La dott. Annalisa Bonfiglioli, di Cramars, indefessa organizzatrice di InnovAlp, mi ha donato il libretto di Giorgio Zanin e Gian Piero Scanu: “Papaveri vegliano per un giubileo civile. La legge di riabilitazione dei fucilati per mano amica”, senza data di pubblicazione, ma reputo recentissimo, e riprodotto dal CDR della Camera dei Deputati. Esso contiene interessanti dati ripresi anche da un articolo di Stefano Iannacone, sul Fatto Quotidiano, da me citato, (1) che riporta che i soldati sottoposti a procedimenti giudiziari durante la prima guerra mondiale furono, in totale 262.481, a cui si aggiunsero 61.927 civili e 1.119 prigionieri di guerra. «Furono processate 325.527 persone e la percentuale di condanne si aggirò intorno al 60% del numero degli imputati […]. Tra questi procedimenti, 4.028 si conclusero con la condanna alla pena capitale: 2.967 con gli imputati contumaci e 1.061 al termine di un contraddittorio. In molti casi fu applicata la commutazione della pena […]. Le sentenze eseguite effettivamente furono 750 […]. Ma il numero dei fucilati non si esaurì in questa cifra, perché vi furono circa altri 350 gli uomini giustiziati.

Mi sono interessata dal lontano novembre 2016 dell’argomento che ho trattato in tre articoli su www.nonsolocarnia.info, e nel merito ho pure pubblicato una riflessione di Francesco Cecchini. (2).  Ma vorrei ritornare sui motivi per i quali, leggendo i resoconti del dibattito parlamentare in commissione senato, che si occupa anche di altri temi di spessore, presieduta allora dal senatore Nicola Latorre, del Pd pure lui, si è fermato l’iter di approvazione del disegno di legge approvato dalla Camera, ed a cui si è cercato, comunque, di dare risposta.

Innanzitutto ricordo che nel novembre 2016, in Italia, si era a due passi dal voto per il referendum sulle modifiche costituzionali, che accendeva gli animi, che voleva ampie modifiche al senato, e che mi vedeva fervente sostenitrice del NO, senza se e senza ma. Inoltre, ci fu chi, allora, usò detta proposta di legge sulla riabilitazione dei soldati fucilati nel corso della prima guerra mondiale, a mio avviso, e se erro correggetemi, come arma politica : infatti vi fu chi scrisse che capiva come i senatori, generalizzando, (mentre trattavasi di 5 o 6 persone, tra cui vi erano, per inciso, anche Carlo Pegorer, Silvana Amati e Nicola Latorre del Pd, relatore) , «sensibili al richiamo delle alte gerarchie militari e ministeriali, abbiano deciso di bloccare tutto» (Giulio Magrini, Messaggero Veneto 10 novembre 2016) informazione che non è vera; che il relatore stava stendendo, sul precedente testo, «strati di melassa procedurale, sofisticati distinguo dovere/obbedienza, cruento rigore», che io non so dove si possano leggere, e via dicendo. Dal canto suo il Messaggero Veneto, intitolava il 5 novembre 2016, facendo certamente non buona informazione, secondo me, un articolo di Luciano Santin: “Dal Senato schiaffo ai fusilâz di Cercivento: iter azzerato, si riparte”, quasi che la IVa Commissione difesa del senato si fosse occupata solo dei 4 di Cercivento, e che l’iter procedurale fosse stato azzerato, il che non è vero, mentre l’articolo è un pot – pourri incomprensibile, ma emotivamente pregnante, insomma un testo più atto a criminalizzare forzando, che ad offrire la giusta informazione, a mio parere. Fra l’altro il noto quotidiano non si era neppure occupato di scrivere in modo corretto il cognome del senatore Nicola Latorre, (e non La Torre). E forse, pensai allora, aveva qualche ragione anche il senatore Gaparri, a sentirsi un po’offeso dai toni nello specifico di Rumiz, su Repubblica. e mi ricordo che mi domandai, all’epoca, se questo modo di interloquire potesse considerarsi un ‘esprimere democraticamente’ un parere. Infatti Maurizio Gasparri, in commissione difesa del Senato,  aveva dato voce al suo profondo e sdegnato disappunto nel merito dell’ articolo firmato dal giornalista Paolo Rumiz e pubblicato dal quotidiano “La Repubblica” il 6 novembre 2016, nel quale, a suo avviso, veniva espresso «un orientamento ingiustamente critico sul lavoro svolto dal Senato (che, a detta dell’autore, avrebbe concretizzato un vero “schiaffo istituzionale”), con l’utilizzo di termini denigratori e offensivi sia nei confronti del Senato come istituzione, sia nei confronti dello stesso presidente Latorre […]» per il quale si ipotizzavano, adirittura, legami con le lobby militari. Inoltre il senatore Gasparri poneva l’accento sulla terminologia impropria utilizzata nell’articolo, ove il progetto di legge approvato dalla Camera veniva erroneamente qualificato come “decreto”, e rammentava come il gruppo editoriale di “La Repubblica” non fosse stato estraneo, in passato, a spiacevoli ed inopportuni episodi di “lobbismo” parlamentare. E vi fu chi, allora, sul mio profilo facebook, collegò l’approvazione del testo sulla riabilitazione dei fucilati al sì al referendum. (3).

Inoltre molti puntavano e puntano ancora sulla riabilitazione unicamente dei 4 alpini fucilati a Cercivento, perché considerati colpevoli di aver spinto un reparto di 80 soldati, facente parte del battaglione Monte Arvenis, a rifiutarsi di prendere parte ad un’azione notturna ritenuta pericolosissima, (4) ma essi, come scrivevo nel novembre 2016, rientrano  «in un discorso generale che coinvolse altri soldati e reparti: basta leggere il documentatissimo Pluviano Marco, Guerrini Irene, Fucilate i fanti della “Catanzaro”. La fine della leggenda sulle decimazioni della grande guerra, Gaspari, Udine 2007». (5).

E nel mio “O Gorizia tu sei maledetta… noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra.”, edizione cartacea Andrea Moro ed. 2016; edizione online storiastoriepn.it 2014, dedicavo alcune righe alla decimazione di soldati, a caso, uno su dieci, per reati evidenziati senza conoscerne il colpevole (6), e sottolineavo l ‘importanza dei risultati della Commissione d’inchiesta su Caporetto, di cui fece parte anche Michele Gortani, (7) aspetto non evidenziato nel libretto di Zanin e Scanu, citato.

Inoltre credo che l’ottica di Zanin e Scanu, che ancor oggi ritengono i senatori ed il popolo italiano divisi tra «nazionalisti- militaristi e internazionalisti- pacifisti» non regga e che non sia questa la causa di alcuni problemi e perplessità sulla proposta di testo di legge “Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale”, di cui Scanu e Zanin risultano proponente e uno dei firmatari, che sono, fra l’ altro, quasi tutti del Pd (8). E ritengo che, forse, la Camera abbia troppo velocemente licenziato il testo della proposta di legge, senza verificarne la fattibilità.  

Riprendo quindi, dai miei precedenti, ed in particolare dal mio: “Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1a guerra mondiale. Cosa è successo nella 4a Commissione difesa, al testo di legge licenziato favorevolmente dalla Camera. Problemi e difficoltà”, in: www.nonsolocarnia.info, le perplessità emerse in Commissione Difesa del Senato, anche da parte del relatore Latorre e degli altri due membri del Pd, per far comprendere che esse dovrebbero venir superate, come hanno cercato di fare con il nuovo testo, che ha però solo una parte di copertura economica.

