Voglio iniziare questo mio articolo parlando di un tempo in cui c’erano i contrabbandieri, in cui c’erano i banditi, in cui c’erano … E non pensate che il Regno non cercasse di trovarli e controllarli, e qualche volta ci riusciva, ma non sempre perché il controllo totale è un sogno, ed è il sogno del fascismo, degli stati autoritari alla Orwell, delle tecnocrazie, dei governi che non prevedono e programmano.
Pertanto incomincerò questo articolo parlando di due concetti: quello di controllo e quello di libertà per poi passare a quello di salute.  

C’è chi dice che il sogno del controllo totale nasce dall’economia (1), ma io non ci credo, io credo che nasca dalla volontà di esercitare il potere assoluto sugli altri, sulla società, sul mondo, ed in questo senso possiamo dire che fu il sogno dei Nazisti. E non a caso si trova, su wikipedia il termine “Gleichschaltung”, che significa pure allineamento e messa in riga, e che viene utilizzato «per descrivere il processo compiuto dal regime nazionalsocialista tedesco del XX secolo per esercitare un controllo totale sull’individuo attraverso la coordinazione di tutti gli aspetti della società, della politica e del commercio». (2).
Pertanto non ci si può sognare di avere, in Italia, ora, un controllo totale sugli individui, per evitare quello che è considerato il male assoluto che è il coronavirus. Così non funzionerà mai del tutto e ciò che è fatto è fatto, anche in termini di pensiero socialmente condiviso. Con questo non dico che i decreti di Giuseppe Conte non siano corretti, anzi, ma …

Ma, vi ricordate di cosa si stava parlando prima che scoppiasse sotto i nostri piedi, per nulla inaspettata se si fosse capaci programmatori e ci si desse una occhiata intorno, la bomba coronavirus? Della prescrizione. E davanti a una buona norma che, finalmente, avrebbe evitato l’uso massiccio della prescrizione per non terminare i processi,  grazie a qualche avvocato esperto, di quelli che un povero diavolo non se li può permettere neanche se, subito vi era stato chi temeva forse per sé forse per gli amici degli amici … e chi non trovava giuste quelle nuove norme inserite nel ddl anticorruzione, per esempio Renzi di Italia viva, (3) che è laureato in legge. Ma, tranquilli, non era il solo. Perché, penso io, molti politici ed altri del mondo economico e via dicendo non vogliono che sia spazzato via un mezzo per non esser giudicati, uno strumento che permette di evitare il processo. E se erro correggetemi. Perché in Italia, ormai e anche nel penisero corrente, è considerato uno bravo, uno furbo chi evade il fisco, va con minorenni, imbroglia, usa la corruzione, infrange le regole, e riesce a farla franca. Così il popolo italiano ha perso fiducia nello Stato e nelle sue leggi, spesso ingarbugliate e confuse, e si arrangia come può, essendosi dimenticato da tempo come si fa a scendere in piazza e protestare, ma questo è altro argomento.

E così passiamo ad un altro articolo: quello di Umberto Folena intitolato “L’inferno del “mio” senza “bene comune”, in Avvenire 1°settembre 2019.  In esso si legge che nella nostra società «Tutto ruota, gioca, s’impenna nobilmente o s’inabissa spregevolmente attorno a “io” e “mio”». E Folena, per mostrare come pensa chi si interessa solo dell’”io” e del “mio” accenna agli insegnamenti di Berlicche, personaggio uscito dalla penna di Clive Stapes Lewis, al nipote relativamente alle “cose umane” e su come fare solo i propri interessi. E «attorno al monosillabo “mio” innocuo e minuscolo solo all’ apparenza- conclude Folena – si compiono i destini della mia vita e del mondo intero. E il bene comune? Quello appartiene al pronome “nostro” da cui Berlicche si tiene saggiamente lontano, perché avrebbe solo da perderci».

E scrivo questo per far capire che le limitazioni di Conte e del governo non sono mosse dal desiderio di togliere al singolo l’esercizio della libertà individuale, come pareva di capire alla tv, ma di preservare un bene comune: la salute pubblica. Ma chi pensa in base all’ “io” come tanti commentatori televisivi, non è stato capace di fare questo passo, come non sono stati capaci di farlo quelli che si sono gettati sui treni e bus da Milano, a migliaia, infettando il sud e le isole. 

