“CARNIA LIBERA.

Organo del Gr. Brigate Garibaldi Nord. 15 Marzo 1945.

-CARNIA LIBERA –

Al solito critico osserviamo che il titolo del nostro giornale non è prematuro. Noi diciamo che libertà è anzitutto libertà di spiriti: presupposto dell’essere liberi è la coscienza del diritto di esserlo. Ma è anche vero che tale diritto non acquisisce colui che per quest’idea non combatte. Liberi: da ogni sentimento egoistico e preoccupazione materiale. Liberi da ogni preconcetto che possa offuscare la libera visione dell’Idea Libertà di chi chiede soltanto di tutto dare senza nulla chiedere.
Perciò la nostra terra è libera: perché ha realizzato tutte le condizioni necessarie per esserlo. Sacrifici, lotta, privazioni: è quanto abbiamo chiesto. Ma proprio tutte le condizioni si sono realizzate? Ché se libertà significa libertà di tutti, siamo certi che tutti, in questa nostra terra, hanno acquisito il diritto di fregiarsi del titolo ambito di liberi uomini? Certamente no.
Per molteplici ragioni, per torti ed errori pienamente riconosciuti, molti fratelli nostri sono rimasti estranei alla lotta, che è lotta di tutto un popolo per la libertà. Ma siamo certi che dall’esperienza di tutto un passato scaturiranno tutti quegli insegnamenti che volgeranno tutte le energie popolari alla meta comune.
Chiunque imprechi contro il vile cosacco ed il tedesco invasore lo fa perché sente che padroni della nostra terra siamo noi: combattiamo dunque tedeschi e cosacchi. Chiunque riconosca essere più alto diritto dell’uomo la libertà politica, e guardi con piena speranza al domani, combatta il fascismo. Combattete con noi per la salvezza della nostra terra e del nostro onore.
Non il numero dei caduti darà alla Carnia il diritto di chiamarsi libera, se essi rappresenteranno sacrifici sublimi ma isolati, bensì la partecipazione di tutti alla lotta di Liberazione.

-RIFARE LE COSCIENZE –

Venti anni di fascismo hanno rovinato non solo le condizioni politiche ed economiche della Nazione, ma soprattutto le coscienze degli Italiani. Per sostenersi, il passato regime scagliò l’uomo contro l’uomo, (operai contro operai, impiegati contro impiegati ed operai ecc.) determinando così nella Nazione uno stato continuo di antagonismo e di lotta che, solo, impedì in Italia per molto tempo una vera e propria coalizione antifascista. Da questa constatazione noi ne deriviamo il concetto che solo unendoci estirperemo il passato regime, le sue disastrose conseguenze e la possibilità dell’avvento al potere di un regime similare.
Il regime fascista ha potuto imperare perché ha neutralizzato ogni attività spirituale (politica). Ne deriva, logicamente, che ogni vero italiano (antifascista) è in dovere di essere politicamente attivo e cioè cosciente della necessità di orientare la propria attività ed i propri pensieri al bene della Patria.
Nel passato regime molti si dicevano fascisti, ma pochi lo erano: perciò il fascismo è caduto: perché gli è mancata la partecipazione attiva delle masse. Fu un regime antinazionale perché antipopolare. Partito significava classe dominante. Partito oggi deve significare massa. Ma non basta dire di essere membri di un Partito: è necessaria la Lotta per quel fine che tutti i partiti oggi ritengono corollario indispensabile per ricreare l’Italia.
Ricreare coscienze significa portarle fattivamente alla lotta, perché la Patria oggi non permette di accampare diritti, ma soltanto di assumere doveri. In ultima analisi rifare le coscienze significa sentire in se stessi il richiamo della Patria, lottare per essa, ed avviarsi con mente chiara alla ricostruzione di tutto ciò che il fascismo in venti anni ha distrutto.

-VOLONTARI DELLA LIBERTÀ-

Siamo volontari della libertà perché inquadrati in un esercito della libertà. La cortina nebulosa che per lungo periodo ci ha avvolti si è aperta in uno squarcio e abbiamo visto profilarsi una parola dai caratteri incerti e decisi insieme: Libertà! Siamo insorti contro tutto quello che il passato ci aveva dato di oppressione e abbiamo donato la nostra giovinezza e le nostre più belle speranze a questo nome.
Ognuno di noi ha abbracciato questa causa santa, e si sente spinto sempre a maggiormente amarla. Abbiamo sete di vedere realizzate quelle aspirazioni che ci hanno lasciato fino ad ora solo il desiderio amaro. Abbiamo sempre invidiato e amato la libertà, ci siamo entusiasmati ai fatti d’arme di coloro che sacrificavano la propria vita per spezzare le catene che li tenevano legati. Oggi siamo anche noi protagonisti di questa lotta, vessilliferi di una bandiera che non ha mai ammainato.
Abbiamo abbandonato la casa, la famiglia amata che ci ha visti incamminare verso la vita: abbiamo seguito questa voce che ci ha risvegliati dal torpore della prima gioventù. Non ci prometteva altro che un cammino duro, pieno di sacrifici, e non abbiamo esitato.
Dal sacrificio e col sacrificio è nato il nostro modo di vivere. Abbiamo impugnato le armi soltanto perché ansiosi di conquistare la libertà, perché compresi che il suo riscatto era nostro dovere. Il combattimento ci dà il diritto alla libertà, la nostra coscienza la visione dei doveri. Impareremo sempre più a conoscerla e ci dirà: giovani italiani, avete nelle vostre mani un’Italia tradita e dissanguata, l’avete amata e per essa avete lunghi mesi combattuto, l’avete aiutata a risollevarsi, ora lavorate per ricostruirla.
È un peso grave che abbiamo sulle spalle, ma il volontario che per primo ha innalzato la bandiera della resurrezione, come non tentenna oggi così trarrà maggior fede e ardore domani, quando a contatto con le piaghe vive della sua Patria seguirà quell’impulso che lo ha visto ieri impugnare le armi e combattere la Lotta di Liberazione.

-PERCHÉ IL POPOLO RICORDI-

Troppo spesso sulle labbra di gente nostra sentiamo parole di commiserazione nei confronti delle soldatesche che occupano la nostra Carnia.
Non riusciamo a comprendere quanto sia piccina la loro mente, che non capisce tutta l’imbecillità che si nasconde sotto simili parole, l’incoscienza che esse manifestano. Ma è possibile che il nostro Popolo, tutto il popolo che noi crediamo ancora sano di mente e di spirito possa pensare così?
È mai possibile che esso abbia dimenticato chi sono coloro che occupano la nostra terra, che ci tolgono giorno per giorno il frutto del nostro lavoro, che combattono i suoi figli partigiani?
Possibile che non vedano in essi dei miserabili vendutisi alla belva nazi-fascista che vuole trascinare nella rovina tutta l’Europa?
A costoro e a tutti quelli che sono portati a giudicare il nemico dalle apparenze e dalla politica più o meno generosa che esso fa solamente per suo interesse, vogliamo ricordare dei semplici fatti.
Nessuno di noi ricorda più il nostro primo caduto? Chi di voi non ha giurato sulla tomba di Candotti Battista, assassinato vilmente dai traditori nazi-fascisti, chi non ha promesso di vendicarlo? Eppure fresca è ancora la sua tomba: i fiori non sono ancora spuntati su di essa! Chi non ricorda i fatti lugubri di Paularo e di Promosio?  Chi non ha presente le atrocità compiute dai cosacchi ad Imponzo? Eppure i giorni di Ottobre non sono tanto lontani! Chi non ricorda le vittime innocenti di Muina? Gente uccisa barbaramente, come noi uccideremmo solo i maiali da ingrasso! Aggiungete i fatti, le persecuzioni di cui siete stati vittime voi stessi e ragionate, o genti Carniche. Le passate e le presenti vittime del dovere, le genti innocenti trucidate senza pietà, vi riportino alla verità.
Abbiamo di fronte a noi dei nemici peggiori forse del nemico stesso, perché esseri abbietti vendutisi anima e corpo, che non combattono per nessuna Patria! Che se essi oggi anche ci sorridono se forse piangono lasciando i nostri paesi, saranno pronti domani, al primo ordine, a compiere la cieca vendetta ed ad immergersi nel sangue senza batter ciglio. Popolo della Carnia ricorda e rifletti.

-ATTESISMO-

Quando le prime formazioni Garibaldine, e furono le prime, fecero la loro apparizione in Carnia e compirono le prime azioni, gravi preoccupazioni taluno ci fece presenti: è giunta l’ora? Non è questo uno spreco prematuro di energie? Quando verrà il momento tutti vi daremo una mano.
Lo dissero allora.

CONTRO IL NAZISMO E TUTTI I SUOI AGENTI FASCISTI ESISTE UNA SOLA PAROLA: GUERRA.

Lo dicono oggi, lo diranno fino alla fine dei secoli.
Ma sanno costoro che se l’Italia è oggi considerata alleata non si deve certo al loro comodo attendere? Sanno che promessa del nostro Governo è la lotta senza quartiere? Attendere che il nemico sia in fuga per le nostre valli, dopo averci spogliati di tutto, dopo aver sacrificato le vite dei nostri giovani, dopo averci avviliti in ogni forma?
Gli attesisti non difenderanno mai le loro case, il Popolo Italiano nulla dovrà loro. Se essi dicono di attendere lo fanno perché non vogliono essere coinvolti nella lotta, perché hanno più cara la loro vita e la loro posizione che non la loro Patria. Egoismo dunque, di quello peggiore, e che tentano di comunicare agli altri. Diffidate di loro!
Analizzate le loro parole e troverete che parlano solo per difendere se stessi ed i loro averi.
Attesismo: parola che oggi è sinonimo di viltà. Lasciare che altri combatta per ricostruire, e vivere intanto in pace. Questo è parassitismo. Si rendano conto costoro che ogni loro parola in questo senso è una bestemmia.
Dignità ed amor di Patria, significano oggi senza quartiere: su tutti i fronti: con scioperi, sabotaggi, azioni militari, propaganda.
Il fronte della liberazione ha posto per tutti, ma non per chi vuole attendere “il momento opportuno”.
Per essi non verrà mai quest’ora. Ma forse sì! Quando tutto sarà finito più alta di ogni altra leveranno essi la loro voce per proporre, criticare, discutere. Ma sarà vuoto gracidare di rane in sulla sera.

-OPPORTUNISMO –

Quando alla fine del passato anno le nostre montagne si coprirono di neve, molti abbandonarono le formazioni, si recarono nei paesi e si consegnarono al nemico. E perché questo? Essi temevano la fame, il freddo, la neve; temevano le sorprese così facili nel periodo invernale; essi non volevano, non ritenevano opportuno, arrischiare di più. Opportunismo il loro, e della peggiore specie!
Quanti di essi però erano venuti nelle nostre formazioni solamente perché avevano interessi da difendere e la loro coscienza non era pulita ed essi volevano presentare un fatto compiuto a quelli che un domani li avrebbero certamente accusati. Quanta viltà d’animo velata sotto il nome di patriottismo doveva crollare alla prova dei fatti. E così fu! Ma non soltanto loro fu la colpa.
Persone estranee, che non avevano alcun dovere o diritto di agire, si intromisero fra loro e il nemico, fecero dei compromessi e spinsero i giovani alla viltà.
Chi sono costoro? Per noi sono sabotatori del movimento.
A costoro ed a quelli noi diciamo: avete fatto male e ne dovrete rispondere! Vi siete venduti al nemico che solo per “politica” ha fatto il generoso con voi, ma che è pronto a sterminarvi.
Avete fatto pace con chi insegue i vostri compagni rimasti fedeli, che, sui monti, lottano sempre per tenere desta la scintilla dell’Idea. Avete cercato la comodità, la vita sicura, pur sapendo che partigiano voleva dire sacrificio e dedizione.
L’inverno sta per finire, la neve si ritira sui monti inseguita dal verde; fra breve la scintilla, ancor desta, farà scendere un nuovo fuoco. Allora si vedrà chi è in buona fede; verrà il momento in cui saranno svelati i veri opportunisti e coloro che giocano col compromesso.
Mai e poi mai sopporteremo costoro! Fra noi ed il nemico non ci potrà essere che una sola parola: Guerra. E la guerra noi faremo ad onta di tutto e di tutti.
Ma il giorno della vittoria si avvicina. Opportunista che potrai fare allora?   
Vile sabotatore che inciti i giovani a ritirarsi dalla lotta, che potrai dire a tua discolpa? Opportunisti pensateci bene!

-GIORNATA DEL PATRIOTA E DEL SOLDATO-

Domenica 18 febbraio 1945 ha avuto luogo a Roma, a Piazza del Popolo, la cerimonia della consegna della medaglia d’oro al valor militare alla Bandiera del Corpo Volontari della Libertà, donata dall’Unione Donne Italiane. La medaglia è stata concessa con la seguente motivazione:

«Nell’era tragica della Patria, inermi ma forti per sovraumana volontà, tutto sacrificando a un ideale supremo di Giustizia, i Volontari della Libertà affrontarono la Lotta ad oltranza contro la tirannide che ancora una volta opprimeva la nostra terra. In una sfida superba al secolare nemico e ai traditori fascisti, dall’esempio dei martiri e degli eroi del passato, trassero incitamento per vincere o morire innalzando nella lotta la Bandiera invitta del Risorgimento.
Appesi alle forche e sotto il fuoco del barbaro nemico morirono intrepidi rinnovando il sacrificio del Manara, del Morosini, del Mameli, del Pisacane senza speranza di premio per sé, ma con certezza di bene per la Patria. Nuovo onore Nazionale, i Volontari della Libertà sono, nella storia d’Italia, monito alle generazioni future.
Guerra di Liberazione 1943,44,45».

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Questo è l’alto riconoscimento della Patria tutt’ora in armi, per gli innumeri sacrifici di tutti i figli che per essa combattono: patrioti, collaboratori, in questo solenne riconoscimento della nostra Patria troviamo incitamento a superare, con maggior entusiasmo e dedizione, tutti i sacrifici richiesti dalla sacra Lotta di Liberazione Nazionale.
Dell’aureo emblema che fregia la nostra bandiera noi vediamo onorati tutti i nostri caduti.

-AI MORTI DI NAIARDA-

Ogni giorno, mi dicono, il tuo volto
si fa più bianco;
ogni giorno più tremula, mi dicono,
la tua voce.
Io so: tu pensi al figlio tuo che dorme
nella tormenta
e sogna il pane che non l’ha sfamato.
Tu piangi e preghi.
Tuo figlio sogna, accanto ha l’arma fida
lucente e fredda
come la neve che cade, e il torpore
lento l’invade,
mentre ode la voce dolce della madre
che ognor lo culla
nella sua piccola casa. Tuo figlio è …
morto di fame,
tuo figlio è morto di freddo sperduto
sui monti bianchi
de la sua terra schiava. Madri! Sacro
sia l’odio eterno
a chi uccise il figlio, eroe d’Italia,
su la sua terra
insanguinata. Odio a chi lo volle
schiavo. Al fratello
che l’inseguì sui monti ricompaia
il suo volto
contraffatto dal gelo, e lo redima.
Ieri tuo figlio
è morto: a lui sia gloria! E voi piangete
o Madri sulla carne viva de la
vostra carne, sui monti di Naiarda.   
  
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Ricordiamo alla memoria di tutti i compagni il Compagno Grifo caduto il giorno 2 marzo 1945. In lui ricordiamo tutti i nostri gloriosi compagni caduti all’alba di questo nuovo anno di Lotta Partigiana”.

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Fin qui il secondo numero di “Carnia Libera”. Gli articoli non sono firmati. La battitura a computer è mia cioè di Laura Matelda Puppini. Si ringrazia l’IFSML, per gli originali. L’immagine che correda l’articolo rappresenta la prima pagina del secondo numero del foglio partigiano.

Ho pubblicato il primo numero di Carnia libera sempre su www.nonsolocarnia.info il 24 gennaio 2017.
VIETATA LA RIPRODUZIONE. PRIMA PUBBLICAZIONE, CHE IO SAPPIA.
Laura Matelda Puppini

  

  

      

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