Ricevo e, come richiestomi, con ritardo rispetto all’ invio, ma per non sovrappormi all’uscita dello stesso testo sul Messaggero Veneto, pubblico. Laura Matelda Puppini

«Egregio Signor Presidente della Giunta Regionale, Egregio Assessore Regionale…. , Egregio Presidente del Gruppo Consiliare……. Egregio Consigliere Regionale….., Egregio Sindaco….., Onorevoli Parlamentari della Montagna Aurelia Bubisutti, Renzo Tondo,

Siamo con la presente a chiederLe la cortesia – e la pazienza per la lunghezza – di leggere l’allegato bando di “Concorso di idee mediante procedura aperta per l’acquisizione di una proposta ideativa finalizzata al recupero delle condizioni di naturalità del lago dei Tre Comuni”, sul quale riteniamo opportuno far presente alcune considerazioni di metodo, di sostanza e di ordine generale dopo averne attentamente esaminato il testo. Il Bando è attuativo dell’art.11 della L.R. 06.02.2018 n.3 nonché del Piano Regionale di Tutela delle Acque.

Nel metodo:

Nell’incontro del 5.4.2018 tra l’allora assessore Sara Vito, i funzionari ing.Roberto Schak e ing..Anna Lutman, Aldo Daici presidente dell’UTI gemonese, Ivana Bellina sindaco di Bordano, Gianni Borghi e Dario Iuri sindaco e vicesindaco di Cavazzo Carnico e Franceschino Barazzutti dei Comitati Salvalago si stabiliva che fosse in capo alla Regione l’elaborazione e la pubblicazione del bando, ma con il coinvolgimento degli Enti Locali interessati. Ad un anno da allora siamo venuti a conoscenza dell’avvenuta pubblicazione del bando sull’elaborazione del quale non vi è stato coinvolgimento di sorta, neppure degli Enti Locali. Eppure la conoscenza – non solo reale e vissuta – dei problemi del lago sta principalmente … in Val del Lago! Al contrario, il Consorzio di Bonifica Friulana, portatore d’interessi forti della pianura, è stato ben più fortunato della Val del Lago dal momento che il suo ex direttore generale è stato chiamato a ricoprire la carica di direttore generale proprio di quell’Assessorato che ha elaborato il bando di concorso. Un bando-aspirina per l’ammalato di cancro Lago di Cavazzo!

Nei contenuti:

– una ridondanza di procedure burocratiche ed informatiche e di richieste eclissa l’obiettivo e le finalità del concorso e disincentiva la partecipazione;

– con lo scorrere delle pagine il chiaro obiettivo “recupero delle condizioni di naturalità del lago dei Tre Comuni” indicato nel titolo del Concorso in prima pagina viene via via sbiadito e svilito in una generica ed equivoca “mitigazione” delle criticità del lago, che invece sono tali da richiedere non già palliativi, bensì soluzioni radicali e definitive. Non è da responsabili far finta di non sapere ciò che è arcinoto a tutti: che le gravi criticità del lago derivano dallo scarico in esso della centrale a2a di Somplago e che la sua rinaturazione e fruibilità richiedono come primo passo che tale scarico non finisca nel lago, bensì a valle dello stesso mediante un bypass. Quel bypass citato nei documenti preparatori del PRTA e nello stesso Piano. Quel bypass di cui non c’è traccia nel bando e che invece avrebbe dovuto essere ben sottolineato;

– la regolamentazione dell’ammissione al concorso è tale da escludere la partecipazione proprio di quei soggetti che in questi ultimi anni hanno svolto campagne di interessanti studi e ricerche sul lago in collaborazione con il Comune di Trasaghis. In particolare è il caso dell’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) di Bologna del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Il che ci sorprende e ci amareggia poiché quei ricercatori riguardo al lago ed alle sue criticità ne sanno ben più dei generici studi di ingegneria ed architettura del lungo elenco del bando;

– la riduzione del monte premi a 35.000 euro rispetto ai 50.000 previsti dall’art.11 della L.R.3/2018 non favorirà la partecipazione al concorso considerate le spese non indifferenti in capo ai partecipanti. Tale cifra risulta inoltre offensiva se rapportata ai 450.000 euro dell’emendamento – poi ritirato – 11 septies introdotto da una “manona” nel PDL n.26 di finanziamento al Consorzio di Bonifica Friulana proprio per la progettazione della unilaterale derivazione irrigua;

– l’attribuzione del punteggio 25 all’ “esito dell’analisi costi//benefici” è eccessiva rispetto ai punteggi attribuiti ad altri criteri di valutazione e rappresenta un segnale riduttivo;

– i tempi stretti di presentazione stabiliti per i concorrenti non facilitano l’elaborazione di proposte serie di rinaturalizzazione e fruibilità del lago, né la partecipazione;

– se c’è la volontà politica di porre reale rimedio ai danni di un sistema idroelettrico dinosauro quale è quello del Tagliamento, l’inserimento nel bando del richiamo alle concessioni e relativi disciplinari in atto avrebbe dovuto essere coniugato con la prospettiva non remota di un’acquisizione degli stessi con relativi impianti in capo ad una società energetica regionale a capitale pubblico sull’esempio delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano, che hanno cortesemente accompagnato alla porta gli interessi estranei al proprio territorio;

– in tale contesto sarebbe di gran lunga più facile ripristinare la naturalità e la fruibilità del lago ed anche intervenire in modo equilibrato sull’attuale indiscriminato sistema di captazioni che hanno desertificato i corsi d’acqua a monte con conseguenti disssesti idrogeologici. Peraltro fare riferimento a disciplinari di utilizzo esistenti ed in scadenza è un segnale di voler mantenere un sistema idroelettrico rozzo ed insensibile verso l’ambiente come quello del Tagliamento – lago di Cavazzo, costruito negli anni ’50, improntato a criteri meramente produttivistici che hanno portato alla tragedia del Vajont.

Di ordine generale:

– gli scriventi Comitati e la popolazione della Val del Lago, massacrata dal tracciato autostradale e dall’oleodotto con stazione di pompaggio proprio sulla riva nord, hanno sempre tenuto un comportamento responsabile nel loro pluriennale operato per la difesa, la rinaturalizzazione e la valorizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni nella convinzione che tali obiettivi siano possibili, doverosi e civili, nel contesto di un equilibrato utilizzo anche energetico ed agricolo della risorsa acqua che non penalizzi il lago. Ciò è testimoniato, tra le tante altre iniziative, anche dalla petizione presentata al Consiglio Regionale in data 21.12.2009, sottoscritta da bel 8656 cittadini a dimostrazione di un interesse verso il lago che va ben oltre la sua valle ed il circondario. Tale comportamento responsabile pone i Comitati nella condizione di poter pretendere da altri rispetto e comportamenti altrettanto responsabili che evitino forzature e colpi di mano e ricerchino invece soluzioni complessive e concordate, non pseudosoluzioni che servono a lasciare le cose come stanno e che sanno di presa in giro. Questo è dovere e compito delle istituzioni;

– i componenti dei Comitati non sono né degli arruffapopoli né dei sempliciotti da prendere in giro con un bando che non risolve le criticità del lago. Tra loro ci sono persone che in anni difficili per il Friuli hanno ricoperto cariche istituzionali a vari livelli. Con fermezza hanno respinto e continueranno a respingere ogni forzatura di utilizzo unilaterale delle acque del lago o eventuali pseudosoluzioni al suo tragico stato attuale, che con il trascorrere degli anni finirà per diventare una palude come dimostrato da diversi studi;

– i cambiamenti climatici in atto hanno chiaramente delineato gli scenari futuri per il “comparto acque”, sempre più strategico e vitale, i quali impongono un approccio complessivo di armonizzazione dei vari interessi e non il prevalere del più forte, generatore solo di conflitti.

– in tale contesto il concorso di idee per il “recupero delle condizioni di naturalità del lago” non può avere l’obiettivo riduttivo di una qualche incomprensibile “mitigazione”, ma deve essere la prima tappa di una soluzione definitiva e radicale delle criticità: il bypass che porti lo scarico della centrale a valle del lago! Il seguito non potrà che essere positivo;

– questa è l’occasione per dare un segnale chiaro alla comunità regionale – e non solo – che la Regione finalmente tutela anche le aspirazioni e gli interessi della Val del Lago, del suo circondario, della montagna, e non solo quelli forti del Consorzio di Bonifica Friulana imposti dai suoi dirigenti attuali e passati, signori assoluti delle acque del Friuli. E non solo gli interessi ben più forti della multiutility lombarda proprietaria della centrale di Somplago che, succhiando indiscriminatamente le acque della Carnia e rovinando il lago, porta in Lombardia i profitti ed altrove l’energia prodotta, mentre i borghi montani della Carnia restano privi di elettricità al verificarsi di condizioni di maltempo anche di non particolare entità;

– questo bando di concorso è del tutto inadeguato a risolvere le pesanti criticità del lago e pertanto ne chiediamo il ritiro e l’elaborazione di uno nuovo che, nel metodo e nei contenuti, risponda alla inderogabile necessità di un reale recupero della naturalità e fruibilità del lago.

Con la presente Le chiediamo di volerci concedere un incontro per una più completa esposizione delle nostre posizioni e dello stato delle cose del lago e nella Valle. Per tale incontro saremmo onorati di poterla avere nostro ospite sul lago.

Alleghiamo un’eloquente foto del lago-caffelatte in data 06.04.2019 dopo la recente pioggia.
RingraziandoLa per l’attenzione Le auguriamo buon lavoro e Le porgiamo distinti saluti.

Val del Lago, 08 aprile 2019

Per i Comitati Salvalago:
Enore Picco, Sindaco di Bordano dal 1985 al 2006, già Vicepresidente ATER di Tolmezzo; già consigliere ed assessore provinciale, già Consigliere regionale;
Franceschino Barazzutti, Consigliere comunale dal 1970 al 1975, Vicesindaco dal 1975 al 1977, Sindaco di Cavazzo Carnico dal 1977 al 1995, costituente della Comunità Montana della Carnia, già Presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Tagliamento, già Consigliere regionale;
Tomat Loredano, Sindaco di Trasaghis dal 1970 al 1978;
Claudio Polano, Consigliere comunale di Gemona del Friuli dal 1990 al 2009, Vicepresidente della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro, Valcanale dal 1995 al 2009, già componente del Consiglio Direttivo dell’Ente Tutela Pesca;
Valentino Rabassi, Assessore comunale di Trasaghis dal 1980 al 1990, già istruttore direttivo tecnico della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro, Valcanale;
Luigino Picco, Consigliere del Comune di Bordano dal 1999, assessore dal 2002; vicesindaco dal 2004  vice facente funzioni di Sindaco dal 2006 al 2007, Consigliere comunale dal 2012 al 2017;
ing. Dino Franzil, già docente di costruzione di macchine presso l’Istituto Tecnico A. Malignani.

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L’immagine che correda il testo è quella inviatami da Franceschino Barazzutti ed a cui fa riferimento l’articolo. Laura Matelda Puppini

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