Questa è la storia di una decisione non si sa perchè presa…

Questa è la storia di una decisione non si sa perchè presa, ma si sa che ora riguarda l’assessorato alla salute, politiche sociali e disabilità guidato da Riccardo Riccardi, che ama le mega-strutture; questa è una storia che impensierisce perchè, come scrivevo il 2 dicembre 2021, «la regione Fvg vuole costruire a Trieste il nuovo ospedale pediatrico Burlo Garofolo, a ridosso di quello di Cattinara, sottraendo verde e pineta, quando il vecchio edificio era stato rimodernato ed era più che sufficiente: una mega struttura che non vorremmo poi fosse definita regionale privando le utilissime pediatrie territoriali, e togliendo minori alle famiglie che non possono vivere stabilmente a Trieste, città lontanissima per uno che vive in Carnia o nel tarvisiano, nel gemonese, nel cividalese, nel maniaghese, nella Benecja, ma anche ad Aquileia». (http://www.nonsolocarnia.info/due-considerazioni-su-questa-nostra-disastrata-sanita-montana-e-targata-fvg-ed-un-paio-di-domande-sullospedale-di-tolmezzo/). E già piccoli ricoverati sono stati spostati da pediatria di Udine al ‘Burlo’ di Trieste tempo fa, e non vorremmo fosse stato pure l’inizio delle prove generali. (https://www.friulioggi.it/udine/pochi-infermieri-pediatri-udine-bambini-trasferiti-altri-ospedali-26-ottobre-2021/). Non solo: se si tolgono le pediatrie manca il supporto ai reparti di ostetricia, che devono inevitabilmente chiudere.

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Ma non solo io vedo l’inutilità della costruzione di un nuovo mega ospedale pediatrico a Trieste, anche un gruppo deciso di triestini si è dimostrato contrario, creando un apposito comitato, guidato da Paolo Radivo. Vediamo le loro precise motivazioni come riportate in questo loro comunicato, rivolto ai consiglieri regionali, e leggiamolo pensando a come si spendono i soldi pubblici, indebitando le generazioni future, come ci ha ricordato Furio Honsell. Laura Matelda Puppini.

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Quella nuova rotatoria e altre opere di viabilità non certo necessarie.

«Egregio/a Consigliere/a,
la Prima commissione del Consiglio regionale ha approvato giovedì 2 dicembre 2021 le norme relative al bilancio 2022, tra cui 2,3 milioni di euro per la nuova viabilità d’accesso all’ospedale di Cattinara. In base a quanto riferito dal “Piccolo” del 3 dicembre 2021 a pagina 24, se la misura verrà definitivamente approvata dall’aula, «i 2,3 milioni inseriti nel pacchetto della manovra di bilancio serviranno quindi per il completamento delle opere di viabilità della zona tra cui la realizzazione di una nuova rotatoria in strada di Fiume all’altezza dello spiazzo dal quale si entra nel park dipendenti».

Scrive ancora “Il Piccolo”: «La nuova infrastruttura sarà dunque funzionale per semplificare l’accesso alla viabilità “interna” di Cattinara, dalla quale sarà possibile poi arrivare al nuovo park ma anche al parcheggio esistente in via Valdoni in quanto l’attuale primo tratto di strada sarà riservato all’ingresso delle ambulanze. Il progetto prevede poi la realizzazione di una rampa per collegare via Valdoni con la statale 202: l’obiettivo è quello di alleggerire ulteriormente il traffico di strada di Fiume.
È atteso inoltre il prolungamento di via Valdoni fino a via Rio Storto: in questo caso la strada sarebbe al servizio della foresteria che dovrebbe nascere sopra via rio Spinoleto e di un altro park dipendenti.
Oltre a quelle della Regione, ulteriori risorse sono state messe e saranno messe anche da Comune e Anas».

Da quanto scrive “Il Piccolo”, tali opere viabilistiche verrebbero realizzate dopo l’avvio del cantiere per la costruzione del nuovo ospedale materno-infantile “Burlo Garofolo”, il quale costituisce uno stralcio del progetto esecutivo per il riassetto del comprensorio ospedaliero di Cattinara. Dall’articolo non risulta chiara la tempistica di tali opere viarie, mentre lo è il loro nesso con il nuovo Burlo.

Tutte le opere menzionate nell’articolo rientrano nell’Accordo di programma per il “Riordino della rete ospedaliera triestina – Ristrutturazione e ampliamento dell’Ospedale di Cattinara e nuova sede dell’IRCCS Burlo Garofolo”, firmato da Regione FVG, Comune di Trieste, Azienda Ospedali Riuniti di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo, ANAS e Provincia di Trieste nel 2007 e poi aggiornato nel 2009, nel 2014 e ancora nel 2020. Di tale Accordo fa parte integrante il Piano Regolatore Particolareggiato Comunale del comprensorio ospedaliero di Cattinara, approvato dal Comune di Trieste nel 2009.

Il nuovo edificio per il ‘Burlo’ secondo l’ottica regionale dal 2014 in poi, un progetto inutile dall’enorme impatto ambientale. 

Il progetto definitivo dell’Accordo di programma, risalente al 2014, stabilisce che il nuovo Burlo avrebbe una volumetria complessiva di 235.000 metri cubi, di cui 125.000 interrati o seminterrati e 110.000 fuori terra.
L’edificio misurerebbe 79.967 metri quadrati su 5 livelli superficiali. Sorgerebbe sopra l’attuale parcheggio dipendenti e il settore occidentale della pineta, tra la torre chirurgica, la palazzina di Anatomia patologica e Medicina legale e la piastra servizi sanitari da un lato e la scuola e la chiesa dall’altro.

L’autosilo al servizio del nuovo Burlo richiederebbe lo scavo di 130mila metri cubi di materiale, occuperebbe due piani sotterranei e offrirebbe 728 posti macchina. Il suo perimetro sarebbe più che doppio rispetto a quello dell’edificio. Si svilupperebbe sotto gran parte della pineta, risparmiandone solo il settore meridionale e, a nord, una striscia retrostante l’asilo.

L’articolo del “Piccolo” afferma invece che il nuovo parcheggio disporrebbe di 770 posti su tre piani interrati. Dunque come in precedenza previsto sia dal progetto preliminare sia dall’Accordo di programma del 2009… Se quanto riportato non è un errore, se ne desume che il progetto esecutivo odierno è tornato alle previsioni iniziali. Ma è davvero così?

Secondo il progetto definitivo del 2014, l’edificazione dell’autosilo e del nuovo Burlo comporterebbe il taglio di 519 alberi: 440 della pineta più i 79 del parcheggio dipendenti, il quale sparirebbe. Dunque, per far nascere bambini a Cattinara invece che in via dell’Istria, si ucciderebbero altri alberi innocenti, i quali garantiscono ossigeno, svago e ombra a non poche persone, tra cui gli alunni dell’attigua scuola materna ed elementare con lingua d’insegnamento slovena.

Le compensazioni vegetali promesse dal progetto definitivo per il taglio dei 519 alberi sarebbero tardive, inadeguate e assai lente a crescere. Peraltro l’edificazione della “torre Covid” ora prevista da uno studio di fattibilità nel piazzale interno tra le due torri e il poliambulatorio impedirebbe di trasformare quel piazzale in un giardino compensativo, come stabiliva il progetto definitivo. Bisognerebbe allora individuare un’altra area equivalente.

Il sito prescelto per il nuovo Burlo non potrebbe essere più inadatto: lontanissimo dal centro cittadino, a circa 5 km in linea d’aria da piazza Unità, in cima a una collina, a 250 metri d’altitudine, nel punto più alto dell’area urbana sud-orientale, in battuta di bora, soggetto a notevoli escursioni termiche, e per giunta su terreno cedevole dove tendono a formarsi pozze superficiali a seguito delle piogge. Difficilmente si sarebbe potuto trovare un luogo più periferico e incongruo. Tale discorso vale naturalmente per l’intero polo ospedaliero di Cattinara: una scelta infelice fatta a fine anni ’60, un capriccio urbanistico che ha comportato tante spese e complicazioni.

Il nuovo Burlo infittirebbe la parte edificata del comprensorio ospedaliero, già ora saturo e asfittico. Aumenterebbe ancor più il cemento, l’asfalto e il vetro. Ridurrebbe ulteriormente la copertura vegetale. La sommità del rilievo diverrebbe ancor più artificiale e meno naturale. Poiché il poco popoloso rione di Cattinara ha una percentuale di bambini e ragazzi ancora più bassa della media cittadina, il nuovo nosocomio materno infantile servirebbe quasi esclusivamente il resto della città e della provincia, che lì si riverserebbe, come già fa per gli altri servizi ospedalieri.

Quel mega- parcheggio …E l’aumento dell’ inquinamento … 

Il parcheggio sotterraneo, per la sua enorme estensione e i numerosissimi posti disponibili, costituirebbe un formidabile attrattore di nuovo traffico privato. Causerebbe perciò ulteriore congestionamento stradale e inquinamento sia atmosferico sia acustico non solo a Cattinara, ma anche nei rioni limitrofi, oltre che lungo le direttrici stradali di partenza e destinazione. A risentire dell’accresciuto afflusso di veicoli privati sarebbe in definitiva l’intera città.
Eppure il lastrico solare per visitatori dell’attiguo autosilo di via Valdoni, costruito nel 2007 proprio in funzione del futuro Burlo a scapito del verde, è sempre quasi del tutto vuoto, mentre il settore seminterrato per dipendenti ospedalieri non è costantemente pieno.

Il mega-parcheggio stimolerebbe l’uso dell’automobile scoraggiando quello degli autobus. Eppure lo stesso progetto definitivo conferma, sia pure con alcune modifiche tecniche, le odierne aree di sosta per i capolinea di numerosi bus davanti all’ingresso principale del nuovo Burlo, presso la futura rotatoria di strada di Fiume. Il parcheggio farebbe cioè concorrenza sia agli autobus, causando alla Trieste Trasporti minori entrate dalla bigliettazione, sia ai taxi, ai quali verrebbe concessa una corsia di sosta accanto a strada di Fiume.

Paradossalmente il nuovo Burlo incoraggerebbe quindi comportamenti anti-salutari e diseducativi, peggiorando la qualità della vita. Il maggiore inquinamento sia atmosferico sia acustico, la maggiore cementificazione e la minore copertura vegetale costituirebbero altresì fattori patogeni. La potenziata “cittadella della salute” di Cattinara sarebbe quindi concausa di malattie.

Naturalmente i disagi che il cantiere del nuovo Burlo causerebbe sia ai pazienti e agli operatori dell’ospedale di Cattinara sia ai residenti sarebbero notevoli.

Per giunta l’autosilo del nuovo Burlo si sommerebbe, senza integrarsi, alla «cerniera di mobilità» da 170 posti auto che il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, approvato dal Consiglio comunale di Trieste il 27 luglio 2021, prevede di realizzare entro il 2025 nell’area verde privata tra via Forlanini e strada di Fiume, davanti al supermercato Zazzeron, che ospitò il cantiere della Grande viabilità.

Un articolo del “Piccolo” pubblicato il 7 ottobre 2021 ha reso noto che il Burlo Garofolo è tra «le principali società scientifiche in ambito pediatrico, promotrici di un documento di consenso dal titolo “Inquinamento atmosferico e salute nei 1000 giorni di vita”, volto a «proporre azioni per preservare la salute dei più piccoli». Il testo «è focalizzato sull’inquinamento dell’aria dovuto a particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono, prodotte da mezzi di trasporto, riscaldamento domestico e emissioni industriali». Si afferma che «asma e otiti, obesità, autismo, nascite prima del termine sono gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini, ormai confermati da numerose evidenze scientifiche. Possono avere un impatto sulla salute in età adulta ma anche avere effetti trasmessi di generazione in generazione».
Eppure il nuovo Burlo, attirando nuovo traffico privato a Cattinara dopo aver abbattuto alberi benefici, indurrebbe la produzione proprio di quelle sostanze nocive «prodotte da mezzi di trasporto» che causano le anzidette patologie. Nessuna contraddizione in ciò?

Parcheggi su parcheggi … ma per chi e che aria si respirerà e chi utilizzerà più l’autobus?

L’Accordo di programma del 2009 e l’annesso PRPC del comprensorio ospedaliero di Cattinara prevedeva in tale area cinque nuovi autosilo interrati:

1) uno da 23.100 mq, su tre livelli interrati, per circa 770 posti auto, da ricavarsi sotto il futuro Burlo, tra la scuola e la chiesa da un lato e la piastra servizi sanitari, la torre chirurgica e la palazzina di Anatomia patologica e Medicina legale dall’altro;

2) uno da 14.000 mq, su quattro livelli interrati, per circa 480 posti auto, da ricavarsi all’interno del futuro padiglione C, ossia tra la torre chirurgica, il tratto inferiore di via Valdoni e l’area boschiva sottostante;

3) uno da 8.000 mq, su due livelli interrati, per circa 267 posti auto destinati al personale, agli studenti e ai ricercatori, da ricavarsi sotto l’edificio didattico programmato sull’area allora boschiva tra il polo cardiologico e via del Botro;

4) uno da 4.450 mq, su tre livelli interrati, per 140 posti auto, da ricavarsi a sud del tratto inferiore di via Valdoni, a valle del polo cardiologico e della biblioteca di Medicina, sotto l’odierna area verde dove confluirebbe la nuova bretella di collegamento tra la superstrada e il Polo cardiologico;

5) uno da 3.000 mq, per circa 100 posti auto, da ricavarsi sotto la futura foresteria tra via Rio Storto, via del Botro e la futura bretella.

Con l’edificazione del nuovo Burlo sparirebbe il parcheggio a raso per dipendenti posto tra la scuola e la chiesa da un lato e la piastra servizi sanitari, la torre chirurgica e la palazzina di Anatomia patologica e Medicina legale dall’altro. Ma resterebbero:

1) l’attuale parcheggio in via Valdoni alta, da 7.750 mq, su due livelli (quello seminterrato riservato ai dipendenti, quello fuori terra riservato ai visitatori), per circa 300 posti auto, ultimato nel 2007 proprio in vista dei lavori per il nuovo Burlo;

2) il parcheggio per utenti e visitatori da 3.000 mq, su un solo livello a raso, per circa 70 posti auto, posto a valle del polo cardiologico e della biblioteca di Medicina;

3) il parcheggio, posto tra strada di Fiume e alcuni edifici privati di via del Castelliere, su un solo livello a raso, che perderebbe 97 posti auto, da 157 a 60, e verrebbe riservato solo agli utenti del pronto soccorso e ai taxi.

Il progetto definitivo del 2014 aveva così modificato ampiezza e capienza di due dei cinque nuovi autosilo interrati previsti dall’Accordo di programma e dal PRPC del 2009:

1) quello, per personale e visitatori, da ricavarsi sotto il futuro Burlo, su 77.215 mc edificati, scenderebbe da 23.100 a 20.300 mq, da tre a due livelli interrati, e da 770 a 728 posti auto;

2) quello, per personale e visitatori, da ricavarsi all’interno del futuro padiglione C, su quattro livelli interrati, scenderebbe da 14.000 a 8.200 mq e da 480 a 335 posti auto.

Il progetto definitivo non menziona tre dei cinque nuovi autosilo interrati previsti nel 2009:

3) quello da 8.000 mq, su due livelli interrati, per circa 267 posti auto destinati al personale, agli studenti e ai ricercatori, da ricavarsi sotto l’edificio didattico programmato tra il polo cardiologico e via del Botro;

4) quello da 4.450 mq, su tre livelli interrati, per 140 posti auto, da ricavarsi a sud del tratto inferiore di via Valdoni, a valle del polo cardiologico e della biblioteca di Medicina, sotto l’odierna area verde dove confluirebbe la nuova bretella di collegamento tra la superstrada e il polo cardiologico;

5) quello da 3.000 mq, per circa 100 posti auto, da ricavarsi sotto la futura foresteria tra via Storto, via del Botro e la futura bretella.

Quanto ai parcheggi esistenti:

1) il parcheggio in via Valdoni alta, su due livelli (quello seminterrato riservato ai dipendenti, quello fuori terra riservato ai visitatori), rimarrebbe su 7.750 mq e conterebbe 309 posti auto;

2) il parcheggio per utenti e visitatori su un solo livello a raso, posto a valle del polo cardiologico e della biblioteca di Medicina, manterrebbe i 3.000 mq e i 70 posti auto attuali.

3) il parcheggio di strada di Fiume per visitatori, su un solo livello a raso, manterrebbe gli odierni 157 posti auto su 2.400 mq e rimarrebbe aperto a tutti i visitatori.

Sarebbero invece ricollocati:

1) i 360 posti auto dell’attuale parcheggio a raso per dipendenti, su 9.000 mq, che lascerebbe il posto al nuovo Burlo e alla sua strada d’accesso;

2) i 50 posti auto per il personale del parcheggio a raso di Anatomia patologica, che nel 2017 ha ceduto il posto al nuovo Asilo nido aziendale.

 

Da un primo cronoprogramma al 2020, quando inspiegabilmente si decide di costruire per prima cosa il ‘Burlo’.

Il cronoprogramma del progetto definitivo del 2014 (allegato K) stabiliva di iniziare subito con la costruzione dell’edificio servizi C1, la ristrutturazione del nucleo centrale e della torre chirurgica e il trasferimento della medicina iperbarica. I lavori complessivi si sarebbero protratti per otto anni. Il cantiere del nuovo Burlo sarebbe dovuto partire dopo due anni, «previo trasferimento parcheggio dipendenti nell’edificio C1 e centro iperbarico nella nuova sede». I lavori per il nuovo nosocomio pediatrico sarebbero dovuti durare cinque anni, dal terzo al settimo anno dei lavori globali. Ma le strutture interrate del Burlo avrebbero dovuto venir completate entro due anni, cioè al termine del quarto anno complessivo.

Però nel novembre 2020 ASUGI e Rizzani De Eccher hanno incomprensibilmente deciso di dare la precedenza assoluta alla costruzione del nuovo Burlo rispetto a tutte le altre opere previste a Cattinara, annunciando che i lavori sarebbero partiti nella primavera 2021 per concludersi nel 2024, ossia dopo appena 3 anni. ASUGI e Regione hanno altresì dichiarato che appena dopo circa un anno dalla consegna della struttura avrebbe avuto termine il trasferimento da via dell’Istria.

Il progetto esecutivo presentato dalla ditta Rizzani De Eccher nel marzo 2021 prevedeva una spesa complessiva di 170 milioni di euro per tutti lavori previsti nel polo ospedaliero di Cattinara. Non è chiaro quanto costerebbe il nuovo Burlo. Circa la metà?

Con delibera n. 107 del 15 marzo 2021 la Giunta comunale di Trieste ha ritenuto conclusa la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica della “Variante al PRPC di Cattinara – di Cattinara – Provvedimento di esclusione dalla valutazione ambientale strategica (VAS) e dalla verifica di significatività o valutazione d’incidenza (VINCA)”, redatto dall’architetto Pietro Cordara. In pratica ha con ciò approvato il progetto per la bretella tra la superstrada e il polo cardiologico, valutando che «la proposta di Variante al P.R.P.C. di Cattinara non sia da assoggettare a valutazione ambientale strategica, né a verifica di significatività o di valutazione d’incidenza di cui al DPR 357/1997 e della DGR 1323/2014». Dell’importante questione non è stato investito né il Consiglio comunale né la cittadinanza.

La nuova bretella Altura-Cattinara consisterebbe in: 1) due complessi svincoli (uno di entrata, uno di uscita) tra la superstrada e via Alpi Giulie, con una grande rotatoria subito a valle della superstrada; 2) un parziale allargamento di via Alpi Giulie in alcuni tratti, con una grande rotatoria tra via Alpi Giulie, via Rio Storto e la futura strada di collegamento al polo cardiologico; 3) la futura strada di collegamento tra tale rotatoria e il polo cardiologico, che si protenderebbe in forma sinuosa con due curve a gomito lungo il colle meridionale di Cattinara, oggi in parte ancora boscato e in parte già disboscato ma parzialmente rinaturalizzato, terminando con una ulteriore rotatoria subito a valle del polo cardiologico.

Ma poi l’8 agosto … mentre il consigliere Ussai, il 2 ottobre, ha chiesto che i decisori riferiscano su nuove volumetrie e quant’ altro alla terza commissione

L’8 agosto 2021 dal quotidiano “Il Piccolo” abbiamo appreso che il via ai lavori per il nuovo Burlo era stato differito perché il progetto esecutivo era ancora sottoposto alla valutazione di tre organi tecnici: i Vigili del fuoco, la Commissione sismica e la società Rina. I Vigili del fuoco avrebbero dato parere positivo a inizio agosto. La Commissione sismica «ha approvato il fabbricato del nuovo Burlo, ma ha chiesto alla Rizzani incontri a settembre, per discutere i contenuti della documentazione integrativa riguardante i lavori sulle due torri». La Rina ha invece chiesto integrazioni sia sulla parte tecnica sia su quella economica, ha ottenuto quelle sulla parte tecnica e a settembre si sarebbe confrontata con la Rizzani De Eccher su quella economica. Successive dichiarazioni sia del Vicepresidente della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi sia del Direttore generale dell’ASUGI Angelo Poggiana hanno sostanzialmente confermato tale quadro.

Il gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha reso noto il 2 ottobre 2021 di aver chiesto, insieme con gli altri consiglieri di opposizione, la convocazione della III Commissione in merito al progetto di “Riordino della rete ospedaliera triestina – Ristrutturazione e ampliamento dell’Ospedale di Cattinara e nuova sede dell’IRCCS Burlo Garofolo”. Aveva spiegato il consigliere Andrea Ussai: «Chiediamo di ascoltare in Commissione il direttore generale di ASUGI, Antonio Poggiana, il direttore generale del Burlo, Stefano Dorbolò, e l’ingegnere responsabile unico del procedimento per una presentazione del progetto esecutivo proposto dall’impresa appaltatrice, Rizzani de Eccher S.p.A., al fine di conoscere le volumetrie (rispetto alle esistenti e ai precedenti progetti), i pareri degli organi tecnici, il cronoprogramma dei lavori di ristrutturazione (incluse le tempistiche stimate per il completamento dei lavori) e l’impatto delle strutture sulla mobilità e sul verde pubblico nelle zone interessate dai lavori di ampliamento».

Ma le autorizzazioni sono giunte o no?

Un articolo pubblicato sul “Piccolo” il 12 ottobre 2021 riferiva tra l’altro: «Le autorizzazioni definitive non sono ancora arrivate, ma il cantiere dell’ospedale di Cattinara potrebbe riprendere ugualmente a novembre, dopo l’intesa di massima raggiunta fra l’Azienda sanitaria giuliano isontina e l’impresa di costruzioni Rizzani de Eccher per l’avvio di una serie di opere preliminari. Manca solo il benestare del ministero della Salute, per far ripartire uno quota di lavori che non dipendono dal disco verde che il progetto esecutivo deve ancora ricevere dalla Commissione sismica e dall’ente di validazione indipendente individuato nello studio Rina. Voci in tal senso filtrano da più parti e trovano riscontri ufficiali. Il vicepresidente Riccardo Riccardi spiega che “stiamo aspettando ancora un passaggio procedimentale. Il confronto con il ministero della Salute è in atto: qualora arrivasse l’approvazione, come noi tutti auspichiamo, possiamo pensare di far ripartire il cantiere a novembre, ma aspettiamo prima l’ufficialità senza toni trionfalistici”. Il presidente della società friulana Marco de Eccher è ottimista: “Confermo che ci sono tutti i presupposti e si sta lavorando per dare un avvio nel mese di novembre. Si tratta soltanto di un primo stralcio, ma è la parte di opere che serve realizzare prima, per poi partire con tutto il resto e non fermarsi più».

Se il Ministero della salute darà il suo benestare … Ma la politica vede o no i problemi reali prima di decidere?

Se il Ministero della Salute darà il suo benestare, con il primo stralcio sembra si avvierebbe la costruzione di sei strutture: 1) parcheggio sotterraneo del nuovo Burlo; 2) padiglione servizi C; 3) tunnel per l’impiantistica; 4) nuovo reparto di medicina iperbarica; 5) isola ecologica; 6) bretella di collegamento tra superstrada e polo cardiologico. Dopo il via libera ministeriale continuerebbero i lavori su queste sei opere e ne inizierebbero quelli per altre quattro: 1) costruzione del nuovo Burlo; 2) costruzione della terza torre; 3) ristrutturazione di un primo segmento delle due torri; 4) edificazione del “cubone” o “torre Covid”. Tale “cubone” o “torre Covid” nel piazzale tra le torri e il poliambulatorio non era contemplato né dall’Accordo di programma, né dal progetto preliminare, né da quello definitivo, né dal progetto esecutivo della cooperativa Clea. Per giunta impedirebbe di realizzare il giardino voluto dal progetto definitivo come una delle compensazioni al taglio dei 519 alberi. Bisognerebbe allora individuare un’area equivalente. Ma non certo a nord del futuro Burlo, dove mancherebbe lo spazio…

La fanno tutti facile … Ma quanto tempo impiegheranno nuovi alberi a crescere?

Comunque la vegetazione compensativa promessa ci metterebbe decenni per crescere come l’attuale e verrebbe piantata perlopiù fuori dal contesto originario. Gli abitanti di Cattinara e gli amanti della natura chiedono di preservare tutti gli attuali alberi, con i quali hanno un rapporto anche affettivo, che verrebbe troncato. No dunque ad abbattimenti e aleatorie compensazioni!
L’articolo del 12 ottobre diceva altresì: «per rispondere alle proteste di residenti e associazioni ambientaliste, unita alla contrarietà espressa dalla giunta comunale attraverso l’assessore Luisa Polli, è stata stabilita la piantumazione di nuovi alberi a nord del parcheggio. L’Azienda sanitaria assicura che alla fine ne saranno piantati più di quanti cadranno a causa del cantiere».

Ma dove troverebbero posto nuovi alberi «a nord del parcheggio», dato che questo confinerebbe a nord con l’asilo sloveno, la chiesa e la nuova viabilità d’accesso da strada di Fiume? Ci si riferisce forse all’area tra il polo cardiologico e via del Botro, disboscata nel 2017-2018 e dove l’Accordo di programma prevede un edificio didattico con parcheggio sotterraneo da 267 posti auto?

Che ne sarà di quel piccolo polmone di verde di Cattinara?

Il 14 ottobre 2021, durante una seduta della Commissione competente del Consiglio regionale, rispondendo all’interrogazione del Consigliere Walter Zalukar che chiedeva alla Giunta di studiare un’alternativa all’abbattimento della pineta di Cattinara, il Vice-presidente della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi ha risposto che «sì, lo faremo ma nell’ambito della sostenibilità della situazione». Ha assicurato «un’attenta valutazione nel contesto del procedimento in corso, facendo anche un esame dei costi-benefici di un progetto che ho trovato già in stato avanzato, anche per non incorrere in procedimenti della Corte dei Conti legati alle risorse spese».
Ci si aspettava quindi un almeno parziale dietro-front della Giunta regionale circa il nuovo disboscamento previsto a Cattinara.

Invece un trafiletto pubblicato sul “Piccolo” del 26 novembre 2021 ha riferito: «Il cantiere per il “nuovo” ospedale di Cattinara dovrebbe ripartire con la costruzione del nuovo parcheggio. L’appalto complessivo, per un valore di 140 milioni di euro, è oggi nelle mani dell’impresa Rizzani de Eccher, subentrata per volontà della stessa azienda sanitaria (Asugi) alla Clea costruzioni, che sta attendendo il via libera al progetto esecutivo da parte degli enti di controllo. Per quanto riguarda invece il nuovo multipiano, è sufficiente il solo via libera del Ministero della Salute: questo consentirebbe di accelerare i tempi per il completamento di tutto il cantiere». La notizia del 2 dicembre 2021 e l’articolo del “Piccolo” del giorno successivo lasciano ad intendere che Regione e ASUGI non vogliono deflettere di un millimetro dai loro intenti “albericidi”.

Che fine farà il vecchio ‘Burlo’ rimodernato e funzionante? E che ne sarà degli edifici attigui appena comperati dalla Regione?

La Regione FVG, che destina decine di milioni per costruire con urgenza il nuovo Burlo a Cattinara, ha però deciso nell’ottobre 2020 di finanziare con 7,2 milioni di euro l’acquisto dall’Opera San Giuseppe e l’adeguamento di tre edifici attigui alla storica sede di via dell’Istria, per consentirle di sopperire finalmente alla cronica mancanza di spazi.

Il 23 novembre 2020 il Direttore generale dell’ospedale materno-infantile, Stefano Dorbolò, ha detto in un comunicato stampa che «questa acquisizione consentirà una rapida soluzione delle principali criticità dell’Istituto, con benefici organizzativi per utenti e professionisti». «Il trasferimento di molte attività nei nuovi locali – aggiungeva il comunicato stampa – permetterà, inoltre, il completamento in tranquillità di una serie di lavori nella sede attuale, anch’essi finanziati dalla Regione. Si tratta del nuovo Pronto Soccorso, del nuovo punto di accesso per l’emergenza ostetrico-ginecologica, dell’ampliamento degli ambulatori che restano in sede, della realizzazione della nuova mensa e dell’adeguamento degli spogliatoi e, infine, di nuovi spazi dedicati ai ricercatori. La realizzazione di tutte le opere di riconversione nell’area di S. Giuseppe è prevista entro la fine del prossimo anno». Cioè del 2021. Il comunicato esprimeva inoltre soddisfazione per il fatto che grazie a tali lavori il Burlo avrebbe sventato il rischio di perdere l’accreditamento nazionale come Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).

L’8 febbraio 2021 è stato inaugurato il nuovo pronto soccorso in via dell’Istria grazie a 450mila euro della Regione.

Il 31 marzo 2021 l’Opera San Giuseppe ha ceduto tramite rogito all’IRCCS i tre edifici. In tutto sono 11.191 metri cubi e 3.500 metri quadri utili. Una volta sistemati, vi saranno trasferiti alcuni ambulatori nonché gli uffici amministrativi e tecnici. Saranno altresì realizzate aree d’attesa, ludoteche e appartamenti a uso foresteria. Negli spazi esterni saranno invece ricavati nuovi parcheggi. E presto il nuovo complesso edilizio in fase di completamento nella vicina area dell’ex Maddalena offrirà 750 posti macchina (di cui 200 già pronti) più altri 40 nella strada di collegamento tra via Marenzi e via dell’Istria. Uno dei motivi del trasferimento del Burlo a Cattinara, la carenza di parcheggi in via dell’Istria, verrà quindi meno.

Ma serviva proprio ora costruire il nuovo ‘ Burlo’?

Che bisogno c’è dunque di costruire proprio ora un nuovo Burlo a Cattinara? Perché non lasciarlo dov’è? Del resto avrebbe potuto espandersi nell’area dell’ex Maddalena, se un Accordo di programma del 2001 tra Regione, Azienda sanitaria e Comune di Trieste, successivamente modificato, non avesse deciso di destinarla ad altri fini.

Obiettivo dichiarato del trasferimento del Burlo a Cattinara è l’integrazione funzionale dei due ospedali, in modo da rendere possibile la gestione interaziendale di alcune aree per consentire di condividere campi di sviluppo e collaborazione. Ma nell’era dell’informatica e della virtualità è proprio così indispensabile l’affiancamento fisico dei due ospedali? Davvero le sinergie non sarebbero altrimenti praticabili? Ci sembra arduo e persino ridicolo sostenerlo.

Peraltro la Regione non ha ancora alcun progetto circa l’odierna sede di via dell’Istria dopo il trasferimento a Cattinara. La venderebbe a imprenditori interessati al lucro? Il Piano Regolatore Generale Comunale del 2016 qualifica l’area come «O1 – Miste commerciali, direzionali e ricettive». Non dunque come «S4 – Attrezzature per l’assistenza e la sanità», al pari del polo ospedaliero di Cattinara. Il rischio di speculazione edilizia è alto, considerando quanto avvenuto nella limitrofa area dell’ex Maddalena.

Il Comune di Trieste è corresponsabile e non può chiamarsi fuori.

Il Comune di Trieste, in quanto autore del PRPC del comprensorio ospedaliero di Cattinara e cofirmatario dei vari Accordi di programma per il “Riordino della rete ospedaliera triestina – Ristrutturazione e ampliamento dell’Ospedale di Cattinara e nuova sede dell’IRCCS Burlo Garofolo”, è pienamente corresponsabile dell’intero pacchetto di opere edili e stradali previsto. Per giunta ha stanziato risorse proprie, oltre a quelle della Regione, al fine di realizzarle. La loro attuazione dipende quindi anche dal suo consenso e almeno in parte dal suo contributo economico. All’opposto, se il Comune si sfilasse dagli Accordi di programma e chiedesse di rimetterli in discussione, bloccando nel frattempo le proprie risorse destinate allo scopo, renderebbe quantomeno più difficile la distruzione dell’ambiente naturale necessaria a tale asfaltazione e cementificazione.

Cosa chiediamo subito alla Regione Fvg.

Alla Regione Friuli Venezia Giulia chiediamo pertanto di ridiscutere con il Comune di Trieste, oltre che con ASUGI, Regione, IRCCS Burlo Garofolo e ANAS, gli Accordi di programma per il “Riordino della rete ospedaliera triestina – Ristrutturazione e ampliamento dell’Ospedale di Cattinara e nuova sede dell’IRCCS Burlo Garofolo” secondo criteri di ragionevolezza e congruità. In particolare allo scopo di:

  • preservare integralmente sia la pineta di Cattinara sia gli alberi dell’attiguo parcheggio visitatori;
  • modificare il cronoprogramma del progetto esecutivo, desistendo dal voler costruire il nuovo Burlo a Cattinara e rimettendo al primo posto il rifacimento del monoblocco centrale, ancora in alto mare;
  • completare l’ampliamento e l’ammodernamento della sede di via dell’Istria, rendendola pienamente funzionale agli scopi dell’IRCCS;
  • cassare dagli Accordi di programma tutte le nuove strade e i nuovi parcheggi previsti nel comprensorio ospedaliero di Cattinara, nonché le nuove strutture edili (padiglione servizi C, foresteria, nuovo edificio didattico…) che comportassero danni permanenti all’odierna vegetazione naturale;
  • rimboschire le aree del comprensorio in precedenza disboscate a fini edificatori;
  • individuare una nuova area già edificata ed infrastrutturata più idonea di Cattinara da destinare a polo ospedaliero-universitario: ad esempio l’ex caserma di via Rossetti, di proprietà demaniale, o i magazzini del Porto vecchio più prossimi al Molo IV, ora di proprietà comunale ma che la Regione FVG intende(va?) acquisire per trasferirvi molti dei propri uffici.

