Nel merito del testo della delibera giuntale e del Piano per la rete oncologica regionale Fvg, datati 2019. Aggiornato.
Non c’è mai pace per il nostro assessore alla sanità e salute, eppure pare pieno di “belle idee” per metter mano all’ intero sistema sanitario regionale con il risultato sicuro di esser quasi riuscito a “far incazzare tutti” come dice una barzelletta, molto veritiera e poco ironica, relativa però al governo ed all’ ultimo decreto economico varato la notte fra il 23 e il 24 dicembre dal senato.
Vi ricordate la storia del piano per la rete oncologica regionale? Per la verità il testo dello stesso era già allegato alla delibera giuntale n.2049, datata 29 novembre 2019 della Regione Fvg, per quanto riguarda le linee teoriche generali, con Riccardo Riccardi già plenipotenziario della sanità e salute da più di un anno e Massimiliano Fedriga governatore.
Detta delibera ha come oggetto: “Recepimento accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano n.59/csr del 17 aprile 2019 concernente “Revisione delle linee guida organizzative e delle raccomandazioni per la rete oncologica che integra l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale” e istituzione della rete oncologica del Friuli Venezia Giulia, ed ha allegato il testo teorico per costruire la rete oncologica regionale (1).
Ma non si sa chi abbia steso detto piano oncologico, perché non è riportato. E temo sia un testo frutto di un qualche ufficio, pieno di belle parole ed input della politica, (ma se erro correggetemi) senza uno straccio di piano attuativo, di analisi e proiezione delle ricadute sul sistema sanitario regionale, sulla fuga possibile del personale e via dicendo.
Comunque per tornare all’oggi, non so perché Riccardi abbia fatto dell’ironia, recentemente, sul collegare, da parte della minoranza, il piano oncologico alla territorialità visto che è scritto pari pari in quella delibera regionale approvata anche da lui. (2).
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Ma tiremm innanz.
Nella delibera giuntale, non so se mai passata in consiglio, veniva deciso di disporre che «fin d’ora […] il Direttore Generale dell’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute (ARCS) provveda ad adottare i conseguenti atti attuativi ed organizzativi della ROR FVG, anche nei confronti delle Aziende sanitarie regionali, al fine di dare attuazione a quanto previsto dalla presente delibera e nel documento allegato che ne costituisce parte integrante e sostanziale». (3).
Ma quel ‘ fin d’ora’, scritto e deliberato nel 2019, è slittato parecchio se la Regione Fvg è giunta alla fine del 2024, fra l’altro trattandosi per lo più degli stessi componenti ed assessore, per pensare all’attuazione della rete oncologica regionale, trattandosi poi, praticamente, della stessa giunta, suo Presidente e assessore …
Per carità, non è che mi sia dimenticata del Covid, a cui, per fortuna, ha pensato lo stato, ma qualcosa almeno, da fine 2022 a fine 2024, si poteva studiare, analizzare e si poteva chiedere domandare, comparare con le soluzioni adottate da altri stati europei, non applicare la teoria del “fasin di besoi” sul nulla.
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Alla delibera giuntale, come ho già detto, è allegato il piano teorico della rete oncologica regionale, pieno zeppo di buoni propositi generici, ove si legge che, per decisione non si sa di chi, senza che siano stati resi noti gli studi a supporto, se ve sono, né le analisi e proiezioni relative o con quali esperti consultati, si seguirà, in regione Fvg, «il modello organizzativo definito “Comprensive Cancer Care Network”» (4), per me una tragedia accentratrice.
Per capire certa superficialità, a mio avviso, nel procedere nella scelta del modello da adottare in materia così delicata, vi propongo solamente il titolo di un congresso, promosso da AIOM, che si è tenuto ad Alghero il 18-19 ottobre, 2019, e quindi prima dell’approvazione del testo sulla rete oncologica Fvg, intitolato: “Valore del tempo in oncologia. tra kronos e kairòs” (5), ove il termine ‘Kronos’ significa tempo che passa e kairòs significa “momento giusto”. Ma siamo sicuri che questi principi, che garantiscono l’efficacia della cura, verranno rispettati in Fvg con questi chiari di luna accentratori?
E poi come fanno a non allungarsi le liste di attesa se si concentrano tutti gli interventi provinciali, diciamo così, in un solo polo, con posti letto risicati, con sale operatorie contese, con personale preparato in fuga anche per il possibile rischio clinico?
Inoltre sul testo di presentazione del congresso ad Alghero, già citato, si legge che: «La Rete clinico-assistenziale, di cui la Rete Oncologica è parte integrante, è un modello organizzativo che assicura la presa in carico del paziente mettendo in relazione, con modalità formalizzate e coordinate, professionisti, strutture e servizi che erogano interventi sanitari e sociosanitari di tipologia e livelli diversi nel rispetto della continuità assistenziale e dell’appropriatezza clinica e organizzativa. La rete individua i nodi e le relative connessioni definendone le regole di funzionamento, il sistema di monitoraggio, i requisiti di qualità e sicurezza dei processi e dei percorsi di cura, di qualificazione dei professionisti e le modalità di coinvolgimento dei cittadini». (6).
Ma come si riuscirà a realizzare tutto questo, con la visione chirurg/operativo centrica dell’Assessore e la scelta, per un territorio così ampio e variegato, della soluzione “Comprensive Cancer Care Network”?
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Infatti l’accentramento non era allora l’unica possibilità, infatti sempre dallo stesso testo veniamo a sapere che ci sono quattro modelli gestionali di rete oncologica:
1 – HUB & SPOKE: serie di Strutture di primo livello (SPOKE), collegate a centri sovraordinati a maggiore specializzazione (HUB);
2 – COMPREHENSIVE CANCER CENTER (CCC): principali competenze e risorse concentrate in un unico centro con autonoma forza attrattiva territoriale.
3 – CANCER CARE NETWORK (CCN): integrazione organizzativa e centralizzazione di disponibilità di servizi senza definita gerarchia tra le Strutture.
4 – COMPREHENSIVE CANCER CARE NETWORK (CCCN): Rete gestita e coordinata da una autorità centrale che include tutte le Strutture presenti nel territorio. (7).
Ma pare che in Friuli Venezia Giulia in un territorio vastissimo, variegato e con tempi di percorrenza non sempre brevi, senza analisi alcuna delle problematiche, si sia sposato l’accentramento selvaggio, e lo chiamo così perché non ha analisi, progettazione e pianificazione alcuna a sostegno, mentre anche nei grandi ospedali si andavano drasticamente tagliando i posti letto, senza valutare il problema delle sale chirurgiche negli hub e negli spoke, con un’unica regia che avrebbe dovuto essere di Arcs, poi di un referente nominato a fine 2024, quando per esempio l’attività chirurgica di senologia a Tolmezzo era già stata tagliata, e dimissionario poco dopo, ed infine ora in mano all’assessore, se ho ben compreso, che non è né medico né competente in materia, e che non ascolta, pare, alcuno che non gli dica che è bravo, almeno così pare leggendo ed ascoltando alcune sue esternazioni. Ma se erro correggetemi.
Infine il testo della delibera per la rete oncologica regionale permetterebbe di modificare ma non rifare il piano stesso, modificando per esempio il modello organizzativo scelto allora, anni fa, (8), ma se non lo si vuole fare ….
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Inoltre si è deciso di approntare il piano della rete oncologica sulla base delle «indicazioni che pervengono dalle Istituzioni nazionali, dalle Regioni, dalle Società Scientifiche e dalle Associazioni dei pazienti che convergono sulla necessità di avviare in ciascuna Regione una Rete oncologica». (9). Ma perché poi non ascoltare più, almeno in Fvg, né le associazioni di cittadini/pazienti né mediche né scientifiche? Mistero.
Inoltre dalle righe sopraccitate si evince che si è tenuto conto, per la creazione della ‘rete oncologica’, anche del parere di società scientifiche, ed allora perché poi l’assessore Riccardi definisce una ingerenza nella politica regionale quanto rilevato per il piano della rete oncologica Fvg da un esperto quale è Vincenzo Bottino, presidente di “Acoi”, Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani? Adesso, con questa destra, ogni parere di esperto è una ingerenza? Ma stiamo scherzando, in Fvg? – mi chiedo. (10). Secondo Bottino invece, non si tratta di ingerenza, ma «È il ruolo di una società scientifica offrire evidenze e soluzioni pratiche, nel solo interesse del benessere dei pazienti e senza personalismi di alcun tipo» (11). Egli si è poi dichiarato disponibile ad un confronto operativo con il Presidente Fedriga e l’assessore Riccardi (12).
Ma temo che, visto il loro non voler sentire alcuno sull’ argomento, questo confronto non avverrà mai. Ma non tutti i politici regionali italiani sono uguali: infatti su ‘Il Piccolo’ è comparso, pochi giorni fa, un articolo intitolato: “Piano oncologico, la parola ai chirurghi” di Alessandro Balani, in cui si legge che una lettera di osservazioni similare a quella inviata ai massimi esponenti della Regione Fvg è stata inviata sempre da Acoi anche a quelli della Regione Veneto ma, «Proprio nel Veneto, le istituzioni regionali si sono aperte al dialogo e disponibili a rivedere il documento assieme ai chirurghi della loro regione con il coinvolgimento anche di una Commissione dell’ Acoi». (13).
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Ma ritorniamo al piano della rete oncologica. Il testo prevede la creazione, da parte di Arcs, di una struttura complessa denominata “Coordinamento Oncologico Regionale” per la gestione della rete oncologica, con compiti di governo, coordinamento e controllo del piano stesso e sua realizzazione (14). Si è vista detta struttura complessa? Neanche per sogno.
Ed ancora fra gli obiettivi del piano di rete troviamo: favorire sistematicità ed organicità delle relazioni tra aziende, strutture organizzative, professionisti e cittadini; applicare la multidisciplinarietà e multiprofessionalità degli interventi; perseguire la qualità delle cure e un approccio omogeno per tutti i cittadini della regione; integrare le scelte di politica sanitaria regionale con quelle delle direzioni strategiche nei contesti aziendali. (15). E pure: «La migliore prospettiva per adeguare l’organizzazione dei servizi nella Rete oncologica è quella del paziente e della sua famiglia. Il coinvolgimento attivo del malato oncologico nella gestione del suo percorso sanitario è essenziale per la corresponsabilizzazione e condivisione del percorso di cura». (16). Come ciò possa accadere se il paziente deve andare qui e là, non è dato sapere, e neppure come può esser coinvolta la famiglia se abita a 100 chilometri dal luogo di cura, dato che si è adottato il modello del “comprehensive cancer center”, che tra l’altro prevede una concentrazione di tutto il percorso terapeutico assistenziale.
Ed infine, sempre fra gli intendimenti ma della delibera, si evince che: «attraverso la attivazione della rete oncologica la regione Friuli Venezia Giulia si impegna a promuovere un migliore coordinamento dei diversi ambiti assistenziali che accompagnano e supportano il percorso del paziente e della sua famiglia, per individuare correttamente le esigenze prioritarie, facilitare e semplificare l’accesso e favorire una partecipazione attiva e consapevole ai processi». (17). Ma devo riconoscere che il piano di rete è scritto benissimo, con tanti bei proponimenti, ma leggendolo pare solo un compitino letterario ben fatto, e poco altro.
E come dar torto al dott. Balani quando scrive che «L’incongruità del Piano ci porta a pensare che la sua finalità vada oltre una razionale riorganizzazione dell’attività e sia invece un macchiavellico strumento per distruggere Ospedali che funzionano»? (18). E poi si sa che magari, se qualcosa non funziona, si ricorre al privato … E i cittadini pagano.
E chissà perché mi è venuto in mente quanto accaduto in periodo covid quando gli ospedali avevano difficoltà a coprire tutti i servizi e subito, in un comune friulano, dove una società privata aveva chiesto di costruire una sua clinica non so se per analisi e ambulatori specialistici, a suo dire per aiutare il povero settore pubblico in difficoltà, ed immediatamente, se ben ricordo, un terreno agricolo si era, con ovviamente pratica legalmente corretta, trasformato in edificabile e la cosa era andata in porto.
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Inoltre alcuni dati riportati nel testo del Piano di rete approvato dalla giunta nel 2019 ora sono inutili perché in certi casi sono riferiti al periodo 2005- 2013, quando tutto ancora funzionava, prima che alcuni politici giungessero al potere. (19). Ma anche se fossero risultati recenti allora, cioè riferiti al 2018-2019, sarebbero talmente obsoleti da non poterli più utilizzare in fase di realizzazione della rete oncologica, perché nel frattempo, tra covid e post covid, in Fvg, grazie all’assessore ed ai dg, tutto si è modificato in peggio.
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Inoltre riporto qui gli “Obiettivi della rete oncologica del Friuli Venezia Giulia” riassunti da me e che credo molti si chiedano come si pensi, solo accentrando in pochi poli le cure oncologiche, a realizzare, ma si dovrebbe forse chiederlo a Riccardo Riccardi:
1 – Assicurare equità di accesso alla prevenzione, alla diagnosi, alle cure incluse quelle ad alta complessità e per i tumori rari ed al sostegno assistenziale, indipendentemente dalla sede di residenza e dalle condizioni di fragilità;
2 – Coordinare le professionalità e le istituzioni coinvolte nella prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione del malato oncologico per una presa in carico orientata alla appropriatezza e alla continuità delle cure, perseguendo la semplificazione amministrativa per pazienti e professionisti.
3 – Adottare i percorsi integrati di cura (PIC) quale strumento ordinario di governo clinico per assicurare uniformità di approccio e standard diagnostici, terapeutici ed assistenziali.
4 – Adeguare i modelli organizzativi (partendo dai bisogni del paziente) per favorire il coordinamento e l’integrazione dei percorsi di cura.
5 – Assicurare un utilizzo dei supporti informatici coerente con gli obiettivi della Rete.
6 – Incentivare l’adozione sistematica di soluzioni di telemedicina per favorire l’attività multidisciplinare in contesti Hub & Spoke, le funzioni di coordinamento con la rete distrettuale e la permanenza a domicilio del paziente.
7 – Favorire la crescita e la diffusione delle competenze professionali attraverso l’integrazione tra attività assistenziali, di formazione, didattica e ricerca, e la circolazione dei professionisti in formazione.
8 – Promuovere i rapporti con i pazienti e le loro associazioni per una partecipazione attiva alle scelte programmatorie e per una valutazione della qualità offerta dalla Rete.
9 – Valorizzare le risorse derivanti dal volontariato operativo a livello ospedaliero e sul territorio. Accrescere per tutti i professionisti della rete le opportunità di partecipare alla ricerca ed allo sviluppo delle conoscenze sull’innovazione rilevante in ambito clinico, tecnologico e organizzativo. (20).
A questo punto mi sorge il dubbio che questo piano, che va realizzandosi solo come spostamento di reparti chirurgici, anche funzionanti in modo egregio, da spoke verso hub, accentrandoli con conseguente caos sanitario, senza analisi globale alcuna né prospettica di ricaduta sul sistema, al di là dei buoni proponimenti, sia solo carta straccia, tranne che per tagliare e accorpare, tagliare ed accorpare, eppure la nostra Regione ha miliardi in bilancio e spende per la sanità cifre astronomiche.
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Ma per ritornare al piano, a livello operativo così si legge:
La ROR FVG è articolata in tre aree geografiche, corrispondenti alle tre Aziende sanitarie e svolge le proprie attività raccordandosi con la Rete Cure Palliative e con la Rete Nazionale Tumori Rari, non con le organizzazioni scientifiche però che si occupano dei tumori meno rari.
In ciascuna area le attività di oncologia medica e radioterapia oncologica sono governate da un Dipartimento Aziendale di Oncologia (DAO) che lavora con le modalità operative di seguito definite, con il contributo di tutte le strutture (ospedaliere e territoriali) che assicurano le risorse umane, tecnologiche e strutturali necessarie allo svolgimento delle attività multidisciplinari.
L’articolazione HUB & SPOKE delle attività di oncologia medica e radioterapia oncologica della ROR è la seguente:
- Strutture di Oncologia e Radioterapia dei presidi ospedalieri Cattinara-Maggiore di Trieste (HUB), e del presidio ospedaliero di Gorizia-Monfalcone (SPOKE) che assicurano la funzione per il territorio della Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, in raccordo con le strutture territoriali dedicate;
- Strutture di Oncologia e Radioterapia dei presidi ospedalieri Santa Maria della Misericordia di Udine (HUB), e dei presidi ospedalieri di Latisana-Palmanova e di San Daniele del Friuli- Tolmezzo (SPOKE) che assicurano la funzione per il territorio della Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, in raccordo con le strutture territoriali dedicate;
- Strutture di Oncologia e Radioterapia del presidio ospedaliero Centro di riferimento oncologico – Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico di Aviano-, integrate con i presidi ospedalieri Santa Maria degli Angeli di Pordenone, e di San Vito al Tagliamento- Spilimbergo, che assicurano la funzione oncologica per il territorio della Azienda sanitaria Friuli Occidentale, in raccordo con le strutture territoriali dedicate. (21).
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Ma ahimè ora tutto si è ridotto ad un mero accentramento senza riscontro alcuno delle ricadute. Ma Dio mio, come siamo finiti così? Non lo so e se qualcuno lo sa ce lo dica, please. Inoltre in sanità e per di più in un settore così delicato, a fronte di un sistema che funzionava egregiamente, si ipotizza per il futuro il caos, accompagnato dall’ angoscia crescente nei pazienti che, ammalati gravemente, si troveranno a dover subire problematiche di ogni genere, spese ulteriori e solitudine parentale. Ma se erro correggetemi.
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Infine, nel piano, troviamo un capitoletto dedicato alla Articolazione aziendale della Rete Oncologica, che vi risparmio ma che potete leggere sul testo allegato alla delibera (22).
Secondo me detta articolazione aziendale risulta composta da un sistema complicatissimo e iper – burocratico di controllo in cui spicca il fatto che «In ciascuna Azienda sanitaria le Strutture di Oncologia medica e Radioterapia oncologica fanno capo a Dipartimenti Aziendali di Oncologia (DAO) che, assieme ai Direttori dei Distretti, hanno il mandato e la responsabilità di assicurare il governo clinico delle attività ed i supporti assistenziali per pazienti, caregiver e familiari dell’area oncologica» . Tanti auguri di farcela e con successo a chi ricopre queste funzioni e soprattutto ai pazienti.
Ma leggete, leggete, le righe successive sui Dao, sembra la complicazione delle cose semplici e solo ‘l’incredibile Hulk’ potrebbe, si fa per dire, realizzare detti diktat egregiamente.
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E per ora mi fermo qui, dicendo, come il solito, che questo è quanto penso io nel leggere il piano oncologico regionale, che si può cambiare in qualche passaggio ma non rifare almeno secondo il testo approvato, senza voler offendere alcuno, ma solo per esercitare il diritto di critica. E se erro in qualcosa ditemelo. Ma sapete, la rete delle cure oncologiche è materia importante, che non si può affidare solo al Presidente Fedriga ed all’Assessore Riccardi, perché non sono competenti in materia e siamo nel 2025 in uno stato democratico, mica sotto il potere assoluto di qualche sultano. Inoltre l’apparato burocratico è mastodontico, e se si lasciasse tutto com’ era facendo qualche piccola variazione nel piano, per esempio scegliendo la variante organizzativa” Hub e spoke” ci sentiremmo meglio tutti, senza incominciare ad incrociare le dita e cercare un indirizzo di un parente od amico che abiti in un’altra regione, dove tutto, a livello oncologico, si prospetta funzionare un po’ meglio. Perché ne va di mezzo la nostra vita se ci ammaliamo e la salute mentale nostra e dei nostri cari: figli nipoti partners ed altri al seguito.
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SCUSATE, MA DATO CHE ESISTE UN ALTRO PIANO PER LA RETE ONCOLOGICA QUELLO 2025- 2027 (alla faccia della stabilità dura solo due anni!), SU CUI MI SONO GIÀ SOFFERMATA, REDATTO DA ARCS E ALLEGATO ALLA DELIBERA N. 117 DEL 31 GENNAIO 2025, MI DITE PER CORTESIA QUANTI PIANI PER LA RETE ONCOLOGICA SONO STATI APPROVATI DA GIUNTA O GIUNTA E CONSIGLIO REGIONALE FVG?
INFINE HO TROVATO QUESTO TESTO DEL PIANO DI RETE ONCOLOGICA FVG 2019 COME SECONDO ALLEGATO ALLA DELIBERA giuntale n.2049, datata 29 novembre 2019 della Regione Fvg in:
https://www.medicoeleggi.com/argomenti02/fvg/bur/601390.htmsi trova sia il testo della delibera in: https://mtom.regione.fvg.it/storage//2019_2049/Testo%20integrale%20della%20Delibera%20n%202049-2019.pdf Sia i il testo dei due allegati alla stessa:
- Il testo approvato di accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sul documento recante “Revisione delle Linee guida organizzative e delle raccomandazioni per la Rete Oncologica che integra l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale», a cui si riferisce la delibera, leggibile in: https://mtom.regione.fvg.it/storage//2019_2049/Allegato%201%20alla%20Delibera%202049-2019.pdf;
- “REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA – SERVIZIO SANITARIO REGIONALE – RETE ONCOLOGICA REGIONALE, (che è, per inciso, quello da me analizzato), leggibile in: https://mtom.regione.fvg.it/storage//2019_2049/Allegato%202%20alla%20Delibera%202049-2019.pdf
MA ALLORA DETTO PIANO del 2019 GIÀ REDATTO E APPROVATO E PUBBLICATO SUL ‘BUR’, DOVE È ANDATO A FINIRE? Solo nelle citazioni del SECONDO PIANO PER LA RETE ONCOLOGICA? Ma quanti testi normativi sulla rete oncologica Fvg ha prodotto ed intende produrre l’assessorato regionale Fvg?
Informo inoltre i lettori che sul testo del Piano per la rete oncologica della Regione FVG 25-27 si legge nell sequela dei visto, visto ecc. “Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2049 del 29 novembre 2019, con cui si è recepito e approvato il documento predetto, si è istituita la Rete Oncologica Regionale del Friuli Venezia Giulia (d’ora in avanti “ROR FVG”) e si sono poste in capo ad ARCS le responsabilità organizzative e gestionali della ROR FVG; …. ” QUINDI IL TESTO PER LA CREAZIONE DELLA RETE ONCOLOGICA E’ QUELLO DEL 2019. E secondo voi?
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E rimando anche ai miei precedenti stesso argomento:
La Regione Fvg predispone, finalmente, il piano per la rete oncologica, ma senza valutazione obiettiva di tutte le variabili esistenti, senza simulazioni e ricadute sul ssr, e che poco convince.
Considerazioni leggendo il “Piano della rete oncologica” Fvg.
Scusatemi per il testo lungo, e per le osservazioni, ed attendo critiche e commenti.
Laura Matelda Puppini
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Note:
(1) Delibera n.2049 della Regione Fvg, datata 29 novembre 2019 con oggetto: “Recepimento accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano n.59/csr del 17 aprile 2019 concernente “Revisione delle linee guida organizzative e delle raccomandazioni per la rete oncologica che integra l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale”, con allegato il testo: “Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio Sanitario Regionale – Rete Oncologica Regionale”, in: https://europadonna.it/wp-content/uploads/2020/09/rete-oncologica-friuli-venezia-giulia.pdfhttps://europadonna.it/wp-content/uploads/2020/09/rete-oncologica-friuli-venezia-giulia.pdf.
(2) Cfr. L.M.P. Eliminazione della chirurgia senologica a Tolmezzo: la risposta risentita dell’assessore alla petizione sottoscritta da 20.000, ed alcune affermazioni gravissime di Agenas da lui riportate. In: www.nonsolocarnia.info, ove scrivo le critiche dell’assessore a quei consiglieri che parlavano della sanità territoriale come problema legato alle cure oncologiche.
(3) Delibera n.2049 della Regione Fvg, datata 29 novembre 2019 con oggetto: “Recepimento accordo, op. cit.
(4) Ibidem.
(5) “Il valore del tempo in oncologia tra kronos e kàrios”, in: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/07/20191018SS_21_Ortu.pdf. La frase è presente nel volantino di invito e riassuntivo dei contenuti, ad un congresso dell’AIOM tenutosi ad Alghero il 18-19 ottobre 2019, ove il dott. Salvatore Ortu avrebbe parlato sul tema: “Rete oncologica: riduzione dei tempi del percorso”. Il termine ‘Kronos’ significa tempo e kairòs significa “momento giusto”.
(6) Diapositiva 1.
(7) Diapositiva 8.
(8) Delibera n.2049 della Regione Fvg, datata 29 novembre 2019, op. cit.
(9) Allegato alla delibera n. 2049 del 29 novembre 2019. “Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio Sanitario Regionale – Rete Oncologica Regionale”, op. cit.
(10) Fvg, Acoi: Rete oncologica da ricalibrare sugli esiti. Non è ingerenza: è contributo tecnico”, in: https://panoramadellasanita.it/site/fvg-acoi-rete-oncologica-da-ricalibrare-sugli-esiti-non-e-ingerenza-e-contributo-tecnico/.
(11) Ibidem.
(12) Ibidem.
(13) Alessandro Balani, “Piano oncologico, la parola ai chirurghi”, in: Il Piccolo, 24 dicembre 2025.
(14) Allegato alla delibera n. 2049 del 29 novembre 2019. “Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio Sanitario Regionale – Rete Oncologica Regionale”, op. cit.
(15) Ibidem.
(16) Ibidem.
(17) Delibera n.2049 della Regione Fvg, datata 29 novembre 2019, op. cit.
(18) Alessandro Balani, I Chirurghi: ripensare Il Piano oncologico, in: GoriziaSalute – ensprtodSoe4i505t7df5emu hc05804a2r1: ublru6c1of0h 01 t518ielle92
(19) “Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio Sanitario Regionale – Rete Oncologica Regionale”, allegato alla delibera n. 2049 del 29 novembre 2019 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, op. cit.
(20) Ibidem.
(21) Ibidem.
(22). Ibidem.
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L’immagine cha accompagna l’articolo è quella da me già utilizzata per gli altri articoli sulla rete oncologica Fvg. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/il-testo-della-delibera-giuntale-e-del-piano-per-la-rete-oncologica-regionale-fvg-datati-2019-che-a-molti-pare-un-grande-pasticcio/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/ricerca-oncologica-studi.webp?fit=650%2C409&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/01/ricerca-oncologica-studi.webp?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀSenza categoriaNon c’è mai pace per il nostro assessore alla sanità e salute, eppure pare pieno di “belle idee” per metter mano all’ intero sistema sanitario regionale con il risultato sicuro di esser quasi riuscito a “far incazzare tutti” come dice una barzelletta, molto veritiera e poco ironica, relativa però...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia




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