Laura Matelda Puppini. Osservazioni al progetto di una centrale termica della Comunità di Montagna a Tolmezzo.
Dopo aver scritto l’articolo intitolato “Eh vai! A Tolmezzo non bastavano pista guida sicura e il poligono di tiro. Ora la destra ci rifila qualcosa di ancora più impattante: la centrale a biomassa senza che quasi nessuno lo sappia.”, su basi informative un po’ confuse, iniziavo a comprendere che vi era una progettazione regionale, datata 2025, per una centrale a biomasse della Cartiera ora Mosaico s.p. a e non più Burgo, già approvata dalla Regione, ma non si sa se frutto di una modifica a quella nuova a cogenerazione a metano finita di realizzare nel 2022, o se da aggiungersi a quest’ ultima. I riferimenti alla stessa sono reperibili in: https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/valutazione-ambientale-autorizzazioni-contributi/FOGLIA3/DITTE/allegati/UD-AIA-2-R_sintesiNT.pdf, testo datato 27 gennaio 2025, ma che a questa si aggiungeva la realizzazione di un’altra centrale termica che la Comunità di Montagna della Carnia voleva costruire a Tolmezzo sud, il cui progetto veniva presentato in: https://eellbox.regione.fvg.it7index.php/s/saeK9pdTDLpCcjZ. La Comunità di montagna della Carnia pubblicava quindi, il 14 settembre 2026, l’avviso di “avvenuto deposito del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento denominato: Realizzazione impianto di teleriscaldamento a biomassa legnosa di Tolmezzo e delle relative reti di distribuzione”, scrivendo che era possibile presentare osservazioni entro il giorno successivo alal pubblicazione dell’ avviso, in sintesi entro il 15 ottobre 2026.
Leggevo quindi la documentazione presente sul sito, e quindi, il 13 ottobre, presentavo le seguenti osservazioni all’ ufficio protocollo della Comunità di Montagna, che pubblico per conoscenza e per conoscere un vostro parere.
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Alla Comunità di Montagna della Carnia. Via Carnia Libera 1944 n. 15. 33028 Tolmezzo Udine.
Tolmezzo 13 ottobre 2026.
OGGETTO: OSSERVAZIONI RELATIVE ALLA REALIZZAZIONE IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA LEGNOSA DI TOLMEZZO E DELLE RELATIVE RETI DI DISTRIBUZIONE, costituente variante n. 125 al PRGC del Comune di Tolmezzo e variante n. 2 al PTI – PIANO TERRITORIALE INFRAREGIONALE.
Io, sottoscritta dott.ssa Laura Matelda Puppini, nata ad Udine il 23 agosto 1951, residente a 33028 Tolmezzo, (Ud), in via monte Amariana n.5, e- mail: lauramatelda@libero.it o lauramatelda@gmail.com, cell. 3460083209, sito www.nonsolocarnia.info c. i. CA98315GW rilasciata dal Comune di Tolmezzo, presento queste osservazioni al progetto definito in oggetto.
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Dopo aver visionato i documenti presenti in: https://eellbox.regione.fvg.it7index.php/s/saeK9pdTDLpCcjZ segnati come “23-6205 PFTE; VARIANTE PRGC, VARIANTI PTI; 23-6205 Piano parcellare, ma in particolare quelli contenuti in : “26- 6205 PFTE relativi a i seguenti documenti: G01_R0 Relazione generale; G02_ R0 Relazione specialistica; G03_R0 Relazione di sostenibilità; G05_R0 Quadro economico, riferibili, secondo l’avviso della Comunità Montana di deposito del progetto anche ai fini di presentare le eventuali osservazioni, osservo quanto segue.
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1- Ma di che tipo di centrale stiamo parlando?
La centrale di cui all’ oggetto viene definita nell’ “Avviso di avvenuto deposito del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento denominato: Realizzazione impianto di teleriscaldamento a biomassa legnosa di Tolmezzo e delle relative reti di distribuzione” in: (https://www.carnia.comunitafvg.it/it/realizzazione-impianto-teleriscaldamento-a-biomassa-legnosa-53425).
Però il progetto si riferisce a “un impianto di teleriscaldamento presso il Comune di Tolmezzo (Ud) a servizio degli edifici cittadini evidenziati di seguito e alimentato dal vapore di scarto della Cartiera Burgo sita in via Ponte Avons 1- 33028 (Ud).” (SB ENGENEERING. Relazione generale pdf, p. 2.) Ma pare che la cartiera non sia più Burgo ma Mosaico S.p.a. ed inoltre nella redazione di queste righe ci si è dimenticati di scrivere che la Cartiera Burgo ha sede a Tolmezzo anche se è evidenziabile dal Cap.
Invece a p. 61 della Relazione specialistica si legge che «La centrale termica è alimentata a gas metano» (SB ENGENEERING. Relazione specialistica pdf, p. 61). Ed alla stessa pagina dello stesso documento, si precisa ulteriormente che «L’attività in progetto consiste in una centrale termica a servizio dell’edifico (specificare destinazione d’uso) costituita da un generatore a calore alimentato a gas metano con potenza termica nominale pari a 3,2 MW».
SI CHIEDE QUINDI DI CHIARIRE IN PRIMO LUOGO DI COSA STIAMO PARLANDO: SE SI TRATTA DI UNA CENTRALE A BIOMASSA, DI UN IMPIANTO ALIMENTATO DAL VAPORE DI SCARTO DELLA CARTIERA CHE PARE ORA MOSAICO S.P.A., DI UNA CENTRALE A METANO.
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2 – Spesa altissima per riscaldare un numero esiguo di edifici pubblici che, con grandi vantaggi e spesa ben più contenuta potrebbero utilizzare pannelli fotovoltaici.
L’elenco degli edifici che hanno aderito alla soluzione del teleriscaldamento e per cui si costruirebbe la centrale non si sa da cosa alimentata, è la seguente: Comunità di Montagna. Sedi blocco C e D; A.S.P. Brunetti che però si trova a Paluzza, la mensa comunale, l’auditorium Candoni, la scuola primaria di via Dante, la piscina comunale, la palestra piccola e quella grande (sic!) l’edificio delle scuole medie, quello delle scuole medie ex- magistrali il poli-scolastico Ipsia Candoni, officine Solari e laboratorio Candoni; (Ma non l’ITI Solari); l’IPSC Paschini; l’IPSC Paschini (Sic! Ma la dicitura è identica e non il Linussio), la palestra Falcone, l’ospedale, che però presuppone un gruppo elettrogeno indipendente, ? ? (Sic!) il Sert, i locali della Cooperativa Sociale della Comunità di Rinascita onlus, il carcere.
Per scaldare questa manciata di locali si dovrebbero spendere, costruendo la centrale termica della Comunità di Montagna, ben 10 o 11 milioni di euro. (10 milioni a disposizione in: “Quadro economico di progetto” già lievitati ad 11 secondo l’articolo di Tanja Ariis, Teleriscaldamento. A Tolmezzo in due anni centrale operativa, in Messaggero Veneto, 9 ottobre 2026).
Inoltre pur non sapendo i termini previsti per l’adesione all’iniziativa di cui sopra, una cosa è aderire ad una iniziativa, altra firmare un contratto di fornitura.
PERTANTO SI OSSERVA COME 10 OD 11 MILIONI SIANO UNA SPESA ENORME DI SOLDI NOSTRI PER RISCALDARE DETTI EDIFICI CHE POTREBBERO UTILMENTE DOTARSI DI PANNELLI FOTOVOLTAICI O POMPE DI CALORE, CON SPESA BEN MINORE, CON MAGGIORE AUTONOMIA E SENZA DOVER PAGARE BOLLETTE A TERZI.
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3 – Qualora si trattasse di un impianto di teleriscaldamento presso il Comune di Tolmezzo alimentato dal vapore di scarto della Cartiera Burgo la sua costruzione sarebbe strettamente collegata alla realizzazione della centrale a biomasse della Cartiera di Tolmezzo, su cui ci sarebbe, a mio avviso, molto da obiettare, in particolare sull’utilizzo di vecchi permessi ambientali per quella a metano, dell’ esenzione della Via dato dall’assessorato all’ ambiente regionale, e dalla mancata precisazione, come invece avviene per le centrali di Crotone (centrale simile a quella a biomassa in fieri per la cartiera di Tolmezzo) e Strongoli della composizione e limiti emissioni in atmosfera anche di metalli pesanti e sostanze tossiche, con controlli qui ARPA. E qui i fumi della ciminiera andrebbero a incidere su di una piccola conca, quella tolmezzina, con altri camini e mezzi che disperdono fumi nell’aria. Non solo: si prevede un grande tubo che scarichi dalla centrale direttamente nel Tagliamento!
PERTANTO, VISTO QUESTO ASPETTO, SI CHIEDE CHE, PRIMA DI APPROVARE DI FATTO, TRAMITE QUESTA CENTRALE DI TELERISCALDAMENTO LOCALE, QUELLA A BIOMASSE CHE NE STA ALLA BASE, SI DEFINISCANO GLI IMPATTI AMBIENTALI LOCALI DELLA CENTRALE A BIOMASSE DI MOSAICO S.P.A. COME IN ALTRI CASI AVVIENE IN ITALIA. NON È INFATTI ASSOLUTAMENTE VERO CHE IL PRIVATO PUÒ FARE QUEL CHE VUOLE. (Riferimenti: per la centrale a biomasse della cartiera esiste il o un progetto in: https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/valutazione-ambientale-autorizzazioni-contributi/FOGLIA3/DITTE/allegati/UD-AIA-2-R_sintesiNT.pdf, datata 27 gennaio 2025; per la centrale di Crotone vedasi: Centrale a Biomasse di Biomasse Crotone S.P.A. Dichiarazione Ambientale 2024, in: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2025/09/da-bc-2024.pd, per la Centrale a biomasse di Strongoli, cfr. “la Centrale a biomasse di Biomasse Italia Spa Dichiarazione Ambientale 2022 (Dati e prestazioni del Sistema di Gestione Ambientale riferiti all’anno 2022 e aggiornati al 31.12.2022) in: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2025/01/da-bi-2022.pdf. Per i controlli Arpcal sulle centrali a biomasse in Calabria, cfr. https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-calabria/aria-online-i-report-arpacal-2020-delle-centrali-a-biomasse-di-crotone-e-strongoli/. Per la tipologia delle emissioni in atmosfera di dette centrali vedasi i documenti citati. Ma l’ho anche riportata nel mio https://www.nonsolocarnia.info/eh-vai-a-tolmezzo-non-bastavano-pista-guida-sicura-e-il-poligono-di-tiro-ora-la-destra-ci-rifila-qualcosa-di-ancora-piu-impattante-la-centrale-a-biomassa-senza-che-quasi-nessuno-lo-sappia/).
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4 – Mancanza di autonomia gestionale da parte degli istituti aderenti al progetto.
Nella “Relazione specialistica” del progetto per la centrale di teleriscaldamento, si legge pure, a p.8 che: «Considerato il fabbisogno termico degli edifici non sia sempre costante durante la giornata, si è realizzato uno studio (che abbiamo pagato noi cittadini per inciso n.d.r) dinamico orario degli edifici che hanno aderito all’ iniziativa». E quindi, a differenza che con i pannelli fotovoltaici, sia l’accumulo di energia che la gestione giornaliera del riscaldamento ed acqua calda andrebbero in mano a soggetti terzi, aumentando i costi.
SI OSSERVA, PERTANTO, CHE EDIFICI PUBBLICI IMPORTANTI SITI A TOLMEZZO E PALUZZA, VERREBBERO A DIPENDERE, PER IL LORO RISCALDAMENTO ED EROGAZIONE DI ACQUA CALDA, SE L’IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO SFRUTTASSE IL VAPORE DI SCARTO DELLA CARTIERA ORA MOSAICO, DA UNA CENTRALE PRIVATA A BIOMASSA LEGNOSA, CHE NE HA IL PIENO POSSESSO E GESTIONE, E DA TERZI CHE GESTIREBBERO LA CENTRALE DI TELERISCALDAMENTO, PERDENDO NETTAMENTE IN AUTONOMIA GESTIONALE, MENTRE I PANNELLI FOTOVOLTAICI LA GARANTIREBBERO ASSIEME ALLA MINORE SPESA E CONDIZIONAMENTO ESTERNO PER SINGOLO ISTITUTO.
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5- Lavori di allacciamento impattanti per Tolmezzo.
Già il realizzare lavori di qualsiasi natura in vie pubbliche di Tolmezzo implica limitazioni pesanti al traffico, pericoli, asfaltature su quello che era già asfaltato e poi rotto, ed una non buona qualità della vita per famiglie che devono andare a lavorare, portare i figli a scuola e via dicendo. Non solo: il progetto prevede anche un allacciamento alla fognatura ed uno alla rete idrica, che non faranno altro che far lievitare i costi per l’utenza. Inoltre a p. 16 della Relazione specialistica si legge che non si escludono interferenze con altri servizi.
Inoltre sotto il terreno della cittadina corrono allacciamenti privati, cavi per banda larga, ex- Sip – Telecom forse e corre la roggia.
PERTANTO SI OSSERVA CHE DETTO PROGETTO PER UNA CENTRALE DI TELERISCALDAMENTO DELLA COMUNITA’ MONTANA DELLA CARNIA NON TIENE CONTO DELLA COMPLESSITÀ DELLA REALTÀ, PRESENTANDO, A MIO AVVISO, UN APPROCCIO AL PROBLEMA A SOLDONI. NON SOLO: NON BASTA SCRIVERE CHE CI POTREBBERO ESSERE INTERFERENZE CON ALTRI SERVIZI, BISOGNA PRECISARE QUALI.
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6- Consumo di acqua dolce, smaltimento di liquidi o materiali in acqua e impatto ambientale.
Per quanto riguarda gli impatti ambientali e acustici e geologici, parte presente nella “Relazione specialistica” pp. 4-5 del progetto di centrale di teleriscaldamento si legge che: «I livelli di accettabilità del livello sonoro per i vari macchinari componenti l’impianto dovranno essere quelli previsti dai dettami contenuti nel D.P.C.M. 5 DICEMBRE 1997 […] e dalle schede presentate per la certificazione ambientale […]. (…). L’intervento in oggetto prevede impatti limitati a livello geologico, in quanto eviterà di riversare liquidi o materiali in ambienti diversi dall’acqua».
Inoltre a p. 93 della “Relazione specialistica” si precisa che si prevede per la centrale un singolo camino, ma non è precisata la tipologia delle emissioni.
La centrale verrà costruita su terreno alluvionale (alveo del Tagliamento), su area precedentemente paludosa, Inoltre per i lavori il terreno superficiale verrà rimosso. “Relazione specialistica, pp. 28-29.
SI OSSERVA CHE RIVERSARE LIQUIDI E MATERIALI IN ACQUA, SENZA ALTRA PRECISAZIONE, POTREBBE CONFIGURARE REATO. E SI SPERA CHE, A DIFFERENZA DEL PROGETTO DELLA CENTRALE A BIOMASSE DELLA MOSAICO S.P.A, NON SI PENSI DI SCARICARE CON TUBO NEL TAGLIAMENTO.
INFINE COMUNQUE PER UN SERVIZIO CHE COSTA MOLTO E VIENE UTILIZZATO DA POCHI, VIENE PRODOTTO NELLE ZONE ADIACENTI A DOVE SORGERÀ LA CENTRALE, OVE PARE SIA GIÀ PRESENTE RUMORE, UN’ ULTERIORE AGGIUNTA DELLO STESSO.
PER IL CAMINO NON SONO NOTE LE TIPOLOGIE DELE EMISSIONI, PER LA LOCALIZZAZIONE MANCA UNA ANALISI GEOLOGICA E DI INCIDENZA AMBIENTALE A SUPPORTO, ANCHE RELATIVAMENTE AL POSSIBILE INFLUSSO DELLA CENTRALE SULLA FALDA FREATICA DEL TAGLIAMENTO.
E MANCANO VIA E VAS PER L’OPERA.
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INFINE A P. 22 DELLA RELAZIONE DI SOSTENIBILITÀ SI LEGGE: LA REALIZZAZIONE DELLA RETE DI TELERISCALDAMENTO PERMETTERÀ DI DELOCALIZZARE E SPOSTARE IL BARICENTRO ENERGETICO E DELLE EMISSIONI DAL CENTRO DELLA CITTÀ ALLA PERIFERIA. E SU QUESTO OBIETTIVO INVERO SOPRASSIEDO, PER CARITÀ DI DIO, COME SI SUOL DIRE.
Distinti saluti.
Laura Matelda Puppini.
(Segue firma autografa)».
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Senza voler offendere alcuno, in questo modo ho espresso il mio pensiero su detto progetto e spero che queste osservazioni vengano almeno lette, anche se non sono di una associazione ma singole. Mi è stato detto che anche Legambiente ha presentato delle osservazioni che pubblicherò in seguito. Ma voi che ne pensate intanto delle mie?
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AGGIUNGO QUI ALCUNE INFORMAZIONI RICAVATE DALL’ A.I. DI GOOGLE:
- Ubicazione: Verrà realizzata su un’area di circa 3.000 metri quadrati presso l’ex stabilimento della cartiera (Burgo Group).
- Costo e finanziamento: L’investimento complessivo ammonta a 11 milioni di euro, di cui 10 milioni finanziati con fondi della Regione Friuli Venezia Giulia.
- Fabbisogno termico: La stima del fabbisogno termico (sotto forma di acqua calda) è di un massimo di 17.000 MWh/a, destinata a sostituire o integrare i generatori di calore tradizionali nelle zone residenziali e negli edifici comunali.
- Sinergie: È prevista l’integrazione con la centrale di cogenerazione dello stabilimento Burgo e il coinvolgimento del Consorzio Boschi Carnici per l’approvvigionamento della biomassa legnosa.
- Gestione: Le attività legate agli impianti energetici del territorio fanno riferimento alla società in house Esco Montagna FVG».
Laura Matelda Puppini
L’immagine che accompagna l’articolo è tratta da: https://www.messaggeroveneto.it/cronaca/il-vapore-di-scarto-della-burgo-scaldera-25-edifici-a-tolmezzo-lfjy941b, e rappresenta l’immagine della nuova centrale termica presente nel progetto. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/laura-matelda-puppini-osservazioni-al-progetto-di-una-centrale-termica-della-comunita-di-montagna-a-tolmezzo/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/centrale-tolmezzo-images.jpg?fit=299%2C168&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/centrale-tolmezzo-images.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀDopo aver scritto l'articolo intitolato 'Eh vai! A Tolmezzo non bastavano pista guida sicura e il poligono di tiro. Ora la destra ci rifila qualcosa di ancora più impattante: la centrale a biomassa senza che quasi nessuno lo sappia.', su basi informative un po' confuse, iniziavo a comprendere che...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





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