  • Già il testo approvato alla Camera dei Deputati prevedeva il riconoscimento dell’istituto della riabilitazione militare nei confronti del personale militare italiano condannato alla pena capitale nel corso della prima guerra mondiale, per la violazione di talune disposizioni previste dell’allora codice penale militare, ma dal provvedimento di riabilitazione venivano espressamente esclusi tutti coloro che erano stati condannati alla pena capitale per aver volontariamente trasferito al nemico informazioni coperte dal segreto militare e pregiudizievoli per la sicurezza delle proprie unità di appartenenza e per il successo delle operazioni militari delle regie forze armate. Pertanto il senatore Alicata (Pdl) iniziava a chiedersi quali sarebbero state le modalità di individuazione e selezione dei beneficiari del provvedimento.
  • Un altro nodo problematico era poi rappresentato dal procedimento: nonostante il fatto che si sarebbe dovuto procedere d’ufficio, si sarebbe comunque dovuto vagliare caso per caso, il che avrebbe comportato ampie ricerche d’archivio su tempi, luoghi e modalità dell’accaduto. Il Tribunale militare di sorveglianza, tuttavia, non disponeva di risorse adeguate e le tempistiche sarebbero state, di conseguenza, particolarmente lunghe, imponendo di accompagnare la misura con un rafforzamento degli uffici giudiziari coinvolti, ed implicando, pure, di trovare adeguata copertura finanziaria.
  • Anche se il disegno di legge escludeva possibili risarcimenti di natura economica ai parenti dei riabilitati, la riabilitazione avrebbe potuto tuttavia far sorgere delle aspettative di natura economica nelle famiglie dei caduti (sia in termini di risarcimento, sia in termini di recupero di emolumenti mai corrisposti a motivo della condanna), dando luogo a contenziosi.
  • Perplessità venivano sollevate circa l’iscrizione dei riabilitati nell’Albo d’oro: l’atto istitutivo dell’Albo, infatti, già prevedeva chi iscrivere e chi non iscrivere, ed i volumi con gli iscritti erano già stati pubblicati.
  • Non si sapeva come la Repubblica italiana avrebbe potuto chiedere perdono per sentenze comminate dal Regno d’Italia in nome del Re, in sintesi per errori non suoi. Pertanto, di conseguenza, il professor Parisi aveva chiesto di sopprimere la creazione di un bando del Ministro della Pubblica Istruzione con un concorso tra gli studenti delle scuole superiori per la scelta del testo da incidere nella targa che si prevedeva di affiggere in un’ala del Vittoriano, per ricordare il sacrificio dei militari fucilati riabilitati, da affidare ad un adolescente.
  • Latorre poi riportava i problemi incontrati in Francia e Gran Bretagna nel trattare la questione. In Francia il testo non era stato approvato, pur avendo cercato di trasportare la riabilitazione al solo piano morale, in Gran Bretagna, invece, il Parlamento aveva licenziato un testo che prevedeva il perdono, in generale, per tutti coloro che fossero stati giustiziati, nel corso della prima guerra mondiale. per un reato tra quelli contenuti in un elenco approntato.
  • la senatrice Amati (Pd) si augurava di poter addivenire in tempi congrui ad una soluzione condivisa, che superasse i problemi tecnici evidenziati, comunicando il proprio orientamento favorevole per una soluzione di tipo francese, e così anche il Senatore Battista, che si dichiarava favorevole all’adozione di una riabilitazione morale di carattere generale.
  • Il senatore Gasparri (PdL) era favorevole alla costituzione di un comitato ristretto, ribadendo, a nome della propria parte politica, la contrarietà all’uso dello strumento legislativo per valutare le vicende storiche, ed osservando che sarebbe stato comunque difficile raggiungere un consenso unanime in materia.
  • L’ approvazione delle legge ai soli militari nella prima guerra mondiale poneva il problema della riabilitazione di militari condannati alla pena capitale per la violazione di talune disposizioni previste dell’allora codice penale militare per decimazione in altre guerre precedenti e nella seconda guerra mondiale.

A questo punto del dibattito il Senatore Latorre, Pd e prima comunista, proponeva di costituire un comitato ristretto composto dal Presidente stesso, relatore, e da un senatore per ciascun Gruppo parlamentare, per procedere alla predisposizione di un testo il più possibile condiviso dalle parti politiche. La Commissione accettava e i Gruppi Parlamentari si impegnavano a designare i rispettivi rappresentanti.

Si noti, inoltre, che molte perplessità erano sorte dopo l’audizione di Arturo Parisi, ex-ministro della difesa, che era stato Presidente del ‘Comitato tecnico scientifico volto a promuovere e coordinare iniziative di studio e di ricerca sul tema del “fattore umano” nella Grande Guerra’, istituito con apposito decreto ministeriale nel dicembre2014, e già sciolto nel marzo 2015, dopo aver concluso con un testo più che generico i suoi lavori, che aveva inviato una nota scritta. (8). Ma era stato  il testo di proposta di legge approvato dalla Camera dei Deputati il 4 maggio 2015, a prevedere l’audizione di detto Comitato. (9).

Pertanto, non era certo il Senatore Maurizio Gasparri, anche se non lo voterei, ad aver posto dei problemi insuperabili, ma tutti i membri della Commissione, a mio avviso, si erano trovati in difficoltà.  

Per superare questi aspetti, veniva redatto un nuovo testo, seguendo le indicazioni data anche dalla senatrice Silvana Amati, seguendo la ‘linea’ adottata in Fracia, e cioè quella del perdono per tutti.

