Ci sono cose che ti colpiscono particolarmente, ci sono cose di cui non riesci a farti una ragione …

È sabato e stranamente, contro le mie abitudini, sono ancora a letto alle 9 del mattino, con accanto mio marito. Sarà perché fuori piove, sarà perché non fa caldo ed è bello poltrire un po’, sarà perché …

Poi lo squillo del cellulare. Lo raggiungo assonnata, e rispondo. È mia figlia Annalisa che, ritenendomi sveglia, inizia, con foga, a sostenere che devo subito occuparmi del canone R.A.I…

Vi giuro che dovermi occupare, in fretta e furia, del canone R.AI. non è il top al mattino del sabato, anche se sono pensionata, ma tant’ è … Insomma vengo a sapere che, entro il 16 maggio, cioè lunedì, si deve provvedere per dichiarare il non possesso di un televisore, qualora ci si trovi in questa condizione, per esempio in seconda casa, altrimenti il governo caricherà ogni utenza Enel esistente del canone, aggiungendolo alla bolletta.

Mi sveglio del tutto e penso che non so neppure a chi sia intitolato il bollettino canone R.A.I, sempre pagato, e neppure a chi siano intestate le bollette dell’Enel, acronimo che pare, dal sito, una multiutility che opera a livello mondiale, e non si sa cosa c’entri con la R.A.I., non diretta da Francesco Starace, ma forse mi sono persa un pezzo della storia …

Lascio perdere qui di descrivere analiticamente il resto della mattinata, il mio tentativo di capire qualcosa e di agire in conseguenza, tenendo conto anche dell’età … e della domanda che mi si fa da un paio di parti: «E chi convive che fa?» Perchè pare che gli esempi contemplino solo i maritati.

Non lo so, si sposi subito, pensi che vi potranno essere nuove tasse sul celibato ora convivenza, come ai tempi che furono, insomma non so rispondere.

E che fare per le seconde case? Mentre controllo tempi e sequenze delle azioni, (con le poste, che, essendo sabato, chiudono alle 12.30), il mio pensiero va ad un particolare non di poco conto: io cittadino devo dichiarare di non possedere un bene, perchè lo Stato o più correttamente questo Governo, altrimenti mi tassa in presunzione di possesso.

Oddio, questa in sessantacinque anni non l’avevo mai sentita, e neppure dai miei nonni e genitori, vissuti sotto il fascismo!

E questa nuova, di tassare un bene in presunzione di possesso, a meno che non si dichiari entro la data “x” di non possederlo – penso – da quale codice civile l’hanno tirata fuori Maria Elena Boschi e Matteo Renzi, dato che è aspetto legato, da che ho capito, alla legge di stabilità, del governo?

E penso, dopo aver perso tempo pure a constatare che il modulo di non possesso non è compilabile online, almeno stamane io non sono riuscita a sovrascrivere, ed esser andata in posta a chiedere che significa che lo si deve inviare “in plico ma senza busta” che appena finito il tutto, scriverò subito pubblicamente che non ho la Maserati, che non ho …

Renzi, Boschi, governo italiano, risparmiatemi un modulo per dichiararvi che non ho la Maserati e neppure una Ferrari, che non ho …  Poi penso a Silvio Berlusconi ed altri politici, a quelli dei 20.000 euro al mese, sanità gratis ecc. ecc. penso ai dirigenti delle aziende, e penso che potrei solo scrivere che io non possiedo tutto quello che possiedono loro, tranne forse una marca di carta igienica o di sapone detergente.

Ma scusandomi subito per questi pensieri dettati dal mio stato d’animo ritorno al pensiero principale: In quale altro stato democratico europeo, ti viene imposta una tassa su un bene per presunto possesso dello stesso, almeno che tu non dichiari di non averlo?     

 Non sarà magari incostituzionale? Non si creerà a livello normativo un precedente?

Mentre parlo di questo aspetto  in un pubblico esercizio, ove sono andata a fare una fotocopia da allegare alla dichiarazione, vengo accusata da un presente, che non conosco, di essere di destra, di essere della Lega, disfattista, se ho ben capito, ecc. ecc. e, in sintesi, di non comprendere le buona azioni della sinistra.

Trasecolo, e dico di essere di sinistra, poi, dato che il tizio insiste, polemicamente e provocatoriamente gli dico in faccia che voterò Casa Pound!

Tutto questo la mattina di un sabato qualunque, sotto il governo Renzi, mentre tra l’altro mio marito mi mostra sconsolato un nuovo modello cud, recapitato con la posta normale, con tante scuse perché il precedente era errato, per lui che ha già presentato il modello 730, e di cui non sa che fare!

Vedremo lunedì, gli dico, mentre abbiamo già passato il pomeriggio di ieri ad occuparci della richiesta del cafc che fa la dichiarazione dei redditi per mia madre, di presentazione delle fatture analitiche di pagamento mensile della casa di riposo ove si trova la stessa, che però risultano intestate a me, che garantisco per lei, come accade credo in ogni casa di riposo, sicuramente a Tolmezzo, anche se la cifra esce dal c.c. di mia madre, tramite delega.

Infine, stasera, leggo una lettera pubblicata dal Messaggero Veneto firmata da Giovanni Adami, intitolata: «Questo Cud è una telenovela», e penso a  noi italiani, al futuro dei miei figli e di mio nipote …

Così sono giunta a sera, sperando di aver evitato per un pelo un danno alle coronarie, per fretta, angoscia, nervosismo, ecc., attendendo una risposta, da chi la sappia, a se sia costituzionale o meno, democratica o meno la “presunzione di possesso”, che vi confesso a me pare un assurdo, e sperando che qualche associazione di tutela dei cittadini porti queste problematiche nelle adeguate sedi, ammesso esistano.

E chiudo qui queste amare righe di sfogo e di pensiero, scritte senza voler offendere alcuno, solo come espressione personale del mio pensiero, e se erro correggetemi.

A proposito: ho salvato questo testo nella cartella intitolata “Da cittadini a sotàns” senza punto di domanda.

Laura Matelda Puppini

L’immagine che accompagna questo mio pensiero  è tratta, solo per questo uso, da: http://www.barzellette.net/f767-attenti-canone-rai.htm. Laura Matelda Puppini

 

 

 

 

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