Di tale questione dovrebbe comunque essere urgentemente investito il Consiglio comunale di Trieste, oltre che ovviamente il Consiglio regionale. Inoltre la popolazione residente di Cattinara e la cittadinanza triestina tutta andrebbero finalmente informate e coinvolte a riguardo secondo procedure democratiche e trasparenti. […].

Cordiali saluti.

Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara. Per contatti: Paolo Radivo E-mail: paolo.radivo@gmail.com. Telefono e WhatsApp: 349 8696321. Presente su Telegram».

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News dell’ultima ora. (Da leggere anche da parte di chi non si sente di affrontare l’intero comunicato). 

Ieri 16 dicembre 2021, a Trieste, in piazza Puecher 9, i consiglieri comunali Riccardo Laterza (Adesso Trieste), Luca Salvati (Partito Democratico) e Alessandra Richetti (M5S) hanno presentato la mozione depositata in Consiglio comunale che chiede la ridefinizione urgente dell’Accordo di programma per il riordino del comprensorio ospedaliero di Cattinara, onde tutelare la pineta oggi a rischio di abbattimento. È intervenuta anche Lucia Vazzoler, consigliera di ‘Adesso Trieste’ nella VI Circoscrizione, dove è stata presentata una analoga mozione.

Entrambe le mozioni hanno tratto spunto dall’appello che il Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara ha inviato il 3 dicembre 2021 a numerosi destinatari sia regionali (presidente, vice-presidente e consiglieri) sia comunali (sindaco, assessori e consiglieri), chiedendo che Regione FVG e Comune di Trieste ridiscutano radicalmente gli Accordi di programma allo scopo di: preservare integralmente sia la pineta di Cattinara sia gli alberi dell’attiguo parcheggio visitatori;  modificare il cronoprogramma del progetto esecutivo, desistendo dal voler costruire il nuovo Burlo a Cattinara e rimettendo al primo posto il rifacimento del monoblocco centrale, ancora in alto mare;  completare l’ampliamento e l’ammodernamento della sede di via dell’Istria, rendendola pienamente funzionale agli scopi dell’IRCCS;  cassare dagli Accordi di programma tutte le nuove strade e i nuovi parcheggi previsti nel comprensorio ospedaliero di Cattinara, nonché le nuove strutture edili (padiglione servizi C, foresteria, nuovo edificio didattico…) che comportassero danni permanenti all’odierna vegetazione naturale; rimboschire le aree del comprensorio in precedenza disboscate a fini edificatori;  individuare una nuova area già edificata ed infrastrutturata più idonea di Cattinara da destinare a polo ospedaliero-universitario: ad esempio l’ex caserma di via Rossetti, di proprietà demaniale, o i magazzini del Porto vecchio più prossimi al Molo IV, ora di proprietà comunale ma che la Regione FVG intende(va?) acquisire per trasferirvi molti dei propri uffici.

Paolo Radivo ha fatto presente come, ben 440 alberi della pineta di Cattinara e tutti i 79 dell’attiguo parcheggio dipendenti verrebbero sacrificati per costruire il nuovo Burlo con il relativo autosilo sotterraneo da ben 728 posti macchina su 2 livelli, in una città che di verde ha bisogno per vivere e respirare.

Ma altri alberi sparirebbero per lasciare spazio a numerose nuove opere impattanti, come: la complicata bretella viaria Altura-Cattinara di collegamento tra la superstrada e il polo cardiologico; il grosso padiglione servizi C, da ricavarsi tra la torre chirurgica, il tratto inferiore di via Valdoni e l’area boschiva, con incorporato autosilo su 4 livelli da 335 posti auto per personale e visitatori; l’edificio didattico tra il polo cardiologico e via del Botro, con sottostante autosilo su due livelli per circa 267 posti auto destinati a personale, studenti e ricercatori;  la foresteria tra via Storto, via del Botro e la futura bretella, con autosilo sotterraneo per circa 100 posti auto;  l’autosilo su tre livelli interrati, per 140 posti auto, a sud del tratto inferiore di via Valdoni, a valle del polo cardiologico e della biblioteca di Medicina, sotto l’odierna area verde dove confluirebbe la bretella Altura-Cattinara. (Sintesi da un nuovo comunicato del Comitato, giuntomi oggi 17 dicembre 2021 da Paolo Radivo, che ringrazio).

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L’immagine che accompagna l’articolo mostra il progetto del nuovo complesso di Cattinara con il ‘nuovo’ Burlo, ed è tratta da: https://www.greenbuildingfactory.com/inside.php?page=7&element=26&lang=it. La divisione del testo è mia come pure sono miei i titoli dei paragrafi. Laura Matelda Puppini

https://i1.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/12/burlo-resize.php_.jpg?fit=572%2C280https://i1.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2021/12/burlo-resize.php_.jpg?resize=150%2C150Laura Matelda PuppiniECONOMIA, SERVIZI, SANITÀQuesta è la storia di una decisione non si sa perchè presa... Questa è la storia di una decisione non si sa perchè presa, ma si sa che ora riguarda l'assessorato alla salute, politiche sociali e disabilità guidato da Riccardo Riccardi, che ama le mega-strutture; questa è una storia che...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI