E siamo giunti anche quest’ anno alla giornata della festa internazionale della donna che pare, in questo clima di morte e distruzione, più una presa in giro che altro. Perché le immagini che ci vengono da Gaza e dall’Iran ci parlano solo di morte e distruzione, di dolore e denutrizione anche per madri, donne, giovani e bambine, voluti dagli innominabili per le loro vittime sacrificali. Via i biscotti dai pacchi di aiuti, e quei pochi che sono entrati con il contagocce erano stati spogliati di ciò che poteva adeguatamente nutrire piccole e giovani vite, il che a me pare ancora più sadico e mostruoso che fermare i camion che li trasportavano, cosa per altro avvenuta grazie ai giovani armati ma senza divisa che operavano ed operano illegal/legalmente pure oltre i variabili confini dello stato a cui appartengono, anche per ridisegnarne dei nuovi.  Ed a casa mia questa si chiama guerra di conquista con conseguente colonialismo.

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Non solo: ora l’abbandono di quel popolo è totale fra vento pioggia, tende ballerine che hanno sostituito le case,  ed armi che sparano ancora. Ma cosa volete che interessino queste quisquiglie a N e T …. Loro si sentono i nuovi “dominators” ed in quanto tali forse anche “predators”, i nuovi padroni del mondo, manca solo che si vestano pure da superman, anche se poi uno di loro compare in mutande o pantaloncini conti che assomigliano molto a dei boxer seduto gaudente davanti ad un gruppo di bambine o ragazzine bendate nella villa che fu di Joseph Epstein, proprio di “quello là” da non confondersi con l’omonimo scrittore, persona rispettabilissima.

Per quanto riguarda l’Iran, basta ricordare quelle 150 – 165 vite di bimbe spezzate in una scuola elementare quasi a far capire che se il regime in vigore aveva messo in carcere, torturato e pure condannato a morte alcune giovani donne a causa del loro rifiuto del velo, gli Usa, con quelli di N., senza tante storie ne hanno massacrate in un colpo solo una marea prima che crescessero, imparassero qualcosa del Corano e magari lottassero pure loro contro quel velo o lo volessero scientemente portare per tradizione. Ma pare che i bimbi uccisi in Iran siano saliti già a 180. (Fonte: Iran: Unicef, “uccisi circa 180 bambini uccisi e molti altri feriti. Preoccupazione per l’impatto dell’attuale escalation militare”, in: https://www.agensir.it/quotidiano/2026/3/6/iran-unicef-uccisi-circa-180-bambini-uccisi-e-molti-altri-feriti-preoccupazione-per-limpatto-dellattuale-escalation-militare/).

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Ma non è andata meglio per le donne madri di alcune minorenni negli Usa e per le stesse, confederazione che ci hanno venduto sempre come la Patria della democrazia, ma che è sempre stata, dalla sua creazione in poi, un’insieme di persone diverse fra loro, tanto che l’unica guerra interna che ha veramente interessato gli Stati Uniti d’America è stata quella fra nordisti e sudisti, fra i sostenitori dell’uguaglianza delle persone e gli schiavisti.

Ed ora 6 milioni di files che formavano l’archivio di Joseph Epstein, americano per nazionalità ma dicono legato al Mossad, proprio lui, proprio quello lì, morto in carcere non si sa se ucciso o suicida, mostrano al mondo una rete di ricchi e potenti, forse ricattati o solo ricattabili per lo più “made in Usa” ma non solo che se la spassavano anche in modo cruento con minorenni ragazzine e ragazzini, bambini e bambine. Si dice che pure se ne nutrissero, talvolta, e che questi bimbi siano morti pure per giochi erotici al limite, e che ci fosse, tra questi esseri disgustosi e senza morale alcuna, pure chi infilava il suo ditazzo nella vagina delle ragazzine per valutare la sua possibilità penetratrice. Ma questo è solo una delle tante aberrazioni di cui si trova traccia negli Epstein ‘s files, infatti si narrano altre perversioni ai danni di giovanissimi e giovanissime e di bimbi perpetrate per lo più da maschi decadenti e solo talvolta mascherati, che in quelle feste private si sentivano Dio ma un Dio satanico, dando sfogo ad un immaginario che dir malato è dir poco. 

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E quello che mi chiedo è come mai i ricchi e potenti che frequentavano la villa o le ville di Epstein fossero incapaci di amare, cosa che in genere riesce bene a molti altri poveracci, e come mai a loro non si rizzasse (ed è chiaro cosa) se non con quei giochi ripieni di sadismo e perversione. Perché io da anziana non so proprio come questo fenomeno naturale ed atto alla procreazione a lor signori adulti non riuscisse, mentre è proprio di tutta l’umanità e del mondo animale dei mammiferi ed ha come motore l’attrazione reciproca, non la prevaricazione.

Però quello che è interessante è che ben pochi di questi signori sono finiti davanti ad un tribunale facendo la fine dei cattivissimi della serie Law & Order – Unità Speciale, prodotta ed ambientata in Usa, ma magari alcuni hanno trovato un diversivo nelle nuove guerre a civili inermi. E basta vedere che espressioni fa attualmente (dalle foto in rete) e cosa dice l’uomo forse in mutande di cui ho parlato prima davanti a coloro che lo contraddicono. Ora però ha una piccola scusante: la possibile aterosclerosi dovuta all’ età che però dovrebbe portarlo a rinunciare al suo incarico e non solo per questo. 

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Ma come non bastasse, su “Utopia” troviamo un post datato 4 marzo 2026 in cui si legge che: «Secondo quanto rivelato per la prima volta dal giornalista indipendente Jonathan Larsen, un comandante di unità operativa statunitense avrebbe detto ai sergenti che la guerra contro l’Iran fa parte di un “piano divino”, affermando addirittura che il Presidente Donald Trump sarebbe il “unto di Gesù”, scelto per dare inizio all’Armageddon.

Una denuncia, presentata al Military Religious Freedom Foundation (MRFF), è solo una delle oltre 110 segnalazioni arrivate in 48 ore da più di 40 unità dislocate in almeno 30 basi militari. I firmatari — tra cui cristiani, musulmani ed ebrei — hanno chiesto di restare anonimi per evitare ritorsioni. Il Pentagono non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione.

Secondo il presidente dell’MRFF, Mikey Weinstein, i militari riferiscono di una «euforia sconfinata» in alcuni livelli della catena di comando, dove l’attacco all’Iran viene descritto come sanctioned dalla Bibbia e collegato alle profezie apocalittiche dell’Apocalisse. (…). 

Lo scandalo si amplia mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth espande un programma evangelico aperto all’interno del Pentagono, che include sessioni di preghiera, letture bibliche e una teologia esplicitamente filo-israeliana. Weinstein riferisce che molti comandanti americani sembrano particolarmente entusiasti all’idea di uno scontro estremamente violento, insistendo su quanto sangue debba essere versato affinché gli eventi corrispondano al racconto fondamentalista cristiano sulla fine del mondo».

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Ma perché scrivo questo per la giornata della donna? Perché la logica del possesso è sempre quella, sia nei femminicidi sia nell’operare degli uomini di N.: il desiderio di possesso e di voler prendersi ciò che si ritiene arbitrariamente proprio, pensando magari di esser stati investiti da Dio in questa illustre missione, come del resto si sentivano i nazisti, che uccidevano torturavano e prendevano terre non proprie avendo inciso sui cinturoni che indossavano il motto “Gott mit uns” (Dio è con noi).

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Inoltre: che dire di tutte quelle donne e ragazzine che vivono in Palestina senza ormai poter avere né privacy né un assorbente quando hanno il ciclo mestruale?

E questo è il racconto di Marvat, sfollata con la figlia e passata da una casa dignitosa ad una tenda. «Vivere in una tenda significa prima di tutto non avere spazi privati. Vivere in una tenda a Gaza significa non poter contare su quantità sufficienti di acqua per lavarsi e non poter reperire i beni più basilari, compresi quelli per l’igiene personale.

La vita in una tenda non ha nulla a che vedere con quella a casa. Quando mia figlia ha avuto il suo primo ciclo mestruale, ha avuto difficoltà ad accettarlo. Ho fatto tutto il possibile per confortarla, la ho rassicurata dicendole che era normale, che non c’era nulla da temere. Quando però l’accesso all’igiene di base viene compromesso così profondamente, anche gestire il proprio ciclo mestruale diventa una emergenza. Gli assorbenti igienici a Gaza praticamente non si trovano, e quelli che si trovano sono di qualità scadente. Una volta finite le scorte personali, le cose sono diventate più difficili.

Ho iniziato a cercare qualsiasi cosa potesse aiutarmi a migliorare la situazione. Alcuni giorni non c’è nemmeno abbastanza acqua. Questo peggiora tutto. Come madre, mi sento impotente, incapace di dare a mia figlia qualcosa di così fondamentale. È ancora solo una bambina, anche se il suo corpo sta crescendo». (https://www.oxfamitalia.org/per-le-donne-a-gaza-laccesso-allacqua-significa-dignita/).

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Ed ancora sempre relativamente alla Palestina ed alla condizione femminile, così si legge su https://terredeshommes.it/comunicati/gaza-inferno-delle-bambine-violenza-sessuale-matrimoni-forzati-e-700mila-senza-igiene-essenziale/: «Il nuovo dossier ‘Indifesa 2025’ “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” di terredeshommes.it lancia l’allarme sulla situazione delle donne e ragazze coinvolte dal conflitto a Gaza.
Il pericolo non arriva solo dalle bombe, cresce la violenza di genere e i diritti essenziali vengono calpestati. 700mila donne e ragazze in età fertile non hanno assorbenti, acqua pulita, sapone e privacy.  Si stima che dal 7 ottobre 2023 quasi 7 vittime su 10 a Gaza, siano donne, bambine e ragazze. Sarebbero oltre 38mila quelle che hanno perso la vita. (…).  E ‘UnWomen’ calcola che più di 78mila sono rimaste ferite mentre 1 milione sono vittime di sfollamenti forzati. (…).

Molte di queste donne cercano rifugio in case abbandonate o cliniche distrutte, o sono costrette a dormire all’aperto, con il rischio di violenze, abusi, malattie e infezioni. I casi di violenza di genere sono in aumento: quasi il 40% degli episodi segnalati ha riguardato minorenni e, in un terzo dei casi, bambine sotto gli 11 anni. (…).  “Violenze sessuali, matrimoni forzati, privazioni estreme come l’accesso all’acqua, all’igiene e alle cure mediche. La loro dignità viene erosa giorno dopo giorno. I corpi di queste giovanissime sono diventati un altro campo di battaglia e l’impegno che abbiamo preso 14 anni fa con la campagna indifesa ci impone di denunciare e agire. Proteggerle è un dovere, non possiamo abbandonare la popolazione di Gaza, stiamo compromettendo la possibilità stessa di un domani diverso per l’intera regione”.

Dall’ottobre 2023, il conflitto ha aggravato in modo drammatico le condizioni di vita nella Striscia di Gaza, colpendo in maniera sproporzionata donne, bambine e ragazze, che secondo le Nazioni Unite rappresentano oltre il 67% delle vittime.

Alla devastazione causata dai bombardamenti, agli sfollamenti forzati e al collasso dei servizi si aggiunge l’escalation della violenza di genere. Il dramma non si limita alla violenza diretta: secondo recenti rilevazioni, il 71% delle ragazze dichiara di subire crescenti pressioni a sposarsi prima dei 18 anni (…), come mezzo per aiutare la famiglia a far fronte alle spese.

La scarsità d’acqua aggrava ulteriormente la condizioni: nove famiglie su dieci affrontano una vera emergenza idrica, che costringe, tra le altre cose, donne e ragazze a gestire le mestruazioni in condizioni di totale precarietà. A Gaza sarebbero necessari oltre dieci milioni di assorbenti ogni mese, ma meno di un quarto di questa quantità è effettivamente disponibile. Circa 700mila donne e ragazze in età fertile non dispongono nemmeno di acqua pulita, di sapone né della privacy necessaria a gestire il ciclo mestruale. Nei rifugi sovraffollati molte sono costrette a ricorrere a stracci o tessuti di fortuna senza poterli lavare adeguatamente, con conseguenze gravi: infezioni del tratto urinario, dolori cronici e complicazioni ginecologiche destinate a lasciare segni a lungo termine».

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Speriamo che non finiscano così, grazie ai 2 già menzionati che forse si vivono come i novelli cavalieri dell’ Apocalisse (per incisoCitazioni moderne nella cultura pop e nei media contemporanei hanno associato agli ultimi tre gli appellativi di Guerra, Carestia e pestilenza/morte” secondo wikipedia alla voce: Cavalieri dell’Apocalisse) e i nuovi re ma del male, anche le donne e le ragazze iraniane che desiderano velarsi, cha portano il velo o che vorrebbero vivere senza velo. E alla fine di questa riflessione, ricordo pure la povertà che avanza ovunque in Italia e sta creando e creerà nuovi problemi alle donne alle ragazze ed alle bambine ed a uomini, ragazzi e bambini che cercano solo di vivere dignitosamente la loro vita in un contesto di pace. E, come ho già scritto in altri articoli, la prosperità è unita fin dai tempi antichi alla pace non alla guerra e mai al colonialismo per le  popolazioni colonizzate. Ma in questo contesto mi sento anche di dire: non più mimose se dietro questo dono non vi è una riflessione seria sulla condizione femminile nel mondo. 

Laura Matelda Puppini

L’ immagine che accompagna l’articolo rappresenta i corpi delle 165 bimbe uccise nella scuola in Iran, nel corso del funerale. Questa azione rappresenta una seconda strage delle innocenti perpetrata da un’unica mano con aiuto Usa, che non so quanti bimbi abbia ucciso dal suo nascere. La foto è stata da me reperita in rete e pubblicata da più profili facebook e da istagram). L.M.P.

 

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