Non ho mai personalmente apprezzato la giunta Fedriga 1-2, che pare si comporti, a livello politico decisionale, a mio sommessissimo avviso, più come una specie di gran consiglio del fascismo che altro, con, a livello più basso, alcuni sindaci che tendono a decidere da soli, (basta vedere il caso dei tracciati della pista di 70 chilometri per motoslitte in Val Tagliamento) o silenti. E quando Renzo Tondo dice che in Carnia manca una opposizione che faciliti il dibattito politico, ha pure ragione. E che dire del recentissimo progetto: “Dolomiti Playground – Un patto ambientale per la montagna friulana occidentale”, che pare implichi di costruire stradoni anche allargando sentieri ed ha per capofila il sindaco di Forni di Sopra, dott. Marco Lenna? Per chi non lo conoscesse ne ho accennato nel mio “Mentre la montagna frana, la destra in regione continua con la politica degli stradoni, questa volta per le e- bikes”, sempre su www.nonsolocarnia.info.  Insomma a me pare che, sopra la testa dei cittadini, la giunta faccia passare una serie di sventramenti del territorio, che lo renderanno ben poco vivibile e molto più franoso e pericoloso.

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Detto questo, mi rendo conto, però, che forse non avevo capito perfettamente, sino ad ora, la gravità del progetto globale per il Friuli e la Carnia di questa giunta vecchia/nuova (riprendendo ipotesi che datano decine di anni fa, e dal vecchio corridoio 5, redatte quando pochi ancora qui conoscevano i mutamenti climatici in atto ed aggiugrendovi new entries), che trasforma le nostre terre, che furono bellissime, in mere vie di transito per mezzi pesanti, togliendo spazi fertili ed azzerando salubrità, ambiente, salute per i residenti e paesaggio, che non è già più quello da cartolina che molti ancora postano. E se il corridoio 5, pensato non ora in funzione dell’Est e di Kiev, che abbiamo già armato e di cui stiamo sostenendo ancora come nazione il peso dei profughi, che vorrebbero tornare a casa loro, non si può realizzare con le ferrovie (non serve la tav bastano i binari  normali, perché io non ho mai visto treni merci formati da moltissimi carri pesantissimi, schizzare sui binari come frecce), si realizzerà, per mano della Lega e della maggioranza in Regione Fvg, con stradoni e favorendo il passaggio di enormi tir, di proprietà, fra l’altro, per lo più di ditte dell’Est Europa, giorno e notte, giorno e notte sulle terre carniche e friulane, mentre i gas di scarico oscureranno il cielo e riempiranno i polmoni. Ma pare che la giunta vecchia/nuova a guida leghista voglia proprio così. Ma a chi giova tutto ciò? Non ai cittadini friulani ed ai quattro gatti carnici, non al tanto decantato turismo, non al “Io sono Fvg”, pertanto chiediamocelo. Poi se qualche monte smotterà, come ora il Pal Piccolo, se qualche inutile pista forestale in alta quota, configurata però come uno stradone a due corsie, neppure terminata, franerà, magari qualcuno dirà che si deve incolpare il fato, ma io fortemente ne dubito. Inoltre è noto che il passaggio di tir è fonte oltre che di inquinamento atmosferico da co2 e polveri sottili, anche da benzene, di surriscaldamento ambientale. (1). Ma cosa volete che sia …

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 Invece il Tirolo ha posto una serie di regole per il traffico pesante, e le invocano da tempo gli ambientalisti del Cadore, dove le montagne si stanno sgretolando pezzo per pezzo, ma nessuno lo sa perché nessuno legge ‘Il Dolomiti’, che riporta le buone notizie ma pure quelle allarmanti.

Questo articolo però è dedicato in particolare al Passo di Monte Croce Carnico, post frana ed ad alcune considerazioni pervenutemi dal un gruppo del Tirolo: “Stop Transit – Tirolo Orientale” sotto forma di comunicato che pubblico con il suo assenso. Inoltre, da quanto ho sin qui scritto, si potrebbe compredere perchè  il dott. Massimiliano Fedriga voglia interessarsi in prima persona del Passo di Monte Croce Carnico, che pare stia a cuore anche a Stefano Mazzolini, fino a qualche giorno fa sostenitore a spada tratta del traforo (2). Ed ora ho anche capito perché la Lega e la giunta non vogliano spendere in sanità: hanno ben altri sogni da inseguire con i nostri soldi. Ma finché ci inchiniamo alle loro scelte e pendiamo dalle loro labbra … E se erro correggetemi.

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Questo il testo speditomi da , ove ho solo cercato di risolvere, modificando leggermente la forma, alcuni problemi dati, presumibilmente, dall’uso del traduttore automatico. Alcune note di riferimento sono già presenti nel comunicato, datato prima del 12 dicembre 2023, così ho precisato quali sono, invece, solo mie.

Titolo originale: «Comunicato stampa di “Stop Transit – Tirolo Orientale”, sostenuta dall’associazione “Osttirol Natur”, da “gegenverkehr Lienz / Osttirol” e dal gruppo di lavoro “Arbeitsgemeinschaft Lebensraum Oberes Drautal”, in occasione della conferenza governativa congiunta dei governi provinciali della Carinzia e del Tirolo che si terrà il 12 dicembre 2023 a Lienz: incluso il tema del “trasporto transfrontaliero». (3).

Così inizia il testo inviatomi il 15 dicembre 2023.

«Secondo il comunicato stampa ufficiale del Land Tirolo, nel corso di  questa conferenza governativa Tirolo-Carinzia che si terrà a Lienz (il 12 dicembre 2023), si discuterà anche del “traffico transfrontaliero”, in relazione alla situazione creatasi al Passo del Monte Croce Carnico; dell’ampliamento della B100 nell’Alta Valle della Drava e nel Tirolo Orientale (variante di circonvallazione sud a Sillian); dell’ ampliamento, su larga scala, della strada della Val Pusteria in Alto Adige e dell’esistente strada statale di Alemagna, grazie a  finanziamenti speciali per le Olimpiadi invernali di Cortina 2026;  ed infine del transito, in aumento, di tir e camion, nel corso dei previsti interventi sull’autostrada del Brennero. Infatti si teme fortemente che la nostra regione (del Tirolo n.d.r)  rischi di essere trasformata intenzionalmente in un hotspot per il traffico di transito transalpino in direzione nord-sud ed est-ovest». (4).

Per quanto riguarda il Passo di Monte Croce Carnico ora chiuso per un grande smottamento del Pal Piccolo, dal versante ancora instabile, così si legge:   

«Sebbene le indagini sulle possibilità di ristrutturazione dei tratti di strada interessati dalla frana sul versante italiano del Passo di Monte Croce Carnico non siano ancora iniziate, alcuni ambienti della Carinzia e del Tirolo Orientale parlano già di un nuovo tunnel di Monte Croce Carnico, anche se un simile progetto era già stato respinto all’inizio degli anni ’90 a causa di accese proteste nel Tirolo Orientale, nell’Alta Carinzia, nel Pinzgau, a St. Johann, a Kitzbühel e a Kufstein, anche a livello politico regionale.

Nel 2017, l’allora governo della regione Friuli Venezia Giulia ha raggiunto un accordo con l’amministrazione stradale italiana per ampliare la strada del passo per 63 milioni di euro. Anche l’ex sindaco di Paluzza e attuale consigliere regionale (PD), Massimo Mentil, era favorevole a questo ampliamento della strada del passo. La strada del passo è stata ampliata anche sul versante austriaco per soddisfare il turismo. Ciò non ha impedito al governo subentrante sotto la guida della Lega di riaccendere la questione del tunnel di Monte Croce Carnico, in quanto vuole aprire una nuova via di transito transalpina per i camion tra il porto di Trieste e la Germania meridionale e oltre. Il porto di Trieste, che fino alla recente cancellazione da parte del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni faceva anche parte della nuova “Via della Seta cinese” marittima, è in fase di ampliamento per accogliere le navi portacontainer più grandi, che arrivano principalmente attraverso il Canale di Suez, ed è destinato a competere con i porti del Nord Atlantico come Rotterdam, Amburgo, ecc». (5).

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Nel 2019, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini ha fatto pressione a favore del tunnel/traforo sotto il Monte Croce Carnico nei colloqui con l’attuale vicegovernatore della Carinzia e responsabile delle costruzioni stradali Martin Gruber – che dovrebbe includere anche Lienz.

Alla fine di luglio 2020, il Consiglio regionale dominato dalla LEGA ha approvato una risoluzione a maggioranza che obbliga il governo regionale a creare il tunnel ed ad ampliare la strada di collegamento di Monte Croce Carnico, a creare un tunnel sotto il Monte Rest ed a trasformare la strada Cimpello-Sequals-Gemona in un’autostrada a quattro corsie, se le risorse finaziarie saranno disponibili. (6).

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La strada del passo Monte Croce Carnico inizia a Tolmezzo, un paese vicino a Gemona.Nel nuovo Parco Carnia-Industria di Tolmezzo (7) è stato costruito anche un grande centro logistico, che naturalmente ha creato una nuova fonte di traffico di mezzi pesanti, dato che non esiste un collegamento ferroviario.

Nel 2021, la Giunta regionale ha pubblicato un dossier in base al quale il tunnel di Monte Croce Carnico e le strade di collegamento sopra citate dovevano essere costruite anche come strade di collegamento al Corridoio Baltico-Adriatico (dall’Adriatico ai porti del Baltico) – si veda l’allegato (8).

In un piano di coordinamento regionale del Veneto, il tunnel di Monte Croce Carnico è persino citato come obiettivo per l’ulteriore costruzione della via dell’Alemagna (da Lorenzago con un tunnel sotto il Passo della Mauria fino a Tolmezzo).

Il tunnel di Monte Croce Carnico non avrebbe quindi finalità turistiche, ma soprattutto la creazione di una nuova via di transito transalpina.  Anche l’ex responsabile delle costruzioni stradali della Carinzia, Gerhard Dörfler, ha avvertito, in un discorso al parlamento statale, che una variante in galleria di cresta (circa 1000 metri sul livello del mare) aprirebbe una via di transito anche per i camion, perché questa variante di galleria eliminerebbe anche tutti i tornanti che ostacolano il transito.

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L’espansione stradale aggrava i cambiamenti climatici e il consumo di suolo.

Come hanno dimostrato studi recenti, la temperatura media nelle Alpi è aumentata molto di più rispetto alla media globale e le conseguenze, come alluvioni, disastri nevosi, deperimento dei ghiacciai e delle foreste e periodi di siccità, sono sempre più frequenti.  Il rumore e i gas di scarico hanno un effetto molto più drammatico nelle strette valli alpine che in pianura.

Nel 2022, le più alte concentrazioni di particolato particolarmente dannoso (2,5 PM) di tutti i punti di misurazione tirolesi sono state misurate nel punto di misurazione di Lienz Amlacherkreuzung.

La fonte più significativa di particolato è il traffico stradale (abrasione di pneumatici, freni e frizione), che rappresenta circa il 40%. L’ulteriore espansione delle strade significa anche che il suolo viene irrimediabilmente sigillato, il che non solo limita sempre più la superficie necessaria per l’agricoltura e l’autosufficienza, ma anche che il suolo diventa serbatoio di CO2.

L’amministratore delegato della österreich. Hagelversicherung, il dottor Weinberger, non si stanca di mettere in guardia sulle conseguenze del livello particolarmente elevato di consumo di suolo in Austria.

Pertanto: NO a qualsiasi tunnel di Monte Croce Carnico, piuttosto ampliamento/ristrutturazione della strada di valico!

Iniziativa Stop Transit – Tirolo Orientale».

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 L’Associazione Stop Transit – Tirolo Orientale, mi ha pure inviato degli interessantissimi allegati, in particolare uno relativo alle regole che normano il traffico pesante in Tirolo, tenendo conto anche di quanto dice la Ue, che riporterò successivamente. (9).

Per quanto riguarda, ancora, il passo di Monte Croce Carnico, in un recente articolo pubblicato dal Messaggero Veneto il 22 dicembre 2023, firmato da Giacomina Pellizzari, intitolato: “La strada di Monte Croce Carnico e la frana fra Italia e Austria che ferma i turisti, si legge che per il passo in questione ci sono  400.000 passaggi l’anno di mezzi a motore, di cui 10.000 sono tir. Non saranno un po’ troppi, mi chiedo, per una montagna fragile, quando esiste già l’autostrada Amaro – Tarvisio? La Lega con Fedriga e Mazzolini, invece di voler favorire ad ogni costo il traffico pesante, dovrebbe pensare alla tenuta del territorio carnico/friulano, che rischia di diventare una specie di “camera a gas” per noi residenti, invece che guardare a progetti di grandezza fuoriluogo.

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Infine l’impressione non solo mia, è che la Lega, dovunque si parli di infrastrutture e trasporto, voglia essere egemone, e se erro correggetemi. Ed ho tratto questa impressione anche da un articolo firmato da Giorgio Cavallo, comparso su ‘Friulisera’ il 23 marzo 2023, intitolato: “Il traforo del Mauria: la risposta friulana al ponte sullo stretto”. In esso l’autore parla di un incontro/convegno che si sarebbe dovuto tenere  il  31 marzo 2023, a Forni di Sopra, alla presenza del Ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini, Vannia Gava sottosegretaria all’Ambiente e Sicurezza Energetica, Massimiliano Fedriga (presidente F-VG), Barbara Zilli (assessore Finanze F-VG), Marco Lenna (Sindaco Forni di Sopra), per rilanciare la prospettiva di realizzazione del traforo del Passo Mauria di collegamento tra l’alta Val Tagliamento e il Cadore. «All’inizio ho pensato allo scherzo di qualche buontempone d’altura – scrive Giorgio Cavallo – che saltuariamente annuncia iniziative clamorose come la galleria di Monte Rest o la ciclabile Claut-Forni di Sotto-Sauris». Poi una accurata verifica documentale mi ha fatto capire che è proprio vero. Motivi a prima vista insondabili spingono la Lega a cavalcare una bomba elettorale. Per ora l’informazione regionale quasi tace ma gli echi non sono mancati nell’area Bellunese con un ampio servizio del Gazzettino. Di concreto pare ci sia uno studio geologico recente di un tecnico padovano, Gianluca Marcato […]». Ma ormai in Friuli pare vada così: la stampa locale e i mezzi di informazione on-line tacciono su molti aspetti e decisioni, la gente è tutta presa dal calcio, si cercano tecnici in Veneto e i sindaci e le minoranze locali paiono, in Carnia,  davvero un po’ troppo consenzienti, mentre il dibatito politico langue. Grazie quindi a Stop Transit Osttirol ,per averci aiutato a ravvivarlo.

Senza voler offendere alcuno, ma sono per riportare un importante comunicato ed esprimere dei pareri personalissimi, questo ho scritto. E più corridoi per traffico pesante si costruiscono in Friuli, più la nostra vita diventa difficile e meno valgono i nostri immobili. Ma alla Lega questo pare poco interessi, e se erro correggetemi.

Laura Matelda Puppini

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Note.

1- Per gli effetti del traffico pesante e automobilistico sul riscaldamento globale, cfr. https://www.lasestina.unimi.it/main/scienza-e-tecnologie/traffico-e-riscaldamento-globale-il-legame-ce-e-si-sente/. (Nota di redazione di L.M.P).

2- https://www.studionord.news/monte-croce-carnico-mazzolini-per-il-traforo-con-fedriga-incontreremo-e-breve-i-vertici-carinziani/. Qui testualmente si legge: «La posizione di Mazzolini è più indirizzata verso il progetto ventilato sin dagli anni ‘60 di costruire un traforo che possa definitivamente ovviare il problema delle famigerate curve del tratto estremo della 52bis». Un possibile tunnel al valico di Monte Croce Carnico, è sempre stato in Fvg, impropriamente, chiamato: “Traforo di Monte Croce Carnico”. Inoltre è a mio avviso ridicolo che Mazzolini, ritengo a questo punto non ben conscio del problema attuale della viabilità per Monte Croce Carnico, abbia usato questo argomento per innescare una guerra meramente politico/partitica Lega- Pd, forse per impoore il traforo e zittire Mentil e Scrignaro, mentre dovrebbe avere, almeno secondo me, un po’ di senso di responsabilità. Fonte: https://www.telefriuli.it/primo-piano/passo-monte-croce-scontro-mazzolini-contro-mentil/; (Nota di redazione di L.M.P).

3 – Comunicato a me giunto già tradotto in italiano, il 15 dicembre 2023. (Nota di redazione di L.M.P).

4 – Ivi.

5 – Ivi.

6 – Nota 2 del comunicato originale, sic anche se avrebbe dovuto essere la 1, e qui nota 6: «Regione Friuli Venezia Giulia: consiglio “ORDINE DEL GIORNO n. 5 Collegato al disegno di legge n. 99 “Assestamento del bilancio per gli anni 2020-2022 ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 10 novembre 2015, n. 26”, accolto dalla Giunta regionale nella seduta n. 170 del 30 luglio 2020. Oggetto dell’o.d.g.: «Recovery Fund: La Regione impegni il Governo a sbloccare la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche».

7-Trattasi di “Carnia Industrial Park”. cfr. nel merito: https://www.carniaindustrialpark.it/it/media-press/Centro-Logistico-Tolmezzo-bando-locazione/. Il Parco previsto viene definito “Un’area strategica al centro delle vie di comunicazione con l’Europa” in: https://www.carniaindustrialpark.it/it. (Nota di redazione di L.M.P).

8 – Nota 1 del comunicato originale, anche se avrebbe dovuto essere la 2. Qui nota 8. Cfr. Percorso del Corridoio Baltico-Adriatico (il tracciato di Plöcken con tunnel sarebbe un feeder (raccordo n.d.r L.M.P.). Estratto da un grafico dell’UE sulle reti di trasporto transeuropee (TEN-T).

9 – Il Tirolo ha cercato di normare le emissioni, con una serie di divieti, come si legge in: https://www.tirol.gv.at/it/ambiente/divieti-di-circolazione-secondo-la-legge-sulla-tutela-dalle-emissioni-in-atmosfera/. Qui si legge pure che è il traffico pesante la causa principale di inquinamento atmosferico in Tirolo. Inoltre cfr. (Nota di redazione di L.M.P).

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L’ immagine che accompagna l’articolo è tratta da: https://www.osttirol-online.at/images/econa/fields/36/com_content_article/2121276/img_5629_L.jpg?t=1604230144. L.M.P.

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