Appena venuta a conoscenza della ‘visita’ organizzata pare proprio  con l ‘Apo (Associazione Partigiani Osovani), di Berlusconi alle malghe di Porzûs, con lancio di anatemi verso il M5S, e cioè ancor prima della lodevolissima presa di posizione di Paola Del Din nel merito, avevo scritto due righe sull’argomento, come lettera, al Messaggero Veneto, che però non ha ritenuto di pubblicarle e pertanto lo faccio tramite il mio sito, con qualche ulteriore precisazione, dato che non ho il limite delle 1500 battute.

Questo il testo della lettera, con aggiunta una fonte:

«Leggo con vero stupore della visita di Silvio Berlusconi alle malghe di Porzûs, ieri, a pochi giorni dal voto per le regionali in Fvg, e trasecolo. “Cosa si è inventato questo, ora, per avere visibilità partitica, dopo i suoi discutibilissimi governi?” – penso tra me e me, ricordandomi di quando venne, anni fa, a omaggiare in Fvg, tra potentati vari, la mostra di Illegio, e quello che seppe dire fu che mancava san Silvio. (“Mostra bellissima, manca solo San Silvio”, in: Messaggero Veneto 8 ottobre 2009). Ora però questa visita mi pare quasi inverosimile, fuori luogo, stomachevole. Paragonare poi, da lì, i grillini ai nazisti, sulla base dell’ipse dixit, cioè senza uno straccio di prova, è uno dei motivi per non votarlo assolutamente. Si è innervosito perché Di Battista, non candidato, ed altri 5 stelle gli hanno ricordato che è un pregiudicato? Ma è vero, da che si sa. Ora lo vedo comparire alle malghe di Porzus, luogo ove il grande Francesco De Gregori, uomo moralmente integerrimo, ricercato dai nazifascisti, con le armi in pugno trascorse il durissimo inverno 1944- 1945, per poi morire per mano del gappista Giacca e del suo gruppo assieme a Gastone Valente Enea, ed altri. Stupisce all’inverosimile, poi, vista fra l’altro la sua morale personale discutibilissima, quel fazzoletto verde al collo, indossato accanto a Roberto Volpetti, rappresentante ufficiale dell’Apo, e penso che l’associazione partigiana dovrebbe riflettere seriamente su cosa fa, se non altro per non screditarsi cadendo nel ridicolo. Laura Matelda Puppini».

Relativamente alla figura di Francesco De Gregori, io credo che nel corso dei processi per la strage detta di Porzûs e poi, molto si sia travisto su di lui, braccato dai nazifascisti per la sua scelta partigiana e contro cui era stato emanato un mandato di cattura, certamente anticomunista, non potendo essere altro, vista la sua formazione da ufficiale effettivo del R.E.I. e la posizione del padre, soprintendente di tutte le biblioteche di Roma, ma persona onesta. Ma per travisare si sta poco: basta leggere un documento firmato dal De Gregori senza vedere i precedenti ed i successivi, mentre se lo si avesse fatto si sarebbero visti il suo rigore morale e la sua disciplina.

Egli viene descritto come «uomo di mentalità rigida, gran lavoratore, ufficiale capace che si impegnava anche nella difesa dei suoi uomini», (Laura Matelda Puppini, scheda di Francesco De Gregori, in: Marchetti Romano (a cura di Laura Matelda Puppini), Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, IFSML e Kappa Vu ed., 2013, p. 388), ma da che so, non scevro dal cercare il dialogo, all’interno di un contesto militare, con i vicini partigiani sloveni, quando serviva, e capace di correggere errori fatti per false informazioni, diramando nuova circolare. Insomma era un ufficiale e come tale si comportò sino in fondo, non un grafomane e puramente antisloveno.

Per esempio, quando un posto di corrispondenza osovano, locato a Taipana, formato da tre patrioti, viene disarmato e catturato, nel gennaio 1945, dal Btg. sloveno con sede a Platischis, perchè «parlavano male  delle formazioni slovene», (“Diario di Bolla”, ed. Apo, 2001, p. 88 e p. 91), ‘Bolla’ va a trattare l’argomento con il Comandante del distaccamento sloveno a Canebola, che «si mostra molto remissivo, biasima l’accaduto e spedisce subito un corriere al btg. perchè restituisca gli uomini», e gli propone un incontro con un graduato superiore, che ‘Bolla’ accetta, previa resituzione immediata di uomini, materiale ed armi. (Ivi, p. 89). Quindi il 20 gennaio giunge a ‘Bolla’ una lettera dal Btg. sloveno a Platischis, ma è scritta in sloveno, lingua che ‘Bolla’ ed i suoi non capiscono. A questo punto ‘Bolla’ si reca, con ‘Enea’, Gastone Valente, nuovamente dal comandante del distaccamento di Canebola, che gliela traduce, informandolo che i tre non possono esser resi da loro, perchè già inviati al “Comando superiore”. (Ivi, pp. 89-91). A questo punto ‘Bolla’ sollecita l’incontro già richiesto con il comandante di zona, senza porre condizione alcuna (Ivi, p. 91), ma risponde anche alle accuse degli sloveni precisando pure che a lui non constava, da inchiesta fatta eseguire, che i suoi tre uomini, avessero parlato con la popolazione molto male dell’Armata di Tito, ma che comunque era deciso a trovare con gli sloveni una soluzione amichevole della questione. (Lettera datata 25 gennaio 1945, firmata da ‘Bolla’ e ‘Paolo’, in: Archivio Ifsml – Fondo Processo Porzus documenti in copia da archivi di tribunali. – Busta 5 – documento n. 75). Poi, forse, la morte di ‘Bolla’ ci impedisce di conoscere il seguito.

Inoltre in un primo tempo ‘Enea’ aveva comunicato a ‘Bolla’ che anche il Comando della I^ Divisione Garibaldi era passato alle dipendenze del IX Korpus, non solo quello della Natisone, e questa informazione veniva così diramata, ma poi, informato in modo più corretto, Francesco De Gregori inviava una smentita e rettifica firmata di suo pugno e da Alfredo Berzanti ‘Paolo’. (Informativa inviata al Comando Militare Triveneto, Al Comando I^ Divisione Osoppo, Al Comando II^ Divisione Osoppo Loro Sedi, datata Z.O.  4/11/1944, firmata. Bolla e Paolo, in: Archivio Ifsml – Fondo Processo Porzus documenti in copia da archivi di tribunali. – Busta 5 – documento n. 68).

Vediamo invece chi è Silvio Berlusconi ed in particolare cosa disse su Mussolini ed il fascismo, da lui sempre sostenuti anche per convenienza elettorale. (Andrea Colombo nel suo: Azzurri in tinta nera. Accordo tra Berlusconi e il cartello fascista. Con in più l’ospitalità nelle liste di Forza Italia, in: il manifesto 18 febbraio 2006, Laura Matelda Puppini, Mode storiche resistenziali e non solo: via i fatti, largo alle opinioni, preferibilmente politicamente connotate, in: www.nonsolocarnia.info).

Così scrive, nel merito, Aldevis Tibaldi nel suo “Libera nos a malo (liberaci dal male)”, in: http://friulisera.it/libera-nos-malo-liberaci-dal-male/ 2 maggio 2018: «Abbiamo dovuto assistere a scene penose, a cominciare da quelle offerte in occasione del 25 aprile. A Udine nel suo discorso celebrativo il sindaco Giacomello, subentrato ad Honsell, oltre ad approfittare della ricorrenza per esaltare la figura del suo predecessore -che pure era in lizza alle regionali- e i meriti del partito Democratico, è andato ben oltre, contrabbandando l’idea che con il fascismo è pace fatta e che pertanto tutti i morti sono uguali. Mentre è vero il contrario perché il carnefice non va mai confuso con la sua vittima e perché la morte non è una lavatrice che smacchia ogni colpa.
Ma se a Udine uno sciocco non ha saputo essere all’altezza di una Città medaglia d’oro alla Resistenza, a Porzus il delinquente è andato ben oltre. Colui che in passato ha dato evidenti segni di simpatia per il fascismo tanto da affermare che “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno. Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino” si è fatto paladino dei partigiani della Osoppo per inveire contro i comunisti e contro i cinque stelle. Vedere l’amico di Dell’Utri con il fazzoletto e il labaro della Osoppo a farsi paladino della democrazia davanti ai suoi seguaci che nulla hanno mai avuto in comune con la lotta di Liberazione è stato a dir poco ripugnante e tampoco gli è giovato».

Infatti nel 2003, Silvio Berlusconi così aveva dichiarato nella seconda parte dell’intervista allo Spectator: «Mussolini non ha mai ammazzato nessuno». «Non ci sono paragoni con Saddam. Il regime fascista non era così feroce. Il Duce mandava la gente in vacanza al confino». (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2003/09_Settembre/11/berlusconi.shtml).

Non solo: egli ha osato dire a “Che tempo fa”, nel febbraio 2018, che il fascismo è morto, è sepolto, è storicizzato, che quanto accaduto a Macerata è frutto di un singolo, «assolutamente fuori di testa» che per conto suo ha reagito a notizia che aveva avuto su quella povera ragazza uccisa, e quindi è qualche cosa che si riferisce ad una sola persona (non alla collettività ed ad un pensiero che rischia di diventare dominante). «Mentre invece c’è questo movimento dell’antifascismo, quello cha a Piacenza ci ha prodotto quella cosa ignobile di picchiare un esponente delle forze dell’ordine, che è pericoloso, perché viene dai centri sociali, perché è molto organizzato, perché ha un programma di manifestazioni […] per loro divertenti, ludiche, ma assolutamente non accettabili in una democrazia». (Estremismi, Berlusconi a Che tempo che fa: “Il fascismo è morto e sepolto. Mi preoccupano gli antifascisti”, in: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/19/estremismi-berlusconi-a-che-tempo-che-fa-il-fascismo-e-morto-e-sepolto-mi-preoccupano-gli-antifascisti/4169708/).

Questo personaggio, salito poi alle malghe, il 25 aprile 2018, a due passi dalle elezioni regionali del 29 aprile, dichiarava, i sintesi, che la sparatoria di Macerata era stata prodotta da un matto in un raptus, chiudendo gli occhi sulla violenza della nostra italica società, come sostenuto da Luca Traini stesso, che sparò all’ improvviso ed all ‘impazzata su di un gruppo di immigrati, e dal suo difensore, mentre, da politico qual è, teme l’antifascismo, che è proprio dell’Anpi in primo luogo.

Bene, questo signore, che non indicherei certo ai miei figli come modello di moralità pubblica e privata, l’uomo dei ‘ Bunga bunga’, della nipote di Mubarak e via dicendo, il considerato colpevole dalla legge per un reato, è salito con il labaro della ‘Osoppo’ ed il fazzoletto verde al collo, grazie all’ Apo, perché vicino a lui, se non erro, vi è proprio Roberto Volpetti, che è libero di votare chi vuole, ma non di usare le malghe di Porzus come una sala di ricevimento e di agone partitico. E rimando pure alla presa di posizione nel merito di Paola Del Din, partigiana, medaglia d’oro, sul Messaggero Veneto.

Roberto Volpetti (Vicepresidente Associazione Partigiani Osoppo / APO Friuli) alla sottoscrizione del Protocollo per la tutela e valorizzazione delle Malghe di Porzus – Udine 20/02/2017.

(Da: http://www.secoloditalia.it/2018/04/salvini-attacca-berlusconi-i-grillini-come-hitler-ha-detto-una-sciocchezza/).

Detta immagine è anche quella che ho utilizzato per presentare l’ articolo.

VIA LA POLITICA DALLA STORIA !!!!!!!!

RITORNIAMO A DARE ALLE MALGHE, CHE FURONO LA PRIMA TOMBA DI BOLLA ED ENEA E DI ALTRI, ED ALL’ APO LA LORO DIGNITÀ!!!!!

Laura Matelda Puppini

 

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