E ora torniamo al dunque. L’egoismo imperante, insieme al concetto, derivato dalla politica, che si può fare ciò che si vuole, ed alla cancellazione dell’aggettivo “nostro” dal vocabolario italiano hanno portato alla situazione attuale. E quando qualcuno dice che le posizioni più restrittive, ma anche futuri morti e contagiati sono stati causati pure da chi ha permesso la fuga di notizie sul decreto Conte, in fase di approvazione, e pare sia stata la Regione Lombardia, e quando qualcuno parla della responsabilità del giornale che lo ha diffuso online e delle tv che lo hanno urlato prima che fosse firmato, forse aveva ragione. E nessuno ha fermato chi scappava neppure la mattina della domenica. Forse perché si è pensato nei termini della libertà personale messa in pericolo, e non della salute pubblica da garantire? E Fontana dov’era? Ha chiesto o no aiuto a chi disponeva l’utilizzo delle forze dell’ordine per fermare la contaminazione sicura del Meridione?  Ma invece, forse il giorno prima, Fontana era con una mascherina sghemba quasi a reti unificate, mentre Conte lavorava. Pertanto non fateci sentire più Fontana, per carità, che non ne possiamo più, perché quando serviva non ha fatto quello che necessitava né ha previsto quanto sarebbe accaduto. E benché pare si sappia chi è stata la gola profonda, nessuno sembra sia indagato per aver intralciato la sanità pubblica e l’azione di governo, nessuno pare abbia aperto un’indagine all’interno della Regione Lombardia, magari da portare avanti poi, passato il peggio. Ma per un affare certamente non di Stato, come in questo caso, ma personale, è stata perquisita la casa del giornalista Marco Lillo. (4). Non da ultimo, solo ora le fabbriche che non producono beni necessari sono state chiuse, e gran parte dei lavoratori che si muovevano in Lombardia con i mezzi pubblici, allo stesso orario più o meno, finalmente possono restare a casa.  E Berlusconi per primo se ne è andato, donandoci quattro briciole, per lui, del suo denaro, per farsi bello, ma dando pessimo esempio. (5).

Quindi i leghisti, quelli di “abbiamo già tanti casi” hanno iniziato subito a parlare di restrizioni ulteriori ed a spingere in tal senso, fino a tagliare le visite programmate e di fatto l’utilizzo della sanità non per le emergenze, possibili cause di danni inenarrabili alla salute altrui se questo si protrarrà nel tempo, ed anche impedendo ogni spostamento da soli, con mascherina. E pareva che non potessero sopportare che il numero maggiore di casi e di inadempienze fossero proprio in Lombardia e Veneto, le regioni in mano alla destra, e allora via, tutte zone rosse, dopo che i buoi erano scappati dalla stalla, coi treni, coi bus … E scusatemi questo mio pensiero, e se erro correggetemi. E ci si è preoccupati, pare, in un primo momento, almeno così leggevo o sentivo, più dei desiderata di Confindustria e dell’economia, del calcio e via dicendo.

Intanto medici e infermieri, tutti utilizzati e richiesti per l’emergenza coronavirus, (che poteva non essere un’emergenza di tali dimensioni se qualcosa si fosse previsto, programmato, detto alla gente, se qualcuno fosse stato subito arrestato) sotto dimensionati nel numero, senza strumentazione, mezzi e neppure mascherine, sono andati talvolta allo sbaraglio, con spirito di sacrificio e senza sufficienti protezioni, lasciando sul campo un congruo numero di morti in servizio, ma al tempo stesso una Associazione decisiva come la Siaarti, hic et nunc, perché è quella che rappresenta i medici di emergenza urgenza e gli anestesisti, si è  premurata di indicare nei vecchi quelli da lasciare fuori dalle cure, e di togliere il principio “first come, first served” introducendo, con la sua benedizione, la discrezionalità nella cura in sanità, con problemi etici non di poco conto, mentre Filippo Anelli, della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ricordava che i medici devono seguire il Codice di Deontologia medica. E poi scusatemi: dove era detta Associazione quando tagliavano tutto proprio nell’area emergenza – urgenza? Non leggeva i giornali, non sentiva la tv? E io che mi sono battuta fin dal 2014, ed anche in precedenza, per un ssn efficiente, posso chiederlo. (6).

Inoltre pare si sia progettato, nello specifico, di esonerare la classe medica dalla sua responsabilità nelle cure. (7). Insomma prima si falcidia la sanità, aspetto che però va lentamente spegnendosi sui giornali e negli interventi televisivi, poi una Associazione di categoria dice che, ove manchino le attrezzature, non si chiedano le stesse pestando i piedi, ma si lascino morire senza cure i vecchi, almeno io ho capito così, poi si domanda al governo di togliere la responsabilità medica a tutti. Ma ditemi un po’ voi … E se erro correggetemi.

Inoltre vorremmo sapere quanto durerà questa situazione. Perché non ha torto Furio Honsell, quando dice che eliminare anche la semplice possibilità di passeggiare all’aria aperta lungo le strade vuote delle nostre città è una scelta, probabilmente, negativa dal punto di vista della salute, se si protrae per troppo tempo.

Infatti «L’isolamento è necessario alla salute ma anche il movimento quotidiano lo è, soprattutto per gli anziani o le persone fisicamente deboli. Gli anziani – sostiene Honsell – hanno bisogno di movimento, anche per non compromettere l’autonomia residua; le persone sovrappeso o malate di cuore hanno bisogno di movimento quotidiano e costante; i bambini hanno bisogno di movimento». (8).
Inoltre «Questa crisi – prosegue il consigliere – dovrebbe imporre a tutti, in particolare a chi ha responsabilità di governo, di guardare in faccia la realtà e rendersi conto dei danni fatti da 30 anni di politiche neoliberiste che hanno sempre affrontato il tema della salute dei cittadini solo in base alla dimensione contabile, lasciando in secondo piano le necessarie riflessioni sui mutati bisogni di una società sempre più anziana e parcellizzata». (9).
Ma Honsell si dimentica che detta politica di tagli è stata iniziata massicciamente in Friuli Venezia Giulia da Serracchiani – Telesca. Inoltre stare tanto tempo chiusi in casa limita la possibilità di esposizione ai raggi solari diretti e quindi di mantenere un livello adeguato di vitamina D che è indispensabile per l’assorbimento del calcio.

E così, mentre ci si preoccupa di garantire la passeggiata dei cani, ci si dovrebbe preoccupare pure delle passeggiate dei cristiani … se la situazione durerà a lungo, ma per noi che le regole le rispettiamo, è già durata oltre due settimane, mentre i medici cinesi ci dicono che abbiamo fatto troppo pochi tamponi, che andiamo in giro senza mascherine, e non rispettiamo le regole imposte. (10).

E si chiede Antonio Padellaro su: Il Fatto Quotidiano del primo giorno di primavera, se non sia possibile distinguere tra una corsetta solitaria intorno al palazzo da certi raduni olimpionici di massa (11), mentre si vedono già manifestazioni, nei cittadini, di odio di uno verso l’altro, e sindaci come Fontanini richiedono droni invece che posti in terapia intensiva. (12). E finalmente abbiamo capito una volta in più cosa pensano di noi i nostri governanti quando De Luca, presidente della giunta regionale della Campania, invoca i lanciafiamme, ed altri la militarizzazione della Nazione (13): nessuno il potenziamento della sanità pubblica, almeno pare. Ma forse il coronavirus, ed i futuri coronavirus si fermeranno con le armi, o con l’educazione dei cittadini, scelte precise in fatto di sanità pubblica, l’eliminazione di fonti varie di patologie come l’uso di droghe, l’inquinamento, la mancanza prevista di acqua dolce, il lavoro schiavizzante, la povertà e la mancanza di cure?

E come non essere d’accordo con chi prevede una debacle psichica dei cittadini, dopo settimane e settimane di isolamento volontario, che per alcune persone comporta di vivere sole in pochi metri quadri, o che implica il vivere, magari senza giardino, con bambini a cui si deve far fare i compiti on- line, dovendo i genitori parallelamente, lavorare in casa con la rete che prende a tratti? 

E intanto non si sa su che base, questa emergenza veniva e viene paragonata ad uno stato di guerra quando i dati non dicono questo perché l’Italia aveva, nel 2018, 60, 48 milioni di residenti, e gli ammalati di coronavirus erano, ieri, 21 marzo 2020, 42. 681, quindi, credo, meno dell’1%. In compenso i morti sono molti di più che all’estero, 4.825, (di cui però 793 in un giorno solo, il che giustifica le maggiori restrizioni), cioè circa il 10%, degli infettati, molti di più dei deceduti in Cina ed in qualsiasi altro paese (14). Questo aspetto dovrebbe farci riflettere per il futuro, invece che farci pensare, magari, di riprendere, poi, come se nulla fosse accaduto, con la stessa logica perversa votata al Dio denaro, alla visibilità mediatica, al posto da conquistare tramite elezioni ed alle baruffe chioggiotte.

Ed i medici infettati e morti sono tanti ed il nuovo e brillante sistema sanitario, magnificato dai più, ha mostrato non solo crepe, ma il suo crollo alla prima prova dei fatti, come prevedibile e previsto. E medici sono stati lasciati senza adeguati mezzi di protezione, che dovrebbero essere sempre e comunque presenti come dotazione a chi svolge detta professione, e in un paese democratico, nel 2020, nessuno dovrebbe morire per motivi di servizio in questo modo. E a me è stato narrato che un medico di base, a Roma, ha avuto due mascherine perché gliele ha regalate quello del negozio di ferramenta più vicino al suo studio.

 E ora come ora non si parli per cortesia, di regimi totalitari o meno, perché il problema è tutto italiano. Si è puntato tutto sull’assistenza, per non spendere, e gli ospedali, che, da che mondo è mondo, servono per gli acuti, sono stati lasciati andare alla deriva, questa è la realtà, dai politici, che poi si sono risvegliati non certo grazie al bacio del principe, come la bella addormentata, ma a causa di un minuscolo virus …
E cosa accadrà quando potremo tornare ad uscire senza limitazioni? Sarà ancora un mondo retto da droni, “lanciafiamme” o resusciteremo rinnovandoci, come la fenice dalle sue ceneri? Avremo, poi, noi cittadini ma in particolare i nostri politici, la capacità di fare tesoro di questa brutta avventura, di pensare, progettare, prevedere?

E come farà a riprendersi la sanità non da coronavirus, con le agende bloccate e che poi devono riaprire? Moriremo forse per effetti secondari da coronavirus, senza averlo preso?  Guardate che ora in provincia di Udine, che io sappia, non cura neppure il privato. Nessuno cura, se non sei urgentissimo. E non ti fanno una visita oculistica, non ti fanno raggi, non trovi un dentista, nulla di nulla, e nessuno sa fino a quando durerà questa storia.  

A tutti voi che mi leggerete, auguro un “Speriamo che me la cavo”, anche questa volta, nonostante i politici, i commentatori, lo star fermi forzato e forzoso, e tutto il resto. E non distraetevi sui fornelli, perché poi si deve fare i conti con il peso.

Senza offesa per alcuno, scusandomi per queste mie righe, che rappresentano solo miei pensieri, e se erro correggetemi.

POST SCRIPTUM.

Ho letto solo ora “Il Fatto Quotidiano di oggi, 22 marzo 2020. Ed un articolo mi ha colpito, quello di Marco Palombi intitolato: “I piani pandemici c’erano: nessuno, però, li ha seguiti”. L’ articolo dice che, grazie alla segnalazione di un lettore, si è venuti a sapere che esisteva un “Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale” e che esistevano pure i suoi figli, cioè i “Piani pandemici regionali”, di cui l’Italia si era dotata già nel 2003, dopo l’aviaria. E sono pure scaricabili online. Il Piano nazionale già prevedeva, senza attendere che l’epidemia scoppiasse, la dotazione di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario, il controllo dei sistemi di sanificazione e disinfezione, l’individuazione di appropriati percorsi per malati e sospetti tali, la predisposizione di appropriate misure di controllo della trasmissione dell’ influenza pandemica in ambito ospedaliero, il censimento dei posti letto in isolamento, delle stanze in pressione negativa, delle dei dispositivi meccanici per l’assistenza ai pazienti (leggasi respiratori ed altro) in modo da acquistarne se fossero carenti. (Marco Palombi, op. cit.). Inoltre si doveva fare un censimento dei farmaci antivirali ed antibiotici esistenti, DPI, ecc. ecc. e contestualmente, si doveva studiare le vie di approvvigionamento. Chi doveva dar corso a quanto avrebbero dovuto essere: il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni. (Ivi). E il Piano parlava anche della sorveglianza per evitare la diffusione del germe, e via dicendo. (Ivi). Ma poi …. ma poi? Chiediamo ai nostri politici perché in Italia si scrive tanto e non si applica quasi nulla. Eppure questi piani non credo proprio siano stati scritti per finire solo su internet.

