Ci sono notizie che mi preoccupano non poco come il desiderio di continuare a costruire la Sostasio – Sappada, lu ‘stradòn’ previsto al posto dei sentieri 227 e 228 del Cai, che corrono su di un terreno bellissimo ed unico, nonostante il recentissimo crollo dal Pleros. Bisognerebbe far molta attenzione ai fenomeni franosi in atto sulla montagna ultimamente, ma pare che la mentalità sia ancora quella degli anni ’50, e che si stia ancora a disquisire, su problemi importantissimi, con la logica con cui si giocava “ai crociati ed ai nemici dei crociati” o con cui ci si affrontava, con rami a mo’ di fioretti, da bambini, invece che su base scientifica. Ma così va il mondo, un mondo che ha dimenticato, secondo me, etica e pensiero adulto, oltre che la presa in carico dei problemi e la responsabilità delle scelte. E se sbaglio correggetemi.

________________________________

Il 26 luglio 2022 partecipavo all’incontro organizzato da varie sigle intitolato: “Turismo montano. C’ è poco da ridere!”, tenutosi a Tolmezzo presso il Cinema David. Allora io parlavo, in modo informato, dello ‘stradone’ Sostasio – Sappada, su cui avevo già pubblicato, su www.nonsolocarnia.info, pochi giorni prima, un articolo documentato ,che vi invito caldamente a leggere, intitolato: Sull’ infrastruttura viaria Sostasio – Monte Talm – Casera Tuglia – Confine Veneto” – uno scempio ambientale. 

Quello che allora mi colpì è che, tranne poter ricevere due becjuz, non c’era motivo alcuno per decidere, in fretta e furia, di fare quello che, di fatto, si mostrava come un vero e proprio inutile scempio ambientale, che distruggeva luoghi di alta valenza paesaggistica, ambientale e naturale, a cui era stato dedicato un bellissimo libretto intitolato: “Piani di Vas > Talm > Pleros, edito da Forum nel 2002, voluto dal Comune di Rigolato. Inoltre mi stupiva che l’aggiudicazione di un lavoro che coinvolgeva più comuni e così impattante, fosse avvenuta “con affidamento in economia e affidamento diretto”, parificando un’ opera di questo tipo all’acquisto di un software, di un moccio per le pulizie, al ripristino di componenti meccaniche danneggiate in una centralina, e via dicendo.

________________________________

Inoltre i documenti da me reperiti non riportavano o parlavano di alcuna indagine di carattere geologico od idrogeologico preventiva, nessuna motivazione, nessuna richiesta di Via (Valutazione impatto ambientale) o Vas (Valutazione Ambientale Strategica), introdotta dall’Europa con la Direttiva 2001/42/CE nel 2001, e recepita in Italia nella parte seconda del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152,  in vigore dal 31 luglio 2007, oggetto di successive modifiche e integrazioni (D. Lgs. n. 4 del 16 gennaio 2008 e D. Lgs. n. 128 del 29 giugno 2010) (1). E l’introduzione della Vas ha appunto come motivazione: «garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente; contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali nelle fasi di elaborazione, adozione e approvazione di piani o programmi (per promuovere lo sviluppo sostenibile); promuovere l’utilizzo di questo strumento per la stesura di piani e programmi statali, regionali e sovracomunali; assicurare l’effettuazione della valutazione ambientale per tutti quei piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente» (2).

Ed ancora: «La VAS si applica sistematicamente ai piani e ai programmi: che sono elaborati per la valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente, per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che allo stesso tempo definiscono il quadro di riferimento per l’approvazione, l’autorizzazione, l’area di localizzazione o comunque la realizzazione di opere o interventi i cui progetti sono sottoposti a VIA; per i quali si ritiene necessaria una Valutazione d’Incidenza ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 357/1997 e s.m.i.» (3). Ora è impensabile che nel 2018 l’Uti della Carnia, guidata da Francesco Brollo, non sapesse nulla su Via e Vas, ed allora ci si chiede se detti documenti siano stati prodotti e se sì dove si trovino, perchè non credo proprio siano coperti da segreto.

Inoltre Marco Lepre, me presente, ha sicuramente fatto domanda, in veste di Presidente di Legambiente Carnia, nell’estate 2022 di accesso agli atti presso la Comunità di Montagna della Carnia, per questo nuovo stradone, in procinto ora di essere realizzato, ma non mi ha mai comunicato l’ esistenza di Via o Vas all’opera. E tramite questo articolo, se dette valutazioni sono esistenti, lo prego di dircelo. 

________________________________

Successivamente l’avvocato Barbara Puschiasis, insieme a Daniele Puntel, aprivano un gruppo facebook intitolato: “Salviamo i sentieri Cai 227 – 228” che si opponeva alla costruzione de ‘lu stradon’ e che otteneva molti consensi e molti iscritti. Ed i commenti erano chiarissimi: non si capiva il perchè di quella opera che distruggeva un ambiente unico e di altissimo valore dal punto di vista della flora e della fauna, la si riteneva uno scempio ambientale, ma anche si mettevano in risalto aspetti di cui nessuno sino ad allora, e forse neppure il progettista, aveva tenuto conto: la presenza di quattro grandi ghiaioni e la franosità delle montagne, ed anche di quella montagna.

Ma dopo Vaia, che ha imperversato sulla Carnia da fine ottobre ai primi di novembre2018, si era tenuto un convegno, all’ISIS “F. Solari” di Tolmezzo, dove esperti avevano parlato dell’ accaduto ed anche dei pericoli della nostra montagna, le cui relazioni, anche se non tutte, ho riportato anche su www.nonsolocarnia.info. In particolare, ed in questo caso, mi pare importante quanto detto dal geologo Massimo Valent e riportato qui in:
Massimo Valent, geologo. Su quella montagna troppo friabile e su quelle piogge intense.

Ma cosa vuoi che sia, quello che dicono i geologi lascia il tempo che trova, e basta ascoltare i politici ed applicare la politica del ‘becjùt’ che ha distrutto la Carnia, penso amaramente.

________________________________

Intanto il Pleros, a lavori appena iniziati, si decideva a dire lui, infine, la sua, franando clamorosamente verso Sappada e portando sassi e materiali proprio dove dovrebbe sorgere lo stradone. La frana veniva immortalata da alcuni, la notizia ripresa da un paio di testate, come www.rainews.it o www.friulioggi.it (4),  ma questa risposta dell’ambiente ferito veniva taciuta dai più, tanto cosa vuoi che sia, mentre Barbara Puschiasis, sul suo profilo facebook e del Comitato “Salviamo i sentieri Cai 227-228” chiedeva a gran voce l’interruzione dei lavori e la cancellazione definitiva della costruzione dello ‘stradone’, senza aspettare, magari, qualche morto (5), il che mi pare sano buon senso.

________________________________

Ma subito dopo, e cioè il 7 luglio 2023, sull’argomento interveniva Tanja Ariis, dalle pagine del Messaggero Veneto, con un articolo intitolato «I sindaci intervengono sulla strada forestale “Le frane in montagna sono molto frequenti”» (6), corredato dalle foto dei sei sindaci della Val Degano interessati: Erica Gonano di Prato Carnico, Fabio D’ Andrea di Rigolato; Sandra Romanin di Forni Avoltri; Lino Not di Ovaro, Flavio De Antoni di Comeglians; Maria Piller Hoffer di Sappada, credo interpellati dalla Ariis, di cui però non conosciamo le domande. Ora, come spesso accade, anch’io ho avuto una impressione leggendo solo il titolo e guardando i volti dei sindaci a corredo, che ho parzialmente modificato, poi, dopo aver letto l’articolo. Infatti lo stesso riporta una dichiarazione di Ermes De Crignis, presidente della Comunità di Montagna (ex- Uti), che dice, semplicemente, che non esiste atto alcuno che fermi i lavori neppure dopo la frana del Pleros, e dello stesso tenore sono anche le risposte dei sindaci. Inoltre lo stradone è stato già costruito per il 70%, aspetto che però, secondo me, non contempla che i lavori non possano esser fermati se si crea una situazione di pericolo. Inoltre i sindaci hanno detto che ormai le varianti ai Prgc sono cosa fatta e non hanno avuto opposizioni, e gli uffici regionali hanno dato tutte le autorizzazioni, ma secondo me si dovrebbe vedere quali sono ed i motivi per cui sono state concesse o se siano dei meri ‘nulla osta’ senza altre precisazioni.

________________________________

Dall’articolo poi pare che in particolare il sindaco D’ Andrea di Rigolato, non si sa se a titolo personale o come sindaco, ce l’abbia con la Puschiasis ed il suo comitato, ma può capitare che dissidi nascano per un motivo o l’altro tra compaesani carnici, come sono loro, e questo aspetto poco ha a che fare con l’argomento in questione.

In sintesi si va avanti con lo stradone, in attesa che il Pleros si calmi o continui a muoversi. Ma le contigue montagne veneto/cadorine e trentine stanno dando segnali pericolosi con il loro sgretolarsi (7), e forse uno studio più attento ed una riflessione, prima di un qualche possibile incidente, potrebbe essere di buon auspicio.

E questa illuminante riflessione di Luca Andreazza che si legge su https://www.ildolomiti.it/ (8) fa riflettere: «La tempesta Vaia nel 2018 e la successiva emergenza bostrico che distrugge i boschi in ampie aree del Triveneto, la tragedia della Marmolada e la siccità. Le montagne indicano un limite e altre parole chiave sono risparmio di suolo e le infrastrutturazioni».

________________________________

E non so perché l’avvocato Barbara Puschiasis non sia ancora adita alle vie legali, magari solo con un esposto alla procura della Repubblica,  se mancano Via e Vas per quest’ opera, secondo me indispensabili.

Inoltre il dibattito su una strada così impattante, non può essere ricondotto ad una semplice querelle tra la Puschiasis ed il suo Comitato da una parte ed il sindaco di Rigolato od altri sindaci dall’altra, infatti è questo un modo per distogliere i cittadini dai reali problemi che detta infrastruttura comporta, ed a cui il Pleros ci ha ricondotto. Anche le montagne si rivoltano, se vengono massicciamente violate, se i loro equilibri vengono rotti. 

Poi di questa strada che si farà? Forse si vuole che porti nugoli di motociclisti al rifugio di Cjampizzulon, mentre i naturalisti andranno in Slovenia?

Non lo so, chiediamocelo, e se ho errato in questo mio testo su qualcosa, correggetemi. Senza voler offendere alcuno questo ho scritto, ma per continuare a trattare un argomento su cui sono già intervenuta ed anche perchè, purtroppo, ho imparato dalla mia famiglia ad amare profondamente le nostre montagne.

Laura Matelda Puppini

________________________________

Note.

(1) https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/autorizzazioni-e-valutazioni-ambientali/valutazione-ambientale-strategica-vas.

(2) https://www.studioessepi.it/magazine/ambiente/valutazione-ambientale-strategica-vas-cose-e-quando-farla.

(3) https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/autorizzazioni-e-valutazioni-ambientali/valutazione-ambientale-strategica-vas.

(4) https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2023/07/una-grossa-frana-si-e-staccata-sul-monte-pleros-tra-rigolato-e-forni-avoltri-sentieri-227-ambientalisti–03a3f3eb-e34c-4f06-a2a5-63826c882b64.html; www.friulioggi.it/carnia/monte-pleros-frana-dove-passera…;

(5) Secondo https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2023/07/una-grossa-frana-si-e-staccata-sul-monte-pleros-tra-rigolato-e-forni-avoltri-sentieri-227-ambientalisti–03a3f3eb-e34c-4f06-a2a5-63826c882b64.html, l’avvocato Puschiasis ha effettualto un sopralluogo dopo la frana maggiore del 4 luglio 2023 e quelle minori del giorno seguente, dopo il quale ha ribadito la necessità di abbandonare il progetto dello stradone.

(6) L’articolo è stato pubblicato sul numero del 7 luglio 2023 del Messaggero Veneto.

(7) Cfr. il profilo facebook ‘Dolomiti’, (it-it.facebook.com/dolomiti.it); il giornale online ‘il Dolomiti’, e anche https://www.ilmessaggero.it/italia/marmolada_cosa_e_successo_frana_ghiacciaio_seracco_valanga_cosa_sappiamo-6792729.html, riferito ad un distacco di un anno fa che contò molti morti; è franato pure l’anno scorso il monte  Pelmo (Paura sul Monte Pelmo, nuova frana nelle montagne venete (VIDEO) in: www.ecovicentino.it/veneto/paura-sul-monte-pelmo-nuova… ed altri ancora.

(8) https://www.ildolomiti.it/montagna/2023/dalla-marmolada-e-i-limiti-della-montagna-alle-olimpiadi-disgrazia-o-opportunita-tante-voci-per-cominciare-a-cambiare-il-futuro-delle-dolomiti, 03 gennaio 2023. 

________________________________

L’immagine che correda l’articolo è tratta da: https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2023/07/una-grossa-frana-si-e-staccata-sul-monte-pleros-tra-rigolato-e-forni-avoltri-sentieri-227-ambientalisti–03a3f3eb-e34c-4f06-a2a5-63826c882b64.html, e mostra la frana del Pleros. L.M.P.

 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2023/07/images35H6EU6B.jpg?fit=162%2C91&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2023/07/images35H6EU6B.jpg?resize=150%2C91&ssl=1Laura Matelda PuppiniAMBIENTEECONOMIA, SERVIZI, SANITÀCi sono notizie che mi preoccupano non poco come il desiderio di continuare a costruire la Sostasio - Sappada, lu 'stradòn' previsto al posto dei sentieri 227 e 228 del Cai, che corrono su di un terreno bellissimo ed unico, nonostante il recentissimo crollo dal Pleros. Bisognerebbe far molta...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI