è nudo”, in: https://friulisera.it/sanita.

(6) Cfr. nel merito: “Sanità: sui risparmi e sulle competenze. Verso la “cinesizzazione” del lavoro nel ssn? In www.nonsolocarnia.info.

(7) FVG. La riforma sanitaria è legge. Si punta sul territorio e su una rete ospedaliera hub & spoke, in Quotidiano Sanità, in https://www.quotidianosanita.it/friuli_venezia_giulia/articolo.php?articolo_id=79481.

(8) Sanità: Spitaleri, Giunta Fedriga, op. cit..

(9) Ivi.

(10) Regionali 2018: Fi di Codroipo appoggia Riccardi, in Messaggero Veneto 13/7/2017.

(11) CatastrofeSanitàFvg Exxx…Polzive!!! Centis incalza l’assessore sui vaccini a domicilio. Allarme in Friuli per zone carenti di medici di base. Su 100 pensionamenti entrano solo 40. I casi di Codroipo, San Giorgio di Nogaro e del Friuli Occidentale, in: https://leonarduzzi.eu/catastrofesanitafvg-exxx-polzive-centis-incalza-lassessore-sui-vaccini-a-domicilio-allarme-in-friuli-per-zone-carenti-di-medici-di-base-su-100-pensionamenti-entrano-solo-40-nuovi-medici-i-casi/.

(12) Covid-19, Comitato Cure Domiciliari vince ancora al Tar: «Medici devono poter prescrivere farmaci che ritengono opportuni, in: https://www.sanitainformazione.it/omceo-enti-territori/.

(13) Cfr. Problematiche per positivi al covid 19 tra approccio lineare al paziente, conflitti di competenze, medicina telefonica, in: www.nonsolocarnia.info.   

(14) Cfr. anche: “Covid: sanità Fvg e nazionale: il sistema ha fatto boom?”, in: nonsolocarnia.info ed ascolta sull’argomento “Trieste verde attacca. Fogar “Sanità allo sbando”, il Comune intevenga, in: https://www.youtube.com/watch?v=a5AYGSy14uk

(15) “La fine dell’Aas3, o Ass3 che dir si voglia, cosa comporterà per noi carnici e del gemonese? Chiediamocelo”, di Laura Matelda Puppini, in: nonsolocarnia.info.

(16) https://www.ilgazzettino.it/uploads/ckfile/202011/2020-11-12%20Ordinanza_41_PC_FVG_12210600.pdf. Testo dell’ordinanza Fedriga, link in Marco Agrusti, Fedriga in diretta: nuova ordinanza in Fvg, la domenica chiudono anche i negozi al dettaglio. Al bar solo seduti dalle 15. Rt in calo, in: https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/.

(17) “La drammatica giornata in ospedale di mio marito malato di Covid”, lettera con firma omessa, in Messaggero Veneto, 20/3/2021.

(18) “Pronto soccorso ancora in apnea. E l ‘età dei ricoverati si abbassa”, in Messaggero Veneto, 20/3/2021.

(19) Cappello a “La drammatica giornata, op. cit.”.

(20) “Lettera aperta al Presidente della Giunta Regionale Piero Mauro Zanin”, in: https://friulisera.it/.

(21) https://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2021/03/17/covid-riccardi-sospesa-attivita-chirurgica-non-urgente_da2c5099-6c4c-466b-8d33-71b1b9933157.html.

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L’immagine che correda l’articolo ritrae Riccardo Riccardi, è stata da me elaborata in arancione, ed è tratta da: https://www.ilfriuli.it/articolo/salute-e-benessere/sanita-i-sindacati-denunciano-mesi-che-chiediamo-un-confronto-con-la-regione/12/225124. L.M.P.

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/riccardi-Immagine1.jpg?fit=771%2C514&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/03/riccardi-Immagine1.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniECONOMIA, SERVIZI, SANITÀPer capire cosa è accaduto in Fvg in questo periodo, tenendo conto che interventi regionali si sono intrecciati con quelli statali del tanto vituperato governo Conte, che poi tanto male non era, vediamo passo passo come si è mossa la politica in Fvg rispetto al ssr ed alla pandemia.  Faccio...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI