Dove stiamo andando a finire con questo governo, mentre Fedriga si lamenta e concorda ad Atreju sul por fine al ssn e sul limitare il numero di ospedali sul territorio.
Mi sveglio e leggo ….
Mi sveglio il 16 dicembre 2025, dopo esser rientrata da Roma, e leggo alcune notizie che mi fanno inorridire e costernano: la prima è che i soliti della UE, capitanati da Von der Leyen, ormai staccati da ogni realtà e che giocano pare ai videogame senza legame alcuno con la realtà, vogliono ad ogni costo, ora che Usa e Russia si sono accordati per la pace in Ucraina, (che ci farebbe molto comodo perché termineremmo di mantenere un gruppo di corrotti e di contribuire allo sfacelo di quello stato, ormai già messo malissimo) che entri nella Ue e di fatto nella Nato, quasi che la guerra l’avesse vinta e non persa. Sapete cosa significa questo? Una dichiarazione non palese di guerra alla Russia, che di noi se ne frega se non le rompiamo i ‘cabasisi’ per nulla. Fonte: “L’ingresso dell’Ucraina nella UE entro 2027: verso una guerra con la Russia?” in: Il Fatto Quotidiano online del 16 dicembre 2025, di Francesco Valendino, un lettore come tutti, ma che per me rappresenta quello che pensiamo noi, che manteniamo pure questo parlamento Ue, svenandoci.
Ma ci sono anche altri articoli che parlano di Ursula e della sua fissa della guerra, che significherà per noi morte anche dei nostri figli, terrore, povertà, perdita del lavoro e fine dell’economia. Per chi suicidarsi fra torture terribili non dei politici ma nostre, di povera gente? Per Zelensky? Ma leggete che quadro si ipotizza in Ucraina dove, appena l’abbiamo foraggiata di denaro e armi, gli avvoltoi pare si siano moltiplicati, riuscendo persino a defecare in cessi dorati!
Questo mentre c’è chi teme, ed è Valerij Zaluzhny, comandante in capo dell’esercito ucraino, non quindi il primo che passa, che in Ucraina scoppi, a fine guerra con la Russia, pure una guerra civile. «Un milione di reduci armati, senza lavoro, senza reddito, senza casa, una marea di uomini che sanno usare le armi che si ritrovano nel paese […], in cui la maionese degli oligarchi è impazzita più che in qualunque altro. Criminalità, violenza, destabilizzazione, un buco nero di corruzione. E già oggi i soldati rischiano di esser percepiti come nemici interni». (Pino Cabras, L’eroismo da salotto crolla: il fallimento euroatlantico parla con la voce dei generali, post facebook, 17 dicembre 2025). Questo post mi riporta a quanto ho letto sulle difficoltà per ogni stato a riprendersi dopo una guerra, per esempio dopo la seconda guerra mondiale, con migliaia di disoccupati, con città e paesi distrutti, dove mancava tutto. Pensate che in Italia vi erano persone che rincorrevano una jeep americana sperando di poter recuperare un pezzo di sapone.
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Nel frattempo donna Giorgia ….
Nel frattempo donna Giorgia, che senza ormai consultare il Parlamento ha firmato di tutto e di più, senza pensarci, come l’Italia fosse piena liquido e i nostri soldi un bancomat al servizio dell’Europa e delle bizzarrie dei potenti di turno, ha pensato a tagli draconiani alla gente italica per cercare di coprire le spese sottoscritte da lei e dal suo governo. E vedrete cosa ci aspetta per Natale: l’inizio della povertà per molti e forse l’ultimo anno di cenoni e regali. Ma tanto questo governo va avanti così, con tagli su tagli per fare cassa sui poveri lavoratori dipendenti e pensionati anche del futuro, e poco ci manca che si giunga all’oro alla patria, senza analisi alcuna delle ricadute, (che si iniziano già a vedere), della sua tragica politica contro il popolo italiano, non a favore come dovrebbe essere. Ma cosa intendono fare ‘lor signori’ ormai totalmente inaffidabili e capaci di cambiare le carte in tavola a proprio favore, pur non trovandosi al tavolo di un casinò, ce lo racconta La Stampa e pure Stefano Patuelli di M5S.
Manovra, maxi emendamento: stretta sulle pensioni e silenzio assenso per i neo assunti sul tfr”, intitola La Stampa sempre il 16 dicembre, mentre Stefano Patuelli prima ci racconta uno spaccato del paese reale poi, con altro post, stessa data, cosa intende fare il governo.
«Con una mano il Governo introduce una ritenuta dell’1% su ogni pagamento tra imprese. La chiamano “anticipo d’imposta”, ma è una tassa sulla liquidità: i soldi vengono presi prima che tu sappia se hai guadagnato, prima di chiudere il bilancio, prima ancora di pagare le imposte dovute. Colpisce autonomi, professionisti e PMI che lavorano onestamente e vivono di cassa, non di rendite. E ha gettito solo perché lo Stato ammette che senza prelievo anticipato una parte di quelle imposte non le incasserebbe mai. Tradotto: sei colpevole fino a prova contraria.
Con l’altra mano il Governo mette mano alle pensioni, ma lo fa in silenzio. Dal 2031 i contributi riscattati per la laurea valgono sempre meno, fino a perdere due anni e mezzo dal 2035. E anche quando maturi i requisiti, la pensione non parte più: slitta di mesi, fino a sei. Non è una riforma, è un rinvio sistematico dell’assegno. È risparmio di spesa scaricato sulle generazioni future, scritto nei commi per non dirlo apertamente.
E mentre si chiede a chi lavora di pagare prima e di lavorare più a lungo, si taglia anche la sanità. Nel maxi-emendamento è scritto nero su bianco: meno 140 milioni di euro l’anno al Fondo per i farmaci innovativi, dal 2026 in poi. Meno risorse per terapie oncologiche, cure avanzate, farmaci salvavita. Altro che potenziamento del Servizio sanitario nazionale: qui si fa cassa anche sulla salute.
Il disegno è chiarissimo. Si anticipano le tasse a chi produce reddito, si rinvia la pensione a chi ha lavorato una vita, si riducono le risorse per chi si ammala. Tutto senza dirlo mai esplicitamente, nascosto dietro parole come “acconto”, “decorrenza”, “rimodulazione”.
Questa non è serietà di bilancio. È sfiducia istituzionalizzata verso lavoratori, imprese e cittadini. È uno Stato che non investe, non riforma, non cresce. Incassa prima, paga dopo, taglia dove fa meno rumore». (Stefano Patuelli su facebook, 16 dicembre 2025).
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A Atreju, all’insaputa dei cittadini, Fedriga traccia le linee per la nuova sanità Fvg: no ssn, privati in sanità, pochi ospedali e molta territorialità. Ma siamo con Mmg risicati e per ora con consultori chiusi e centri di igiene mentale in affanno e poi gli ospedali non sono un surpluss così come le analisi diagnostiche ecc .ecc.
Poi ci sono quei Presidenti di Giunta Regionale che sono andati ad Atreju pare a concordare con la Meloni la nuova sanità che contempla risicati ospedali, il che è chiaro se Madama Giorgia ha deciso di tagliare fondi su fondi alla sanità per volgerli ad altro, e fra questi vi è, indovinate chi? Fedriga! Ma tranquilli: ci riempiranno attraverso la stampa di favole su un sistema di nuova sanità efficiente e moderna ed altre stupidaggini di questo tipo.
Trovo la prima informazione di questa novità di Fedriga ad Atreju il 16 dicembre su un articolo di ‘Quotidiano Sanità’ a firma di Claudio Maria Maffei, medico ora in pensione, marchigiano, che ha ricoperto anche il ruolo di direttore sanitario, che non è l’ultimo venuto ed è persona di tutto rispetto anche perché sostiene che non si può modificare un sistema che non si conosce bene. L’articolo si intitola: “Da Atreju vengono segnali non proprio rassicuranti per il Ssn”. Maffei ha iniziato ricordando un articolo del giorno precedente su quanto detto ad Atreju relativamente alla sanità, ed ha sottolineato che erano presenti all’incontro su questo tema, a Castel Sant’ Angelo in Roma, sia il Ministro Schillaci che il Sottosegretario Gemmato e 5 Presidenti di Regione di cui 4 del centrodestra (Lazio, Marche, Friuli-Venezia Giulia e Calabria) e uno del centrosinistra (Puglia). Così ho appreso che invece di parlare di cosa intende fare al ssr qui nelle sedi istituzionali regionali, Massimiliano Fedriga, il presidente di “Io sono Fvg” è andato ad Atreju, a Castel Sant’Angelo a Roma, a parlare su questo tema, forse a cercare pure consensi ed una alleanza in e con Fd’I, garantendo la sua fedeltà a Meloni che ha bisogno di denaro subito, per le armi, per la ricostruzione dell’Ucraina, per la guerra, per …. Ma questo lo penso io, e se erro correggetemi.