Laura Matelda Puppini.

 

  1. AA.VV. Quello che il Pil non dice. La soglia della sostenibilità, Donzelli ed., p .92. (https://books.google.it/).
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Gleichschaltung.
  3. «L’ex premier sin da subito ha giudicato negativamente la riforma Bonafede. Dopo la nascita del governo Conte II i renziani di Italia viva hanno avviato la battaglia per modificare le nuove norme sulla prescrizione, giudicandole incostituzionali. Per Italia viva la riforma si traduce, nei fatti, in un “fine processo mai”. Dopo aver tentato di smontare, durante le trattative interne alla maggioranza e al governo, la riforma Bonafede, e ritenendo insufficienti le proposte di mediazione avanzate dai vari partiti, i renziani hanno presentato due emendamenti al decreto Milleproroghe (il cosiddetto ‘lodo Annibali’) per tentare di stoppare almeno per un anno le nuove norme, in attesa di una revisione del processo penale che garantisca la ragionevole durata dei processi. Italia viva, tuttavia, è finita in minoranza e sta conducendo la sua battaglia in ‘solitaria’, fino a minacciare la mozione di sfiducia al Guardasigilli. Non solo. I renziani hanno unito i loro voti, alla Camera, a quelli del centrodestra – pur uscendone sconfitti – per tentare il blitz e abrogare la riforma Bonafede». (https://www.quotidiano.net/politica/prescrizione-cosa-cambia-1.5026916).
  4. https://www.affaritaliani.it/cronache/marco-lillo-cara-perquisita-alfredo-romeo-tiziano-renzi-consip-488458.html.
  5. https://notizie.virgilio.it/coronavirus-berlusconi-lascia-litalia-per-nizza-sdegno-sul-web-1282178?ref=libero
  6. http://www.nonsolocarnia.info/sei-anziano-e-hai-il-coronavirus-mi-dispiace-tantissimo-ma/.
  7. Allo studio possibile emendamento del Governo per ‘limitare’ la responsabilità professionale degli operatori coinvolti nell’emergenza. (http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=82853
  8. https://diariofvg.diariodelweb.it/2020/03/20/honsell-openfvg-su-covid-19-sbagliate-le-ulteriori-restrizioni-di-fedriga
  9. Ivi.
  10. Non riesco più a trovare la fonte, ma so di aver letto questo.
  11. Antonio Padellaro, Le risposte che deve dare il Premier, in: Il Fatto Quotidiano, 21/3/2020.
  12. Udine: anche i droni per controllare chi si sposta in città. Lo ha deciso il Sindaco di Udine Fontanini dopo l’ultima ordinanza Fedriga, in: https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2020/03/fvg-drone-udine-coronavirus-1b4611db-c053-4e64-a7de-9e3d62183e67.html
  13. Lorenzo Girelli, Carri armati, droni e check point: pazza voglia di colonnelli, in: Il Fatto Quotidiano, 21/3/2020.
  14. https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/coronavirus_borrelli_oggi_793_morti_totale_4_825_42_681_i_contagiati_4_821_piu_di_ieri_guariti_6_072_943_in_un_giorno-251907103/

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Rimando ai miei articoli precedenti sull’ argomento intitolati:

Sei anziano e hai il coronavirus? Mi dispiace tantissimo ma ….

Il coronavirus piomba su di una Italia impreparata, con una sanità falcidiata ed in altro affaccendata.

E mi sembra interessante anche l’articolo di Gregrio Piccin, Defender 2020 e i 500.000 tamponi accaparrati dagli “amici”… in Il Manifesto, FriuliSera e  e storiastorie.pn. 

L’immagine che accompagna l’articolo è sempre la stessa scelta per quelli di analogo argomento e rappresenta il virus. Laura M Puppini.

https://i2.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-altro-colore-Immagine1.png?fit=792%2C564https://i2.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-altro-colore-Immagine1.png?resize=150%2C150Laura Matelda PuppiniECONOMIA, SERVIZI, SANITÀVoglio iniziare questo mio articolo parlando di un tempo in cui c’erano i contrabbandieri, in cui c’erano i banditi, in cui c’erano … E non pensate che il Regno non cercasse di trovarli e controllarli, e qualche volta ci riusciva, ma non sempre perché il controllo totale è un...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI