Correva il mese di dicembre 2022 quando, fra il Santo Natale e l’inizio dell’Anno nuovo, ero costretta ad occuparmi dell’ennesimo scempio ambientale sul nostro territorio, foriero presumibilmente di nuovi espropri magari all’insegna della ‘pubblica utilità’ quando trattasi di sovrastrutture costruite con denaro nostro, pubblico, che andranno in concessione a privati che ci guadagneranno grazie ai nostri soldi e territori senza metterci una lira. Inoltre questi 70 chilometri di pista, un reale sfregio alle Alpi, risultano di nessuna utilità per la popolazione, sono fonti di inquinamento, di possibili valanghe e di spese ‘folli’ per accontentare quelli della movida sulla neve, quando circa 7000 persone sono qui senza medico di base. E spero che anche coloro che hanno votato Massimiliano Fedriga e Stefano Mazzolini, che pare l’ideatore di questa genialata (che propone in un video, in sella ad una motoslitta in zona Mediana Casera razzo in: https://www.facebook.com/stefanomazzolinifvg/videos/2008432686074862/ 24 marzo 2018) e per la quale ha dichiarato alla stampa di fregiarsi «del risultato ottenuto», definendola «un prezioso elemento» aggiunto alla lista delle opportunità di intrattenimento invernale (1), si ravvedano. Perché noi ‘nativi’ abbiamo bisogno di ben altro per sopravvivere, non dico vivere, non dico divertirsi. E se Stefano Mazzolini pensava che questa pista potesse portare gran beneficio alle popolazioni residenti sul territorio poteva farsela a casa sua.

Questa è  una delle idee più costose e devastanti che la giunta Regionale vecchia/nuova abbia mai sostenuto : la costruzione di una pista per motoslitte di 70 chilometri nella zona più bella della Carnia: l’Alta Val Tagliamento, tra i comuni di Ampezzo, Forni di Sopra, Sappada e Sauris, che sicuramente impatterà sull’ambiente e che, con questi chiari di luna, presumibilmente dopo un primo attimo fuggente di ebrezza adrenalinica, che, turisticamente parlando, tanto piace alla nostra giunta regionale dall’ottica, almeno pare, economicistico- colonialista per spazi non suoi, diventerà una orrida cattedrale nel deserto, sancita però e suggellata dal decreto presidenziale di Massimiliano Fedriga che si appella ad una legge ancestrale datata la L.R. 15/1991, Art. 3.

Insomma, e ve lo dico senza mezzi termini, la politica della Regione Fvg altro non sembra ora che un “ritorno al passato”, agli anni ’50, ’60, 80, da cui pesca qualsiasi progetto (questo però è suo, originale) senza verificarlo hic et nunc, senza valutare la modifica dei contesti ambientali, economici, storici e sociali e le interazioni fra le variabili concorrenti. Ma allora cosa paghiamo a fare fior di uffici, tecnici e professionisti dipendenti dalla Regione Fvg? 

Comunque sul progetto ’70 chilometri di motoslitte in Alta Val Tagliamento, valle che potrebbe vedere, dopo la sua realizzazione, d’inverno più fumi di scarico condensati che cieli azzurri, ho già pubblicato tre articoli su questo blog:

No al circuito di 70 km per motoslitte nell’ alta Carnia, voluto, come novità turistica, dalla Regione Fvg, quando il transito di motoslitte in montagna è un grosso problema ambientale da anni e anni.

No a 70 km per motoslitte in alta Val Tagliamento! Qualche riflessione anche sui testi normativi.

Claudio Bearzi. Su chilometri di piste forestali dedicati alle motoslitte nell’alta val Tagliamento, Sauris, ed il nuovo turismo.

che vi invito caldamente, se non lo avete già fatto, a leggere, ove troverete anche la descrizione del percorso e le norme, tutte rigorosamente regionali, prese a riferimento per questa, a mio avviso, catastrofe ambientale. “Convenzione delle Alpi? Per la giunta non esiste, come non esiste norma alcuna, nello specifico, della Stato Italiano, tanto da far pensare, ancora una volta, che la Lega con Fi e FdI intendano reggere la Regione come uno Stato nello Stato. Ed i risultati tragici per noi già si incominciano a vedere sia in sanità sia a livello ambientale, anche per quelle fissità di piegare la regione ad un uso privatistico per conto terzi, portando il territorio ad un nuovo devastante colonialismo e la sanità pubblica, quasi ormai inesistente, al nulla di fatto, al di là dei soliti bla, bla, bla. Bastava vedere il 15 ottobre su Report (replica sabato prossimo) il servizio sulla sanità lombarda e ligure, regioni in mano alla destra, per capire dove stiamo andando a finire. (2).

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LA PRESA DI POSIZIONE DI CAI E LEGAMBIENTE.

Relativamente alla pista di 70 chilometri per motoslitte, così ha dichiarato il presidente del Cai regionale: «Non c’è stato il tempo di un confronto interno nel Cai – premette Giurgevich -, ma posso dire senz’altro che è una pessima notizia per la montagna e per chi come il Cai ne è il primario custode. Propone un modello di sviluppo che credevamo superato. (…). Invece, ci troviamo davanti a un modello di tipo ludico che vede la montagna come un lunapark: un modello tipico di una situazione cittadina che viene esportato in vetta, ma che produce inquinamento dell’aria, sonoro, disturbo della fauna». Ed ancora: «Bisogna ricordare che queste richieste nascono dai Comuni di montagna e questo ci lascia molto perplessi […]». (3).

E per quanto riguarda Legambiente: «Decisamente contrario Marco Lepre […], che ricorda come la possibilità di scendere con le motoslitte su percorsi individuati parta «dalle modifiche introdotte nel 2019 alla legge 15/91». «Tutti stanno parlando di una riconversione ecologica del turismo montano perché lo sci non sembra avere un grande futuro.

La Commissione internazionale di protezione delle Alpi elenca forme di fruizione come lo scialpinismo o le ciaspole. Proporre ora le motoslitte è tutto il contrario. Un modello non ecologico e non sostenibile e non compatibile con altre discipline come lo scialpinismo. Il pensiero dominante dei nostri amministratori, sindaci compresi – prosegue Lepre – sembra essere quello del “tutto fa brodo”. Bisognerebbe ricordargli che non tutto fa brodo, che se pensi di fare tutto assieme non funziona. Scriveremo ai Comuni». «Il problema – aggiunge – sono anche i controlli. Se i bracconieri dovessero salire con le motoslitte, chi li va a controllare? I forestali gli corrono dietro a piedi?». (4).

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MA NEL 2013 A SAURIS LE MOTOSLITTE VIAGGIAVANO GIÀ LUNGO LE PISTE FORESTALI, CON PERMESSO DEL COMUNE CHE PARE NON POTESSE DARLO.

Ma ritorniamo alla pista di 70 chilometri per motoslitte. L’uso di motoslitte in montagna nella zona di Sauris era già una realtà, ed era già stata contestata nel 2013 dal Wwf, che riteneva che non vi fosse legge alcuna per sostenere, allora, quanto si andava facendo a Zahre. Ed era all’epoca, da anni, sindaco Stefano Giovanni Lucchini, e questo è bene ricordarselo perché, secondo il Wwf, il comune di Sauris aveva autorizzato il transito sulle piste forestali delle motoslitte (5) che tranquille giravano anche nel 2018 (vedi video con Stefano Mazzolini alla guida di una motoslitta, che dice di essere salito così a Casera Razzo e Mediana (6)), e temo girino ancora sulle piste forestali.

«Una decina di motoslitte di proprietà di una società di noleggio di Sappada scorrazza liberamente da settimane lungo piste forestali all’interno del Sito d’importanza comunitaria “Monti Bivera e Clapsavon”, autorizzate dal Comune di Sauris in totale spregio della normativa vigente. La denuncia arriva dal Wwf Friuli Venezia Giulia che ha recentemente inviato una diffida al sindaco Stefano Lucchini chiedendogli l’urgente annullamento delle autorizzazioni rilasciate. Autorizzazioni che – come si evince dai documenti ottenuti dall’associazione tramite accesso agli atti – ormai il Comune emette da anni nonostante i ripetuti richiami dell’Ispettorato agricoltura e foreste di Tolmezzo che ne ha più volte sottolineato l’illegittimità. I motivi sono presto detti: la competenza dei Comuni al rilascio delle autorizzazioni in deroga ai divieti di transito fuoristrada o sulle strade forestali è limitata dalla legge regionale 15/91 ai soli mezzi dei residenti nel Comune interessato (ma il titolare della società autorizzata è residente a Sappada) e con l’obbligo di indicazione dei nomi dei conducenti dei mezzi, prescrizione impossibile da rispettare (e in fatti non rispettata) nel caso di mezzi noleggiati i cui conducenti sono evidentemente sempre diversi». (7).

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LA SECONDA INTERROGAZIONE DI FURIO HONSELL.

A questo punto Furio Honsell presentava una prima interrogazione alla giunta regionale nel dicembre 2022, che non ha avuto mai risposta, verosimilmente per motivi contingenti di tempo e poi per il subentro del periodo elettorale (5). Poi ripresentava la stessa interrogazione il 3 maggio 2023, il cui testo è il seguente:

«Tour in motoslitta sulle montagne del Friuli: qual è l’iter id questo impattante progetto?

VISTO l’articolo “Il turismo corre sulle motoslitte. Via ai tour che legano 4 Comuni”, pubblicato sul Messaggero Veneto (Edizione Udine) il giorno 14 dicembre 2022, nel quale in Vice Presidente del Consiglio regionale Mazzolini illustra un progetto di tour in motoslitta tra le località di Sauris, Forni di Sopra, Sappada e Ampezzo attraverso un circuito di 70 km;

CONSIDERATE le forti preoccupazioni rilevate circa i possibili effetti negativi causate da questo impattante progetto di attività motoristica a scopo ludico sull’ambiente circostante e sull’ inquinamento provocato dalle motoslitte, sulla rumorosità degli stessi mezzi e sul disturbo causato alla fauna selvatica e agli escursionisti che vivono in modo sereno e tranquillo la vita in montagna, e sulla sicurezza di questi luoghi e delle persone che ci vivono e operano;
Tutto ciò premesso, interroga la Giunta regionale per sapere:
1 – se sono stati acquisiti tutti i pareri di impatto ambientale ed acustico relativamente a questo progetto, e se sì quali;
2 – qual è l’iter complessivo di questo impattante progetto turistico-ricreativo;
3 – se vi è stata una condivisione del progetto con le comunità del territorio e con le associazioni di tutela dell’ambiente montano. 
Presentata alla Presidenza il 03.05. 2023.

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LA RISPOSTA DELLA GIUNTA TRAMITE L’ASSESSORE STEFANO ZANNIER.

RISPOSTA ORALE.

Vi risparmio la risposta orale all’ interrogazione perché non dice praticamente nulla tranne un paio di frasi. La prima è la seguente: «Vado solo al punto di vista tecnico, perché a seguito di una serie di modifiche normative sono state consentite la realizzazione di determinati e ben individuati percorsi per l’utilizzazione di queste motoslitte in un ambito che deve tener conto delle varie normative che comunque sono esistenti». (8).

La seconda è «Diciamo che il meccanismo prevede che ci siano le richieste dei percorsi da parte dei vari soggetti, in questi casi i comuni». Quindi i comuni hanno proposto ed accettato i percorsi non hanno proposto di fare la pista di 70 chilometri che è altra cosa.

«Infatti veniamo a sapere che il 9 febbraio 2022 si svolgeva a Sauris un incontro tra il Servizio foreste e Corpo forestale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, diretto dal dott. Rinaldo Comino, e le Amministrazioni comunali di Sappada-Plodn, Sauris-Zahre, Forni di Sopra, Prato Carnico e Ampezzo, nel quale venivano esaminati i possibili percorsi per le motoslitte ricadenti nel territorio di competenza di tali Comuni. Questa informazione, contenuta nel testo della Delibera Giuntale, riferiva che i Comuni di Forni di Sopra e Ampezzo, retti dai sindaci Marco Lenna e Michele Bendetti, a seguito dell’incontro, avevano manifestato interesse segnalando dei percorsi per le motoslitte, «mentre il Comune di Prato Carnico non aveva proposto alcun tracciato». (9).

Quindi io capisco che i quattro comuni non sono stati i proponenti del progetto, come si evince anche dall’ articolo di Anna Dazzan pubblicato qualche ora fa (10), ma pare siano stati proprio Stefano Mazzolini  la Regione. E se erro correggetemi.

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Questa invece la risposta scritta di cui non riporterò però i tracciati, reperibili su www.nonsolocarnia.info nel mio:  Laura Matelda Puppini, No a 70 km per motoslitte in alta Val Tagliamento! Qualche riflessione anche sui testi normativi. 

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RISPOSTA SCRITTA. “PREMESSA”. 12/10/2023.

«In base al combinato disposto dell’articolo 104 comma 1, 73 comma 4 e 98 comma 4 della legge regionale 23 aprile 2007 n.9 (Norme in materia di risorse forestali) sino all’entrata in vigore dei regolamenti che disciplineranno il transito con veicoli a motore nei territori soggetti a vincolo idrogeologico, continua a trovare applicazione la legge regionale 15/1991 (Disciplina dell’accesso dei veicoli a motore nelle zone soggette a vincolo idrogeologico ed ambientale. Modifica alla legge regionale 22 gennaio 1991 n.3).

Con l’articolo 23 della legge regionale 23/2019 (Legge collegata alla manovra di bilancio del 2020 – 2022) è stato introdotto in tale norma il comma 1 ter che, con effetto dal 1 gennaio 2020, prevede che nei territori sottoposti a vincolo idrogeologico sia consentita la circolazione delle motoslitte su percorsi specifici, individuati con la medesima procedura utilizzata per l’approvazione dell’ elenco delle strade interdette al pubblico transito (Deliberazione della Giunta Regionale e successivo decreto del Presidente della Regione); la norma prevede che i percorsi, per essere utilizzati dalle motoslitte, debbano essere individuati nel rispetto della normativa ambientale e paesaggistica e siano appositamente segnalati e provvisti di indicazioni riguardo ai limiti di utilizzo».

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Prime considerazioni mie.

A me pare di capire, da questa premessa, che la Regione, senza citare neppure una legge nazionale, tenda ad arrampicarsi sui vetri, facendo ricorso ad una legge regionale che ha questa finalità: «la Regione Friuli Venezia Giulia riconosce la valenza pubblica rivestita dal bosco per le funzioni produttiva, protettiva e di difesa idrogeologica, ambientale e naturalistica, paesaggistica, turistica, sociale e culturale», (12) e che precisa che ciò deve avvenire: «Nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale e comunitario dallo Stato italiano in materia di biodiversità e sviluppo sostenibile, con particolare riferimento a quanto previsto dalle risoluzioni delle Conferenze interministeriali sulla protezione delle foreste in Europa, dalle direttive 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979 e 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, e successive modifiche, relative rispettivamente alla conservazione degli uccelli selvatici e alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nonché dalla convenzione di Berna del 19 settembre 1979, relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, resa esecutiva con legge 503/1981» (13), il che dovrebbe impedire di utilizzare detta norma, ogni suo articolo, comma etc., per costruire un circuito di 70 km per motoslitte, almeno secondo me, tra  boschi, monti e pascoli alpini con la finalità di favorire la movida ad alta quota.

Se poi si legge l’art. 4 sempre di detta legge regionale, in ogni sua parte, non si capisce come esso possa venir citato a sostegno della realizzazione di detta sovrastruttura che si espanderà per 70 chilometri in Alta Val Tagliamento, per la vastità, la bellezza e l’unicità del territorio implicato.

E credetemi: un comma od un articolo di legge non possono essere utilizzati per realizzazioni in contrasto con la finalità della legge di cui fanno parte, almeno secondo me.

L’ art 73 della stessa legge regionale ha poi come oggetto: “Deroga ai divieti”, il che la dice lunga perché vuol dire che su certi territori montani, con un certo tipo di assetto idrogeologico, alcune attività anche motoristiche sono vietate. E a detto divieto di transito su beni del demanio idrico regionale di può derogare per lo svolgimento di manifestazioni motoristiche, ciclistiche e motonautiche» Ma è più che chiaro che non vi è deroga per realizzare una pista permanente per motoslitte, con tutto ciò che comporta. Infatti la Regione ha deliberato che verranno predisposti «circuiti ad uso esclusivo dei mezzi a motore, interdetti ad ogni altro “utilizzatore”», e permanenti.

Inoltre qui si cita la locuzione sostantivale maschile “Combinato disposto” che significa «prescrizione desunta dal riferimento a più norme che si integrano le une con le altre» (14), ma fare una pista per motoslitte non ha nessuna prescrizione, se si conosce il significato di questo termine, nella legge regionale 23 aprile 2007 n.9 ed in nessun’altra.

Poi la giunta Regionale si appella a articoli di legge e commi successivi alla esplicazione dell’idea di Mazzolini il 24 marzo 2018, fra cui l’articolo 23 comma 1 della legge regionale 23/2019 – (Legge collegata alla manovra di bilancio del 2020 – 2022) ma io, nella versione fra le molteplici prodotte, ultima datata, non sono riuscita a trovarlo, perché nella copia reperita sul sito regionale, si trovano solo 12 articoli.

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Inoltre ritengo che possiamo qui vedere tutti i limiti di un esecutivo formato da poche persone che hanno in mano sia la funzione di Governo che legislativa di fatto, perché con l’attuale sistema elettorale hanno dalla loro sia la maggioranza in consiglio che la giunta, che poi è ‘viziata’ legalmente dai non eletti voluti dal Presidente, e che fa una produzione continua di leggi, la continua variazione di commi e la cancellazione o aggiunta di parti dopo la pubblicazione ufficiale, che a questo punto di ufficiale non ha più nulla,  ma solo quella di un testo in divenire, in cui questa giunta pare a me essere maestra. E se erro correggetemi.

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Quindi la giunta regionale, il 28 ottobre 2022, approvava la delibera n. 1622, avente il seguente oggetto: L. R. 15/91, art. 3. Comma 1 ter, (citato anche in questa premessa in risposta n.d.r), Individuazione dei percorsi sui quali è consentita la circolazione delle motoslitte nei territori sottoposti a vincolo idrogeologico all’ interno dei comuni di Sappada- Plodn; Sauris – Zahre; Ampezzo e Forni di Sopra. Ma come poteva farlo, se norme successive, come quella contenuta nella legge regionale 23 aprile 2007 n.9 alla voce finalità, insieme temo alle leggi nazionali mai citate, non lo permetterebbero, e se erro correggetemi?  Ma poi, vi pare questo progetto dettato dal buon senso?  Perché dovete sapere miei lettori, che io, quando scrivo di questi argomenti, non mi domando se le scelte siano legali, perché, seguendo il grande Ispettore Geremia Puppini, mio padre, ora le leggi, con decine di commi e postille, tutti spesso interpretabili, sono in numero tale che, magari, tutto ed il contrario di tutto è legale, ma mi baso sul buon senso, sul rispetto della natura, dell’ambiente dove viviamo, del creato di cui dovremmo essere i custodi.

Relativamente a questa pista, poi, si dà molta rilevanza al decreto presidenziale di Fedriga, che non fa altro che riportare, più o meno, perché non ho tempo per confrontare i testi, quanto già deliberato in giunta. Comunque sia il testo della delibera che il decreto presidenziale sono leggibili sul sito della Regione. (15). Vorrà dire che la ricorderemo come la pista Fedriga.

Fa poi sorridere, nella risposta, la frase: «la norma prevede che i percorsi, per essere utilizzati dalle motoslitte, debbano essere individuati nel rispetto della normativa ambientale e paesaggistica e siano appositamente segnalati e provvisti di indicazioni riguardo ai limiti di utilizzo». Perché la normativa ambientale è termine così generico che non si sa a quale ci si riferisca, dato che il concetto stesso di creare una pista di 70 chilometri in motoslitta, impedendo il passaggio ad altri e creando un pericolo per tutti, oltre che inquinamento da emissioni e alterazioni lungo uno spazio immenso e favorendo le valanghe, non può essere prevista da norma alcuna a meno di non fare gli azzeccagarbugli, secondo me, e se erro correggetemi. Infine lo stesso decreto Fedriga precisa che «i percorsi di cui trattasi interessano tracciati esistenti di viabilità forestale, strade aventi finalità di prevalenza agro-silvo pastorale e strade aventi finalità di servizio rispetto ad ambiti di rilevante interesse naturalistico, quali aree all’interno della rete Natura 2000». Ma cosa dirà l’Europa dato che  Natura 2000 è una rete di siti di interesse comunitario (SIC), e di zone di protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea, come ben scrive wikipedia? Perché il passaggio continuo di mezzi a motore altera il suolo e ammorba l’aria.

E alla giunta regionale dico che mica ogni ideona che viene in mente ad un leghista o frutto di una richiesta deve venir attuata!

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SECONDA PARTE DELLA RISPOSTA.

Qui si sostiene che le proposte siano state fatte dai comuni, ma su questo aspetto mi sono già soffermata, ed il parere di un tecnico comunale, magari, non può esser scambiato per una delibera giuntale o consigliare.

Comunque passo velocemente al restante testo della risposta, che elenca i già noti percorsi da ferire, secondo me, per sempre. Ma anche nella individuazione dei percorsi, si parla qui solo di comuni proponenti tracciati, non richiedenti. Inoltre non so perché il procedimento per l’individuazione dei percorsi per motoslitte è stato affidato alla Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche- Servizio forestale e Corpo forestale, diretta da Rinaldo Comino, e non all’ assessorato dell’ambiente, dell’economia e via dicendo.

Quindi dal testo si evince che chi aveva per primo proposto un tracciato fossero stati i comuni di Sauris e Sappada, e sappiamo già che, nel 2013, col permesso del Comune di Sauris, le motoslitte di una società Sappadina che le utilizzava anche nel suo comune, presumo, scorrazzavano pure in quello di Sauris. (16). Ma poi … «in fase istruttoria, il servizio forestale e corpo forestale ha avviato un confronto con i comuni di contiguità territoriale rispetto ai richiedenti, al fine di una valutazione complessiva sui percorsi da individuare nella zona» e così anche Ampezzo e Forni di Sopra venivano coinvolti nel mega progetto.

La parte seguente della risposta riporta il parere positivo dei singoli comuni sui tracciati, ma non sappiamo da chi espressa. Quindi si precisa che sia la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio che il Ministero della Cultura, interpellati, non avevano dato parere alcuno, qualora non si fossero create sovrastrutture, ma qui si parla di delimitazioni, cancelletti, cartelli e quant’ altro, che non so come non si possano definire ‘infrastrutture’ dato che saranno stabili.

Invece vorrò vedere che farà il Comune di Ampezzo, dove c’è un attraversamento della viabilità ordinaria ed ove la possibilità di realizzare ed effettuare i percorsi è subordinata ad una serie di atti che il comune dovrà assumere per determinare le condizioni per poter attraversare o non attraversare questa viabilità che comunque è di ordine comunale. (17).

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Poi ci sono quelle valanghe che le motoslitte possono creare, e quindi nella risposta si legge che verrà individuato un responsabile ‘sicurezza valanghe”, che verrà fatta una mappa valanghe con individuazione dei settori più a rischio e un piano gestione valanghe, come se le valanghe potessero essere ‘gestite’. Infine si legge che i Sindaci saranno i responsabili per attraversamenti di pedoni sulla pista, e si parla della creazione di cancelletti di ingresso al circuito e della predisposizione di appositi sistemi elettronici per favorire un celere soccorso, che certamente non abbiamo spesso noi, poveri cristiani.

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In chiusura si dice che il Direttore servizio biodiversità della Regione credo Fabrizio Fattor, (ma avremmo voluto sapere, magari, anche il parere di Pierpaolo Zanchetta) ha dato parere favorevole per i tracciati sottoposti a VIncA (Valutazione di incidenza) in fase istruttoria, e successivamente Fedriga, con il suo decreto presidenziale, ha normato il tutto, prevedendo che, in alcuni casi, il VIncA sia a carico di chi costruirà e quindi verrà richiesto dopo che l’opera è già stata appaltata. Ma questo è il solito modo di procedere della giunta.

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Chiudo questo mio articolo, che non intende offendere alcuno, solo per far capire che, secondo me, nello specifico, il buon senso non abita più qui, e che a mio avviso non si può procedere così, con una specie di ‘tutto fatto in casa’ per un ‘opera così impattante e che rovina l’intera alta Val Tagliamento senza che, fra l’altro, i ‘nativi’ ne siano stati adeguatamente informati ed abbiano potuto esprimere il loro parere.  Attendo critiche, commenti, condivisioni a questo mio, e se erro correggetemi.

Per altre esperienze ove si è detto no alle motoslitte cfr. anche “Courmayeur invasa dalle motoslitte: ora basta, sono un pericolo” – Il Giorno https://www.ilgiorno.it/cronaca/courmayeur-motoslitte-9e7e671a e gli articoli in: http://www.orobievive.net/21_motoslitte/motoslitte.

Laura Matelda Puppini

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Note.

  1. Alessandra Ceschia, Il turismo corre sulle motoslitte. Via ai tour che legano 4 Comuni, in Messaggero Veneto, 14 dicembre 2022. Alessandra Ceschia, Il turismo corre sulle motoslitte: un circuito di 70 chilometri coinvolge quattro comuni, tra aperitivi in baita e degustazioni, Messaggero Veneto. Sottotitolo: Il progetto coinvolge Sauris, Forni di Sopra, Sappada ed Ampezzo. In vicepresidente Mazzolini: prima sperimentazione grazie al decreto regionale in: Messaggero Veneto ed. online 13 dicembre 2022, cartacea 14 dicembre 2022, titolo dell’edizione online.
  2. Sanità Fvg: verso il modello fallimentare lombardo, già messo sotto accusa. In: www.nonsolocarnia.info.
  3. Camilla De Mori, “Cai e Legambiente contro i tour in motoslitta: «Così si violenta la montagna»”, in: Il Gazzettino 22 dicembre 2022.
  4. Ibidem.
  5. “Scoppia a Sauris il caso motoslitte”, in: Messaggero Veneto, 20 febbraio 2013. Sottotitolo: “Il Wwf denuncia che il Comune carnico ha autorizzato una società contro legge. «Più volte l’Ispettorato foreste ha sottolineato l’illegittimità dei permessi». «Non possono girare».
  6. https://www.facebook.com/stefanomazzolinifvg/videos/2008432686074862/.
  7. “Scoppia a Sauris il caso motoslitte”, op. cit.
  8. Interrogazione di Furio Honsell in IV Commissione il 12 ottobre 2023 e risposta orale da parte dell’Assessore Stefano Zannier, a cui è seguita quella scritta.
  9. Laura Matelda Puppini, No a 70 km per motoslitte in alta Val Tagliamento! Qualche riflessione anche sui testi normativi.
  10. https://www.udinetoday.it/attualita/progetto-regione-fvg-motoslitte.html
  11. La prima interrogazione di Furio Honsell, con stesso testo, venen presentata nella Legislatura precedete il 20 dicembre 2022.
  12. Legge regionale 23 aprile 2007, n. 9, Titolo I Disposizioni generali – Art. 1 (Principi e finalità).
  13. Ivi, art. 1. Comma 2.
  14. https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/parole/Combinato_disposto.html.
  15. Non riesco ora a trovare dove sia leggibile la delibera di giunta n. 1622 del 28 ottobre 2022, ma sono sicura che chi è più esperto di me la troverà, mentre il decreto di Fedriga è leggibile in: http://decreti.regione.fvg.it/Storage/2022_152/TESTO%20INTEGRALE%20DEL%20DPREG%200152-2022.PDF.
  16. Scoppia a Sauris il caso motoslitte, op. cit.
  17. Parte ripresa dalla risposta orale ma il problema è riportato anche in quella scritta.

L’ immagine che accompagna l’articolo rappresenta alcune persone in motoslitta ed è già stata da me utilizzata. L. M. P.

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2022/12/motoslittaSnowmobilesYellowstone.jpg?fit=310%2C209&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2022/12/motoslittaSnowmobilesYellowstone.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniAMBIENTEECONOMIA, SERVIZI, SANITÀCorreva il mese di dicembre 2022 quando, fra il Santo Natale e l’inizio dell’Anno nuovo, ero costretta ad occuparmi dell’ennesimo scempio ambientale sul nostro territorio, foriero presumibilmente di nuovi espropri magari all’insegna della ‘pubblica utilità’ quando trattasi di sovrastrutture costruite con denaro nostro, pubblico, che andranno in concessione a...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI