Vorrei in questo articolo riprendere alcune considerazioni sull’uso politico della storia, su politici che interpretano e hanno interpretato il loro ruolo istituzionale come fosse unicamente privato, ed altri balzelli. Ma forse non vale la pena di scomodare un concetto così interessante, come il primo da me citato, che impregna storia e memoria attuali in Italia, per le parole che il signor Delconte ha usato nei confronti del Presidente dell’Anpi di Trieste Fabio Vallon, secondo l’articolo: “Il presidente dell’Anpi triestino “slavo comunista, titino e infoibatore”?”di Gigi Bettoli, in storiastoriepn.it..

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Questi i fatti, secondo Il Piccolo. «Polemica tra Associazione sloveni, Anpi, Partito democratico e Rifondazione comunista da una parte e Comune di Muggia dall’altra sulle imminenti celebrazioni del primo novembre a Muggia. «Pur comprendendo le norme di restrizione del Covid così la nota congiunta diffusa dal presidente provinciale Anpi Fabio Vallon – constatiamo con sorpresa e rammarico che l’amministrazione comunale di Muggia, in occasione della commemorazione del primo novembre, non ha ritenuto necessario la presenza dei rappresentanti delle associazioni e delle forze politiche, mentre altrove è stata contemplata la presenza di almeno un rappresentante. Inoltre il 28 ottobre nella cerimonia di deposizione della corona al monumento dei caduti muggesani nella lotta di liberazione, per iniziativa della vicina Repubblica di Slovenia, ci è sembrato inadeguato il comportamento del vicesindaco Nicola Delconte che non ha seguito il consueto protocollo rimanendo in silenzio totale per alcuni minuti. (…)». (https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2021/10/31/news/primo-novembre-polemica-a-muggia-tra-anpi-e-comune-sulle-celebrazioni-1.40870829).

Ma ci sono comportamenti ed atteggiamenti che non si possono tollerare, secondo me, in una Italia democratica aperta all’Europa dei popoli che camminano insieme. E vi immaginate se ogni figura istituzionale, in una celebrazione ufficiale, facesse come il signor Delconte e scegliesse il comportamento da tenere in base a sue visioni ideologiche personalissime, infrangendo protocolli consolidati?

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Io non so chi sia il signor Delconte, mai sentito nominare prima, che, secondo quanto pubblicato da ‘Il Piccolo’, non ha rispettato i codici comportamentali per l’onore ai caduti partigiani di Muggia, almeno io ho capito così, ove è vicesindaco. E, per inciso, in Italia, in una o più giornate dall’1° al 4 novembre, notoriamente si ricordano i militari caduti di tutte le guerre. Ma, cercando un po’ su internet, si scopre, dal suo profilo facebook, che Nicola Delconte è di Fratelli d’Italia, che si è fatto fotografare accanto a Giorgia Meloni, che non è però la giovane bionda che si nota sulla destra guardando l’immagine di intestazione della sezione di Muggia del suo partito, (a meno che non sia una Meloni giovanissima e ritoccata parecchio), che pone, fra le foto che accompagnano il suo profilo facebook, una immagine di Norma Cossetto, imbellita, semiavvolta dalla bandiera italiana, accuratamente posta in modo che il rosso la avvolga e che sulla sinistra si pieghi a formare una piccola rosa, che ama organizzare il Carnevale e farsi fotografare con il sindaco di Trieste. Ma il profilo facebook è suo e ha diritto di mettere quello che desidera, ci mancherebbe, basta che, come tutti, non offenda e rispetti alcune regole anche imposte dalla piattaforma.  

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Però il fatto che un vicesindaco non abbia rispettato un protocollo di onore a partigiani, a caduti in una guerra contro l’invasore occupante nazista, mi sembra grave.. E penso tristemente che ormai siamo, in generale, ad ad una privatizzazione del ruolo politico in Italia, tranne rare eccezioni, che turba parecchio e porta a pensare che si vada verso ben cupi scenari. Ma non dimentichiamoci Berlusconi. Ve lo ricordate il Silvio nazionale con le dita alzate a fare le corna in una fotografia ufficiale con i grandi di Europa? Ve lo ricordate a dire battute, come minimo discutibili, in contesti europei poco adatti per scherzare e molto istituzionali? Se ve lo siete dimenticati, leggete e guardate quanto riportato in: https://www.repubblica.it/politica/2016/09/29/foto/gli_80_anni_di_berlusconi_gaffe_e_nascondino_con_i_potenti-148491606/1/).

