C’è un volume che mi ha insegnato molte cose sull’economia anche se è un volume non recente e si riferisce all’economia americana, ma con addentellati anche alla economia europea e di alcuni paesi europei. Il volume si intitola: “Il ruolo economico della stato”, l’autore è Joseph E. Stiglitz, mentre il curatore è Arnold Heertje, ed è stato edito da ‘Il Mulino’ nel 2009 (Ia ed. in inglese, 1989). Per la verità il noto economista americano ha scritto solo il saggio centrale che dà, pure, titolo al libro, gli altri capitoli sono scritti da diversi autori esperti in materia, che intervengono sulla questione posta. E da questo volume ricaverò alcune considerazioni per capire cosa sta accadendo oggi.

Società fra Stato e mercato.

Flavio Debono, nella sua presentazione dell’edizione italiana dell’opera, sottolinea come ci siano due istituzioni economiche prevalenti nelle moderne economie occidentali, e sono lo Stato ed il mercato. Nel caso di questo testo ‘lo stato’ di cui si parla è uno stato democratico, ma nel 1987 «circa la metà dei governi del pianeta non erano democratici» (Stiglitz, p. 6).

Inoltre sempre Debono parla di un ‘sistema statunitense’ e di uno europeo, che hanno come temi di dibattito ed intervento: “la privatizzazione, la deregolamentazione, la gestione del bilancio pubblico”.

Il sistema americano allora si caratterizzava per una quota relativamente bassa di produzione pubblica rispetto a quella privata e per una severa regolamentazione dei mercati attraverso norme antitrust, la cui presenza e ruolo erano stati definiti alla fine dell’Ottocento (prima legge americana antitrust: 1890). Il modello europeo invece, era caratterizzato da una massiccia presenza di imprese pubbliche, ma poi, con il passare degli anni, anche l’Europa e l’Italia hanno scelto di andare verso la privatizzazione ed il modello americano, esaltandolo e non analizzandone i limiti e senza approntare strumenti reali di controllo, almeno per quanto riguarda la nostra Nazione, e con la presenza di una corruzione ai massimi livelli, di cosche mafiose di diverso tipo, ed eliminando discorsi di tipo etico-valoriale. E questo lo dico io.

Inoltre lo Stato ha il compito (pure e non solo) di allocare e distribuire risorse, ma con vincoli di universalità ed equità, e quindi il discorso economico, nei paesi democratici, presuppone pure il consenso dei cittadini su aspetti morali imprescindibili, che invece non fanno parte del mercato, ove vigono solo «imperativi pragmatici». Non da ultimo lo Stato può esercitare sui cittadini il potere coercitivo, che altre istituzioni, almeno in apparenza, non hanno (F. Delbono, op. cit., pp. 5-9), ma non per peggiorare la loro situazione togliendo loro risorse vitali come l’energia, senza un motivo logico e non per carenza globale di materia prima.

Il problema per lo Stato dell’evasione fiscale. 

Naturalmente lo Stato non può avere entrate sufficienti da allocare se vi è una forte evasione fiscale, come succede in Italia, da parte dei più ricchi in particolare, non certo dei lavoratori a stipendio fisso o dei pensionati. Ora in che settori investire ed anche in quali produrre, gestendo in proprio o ricorrendo a privati è scelta di ogni stato o confederazione, ma certamente la difesa è in mano prevalentemente allo stato. Solo che se, per volere esterno, lo stato decide, senza consenso dei cittadini, come accaduto ora in Italia, di spendere in armi almeno il 2% del Pil, senza neppure esser stato attaccato, e quindi non per difesa ma per altri motivi, allora verranno a mancare le somme, già erose dall’evasione fiscale,  per i servizi ed il benessere dei cittadini. Inoltre chiediamocelo: quali correttivi sono stati approntati dai diversi governi italiani per limitare concretamente la grande evasione fiscale? Ed è ormai prassi che i governi scarichino il costo dei loro errori sui cittadini, sempre più poveri. E stiamo parlando di situazioni generantesi all’interno di governi democratici.

Ma in Italia abbiamo ancora un governo democratico?

Ma per fare scelte così folli ed impopolari, uno stato democratico non può essere più tale, ed ecco il desiderio di presidenzialismo in Italia, e di ‘avere un premier’ ed un governo personalistico e direi simil dittatoriale, concretizzato da Monti e Berlusconi ed esplicitato anche da Draghi, con 2 o 3 al seguito, ed ora al servizio di Biden, degli Usa e della Nato, che non hanno come obiettivo il welfare dei cittadini italiani, ma altro. Ma anche l’Europa …
Ed ecco una Unione Europea senza contrappesi in mano alla Von der Leyen che viaggia da Zelens’kyj e con la moglie di Zelens’kyj in Europa, senza che alcuno sappia più dell’esistenza di un Parlamento Europeo, messo fuori gioco, e pare con un desiderio di  mostrare se stessa ed il proprio potere a livello mediatico, come altri politici, quasi fossimo ritornati agli czar della grande Russia, ma dimostrando poi, come altri politici, tutta la sua incapacità in un momento come questo, dopo aver creato una destabilizzazione ed un impoverimento dell’ Unione Europea, dove ognuno va per conto suo. Peggio di così…

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“Lo ha detto Draghi, lo ha detto Zelens’kyj, lo ha detto Von der Leyen: così dal mondo sparisce la democrazia e si ritorna ai governi assoluti, ai nuovi ‘imperatori’, poco importa se appartenenti al sesso femminile o maschile, che stanno creando problemi improvvisi e grossissimi ed affossando ogni conquista libertaria post- bellica. Infatti uno stato non può definirsi democratico solo perché contempla elezioni, in quanto esiste un metodo democratico di governare la cosa pubblica, una divisione dei poteri, un fondamento valoriale ed etico dello stato stesso, che in Italia è sempre più difficile cogliere.

E credetemi queste scelte di ritornare indietro, di cancellare la vera democrazia e la nostra carta costituzionale non sono fatte a caso, ma volutamente, e hanno avuto nel passato come primi attori Berlusconi e Renzi. Perché, la si giri come si vuole, questa Italia nata dalla resistenza al nazifascismo, non ha più nulla, in concreto, dei valori e dettami della Costituzione del 1948, con la scusa dell’ “Eh, ma …”, e quella primavera è stata affossata.

I compiti di un governo democratico.

Inoltre non è compito definito dalla Costituzione italiana per un governo, che esercita il solo e mero potere esecutivo, quello di mettersi a giocare belligerando a livello economico finanziario contro uno stato o l’altro, per affamare un popolo o l’altro, entrando prepotentemente in questioni altrui, per non vedere le proprie (e l’Ucraina non è neppure nella Nato), e senza lungimiranza e senza saperlo fare, affossando la propria economia, distanziandosi sempre più dai cittadini e iniziando a disegnare un altro stato, succube e solo con una parvenza di democrazia, vista l’oligarchia al potere, dove un piccolissimo partito come Italia Viva ha fatto cadere il governo Conte che aveva il favore degli italiani ed aveva portato a casa i soldi del Pnrr,  e grazie alla legge elettorale proposta dal Pd Rosato, ora passato a Italia Viva.

E certamente non è compito dello stato (che non si deve, in democrazia, identificare con il governo) privare di pane e lavoro i cittadini per gli interessi degli Usa, che sono una Nazione diversa e che fa i fatti suoi e si interessa della sua economia, a cui non siamo legati come cagnolini al guinzaglio, da cui il padrone pretende comportamenti autolesionistici e suicidari.

E io credo che, a livello teorico, la nazionalizzazione dell’energia elettrica in Italia non fosse stata un errore, perché, per una nazione, quello dell’energia è settore strategico, e se è in mano a privati e si contratta a livello cosmopolita sui mercati olandesi, si può finir male come l’Italia ora. E ricordo che attualmente le leggi del mercato e della finanza esulano da aspetti valoriali, a meno che non li usino come paravento per scopi propri, servendosi della politica. E se erro correggetemi.