Maffei, dopo aver scritto i nomi dei partecipanti all’incontro sulla sanità, così ha continuato: «Le prime preoccupazioni nascono da espressioni come “mettere mano alla legge 883 del ’78, che è nata 50 anni fa e non è più adatta” (Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio) e “non possiamo pensare di mantenere l’universalismo seguendo i dettami di una legge che fotografava un’esigenza di sanità di una società diversa” (Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute). Si tratta di espressioni poco rassicuranti perché vengono da una maggioranza che in modo evidente non ha una idea su come costruire una alternativa all’attuale Ssn». Quindi ha così proseguito: «Altrettanto preoccupanti, per me anche più preoccupanti, sono alcune espressioni sul potenziamento del territorio su cui hanno insistito alcuni Presidenti. Francesco Acquaroli (Marche) ha sostenuto la necessità di “ricostruire un modello territoriale per fare filtro e decongestionare ospedali e pronto soccorso”. Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia e Conferenza delle Regioni) ha chiesto a sua volta di superare la visione “ospedale-centrica” per un modello basato su “territorio e domicilio”. Allo stesso Fedriga è stato attribuito un monito contro la speculazione politica: “Basta lo scalpo dei governatori per opportunismo. Il Paese non può permetterselo”, ha detto con riferimento alle proteste per la chiusura di reparti poco sicuri.
Questo potenziamento del territorio lo evoca spessissimo anche il Ministro Schillaci che, leggiamo sempre qui su Qs, intende mettere la salute mentale al centro delle politiche del Ssn assieme alla prevenzione, il cui ruolo viene spessissimo ricordato. Qui la preoccupazione nasce dalla evidente incoerenza tra le affermazioni di principio e le scelte concrete». Fin qui Maffei.
Allora, dato che Schillaci è un medico, vorrei sapere se pensa che la prevenzione faccia tutto e che la malattia non esista. E poi la prevenzione dovrebbe essere presente nei luoghi di lavoro, intervenendo sugli stessi e sulle catene produttive, dovrebbe venir attuata contro l’inquinamento di aria acqua e suolo, contro il cibo spazzatura e da terreni infestati da fertilizzanti e veleni ignoti, contro le polveri sottili delle automobili, con una capillare lotta alla droga ed all’uso in minori di psicofarmaci che mi dicono esistere anche in Fvg. E gli anziani che popolano ampiamente il Fvg, se hanno raggiunto certe soglie di età, anche la mia, (ho 74 anni), non hanno bisogno di prevenzione ormai, ma di cure in acuzie, che i politici lo vogliano o meno.
Infine Maffei ha chiuso dicendo che «Quanto alle responsabilità delle Regioni, ci sono almeno due considerazioni da fare. La prima riguarda la indisponibilità del Ministero a usare alcuni degli strumenti potenti che pure avrebbe (vedi il già citato mancato controllo della programmazione ospedaliera compresa la parte relativa agli interventi strutturali) e la seconda la inadeguatezza delle misure proposte per colmare i divari tra Regioni perché vanno bene gli audit per le Regioni che non raggiungono i livelli minimi di assistenza, ma se non si colmano gli enormi gap nella struttura dell’offerta che i flussi di mobilità evidenziano plasticamente (come si dice oggi), è impensabile un riequilibrio Nord-Sud.
Forse da Atreju non ci si poteva aspettare molto di più, ma quel che si è visto (per chi c’era) e sentito o letto non incoraggia, tanto più che il Partito promotore guida il governo da tre anni (e intende continuare a farlo per molti anni) e da ancor più anni governa in Regioni da cui arrivano segnali pure poco incoraggianti». Fin qui Maffei.
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Poi ho letto un articolo sempre pubblicato su Quotidiano Sanità intitolato: “Ssn. Al tavolo di Atreju si progetta la riforma del sistema: dal territorio alle liste d’attesa, le visioni di ministro e governatori”.