Magari, prima di gridare a gran voce che deve diventare il nuovo Presidente della Repubblica e quindi Capo della Magistratura e delle Forze Armate, riflettiamo un attimo. E pur non essendo una fan sfegatata di Carlo De Benedetti, mi veniva voglia di applaudirlo e dargli un bacio in fronte quando un paio di sere fa, ad Otto e Mezzo, ha detto che se viene scelto Berlusconi alla più alta carica dello Stato italiano, straccia il passaporto. Ma anche questa affermazione è stata vissuta dai mass media come polemica, ma polemica non è, è una dichiarazione ben precisa. E su Berlusconi vi invito pure  a leggere “Berlusconi ed il senso dello Stato” di Nino Lanzetta, in: https://www.ildialogo.org/elezioni/dibattito_1231675490.htm, ricordando che ‘Il Dialogo’ è un periodico online religioso, ed a non dimenticare la storia della nipote di Mubarach e delle olgettine. (Cfr. https://www.today.it/cronaca/olgettine-berlusconi-chi-sono.html).

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Inoltre vi furono parlamentari che portarono in sedi istituzionali mortadella per prendere in giro ed offendere Prodi, e ci furono anni in cui, in particolare sotto governi Berlusconi ma non solo, le destre fecero finire incontri ufficiali in mezze gazzarre. Basta leggere, su di un articolo di “La Stampa” del 2011: «In questi giorni sono volati insulti alla Camera, anche all’indirizzo del Presidente. Ma si può eccedere nel linguaggio quando si siede in Parlamento? La risposta è scontata: no, non è consentito […].  Ci sono stati, in passato, casi analoghi a quelli attuali? Una quantità. Solo per dare un indizio del fenomeno, basta pensare che su YouTube sono registrati 297 video con insulti, gazzarre, disordini e intemperanze varie, registrati presso la Camera dei deputati solo in questa legislatura. A volte si tratta di episodi gravi, altre volte di semplici eccessi verbali. (…).
I casi forti si contano negli anni di Tangentopoli. Quando la Camera nega l’autorizzazione a procedere contro Bettino Craxi, i leghisti danno dei «ladri, buffoni, venduti» a Dc e Psi. Luca Leoni Orsenigo va oltre: espone un cappio.
E l’episodio della mortadella? Si riferisce al 28 gennaio 2008, quando cade il governo Prodi e il parlamentare di An Nino Strano – con riferimento al soprannome «mortadella» dato al presidente del Consiglio – ingurgita il salume a favore di telecamera. In questi ultimi anni non sono mancati neppure insulti sgradevoli di evocazione antisemita (attribuiti al senatore Ciarrapico), oppure omofoba (il colpevole sarebbe stato il deputato Storace) o – come quello di ieri – contro la parlamentare Argentin, diversamente abile e per questo bollata come «handicappata del ca (zzo!) …». (https://www.lastampa.it/cultura/2011/04/01/news/gli-insulti-sono-permessi-1.36965553).

E, secondo la Repubblica, alla caduta del governo Prodi, tutto il centrodestra andava in tripudio, stappando bottiglie di spumante, che si spargeva sui banchi e sulla moquette. (https://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/opposizione-spumante/1.html).

Il Sole 24 ore, invece, ricorda che in Parlamento, sotto il governo Conte, il 9 settembre 2019, si era scatenata in aula una bagarre, «con Lega e Fdi che hanno ripetutamente interrotto il discorso di Conte con cori da stadio al grido di «elezioni», «dignità» e «venduto». Un frastuono che, nel corso delle ultime legislature, non è mai mancato. Soprattutto su provvedimenti divisivi. In aula sono andate in scena boutade, sceneggiate e scivoloni, con alcune manifestazioni estreme che sono entrate negli annali delle aule parlamentari». (https://www.ilsole24ore.com/art/gli-scivoloni-parlamento-cappio-mortadella-quando-toni-non-sono-miti-AC3J84i).
Ma come non bastasse, il parlamentare Massimo Felice Della Rosa si M5S si è rivolto alle onorevoli del Pd in commissione con lui, dicendo: «“Siete qui perché brave solo a fare i pompini”» (https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/30/m5s-il-deputato-alle-colleghe-pd-siete-qui-perche-brave-solo-a-fare-i-pompini/862937/); ma più articoli parlano di gesti sessisti e frasi dello stesso tipo anche in aula. «Dopo ben tre ore di riunione, si è concluso a Palazzo Madama il consiglio di presidenza chiamato a valutare le responsabilità e le sanzioni della bagarre e degli insulti a sfondo sessista che hanno caratterizzato la seduta di venerdì scorso dedicata alle riforme istituzionali. – si legge su di un articolo di La Repubblica.- Sul ‘banco degli imputati’, i senatori Barani e D’Anna, rispettivamente capogruppo e portavoce dei verdiniani di Ala. Gli episodi – ha dichiarato il presidente del Senato, Pietro Grasso, annunciando poi le sanzioni in aula – sono stati “di tale gravità” che “hanno offeso persone e senatori” ed hanno “minato la credibilità delle istituzioni”». (https://www.repubblica.it/politica/2015/10/05/news/gesti_sessisti_in_aula_al_via_consiglio_di_presidenza_su_caso_barani-124376289/).

E potrei continuare per quanto riguarda il sessimo di alcuni masculi parlamentari, ma basta leggere “Taci, anzi parla piano. Sessismo in parlamento”, in: https://www.ingenere.it/articoli/taci-anzi-parla-piano-sessismo-parlamento, per rendersene conto.  Ma se devo dire qualcosa di personalissimo a riguardo, è che forse qualche Parlamentare, anche nelle sedi istituzionali, pensa compulsivamente alla ‘pompa idraulica’ naturale che ha nel mezzo, detta, volgarmente, ‘uccello’, altrimenti non si comporterebbe così. E credo che chi usa un certo linguaggio e fa certi gesti alla Camera od al Senato, non debba solo esser punito con qualche sanzione, ma togliendoli carica e vitalizio. Vedrete che questi maschietti, toccati nel soldo e potere, si scorderebbero certi comportamenti nel dibattito parlamentare! E poi credetemi: quello che fa sesso veramente ed è appagato, non parla di sesso e non lo ha in mente anche mentre si discute del futuro degli italiani, secondo me.

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Però anche questi nostri rappresentanti, non certo di ‘buon costume’ ed esecrabili, e per lo più di destra, mai rifiutarono, che io sappia, i minuti di silenzio del rituale d’onore per dei soldati morti per la loro Patria, compresi i partigiani. Ma forse, in fatto di libera iniziativa, Tajani docet. Egli infatti, nel 2019, essendo Presidente del Parlamento europeo, nel corso di un incontro ufficiale a Basovizza per il giorno del ricordo, ha terminato il suo discorso ufficiale urlando: «Viva Trieste, viva l’Istria italiana, viva la Dalmazia italiana, viva gli esuli italiani, viva gli eredi degli esuli italiani”, “evviva coloro che difendono i valori della nostra Patria”», per poi correre a minimizzare e praticamente scusarsi in Europa.  (https://www.repubblica.it/esteri/2019/02/11/news/tajani_foibe_slovenia_croazia_dalmazia_croazia_italiane-218882551/)

E pensate cosa ha detto per difendersi: «Mi spiace se il senso delle mie parole sia stato mal interpretato. Non era mia intenzione offendere nessuno. Volevo solo inviare un messaggio di pace tra i popoli, affinché ciò che è accaduto allora non si ripeta mai più». (Ivi). Certo uno potrebbe pensare, pure, che ha una bella faccia tosta!

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Ma ritorniamo al signor Delconte. Secondo Bettoli, (http://www.storiastoriepn.it/il-presidente-dellanpi-triestino-slavo-comunista-titino-e-infoibatore/) ha accusato il presidente dell’Anpi, da che ho compreso, di essere titino. Ora il termine ‘titino’ è nato dopo la fine della seconda guerra mondiale o prima, ad indicare, sbrigativamente, i partigiani e cioè i soldati dell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, che collaborava con gli Alleati, non come noi con i nazisti. Ma presumibilmente in certi ambienti fascisti o politicamente fortemente connotati in senso anticomunista, già alla fine della seconda guerra mondiale tale termine era diventato, nell’immaginario mai scientifico delle destre anche estreme, sinonimo del rosso comunista brutto e cattivissimo, a cui contrapporre, variabilmente, una vergine o madre stuprata, od un popolo di inermi italianissimi e miti come gli agnellini. Ma sia come sia, titino significa persona che segue il pensiero di Tito, ma attenzione, che Tito, ad un certo punto, scelse la terza via e si staccò, nel 1948, dalla Russia, e fu un grande politico che seppe tenere unite le varie anime della Jugoslavia ed i vari nazionalismi, che, dopo la sua morte, deflagrarono. Ma non si sa perché, quando si parla di queste scelte politiche, le si indica con il termine titoismo, non come titine. In Italia pare che nel giocare con le parole spesso siamo maestri.

Fra l’altro e per inciso, nel merito ricordo che anche i partigiani della Divisione Osoppo vennero inizialmente chiamati ‘badogliani’, ed essi lo ritennero un dispregiativo. E seguendo la stessa logica: i militi della Rsi si dovrebbero chiamare Mussolinini o Grazianini? E quelli della Decima Mas Borghesini?  Ma per cortesia!

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Infoibatore è sempre sinonimo di slavo cattivissimo rosso comunista etc. etc., nel truculento immaginario delle destre anche estreme, che ormai ci hanno inondato della loro visione personalissima della storia del Novecento, facendola passare per la verità (e guai chi osa contraddirli), che si va configurando come una nuova religione civile, basata sull’odio e sul razzismo. E poi: come dare dell’infoibatore ad un vivente che non abbia almeno la davvero veneranda età di mia madre?

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Dire slavo ad un italiano è buffo ed anacronistico, ed a chi ascolta la dice lunga solo su chi l’ha detto, null’altro. Ma certe volte pare che l’Italia fiera, nata dalla Resistenza e che ha dato centinaia di migliaia di vite di suoi giovani, nella prima guerra mondiale, per avere Trento e Trieste, sia finita per trasformarsi, grazie ad alcuni, in una Italietta priva di orgoglio. Dovrò forse dire: “Addio Italia bella o dolce terra mia?”
Perché sapete: chi rese l’onore alla Patria, perduto dall’Italia stringendo il patto d’ acciaio e forgiando le leggi razziali, oltre a mille altre ‘cosucce’ non di poco conto, furono gli antifascisti ed i partigiani, che imbracciarono il fucile contro l’invasore tedesco con il rischio di morire, di esser torturati in modo bestiale, come accadde a giovani giovanette, uomini e donne anche incinte, per cacciare l’occupante invasore, ridare all’Italia il tricolore, e per vendicare le stragi di civili e l’asservimento della Patria. Ed anche l’esercito di Liberazione Jugoslavo lottò contro l’invasore nazifascista per liberare la propria terra.

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E allora, vicesindaco di Muggia, Le pare che il suo comportamento, come descritto dalla stampa, sia stato adeguato al suo ruolo istituzionale a ad una situazione istituzionale? Mi scusi non intendo assolutamente offenderLa signor Delconte, ma cosa l’ha spinta a fare così? Ce lo può spiegare per cortesia? O forse in questo nostro Fvg, un uso politico della storia, da parte delle destre, ha fatto in modo che un film in bianco e nero, con fosche tinte di rosso, sostituisse la realtà storica ed una corretta memoria, anche a causa delle sinistre, e si sia cercato di proiettarlo dovunque, fra l’indifferenza dei più o la acritica adesione per non volersi correttamente informare? E dire questo non è essere negazionista, perché alcuni fatti accaddero tra italiani, vissuti come fascisti occupanti collaborazionisti e nemici del popolo per quanto avevano fatto, e jugoslavi, sia nel 1943 che nel 1945, ma solo cercare di riportare l’analisi storica agli storici che usano un metodo scientifico, e far in modo che una visione ideologica non diventi pretesto per nuovi odi anacronistici e davvero fuori luogo e fuori dall’Europa. Ed a Tajani ed altri dico, seguendo il pensiero che fu comune anche dopo la prima guerra mondiale: prima di urlare Istria e Dalmazia italiane, pensando magari ad un possibile elettorato, si sono mai chiesti se gli abitanti di Istria e Dalmazia vogliano proprio diventare italiani?

Senza voler offendere alcuno, ma solo per portare alcuni temi di dibattito all’attenzione dei più, questo ho scritto.

Laura Matelda Puppini

La foto che ho scelto per accompagnare l’articolo è tratta da: https://www.larena.it/argomenti/spettacoli/sgarbi-show-portato-fuori-dall-aula-di-peso-dopo-gli-insulti-sessisti-1.8140104, e ritrae Vittorio Sgarbi portato fuori a peso dalla Camera dei deputati dopo aver pure offeso pesantemente due sue colleghe di partito urlando verso di loro: «Vaffanculo, stronza, troia». L.M.P.

https://i2.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/11/SGARBIimage.jpg?fit=1024%2C768https://i2.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/11/SGARBIimage.jpg?resize=150%2C150Laura Matelda PuppiniETICA, RELIGIONI, SOCIETÀVorrei in questo articolo riprendere alcune considerazioni sull’uso politico della storia, su politici che interpretano e hanno interpretato il loro ruolo istituzionale come fosse unicamente privato, ed altri balzelli. Ma forse non vale la pena di scomodare un concetto così interessante, come il primo da me citato, che impregna...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI