Il primo settembre di ogni anno dal 2006, si celebra la “Giornata ecumenica per la custodia del creato”, istituita dalla Conferenza Episcopale Italiana in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee, che comporta anche la possibilità alle parrocchie di sviluppare, pure, attività attinenti al tema per tutto l’arco del mese.

Data l’importanza del tema della tutela del creato e della riflessione su quanto scritto sulla “Laudato si’ di Papa Francesco, (http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html), ho ritenuto di porre qui l’invito per il film che verrà proiettato a Tolmezzo il 1 settembre, per l’occasione, ricordando che: “Dio pose l’uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gn 2,15). E io, come ho già scritto, credo che nessuno possa esimersi dall’essere ambientalista, cioè dall’ essere fra coloro che hanno cura del bene comune datoci da Dio, del suolo, dei boschi, dei frutti della terra, dei semi, dell’acqua.

L’attività della giornata per quanto riguarda la Carnia, è a cura dell’Arciconfraternita dello Spirito Santo “Pieres Vives” – San Pietro in Carnia, della Pieve arcidiaconale di Tolmezzo, del Cinema David, della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il dialogo, del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva in Friuli -vg. Pongo quindi qui di seguito il comunicato – invito del Coordinamento citato, sperando nella vostra partecipazione.

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Il 1° settembre, si celebra a Tolmezzo la “Giornata ecumenica per la custodia del creato”, con tema: Dal deserto al giardino ospitale”.
Per l’occasione verrà proiettato, al Cinema David di Tolmezzo, – in piazza Cento n.1 – alle ore 20.30, il film di Frédéric Back:

L’Uomo che piantava gli alberi”

 premiato con l’Oscar per il miglior film d’animazione nel 1988, che riprende il noto racconto di Jean Giono che narra l’incredibile avventura di Elzéard Bouffier, il pastore che da solo riforestava un’arida vallata ai piedi delle Alpi.

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Il benvenuto ai convenuti sarà portato dall’arciprete di Tolmezzo, monsignor Angelo Zanello, e dal responsabile del Servizio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo, don Marco Soranzo; la riflessione e il dibattito successivi saranno animati da monsignor Pietro Piller, arciprete di Ampezzo.

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La “Giornata ecumenica per la custodia del creato”, si celebra in Italia da 12 anni e da 7 in Carnia. A partire dal 2015 è stata proposta da Papa Francesco all’intera Chiesa cattolica come giornata mondiale di preghiera. L’Arciconfraternita dello Spirito Santo “Pieres Vives” e il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, finora, avevano promosso i propri appuntamenti a San Pietro di Carnia, rivolgendosi principalmente ad agricoltori e Comunità titolari di Proprietà collettive, offrendo loro spazi di approfondimento e confronto sull’«Ecologia integrale» di cui ha scritto il Papa nella lettera enciclica “Laudato si’”. L’edizione 2017, nell’anno in cui Tolmezzo gode del riconoscimento di “Città Alpina”, si rivolge ad una platea ancor più vasta con il sostegno della Pieve di Tolmezzo e della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo, anche perché il film “L’uomo che piantava gli alberi” può affascinare e sollecitare la riflessione sia negli adulti come nei ragazzi e bambini.

Il protagonista della storia, un vecchio pastore-eremita diventa «emblema dell’uomo che partecipa alla creazione del mondo, continuando il lavoro iniziato da Dio a dispetto di tutte le forze distruttrici che da ogni parte e in ogni tempo lo minacciano».

Grazie all’instancabile opera dell’«uomo che piantava gli alberi», un’intera regione, resa desertica e inospitale dalla deforestazione e da uno sfruttamento insensato, ridiventa un “Eden” accogliente e popoloso. «Da tre anni – scrive Jean Giono del protagonista del suo capolavoro, Elzéard Bouffier – piantava alberi in quella solitudine. Ne aveva piantati centomila. Di centomila, ne erano spuntati ventimila. Di quei ventimila, contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quel che c’è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza. Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c’era nulla… Se metto in conto quanto c’è voluto di costanza nella grandezza d’animo e d’accanimento nella generosità per ottenere questo risultato, l’anima mi si riempie d’un enorme rispetto per quel vecchio contadino senza cultura che ha saputo portare a buon fine un’opera degna di Dio». (Dal comunicato stampa).

Per ulteriori informazioni consultare:

www.cinemadavidtolmezzo.it/home/     www.friul.net/vicinia.php.

L’immagine che correda l’articolo è stata scattata da me il 13 agosto 2017 lungo il sentiero che da Illegio porta a Lunge.

Laura Matelda Puppini.

 

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