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Sì ad un Parlamento formato da due camere, no ad un premier decidi tutto con due o tre al seguito.

Ma perché siamo finiti così? Perché il governo dei migliori, in mano a 4 persone di numero: Draghi, Di Maio, Guerini e Franco, così ha deciso … Ditemi un po’ voi che hanno fatto della Costituzione … che proprio questo non voleva, perché i Padri Costituenti che la stilarono sapevano benissimo come va a finire quando decidono in quattro … senza contrappesi …. senza dover mai rispondere … Avevano sperimentato, infatti, Mussolini ed il gran Consiglio del Fascismo …

Ma anche in Italia, grazie Mario Monti, il sogno di un presidente del Consiglio, (vissuto come uno sopra gli altri), di diventare il leader assoluto di un paese, di fare il nuovo ‘re Sole’ è una realtà, e lo è dal 2012.
Leggete per esempio questa lettera, ma ve ne sono altre, della Presidenza del Consiglio dei Ministri del luglio 2022.

«Trasmissione dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 22 luglio 2022, ha trasmesso, ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, concernente l’esercizio di poteri speciali inerenti agli attivi strategici nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, l‘estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 luglio 2022, recante l’esercizio di poteri speciali, con prescrizioni, in relazione alla notifica ….». (https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0733&tipo=documenti_seduta).

Cosa veniamo a sapere da questo testo? Che in Italia da 10 anni è possibile per il Presidente del Consiglio, esercitare poteri speciali in materia di energia, trasporti, comunicazioni …  in particolare dal 2012 quando era Presidente del Consiglio Mario Monti … sostenuto un po’ da tutti, in particolare da: PdL, PD, UdC, FLI, ApI, RI, MpA, Fareitalia, PID, PLI,  PRI, LD, AdC, PSI, MAIE, IdV. (Tra l’altro è tutto italiano il creare, da parte sempre degli stessi, una miriade di partitini, per primeggiare, che poi magari, come Italia Viva, distruggono un buon governo, e che magari poi si sciolgono, cambiano nome etc. in un marasma incredibile e senza un progetto reale specifico). 

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E comunque anche in presenza di un premier, ma con contrappesi, non così, non vi è una riga del nostro apparato normativo statale che implichi che i poteri forti di uno solo, (esercitabili in ambiti strategici, ed ottenuti attraverso un decreto legge), vengano utilizzati contro gli italiani, per peggiorarne la vita, altrimenti il ruolo dello stato non esiste più ed esiste solo la finanza che domina i mercati e supera gli Stati, ed impone un sistema coercitivo dittatoriale che va contro il popolo. E così si finisce come ora, all’Europa di Versailles e delle tre prestigiose sedi, dove alcuni si sentono, secondo me, dei Re Sole o la regina Vittoria, che impongono, con la frusta ed il dolcetto consolatorio, lacrime e sangue ad altri, attraverso i loro inviati ed imposti.

E sono, almeno in Italia,sempre gli stessi politici, gli stessi volti e le stesse bocche che ci propinano le stesse cose, e che formano ormai una aristocrazia chiusa dove ben pochi possono entrare, e con mille salvacondotti personali, mantenuta e foraggiata con i soldi della povera gente. Ma ve lo immaginate lo stato italiano, con tutti i suoi settori delicati, in mano a Giorgia Meloni, o a Enrico Letta, o a Matteo Salvini?

E IO ANDRÒ DOMENICA PROSSIMA A VOTARE PER CAMERA E SENATO, NON PER UN PREMIER

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E da questo discende un altro problema: quello della scelta della leadership.

