Nel mio “Considerazioni sull’alluvione in Carnia e su alcuni problemi non solo carnici, mentre fuori ha ripreso a piovere”, pubblicato su www.nonsolocarnia.info il primo novembre 2018, mi soffermavo sull’antica e gloriosa Secab (Società Elettrica Cooperativa Alto But), che non sapevo ancora essersi rinnovata nello Statuto, sorta per portare benessere alla popolazione, e che ora si oppone alle leggi di minima tutela dei fiumi, imposto dal piano regionale di tutela delle acque, ed al deflusso ecologico stabilito dall’autorità di bacino in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino, e in una parte della Lombardia cioè vuole di deserto. (Cfr. Giacomina Pellizzari, guerra alle norme: impossibile rilasciare più acqua nei fiumi, in Messaggero Veneto, 27 maggio 2018). E, come per ogni notizia inattesa mi chiedevo il perché. Così andavo a cercare risposte sul sito stesso della Società, venendo a scoprire alcuni aspetti interessanti.
Ora Secab ha puntato maggiormente «sull’acquisizione di commesse esterne», chiudendo in attivo «a prescindere dall’incidenza, ormai marginale, dei cosiddetti Certificati Verdi» (Maurizia Plos, Intervista al Presidente della Secab, in: http://treppocarnico.org/notizie-dalla-secab/).  Inoltre intende portare avanti il rifacimento globale dell’impianto di Enfretors, anche per la sua «importanza e strategicità […] correlata […] al collegamento in serie con gli altri due impianti più a valle, ovvero quelli di Museis e Noiariis», e poi in successione, procedere con i progetti minori «che interessano le centrali del Fontanone (rifacimento globale), di Noiaris (implementazione) e del Coll’Alto (nuova realizzazione)». (Ivi).

Parallelamente, sempre sullo stesso mio articolo, mi soffermavo sulle dichiarazioni del Sindaco di Paularo, Daniele Di Gleria, che pare voglia permettere l’edificazione di centraline su ogni rio del suo comune, senza analisi alcuna dell’impatto ambientale territoriale di tali opere. Il sindaco Di Gleria, a differenza dei suoi colleghi bellunesi, «durante una riunione con la gente della frazione di Dierico assieme ai responsabili della ditta Tarussio interessata al progetto idroelettrico, ha illustrato i benefici della nuova centralina. “Porterà economia, con assunzione di manodopera per la sua costruzione e con produzione di energia elettrica con benefici a favore delle popolazione locale”» (Gino Grillo, Il sindaco Di Gleria difende la centralina: «Porterà lavoro», in: Messaggero Veneto, 27 settembre 2018). Inoltre sottolineavo come il sindaco Di Gleria immaginasse un panorama locale nel quale le tre centraline in funzione sul territorio comunale, assieme a quella di proprietà dell’Uti della Carnia, sarebbero state messe in rete da una società costituita all’uopo, con gli obiettivi di produrre energia elettrica per la popolazione e le aziende locali, ma pure di «vendere il surplus all’ente nazionale dell’energia». (Ivi).
Queste le prime informazioni reperite, che commentavo anche chiedendomi chi sarebbe restato a vivere in Carnia, a Paularo come a Paluzza, ed a Dierico fra 20 anni per avere come contropartita dello sfruttamento delle ultime acque il pagare meno l’energia elettrica per un congruo periodo. (Laura Matelda Puppini, Considerazioni sull’alluvione in Carnia, op. cit.). Comunque contro la centralina sul Rio Pecol si esprimeva anche Franceschino Barazzutti, con il suo: “Perché no alla centralina sul rio Pecol, in comune di Paularo”, pubblicato prima da FriulSera, poi da me su www.nonsolocarnia.info ed il 17 novembre 2018 anche dal Messaggero Veneto.

Quindi, quasi per caso, leggevo alcune successive dichiarazioni del Sindaco di Paularo, non si sa a chi rivolte, rilasciate al Messaggero Veneto. (Gino Grillo nel suo: “Il sindaco Di Gleria: con le nuove centraline i costi diminuiranno”, in Messaggero Veneto 4 novembre 2018). C’è una frase riportata da Gino Grillo che mi preoccupa, ed è la seguente: «Di Gleria racconta di incontri già avuti, e altri programmati, con Cooperativa Secab […] per far entrare il territorio nell’area servita dalla cooperativa di Paluzza». (Ivi). Come non è dato sapere. Vuole mettere in piedi una nuova società con Secab, per vendere anche lui energia a terzi? – mi chiedevo, e la cosa mi interessava a tal punto da postare questo mio pensiero come commento al pezzo di Franceschino Barazzutti, il 9 novembre 2018. Inoltre detta società avrebbe avuto anche, grazie alla partecipazione della sua centralina, la benedizione dell’Uti? Ma, quando ho chiesto lumi ad una persona che conosco, quella mi ha risposto che la Secab era una cooperativa e non una società per azioni. Ma era forse  mutato qualcosa almeno nella Secab?

Infine trovavo cosa era mutato, anche se non sono in grado di valutarne appieno le conseguenze: la Secab, nel corso dell’Assemblea straordinaria dei Soci del 26 giugno 2017 aveva cambiato lo Statuto Sociale, in particolare gli articoli n. 5, 34 e 35, pur restando una Cooperativa a.r.l.. Ma non so neppure se gli altri articoli fossero già presenti, nella loro stesura attuale, da anni. Ora leggendo il nuovo Statuto, dal sito di Secab, si viene a sapere alcuni aspetti non di poco conto.

«La Cooperativa potrà, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, istituire e/o sopprimere sedi secondarie, filiali, punti vendita, succursali, agenzie, rappresentanze ed uffici anche altrove, sia in Italia che all’estero, nei modi e nei termini di legge». (Art. 2. Sede).

La Cooperativa è retta e disciplinata secondo il principio della mutualità senza fini di lucro, svolge la propria attività mutualistica, diretta a far conseguire ai Soci il vantaggio economico di contrarre con la Cooperativa – tramite scambi mutualistici attinenti l’oggetto sociale – le migliori condizioni economiche, morali e sociali, attua una politica gestionale volta a favorire i Soci nei loro fabbisogni di beni e servizi oggetto dell’attività stessa. (…). La Cooperativa può svolgere la propria attività anche con i terzi e il Consiglio di Amministrazione, valutate le esigenze della Società, stabilirà le condizioni dei rapporti.». (Art. 4. Scopo mutualistico).

Ma poi, all’art. 5 compare una parola strana: ‘prevalentemente’, che non è esclusivamente.
Esso così inizia. «La Società, con riferimento allo scopo definito all’articolo precedente, ai requisiti ed agli interessi dei Soci, sia in via diretta sia per il tramite di società controllate o partecipate, si propone l’esercizio di un’impresa, rivolta prevalentemente in favore dei propri Soci, per attività di studio, ricerca, produzione, approvvigionamento, trasporto, trasformazione, distribuzione e vendita nei settori energetico, ecologico, della trasmissione dei dati, dei segnali radio e TV e della telefonia in genere su qualsiasi tipo di supporto, avvalendosi di ogni mezzo e costruendo e/o gestendo le relative reti». (Art. 5 – Oggetto).

Ed ancora, sempre all’art. 5: «Rientrano nell’ambito di operatività, senza peraltro esaurirlo, le attività connesse o comunque inerenti quali: a) provvedere, sia in Italia sia all’estero, alla produzione, all’acquisto, al trasporto, alla fornitura, alla trasformazione, alla distribuzione, alla vendita di energia elettrica e termica, generata da fonti rinnovabili e/o assimilate e/o convenzionali;  b) la distribuzione e la fornitura di gas combustibili e di risorse idriche;  c) la gestione di servizi a rete, anche nel campo delle telecomunicazioni;  d) l’esecuzione di lavori in genere su tutto il territorio nazionale ed all’estero, comunque inerenti all’oggetto sociale». (Art. 5. – Oggetto). A me pare un bel salto dalla vecchia Secab, ricordata da Franceschino Barazzutti.

Ed inoltre «La Società può, altresì, svolgere l’attività di gestione di negozi per la vendita all’ingrosso ed al minuto di: – mobili, casalinghi, elettrodomestici, apparecchi radio e televisivi, apparecchi per la registrazione e la riproduzione sonora e visiva, apparecchi per telecomunicazione e relativi accessori; – materiali, articoli, apparecchi ed accessori elettrici, elettronici ed informatici di qualsiasi tipo; – ferramenta; – macchine, attrezzature e articoli tecnici per l’agricoltura, l’industria, il commercio, l’artigianato. In attuazione del proprio oggetto sociale, la Società, anche per conto di privati, imprese, associazioni ed enti pubblici, potrà: a) realizzare, installare e gestire, sia direttamente sia in forma associata, impianti per la produzione e la somministrazione di energia di qualsiasi tipo; b) provvedere, sia in Italia sia all’estero, al reperimento delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti necessari allo svolgimento dell’attività, al fine di assicurare una regolare fornitura ed un regolare servizio ai propri Soci ed utenti; c) eseguire lavori nel settore delle i installazioni e delle attrezzature elettriche, termiche e per fluidi quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: – centrali idroelettriche, centrali per la produzione di energia da fonti rinnovabili ed assimilate, centrali termoelettriche e termiche e relativi impianti di distribuzione; – strutture di approvvigionamento e stoccaggio per gas e acqua e relativi impianti di distribuzione; – impianti elettrici per centrali, cabine di trasformazione, linee di alta, media e bassa tensione, impianti di illuminazione pubblica e privata; – linee telefoniche ed opere connesse, impianti di telecomunicazione; provvederà altresì all’esecuzione dei relativi servizi di manutenzione e di gestione; d) eseguire lavori nei settori degli impianti tecnologici speciali, degli impianti elettrici, telefonici, radiotelefonici, televisivi e simili, degli ascensori e scale mobili, degli impianti trasportatori, di quelli pneumatici e di sicurezza; provvederà altresì all’esecuzione dei relativi servizi di manutenzione; e) assumere lavori e provvedere all’esecuzione dei relativi servizi, alle manutenzioni e alla gestione degli impianti nei settori: – del ciclo idrico integrato, ivi compresa la commercializzazione delle acque; – dei gas combustibili; – dei rifiuti e delle biomasse; – delle opere idraulico/forestali; f) curare, sia per conto proprio sia per conto di terzi, la fornitura di servizi contabili ed elettrocontabili relativi al monitoraggio, utilizzazione e gestione delle risorse energetiche, idriche, dei gas combustibili e dei relativi impianti, provvedendo, altresì, allo svolgimento di ogni attività utile e connessa alla gestione del territorio; g) attuare e/o gestire iniziative nel settore turistico, delle comunicazioni e delle telecomunicazioni; h) promuovere e/o gestire corsi di formazione e ogni altra attività sociale, anche ricreativa, atta a garantire la crescita culturale e professionale dei Soci e delle popolazioni della zona in cui la Società svolge l’attività». (Art. 5.- Oggetto).

Siamo sicuri che tutto ciò sia possibile per una cooperativa a.r.l. e non in contrasto con le leggi della  Regione Fvg? – mi domando, da profana.

Ma andiamo avanti nella lettura sempre dell’art. 5. La Società, in via non prevalente, con esclusione delle attività e dei servizi riservati previsti dai Decreti Legislativi n.385 del 1.9.1993, n. 415 del 23.7.1996 e n. 58 del 24.2.1998 e successive integrazioni e modifiche, può, inoltre, compiere tutte le operazioni immobiliari, mobiliari, commerciali e finanziarie ritenute opportune od utili al raggiungimento dell’oggetto sociale.

A tal fine, avvalendosi di tutte le provvidenze ed agevolazioni di legge, può: a) assumere interessenze, quote e partecipazioni anche azionarie in società, consorzi, associazioni e gruppi cooperativi paritetici ed altri enti ed organismi economici e non, aventi scopi affini, analoghi o complementari o dissimili; b) acquisire e cedere “certificati verdi” dell’energia elettrica o titoli similari; c) concedere fideiussioni, prestare avalli, consentire iscrizioni ed ipoteche sui beni sociali e prestare ogni altra garanzia reale e/o personale per debiti e obbligazioni proprie e di terzi, assunte in funzione del conseguimento dell’oggetto sociale, ogni qualvolta l’Organo di Amministrazione lo ritenga opportuno; d) costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o per il potenziamento aziendale, ai sensi della Legge 31 gennaio 1992, n. 59, ed eventuali norme modificative ed integrative.

La Cooperativa, nello svolgimento delle proprie attività applica, qualora sussista l’obbligo di legge o per disposizioni dell’organismo di regolazione del settore elettrico, le regole di separazione funzionale aventi la finalità di: a) favorire lo sviluppo della concorrenza nel settore dell’energia elettrica; b) garantire la neutralità della gestione delle infrastrutture essenziali per lo sviluppo di un libero mercato energetico; c) impedire discriminazioni nell’accesso e nell’uso delle informazioni commercialmente sensibili; d) impedire trasferimenti incrociati di risorse tra i segmenti delle filiere». (Art. 5.- Oggetto).

Ma cosa vuol diventare la Secab, cooperativa arl?  – mi chiedo. Vuol trasformarsi di fatto da arl a Società per azioni, o a multinazionale? Può darsi però mi manchi un pezzo di storia e lo abbia già fatto prima, o che ne so, forse sono rimasta indietro parecchio. E chi sono e saranno i soci? Saranno solo nostrani o ci sarà anche qualche foresto?Cosa hanno inventato questa volta i paluzzani? Ma cos’è ora la Secab? 

Ed ancora all’art. 6 del nuovo Statuto si può leggere che il numero dei Soci della Cooperativa è illimitato, all’art. 7 che ci possono essere soci persone fisiche o persone giuridiche, che sottoscrivono azioni, e le persone giuridiche possono avere sia la qualifica di Socio cooperatore che di Socio sovventore. Ed ai Soci sovventori è dedicato il titolo IV del nuovo Statuto. All’ art. 18, che si trova sotto questo titolo, si viene a sapere che «Salvo che sia diversamente disposto dall’Assemblea ordinaria in occasione della emissione dei titoli, le azioni dei sovventori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento del Consiglio di Amministrazione. Esse devono essere comunque offerte in prelazione alla Società». L’art. 19, sempre del Titolo IV, dice, in sintesi, che la Cooperativa arl emette azioni destinate ai Soci sovventori. Quando si parla, poi, del diritto di recesso, ci si rifà all’art. 2437 che, se non erro, regola non le Cooperative arl, ma le società per azioni.

Quindi si viene a sapere, dall’art. 33, relativo al Consiglio di Amministrazione della Secab, che la cooperativa arl o la società per azioni o …   (scusatemi, ma data la mia ignoranza non sto capendo più nulla e attendo vostri chiarimenti nel merito) può avere un consiglio di Amministrazione composto da un minimo di 7 fino ad un massimo di 13 di componenti, e dall’ art. 34, che « Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione della Società, esclusi solo quelli tassativamente riservati dalla legge all’Assemblea e fatte salve le prerogative del Gestore Indipendente se nominato in ottemperanza alla normativa sulla separazione funzionale richiamata all’Art. 5 del presente Statuto. (…) La denunzia al tribunale di cui all’art. 2409 del codice civile può essere promossa da almeno un decimo dei Soci». E se non erro, anche l’art. 2409 riguarda le società per azioni. Inoltre, all’ art. 35 si legge che, qualora sia previsto, deve esser nominato un Gestore Indipendente, funzione che pare, dall ‘art. 35, esser attribuita al Dirigente apicale dell’attività di distribuzione. Insomma, francamente, mi pare che lo statuto di Hera, tanto per fare un esempio, e quello di Secab, da che si capisce trasformata in quasi società per azioni, ma sì ma no, ma certamente in base alla legge, perchè non è mio compito entrare o meno nella liceità di uno statuto, possano esser similari.

Allegato al nuovo statuto, si trova il nuovo “Regolamento per la raccolta dei prestiti da soci” che prevede la possibilità per la Secab di concedere prestiti e funzionare, se ho ben capito da profana, come una banca. (Articoli 1 e 2 – Regolamento cit.). Infine l’art. 16 di questo Regolamento ci ricorda che «La SECAB Società Cooperativa è regolarmente iscritta all’albo delle Cooperative, ed osserva inderogabilmente le clausole di cui all’art. 26 del DLCPS 14 dicembre 1947, n. 1577 e successive rettifiche, modificazioni ed integrazioni».  (Cfr. https://www.tuttocamere.it/files/dirsoc/1947_1577.pdf).

Io termino qui, dicendo che il mio intendimento non è certo quello di offendere Secab, ma solo di porre dei problemi sul tappeto e di chiedere informazioni nel merito, perché sono invero una ignorante in materia. E mi scusi Secab per questo mio limite, da cui parte questo articolo, che ho scritto anche per rispondere a chi diceva che Secab era ancora al 1911. Ma ritornando all’inizio di questo testo, che vuol fare il sindaco Di Gleria? Non lo so, ma potrebbe fare una società con Tarussio e fare accordi con Secab, come mi pare abbia dichiarato, almeno questo io ho capito.

Senza voler offendere alcuno, ma per chiedere lumi. E mi scusi pure il sindaco di Paularo, ma dall’articolo di novembre di Grillo invero non si capisce che voglia fare.

Laura Matelda Puppini

L’immagine che accompagna l’articolo ritrae la copertina del volume “SECAB un secolo di immagini e ricordi (1911-2011) a cura di Andrea Cafarelli – Edizioni SECAB, 2011” ed è tratta da: https://www.secab.it/pubblicazioni/secab-un-secolo-di-immagini-e-ricordi–1911-2011-/ Laura Matelda Puppini.

 

 

 

 

 

 

 

 

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