Ho trovato sul sito regionale di Legambiente questa presa di posizione sui nuovi cogeneratori ‘Siot’ ma in realtà TAL, di Legambiente, che pubblico per le considerazioni interessanti che propone, e con il permesso di Sandro Cargnelutti, presidente regionale della nota associazione ambientalista.

«Il progetto di una nuova stazione di pompaggio del greggio a Paluzza/Cercivento, assieme agli altri 3 progetti analoghi a S. Dorligo della Valle, Reana del Roiale e Cavazzo Carnico, volti all’efficientamento del trasporto del greggio da Trieste all’Austria e oltre, sollevano molti dubbi circa la loro sostenibilità ambientale, ma dicono molto circa la loro esclusiva convenienza economica per SIOT.

In sostanza, SIOT afferma di voler “riscaldare” il greggio e quindi ridurne la viscosità al fine di diminuire l’energia complessiva necessaria per il pompaggio. Per questo utilizzerebbe motori cogenerativi di alta potenza ed efficienza alimentati a gas da cui ricaverebbe l’energia elettrica per alimentare le pompe ed il calore per fluidificare il greggio.

Se non ci sono molto dubbi circa l’efficienza dei motori, molti ne derivano dal risultato finale che, a detta della stessa SIOT, si limiterebbe all’aumento di un solo grado dell’enorme massa di greggio da fluidificare (da 15° a 16°)! Ci si chiede, quindi, dove sia il concreto vantaggio per SIOT che, ragionevolmente, non può investire milioni di euro per un risultato tanto limitato.

Il vantaggio appare duplice ed è solo economico! Da una parte utilizzerebbe il metano (energia non rinnovabile ed oggi molto critica in quanto non ne è garantito il rifornimento nei decenni futuri) a prezzi molto contenuti acquistandolo direttamente dalle Companies socie di SIOT stessa (ENI, Exxon Mobil, BP, ecc…) risparmiando circa 2,7 M€/anno rispetto all’energia elettrica; dall’altra lucrerebbe sui certificati bianchi che la (supposta) Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) consentirebbe di ottenere per un corrispettivo di 1,5M€/anno. Il tutto moltiplicato per le quattro stazioni, significa un guadagno di 16,8M€/anno. Davvero un buon affare!

Incredibile se si considera che in base ai dati e documenti diffusi da ApE, la quantità complessiva di energia per il pompaggio, e le relative emissioni, con i nuovi impianti non solo non diminuirebbe, contrariamente a quanto dichiarato nei progetti, ma sembrerebbe addirittura aumentare!

A fronte di questi vantaggi per SIOT, ci sarebbero solo svantaggi per l’ambiente e le popolazioni locali: maggior produzione di CO2, ed altri inquinanti quali CO e NOx, rumorosità di cui, ovviamente, bisogna tener conto per quanto concretamente impatterebbero in sede locale e non, astrattamente, in generale.

Se, infine, è forse lecito che SIOT pensi ai propri affari, non è altrettanto lecito che la Regione, che deve esaminare questi impianti e autorizzare i relativi progetti, non si ponga doverosamente delle domande circa la loro sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Come stanno questi progetti dentro il percorso di decarbonizzazione dell’energia che la Regione ha dichiarato di voler conseguire addirittura nel 2045 con 5 anni d’anticipo rispetto al resto d’Europa?

Come si giustificano 56 Mmc aggiuntivi di metano da prelevare ogni anno per 30 anni (?) dalla rete, se tutto il sistema energetico dovrà essere decarbonizzato?

E cosa dire dell’impatto negativo che questi progetti avranno sul processo di Transizione Energetica che la Regione dichiara di voler perseguire, ma per la quale non sta facendo praticamente nulla? Gli sforzi (con relativi investimenti) che tanti Comuni, cittadini e imprese di buona volontà stanno facendo per aumentare la quota di energie rinnovabili sul territorio sarebbero annullati per oltre 5 anni con gli impianti SIOT! Un’offesa non giustificabile.

Per tutto questo, Legambiente chiede che:

sia rinviata la ormai prossima conferenza dei servizi che discuterà il progetto di Paluzza/Cercivento come richiesto dai rispettivi Sindaci; come approvato dal Consiglio Regionale a seguito della nuova documentazione acquisita, si convochi subito il tavolo di confronto con SIOT e tutti i portatori di interesse; Legambiente sia parte di questo Tavolo; la Regione riconsideri gli effettivi impatti ambientali dei 4 progetti alla luce del percorso di decarbonizzazione oltre che di tutta la documentazione fornita da ApE e a conoscenza di tutto il Consiglio Regionale sospendendo le autorizzazioni già rilasciate».(Da: https://www.legambientefvg.it/component/content/article/2-uncategorised/2693-pompaggi-siot-un-progetto-da-rigettare-alla-luce-degli-impatti-generati-e-della-transizione-energetica-da-intraprendere?Itemid=337).

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Massimiliano Fedriga, presidente della giunta regionale Fvg, parla, nel 2019, dei grandi vantaggi che Siot porta al Fvg. (Da: https://www.tal-oil.com/notizie/notizie-italia/siot-oltre-240-milioni-limpatto-economico-sul-fvg).

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Ma chi, in Regione Fvg, pare sostenga che la Siot (Ora TAL) è un bene per noi tutti, abitanti del Fvg? Massimiliano Fedriga, presidente, quello del contratto con Novartis, che appoggia le multinazionali per sua stessa ammissione, e che ha una visione del vantaggio per la regione a senso unico e cioè solo dal punto di vista finanziario, senza ricordarsi di noi cittadini, del nostro territorio e dell’ambiente, dei riflessi pesanti di certe scelte sulla nostra vita, e con una visione antediluviana, pare, del mondo, e che sembra gestire la Regione come fosse una impresa privata tendente solo al profitto.

Così nel 2019 ha presenziato, concedendo la sala d’onore della Regione FVG per questo scopo,  ad un incontro che magnificava la Siot (TAL) per quanto fatto per il Fvg, che noi vorremmo invero conoscere. Perché i vantaggi per l’Ente porto di Trieste o per società della città non sono i nostri di cittadini, che subiamo gli impatti ambientali e la servitù. Così altro che ‘Carnia riserva indiana!” Forse è peggio con peggio. Almeno questo è quello che penso io dopo aver letto l’articolo che vi propongo. E se erro correggetemi.

Chi ha condotto la ricerca presentata nel salone d’onore della Regione FVG sui vantaggi finanziari immensi che la Siot porta al FVG è ‘MIB Trieste School of Management’, a servizio pure delle aziende, e che si interessa anche di business in stretto legame con il mondo aziendale. (https://mib.edu/it/la-scuola/chi-siamo). Detta ricerca è stata commissionata dal ‘Gruppo TAL’ cioé dalla società che doveva essere oggetto di ricerca. Infatti TAL non è altro che la ‘Transalpine piperline’ (ante Siot) che gestisce l’oleodotto transalpino. A questo punto ci chiediamo però perchè detta ricerca commissionata da chi doveva essere studiato, e finalizzata solo ad una lettura finanziaria dell’azione di detto gruppo multinazionale in regione, sia stata presentata nel salone d’onore della Regione FVG, presente Fedriga, che forse ha concesso la location, e magari anche gratis. Inoltre bisognerebbe vedere come è stata condotta la ricerca, ma visto che è stata commissionata da privato, temo che sia top – secret e protetta da privacy. Dove poi Lilli, presidente Siot,  veda i vantaggi per il territorio portati dalla società da lui presieduta, Dio solo lo sa, e si parla in modo generico di settori coinvolti e che traggono vantaggi e quindi profitti da TAL, ma da questo articolo nessuno sa quali.

Comunque su questa fonte si legge:

«A fronte di un fatturato di 84,5 milioni di euro, nel 2018 la SIOT ha creato un impatto economico complessivo a vantaggio del territorio stimato tra 246,9 e 282,3 milioni di euro. È questo il risultato principale dello studio del MIB Trieste School of Management voluto dal Gruppo TAL con l’obiettivo di verificare il ruolo dell’oleodotto transalpino nel tessuto economico di Trieste e di tutta la Regione.

Lo studio, che presenta questo e molti altri dati sulle ricadute economiche positive, dirette e indirette, della SIOT, è stato presentato nella prestigiosa cornice del Salone d’Onore del Palazzo della Regione in Piazza Unità d’Italia, alla presenza del Presidente della Regione Massimiliano Fedriga e del Presidente dell’Unione Petrolifera Claudio Spinaci. (…).

“In Friuli Venezia Giulia, da cinquant’anni – ha dichiarato Alessio Lilli – l’economia del petrolio esiste e crea valore: grazie a questo studio abbiamo oggi una concreta quantificazione del ruolo economico della SIOT e della ricchezza creata a vantaggio del territorio. La nostra azienda crea un ponte economico, culturale, di business administration e di relazioni internazionali con Austria e Germania, contribuisce in maniera consistente allo sviluppo dell’economia e del know how del porto, ha creato un indotto duraturo nel tempo, e ha concluso Alessio Lilli – continuerà anche in futuro a garantire lavoro e valore per il territorio”.

L’impatto economico complessivo è stato calcolato sommando l’impatto diretto, indiretto e indotto dal reddito, e calcolando la percentuale di tale impatto che permane sul territorio regionale: oltre al valore del fatturato, nel dato confluiscono – attraverso calcoli derivanti dalla teoria economica, analisi del contesto e letteratura da precedenti studi – le stime relative all’economia generata dalla presenza della SIOT e dai moltiplicatori dovuti alla distribuzione del reddito.

In conclusione, la stima dell’impatto complessivo, partendo dal fatturato di 84,5 milioni di euro (impatto diretto), considera che il sistema SIOT possa generare in altri settori un fatturato pari a 122 milioni (impatto indiretto), a cui devono aggiungersi ulteriori redditi compresi tra 40,4-75,8 milioni, tramite il canale del reddito e delle spese delle famiglie (impatto indotto). Il totale dell’impatto economico di SIOT stimato è stato quindi, nel 2018, pari a un valore che varia tra 246,9 e 282,3 milioni di euro.

Lo studio ha messo in evidenza ulteriori, importanti elementi: Il 91% del fatturato della SIOT deriva da prestazioni effettuate in Friuli Venezia Giulia per clienti austriaci e tedeschi. Il restante 9% dei clienti è collegato all’attività di SIOT come terminalista portuale: in questo ruolo, SIOT scarica oltre 40 milioni di tonnellate di greggio l’anno, e gestisce circa 500 navi all’anno rendendo il Porto di Trieste il principale scalo petrolifero del Mediterraneo. SIOT, sempre nella sua veste di terminalista portuale, è il maggior generatore di traffico portuale a Trieste.

Lo studio evidenzia anche il rapporto tra impatto indiretto e diretto, il cui coefficiente è pari a 1,4: l’analisi mostra che per ogni euro di fatturato prodotto dalla SIOT corrispondono 1,4 euro di fatturato indiretto generato nel sistema economico regionale. Il modello di calcolo utilizzato ha restituito per la SIOT un valore complessivo di 580 occupati, di cui 460 occupati indiretti e 120 occupati diretti. Il “Sistema SIOT” quindi genera per ogni anno 580 posti di lavoro totali: ad ogni occupato diretto SIOT corrispondono 3,8 occupati indiretti». (Siot, oltre 240 milioni l’impatto economico sul Fvg, 6- 12-2019 – https://www.tal-oil.com/notizie/notizie-italia/siot-oltre-240-milioni-limpatto-economico-sul-fvg).

Le società multinazionali ma anche le nazionali non parlano mai di impatto ambientale e di ricaduta sulle persone delle loro scelte, a loro questo non interessa in Sud- America, in Africa, dove la fanno da padroni, come temo qui. Parlano solo ed unicamente di soldi, ma la Regione Fvg non ha come sua finalità la finanza, e non è una finanziaria o una banca. E l’art. 17 dello Statuto della Regione Fvg così recita: «Prima di essere ammessi all’esercizio delle loro funzioni, ciascun consigliere regionale presta giuramento, secondo la seguente formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione». (Cfr. su www.nonsolocarnia.info il mio: “Divisione ed attribuzione dei poteri, regione Fvg e rapporti con lo Stato, avendo presente un articolo sulla riforma della sanità).

Ma davvero il bene della Regione è massacrare territorio, acqua, aria, rendere difficili le condizioni ed i contesti di vita al popolo Fvg perchè un paio di società operative in regione e l’ente regione stesso abbiano due lire o pensino in futuro di averle? Ma sa la giunta regionale quanto valgono gli ambienti naturali, l’acqua, definita necessaria per la vita, i boschi, le foreste, e via dicendo, quando dà concessioni a destra e manca? Ed anche la vicenda Kronospan e quanta acqua può utilizzare, è aspetto da non sottovalutare. Inoltre pare che, se vi è qualche vantaggio finanziario anche da TAL, questo sia confinato al porto di Trieste. Ma poi vantaggio economico e finanziario coincidono? Ma chi ha mai detto che l’economia e la finanza sono la stessa cosa? Solo chi sa poco o niente o fa finta di non sapere. 

E di noi che paghiamo e pagheremo a caro prezzo il transito di un oleodotto che neppure ci serve e i cogeneratori, chi si interessa? Ma noi esistiamo per la Regione FVG? E Massimiliano Fedriga deve o non deve fare i nostri interessi, visto il ruolo che ricopre? Chiediamocelo.

L’immagine che accompagna l’articolo mostra il Terminal petrolifero Siot di Trieste. L’oleodotto che da qui si diparte, è lungo 753 km e trasporta 1,4 miliardi di tonnellate di greggio per lo sviluppo di Germania, Austria e Repubblica Ceca. (https://www.ilnordestquotidiano.it/2017/04/14/il-terminal-petrolifero-siot-di-trieste-compie-50-anni/).

Senza offesa per alcuno. E se erro correggetemi. Io scrivo e commento sulla base pure delle fonti che trovo.

Laura Matelda Puppini.

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/Siot_terminal_petrolifero_trieste-768x416-1.jpg?fit=768%2C416https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2022/05/Siot_terminal_petrolifero_trieste-768x416-1.jpg?resize=150%2C150Laura Matelda PuppiniAMBIENTEECONOMIA, SERVIZI, SANITÀHo trovato sul sito regionale di Legambiente questa presa di posizione sui nuovi cogeneratori 'Siot' ma in realtà TAL, di Legambiente, che pubblico per le considerazioni interessanti che propone, e con il permesso di Sandro Cargnelutti, presidente regionale della nota associazione ambientalista. ♣ «Il progetto di una nuova stazione di pompaggio...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI