Voglio porre qui la sintesi di quanto è stato detto durante l’incontro del 24 marzo a Tolmezzo, perché gli spunti dati dai candidati sono stati davvero molti e di spessore e, indipendentemente dal risultato delle elezioni, serviranno come traccia e conoscenza per il futuro. Questo è il primo articolo, siglato 1, a cui ne seguiranno altri. Infatti porre tutto su di un unico testo diventava di difficile lettura.

Io, in apertura, ho esordito dicendo che assieme a CoSMo, che sempre ringrazierò, ho voluto l’incontro, che ha fruito pure della collaborazione di Maurizio Ionico, per parlare del nostro territorio montano, per scambiarci delle opinioni anche in vista delle prossime elezioni regionali. Ed ho continuato affermando che ho incominciato ad approcciarmi ai problemi della Carnia quando aveva 16 anni, partecipando allo sciopero del 29 novembre 1967, continuando a studiare, scrivere, parlare, partecipare, sulle orme dei miei genitori. Ma ora che ho quasi 72 anni, spero finalmente di vedere qualcosa di positivo e che guardi al futuro da parte della politica per la mia terra. Questo incontro ha coinvolto rappresentanti della coalizione che sostiene Massimo Moretuzzo presidente, perché la cosa più importante è che egli vinca le elezioni. Infatti abbiamo già provato per cinque anni Fedriga e ci è bastato.

Sono stati chiamati ad intervenire, in accordo con i partiti che rappresentano: Pier Mario Flora per alleanza verdi e sinistra, Stefano d’Incà per Movimento 5 Stelle; Emilia Accomando per Open- Sinistra Fvg, Denis Baron per Patto per l’Autonomia; Massimo Mentil per il Partito Democratico. (1). Slovenska Skupnost non ha risposto all’invito. Non era infatti possibile portare al tavolo tutti i candidati per la circoscrizione di Tolmezzo di questi partiti che troverete in elenco in nota, ed ascoltarli nel tempo previsto. (2). Io ho condotto l’incontro, nel corso del quale sono intervenuti anche Ira Conti e Maurizio Ionico per presentare problemi e fare domande.

Il primo spunto per il dibattito è stato dato dalla considerazione che pare che Fedriga e la maggioranza regionale uscente abbiano condotto l’Ente Regione quasi fosse un ente privato di cui Fedriga era l’a.d. o ceo che dir si voglia e la giunta, a maggioranza di non eletti, una parvenza di consiglio di amministrazione che gestiva fondi pubblici quasi fossero privati. Ma la Regione per statuto è un ente pubblico elettivo, con una giunta ed un consiglio, che deve rispondere, utilizzando soldi pubblici, ai bisogni ed alle necessità della popolazione.

Pare anche a voi che questa siano chiavi di lettura plausibili per il procedere di Fedriga e della sua giunta? – ho chiesto ai candidati al tavolo.

Emilia Accomando. Viviamo, come cittadini del Fvg, in una situazione di isolamento.

Ha preso per prima la parola Emilia Accomando che brevemente si è presentata dicendo che si candida per Open Sinistra Fvg e che si sentita un po’ ‘precipitata’ in quella lista, ma che è contenta di dare il suo contributo. Ella ha sostenuto di amare il Friuli, pur essendo di famiglia siciliana, per la sua gente che parla poco e riflette molto, che ha forte coesione familiare, che è legata al proprio territorio. Per quanto riguarda il quesito posto ha detto: «Noi cittadini del Fvg viviamo una situazione di isolamento. Io tra l’altro sono iscritta da qualche anno a “Consiglio Avvisami” che è un servizio che fornisce la regione e che invia la sintesi di tutti gli interventi dei consiglieri regionali. E leggendoli, sono rimasta spesso davvero allibita perché gli unici commenti che mi facevano capire di che cosa si stesse discutendo in aula erano quelli dei consiglieri di minoranza. Inoltre pareva ci fosse, in consiglio,una situazione predominante di estraniamento, per non parlare di disinteresse, ed è come se il mandato, dato ai consiglieri dai cittadini, non riuscisse a creare una situazione di partecipazione e di cittadinanza».

Pier Mario Flora. C’è solo un agronomo per Carnia, Val Canale e Canal del Ferro e manca la filiera legno, ma non si progetta.

Pier Mario Flora ha iniziato il suo intervento dicendo che ringrazia Alleanza Verdi Sinistra per aver voluto la sua candidatura, pur non essendo tesserato. Quindi è entrato nel vivo del discorso facendo riferimento all’agricoltura. «Il settore agricolo- ha continuato – rappresenta solo il 4% del settore produttivo ma comunque non è nulla. Però qui, fra Carnia e Canal del Ferro, abbiamo solo un agronomo, e così non potremo mai avere una politica che cambi la nostra agricoltura. Si sono previlegiati i settori ‘zootecnia’ e ‘foreste’. Ma anche per quanto riguarda le foreste, trovandomi qualche giorno fa ad Ovaro, ho visto solo grossi camion che scendevano dai monti e si avviavano fuori regione. Da quello che si sa, i tronchi vengono lavorati fuori e poi ritornano come prodotto finito qui, con prezzi ben più alti che se fossero lavorati in loco». Manca in Carnia tutta la filiera del legno, mancano le segherie, le industrie di trasformazione – ha continuato Flora – manca una politica agricola della montagna che guardi ad una strategia di finanziamento oculato e progettato, che non può reggersi su distribuzioni di denaro a pioggia. E così noi non abbiamo di fatto una agricoltura in montagna che guardi al futuro ed il settore forestale manca di una pianificazione. Ed investiamo, magari, in viabilità assurde che incidono sul nostro territorio che è il valore più importante che abbiamo, che la Carnia ha. Ed anche l’attività formativa residenziale del Cefap di Paluzza andrebbe potenziata, dopo un lungo periodo di chiusura – ha terminato.  

Denis Baron: la giunta uscente ha avuto con enti locali e con rappresentanze politiche un rapporto cesaristico, ed un approccio apicale alle scelte strategiche senza progettualità.

Denis Baron ha esordito ringraziando gli organizzatori dell’incontro e rivolgendo una parola di saluto ad Aura Zanier e Stefano Santi, come lui candidati per Patto per l’Autonomia. Sul rapporto della giunta Fedriga con le altre rappresentanze politiche anche degli enti locali, è evidente – ha detto – che si tratta di un “rapporto cesaristico” dove la comunicazione latita, dove c’è un approccio estremamente apicale relativamente alle scelte che, fra virgolette, si potrebbero definire strategiche, ed una grande assenza di collegialità. Questo aspetto viene evidenziato anche dalla mancanza di progettualità e di una visione di sistema negli interventi regionali. E la Regione uscente ha seguito una logica distributiva di fondi che porta alla loro dispersione invece che volgerli ad azioni mirate. Ed anche la politica dei bonus contribuisce in tal senso, ed i bonus sono stati il leitmotiv degli ultimi quattro mesi di questa giunta. Inoltre a questo aspetto si aggiunge quello che pone al primo posto le grandi opere. Infine in questo modo sono venute meno la concertazione e la progettualità territoriale. E si ha francamente l’impressione che tutta la grande mole di fondi che è giunta in questi ultimi anni, che ha fatto sì che questa sia stata una delle finanziarie più ricche se non la più ricca dalla creazione della Regione Fvg, abbia, nella totale assenza di concertazione sia con i territori che con le parti politiche, dato vita ad un sistema che non ha logica progettuale volta allo sviluppo.

Stefano D’Incà. Questa Regione ha dimostrato di essere carente nella progettualità a medio e lungo termine e di aver proceduto solo con interventi a spot.

Quindi ha preso la parola Stefano D’Incà. Egli ha esordito dicendo che è tarvisiano non carnico, ma è comunque della montagna, di quella montagna friulana che dovrebbe essere più coesa ed unita. Entrando nel merito della domanda sul rapporto economico privatistico che caratterizza questa Regione e che si dipana in vari settori, in particolare per esempio in quello sanitario, così ha detto: «L’ idea di base che una amministrazione, che può essere un ente locale, un comune o la stessa Regione possa assumere ed assuma delle iniziative di stampo imprenditoriale non la ritengo idea negativa […], e spesso la politica manca di un ‘piglio’ imprenditoriale al suo interno. Invece altra cosa è lo svendere assecondando grossi gruppi economico privatistici, […] a scapito di quello che è il bene pubblico».  Poi ha concluso dicendo che, a suo avviso, all’amministrazione regionale uscente è mancata la lungimiranza e la progettualità quanto meno a medio termine. E si sono potuti notare, ed il riferimento è alla montagna in generale ed in particolare alla politica verso i poli sciistici, tanti interventi a spot che danno sicuramente un immediato risalto e provocano consenso ma che risultano completamente avulsi da un progetto a medio o lungo termine, risultando, alla fin fine, gocce in un mare.

Massimo Mentil. Questa giunta è stata caratterizzata da una fidelizzazione dell’elettorato con ‘marchette’ elettorali … che non servono per la crescita della Carnia. 

Dopo i ringraziamenti di rito, Massimo Mentil così si è espresso. «Secondo me questa giunta regionale ha ‘fidelizzato’ l’elettorato con ‘marchette’ elettorali che son partite almeno un anno fa. Perché un anno fa, con l’assestamento di bilancio al 30-31 luglio, veniva distribuito un miliardo di euro, cosa mai successa prima d’ora […]». E così ha continuato: «Io, come sindaco da 9 anni a Paluzza, posso dire che questa giunta regionale non ci rappresenta perché ha usato un metodo completamente diverso da quello che avrebbe permesso alla gente di vivere in montagna, che si ottiene con una visione precisa del territorio e delle problematiche presenti e con un utilizzo di risorse che abbia un senso e che si fondi su di un progetto di sistema.». Quindi Mentil ha portato esempi, secondo lui di questo agire sotto la giunta Fedriga. «5 milioni di euro a Forni di Sopra – ha detto – per demolire e rifare un municipio quando quel Comune ha sì e no 10 dipendenti, forse, e questo già in fase di assestamento. In fase di concertazione, poi […], ha dato 1 milione di euro a Paularo per il campo di calcio vecchio […] per fare una area attrezzata a ridosso per eventi e feste … (4). E questa politica non ha avuto inizio solo nel corso dell’ultimo anno di questa amministrazione regionale, ma è incominciata subito, dall’ insediamento della giunta Fedriga». E nel merito Mentil ha portato come esempio gli indennizzi dati dalla giunta regionale appena insediatasi ai comuni che non avevano voluto aderire alle Uti. Fra questi Zuglio, in Carnia, il quale ha preso 400.000,00 (quattrocentomila) euro per un campo in sintetico da calcio a cinque nel comune capoluogo e per uno simile a Fielis. «Io- ha concluso Mentil – voglio bene alla Carnia ma mi dite cosa ce ne facciamo di due campi di calcio a 5 fra Zuglio e Fielis?».

Termino questo prima articolo dedicato all’ incontro del 24 marzo 2023 a Tolmezzo dal titolo: “Giriamo pagina, nuove politiche per la montagna” con una riflessione: la Carnia è stata oggetto di leggi montagna, di progetti montagna, di convegni sulla montagna, che non hanno portato però di fatto a nulla, solo ad una politica poco lungimirante, sull’onda del momento, dei partiti, dei modelli nazionali, ed al continuare nella pratica del ‘becjut’. Così siamo ancora al campetto regalato a Zuglio e Fielis o alle continue strutture sportive che non si sa a chi servano, non di certo al sistema sanitario né a rispondere alle esigenze della popolazione stanziale, sempre più anziana e sempre più in diminuzione. Pertanto, come ci hanno detto questi amici, basta soldi distribuiti a pioggia al di fuori di ogni progettazione, sì ad uno studio ragionato e proiettato verso un futuro sostenibile per i territori montani, che devono essere parte attiva  nelle scelte ed indicarle; basta modi di reggere la cosa pubblica verticistici e fuori da ogni contesto, non solo perchè i risultati sono sotto gli occhi di tutti e stiamo andando avanti come i gamberi, ma anche perché la Costituzione è ancora in auge.

Laura Matelda Puppini

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Note.

(1) Emilia Accomando, nata nel 1948. Docente di lettere, laureata con una tesi sulla Resistenza in Friuli, ha diverse aree di impegno sociale e politico che vanno dall’impegno verso le donne, all’ insegnamento per i profughi bosniaci, al Comitato Stop TTIP di Udine, a “che si muove contro i trattati di libero commercio ed i diritti negati, argomenti che ha trattato in diversi dibattiti e conferenze anche da lei promossi. Attualmente è attiva in zona contro i cogeneratori Siot. Collabora anche, saltuariamente, con Friulsera e puntocriticoblog.  (Open Sinistra FVG). Denis Baron, paularino, è nato nel 1979 e si è laureato in storia, scrivendo poi saggi sull’argomento e partecipando, come storico, a diversi incontri. Operativo presso la Comunità di Rinascita a Tolmezzo, si occupa anche di terzo settore, educazione, aiuto reciproco senza barriere.  (Patto per l’autonomia). Stefano D’ Incà, è nato a Tarvisio nel luglio 1961, diploma di maturità scientifica. Ha prestato servizio quale ufficiale degli alpini della Julia con il grado di sottotenente. Dal 1986 gestisce, insieme alla moglie, un negozio di abbigliamento. Tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio, ha ricoperto per due mandati la carica di assessore al turismo, commercio, istruzione e sanità a comune di Tarvisio, prodigandosi per portare a termine diversi progetti nei diversi ambiti di competenza. Dal 2013 al 2019 ha ricoperto l’incarico di delegato regionale della Federazione Italiana di Arrampicata Sportiva. (Movimento 5 Stelle).  Pier Mauro Flora, paluzzano, nato nel 1962, diploma di scuola media superiore, impiegato pubblico, nel 1919 è stato eletto consigliere comunale e quindi assessore nel 1919 al comune di Paluzza ed è noto per battaglie ambientaliste e a favore del territorio, oltre che per la riabilitazione dei soldati ingiustamente uccisi durante la prima guerra mondiale a Cercivento e non solo. Massimo Mentil è nato nell’ agosto 1972 a Cividale, è imprenditore ed è laureato in economia aziendale. Politico del Pd, riveste la carica di Sindaco del Comune di Paluzza, e quindi rappresentante dello stesso nella comunità di montagna dal 2019.  È membro del Consorzio Boschi Carnici,  rappresentante del FVG nella giunta Nazionale dell’Uncem, (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani) e referente dei sindaci per la strategia d’area “Alta Carnia” in seno al gruppo ‘Strategie Nazionali per le aree interne”. Attualmente si batte pure contro l’insediamento in territorio carnico e paluzzano dei cogeneratori Siot a metano. (Pd).

(2) Qui di seguito, pongo gli altri candidati nel collegio di Tolmezzo che sostengono Massimo Moretuzzo: Alleanza Verdi e Sinistra: Serena Pellegrino, e Saverio Scalera. Movimento 5 Stelle: Dina detta Diana Forgiarini e Silvio Puntel. Open Sinistra Fvg: Roberto Di Gleria. Partito Democratico: Martina Andenna e Gabriele Moser. Patto per l’autonomia: Aura Zanier e Stefano Santi. Slovenska Skupnost: Anna Wedam; Adriano Corsi e Marko Pisani.

(3) https://www.nonsolocarnia.info/critiche-accese-di-moretuzzo-alla-amministrazione-fedriga-su-metodo-sprechi-e-inutili-strade-montane/

(4) Nella realtà, grazie a Marco Clama ed alle persone giuste, il comune di Paularo ha avuto ben 7 milioni di euro da questa giunta regionale, di cui 1 milione per la struttura di cui parla Mentil, come riportato in: https://www.studionord.news/paularo-quasi-7-milioni-di-euro-in-un-anno-per-investimenti-sul-territorio/. Dall’articolo si nota come detto denaro non sia stato largito all’interno di un disegno complessivo, ma solo perché richiesto da Clama, leghista, per far eleggere il quale si era precipitato a Paularo persino Fedriga per un comizio a favore.

(5) Per i contributi della giunta Fedriga a comuni friulani che avevano osteggiato le Uti, cfr. https://www.ilfriuli.it/politica/fondi-per-i-comuni-fuori-dalle-uti/; https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20180705200651010
In questi due articoli non si trovano però i nomi dei cinque comuni carnici in questione, ma uno secondo me è proprio Forni di Sopra il cui sindaco è l’architetto Marco Lenna.

L’immagine che accompagna l’articolo è stata scattata dal dott. Alido Candido, mio marito, nel corso dell’ incontro. Da sx a dx guardando: Mentil, D’ Incà, Baron, Accomando e Flora. L.M.P.

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