Corsi e ricorsi storici. Nel 1989 lottavamo per non perdere l’acqua del lago, ed ora siamo allo stesso punto: e se allora il Consorzio Ledra – Tagliamento non riuscì a prelevare tutta l’acqua che gli serviva direttamente dal lago, ora ci riprova e forse, con questa giunta che si muove come avesse potere assoluto, ci riuscirà. Non berremo? Pazienza, basta che unicamente il Consorzio pompi l’oro del domani, privandone il territorio, in pendant con la centrale e altre centraline, e fuori da qualsiasi controllo, magari “par un tic di blave” (per un po’di mais).

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Ma ritorniamo all’ incontro del 24 febbraio ad Alesso. Franceschino Barazzutti ha iniziato questa seconda parte dedicata agli interventi del pubblico, facendo presente che, quando si va a votare, e votare è importante, bisogna tener conto dei problemi reali del territorio, dei paesi che vanno svuotandosi dopo lo sforzo post terremoto a ricostruire le case, belle e nuove, che ora non sono più abitate. Inoltre ha detto di aver inviato una lettera ai 3 tecnici incaricati dai comuni per ‘Laboratorio Lago’, e di aver detto loro che la popolazione del lago attendeva almeno di sentire la loro voce e che bisognava pure predisporre le osservazioni al progetto della derivazione del Consorzio, senza by pass. Ma sinora ha risposto solo il bolognese, il dott. Luca Gasparini, quello che ha seguito tutte le indagini sul lago, dichiarandosi a disposizione. Ed è fondamentale andare a Trieste a protestare.
Quindi ha preso la parola il Presidente regionale di Legambiente.

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L’intervento di Sandro Cargnelutti.

Riporto qui il testo giuntomi dal Presidente regionale di Legambiente, che ha voluto precisare e specificare, in questa fase di proposta di osservazioni, quanto detto all’ incontro.

«Il progetto del Consorzio di bonifica considera e salda diversi interessi legittimi di diversi mondi: agricoltura produzione idroelettrica e gestione dell’acqua potabile destinata al consumo umano. Quest’ultimo è stato integrato solo recentemente con il progetto di una condotta che dal canale sussidiario arriva alla zona di captazione di Molin del Bosso, come integrazione di soccorso e di potenziamento – estensione del servizio.

Legambiente ha avuto diverse interlocuzioni con il consorzio su diversi temi che contraddistinguono l’operato dell’Ente fissati dalla L.R. 11/2015 (invasi, ravvenamento delle falde, bonifiche dei siti inquinati, …). Naturalmente si è discusso anche del progetto di derivazione di acqua dal canale SADE al sistema derivatorio consortile. In quella occasione Legambiente ha espresso il proprio parere negativo con queste motivazioni:

«Il Bilancio idrologico nella tratta compresa tra l’immissione dell’acqua dallo scarico dell’Ambiesta nel Tagliamento in comune di Cavazzo e l’immissione del Leale nel Tagliamento, sarà negativo. Ovvero, nella situazione attuale (opzione zero), su richiesta del Consorzio, viene rilasciato il 40% circa del contributo che proviene dal bacino artificiale dell’Ambiesta nel periodo di maggiore asciutta, che si infiltra in subalveo del Tagliamento. Con il nuovo progetto tale contributo verrebbe a mancare».
L’attuale sistema irriguo è resiliente. Sempre considerando l’estate con siccità estrema del 2022, al nodo Andreuzza è transitata una portata superiore all’82% della portata massima di concessione (25,5 mc/s), lasciando in asciutta solamente alcuni canali secondari».

L’alternativa strategica per non sottrarre ulteriore acqua al Tagliamento è ottimizzare l’uso della risorsa a valle delle attuali derivazioni dal fiume Tagliamento e dal fiume Ledra. Ecco alcune considerazioni e proposte avanzate:

  1. Progetti già finanziati con PNRR al consorzio, tesi a ridurre le perdite di acqua dalle infrastrutture dedicate, determinando un minimo spreco, a detta del Consorzio del 20%.
  2. Rimodulazione della tariffa in funzione degli effettivi consumi. Tale scelta dovrebbe essere operata dalla Regione. La misura può promuovere l’innovazione (tecniche nella distribuzione dell’acqua e nella scelta dei modelli colturali) e ridurre il sovrasfruttamento della risorsa.
  3. Altre misure messe in campo dai fondi comunitari: PSR, FEASR, … destinati a migliorare l’uso dell’acqua da parte delle imprese agricole.
  4. Sperimentazioni da realizzare per ravvenare le falda con l’acqua consortile durante il periodo di non utilizzo della stessa nei campi.
  5. Sperimentazione da realizzare per riusare l’acqua reflua depurata (ben depurata) e successivamente affinata con le tecniche di fitodepurazione che possono rimuovere in modo sostenibile e a basso costo i contaminanti convenzionali dalle acque reflue.

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Il risparmio d’acqua consentirà la continuità fluviale nella tratta critica tra la presa di Ospedaletto a Gemona e l’immissione del Leale a Trasaghis e di ottemperare a quanto emergerà dalla sperimentazione del deflusso ecologico nella tratta critica.

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L’ intervento di Claudio Polano.

Quindi è intervenuto Claudio Polano, dell’Associazione Pescatori e pescatore lui stesso.
«Buonasera a tutti. Io sarò veramente rapido e veloce. A me pare importante che in questa sala, questa sera, tranne la consigliera Serena Pellegrino, manchi la politica locale e territoriale. E questo aspetto è gravissimo: infatti come mai chi opera a Trieste non è presente qui, ad ascoltare opinioni su questo progetto? Ci potevano essere magari i nostri consiglieri regionali, qualche sindaco del territorio, le due Comunità di Montagna della Carnia e del Gemonese …

Allora io dico che è necessario che la politica si assuma le sue responsabilità. Va bene farsi selfie nelle inaugurazioni, nelle feste e quant’ altro, ma, come ha detto prima Sandro Cargnelutti, ogni tanto bisogna anche sporcarsi le mani sui problemi del territorio, sui quali possono nascere anche polemiche e magari si può perdere anche qualche voto. Troppo comodo fare solo le passeggiate, come sono abituati a fare un po’ tutti i politici, non solo qui a livello territoriale, ma anche a livello regionale e soprattutto nazionale.

I comuni, anche qui, dovrebbero assumersi la responsabilità di difendere il lago, e io capisco che i sindaci sono presi da un sacco di problemi e responsabilità, ma io credo che il compito specifico e precipuo di un Sindaco sia quello di portare avanti gli interessi e le necessità della sua gente e del suo territorio, altrimenti il sindaco rimane un piccolo burocrate ed un impiegato qualsiasi.

E questo dico senza voler offendere alcuno. E chiudo ringraziando i 3 ex- sindaci. Li ho conosciuti nel 1987 -1988, quando siamo partiti con la prima battaglia contro la richiesta di derivare le acque del lago per irrigare le terre facenti capo al Consorzio Ledra – Tagliamento, e li vedo di nuovo in trincea. Grazie per quello che fate e per quello che farete.

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Parla Laura Matelda Puppini.

All’intervento di Polano è seguito il mio intervento, in cui ho ribadito l’importanza dell’acqua dolce il cui utilizzo deve venir ben valutato prima di accettare un progetto e l’altro, e il problema di una giunta Regionale che affronta i problemi in modo settoriale e senza una visione di insieme, modo di procedere che, nel 2024, non è più possibile. Ed aggiungo qui, che la mia obiezione al progetto è poi a monte, nel senso che non si sa neppure, nonostante esistano diversi testi regionali dell’Ersa relativi alla cura del suolo, alla scelta delle culture, alle buone pratiche agricole per mantenere il suolo umido e per non disperdere acqua, e diverse tipologie di irrigazione, che terreni voglia irrigare il Consorzio, con quali metodi, (ma pare abbia già speso denaro pubblico recentemente per antichi sistemi invece che per l’innovazione, almeno così mi dicono), per quali colture. Ma come si fa a permettere al consorzio un uso indiscriminato dell’acqua del lago, senza conoscere quali pratiche agricole e di salvaguardia del suolo, dell’acqua, dell’umidità, quali colture a basso dispendio di acqua voglia coltivare e quanto arido sia già il terreno?

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L’ intervento di Valentino Rabassi.  

In primo luogo il Signor Valentino ha ringraziato i Sindaci della ricostruzione post terremoto, che riescono ancora a lottare per il lago e la sua rinaturalizzazione.
Quindi, per lui, la cosa più importante è quella di essere uniti in questa opposizione al Consorzio di Bonifica, che vuole questa nuova condotta che porta l’acqua del lago ai Comuni del Medio Friuli, che ne diventerebbero i beneficiari.

E non è sufficiente che i Comuni della Val del Lago, su questi argomenti, vadano avanti da soli, anche se con tanta buona volontà, ma bisogna fare come essi hanno fatto subito dopo la seconda guerra mondiale: si sono consorziati ed hanno creato il ‘Consorzio Lago’. Ed anche ora sarebbe importante che i comuni rifacessero un ‘consorzio lago’ per un altro scopo: per cercare di recuperarlo, e per cercare di creare una associazione ambientalista a tutela dei territori ed a supporto dei comuni.

Inoltre il signor Valentino ha precisato di essere uno dei pochi ancora in vita che ha visto il lago quando non c’era la centrale «quando ero bambino mi ha portato mio nonno a pattinare sul lago» – ha detto ocn un velo di nostalgia. Ed ha aggiunto di aver anche conosciuto, allora, un pescatore di Somplago, che lo aveva portato a vedere la parte più bella del lago che era, prima della centrale, proprio quella verso Alesso. Infine  ha terminato il suo intervento con l’invito a restare uniti nel salvare il lago, perché è solo restando uniti che si può cercare di riportare il lago al suo stato antico, mentre ora è danneggiato dall’acqua fredda e dal fango della centrale.

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Parla Fabia Tomasino, del Comitato Val Cellina.

«Io sono Fabia Tomasino del Comitato Val Cellina del pordenonese. Qui vi è con me anche un rappresentante del Comitato Val Meduna. Sia io che il rappresentante del Comitato Val Meduna lottiamo per salvaguardare il lago artificiale di Barcis e per portare avanti la legge regionale del rinnovo delle grandi centrali idroelettriche per i tre invasi della Val Meduna, le cui concessioni sono scadute. Siamo in contatto con la Direzione Ambiente Energia regionale su questo tema, per dire la nostra.

Ed è una battaglia, questa di salvaguardare i laghi, i nostri pubblici corpi idrici, contro ogni loro sfruttamento, che stiamo portando avanti anche insieme a Franceschino ed al Comitato “Difesa acqua del Tagliamento”: ed insieme siamo riusciti a fare e far approvare la nuova legge regionale sul rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche.
Noi a Barcis abbiamo due sfruttatori del nostro lago artificiale: Il Consorzio Bonifica Cellina Meduna che ci succhia l’acqua per darla ai coltivatori del pordenonese ( e quindi abbassa ed alza il lago a sua volontà, tanto che sta franando anche la sponda su cui è adagiato il nostro paese) e poi abbiamo il concessionario idroelettrico Edison, che sta turbinando le acque, senza mantenere il suo volume utile, come avrebbe l’ obbligo di fare, cosicché abbiamo il lago interrito per oltre la metà della sua capacità. Interriti sia lago sia alvei del bacino del Cellina, con problemi di emergenza continua ad ogni normale evento di pioggia.

Purtroppo anche noi ci troviamo in una situazione disgraziata, brutta quanto la vostra, e mi dispiace che i sindaci della mia zona non vogliano avere pressioni dal nostro Comitato. Franceschino lo sa bene, ma mi invita alla calma.  E mi dice anche che i Comitati devono essere indipendenti dai Sindaci, avendo altro ruolo e funzione rispetto ad essi.

Ed abbiamo anche noi problemi simili ai vostri. Infatti il nostro invaso di Barcis, alimentando sei centrali, è interrito, ma sembra quasi, come nel vostro caso, poverini, che mi fate pena, che i problemi del lago riguardino solo i sindaci che lo hanno davanti. Dove sono invece tutti i sindaci coinvolti indirettamente dal tema ” acqua del lago”?

Da noi, pare che solo il sindaco di Barcis, avendo il lago artificiale, abbia il problema. Però i soldini, i benefit dell’idroelettrico, li prendono tutti i Comuni sull’ asta del torrente Cellina. Ora ho sentito anche qui che sono solo i tre comuni del lago a interessarsi allo stesso e a promuovere questi vostri opportuni incontri informativi.

Ma questo problema del lago è un problema che interessa l’acqua, l’acqua che viene da monte e quindi interessa i comuni montani,  e che arriva a valle, e quindi interessa i comuni a valle. Poi nel vostro caso, non ho capito cosa c’entri la centrale idroelettrica con il Consorzio, nel caso di uso delle acque turbinate.

Quindi in sintesi noi cercheremo, per la nostra difesa del lago di Barcis, anche l’appoggio dei comuni a monte e mi auguro sino a valle, fino a Caorle. Ed invito anche voi a fare un’unione di più comuni, e di capire anche come staccare il concessionario da questa unione stretta con Cafc ed acqua potabile, e Consorzio ed irrigazione. Perché si tratta di tre enti potenti distinti che vogliono gestire insieme il vostro lago guidati dal medesimo intento di sfruttamento della risorsa acqua.

E sarebbe importante portare il problema anche ai altri consigli comunali e fare una delibera comune nel merito, chiedendo per questo anche il loro sostegno istituzionale perché sono quelli che usano questa acqua. Cosa che faranno anche i nostri Comuni del pordenonese per la causa relativa all’ applicazione della LR 21/2020 sul rinnovo delle Concessioni idroelettriche. Perché da soli, noi della montagna, non ce la facciamo: la pianura conta di più».

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Intervento del rappresentante del Movimento Difesa dei Consumatori: Raimondo Englaro.

«Buonasera a tutti. Sono Englaro del Movimento difesa del cittadino del Friuli Venezia Giulia. La nostra è una associazione a livello nazionale che come missione primaria ha la tutela e la difesa del cittadino nelle sue diverse figure: consumatore, risparmiatore, utente. Però abbiamo pure una parte dello Statuto che si snoda, e si focalizza sull’interesse precipuo per la difesa del territorio e dell’ambiente e di tutto quello che inerisce i patrimoni e le loro peculiarità.

Noi riteniamo che il lago di Cavazzo sia un patrimonio naturale, un bacino chiuso, che deve essere preservato, conservato e tutelato. Noi non abbiamo avuto né tempo né modalità per poter focalizzare quali sono, nello specifico, gli aspetti peculiari di questi studi che sono stati fatti, abbiamo compreso, però, che dobbiamo andare più a fondo sulle condizioni geologiche, geofisiche, idrogeologiche di quest’ area.

Allacciandomi a quello che diceva il presidente di Legambiente, Cargnelutti, poc’anzi, tengo a precisare che il Movimento Difesa del Cittadino è partner a livello nazionale con Legambiente. Abbiamo portato avanti tante battaglie, e tanti progetti insieme, non ultima la battaglia contro il progetto ‘Siot’, che sappiamo essere ancora in una fase esaminativa presso il Tar.

Cargnelutti ha fatto una disamina analitica ed attenta di quelli che sono gli interessi in campo e, i “contemperamenti di ragione” che ogni ente, ogni attore di questa istruttoria porta avanti, noi riteniamo, per quello che è nelle nostre possibilità, (e qui però volevo un feedback poi con Sandro Cargnelutti), di assumere una presa di posizione ferma, netta, su questo piano.

Per quanto ci riguarda, daremo il nostro supporto e la nostra posizione. Riteniamo però che tutto quel movimentismo, quell’attivismo di associazioni che possono essere coinvolte, debbano con noi fare gruppo ed assumere delle posizioni inconfutabili, rispetto al problema».

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Intervento di Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra.

«In primo luogo io ritengo che un rappresentante regionale prescinda dalla sua rappresentanza territoriale, dal dove è stato eletto, che poco importa: uno va dove ci sono i problemi. In questo caso, essendo io vice-presidente di quella benedetta commissione ‘ambiente’, e l’assessorato all’ambiente è quello che ha posto in essere l’iter autorizzativo per questa nuova canalizzazione, ho risposto subito. Franceschino mi ha chiamato insieme a Claudio Polano e ci siamo messi intorno ad un tavolo, per studiare la situazione.

Furbescamente, e questa è una tecnica chiara che qualcuno usa spesso, (sta succedendo anche adesso a Maniago per l’inceneritore), vengono presentate le questioni a pezzetti in modo tale che, non dialogando i pezzetti fra di loro, tu non solo non hai la visione complessiva delle tematiche ambientali, ma come diceva bene Sandro prima ma anche Laura poi, viene proprio sviata completamente l’attenzione dall’insieme, facendola volgere unicamente verso un singolo progetto che si vuole realizzare. Ma attenzione: perché la visione progettuale di che cosa vogliono fare, loro ce l’hanno, chiara, precisa.

In più ci sono gli stakeholders, i portatori di interesse. Ma in questi casi i portatori di interesse dovrebbero essere i cittadini, invece spesso sono le cosiddette lobbies, come si diceva un tempo ed ora si ritorna a dire in maniera esplicita”. (…).

E vi racconto ancora un’altra cosa, però sullo sghiaiamento del lago di Barcis. Sono mesi, mesi e mesi che chiediamo di fare una audizione su questo.  L’ autorità di bacino non risponde, non viene a rispondere alle audizioni, dice che non ha mai disponibilità. Le abbiamo detto: interloquisci da remoto: non si presenta. Ma questi sono per me dei nodi sostanziali, perché queste persone dovrebbero essere a disposizione dei cittadini.  Adesso abbiamo presentato la mozione relativa alle concessioni idroelettriche. Sono riuscita a calendarizzare, e vi do questa notizia in diretta, l’audizione su questo tema, sulle concessioni per il piccolo e grande idroelettrico, per il 3 o 4 aprile. Dobbiamo riprendere a dar voce a questa tematica».

Quindi Serena Pellegrino ha pure citato la sua interrogazione all’Assessore Scoccimarro, in cui così si era espressa: «Apprendiamo dalla stampa di un paio di settimane fa che il Consorzio di Bonifica pianura Friulana e il Cafc hanno siglato un accordo che risolverà il rischio della carenza di acqua potabile dovuta alla realizzazione del canale che preleverà acqua dal lago di Cavazzo per finalità irrigue. Si prevede, infatti, un uso plurimo, pure a fini potabili, di quelle acque traghettate nella condotta di collegamento tra il canale Sade e il sistema derivatorio Ledra -Tagliamento.

Sappiamo già che i cambiamenti climatici sono pesantemente in atto. E ci avete ben espresso, durante le audizioni, che l’impatto della centrale A2A sul lago di Cavazzo è molto forte. Per inciso, A2A non ha ancora fornito i dati di portata degli ultimi 10 anni, che da mesi abbiamo richiesto. Sappiamo che l’acqua della montagna abbevera gran parte della popolazione della pianura friulana. Non ci risulta che sia stato eseguito un puntuale studio idrogeologico dell’impatto sulla falda freatica, sulle acque di superfice e su quelle a valle. Con questa interrogazione noi vorremmo sapere come sarà immessa nella rete l’acqua derivata dal canale del Consorzio, considerato che, nel lago di Cavazzo, sversano le fognature di Somplago e di Interneppo, oltre alle contaminazioni che, ovviamente, possono essere causate da carichi inquinanti organici e chimici».

E l’assessore Scoccimarro, il 20 febbraio 2024,  le ha, in quella sede, risposto che «Il Consorzio, di sua iniziativa, ha avviato una interlocuzione separata  con alcuni soggetti interessati al fine di venire incontro a specifiche esigenze di approfondimento […], ed in particolare il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e il Cafc hanno ritenuto di sottoscrivere specifica convenzione con la quale impegnarsi reciprocamente per lo svolgimento di specifiche attività finalizzate ad individuare le interconnessioni tra la rete irrigua nella piana di Osoppo- Gemona, e la rete fognaria e valutare le risoluzioni delle stesse e di aggiornare il modello  idrogeologico esistente nel nodo Osoppo – Gemona e nel subalveo del Tagliamento, e quindi predisporre ed avviare, prima dell’ inizio dei lavori per realizzare l’opera, un piano di monitoraggio quantitativo e qualitativo della falda della piana di Osoppo».

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In sintesi, e questo lo dico io, Laura Matelda Puppini, una volta avuta tutta l’acqua richiesta, il Consorzio potrà gestirla come vuole, con trattativa privata già avviata. Ditemi un po’ voi … Inoltre sempre secondo l’assessore, «Durante il procedimento di Paur, il progetto sarà sottoposto in particolare a valutazione di impatto ambientale, a valutazione di incidenza, e sarà pure valutata la variante della connessione alla derivazione in essere». (1). Speriamo bene, ma l’impressione è che sia già stato tutto deciso apriori. Ma sarei ben contenta di sbagliarmi.

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(1). Per l’interesse di queste informazioni, non ho riportato qui la trascrizione intera dell’ intervento di Serena Pellegrino ad Alesso, che le avevo inviato ma sul quale non ho avuto ancora risposta, ed ho introdotto, di mia inziativa, invece, queste informazioni giuntemi da Pellegrino attraverso un video, girato in aula consiliare il 20 febbraio 2024, che ho trascritto. Mi prendo la responsabilità di questa modifica, dovendo pubblicare per rispetto degli altri.

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Ultimo intervento: quello di un signore del pubblico che non ho capito chi fosse.    

Il signore che ha fatto l’ultimo intervento si è soffermato sul fatto che molti dicono che è inutile impegnarsi su temi di spessore perché “tanto loro fanno quello che vogliono”. Ma a parte questo, ha ricordato che, nel 2022, il mais è stato raccolto, pur essendoci stata una forte siccità, con il 18% di umidità. Ma al 16%, è invendibile e un dato tale si ottiene passando sopra il mais l’essicatore. Era allora  talmente secco che sarebbe stato da essiccare. Nel 2023 il raccolto è stato mandato ad Udine un mese e mezzo dopo, perché era arido il terreno, ed hanno dovuto attendere che piovesse. Ed un tempo in Friuli si coltivava il mais perché era il posto più piovoso d’ Italia, ed il mais è una coltura che richiede una enormità di acqua.

Ma scegliere di coltivare mais è una scelta politica che, davanti all’evidenza di un tempo sempre più siccitoso e di terreni sempre più aridi, dovrebbe venir abbandonata, e sarebbe ora di pensare a convertire la coltura. Così, secondo lui, questa idea di irrigare le terre del Medio Friuli per produrre mais è una situazione che potrà durare sì e no quattro o cinque, o forse dieci anni, facendo abbassare, con i prelievi, il lago. Ed il lago verrà sempre più compromesso.

Pertanto bisogna star attenti prima di dire che questo progetto va bene. Ma il problema non è quello di convincere di questo coloro che sono qui, ma quelli che stanno in Regione. E dobbiamo cercare di persuadere le persone che questa politica regionale porta solo a distruggere ‘chel biat lac’ che caratterizza il territorio, come le parlate diverse caratterizzano le valli della Carnia che prendono il nome dai fiumi che le percorrono.     

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Ho cercato di riportare queste voci, con aggiunte o meno, per dare un contributo, attraverso www.nonsolocarnia.info al dibattito sul Lago di Cavazzo e sul suo ulterore immediato sfruttamento da parte del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana. La registrazione è mia, la trascirzione pure, l’ultimo intervento e quello del signor Valentino Rabassi sono stati da me tradotti dal friulano, lingua in cui sono stati tenuti. L’ immagine che accompagna l’articolo è una mia foto del lago scattata negli anni ’90.

Laura Matelda Puppini.

 

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