C’è un altro problema, sottolineato anche da Stiglitz (Ivi, pp. 40-41), che incide massicciamente sull’ efficienza di una azienda e nell’azione economica e politica di uno Stato, ed è la scelta della leadership. E, dati i poteri di coercizione dello Stato, anche la scelta di chi governa è importantissima, ma qui è in mano unicamente ai partiti ed ad un sistema elettorale da loro deciso e perverso, in cui sono loro a determinare  chi mettere in lista, e sono sempre quelli della ristretta oligarchia che si sono già mostrati più che inefficienti, visti gli scenari verso cui volge la nostra Nazione, e che “se la cantano e se la sonano” tra loro non modificando nulla e demandando ad un futuro futuribile i reali problemi del paese, trovandosi così in eterna emergenza senza sapere che fare.

Ed il compito dello Stato e del governo di un paese dovrebbe essere quello di migliorare la vita dei cittadini, di rispondere alle esigenze della popolazione, seguendo il principio dell’universalità ed equità, di sapere prontamente agire al mutare di scenari e contesti. Nulla di tutto questo è avvenuto per la Ue e l’Italia, nel caso della crisi Russia – Ucraina, dove ora si propone ed impone a cittadini, con diversi tempi di vita, di spegnere luce e riscaldamento, lavatrice e frigo, perché “si deve”, per bizzarìe ed ingerenze politiche, trasformandoci, tra l’altro, in colonia americana. Infatti noi possiamo dire che chi invade un altro stato sovrano è sempre nel torto, ma fra questo ed eviraci da soli anche no. E sono anni che Russia e Ucraina litigano pesantemente. E qual è quello stato che, se i suoi governanti non sono ripieni di sadismo, toglie beni essenziali per la vita ai suoi cittadini per sanzionare uno stato estero che ha beghe con un altro suo vicino tra l’altro da anni e anni?  E la Nato ha detto che questa guerra durerà 25 anni, dopo di che, ma io non ci sarò più, finirà per sfinimento, quando avremo speso tutto in armi e niente in pane, ed avremo distrutto il mondo. E se, come dice Stigliz, è difficile talvolta sapere a priori se un manager sarà all’altezza dei compiti affidatigli (Ivi, p. 41), è anche vero che in alcuni casi è palese l’incapacità di governare di alcuni, come a mio avviso la Von der Leyen e Draghi che ci stanno lasciando senza fonti energetiche e magari pensano di fare poi le dame di San Vincenzo.

Pertanto la dirigenza politica sia italiana che europea è da mandare a casa, perché ci fa vedere un futuro solo di freddo, fame, razionamento di beni imprescindibili per la vita, e di morte per malattia, mancando pure la sanità pubblica. Insomma noi europei, o meglio due che hanno deciso per noi, ci hanno trascinato nella ‘tempesta perfetta’ di cui ha parlato Putin, per giungere al tracollo. E non sono filo tizio o filo caio, anche perché non ho mai identificato la Russia ed il suo grande e variegato popolo, formato da uomini donne, giovani e giovanette, bambini e bambine, vecchi ed anziane, con un leader o l’altro. La Russia non è Putin e Putin non è la Russia, come Zelens’kyj non è l’Ucraina ed il popolo ucraino non è Zelens’kyj, e noi non siamo l’imposto da Mattarella e mai eletto Draghi e Draghi non è noi, ma egli ha rappresentato la Costituzione italiana ed il popolo d’Italia, che ha trascinato in una catastrofe.

Ma può succedere, come in Italia che …

Ma può accadere che coloro che si trovano alla guida di uno Stato siano completamente inadeguati a svolgere i loro compiti e che non si riesca a scollarli dalla sedia. Inoltre il caso di Virginia Raggi a Roma ci ha mostrato come partiti che farebbero meglio a vedere la trave nel loro occhio piuttosto che il fuscello in quello altrui, possano usare l’arma della denuncia per far cadere il collaboratore privilegiato, vista la sua competenza in settore delicato, di un sindaco, per cercare di divenire a nuove elezioni e ribaltare l’esito palese delle urne. Ma nel caso di Virginia plurime furono le armi usate.  Ed il riferimento è al caso Muraro, assessora poi assolta da quanto contestatole. Così le spazzature sono ancora lì … nelle strade, nonostante destre e sinistre avvicendatesi al potere capitolino.  (Cfr anche, su www.nonsolocarnia.info, il mio: Penna bianca penna nera, o forse solamente penna a sfera. Sull’informazione, ma su che cosa?).

Un altro problema è l’informazione.

Ma in Italia vi è un altro grande problema ed è quello dell’informazione che, attraverso il finanziamento pubblico della stampa, è diventato succube di partiti. E così scrivevo, riportando delle considerazioni di Marco Travaglio a Festival Costituzione, nel giugno 2021: «il ruolo della stampa, in un contesto in cui ormai l’informazione viene definita il quarto potere, è stato messo in evidenza anche da Marco Travaglio, che ha sottolineato il compito della mala informazione nel non far capire l’accaduto. E la stampa in Italia, tranne Il Fatto Quotidiano che vive degli acquisti e della pubblicità, viene influenzata dai gruppi economici che la finanziano, per esempio il gruppo De Benedetti o Angelucci, o Caltagirone, e dai partiti, che utilizzano i giornali come bastone verso i politici che non fanno l’interesse del padrone e come carota per nutrire chi invece li fa». (Quando non vi è trasparenza, simmetria di potere, informazione corretta, non vi possono essere democrazia e libertà di pensiero, in: www.nonsolocarnia.info).

«Ma esiste – continuavo riprendendo sempre Travaglio- anche un altro modo di manipolare le coscienze e di ottundere la realtà ed è quello di cambiare nome alle cose, per cercare di cambiare la realtà e la sua percezione da parte della gente. Così la latitanza di Craxi si trasforma in esilio, chi pretende che la legge venga applicata viene definito un ‘manettaro’, il presidente di una regione si trasforma, impropriamente, in un governatore, titolo che viene dato solo ai capi degli stati confederati Usa». (Ivi).

E vi è anche stampa che propone informazione distorta per indirizzare il consenso, ed io che leggo talvolta i titoli e due righe di ‘Repubblica’, direi che è uno di questi, e se erro correggetemi, ma anche il Corriere della Sera non pare più quello che piaceva tanto a Romano Marchetti ed a suo padre. Ma vi ricordate cosa ci hanno propinato i primi mesi dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia?

E ormai lo Stato finanzia ordinariamente giornali e periodici …

Per quanto riguarda il finanziamento pubblico dei giornali e della stampa, su https://www.lindipendente.online/2022/01/02/il-finanziamento-pubblico-ai-giornali-e-raddoppiato-durante-la-pandemia/, si legge che: «Da quando il covid è diventato la principale notizia, i finanziamenti pubblici a sostegno dei giornali sono raddoppiati. L’Italia non è un’eccezione: i finanziamenti pubblici sono passati da 175,6 milioni a 386,6, con un incremento del 120%. I “sostegni diretti”, sono rimasti su 88 milioni circa. Quelli indiretti 64,5 milioni e tra questi compaiono, ad esempio, i contributi alle scuole per l’acquisto di quotidiani (come per l’Opinione), oppure i contributi speciali per le risoluzioni delle crisi aziendali (come quella de Il Sole 24 ore). Nel 2021, inoltre, lo Stato ha stanziato 232,9 milioni di euro supplementari (143 milioni nel 2020) sotto forma di crediti d’imposta. Particolarmente favorevole per i grandi editori è la “Forfettizzazione delle rese al 95%” per cui si ha Iva agevolata al 4% e che si applica solo al 5% delle copie. Questo ha significato per Cairo, Gedi e Mondadori (fatturato di 2 miliardi nel 2020), un risparmio di 360 milioni. Di cui 71 diretti a giornali diffusi in Italia e il resto suddiviso tra minoranze linguistiche, periodici diffusi all’estero, contributi a giornali per non vedenti e per varie associazioni».(Ivi).

Tra i quotidiani finanziati direttamente, si trovano giornali come: Il Foglio, Libero, l’Opinione, il Secolo d’Italia, il cattolico Avvenire, il periodico Famiglia Cristiana, Il manifesto. Ma, da che si sa, «lo Stato spende molto più di quanto dichiara» (Ivi), almeno secondo un rapporto che parla, per il periodo che va dal 2014 al 2027 di 1 miliardo e 813 milioni di euro per il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria”, che sta diventando ben poco straordinario, ma in Italia è sempre così.

E, «mentre il popolo arranca e la crisi energetica imperversa, lo Stato italiano continua a donare soldi ai giornali e nel frattempo, la qualità d’informazione appare tutt’altro che migliorata».

Se spendi in armi, inoltre, non spendi in pane e lavoro, sanità e istruzione. E in Italia pare che il privato abbia scambiato lo Stato e le Regioni, peraltro condiscendenti, in finanziarie a fondo perduto.

Infine vi è il problema della programmazione e previsione a lungo termine.

Mi ricordo che il mio carissimo amico Romano Marchetti, non certo comunista, mi diceva sempre che una cosa che approvava dell’Urss erano i piani pluriennali di sviluppo, quasi a sottintendere che l’Italia, invece, non sapeva proprio programmare a lungo termine. E magari se invece di impelagarci in una improvvisa crociata antirussa ci avessimo pensato un prima e fossimo stati più cauti, non saremmo finiti così. Ma la Von der Leyen ha accelerato tutto, novella Giovanna D’Arco partita per una crociata che, come tante, si è rivelata un suicidio. Inoltre non si può creare una crisi improvvisa e destabilizzante per la popolazione senza averla neppure prevista.

Ed infine ricordo a tutti i filo americani che, come scrive Mark Perlman (nel suo saggio in J. Stiglitz, op. cit., p. 110) i Padri fondatori dello Stato americano volevano per la federazione americana, «un governo della gente, per la gente, e fatto dalla gente», come disse Abramo Lincoln. Ma la lotta contro i burocrati doveva miseramente fallire, ed ora «la gran parte della classe dirigente eletta, che se ne renda conto o no, rischia di essere relegata in seconda linea […]», mentre il potere si concentra in poche mani. Inoltre, uno dei rischi evidenziati da Adam Smith era quello di evitare la creazione di potenti istituzioni amministrative, per loro natura mercantiliste, che potessero influenzare la politica. Ma siamo giunti a questo punto con le multinazionali del gas, che sono per loro natura ‘mercantiliste’, ed i loro prezzi, che nessuno può o sa abbassare.

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Ci sono molti altri problemi che ho letto sul volume “Il ruolo economico della Stato’, ed altri che mi vengono alla mente, pensando alla situazione odierna, per esempio cosa significhino ora ‘centrosinistra’ e ‘centrodestra’ quando per me, come ho già scritto, una volta esistevano la destra e la sinistra, che non passavano per il centro, ma ora esiste una ‘cosa’ una specie di ‘medusa gelatinosa’, priva di valori fondanti piazzata in quasi tutto l’arco costituzionale. Ma per ora mi fermo qui.

Senza voler offendere alcuno, credetemi, ma per dire la mia, queste riflessioni ho scritto. Ed ho 71 anni, e ne ho viste tante e ne ho sentite e lette tante …. E se avete opinioni diverse vi prego di scrivermele, e se erro correggetemi, ma vi dico anche che non so come Gad Lerner (‘È giusto il no al riarmo. Ma Kiev è bene aiutarla, in: Il Fatto Quotidiano, 15 settembre 2022) possa ancora parlare di aiuto alla ‘resistenza ucraina’, quando speriamo di riuscire ad aiutarci da soli a sopravvivere.

Laura Matelda Puppini

L’immagine che accompagna l’articolo è tratta da: https://slideplayer.it/slide/4924507/ ed è quella che presenta l’articolo: “Teoria keynesiana ed intervento dello stato in economia”, del prof. Francesco Lopez.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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