Cosa ha sostenuto Fedriga? Lo leggiamo nel sottotitolo: «Al dibattito di Atreju, il ministro e i governatori hanno concordato sulla necessità di riformare la legge istitutiva del Ssn del 1978, puntando sul potenziamento della sanità territoriale e superando lo scontro ideologico tra pubblico e privato per modernizzare il sistema. Il Servizio sanitario nazionale è un “modello riconosciuto in tutto il mondo”, ma per reggere alle sfide del futuro ha bisogno di riforme strutturali, a partire da un aggiornamento della sua legge istitutiva del 1978». Quindi si prospetta un regalo ai privati del Sistema sanitario Pubblico, almeno in alcune regioni? Di bene in meglio! Detto così per noi vecchi sarà meglio spendere per andare alle Maldive e morirci lì, tanto … Poi solo ad Atreju, penso io, si può definire la privatizzazione, a costo zero o dando ancora denari pubblici al privato, in un Ssn diviso in tanti Ssr, un problema ideologico! È un problema organizzativo di controllo, di costi, di qualità, di diritto alla salute ecc .ecc. Ma almeno ora sappiamo cosa pensano di fare, contro tutti i cittadini, Fedriga e Riccardi.
La sintesi di quanto detto dai Presidenti di Regione della destra è similare a quella di Maffei: «governatori: riformare la legge 833 e investire sul territorio. La proposta più netta è arrivata dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: “Credo che sia arrivato il momento di mettere mano sia al contratto collettivo nazionale dei medici, sia alla legge 883 del ’78, che è nata 50 anni fa e non è più adatta”. Una linea condivisa dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, secondo cui “non possiamo pensare di mantenere l’universalismo seguendo i dettami di una legge che fotografava un’esigenza di sanità di una società diversa”. Gemmato ha indicato una via concreta: valorizzare le “farmacie sotto casa”, pubbliche e private convenzionate, come ultimo presidio sanitario sul territorio.
Sul potenziamento del territorio hanno insistito anche altri presidenti. Francesco Acquaroli (Marche) ha sostenuto la necessità di “ricostruire un modello territoriale per fare filtro” e decongestionare ospedali e pronto soccorso. Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia e Conferenza delle Regioni) ha chiesto di superare la visione “ospedale-centrica” per un modello basato su “territorio e domicilio”. Fedriga ha anche lanciato un monito contro la speculazione politica: “Basta lo scalpo dei governatori per opportunismo. Il Paese non può permetterselo”, ha detto, riferendosi alle proteste per razionalizzazioni come la chiusura di reparti poco sicuri». Ricordo però a Fedriga che, nonostante i suoi lai contro i cittadini Fvg e carnici esplicitati ad Atreju, vige ancora la Costituzione italiana che permette la libera espressione del proprio pensiero. Se non se lo ricorda potremmo fornirgli una copia.
E l’articolo termina così: «Il quadro che esce da Atreju è quello di una maggioranza che, pur rivendicando l’eccellenza del modello sanitario italiano, ne riconosce le rigidità e punta a una riorganizzazione profonda, spostando l’asse sull’assistenza territoriale, razionalizzando l’offerta ospedaliera e aggiornando le regole del lavoro medico. Il dibattito sulla riforma della sanità sembra dunque entrato nel vivo».
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La territorialità è dunque il nuovo ‘mantra’ della destra Fd’I-leghista ma forse è presente solo in ‘melonilandia’ per dirla con Matteo Renzi, che ha fatto ultimamente un buon intervento sull’economia italiana. Infatti i consultori sono ridotti, i centri di igiene mentale boccheggiano, mancano medici di base, mancano posti letto nei grandi poli, le stanze sono a 4 o a 6 letti, e, all’egida del ‘risparmio’, uomini e donne convivono insieme in una stanza, e potresti essere spostato anche in altro settore, se vi è un posto libero. Tutto già visto, tutto già sperimentato.
E poi, nel 2025, la gente non ha bisogno di un servizio sanitario assistenziale, solo e comunque, ma di sanità, di analisi fatte seriamente, di macchinari, di farmaci, di medici esperti e di infermieri preparati. Li avevamo qui in Fvg ma poi la situazione, già intaccata da Serracchiani – Telesca, è finita nel baratro con Fedriga e Riccardi, che temo di sanità non capiscano molto, tranne i loro modelli e che si riempiono di finanza americaneggiante, che non risolve i problemi dei cittadini. Perché la sanità è formata da una rete efficace ed efficiente di strutture ospedaliere a vario livello, di medici di base sul territorio e di strutture territoriali come i consultori e di una trasmissione efficace ed efficiente della documentazione, ma ormai qui il fascicolo sanitario è fallito con il massiccio passaggio a privati di parti consistenti di servizi sanitari ed ospedalieri e, con questa gestione super verticistica che non ascolta nessuno e mette mano a tutto, finiremo di male in peggio.
Ma si sogna forse, a ‘Melonilandia’, (termine utilizzato da Matteo Renzi per definire il mondo parallelo in cui vive immerso il governo) di privatizzare parte degli ospedali donandoli a società private, che non sono neppure necessariamente italiane ormai, e sposando l’americanizzazione della sanità, facendo aumentare a livello stratosferico chi non riuscirebbe a curarsi più, ma forse, morendo in casa, avrebbe chi lo accompagnerebbe nella buona morte, non potendo fare null’altro pure un medico che venga a domicilio essendo il 2025? E mancano pure i preti.
Infine, perché Fedriga deve correre a Atreju a lamentarsi di noi, che siamo il FVG, perché non siamo d’accordo con lui? E secondo me una forma di prevenzione a favore della salute è, appunto, anche quella di contestare scelte che creano difficoltà di cura per distanze e problemi reali. E con la sanità non si scherza, qui è in gioco, grazie al governo ed alla regione, il nostro futuro, quello dei nostri figli e nipoti, ed il futuro dell’Italia intera!
E termino snocciolando i dati che ha fatto presente Renzi, non perché lo ami particolarmente, ma perché sono interessanti per caratterizzare la situazione della popolazione italiana grazie al governo Meloni: egli ha obiettato al Ministro Giorgetti che l’economia non è tutta rose e fiori come egli andava dicendo.
Infatti non sta andando tutto così bene per la popolazione italiana perché nel 2024 la pressione fiscale è aumentata, (dati Istat ora è al 42,6%); è aumentato il debito pubblico rispetto al Pil (Corriere della Sera: in un anno è aumentato di 97,3 miliardi sfiorando ora i tremila miliardi); i salari reali delle famiglie hanno perso potere d’acquisto rispetto a prima, (Ansa, Istat tra il 2019 ed il 2024 i salari reali hanno perso il 10,5%). Ma pare che il centro studi di Fratelli d’ Italia, il Melonilandia, veda invece una Italia rosea, sempre secondo Renzi. Inoltre egli dice che, dati alla mano, il numero di cittadini che ha lasciato l’Italia nel 2024 è senza precedenti: 191.000 persone, un record storico. Ed è in netto aumento pure il numero di persone che non si cura, che rinuncia a curarsi. Infatti è passato dal 7,6% al 9,9% della popolazione italiana. Inoltre sta aumentando il numero di persone che vanno alla Caritas pur lavorando, percependo un salario, perché non ce la fanno a vivere. E siamo quasi al 24%. (Dati La Stampa).
Ma cosa segue invece il governo? I dati dei mercati finanziari che hanno aumentato l’outlook delle agenzie di rating, però di un vero pelino, dico io se si vedono certe statistiche dal 1986 in poi. Ma anche se l’outlook delle agenzie di rating è aumentato, le famiglie italiane non mangiano con gli aumenti delle agenzie di rating, ma con gli stipendi che il governo, in sostanza, ha diminuito – ha precisato sempre Matteo Renzi. Inoltre la produzione industriale è negativa da 26 mesi. (Intervento in aula di Matteo Renzi, “Giorgetti vive su Marte. Il Governo Meloni è lontano dalla realtà”, su Reels). Ma se con questi chiari di luna si passa anche alla sanità privatizzata non solo a metà …
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Su quanto deciso sulla sanità anche della nostra regione a Atreju, ho trovato un altro articolo intitolato: “Ssn. Al tavolo di Atreju si progetta la riforma del sistema: dal territorio alle liste di attesa, le visioni del Ministro e presidenti di Regione”, in: ilfarmacistaonline.it 15 dicembre 2025, che riporta le stesse cose per Fedriga, compresi i suoi lai fuori porta, si fa per dire, contro chi ha sottoscritto la petizione per riportare le cure senologiche in Carnia, ma omettendo di parlare delle migliaia di firme di professionisti contro il Piano oncologico della nostra regione.
Inoltre ricordo che in Lombardia passa prima per le cure e per le operazioni, da un po’ di tempo in qua, chi ha una assicurazione, stravolgendo tutto con scelte palesemente incostituzionali, grazie ad una semplice delibera regionale, la n. XII/4896 che consente l’attivazione, all’interno delle strutture pubbliche, di percorsi di accesso alle prestazioni per i clienti di fondi integrativi, mutue e assicurazioni sanitarie. E questo rappresenta una distorsione grave e pericolosa del concetto di bene comune. Leggasi nel merito: “Super intramoenia, l’ultimo passo della Lombardia verso una sanità privatizzata”, in Quotidiano Sanità, e “Lombardia, la sanità pubblica spalanca le porte alle assicurazioni private” in il Manifesto. Qui l’articolista precisa che, a liste d’attesa già lunghe ed in ogni caso, in questo modo si allungano le liste d’attesa per chi non ha una polizza, perché chi ce l’ha passa davanti agli altri. Magari a questo guardano i nostri in Fvg!
Attenti, prima che sia troppo tardi, fra un colpo di mano e l’altro. Inoltre si deve sapere che una assicurazione privata viene pro capite circa 1000 euro all’anno, e non copre tutto, ma solo alcune voci, mentre i medicinali in Italia, anche indispensabili diventano sempre più introvabili ed il loro costo aumenta. Inoltre la fase di controllo da parte delle assicurazioni, per vedere se pagare o meno, è affidata ad enti terzi, ormai, che puntano a farsi voler bene negando e non dando, e ve lo dico io per esperienza anche se non nel ramo sanitario, e non si sa perché privatizzare o fare come in Lombardia, quando la nostra Regione è zeppa di soldi nostri.
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Comunicato di Furio Honsell su Fedriga a Atreju a parlare della nuova sanità.
Infine stasera il comunicato di Furio Honsell, intitolato: “Stop a politiche in sanità decise dai palchi mediatici: necessario serio confronto in commissione sanità” che riporto qui « “Giunge l’eco, dall’incontro sul futuro della sanità tenutosi alla festa di Fratelli d’Italia, delle dichiarazioni molto gravi e preoccupanti del Sottosegretario alla salute e di alcuni Presidenti di Regione, tra cui Fedriga. Si è parlato di mettere mano al sistema universalistico della sanità, istituito dalla Legge 883 del 1978 di Tina Anselmi, Legge che ha garantito il diritto alla salute uguale per tutti. Si apprende che Fedriga abbia poi dichiarato il potenziamento del sistema territoriale, senza spiegare come reclutare un numero adeguato di medici di base e per assicurare la continuità assistenziale. Ha poi ribadito la volontà di chiudere reparti ospedalieri da lui ritenuti non sicuri. Ancora una volta invece di affrontare con chiarezza e trasparenza in Commissione Sanità del Consiglio Regionale tematiche così importanti per i cittadini, si scelgono palchi mediatici in occasione di convegni “fantasy” per fare passare come naturali strategie che danneggeranno il nostro sistema pubblico.“
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Per ora mi fermo qui, precisando che con questo articolo non intendo offendere alcuno, ma vorrei, dato che anch’io ed anche noi siamo Fvg, che il nostro Presidente di giunta che un giorno va a nostre spese in Usa, ed un altro anche, non si sa a che fine, quindi in Giappone, e che poi sbarca ad Atreju a parlare della nostra sanità, si confrontasse su cosa intende fare con noi e con il consiglio regionale, senza far passare sue scelte personali condivise con altri due o tre sulla nostra testa e, trattandosi dell’organizzazione sanitaria, sulla nostra pelle. E se c’è qualche errore in questo testo per cortesia scrivetemelo, che correggerò e scusatemi. Per la sanità modello Usa ricordo i miei articoli sempre su www.nonsolocarnia.info:
Sanità Fvg: verso il modello fallimentare lombardo, già messo sotto accusa.
Considerazioni ai margini dell’intervento del dott. Massimiliano Fedriga su sanità e terzo mandato.
Laura Matelda Puppini
L’immagine che accompagna l’articolo è una di quelle già da me utilizzate su questo sito/ blog e ritrae Riccardi e Fedriga. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/dove-stiamo-andando-a-finire-con-questo-governo-mentre-fedriga-si-lamenta-e-concorda-ad-atreju-sul-por-fine-al-ssn-e-sul-limitare-il-numero-di-ospedali-sul-territorio/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2024/12/fedriga-e-riccardi-scaled-1.jpg?fit=1024%2C626&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2024/12/fedriga-e-riccardi-scaled-1.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀMi sveglio e leggo …. Mi sveglio il 16 dicembre 2025, dopo esser rientrata da Roma, e leggo alcune notizie che mi fanno inorridire e costernano: la prima è che i soliti della UE, capitanati da Von der Leyen, ormai staccati da ogni realtà e che giocano pare ai...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia




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