Il problema del consumo di sostanze stupefacenti, di droghe, è un problema maledettamente serio, come quello dell’abuso di alcolici, e marciano pari passo con sballo, nichilismo, autodistruzione. Ma ahimè vi è un altro risvolto: gli effetti di droghe ed alcolici in eccesso sul fisico potrebbero portare non solo danni enormi allo stesso, ma anche ad altre persone, distruggendo, pure, famiglie intere. Mi ricorderò sempre quando, alla fine di un incontro di aggiornamento ad Udine, si alzò in piedi una signora che si trovava tra il pubblico, e, con le lacrime agli occhi, ci narrò che aveva una figlia drogata, che rubava soldi, scappava, che le aveva fatto mille promesse ritornando a casa, per infrangerle ogni volta, e che lei non ne poteva più. Questa è la realtà, penso fra me e me, come quella ben descritta in un film, in cui una minorenne, che aveva imparato a contattare clienti attraverso un telefono pubblico, si prostituiva con vecchi laidi per un bianco ed un nero, pur di racimolare quattro lire per una sniffata od un buco di eroina.
Ma è indubitabile che pure piloti, manager, medici, infermieri, controllori di volo, gruisti, conducenti di camion, autobus e treni, ecc. ecc. potrebbero presentarsi al lavoro sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcol, come racconta Cristiana Bassi nel suo: “Quei tossici che hanno in mano la nostra vita”, in: Il Giornale, 22 agosto 2016. L’articolo ha toni allarmistici, ed è anche discutibile, ma il dato di fatto permane.

L’uso di droga ed il suo mercato pongono problemi reali alle forze dell’ordine, ed a pochi sfugge il collegamento fra mafia – produzione- trasporto – spaccio. Basti vedere cosa erano riusciti a fare i re del narcotraffico in Colombia, anche se ora è mutato il modello di controllo dello smercio di stupefacenti, che è passato dalle grandi organizzazioni rigidamente gerarchizzate, a nuovi gruppi, più piccoli e specializzati, nessuno dei quali controlla tutta la catena del traffico di cocaina.
E ci si deve rendere conto, pure, per capire a fondo il problema, di quanto vale questo mercato: «Secondo i dati Onu sulle droghe, l’esportazione di cocaina riguarda entrate da 940 a 1.400 milioni di euro per le organizzazioni criminali colombiane». (http://www.antimafiaduemila.com/home/terzo-millennio/232-crisi/65823-gli-eredi-di-pablo-escobar-nel-narcotraffico-colombiano.html). Ma non esistono solo queste.

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Da un po’ di tempo la droga era scomparsa dai nostri giornali, e ringrazio Peter Gomez di “Il Fatto Quotidiano” ed i suoi collaboratori per aver dedicato un numero unico di ‘Millennium’, quello datato giugno 2018, intitolato “Siamo tutti drogati” al problema, e dal quale ho tratto molte informazioni.
Da Laura Margottini si viene infatti a sapere che «In Italia il consumo di cocaina riguarda il 6 % della popolazione, secondo gli esperti. Un problema sociale enorme e sommerso, di cui non si parla e che tocca tutte le fasce sociali, soprattutto i giovani tra i 15 ed i 35 anni» (Laura Margottini, Per i cocainomani arrivano le neuroscienze ma gli operatori dicono: non bastano, Millennium, giugno 2018, p. 25), mentre secondo il titolo del pezzo di Luigi Franco e Thomas Mackinson, «un ragazzo su quattro si fa». (Luigi Franco e Thomas Mackinson, Un ragazzo su quattro si fa, ma di droga non parla più nessuno. “La politica ci ha lasciati soli” e Palazzo Chigi non risponde, Millennium, giugno 2018, p. 10).

Ma cosa si spaccia e consuma in Italia? Di tutto, pare, dalla pericolosissima eroina gialla, prodotta in Afghanistan, che continua a mietere vittime a Mestre (“Tredici morti in un anno per eroina gialla. Viaggio nelle piazze dello spaccio di Mestre, Millennium, giugno 2018, p. 38), alle nuove droghe sintetiche come l’Mdma, dal Ghb, detto droga dello stupro, al Mef ed alla vecchia cocaina, propria degli ambienti ‘ bene’, dall’ectasy al crack, dalla cannabis anche ormai sintetica, preferita dagli studenti anche universitari, all’hashish ed al mai cancellato Lsd. (L’ectasy rimane la più bella. Le sostanze più diffuse raccontate da chi le usa. “Qui a Roma si trova di tutto, dappertutto”, Millennium, giugno 2018, pp. 22-23).
E spesso chi usa droga mischia sostanze, le unisce ad alcol, o a psicofarmaci ed antidolorifici, in particolare oppioidi, che, sommati all’eroina, negli Stati Uniti hanno finito per provocare un morto ogni 8 minuti. (Peter Gomez, La guerra inutile, Millennium, giugno 2018, p. 5).

Studenti, operai anche per reggere ai turni massacranti di lavoro, impiegati, professionisti, medici, infermieri, formano un popolo di consumatori che rende moltissimo alla criminalità organizzata, e forse vi è l’uso di droga pure alle spalle di molti incomprensibili omicidi conditi variabilmente da sevizie: basti pensare al povero Luca Varani, assassinato in modo brutale e crudele da Manuel Foffo e Marco Prato, sfatti di cocaina ed alcol. (Gabriele Bertocchi, Omicidio Roma, “L’abbiamo torturato e ucciso poi abbiamo dormito con il corpo”, in: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/, 8/3/2016).

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I luoghi dello spaccio e del consumo, sono spesso discoteche e zone antistanti o di pertinenza delle stesse, che però si configurano come spazi privati, basta leggere solo alcuni fatti di cronaca del 2017 e 2018, relativi agli arresti da parte delle forze dell’ordine, per rendersene conto. (1). Ma non ci si deve illudere: non solo i soli. Anche parchi, stazioni e vie adiacenti, scuole, sono luoghi di traffico di sostanze piscotrope, in cui sono spesso coinvolti, quali ultime pedine, magrebini, neri ed altri, oltre che bianchi nostrani e non. I motivi per trasformarsi in spacciatore sono tanti e spesso banali: basta potersi comperare «la Play Station, le scarpa, la tuta della Adidas ed il telefono». (Gaia Scacciavillani, A 15 anni spacciavo coi genitori dei miei compagni di classe ma per la giustizia sono l’unico colpevole, Millennium, giugno 2018, p. 31).

E non si può certo dire che le forze dell’ordine sinora non abbiano fatto nulla per fermare il narcotraffico, la lotta al quale si configura come un impegno assiduo e sfiancante, e che deve essere affrontato in un’ottica di collaborazione fra Stati, in particolare finalizzata al controllo delle vie del mare ma non solo, con lo scopo di colpire ed aggredire il fenomeno in una fase antecedente all’ingresso dei carichi di droga in una nazione. (Antonio Massari, In Italia un arresto ogni 20 minuti. La gigantesca macchina dell’antinarcotici, Millennium, giugno 2018, pp. 33-34).

E non si può certo dire, in Italia, che Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza siano stati con le mani in mano. A marzo 2018, erano in corso 2.027 indagini relative al traffico di stupefacenti e loro spaccio, mentre 2000 erano i fascicoli aperti, comportanti relative perquisizioni seguite da arresti e processi.
Nel 2016 sono state effettuate 22.245 operazioni antidroga, salite, nel 2017, a 24.334; sono state segnalate all’autorità giudiziaria per reati legati alla droga, 31.086 persone, di cui 21.958 sono state arrestate, mentre è ormai chiaro che molte di queste riempiono le nostre carceri.
Nel 2017 le indagini hanno portato all’arresto di ben 23.690 individui collegati allo smercio di stupefacenti. Nel 2016 sono stati sequestrati 59.898 chilogrammi di sostanze psicotrope, che sono diventati 110.183 nel 2017. E se impressionanti sono i sequestri di cocaina, essi sono però superati da quelli di cannabis ed haschish; mentre aerei italiani della Guardia di Finanza sorvolano, sulla base di precisi accordi, il territorio albanese per individuare le piantagioni di marijuana; nuove tecnologie stanno surclassando quelle tradizionali nella lotta al narcotraffico, e si sta volgendo a protocolli di intesa e coordinamento tra Stati a tal fine. Ma per giungere a risultati di un certo livello, bisogna colpire, come sta appunto facendo la Guardia di Finanza, l’origine territoriale della droga ed i luoghi ove la stessa viene stoccata.  Per questo, da gennaio 2018, tutte le procure d’ Italia stanno segnalando i sequestri di eroina, cocaina e cannabis, in particolare provenienti dall’area balcanica. (Ivi, p. 34). Questo per le droghe note, mentre per scoprire se ne esitano di nuove ancora ignote, si deve procedere all’analisi di reperti e campioni biologici prodotti dai consumatori.

Questi dati impressionanti dimostrano anche l’impegno delle forze dell’ordine italiane nel settore, mentre ormai appare chiaro come sia «impossibile pensare che lo Stato possa contrastare il narcotraffico guardando soltanto il proprio recinto». (Ivi, p. 33).

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Per questi motivi una azione come quella criminalizzante verso gli studenti tutti, voluta dal sindaco di Tolmezzo, il filo – Serracchiani Francesco Brollo, eletto con i voti del centro destra, del centro sinistra e della sinistra, appare come minimo fuori luogo. Ma forse l’avvicinarsi della fine del mandato pesa sul primo cittadino del capoluogo carnico, forse egli si è fatto prendere un po’ troppo la mano dalla linea salviniana che avanza. Ma riprendo qui, dall’articolo di Alessandra Ceschia, intitolato “Tolleranza zero contro gli spacciatori. Autostazione e centro studi al setaccio”- sottotitolo: “Il “sindaco sceriffo Brollo schiera la polizia municipale: due giorni di controlli. Bloccati pullman e controllati tutti gli studenti”, in: Messaggero Veneto, 27 settembre 2018, le fasi salienti di questa operazione ed il motivo dichiarato dal Sindaco Brollo per farla eseguire, corredandoli da qualche mia considerazione.

