Non ho potuto partecipare all’ incontro del 12 settembre 2025 ad Udine sul lago di Cavazzo perché mi trovavo in vacanza ad Otranto, ma sono stata felice di sapere che, finalmente, qualcuno si è rivolto all’ Unione Europea per illustrare la possibilità che il più grande specchio lacustre della regione sia sottoposto a nuove servitù e chiedere se esiste conformità fra la costruzione del canale per uso del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, sostenuto, pare, anche dall’assessorato all’ambiente, e le normative europee. Infatti questa giunta regionale sembra operi da anni ed anni come se il territorio ed i beni comuni fondamentali per la vita come l’acqua dolce fossero una proprietà privata di un politico dell’altro, di un gruppo o dell’altro, quasi direi in spregio dei diritti dei cittadini, e della salute degli stessi. Così, mentre i cristiani non dovrebbero, magari, più usare le fontane od i pozzi, la Regione FVG ha sicuramente permesso alla ditta Valmet SpA operativa nel goriziano di derivare acqua mediante opera di presa da falda sotterranea, se chiede alla stessa il rinnovo della concessione, (Avviso presentazione istanza di rinnovo della concessione per continuare a derivare acqua mediante opera di presa da falda sotterranea in comune di Gorizia da parte della ditta Valmet SpA (GO 132.2), in: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/MODULI/bandi_avvisi/BANDI/8645.html); e, presumibilmente, non ha avuto nulla da dire sui prelievi da falda della ditta veneta Padovan F.lli Società Agricola ss, con sede a Pasiano di Pordenone, che tranquillamente ha chiesto in data 17 luglio 2025, la concessione in sanatoria per continuare a derivare acqua da falda sotterranea (Avviso presentazione istanza di concessione per derivare acqua mediante opera di presa da falda sotterranea in comune di Pasiano di Pordenone (PN) da parte della ditta Padovan F.lli Società Agricola ss (PN 3968) in: https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/MODULI/bandi_avvisi/BANDI/8642.html); mentre Cristian Sergo ci ha avvertito, con un comunicato pubblicato il 15 agosto 2022, che la Regione Friuli Venezia Giulia aveva concesso a Kronospan, che produce pannelli in truciolato e legno, di derivare acqua dolce pubblica per la sua industria fino al 24 luglio 2052, per un quantitativo massimo di 133mila 500 metri cubi,  da falda mediante due pozzi. Se poi magari San Vito al Tagliamento sarà in emergenza idrica, quando, per inciso, l’acqua potabile non è bene regionale ma che Dio ha dato all’ uomo per vivere, cosa vuoi che sia … (Articolo di cui ho salvato copia, datato 15 agosto 2022, forse su Messaggero Veneto o Il Gazzettino). Si sa le emergenze sono sempre esistite, da che mondo è mondo. Ma se erro correggetemi.

E se una persona andasse a dire in altre regioni europee o italiane che in Fvg si sacrifica il lago più grande della Regione, e quindi il maggior bacino di acqua dolce, ai desiderata di una centrale elettrica, quando in regione abbiamo elettricità in abbondanza,  e per innaffiare coltivazioni di mais, che richiedono un grosso apporto idrico, tanto più se fatte su terreno ghiaioso (1), mais  che in particolare serve per mangime animale, e tutto questo per di più con i mutamenti climatici in corso che consigliano di volgere all’aridocoltura, io credo che ci sarebbe chi potrebbe pensare che, forse, c’è qualcuno ‘fuori di testa’. Ed in proposito mi sovviene una persona di Rigolato che, quando vede od ode qualcosa che, secondo lui, ma anche secondo la cultura antica di cui è portatore, non quadra ed è assurda, dice lapidario: “Ma seiso mats?” “Ma siete pazzi?” Ma a rischio di ripetermi vi prego di avvisarmi se erro, e di correggermi. A meno che il disegno del Consorzio non sia un altro: avere più acqua per vendere più energia idroelettrica, che gli ha fatto guadagnare una barca di soldi.

E, a mio avviso, la martellante politica regionale attuale pare voler far passare per scelte intelligenti nonsense, in nome di un ‘Dio maggiore’ a cui solo lei crede. Comunque, per ritornare al lago di Cavazzo, questo è il testo inviato alla Ue. Esso è ripreso dal profilo facebook “Comitati Salviamo il Lago di Cavazzo o dei Tre comuni” post del 12 settembre 2025, ed è stato presentato il 12 settembre 2025 ad Udine, riscuotendo molta attenzione anche da parte della stampa. Il 22 settembre ho incontrato Franceschino Barazzutti e l’ho avvisato del mio desiderio di pubblicare l’intero testo preso dal profilo dei Comitati … e mi ha assicurato che nulla osta.

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Accompagnatoria.

 «Spett. Parlamento Europeo
Presidente della Commissione per le Petizioni Bogdan Rzońca.
c/o Segreteria della Commissione per le petizioni
Rue Wiertz 60 1047.
Bruxelles BELGIO.

OGGETTO: Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Regione Friuli Venezia Giulia, Italia.
Petizione intesa ad inibire opere invasive e al recupero delle condizioni di naturalità e fruibilità anche turistica del lago.

Egregio Signor Presidente,
invio alla cortese sua attenzione il testo della petizione in oggetto e relativi allegati confidando in un sollecito esame ed accettazione della stessa.
Segue invio della petizione ed allegati per posta ordinaria.
Rispettosi saluti.
Franceschino Barazzutti   – (a lato firma autografa N.d.r.).
(…).
12 luglio 2025».

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Testo.

«Spett. Parlamento Europeo
Presidente della Commissione per le Petizioni Bogdan Rzońca.
c/o Segreteria della Commissione per le petizioni
Rue Wiertz 60 1047.
Bruxelles BELGIO.
 

Oggetto: Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Regione Friuli Venezia Giulia, Italia. Per il recupero delle condizioni di naturalità e fruibilità anche turistica del lago è improcrastinabile, come previsto dal Piano Regionale di Tutala delle Acque (PRTA) – la costruzione di un bypass che convogli lo scarico della centrale idroelettrica A2A di Somplago direttamente a valle del lago.

Vanno fermamente escluse ulteriori opere – quale la derivazione dello scarico del lago proposta dal Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana – che comporterebbe un’ulteriore servitù per il lago, già gravato dallo scarico della centrale idroelettrica di acque gelide, torbide e fangose che lo hanno sconvolto anche con un notevole deposito di fango sul fondale, dall’autostrada Udine – Tarvisio che lo sovrasta con alcuni piloni ancorati sul suo fondale, dall’oleodotto SIOT e relativa stazione di pompaggio sulla sua riva nord.

Gli istanti:

Barazzutti Franceschino (…) già:

  • Sindaco di Cavazzo Carnico dal 1977 al 1995;
  • presidente del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano (BIM) del fiume Tagliamento 1993-95;
  • consigliere regionale dal 1978 al 1983;

attualmente:

  • presidente onorario dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli;
  • presidente del Comitato Popolare per la Tutela delle Acque del bacino Montano del Tagliamento;

a nome proprio e per conto del “Comitato Popolare per la Tutela delle Acque del Bacino Montano del Tagliamento;

Del Negro Ivo (…) già:

  • Sindaco di Trasaghis dal 1978 al 1990 e dal 1995 al 2009;
  • Consigliere regionale dal 1988 al 1993;
  • presidente della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro Val Canale dal 1999 al 2009 e attualmente;
  • presidente dell’Ecomuseo della Val del Lago dal 2012;
  • presidente della sezione ANA di Gemona del Friuli dal 2017;
  • presidente della Casa per l’Europa di Gemona dal 2014.

Picco Enore (…) già:

  • Sindaco del Comune di Bordano dal 1985 al 2006;
  • Vicepresidente dell’ATER Alto Friuli da aprile 2000 a dicembre 2005;
  • Consigliere Provinciale dal 2001 al 2006;
  • Assessore Provinciale della Provincia di Udine dal 2006 al 2007;
  • Consigliere Regionale dal 06.05.2008 fino a maggio 2013 e attualmente;
  • Consigliere Comunale del Comune di Bordano.

Polano Claudio (…) già:

  • Consigliere Comunale a Gemona dal 1991 al 2009;
  • Dal 1995 al 1999 Consigliere componente del Direttivo della Comunità Montana del Gemonese, con la carica di Assessore e Vicepresidente. Rieletto Assessore nella nuova Comunità Montan del Gemonese, Canal del Ferro Val Canale fino al 2004;
  • Presidente di Prealpi leader dal 1998 al 2001;
  • Vicepresidente di Euroleader dal 2001 al 2007;
  • Consigliere dell’Ente Tutela Pesca del FVG (L.R. 19/1971) dal 1991 al 2009 e rieletto dal 2013 al 2017;
  • Componente del Comitato Ittico Regionale (2023);
  • Componente dal 2022 della Commissione Esami per la licenza di pesca dell’Ente Tutela Patrimonio Ittico (L.R. 42/2017).

attualmente:

  • portavoce del Comitato Salviamo il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni;

Si appellano

Alle norme stabilite dalla Comunità Europea, in particolare alla Direttiva Quadro sulle Acque della UE 2000/60/CE e al Regolamento UE 2024-1991 Nature Restoration Law e dallo Stato italiano in relazione al fatto che il già disastroso e vergognoso stato del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni possa subire un ulteriore peggioramento ove venga attuata la derivazione del Consorzio di Bonifica della pianura Friulana e non si provveda con urgenza al recupero delle condizioni di naturalità e fruibilità anche turistica del lago in conformità al Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA) della Regione Friuli Venezia Giulia.

In particolare, premesso che:

1- SNODO IDRICO STRATEGICO.

Quello di Cavazzo (o dei Tre Comuni) è il più grande lago naturale della Regione Friuli Venezia Giulia della superfice di 1,25 Kmq, di origine glaciale, incastonato tra i monti Faeit, San Simeone e Naruvint. (…).

Le posizioni del lago, del fiume Tagliamento e del torrente Leale ai limiti delle Prealpi Carniche e all’inizio della piana friulana, costituiscono uno snodo idrico di importanza strategica (…) tanto più dal momento che in esso il sistema idroelettrico costituito negli anni ’50 dalla Società Adriatica di Elettricità (SADE) riversa in questo punto, attraverso il canale di scarico del lago, le acque derivate da tutti i corsi d’acqua della Carnia meno quelle del torrente But.
Uno snodo idrico strategico che non ammette interventi al di fuori di un quadro generale e senza un serio ed approfondito studio delle ricadute, come sarebbe la condotta che il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana intende costruire.
Snodo idrico strategico poiché alimenta la falda sotterranea della pianura friulana e le sue risorgive tra le quali quella di Bars, sita fra Buia e Artegna, che alimenta l’acquedotto del Consorzio Acquedotto Friuli Centrale (CAFC) che serve la gran parte della pian friulana e l’importante località balneare di Lignano.
La realizzazione della derivazione dello scarico del lago nei canali cementizi del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana comporterebbe un serio pericolo per la tenuta della falda sotterranea della piana friulana e non solo.

2- CENNI STORICI.

Nei documenti storici il lago viene citato per gli aspetti caratterizzanti: l’elevata pescosità, le acque temperate ed il clima mite. L’ELEVATA PESCOSITÀ, attestata fino agli anni ’60, è citata in diverse fonti (…). Inoltre:
a)- FABIO QUINTILIANO ERMACORA, in De antiquitatibus Carneae del 1585 in lingua latina, tradotto e pubblicato a cura del prof. Igino Piutti 2014. La versione in lingua italiana delle pag. 20-21 così recita: «La Pieve di Cavazzo ha anche un lago che prende il nome da essa, il quale nutre a meraviglia non solo torte di 20 libbre di squisito sapore, ma anche anguille quasi della stessa grandezza, seconde rispetto a nessun altro luogo, ed anche lucci e tinche quali giammai si riuscirebbe a trovare altrove. In esso non si deposita nessun fango, infatti lo formano le acque pure e limpide che scendono dai monti vicini».
b)- HERCOLE PARTENOPEO, Descrittione della nobilissima Patria del Friuli, 1604: «Ecci poi il lago di Cavazzo (…) produce trute et anguille in abbondanza et tenche delle migliori che si trovino». (Da: Documenti Friulani. Fondo Joppi, Vol. II, Doc. 9).
c)- I PESCATORI DI MESTIERE DELLA VALLE nel secondo dopoguerra costituirono una “Cooperativa Pescatori” che assunse dallo Stato l’appalto della pesca nel lago.
d)- La pescosità del lago ha rappresentato nel corso della storia, sino alla metà del ‘900 una riserva alimentare fondamentale per le popolazioni rivierasche ed una importante fonte di reddito (…).
IL CARATTERE TEMPERATO DELLE SUE ACQUE ED IL CLIMA MITE facevano della sua valle una “stazione climatica”, come presentata nelle cartoline postali di inizio ‘900 ed in originale (…), mentre nell’immediato secondo dopoguerra i tre Comuni rivieraschi di Bordano, Cavazzo Carnico e Trasaghis costituirono il “Consorzio Ente Lago” per lo sviluppo turistico, capace di guardare ed affrontare il futuro in maniera coordinata, giungendo anche ad aggiungere al lago la denominazione “dei Tre Comuni” per rendere tale coordinamento più evidente.

3. LA CENTRALE, L’OLEODOTTO, L’AUTOSTRADA

L’entrata in esercizio, nel 1958, della centrale idroelettrica a tre turbine di Somplago, scaricando ciascuna direttamente nel lago 22mc/sec di acque gelide e torbide (…) provenienti dalla Carnia attraverso un sistema di gallerie di 80 Km (…) ha sconvolto il naturale assetto del lago (…), azzerato la pesca, nonché vanificato i piani di sviluppo turistico dell’Ente Lago.

Sofferenze ben note quelle derivate dall’utilizzo del lago a bacino di scarico della centrale: drastica riduzione della superfice lacustre che passò da 1,74 kmq a 1,25 kmq, notevole oscillazione del livello 192,90 – 196,90 m sul livello del mare, forte erosione delle sponde (…), acque gelide e torbide immesse violentemente nel bacino, carenza di ossigeno in profondità, progressivo aumento sui fondali di depositi fangosi (…) come risulta da studi dell’Istituto di Scienze Marine ISMAR del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR, scomparsa della biodiversità autoctona e delle catene alimentari, utilizzo della parte più pescosa del lago come discarica del materiale di scavo delle gallerie (…), installazione di una selva di alti tralicci di elettrodotti nella valle.
Danni ai quali si sono aggiunti nella metà degli anni ’60 quelli derivati dalla posa dell’oleodotto transalpino che affianca per un tratto la riva ovest del lago e ne attraversa in minima parte il fondale.

A rendere evidente questa nuova servitù sono la stazione di pompaggio dell’oleodotto e il suo maxi serbatoio (…). La stazione venne ubicata appositamente sulla riva nord del lago alla distanza di solo una ventina di metri dalla centrale idroelettrica di Somplago dalla quale attingere facilmente l’energia necessaria al funzionamento (…). Ciò nonostante ed in spregio alla salute della popolazione della valle ed alla opposizione della stessa e dei sindaci del circondario (…). L’alimentazione dell’adiacente centrale idroelettrica è stata recentemente sostituita con quella a metano per alimentare due cogeneratori con canne fumarie alte 10 metri aumentando così il tasso di inquinamento già provocato dall’autostrada.

A tali interventi di deturpamento ambientale e paesaggistico si è aggiunta alla fine degli anni ’70 l’autostrada Udine Tarvisio che, nonostante il Piano Urbanistico Regionale ne prevedesse il percorso lungo la valle del Tagliamento, ha di fatto sventrato la Valle del Lago, in particolare con un mastodontico e impattante viadotto con enormi piloni impiantati sul fondale del lago (…).

4. INIZIATIVE SUCCESSIVE.

Sulla spinta di un forte movimento popolare nei primi anni ’70, finanziato dalla Regione, venne elaborato il Piano di Sviluppo Turistico della Val del Lago, mentre i comuni rivieraschi di Bordano, Cavazzo Carnico e Trasaghis istituirono il “Consorzio per lo sviluppo turistico della Val del Lago”.
A seguito dell’istituzione delle Comunità Montane e delle grandi aspettative riposte in questi nuovi Enti per lo sviluppo della montagna, i comuni rivierasche decisero consensualmente di sciogliere il consorzio anche per evitare inutili doppioni.
Dopo il forzoso stallo dovuto al disastroso terremoto del 1976, la Comunità Montana del Gemonese realizzò sulla riva sud una serie di interventi turistico – ricreativi e di cura e consolidamento delle rive.
Numerose sono state le iniziative per denunciare il degrado del lago e chiedere seri interventi volti a porvi rimedio e a promuovere lo sviluppo della valle. Si segnala in particolare la pubblicazione periodica dei Comitati Popolari “Il Punto” (…) distribuita nei paesi della valle, il convegno internazionale svoltosi ad Alesso il 12-13 settembre 1987, organizzato dai tre Comuni rivieraschi, dalla Comunità Montana della Carnia e da quella del Gemonese, del quale sono stati pubblicati gli atti. (…).

Negli anni si sono susseguite numerose attività ed iniziative tra le quali il convegno indetto dai comuni rivieraschi “Un lago da amare” (…), le manifestazioni sulle rive del lago e nei paesi della valle, presidi presso le sedi istituzionali (…), il convegno su “Lago e idroelettrico” ad Alesso il 9.01.2016, oltre a numerose conferenze stampa a Udine, interventi sui mezzi di informazione, incontri con esponenti delle istituzioni, una costante attività di presidio, di sensibilizzazione con manifesti e striscioni (…) e di informazione sul tema del lago  da parte dei Comitati Popolari.

RECENTI STUDI E RICERCHE SCIENTIFICHE.

  • Studio dei geologi Tosoni e Cella sul progetto di pompaggio del 2010 (…);
  • Perizia di valutazione per l’ampliamento della centrale di Somplago (…) dell’ing. Franco Garzon datata 28.01.2011, incaricato dai Comuni di Bordano, Cavazzo Carnico, Trasaghis e Verzegnis, dal Consorzio BIM Tagliamento, dalla Comunità Montana della Carnia e da quella del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale;
  • Studio “Lago, Energia, Ambiente” dell’ing. Dino Franzil pagg. 253 del marzo 2012 (…);
  • Campagne di ricerca condotte negli anni recenti dall’istituto di Scienze Marine di Bologna (ISMAR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e tuttora in corso: la ricerca conferma che il fondale presenta un paesaggio lunare a causa della consistente copertura di fango modellato dalle correnti, privo di forme di vita a causa delle acque scarsamente ossigenate;
  • Campagna di monitoraggio delle microplastiche nel lago condotta dalla Goletta Verde di Legambiente nel 2018, che ne ha constatato una presenza irrilevante;
  • L’importante ricerca internazionale sul deposito di fanghi nel lago di cui si riporta la copertina (…).

5. LA NORMATIVA REGIONALE SUL LAGO.

Negli ultimi anni la situazione di grave degrado del lago ha costituito oggetto dell’attenzione del legislatore regionale che ha via via definito alcuni indirizzi per porvi rimedio.

Il Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA), approvato con decreto del Presidente della Regione n.74 del 20 maggio 2018, prevede tra l’altro che “dovrà anche esser valutata la fattibilità tecnico – economica di realizzazione di un canale di by-pass o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”.

La legge Regionale 6 febbraio 2018 n.3, all’art. 11 (Disposizioni per il recupero della naturalità del Lago dei Tre Comuni), individua lo strumento del concorso di idee per avviare l’iter progettuale al fine di recuperare le condizioni di naturalità e fruibilità del lago. Il concorso è andato deserto per motivi da verificare anche per un’eventuale riedizione della procedura.

La legge regionale 6 agosto 2019 n.13 art. 4, commi 35- 38 istituisce presso la Direzione Centrale ambiente ed energia il tavolo tecnico denominato “Laboratorio Lago dei Tre Comuni” «al fine di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e garantirne la fruibilità, anche a fini turistici, in conformità al Piano Regionale di Tutela delle Acque. Il Laboratorio Lago dei Tre Comuni è istituito con Decreto del Direttore della struttura regionale competente in materia di ambiente ed è composta nel seguente modo:
1. Un rappresentante e un esperto designati dalla Direzione Centrale ambiente ed energia;
2. Un esperto designato dal Comune di Bordano;
3. Un esperto designato dal Comune di Cavazzo Carnico;
4. Un esperto designato dal Comune di Trasaghis;
5. Un rappresentante di Arpa».
Il Laboratorio Lago dei Tre Comuni è convocato e coordinato dal Direttore della struttura regionale di cui al comma 35”.

Il laboratorio lago dei Tre Comuni nelle sue conclusioni (…) ha individuato nella costruzione di un bypass del lago la possibile risoluzione delle criticità indicando tre possibili varianti: con tubazione/i posate sul fondale, con galleria sul versante est, con galleria sul versante ovest.

Le reazioni. Mentre tali varianti di bypass del lago sono state accolte favorevolmente dai Comuni, dai Comitati Popolari e dalla Popolazione della Val del Lago e del Circondario, il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana le ha aspramente osteggiate in tutti i modi e in tutte le sedi facendo valere il suo peso “politico”. Ha persino chiesto ed ottenuto che il Presidente Regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) invitasse gli 86 comuni serviti dal Consorzio ad adottare una deliberazione a sostegno del progetto consortile di derivazione di 15 mc/s dallo scarico del lago e ad inviarla alla Regione (…) la quale, succube, ha accantonato le proposte di bypass del Laboratorio Lago ed ha approvato una nuova legge per approfondire le interazioni tra la Centrale Idroelettrica di Somplago e il Lago dei Tre Comuni. Interazioni già ben note a tutti: lo scarico della centrale è il killer ed il lago la vittima!

La legge regionale 5 agosto 2022 n.13 art.4 comma 15 […] recita: «L’amministrazione regionale è autorizzata per le finalità individuate dall’art.4, comma 35, della legge regionale 6 agosto 2019 n. 13 (Assestamento di bilancio per gli anni 2019-2021), a sostenere gli oneri derivanti dall’affidamento mediante le procedure previste dalla normativa di settore di un servizio finalizzato alla redazione di uno studio specialistico volto ad approfondire le interazioni tra la centrale idroelettrica di Somplago e il Lago dei Tre Comuni e a definire le conseguenti azioni di mitigazione sul breve e sul medio periodo.

L’incarico viene affidato allo studio Pantidro di Cuneo (Piemonte) che nella sintesi del suo studio ritiene, come volevasi, il bypass negativo sotto tutti gli aspetti (2) e che, piuttosto che separare la centrale dal lago è meglio mitigare gli effetti della loro convivenza (…). Convivenza in cui lo scarico della Centrale è il carnefice ed il lago la vittima! Inoltre lo studio Pantidro (3) propone in alternativa al bypass un inutile convogliamento parziale dello scarico della centrale del lago (…) e due ridicoli “plan d’eau” in riva sud e nord che snaturalizzano ulteriormente il lago (…).
Proposte respinte dagli amministratori comunali, dalla popolazione e dai Comitati (…) ritenendole non serie e pienamente funzionali al progetto del Consorzio di Bonifica che, come il concessionario della centrale A2A, vuole mantenere l’attuale stato del lago come bacino a sua completa disposizione, da cui la sua opposizione al bypass.

6. LA CONDOTTA DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELLA PIANURA FRIULANA.

Ma al tema del bypass ora si aggiunge la nuova richiesta – dopo quella identica presentata nel 1986 e respinta dall’allora giunta regionale – del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana di un canale derivatorio delle acque in uscita dal lago, ora confluenti nel torrente Leale e quindi nel fiume Tagliamento. Un’opera che costerà 105 milioni di Euro, interamente finanziati con fondi pubblici.
Questa derivazione, dai 10 -15 m/sec. Dovrà portare le acque in località Campolessi di Gemona per aumentare le portate dell’esistente canale consortile. (…).
La realizzazione di quest’ opera solleva il problema di quale sarà l’impatto in particolare nei mesi estivi sul livello del lago, sulla falda freatica del Tagliamento, che per il 70% alimenta i pozzi del Consorzio Acquedotto Friuli Centrale di Molin del Bosso (Artegna) che serve una ottantina di Comuni della Bassa, tra cui Lignano e le centinaia di turisti estivi. E di quale sarà l’impatto sul torrente Leale, che ospita una fauna ittica compresa quella tutelata dalla Direttiva Europea Habitat. (4).

Un aspetto non secondario riguarda le portate in uscita dal lago, soprattutto in estate. È quindi necessario e prioritario verificare con il gestore A2A della centrale se queste portate ci siano o meno. L’estate 2022, come altre volte in passato, ha dimostrato il contrario con una lunga siccità e portate minime in uscita. Se ciò venisse acclarato non avrebbe senso realizzare quest’ opera, che nel momento del massimo bisogno estivo sarebbe inutilizzabile. Sono aspetti “pesanti” che meritano un approfondimento degli organi competenti in un’ottica di uso plurimo della risorsa acqua, sempre più preziosa alla luce del cambiamento climatico (si presume perché una immagine sovraimpressa impedisce la corretta lettura N.d.r.).
In realtà la realizzazione della condotta del Consorzio sarebbe (illeggibile per immagine sovraimpressa N.d.r.):

1. Un’opera inutile. Infatti anche nei casi di siccità una adeguata portata (si presume perché illeggibile per immagine sovraimpressa N.d.r.) del Tagliamento e il necessario prelievo alla presa consortile di Ospedaletto sono sempre stati garantiti, come lo è tuttora, mediante la “cacciata d’acqua” dalla diga dell’Ambiesta o di Verzegnis a cui è obbligato, su semplice chiamata telefonica, l’attuale proprietario A2A in forza della convenzione, tuttora vigente, stipulata già negli anni ’50 tra il Consorzio e l’allora proprietaria Società Adriatica di Elettricità (SADE).

2. Uno spreco di 105 milioni di denaro pubblico;

3. Una servitù, anche ambientale sulle aree attraversate, sul fiume Tagliamento e principalmente sul Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni.

7. L’OPPOSIZIONE ALLA CONDOTTA DEL CONSORZIO.

I Comuni di Trasaghis, Osoppo, Bordano, Cavazzo Carnico hanno espresso la loro decisa contrarietà al progetto del Consorzio e la ferma richiesta di realizzazione del bypass del lago nella seduta congiunta del 17.10.2024 nei rispettivi Consigli Comunali (…) adottando all’ unanimità la relativa deliberazione. (…). Opposizioni formali al progetto sono state presentate alla Regione (5) da cittadini e dai proprietari delle 4 centrali idroelettriche ubicate sul canale di scarico del lago a valle del punto di derivazione del Consorzio.

I Comitati Popolari hanno organizzato diverse conferenze stampa a Udine, assemblee nei paesi della Val del Lago con vasta partecipazione della popolazione, manifestazioni sulla riva del lago con la parola di ordine “NO condotta SÍ bypass” (…) e continuano l’attività d’informazione e di mobilitazione della popolazione.

8. LA NUOVA LEGISLAZIONE STATALE E REGIONALE SUL GRANDE IDROELETTRICO.

La legge statale 11 febbraio 2019 n.12, all’art. 11-quater (Disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche) prevede, tra l’altro, che «alla scadenza delle grandi derivazioni idroelettriche e nei casi di decadenza o rinuncia, le opere passano, senza compenso, in proprietà delle Regioni, in stato di regolare funzionamento». È il caso del sistema idroelettrico del Tagliamento con le centrali di Ampezzo e Somplago le cui concessioni scadranno nel 2029.

La nostra Regione Friuli Venezia Giulia in attuazione della citata legge nazionale ha adottato all’unanimità la L.R. 6 novembre 2020 n.21, Disciplina dell’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico, che prevede anche che «la Regione è autorizzata a costituire società a capitale misto pubblico privato alle quali assegnare le concessioni di grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico».

Il passaggio alla Regione della centrale idroelettrica di Somplago, l’attribuzione alla Regione della disciplina dell’assegnazione delle concessioni che va concretizzata in precisi capitolati che nel caso della centrale di Somplago prevedano la costruzione del bypass del lago nonché la costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia aprono un nuovo scenario nel quale, tra l’altro, è possibile una modalità di lavoro della centrale di Somplago – e delle altre – funzionale anche agli interessi del territorio in cui insistono: nel caso della Centrale di Somplago (illeggibile per immagine sovraimpressa N.d.r.) mediante un bypass come indicato da Laboratorio Lago.

IL TERREMOTO DEL 1976 E IL COMPRENSORIO DEL LAGO.

Il Comprensorio del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni ha subito la distruzione dei centri abitati durante i terremoti del maggio settembre 1976 da essere individuato come “cratere del terremoto”. Di fronte al disastro, la ferma parola d’ordine della popolazione e delle istituzioni era “ricostruzione e sviluppo!”.
Ebbene, mentre la ricostruzione dei paesi distrutti fu realizzata in tempi brevi e in modo da essere assunta a modello, invece nella Val del Lago non ci fu e non c’è sviluppo poiché il lago, la sua risorsa fondamentale, non venne e non viene valorizzato ma lasciato nello stato di degrado in cui attualmente si trova. A noi, sindaci della ricostruzione, fa male vedere disabitate ed abbandonate troppe case ricostruite che potrebbero essere ben utilizzate se il lago fosse rinaturalizzato e reso fruibile turisticamente.

 IL CONSORZIO, L’AGRICOLTURA E L’IDROELETTRICO.

Il quotidiano Messaggero Veneto il più diffuso in Friuli, del 7 dicembre 2024 pubblicava un articolo (…) in cui la presidente ed il direttore generale del Consorzio presentavano il bilancio. Il sottotitolo dell’articolo recita: L’ente ha ricavato maggiori entrate dalla vendita dell’energia delle concessioni”. Con ciò gli stessi dirigenti del Consorzio hanno indirettamente chiarito il vero motivo della loro volontà di realizzare la condotta di derivazione dallo scarico del lago: produrre più energia elettrica dalle numerose centrali idroelettriche del Consorzio o dei suoi concessionari installate sulla rete dei canali consortili. Più acqua scorrente nei suoi canali = più energia, più energia = più denaro! E il lago resti pure disastrato e ancora più asservito!

Peraltro i moderni metodi di conduzione dell’agricoltura non richiedono più acqua ma meno acqua! (6). Inoltre anziché spendere 105 milioni di Euro nella costruzione della condotta dallo scarico del lago sarebbe più opportuno e razionale che nei momenti delle piene del fiume Tagliamento il Consorzio aumentasse al massimo la captazione di acqua da convogliare nella sua rete di canali ed in apposti avvallamenti o casse di espansione nel territorio da esso servito in modo da poterla utilizzare all’occorrenza. Riducendo così la portata di piena del Tagliamento a monte contribuirebbe alla riduzione del rischio di inondazioni, già verificatesi, nella parte terminale del fiume.

LA MOZIONE N. 76 DEL CONSIGLIO REGIONALE.

Recentemente, a seguito della costante attività dei Comuni rivieraschi, dei Comitati Popolari, delle Associazioni Ambientaliste e degli abitanti della Valle del Lago, il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia ha recuperato la “proposta del bypass” del Laboratorio Lago ed ha approvato con un solo voto contrario e nessun astenuto la mozione n. 76 avente per oggetto: “La Regione approfondisca le valutazioni relative alla valvola di regolazione del bypass delle acque scaricate dalla centrale di Somplago e quant’ altro ritenuto necessario per la precisa individuazione degli interventi di mitigazione degli impatti della centrale stessa al fine della rinaturalizzazione del lago di Cavazzo”.  Nel dettaglio la mozione impegna il Presidente della Giunta e la Giunta Regionale:

1) a rispettare le finalità di tutelare le acque superficiali e sotterranee della Regione FVG che costituiscono una risorsa da salvaguardare ed utilizzare secondo criteri di solidarietà, cioè nel rispetto dei diritti delle Terre Alte e delle più fragili aree interne alla fruizione di un integro patrimonio ambientale alla soddisfazione dei bisogni collegati al ruolo dell’acqua in Natura e per la vita umana;

2) a dare concreto seguito alle valutazioni tecniche relative alla valvola di regolazione del bypass delle acque scaricate dalla centrale di Somplago e quant’altro ritenuto necessario per la precisa individuazione degli interventi di mitigazione degli impatti della centrale stessa ai fini della rinaturalizzazione del Lago di Cavazzo, e con ciò cominciare l’opera di reintegro della naturalità del lago e di restituzione della sua fruibilità, come previsto dal Piano Regionale di Tutela delle Acque e come richiesto dalle comunità rivierasche e del comprensorio;

3) a valorizzare il più grande lago della regione, patrimonio ambientale da cui dipende lo sviluppo sociale ed economico di un territorio che sta già patendo pesanti impatti negativi, quali la centrale idroelettrica, la destinazione a discarica dello smarino della più pescosa parte nord del lago, l’autostrada con il mastodontico viadotto, l’oleodotto e relativa stazione di pompaggio ora funzionante a metano.

La citata mozione n. 76 crea le condizioni per elaborare con la partecipazione dei comuni rivieraschi, della Regione, dello Stato un preciso progetto di bypass del lago e per realizzarlo in tempi brevi attuando così il dettato del PRTA “di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”.

TUTTO CIÒ PREMESSO

 I sottoscritti inviano la presente petizione a codesta onorevole Commissione affinché:

Non sia realizzata la sopraccitata condotta del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana perché:

1- Costituirebbe un’ulteriore servitù per il lago;

2- Inutile poiché la cacciata d’acqua dalla diga dell’Ambiesta già garantisce al Consorzio a semplice richiesta telefonica un adeguato prelievo dal Tagliamento alla presa consortile di Ospedaletto;

3- Sarebbe uno spreco di denaro pubblico;

4- Il posizionamento della condotta in scavo profondo sotto la falda acquifera del Tagliamento, già oggi in sofferenza, potrebbe pregiudicarne ulteriormente l’equilibrio, a danno dell’emungimento a scopo idropotabile come avviene attualmente. E perciò:

5 – Rappresenta un serio pericolo in particolare nei mesi estivi, per il mantenimento del livello della falda freatica a valle, che per il 70% alimenta i pozzi dai quali attinge il Consorzio Acquedotto Friuli Centrale che serve un’ottantina di Comuni della pianura;

6 – Ponga all’attenzione propria e degli Organi Comunitari l’inaccettabile stato di degrado in cui è lasciato il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, il più grande della Regione Friuli Venezia Giulia, ed intervenga nei modi, forme e sedi regionali e statali che riterrà opportuni affinché sia urgentemente ripristinata la naturalità e fruibilità del lago come previsto dal Piano Regionale Tutela Acque;

7 – Inserisca il ripristino della naturalità e fruibilità anche turistica del lago previsto dal Piano Regionale di Tutela delle Acque nel programma dei ripristini ambientali di cui al Regolamento UE 2024-1991 Nature Restoration Law.

In attesa di una valutazione e confidando in una pronta e necessaria risposta, porgiamo rispettosi saluti.

Tolmezzo 12 luglio 2025.

 Franceschino Barazzutti   firma anche autografa;

 Ivo Del Negro                         firma anche autografa;

Enore Picco                             firma anche autografa;

Claudio Polano                     firma anche autografa.

 

Recapiti. (…).

 

Elenco allegati. (…). ».

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Precisazioni di redazione. Ho omesso solo il riferimento alle immagini allegate, i dati identificativi dei firmatari e parole non leggibili, ed in un solo caso ho posto un grassetto non presente. Le note sono mie e non compaiono nell’ originale.

Mi pare importante, inoltre, sottolineare come il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana addotti persino idrovore per asciugare terreni e recuperarli all’ agricoltura, e come sia riuscito a fare lauti guadagni pure con l’elettricità ma, dice qualcuno, anche con una specie di tassa sulla pioggia”. (https://www.nonsolocarnia.info/consorzio-di-bonifica-della-pianura-friulana-quanto-costi-due-lettere-di-suoi-utenti-pubblicate-dal-messaggero-veneto-il-13-marzo-2024-e-se-deve-usare-idrovore-perche-vuole-altra-acqua/).

Scusate il lungo testo (7), ma mi pareva importante riprodurlo. Attendiamo quindi cosa dice l’Europa. Un grazie di cuore ai presentatori e firmatari del testo per il loro impegno civile e a tutti quelli che lottano qui e non solo qui, in modo diverso per la salvezza e rinaturalizzazione del più grande lago della regione, per la nostra terra, per il paesaggio e l’acqua potabile. Siamo gocce in un mare, ma insieme possiamo contare forse qualcosa nei confornti di chi dovrebbe rappresentare le nostre istanze anche perché i soldi sono pubblici come l’acqua dolce ed i beni indispensabili per la vita, ma invece, pare proprio … E scrivo questo senza voler offendere alcuno, solo come dato di fatto, od almeno a me pare così, e se erro correggetemi. 

Laura Matelda Puppini

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Note.

1 – Su www.nonsolocarnia.info: Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, quanto costi? Due lettere di suoi utenti pubblicate dal Messaggero Veneto il 13 marzo 2024. E se deve usare idrovore, perché vuole altra acqua? Vedi pure, per l’aridocoltura, il mio: Salviamo il lago di Cavazzo e sposiamo la rinaturalizzazione e il by pass. Se non ora, quando?

2 – Ho dedicato su questo mio www.nonsolocarnia.info alcuni articoli alle strane proposte di foresti i cui studi sono stati commissionati e pagati dalla Regione Fvg attuale, in carica da 7 anni ed uno sulle conclusioni di Laboratorio Lago. Essi sono: Lago di Cavazzo. Le conclusioni a cui è giunto “Laboratorio Lago”: l’unica soluzione possibile ora per salvarlo è il by-pass., Salviamo il lago di Cavazzo e sposiamo la rinaturalizzazione e il by pass. Se non ora, quando? e Lago di Cavazzo. Considerazioni su di un’altra parte del secondo studio voluto dalla Regione e dai comuni della Val del Lago. O tempora o mores! Sulla fine dei laghi nel mondo che mette a rischio la sopravvivenza dell’umanità cfr. Lago di Cavazzo ed acqua dolce. Perché bisogna lottare per rinaturalizzarlo e preservarlo.

3 – La società ‘Pantidro’ di Cuneo, da che ho trovato su internet, è di Andrea Selleri, ingegnere idraulico, libero professionista, definito esperto in statistica da chi lo ha intervistato su Grandamedia, ed anche candidato per le elezioni comunali a Cuneo con la lista ‘Cuneo Solidale’ nel 2002. Lo studio pagato dalla Regione Fvg a detto studio ha bocciato in due righe o quasi il bypass pur essendo previsto dalle pregresse norme regionali.

4 – Per questa frase il grassetto è mio, per la sua importanza.

5 – Anch’io ho presentato alcune osservazioni alla Regione in merito ha detto progetto che ho pubblicato su www.nonsolocarnia nell’articolo intitolato: “Lago di Cavazzo. Invito alla conferenza stampa di domani, e le mie considerazioni inviate in opposizione al progetto di costruzione di un nuovo canale di derivazione delle acque del Lago ad uso del Consorzio secondo le sue esigenze.

6 – Il riferimento è sia alla scelta di colture a cui serva meno acqua sia ai sistemi moderni di irrigazione. Per questo vedi su www.nonsolocarnia.info sempre l’articolo citato in nota 5.

7 – Per chi volesse una veloce sintesi, ricordo l’articolo pubblicato dal Messaggero Veneto il 13 settembre 2025 di Lucia Aviani intitolato: “Petizione al Parlamento Ue «No ad altre servitù del lago» fattomi presente da Franceschino Barazzutti.

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L’immagine che accompagna l’articolo ritrae alcuni partecipanti all’ incontro del 12 settembre ad Udine, ed è tratta sempre da: https://www.facebook.com/p/Comitati-Salviamo-il-Lago-di-Cavazzo-o-dei-Tre-Comuni-100066746105443/?locale=it_IT. L.M.P.

 

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