La Festa del Perdono è un giorno solenne, dedicato alla celebrazione liturgica penitenziale.

Festa di origine ebraica, fu istituita, secondo la tradizione, da Mosè per ordine di Dio  e tuttora è celebrata nel mese di tisri. I dieci giorni penitenziali iniziano con il Capodanno – Rosh haShana e terminano con lo Yom Kippur, il giorno dell’espiazione.

È il periodo in cui si deve fare i conti con le azioni compiute nell’anno trascorso e chiedere perdono a coloro che si sono offesi. È un periodo di letizia perché rappresenta l’apertura di nuove possibilità e la chiusura di vecchi conti con la vita. In un rito particolare si svuotano le tasche (si eliminano i peccati) sulla riva di un fiume; oppure presso un corso d’acqua si meditano i pensieri lieti e tristi, liberandosene nella corrente.  (it.wikipedia.org/wiki/Festa_del_Perdono)

Successivamente essa divenne patrimonio anche del cattolicesimo. La storia della liturgia penitenziale dei  “perdoni” si perde nella notte dei secoli, ed è collegata alla ricerca di un’indulgenza dai peccati, onde evitare l’inferno, come i grandi e piccoli pellegrinaggi.

In Italia sono famosi il “perdono” di Assisi, quello della Ca’Grande a Milano, ma altre forme di processioni penitenziali, precedute dalla confessione e dalla partecipazione alla Santa Messa, e riti celebrativi per l’indulgenza sono rimasti inalterati per anni ed anni anche in piccoli paesi, confondendosi, talvolta, con le feste del Santo Patrono od altri rituali della Settimana Santa.

Dette feste ma anche ritualità popolari, erano sorte in contesti definiti e seguivano modalità precise, tanto da far sottolineare l’importanza della tradizione. Così scrive Prospero Gasparo Conti in: Memorie sulla esistenza e Culto della sacra reliquia che si venera nella Insigne Collegiata di Montevarchi, 1787.

«Non è mia intenzione di dare in questo luogo una esatta, e completa relazione di tutte le particolarità, che una volta accompagnavano la Festa solita celebrarsi annualmente; sia rispetto alle Funzioni Ecclesiastiche, che rispetto alle popolari. Avevano specialmente quest’ultime grande applauso nel concetto del volgo; ma in realtà erano poco convenevoli ai presenti secoli, e ad una Terra nobile, e culta, qual è Montevarchi; perché risentivano troppo della semplicità di Campagna, e del gusto materiale de’ tempi in cui furono introdotte. Ma notar mi piace soltanto alcune delle più distinte; affinché non se ne perda la memoria, o non si tramandino a’ posteri alterate, come alterata da favole, e da sogni ne giunse a noi la notizia di loro istituzione, e del significato di certe ridicole rappresentanze, che si vanno da’ vecchi non senza rincrescimento rammentando […].» (it.wikipedia.org/wiki/Festa_del_Perdono_(Montevarchi).

Sono inoltre comunemente annoverati tra i “perdoni” anche i pellegrinaggi chiamati troménies, che si svolgono nella Bretagna francese, il più famoso dei quali è la Grande Troménie di Locronan.

Il cammino della Troménie, è una processione penitenziale a cui si collegano riti legati alla fecondità, che prendono origine dai Celti, come l’albero di maggio nella piazza di Locronan. Il circuito della processione, che copre una distanza di 12 km., riprende le due parti complementari ed opposte che formano le due stagioni dell’ anno celtico: la parte bassa del tragitto, nella piana di Porzay, corrisponde alla stagione fredda dedicata ad una divinità femminile: anticamente la Grande Madre, poi Nostra Signora e Sant’ Anna. La parte alta, attraverso le montagne, corrisponde alla stagione calda, dedicata ad una divinità maschile, anticamente il dio Lug della mitologia celtica, oggi a San Ronan. (Le troménie Aux origines celtiques de la Troménie,in : La Grande Tromènie, in: www.locronan-tourisme.com/fr/…locronan/la-tromenie.html).

 Nota anche è la festa del “Pardon dal Rosari” istituita a ringraziamento della vittoria della battaglia di Lepanto, che si festeggia anche a Verzegnis ed Avasinis la prima domenica di ottobre.

A Villa di Verzegnis, per esempio, la statua della Madonna viene portata sulle spalle dalle ragazze del luogo con abito bianco e fascia azzurra, segno, in antico e da che so, di verginità.

Laura Matelda Puppini

(Pubblicato su Non solo carnia. info/ religione e su : 1911-2011 Casa del Popolo di Torre | 1911 – 2011 www.casadelpopolo.org/ commento a: […] Il perdono di Clauzetto […] di Gigi Bettoli).

 L’immagine che accompagna l’articolo è di Laura Matelda Puppini, rappresenta il santuario di San Ronan a Locronan,  ed è stata scattata nel 2013.

 

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