«Erano le 7 quando, nei pressi della stazione delle corriere di Tolmezzo, all’arrivo degli studenti è scattata la prima grande operazione antidroga.
Una ventina di agenti della Polizia locale con due unità cinofile giunte da Treviso – supportati dal personale del locale commissariato di polizia e dai carabinieri – hanno bloccato le porte dei pullman in arrivo per controllare uno per uno gli studenti e gli stessi mezzi. Due giorni di controlli serrati, all’orario di ingresso e di uscita dalle scuole degli studenti. Al setaccio un’area sulla quale ogni giorno si riversano quasi mille persone, in prevalenza giovani. Zona di spaccio sulla quale l’amministrazione guidata dal “sindaco sceriffo” Francesco Brollo ha deciso di dare un giro di vite. «Quest’operazione – spiega Brollo – nasce dal bisogno di monitorare un luogo, quello della stazione, che è una piattaforma di passaggio per tante persone. Abbiamo voluto dare un segnale forte e dimostrare che la zona dell’autostazione e quella del centro studi non sono un porto franco dove si può fare ciò che si vuole, ma un’area nella quale deve essere garantita la sicurezza». (Alessandra Ceschia, op. cit.).

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Peccato però che l’autostazione e dintorni siano monitorate da telecamere visibili, e che la notte Tolmezzo sia sguarnita di polizia municipale Uti, perché pare proprio che alle 19 chiuda i battenti, mentre sembra che anche nei giorni festivi la sua presenza sia limitata. Inoltre non si sa più chi debba fare cosa, a Tolmezzo, perché i vigili urbani sono diventati la nuova polizia dell’Uti, ed è comparsa una polizia ambientale fatta da 2 o 3 volontari, (L.G. e c. per intenderci) che sappia io mai stati prima delle forze dell’ordine, e non certo giovanissimi, che copre il servizio di vigile urbano, a metà, perché non è polizia municipale. Ad affibiare multe, invece, provvedono ‘ausiliari del traffico’ sempre voluti da Brollo, (https://www.studionord.news/tolmezzo-giro-di-vite-i-furbetti-del-divieto-di-sosta/), mentre un povero cittadino si chiede, umanamente, se il sindaco presidente Uti ormai faccia tutto da solo. Ma un dato resta sotto gli occhi di tutti a Tolmezzo: la notte, comunque, è scoperta, e per fatti di spessore si può chiamare il 112; ma che fare per i soliti’ balordi locali’ e non locali? Inoltre a Nord di Udine sembra, da quanto mi si narra, che neppure le forze dell’ordine in servizio per le emergenze abbiano molto personale da utilizzare.

Almeno ad Udine – penso tra me e me- ai tempi di Honsell sindaco, ma credo anche ora, i vigili urbani, che non so se si identifichino con la polizia municipale Uti, prestano servizio fino alle 2 del mattino, lavorando a turno, mentre qui, in Carnia, è una desolazione.

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Ma ritorniamo all’operazione voluta da Francesco Brollo. Con le carenze quotidiane sopra descritte, che ha fatto Francesco Brollo, sindaco di Tolmezzo? Ha utilizzato un dispiegamento importante di operatori di polizia locale, una ventina in totale, per controllare «decine di studenti evitando che si sottraessero alle verifiche grazie alla presenza di una pattuglia automontata della Polizia di Stato di Tolmezzo. (…) […] e mentre alcuni vigili in divisa bloccavano in via John Lennon il flusso dei ragazzi da e verso il centro studi, altri in borghese fermavano quelli che tentavano di sfuggire ai controlli, mentre alcuni garantivano il supporto dalla sala operativa grazie alla visione diretta della videosorveglianza. Così è stato possibile fermarne alcuni in possesso di stupefacenti. Con i militari dell’Arma dei carabinieri, è stata setacciata la zona della rosta a ridosso dell’argine del fiume But con il rinvenimento di hashish in dosi già preparate. Sui pullman è stato trovato altro stupefacente nelle cappelliere e sono stati predisposti sulle strade alcuni posti di blocco che hanno consentito il fermo di un’altra persona in possesso di droga. L’attività condotta in appoggio ai carabinieri, ha inoltre consentito l’arresto di un giovane». (Alessandra Ceschia, op. cit.).

In sintesi tutto questo dispiegamento di polizia municipale, che paghiamo noi, ha portato al fermo forse di qualche consumatore di droga, ed all’arresto di un ventiduenne, che, o era di molto fuori corso, o non era affatto studente. In compenso si sono criminalizzati tutti gli studenti delle superiori, facendoli fermare, tastare, annusare dai cani (e correggetemi se le mie informazioni sono errate), dimenticandosi però di quelli che quei due giorni sono venuti a scuola in macchina o a piedi perché magari residenti a Tolmezzo, seguendo altro percorso.

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Inoltre pare che Brollo, il cui mandato scade fra pochi mesi, abbia intenzione di fare il replay, e ritenga l’operazione una ideona, una genialata.  «Si tratta della prima operazione di questa portata che coinvolge l’area dell’autostazione e il centro studi, ma non l’ultima, lascia intendere Brollo, assicurando che sul territorio l’attenzione è massima.
“Abbiamo fatto arrivare apposta l’unità cinofila della Polizia locale da Treviso perché in regione non c’è – è la precisazione di Brollo –. Quando dicevo che avremmo dato una stretta senza precedenti sulla sicurezza non scherzavo: oggi posso dire con orgoglio che per la prima volta a Tolmezzo, in Friuli e, a memoria, probabilmente in regione, abbiamo condotto un’inedita operazione antidroga da parte della Polizia locale con l’utilizzo dei cani. Abbiamo controllato studenti, con posti di blocco pedonali, per filtrare il flusso da e verso il centro studi con attenzione particolare all’autostazione delle corriere”». (Alessandra Ceschia, op. cit.).

Ma ‘cui prodest’, se non a lui, nell’immediato, come immagine?  – mi domando- pensando che Brollo forse si è dimenticato di leggere qualcosa di serio sulla lotta alla droga. Inoltre vorrei sapere quali famiglie degli studenti pendolari dalla Carnia erano lì ad applaudire, perché i ragazzi che sono stati fermati, indiscriminatamente, erano quelli che avevano raggiunto Tolmezzo con le corriere, e quindi senza genitori al seguito, altrimenti li avrebbero accompagnati in macchina al centro studi. Forse qualche salviniano o destrorso tolmezzino avrà sperato che scomparissero indiani e c, che popolano, la sera, la zona retrostante l’autostazione, e che vivono segregati nei paesi della Carnia, credo, ma non è stato così perché ritengo che, se erano lì la sera seguente, non siano considerati dai carabinieri spacciatori o consumatori di stupefacenti, ed inoltre l’operazione non era condotta contro di loro. Era condotta contro gli studenti della Carnia, secondo me, leggendo Alessandra Ceschia, ed io se fossi un genitore di uno studente alle superiori tolmezzine, forse gli farei fare le valige e cambiare città. Perché una cosa del genere, di destra, quasi estrema destra, e se erro correggetemi, non si era mai vista. E con questo non voglio dire che droga e disagio non alberghino in Carnia ed a Tolmezzo, ma che sono ben altri i metodi per intervenire, qui come là.

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A difesa di Francesco Brollo bisogna dire che egli probabilmente potrebbe aver rubato l’idea di dedicare il mese di settembre a fare la lotta agli studenti possibili drogati (e che droga venga consumata da studenti non è una novità, ma, come ho riportato da Millennium, ne fanno uso tantissimi non studenti, ricchi, intoccabili, professionisti, operai, comunitari ed extracomunitari e via dicendo), creando una pessima immagine del mondo della scuola, a Matteo Salvini, Ministro dell’interno, senza però leggere bene il testo. Infatti il Ministero degli Interni emanava, il 26 agosto 2018, una direttiva indirizzata ai Prefetti della Repubblica, ai Commissari del Governo per le Province di Trento e Bolzano, al Presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta e, p.c., al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca – Roma, ed  al capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza; non ai Sindaci e men che meno ai Presidenti Uti, avente come oggetto: «Attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici. ” Scuole sicure”, che incomincia, però, tenendo presente l’inizio dell’anno scolastico, dicendo che si impone di «prestare la massima attenzione a tutti quei fenomeni di devianza che, proprio in concomitanza con lo svolgimento dell’attività didattica, raggiungono i maggiori livelli di diffusione. Il riferimento è, in particolare, al bullismo e al cyberbullismo, nonché al consumo di droga. Molto è stato fatto, al riguardo, anche d’intesa con le istituzioni scolastiche e con gli enti locali. Diverse iniziative hanno visto attivamente impegnato il Ministero dell’Interno, sia a livello centrale, in collaborazione soprattutto con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, che a livello locale, attraverso il concorso delle Prefetture e delle Forze di polizia nella definizione di protocolli con gli Enti locali e gli Uffici scolastici regionali e provinciali nonché attraverso la diretta partecipazione di propri rappresentanti a corsi di educazione e di sensibilizzazione degli studenti. Su tale piano appare indispensabile intensificare ulteriormente le proficue interlocuzioni già avviate con tutte le componenti del sistema, fornendo la più ampia collaborazione e ogni necessaria forma di supporto allo scopo di stringere sempre più le maglie della prevenzione e favorire il processo di superamento delle più gravi forme di devianza». (www.interno.gov.it/it/…/droga-nelle-scuole-piano-straordinario-governo-contro-spaccio).

Quindi il testo continua così: «In questo quadro, e con riferimento specifico al consumo di droga, un’efficace politica di prevenzione, da condurre su vari piani, non può prescindere da una più generale azione di controllo delle aree circostanti gli istituti scolastici, considerate da sempre “luoghi di elezione” per la vendita e la cessione di sostanze stupefacenti, oltre che da una mirata attività info-investigativa, che ha già inflitto duri colpi alle consorterie criminali. In tal senso, accanto all’intensificazione dell’impegno che sarà richiesto alle Forze di polizia, anche in attuazione delle direttive impartite dal Capo della Polizia -Direttore Generale della pubblica sicurezza, si rende necessario mettere in campo una più ampia e complessiva strategia d’ azione sul territorio, da realizzare in stretto raccordo con le Amministrazioni locali e con la piena condivisione delle Autorità scolastiche.
È noto come il contributo dei Comuni possa dispiegarsi su più piani: dagli improcrastinabili interventi di messa in sicurezza delle scuole nella propria disponibilità agli interventi di riqualificazione delle aree limitrofe agli istituti scolastici, dalla realizzazione di impianti di videosorveglianza alla partecipazione della Polizia locale alle attività di controllo del territorio». (Ivi). Ma il Ministero dell’Interno non ha mai ipotizzato un fermo generale ed indiscriminato degli studenti nelle autostazioni o nei percorsi per raggiungere gli Istituti scolastici. Lo facessero solo ad Udine, apriti cielo!!!! Ma forse Francesco Brollo si è fatto prendere un po’ la mano, penso fra me e me.

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Infatti anche se si può ipotizzare che Francesco Brollo concordi con il Ministero dell’Interno, questo non è vero, perché il testo, pur discutibile e discusso del Ministero, non contempla le azioni solitarie di un sindaco, con controllo di tutti gli studenti, ma l’agire insieme alle dirigenze delle scuole, e non dice di far bloccare il trasporto pubblico ed annusare studenti non ancora a scuola, quasi che fossero tutti potenziali spacciatori o utilizzatori di stupefacenti.

E se erro su alcune mie ultime considerazioni, correggetemi e dite la vostra, ma, secondo me, così a Tolmezzo, con i cani, che ricordano ben altri scenari, ecc. ecc. ed il sindaco sceriffo, che è preferibile davvero ritorni a fare il giornalista, non si può andare avanti. Ed a me cadono le braccia quando leggo le sue dichiarazioni finali ad Alessandra Ceschia: «In questo caso – conclude il sindaco e presidente dell’Uti Carnia Brollo – non ci interessava tanto il grande quantitativo di droga da sequestrare, quanto dimostrare che ci siamo e che chi crede di fare il furbo a Tolmezzo e nel territorio dell’Uti della Carnia ha un ostacolo in più e non deve credere di farla franca» (Ivi).
Se ho ben capito, quindi, Brollo ha impiegato tutta questa nostra polizia municipale, con il risultato di fermare qualche consumatore di cannabis ed un ventiduenne, tra l’altro arrestato dai carabinieri, e ritiene in questo modo di aver mostrato i muscoli? Ma a chi?  Ma per cortesia …  Va beh che siamo in periodo quasi pre – elettorale, ma questo figlio del Pd, senza tessera dello stesso, mi pare abbia esagerato un po’, e se erro correggetemi.

Infine, e non da ultimo, abbiamo visto in Carnia, in Friuli ed in Fvg, e Veneto, azioni brillanti e ben concertate di Carabinieri e Polizia di Stato con indagini ed altro, che hanno portato a brillanti risultati nella lotta al narcotraffico. Ed a queste forze dell’ordine va il nostro grazie.
Guardate cosa sono riusciti a fare a Roma arrestando solo un rugbysta, senza fermare e far annusare pubblicamente tutti i regbysti della nazionale italiana ed italiani, ma con indagini mirate. (Moira Di Mario, Roma, trovato con 2 chili di droga: arrestato Sami Panico, ex rugbysta delle “Zebre” e della Nazionale, in: https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/trovato_con_due_chili_di_droga_in_casa_arrestato_il_rugbista_delle_zebre_sami_panico-4007715.html, 30 settembre 2018)

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Brollo inoltre deve essersi dimenticato di leggere «Laura Carcano, Stretta contro la droga nelle scuole, 2,5 milioni per 15 città: più vigili e telecamere, in: https://it.notizie.yahoo.com/, ove non solo si sottolinea l’importanza data dal Ministero al cyberbullismo, ma anche si precisa che un doveroso spazio, nelle scuole, deve venir dato alle attività di educazione e sensibilizzazione degli studenti, mentre, par di capire dal testo firmato dal ministro Matteo Salvini,  devono venir monitorati gli spazi esterni per vedere che non ci siano spacciatori nei paraggi, magari già segnalati, che non è detto debbano essere studenti. Inoltre il Ministero ha ipotizzato un piano straordinario contro la droga nelle scuole, per le maggiori città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova e Trieste, con un finanziamento complessivo di 2,5 milioni per incrementare i controlli. Ma a chi destinarli è già deciso.

Infine non tutti i dirigenti scolastici e le forze politiche concordano su queste idee del Ministero dell’interno. «Lodovico Arte, preside dell’istituto tecnico per il turismo “Marco Polo” non brinda all’iniziativa di Salvini: “La lotta alla droga si fa con l’educazione prima ancora che con la repressione». (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/28/droga-salvini-lancia-scuole-sicure-soldi-a-15-comuni-per-contrastare-lo-spaccio-negli-istituti-presidi-e-genitori-divisi/4585756/). Arte inoltre non vuole cani antidroga a scuola, e il dirigente scolastico Mario Rusconi, se è favorevole a telecamere fuori dalla scuola, non le vuole assolutamente all’ interno. (Ivi). Non da ultimo vi è anche chi ha detto che, visto il numero di edifici scolastici nelle 15 città, con la cifra pattuita, non si parla neppure di lotta antidroga, e lo credo anch’io se ci sono voluti 2 milioni di euro per la pavimentazione della piazza di Tolmezzo ed una fontana che di uguali se ne trovano davanti a molte stazioni europee.

«Sarà qualcosa di soft, di carattere non punitivo, ma preventivo», ha detto Salvini (Scuole sicure, Salvini: 2,5 milioni contro spaccio droga/ Ultime notizie: “Finita la pacchia per chi spaccia”, in: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2018/9/5/). «Scuole sicure prevederà controlli straordinari anti-droga in numerose città per bloccare gli spacciatori di morte (spesso immigrati irregolari) davanti alle scuole italiane, alla riapertura di settembre” è l’obiettivo indicato dal titolare del Dicastero degli Interni Salvini», (Stretta contro la droga nelle scuole, 2,5 milioni per 15 città: più vigili e telecamere, in: https://www.lapresse.it/) che non ha mai detto di fare operazioni in un paese di 10.000 abitanti stile estrema destra, bloccando le porte delle corriere di linea, neanche si trattasse di scovare un esponente internazionale del terrorismo. (Alessandra Ceschia, op. cit.).

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Ben diversa era la posizione di Francesco Brollo un paio di anni fa (“Aumenta l’accesso al Sert degli under 18”. Sottotitolo: L’allarme del dipartimento dipendenze Alto Friuli. Il Sindaco Brollo: “Questione giovanile prioritaria, in Messaggero Veneto, 4 giugno 2016), quando parlava di rilanciare, assieme alla scuola, ai genitori ed agli educatori, la questione giovanile come prioritaria, di coinvolgere i giovani in attività alternative allo sballo, di tenere nella dovuta considerazione l’abuso di alcolici da parte dei ragazzi e ragazze, di riqualificazione dei luoghi degradati, colorando la stazione autocorriere. Ma forse allora c’era l’asse Renzi Serracchiani al comando ed ora vi è la Lega. Ma Brollo è un uomo per tutte le stagioni? – mi domando.

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Uno degli aspetti che Luigi Franco e Thomas Mackinson mettono in risalto, nel loro articolo su Milellennium, già citato, è la scomparsa, in Italia della prevenzione ed il crollo delle risorse per sostenerla. Maria Contento, da anni a capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri non rilascia colloqui con i giornalisti, e pare con alcuno, e detto Dipartimento è passato da 22 a 16 dipendenti, «L’attività arranca tanto che sul sito viene propagandata come un mezzo miracolo la ricostruzione dell’Osservatorio nazionale permanente sulle dipendenze, l’unica newsletter informativa porta il numero 0, e i progetti di prevenzione sono, per lo più , piccole iniziative spot». (Luigi Franco e Thomas Mackinson, op. cit., p. 11). Perfino il sistema ‘Allerta precoce’ (Snap), ha rischiato di chiudere, ed al Fondo nazionale per la lotta alla droga arrivano briciole, perché si sono dispersi finanziamenti nel calderone del Fondo Sociale. (Ivi, pp. 11-13). I finanziamenti per i Sert o Serd che dir si voglia sono ridotti all’osso, dato che la spesa sociosanitaria destinata alle tossicodipendenze è inferiore all’ 1% del budget complessivo, e la Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze è lettera morta, come altri adempimenti di legge nel merito della lotta alla droga, mentre anche Associazioni private operative nel settore vanno chiudendo, (Ivi, pp. 13-16), ed i ragazzini non vengono più a sapere  che certi sballi possono portare alla morte, come alcuni problemi fisici collegati alla assunzione di sostanze psicotrope.

«[…] è inutile sostenere che la cannabis fa venire ‘i buchi al cervello’, invece è importante dire ai ragazzi che se uno comincia a sudare freddo e gli batte forte il cuore e gli manca l’aria, ecco questo può essere un attacco di panico scatenato dal Thc che c’è dentro la cannabis. Quindi importante è non spaventarsi e soprattutto chiamare qualcuno in aiuto» – sottolinea Sabrina Molinaro, ricercatrice responsabile della ricerca Epsad, realizzata dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr.  – E a proposito della morte in discoteca: «Se a quel ragazzo avessero spiegato che prendendo Mdma sarebbe andato incontro a disidratazione, con 45 gradi, mentre stai ballando e dimentichi di bere e di fare la pipì, ecco, se gli fossero state fornite le informazioni […], il ragazzo sarebbe potuto essere ancora vivo». (https://www.left.it/2015/07/31/droghe-e-studenti-informazioni-pratiche-e-serie-sulle-sostanze-cosi-si-salvano-vite/). E se è vero che ci sono volontari che spiegano, aiutano soccorrono, non sono molti e rischiano. E ci sono i giovani che bevono e vomitano, seguendo la stessa logica: lo sballo del sabato, poi la routine che annienta. Una vita tra droga e jobs act, e nichilismo, senza futuro. (Laura Matelda Puppini, Pillole di informazioni su cui riflettere, da vecchi giornali pronti per il cassonetto, in: www.nonsolocarnia.info).

Aiutiamo almeno i giovani a tornare a sognare e educhiamoli a non cadere nella rete dell’uso e dello spaccio, ma a dare valore e dignità alla propria vita, attraverso il recupero di valori etici accantonati dalla società dei consumi, e non sparando, come Brollo, nel mucchio. Lo Stato ha il dovere anche morale di fare la lotta alla droga ed al narcotraffico, se non altro perché il costo sociale del problema si aggira intorno ai 15 miliardi di euro. (Luigi Franco e Thomas Mackinson, op. cit., p. 14), ma non così.

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Con questo articolo voglio solo dire la mia opinione documentata sull’argomento, dopo aver letto quello di Alessandra Ceschia sulle iniziative antidroga del Sindaco di Tolmezzo, da cui dissento. Senza offesa per alcuno, men che meno per Francesco Brollo, ma per esercitare, se possibile, il diritto di critica, che pure i lettori possono utilizzare nei miei confronti, e se non ho capito bene qualcosa, per cortesia fatemelo presente.

Laura Matelda Puppini

(1). Qui di seguito riporto solo alcuni degli articoli e video recenti reperibili su internet nel merito. 

  • Droga in discoteca, 9 arresti e decine di segnalazioni …www.oggitreviso.it/droga-discoteca-9-arresti-decine-di-segnalazioni-20568. Treviso – La squadra mobile della questura di Treviso sta eseguendo una decina di provvedimenti nell’ambito di un’indagine sullo spaccio di droga ai giovani …
  • Droga in discoteca: tre arresti per spaccio e decine di segnalazioni ,  …www.piazzasalento.it/droga-in-discoteca-tre-arresti-per-spaccio-e-decine-di-segnalazio… 2 set 2018 – Tre arresti per droga nel corso dell’ultimo controllo dei carabinieri in una discoteca a Santa Cesarea Terme.
  • Ciampino, cinque giovani arrestati per spaccio di droga vicino a una discoteca.Ciampino, cinque giovani arrestati per spaccio di droga vicino a una discoteca. Video:https://www.ilmessaggero.it/video/roma/ciampino_sequestro_di_droga_vicino_discoteca-134933.
  • Ragusa: andavano in discoteca carichi di droga, arrestati due fidanzati.Video: http://m.tribunatreviso.gelocal.it/video/cronaca/ragusa-andavano-in-discoteca-carichi-di-droga-arrestati-due-fidanzati/53356/53556.
  • Droga a fiumi fuori da una nota discoteca bergamasca ideo in: https://www.ecodibergamo.it/videos/video/droga-a-fiumi-fuori-da-una-nota-discoteca-bergamasca_1032016_44/Immagini e dialoghi che lasciano basiti. Spaccio e consumo con una facilità disarmante. Ragazzini di 14 anni che in una nota discoteca della bergamasca parlano senza alcuna inibizione e soprattutto consumano senza preoccuparsi delle conseguenze, droghe di ogni tipo. Sono immagini girate da Striscia la notizia che documentano una situazione lampante, sotto agli occhi di chiunque, nel parcheggio e all’interno della discoteca. Un supermercato della droga che difficilmente possiamo pensare sia sfuggito ai proprietari del locale. I ragazzini vanno lì perchè lì, dicono, si trova tutto, facilmente e a prezzi accessibili».
  • Droga a fiumi in discoteca: 8 arresti in una notte per i Carabinieri di …https://www.altarimini.it/News59646-droga-a-fiumi-in-discoteca-8-arresti-in-una-notte-p.. 8 persone arrestate e quasi 100 grammi di droga sequestrati. E’ il risultato dell’attività di controllo effettuata dai Carabinieri, nella notte.
  • Spacciavano droga davanti a discoteca arrestati due baresi – La …https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/…/spacciavano-droga-davanti-a-discoteca-arr…Castellaneta Marina – Spacciavano droga all’interno di una nota discoteca di Castellaneta Marina (Taranto), ma sono stati scoperti e arrestati dai …
  • Ecstasy e Ketamina fuori dalla discoteca: arresti e denunce, in: www.lecceprima.it/cronaca/arresti-denunce-santa-cesarea-terme-13-agosto-2018.html 13 ago 2018 – Centinaia di pasticche di Ecstasy fuori dalla discoteca: arresti e … per vari reati che vanno dalla detenzione di droga alla guida in stato alterato, …
  • Spaccio di stupefacenti nelle discoteche del Salento, arrestati tre … www.baritoday.it/cronaca/droga-arrestati-baresi-discoteca-salento..html. Spaccio di droga in discoteca: in manette venditore e acquirente https://www.quotidianodipuglia.it/…/santa_cesarea_droga_discoteca_arrestati-261827..14 ago 2017 –
  • Erika e lo spaccio in discoteca sotto le luci strobo: “Mi porta 200 euro …www.palermotoday.it/…/arresti-droga-spaccio-discoteche-erica-trapani-retroscena.htm.. 12 ott 2017 – Tra i 12 arrestati anche una ragazza di 24 anni: “E’ troppo forte, per le feste … La droga viaggiava dall’Argentina e arrivava in Sicilia pronta per …
  • Due arresti per droga in discoteca – RomagnaNOI www.romagnanoi.it/news/home/1232521/Due-arresti-per-droga-in-discoteca.html
  • Droga dinanzi alla discoteca. Due arresti. | Studio100 https://www.studio100.it/droga-dinanzi-alla-discoteca-due-arresti/
  • Spaccio nelle discoteche, arresti e perquisizioni – La Voce di Rovigo www.polesine24.it/home/…/spaccio-nelle-discoteche-arresti-e-perquisizioni-27883/ 7 giu 2018 – Spaccio nelle discoteche, arresti e perquisizioni … L’arrestato era solito cedere stupefacente a persone di Rovigo e nelle discoteche delle altre due province, tra cui cocaina, … Traffico di droga, arresti anche in Polesine …
  • Con armi e droga in discoteca: arrestato. fiumicino.civonline.it/articolo/con-armi-e-droga-discoteca-arrestato. 18 set 2018 – Con armi e droga in discoteca: arrestato. In manette un 44enne con precedenti al Country House di Anguillara. Controlli a tappeto dei …
  • Droga in discoteca, arrestati pusher in trasferta – – Lecce News 24 …247.libero.it/lfocus/36258046/1/droga-in-discoteca-arrestati-pusher-in-trasferta/2 set 2018 – In un locale della costa adriatica i controlli hanno portato all’arresto di due roani e un salentino. Quest’ultimo è di Tricase.. Gli arrestati …Taranto: ​Sballo in discoteca, scattano 3 arresti​ https://www.tarantobuonasera.it/news/cronaca/…/sballo-in-discoteca-scattano-3-arresti
  • Il pr spacciava coca in discoteca: arrestato dalla Polizia – Il Gazzettino, in: https://www.ilgazzettino.it/nordest/rovigo/droga_cocaina_pr_discoteche-3783137.html
  • Spaccio in discoteca: 8 arresti. Fiumi di droga tra i giovani della …https://internapoli.it › Cronaca 2 feb 2017 – Spacciavono droga in discoteca, sono stati arrestati dai carabinieri di Capua coordinati dal capitano Fancesco Mandia. Si tratta di otto persone …

E questi sono solo alcune indicazioni.

L’immagine che correda l’articolo è la scannerizzazione della copertina del numero di Millennium citato nell’ articolo. Non ho trovato indicazione che l’immagine sia coperta da copyright, ma se lo fosse per cortesia avvisatemi. Laura Matelda Puppini

 

 

 

 

 

http://www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/droga-millennium-Immagine1-745x1024.pnghttp://www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2018/10/droga-millennium-Immagine1-150x150.pngLaura Matelda PuppiniETICA, RELIGIONI, SOCIETÀIl problema del consumo di sostanze stupefacenti, di droghe, è un problema maledettamente serio, come quello dell’abuso di alcolici, e marciano pari passo con sballo, nichilismo, autodistruzione. Ma ahimè vi è un altro risvolto: gli effetti di droghe ed alcolici in eccesso sul fisico potrebbero portare non solo danni...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI