La politica genocidaria e annessionistica di Israele non si ferma. Eppure i 10 comandamenti vietano di uccidere e rubare. E c’è anche chi, in Israele, incomincia a parlare di “suprematismo ebraico” del governo.
Gerusalemme, il pellegrinaggio 2026 di Holy Land Coordination.
Nel gennaio 2026, dal 17 al 21, rappresentanti dei vescovi delle Conferenze episcopali di Svizzera, Germania, Inghilterra e Galles, Canada, Danimarca, Scozia, Spagna, Stati Uniti, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Italia, Norvegia e Svezia, si sono recati in Terra Santa per esprimere solidarietà alle comunità cristiane locali e poi riferire ai rispettivi Paesi. Il pellegrinaggio a Gerusalemme della Holy Land Coordination è una tradizione e nel corso dell’evento essi hanno incontrato pure il patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale Pierbattista Pizzaballa, il nunzio apostolico in Israele, delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, arcivescovo Adolfo Tito Yllane, e il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, nel corso di una riunione online ed hanno fatto visita alle suore Comboniane, da tempo impegnate nelle comunità beduine, oltre che aver celebrato la messa domenicale con i cattolici di Taybeh, condividendo la giornata con le comunità greco-cattoliche melchite e greco-ortodosse.
Le finalità del pellegrinaggio e del Il Coordinamento per la Terra Santa sono quelle di esprimere vicinanza, solidarietà e sostegno spirituale e pastorale alle comunità cristiane che vivono nei luoghi della vita di Gesù, attraverso visite, incontri e momenti di preghiera. In vescovi in questo loro pellegrinaggio annuale sono accompagnati da sacerdoti e laici.
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Questo l’esito del pellegrinaggio svoltosi in Terra Santa dal 17 al 22 gennaio 2026. (Come da resoconto su fogli A4 fotocopiati datomi nel corso di un incontro sulla situazione in Palestina il 7 febbraio 2026 a Caneva di Tolmezzo. Testo tratto dal sito Holy Land Co-ordination, in origine in Inglese ma tradotto da qualcuno in italiano).
«Gaza rimane una catastrofe umanitaria” – “Gl insediamenti in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale, continuano a espandersi appropriandosi di terre altrui”. “Le coraggiose voci israeliane che si battono per i diritti umani e civili sono sempre più minacciate. “. “Il mondo deve ascoltare ed agire”».
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Questo il comunicato finale. (Ivi. Stessa fonte).
«Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo” Matteo 5:13: 14.
Il nostro pellegrinaggio è stato in una terra in cui le persone soffrono traumi. Abbiamo iniziato con una visita alle comunità beduine che vivono ai margini della società nella Cisgiordania occupata. Hanno condiviso le loro esperienze di vita ai margini, osservati ma spesso non incontrati, con i loro movimenti fortemente limitati dalla rapida espansione degli insediamenti che li circondano sulle colline circostanti.
Abbiamo sentito storie di attacchi da parte dei coloni israeliani e delle loro continue violenze e intimidazioni, furti di bestiame e demolizioni di proprietà, che hanno lasciato molti senza dormire la notte per paura di ulteriori violenze. Quando abbiamo chiesto loro chi vedesse le loro lotte e il loro grido di vivere in pace con i vicini, hanno risposto: “Nessuno ci vede”.
Il nostro viaggio è proseguito con la Messa nell’unica città completamente cristiana della Palestina. Anche loro ci hanno raccontato le loro sofferenze: continui attacchi da parte di coloni estremisti, sradicamento dei loro ulivi, sequestro delle loro terre e atti intimidatori che rendono la loro vita quotidiana insopportabile, spingendo molti all’emigrazione di massa.
Nei dodici anni trascorsi dalla nostra ultima visita, la Terra Promessa è stata indebolita e messa in discussione. Gaza continua a vivere una catastrofica crisi umanitaria. La popolazione della Cisgiordania che abbiamo incontrato è demoralizzata e impaurita. Le coraggiose voci israeliane che si battono per i diritti umani e civili sono sempre più minacciate; sostenere le voci emarginate è una solidarietà costosa. Temiamo che presto anche loro saranno messe a tacere.
Come cristiani, è nostra vocazione e dovere dare voce a chi non ha voce, e testimoniare la loro dignità, affinché il mondo possa conoscere la loro sofferenza e sentirsi spinto a promuovere giustizia e compassione.
Gli insediamenti in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale, continuano a espandersi appropriandosi delle terre altrui. L’universalità dei diritti umani si applica a tutti senza eccezioni. Invece viene inesorabilmente sostituita da un sistema in cui dignità e protezione dipendono dallo stato civile di ciascuno.
Affermiamo il diritto di Israele all’ esistenza e il diritto degli israeliani a vivere in pace e sicurezza; allo stesso modo chiediamo che questi stessi diritti siano rispettati da tutti coloro che hanno radici in questa terra. Auspichiamo che gli sforzi per la pace prevalgano sulla violenza e che non ci siano più atti di terrorismo o di guerra. Esortiamo inoltre i nostri governi ad esercitare pressioni su Israele affinché rispetti l’ordine internazionale basato sulle regole e riprenda negoziati significativi verso una soluzione a due stati, per il bene e la sicurezza di tutti.
Siamo rimasti profondamente colpiti dalla fede e dalla fermezza dei cristiani locali e anche delle persone di altre fedi che lavorano per sostenere la speranza delle loro comunità. Ci ricordano che la nostra vocazione comune è quella di essere “sale della terra” e “luce del mondo” e di impegnarci per la coesistenza pacifica e la sicurezza in Terra Santa.
Abbiamo anche assistito al coraggio di quelle voci ebraiche e palestinesi che, nonostante le immense sfide e i propri traumi, continuano a battersi per la giustizia, il dialogo e la riconciliazione. Ascoltare i genitori che hanno perso un figlio a causa del conflitto e che riescono ancora a trovare il modo di perdonare, offre una potente testimonianza della possibilità di pace e riconciliazione. Poche esperienze sono più devastanti. Quando una madre o un padre come loro implorano la fine della violenza, il mondo deve ascoltare e agire.
Il popolo della Terra Santa invoca il nostro aiuto e le nostre preghiere; desidera ardentemente che le sue sofferenze finiscano. State al loro fianco. Accogliete la loro richiesta di dignità. Aiutate a promuovere il dialogo autentico tra le comunità. Accogliete l’appello del Cardinale Pier battista Pizzaballa, Patriarca Laitno di Gerusalemme, a venire in pellegrinaggio in segno del nostro amore, sostegno e solidarietà.
Lasciando questa Terra. Lo facciamo con il cuore colmo di compassione per coloro che soffrono e ispirati da coloro che, attraverso la loro ricerca della giustizia, mantengono viva la speranza della pace.
Nostra Signora Regina della Palestina e di tutta la Terra Santa, prega per noi.
Rev. mo Nicholas Hudson, Vescovo di Plymouth, Moderatore del Coordinamento della Terra Santa, Presidente del Dipartimento Affari Internazionali, Conferenza Episcopale. Inghilterra e Galles.
Rev. mo Nicolò Anselmi Vescovo di Rimini. Italia.
Mons. Udo Bentz Arcivescovo di Paderborn. Germania.
Rev. mo Peter Bucher Vescovo Emerito di Reykjavik. Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Svizzera.
Rev. mo James Curry Vescovo Ausiliare di Westminster. Dipartimento Affari Internazionali, Conferenza Episcopale. Inghilterra e Galles.
Rev. mo Paul Dempsey, Vescovo ausiliare di Dublino. Irlanda.
Rt. Rev. Michel Dubost CIM Vescovo emerito di Evry- Corbeil-Essonnes. Francia.
Rev. mo Antoine Herouard Arcivescovo di Digione, Co-Presidente di Giustizia e Pace, Europa. Vice- Presidente della COMECE. Francia.
Rev. mo Joseph Kopacz Vescovo di Jackson. Dipartimento Internazionale di Giustizia e Pace, Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America.
Reverendissimo William Nolan Arcivescovo di Glascow Giustizia e Pace Scozia. Scozia.
Rev. mo Christian Rodembourg MSA Vescovo di Saint-Hyacinthe. Canada.
Mons. Joan Enric Vives Sicilia Vescovo emerito di Urgell. Spagna.
Rev. mo Abdallah Elias Zaidan Vescovo dell’Eparchia maronita di Nostra Signora del Libano, Presidente del Comitato per la giustizia e la pace internazionale. Conferenza episcopale degli Stati Uniti d’ America.».
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Fin qui “Coordinamento Terra Santo 2026”. Ma le ultime notizie che giungono da Alessandro Di Battista narrano che lo Stato terrorista di Israele ha approvato una legge verso l’annessione definitiva della Cisgiordania che – secondo quanto riportano i media israeliani – renderà molto più facile per i coloni israeliani (sono dei terroristi) acquistare terreni nella Cisgiordania occupata e concederà ai funzionari israeliani nuovi poteri per imporre le leggi sui palestinesi.
Ed il Ministro delle Finanze di Israele, Smotrich ha dichiarato che Israele continuerà “a uccidere l’idea di uno Stato palestinese”. E l’Italia è complice di tutto questo. Pensiamo poi all’Unione europea che neppure adesso ha approvato uno straccio di sanzione e che, invece, ricordiamolo, ne ha approvati 19 di pacchetti contro la Russia. E gli Israeliani continuano ad uccidere palestinesi, mentre il nostro Governo di interessa di Sanremo. (Alessandro Di Battista, Verso l’annessione della Cisgiordania, 9 febbraio 2026, Scomode verità). Inoltre e per inciso, è tragico quello che è accaduto a Ghali, che pur essendo stato invitato a partecipare alla giornata inaugurale delle Olimpiadi invernali, non è mai stato citato dai commentatori Rai, e non è mai stato inquadrato in primo piano, non gli è stato permesso usare la lingua araba. E sapete cosa ha letto? Una poesia di Gianni Rodari “Promemoria” contro la guerra, prendendosi le ire Ministro dello Sport Andrea Abodi, che forse pensa di dirigere il Ministero della Guerra e non sa neppure, da italianissimo, chi sia stato Gianni Rodari. Ma ormai con questa classe dirigente stiamo andando di male in peggio.
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Il 7 febbraio 2026, a Caneva di Tolmezzo una giovane, Linda, ha parlato della situazione in Cisgiordania dove ha vissuto come partecipante all’“International Solidarity Movement”.
Linda ci ha narrato che la situazione della Cisgiordania è terribile, e ogni notte puoi essere, a casa tua, assalito da coloni armati, che entrano in casa distruggono, catturano, separano affetti. Inoltre costringono la gente a spostarsi, massacrano scuole e centri di vita sociale e ne creano di nuovi tutti ebraici, dirottano l’acqua o la avvelenano, cancellano gli oliveti e impediscono i raccolti e la vita dei greggi, fonte di sostentamento. E non siamo a Gaza, ma in Cisgiordania. Gli spostamenti non si misurano sulla base delle strade ma dei checkpoint, e potresti anche non passare. Inoltre talvolta si formano lunghe file, perché i checkpoint hanno sì qualche ora in cui rimangono aperti, ma l’orario talvolta non viene rispettato.
Un grande muro, lungo circa 700 chilometri, ben più del confine, sempre costruito da Israele, separa Cisgiordania da Israele, e per chi non è Israeliano non è semplice passare attraverso i punti di controllo. Giocano molto pure il nome ed il colore della pelle. Hanno imparato tutto e benissimo, penso tra me e me, dai loro aguzzini del Terzo Reich e fascisti, anche a stuprare le prigioniere ed a sodomizzare i giovani ed i vecchi, a lasciare comunità senza cibo ed acqua pulita ed in mezzo agli insetti e pure a sposare l’arianesimo ed il razzismo. E mi sovviene, come altre volte, quanto mi diceva mio zio Umberto quando ero bimba, fra il serio ed il faceto: “Ritieniti fortunata di essere bionda e con gli occhi chiari”. Ma io allora non capivo.
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E mi dispiace davvero che dei giovani israeliani, che dovrebbero essere il sale per la loro terra, abbiano appreso e facciano tutto quello che Dio ha vietato e sghignazzando lo applichino: rubare, uccidere, essere al di fuori di ogni legge morale dettata dai 10 comandamenti, desiderare la donna d’altri e la roba, oltre che la terra, e prendersela, uccidere innocenti a migliaia per creare una nuova Dubai, come del resto già programmato dopo il 7 ottobre 2023. Inoltre avvelenare l’acqua è sacrilego, francamente, come torturare ed umiliare. E questo con le armi in mano. Ma pensate al sadismo che impera in queste azioni. Io non credo che Dio possa perdonare tutto quanto fatto da un popolo che non lo ascolta più ebbro, mi vien da dire, più della morale alla Epstein che altro, ove comandano sesso, potere, denaro, ove mammona ha preso il posto di Dio. Ma cosa vuoi che importino mai a questi le scritture se non per far sfoggio di sé: nulla. Ed ormai Dio, il Dio dei loro Padri, quello che li ha salvati dalla Shoah, non può più essere con loro, ma è con i poveri e con i loro pastori. Ed ora è solo da sperare che almeno Dio fermi la mano di quello che, pomposamente, si definisce il suo popolo.
Eppure ebrei diversi da questi nell’animo avevano accolto mia figlia al Centro Pitigliani di Roma, donandole una esperienza positiva di accoglienza, scambio ed anche insegnamento, dai racconti che ella mi aveva fatto con le sue telefonate e ritorni a casa. E non credo che quei sei milioni di ebrei privati di tutto e finiti in camere a gas o campi di concentramento o quei “giusti” che li salvarono vorrebbero vedere quanto sta accadendo. Inoltre se madama Meloni, nostro Presidente del Consiglio, e questo governo vogliono inventarsi che chi fa della morale cristiana il suo metro di misura per prendere posizione su fatti gravissimi è antisemita, in primo luogo si leggano almeno la storia biblica di Noè, l’unico sopravvissuto al diluvio universale con la sua famiglia, composta da tre figli da cui si generarono le razze umane: Sem, Cam e Jafet. Sem è considerato l’antenato dei popoli Semiti (ebrei, arabi, assiri, ecc.), prevalentemente residenti in Medio Oriente; Cam è visto come il progenitore dei Camiti (popoli africani, egizi, cananei), spesso associati all’Africa e ad alcune parti del Mediterraneo orientale; Iafet è identificato come l’antenato degli Iafetiti (popoli indoeuropei, greci, medi, ecc.), che si sarebbero stabiliti in Europa e in alcune parti dell’Asia. Naturalmente il racconto è riferito ai popoli ed alle terre allora conosciute. In secondo luogo è inutile che una od uno si definisca cristiana/o solo per moda, se poi non ne accetta gli insegnamenti, l’etica e la morale ma vuole solo l’appartenenza a fini elettoralistici per suggellare un generico anticomunismo spesso trasformato in un essere contro ogni diritto umano e considerarsi superiori per presunto volere divino, magari.
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Ma anche in Israele ci sono persone, anche se pare poche, che non pensano come il governo , e fra questi Moshe Ya’alon, ex- Ministro della Difesa di Israele.
Ed anche Moshe Ya’alon, che è stato un capo di Stato Maggiore e ex- Ministro della Difesa di Israele ritiene che si sia superato il limite. Infatti così ha scritto: «Martedì scorso, in serata, ho partecipato a un evento perla Giornata internazionale della memoria dell’ Olocausto. Quando sono tornato a casa, ho ricevuto un messaggio su pogromisti ebrei che attaccavano palestinesi nel sud di Hebron, rubando loro il bestiame e incendiando le loro proprietà. “Non possiamo fare paragoni! …” Dopo che le ambulanze, che cercavano di raggiungere la scena, sono state ritardate dai terroristi ebrei, tre palestinesi sono stati evacuati in ospedale, uno dei quali con fratture al cranio. “Nessun evento potrà mai essere paragonato all’Olocausto che abbiamo subito!”. … Mi sono rivolto, ovviamente, immediatamente alle autorità di sicurezza della zona, e mi è stato assicurato che l’incidente era gestito dall’ IDF. A tutt’oggi, non un solo terrorista ebreo è stato fermato (come in molti altri casi), perché … la Polizia israeliana è controllata da un criminale condannato, un nazista fascista e razzista, lo Shin Bet è controllato da un rappresentante della “supremazia ebraica” proveniente dalle scuole dei rabbini Tao, Lior, Ginzburg e Zini (Dodo); il Ministro della Difesa impedisce le detenzioni amministrative dei terroristi ebrei, e l’altro Ministro del Ministero della Difesa incoraggia gli avamposti illegali e li equipaggia con veicoli fuoristrada, per tormentare la vita dei palestinesi, espellerli dalle loro terre ed insediarvi ebrei. (chiederete di nuovo perché ho accusato il governo di pulizia etnica”?) L’ideologia della “supremazia ebraica”, che è diventata dominante nel governo israeliano, assomiglia alla teoria razziale nazista “Ma non dobbiamo fare paragoni!” …»
E così ha continuato: «Quando comandavo la Divisione Gerusalemme e Samaria, il Comando Centrale e l’IDF, ero a conoscenza degli avvertimenti del professor Yeshayahu Leibowitz riguardo al processo di disumanizzazione fino al punto di trasformarci in “giudeo-nazisti” (come li definiva), sotto il nostro controllo su un altro popolo. Ho fatto del mio meglio, anche come ministro della Difesa, “affinché sappiamo sconfiggere il terrorismo e restare umani.”
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Laura Matelda Puppini
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L’immagine che accompagna l’articolo è una cartina di Israele e dei territori che vuole annettere, mentre il mondo arabo pare guardare da un’altra parte. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/la-politica-genocidaria-e-annessionistica-di-israele-non-si-ferma-eppure-i-10-comandamenti-vietano-di-uccidere-e-rubare-e-ce-anche-chi-in-israele-incomincia-a-parlare-di-suprematismo-ebraico/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/israele-CR1822-Foto-02.webp?fit=1024%2C683&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/01/israele-CR1822-Foto-02.webp?resize=150%2C150&ssl=1Senza categoriaGerusalemme, il pellegrinaggio 2026 di Holy Land Coordination. Nel gennaio 2026, dal 17 al 21, rappresentanti dei vescovi delle Conferenze episcopali di Svizzera, Germania, Inghilterra e Galles, Canada, Danimarca, Scozia, Spagna, Stati Uniti, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Italia, Norvegia e Svezia, si sono recati in Terra Santa per esprimere solidarietà...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





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