Questo il nuovo testo, che io trovo onesto:

  1. La Repubblica riconosce il sacrificio degli appartenenti alle Forze armate italiane che, nel corso della prima Guerra mondiale, vennero fucilati senza che fosse accertata a loro carico, a seguito di regolare processo, un’effettiva responsabilità penale. Promuove ogni iniziativa volta al recupero della memoria di tali caduti.
  2. Il Ministero della Difesa provvede a riportare i nomi dei caduti di cui al comma 1 in un apposito elenco pubblico, contenente le circostanze della morte e promuove altresì ogni più ampia iniziativa di ricerca storica volta alla ricostruzione delle drammatiche vicende del primo conflitto mondiale, con particolare riferimento alle vicende dei militari condannati alla pena capitale.
  3. Sugli eventi oggetto della presente legge il Ministero della difesa dispone la piena fruibilità degli archivi delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri per tutti gli atti, le relazioni e i rapporti legati alle operazioni belliche, alla gestione della disciplina militare nonché alla repressione degli atti di indisciplina o di diserzione, ove non già versati agli archivi di Stato.
  4. Nel Complesso del Vittoriano in Roma è affissa la seguente iscrizione: «Nella ricorrenza del centenario della Grande guerra e nel ricordo perenne del sacrificio di un intero popolo, l’Italia onora la memoria dei propri figli in armi fucilati senza le garanzie di un giusto processo. A chi pagò con la vita il cruento rigore della giustizia militare del tempo offre il proprio commosso perdono.
  5. All’attuazione delle disposizioni della presente legge le amministrazioni interessate provvedono nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». (10).

In sede di discussione degli emendamenti, Silvana Amati e Nicola Latorre, ambedue del Pd, ritenevano che fosse corretto sopprimere le parole: “A chi pagò con la vita il cruento rigore della giustizia militare del tempo offre il proprio commosso perdono” che si ipotizzava dovessero venir scritte sulla targa da apporre al “Vittoriano”, perché avrebbero potuto generare equivoci, e che invece parevano condivisibili al senatore Bruno Alicata (PdL). Il senatore Carlo Pegorer, invece, riproponeva il ripristino del testo approvato alla Camera, dando l’impressione che vi fossero divergenze in casa Pd.

Quindi la proposta di testo di legge passava alla Commissione bilancio che la vagliava il 11 e il 17 gennaio 2017. Nel corso della seconda seduta, Enrico Morando vice ministro dell’economia e delle finanze, del Pd, metteva a disposizione dei convenuti una nota del Ministero della difesa, in cui si sottolineava che le iniziative previste dal provvedimento potevano essere svolte nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, escludendo altresì ogni azione di carattere economico da parte dei discendenti dei soggetti interessati.
All’ incontro del 24 gennaio 2017, Moroldo conveniva con il relatore Laniece, che era «inevitabile una modifica ulteriore dell’articolato, per aggiornare i riferimenti temporali delle norme finanziarie», e quindi il relatore suggeriva di approvare un parere di questo tipo: «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 1.10 e 1.2. Esprime parere non ostativo su tutti i restanti emendamenti».
Infatti il vice ministro Morando aveva valutato come, in particolare la proposta 1.2, comportante una procedura di riabilitazione individuale per tutti i condannati alla pena capitale, con connessa inevitabile articolata istruttoria, non fosse neppure immaginabile in assenza di risorse aggiuntive. (11).

Nulla ostava, invece, per la sottocommissione Affari Costituzionali, riunitasi l’8 novembre 2016, rispetto al testo approvato dal Senato e relativi emendamenti, che però non riesco a trovare. (12).

E fin qui le fonti ci sono, poi il nulla. Renzi ha perso ed i problemi pressanti sono altri, come del resto prima?  Non vi è copertura economica? Non lo so. So solo che questo libretto è uscito il gennaio o febbraio 2018, a due passi dalle elezioni, ma può essere solo un caso e mi scuso con gli autori.

Io credo che una materia così importante e delicata non possa essere monopolio di un partito di cui furono firmatari, alla Camera, tutti i proponenti tranne uno e non possa essere trattato in certi modi in fase pre- elettorale, e ritengo che le difficoltà espresse nella sua promulgazione e realizzazione concreta siano da prendere in seria considerazione, come hanno fatto alcuni rappresentanti del partito proponente, e quindi sempre del Pd. E se erro, correggetemi. Ma una materia così importante non può essere dimenticata. Comunque ed in ogni caso questi morti ragazzini e non nella prima guerra mondiale, sia scritti sull’albo d’oro che no, ci devono far riflettere sul valore incalcolabile della pace e della fratellanza tra i popoli.

Laura Matelda Puppini

 

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Note.

(1) Stefano Iannaccone, Grande guerra, una proposta di legge per la riabilitazione dei soldati fucilati, in: Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2015, da me citato in: Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1a guerra mondiale. Cosa è successo nella 4a Commissione difesa, al testo di legge licenziato favorevolmente dalla Camera. Problemi e difficoltà, in: www.nosolocarnia.info, 6 novembre 2016.

(2)   Laura Matelda Puppini. Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1a guerra mondiale. Cosa è successo nella 4a Commissione difesa, al testo di legge licenziato favorevolmente dalla Camera. Problemi e difficoltà. 6 novembre 2016;

Francesco Cecchini. Il Senato italiano non vuole riabilitare, storicamente e giuridicamente, i fucilati e decimati durante il grande massacro 15-18, ma solo perdonarli. 8 novembre 2016;

Laura Matelda Puppini. Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1^ guerra mondiale. Continua l’iter al senato. Aggiornamento all’8 novembre 2016. 9 novembre 2016;

Laura Matelda Puppini. Disposizioni sui Fusilaz. L’iter della legge alla Camera e qualche problema. Per cercare di informare correttamente.  26 novembre 2016.

(3)   Paolo Rumiz, Quei caduti del ’15-18 giustiziati due volte,6 novembre 2016; Se i caduti fucilati non trovano pace, lettera firmata da un generale sul testo di Rumiz, La Repubblica, 9 novembre 2016; Commento mio ad altra persona, quando condivisi il testo di Cecchini da www.nonsolocarnia.info sul mio profilo, 8 novembre 2016 e Laura Matelda Puppini, commento numero 3 a: 10 novembre 2016 all’articolo: Laura Matelda Puppini. Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1^ guerra mondiale. Continua l’iter al senato. Aggiornamento all’8 novembre 2016 su www.nonsolocarnia.info; Giulio Magrini, lettera al Messaggero Veneto pubblicata il 10 novembre 2016,. Per le dichairazioni di Maurizio Gsparri sull’articolo di Rumiz, cfr. Laura Matelda Puppini, er quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1^ guerra mondiale. Continua l’iter al senato. Aggiornamento all’8 novembre 2016 su www.nonsolocarnia.info.

(4) https://it.wikipedia.org/wiki/Decimazione_di_Cercivento, http://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2015/03/24/grazia-per-gli-alpini_c5fa718c-e9dc-46fc-af91-0faab8a2501a.html

(5) Laura Matelda Puppini, Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1a guerra mondiale, op. cit., www.nonsolocarnia.info, nota 1, 6 novembre 2016.

(6) Laura Matelda Puppini, “O Gorizia tu sei maledetta… noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra.”, edizione cartacea Andrea Moro ed. 2016; edizione online storiastoriepn.it 2014, edizione cartacea pp. 41-43.

(7) Ivi, p. 43 e “Commissione d’Inchiesta di Caporetto: Stato Maggiore della Difesa – Ufficio Storico. Alessandro Gionfrida. Inventario del Fondo H4. – Commissione d’Inchiesta Caporetto. Istituzioni e fonti militari 2, in: http://www.difesa.it/Area_Storica_HTML/editoria/2015/Gionfrida/Pagine/index.html#p=1

(8) Problematiche tratte da: ‘Laura Matelda Puppini, Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1a guerra mondiale, op. cit., 6 novembre 2016, in: www.nonsolocarnia.info.

(9) Per la proposta di legge e le diversità con il testo proposto dal Senato, cfr. Laura Matelda Puppini, Disposizioni sui Fusilaz. L’iter della legge alla Camera e qualche problema. Per cercare di informare correttamente, in: www.nonsolocarnia.info, 26 novembre 2016.

(10) DDL S. 1935 – Senato della Repubblica, p. http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/45692.pdf, p.38, in: Laura Matelda Puppini, Per quei soldati italiani che furono condannati a morte nella 1^ guerra mondiale. Continua l’iter al senato. Aggiornamento all’8 novembre 2016, in: www.nonsolocarnia.info.

(11) DDL S. 1935 – Senato della Repubblica – XVII Legislatura 1.4.2.2.4.  – 5ªCommissione permanente (Bilancio) – Sedute del 18/1/2017 e del 24/01/2017 in: (http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/45692.pdf.

(12) http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/45692.pdf.

(13) Cfr. Papaveri rossi vegliano per un giubileo civile. La (mancata) legge di riabilitazione dei fucilati per mano amica, in: storiastoriepn.it, 6 febbraio 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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