Vorrei riportare qui quanto è stato detto ad Alesso di Trasaghis il 24 febbraio 2024 nell’incontro intitolato: “Il lago si rinaturalizza solo con il bypass!” ponendo una premessa per chi non conoscesse il problema attuale e facendo riferimento pure a quanto ho scritto nei miei, su www.nonsolocarnia.info,: Salviamo il lago di Cavazzo e sposiamo la rinaturalizzazione e il by pass. Se non ora, quando?  E Lago di Cavazzo ed acqua dolce. Perché bisogna lottare per rinaturalizzarlo e preservarlo che riprende quanto ho detto io a Alesso.

Il Consorzio prima Ledra – Tagliamento poi di Bonifica della Pianura Friulana e il lago.
«Il consorzio di bonifica della Pianura Friulana garantisce il servizio irriguo al comparto agricolo su una superficie di oltre 20.500 (Piana di Osoppo – Gemona e medio Friuli). Le acque vengono derivate dal Tagliamento alla presa di Ospedaletto (Gemona del Friuli) con una integrazione al nodo idraulico di Andreuzza, in Comune di Buia, delle acque del Ledra, per una portata max di concessione pari a 25,5 m³/s (Tagliamento + Ledra). 

Cosa succede quando c’è poca acqua sul Tagliamento ora?
È previsto che il Consorzio possa richiedere al gestore della Centrale idroelettrica di Somplago (oggi A2A), il rilascio dal bacino artificiale dell’Ambiesta, tramite l’omonimo torrente, di una portata sufficiente a coprire il deficit di acqua alla presa di Ospedaletto. Non tutta l’acqua rilasciata arriva a destinazione. Una parte, il 40% circa, s’infiltra nel subalveo e va a ricaricare la falda freatica.

Cosa prevede il progetto del Consorzio?
Il progetto prevede la costruzione di un canale di derivazione, per lo più interrato, che preleva parte della portata dal canale Sade a valle del Lago di Cavazzo nel comune di Trasaghis, per trasferirla, dopo aver attraversato l’alveo del Tagliamento, nel canale sussidiario (in comune di Gemona del Friuli), immettendola così nel sistema derivatorio Ledra-Tagliamento. Con un vantaggio diretto di garantire sempre la portata di concessione al nodo di Andreuzza e un vantaggio a terzi -il Gestore della Centrale di Somplago- che non è più chiamato a rilasciare le acque dal bacino dell’Ambiesta. (…). Per il Consorzio e per il Gestore del servizio idroelettrico le acque che si infiltrano nel subalveo rappresentano una perdita spreco.» (1). Ma si è visto che, anche senza questa nuova canalizzazione, foriera di una gestione del lago e delle sue acque unicamente da parte del Consorzio di Bonifica e della Centrale (2), comunque nel 2022, anno di gran siccità, l’acqua giunta ad Andreuzza è stata oltre l’80% di quella precedente. (3).

Di questo si è parlato ad Alesso il 24 febbraio 2024.

Di questo si è parlato a Alesso di Trasaghis il 24 febbraio, per motivare il no ad una canalizzazione di questo tipo, che dà molto a pensare e non fa l’interesse di un lago che è bene comune e dei cittadini del Fvg. E vorrei riprendere in articoli scissi, sia la ‘lectio magistralis’ resa però con il linguaggio popolare, la franchezza e l’enfasi da Franceschino Barazzutti, che io chiamo ‘il guardiano del lago’ sia gli altri interventi in difesa del più grande lago naturale della Regione, che si sono succeduti, con voce chiara e forte, avverso chi vuole opporsi al bypass per utilizzare in proprio le acque del grande specchio lacustre, quasi che nel mondo, si fa per dire, esistesse solo lui.

Franceschino Barazzutti ha detto che …

Barazzutti ha iniziato sottolineando come il Consorzio dovrebbe avere lo stesso interesse della popolazione alla costruzione del by-pass, prendendo così l’acqua, di fatto, dallo scarico del lago di Verzegnis. Invece il Consorzio, preventivamente, in caso di grande siccità, vuole assicurarsi la quantità di H2O che pensa gli necessiti, senza valutare i problemi relativi all’abbassamento del lago stesso e quello possibile della falda.

Inoltre secondo Barazzutti non c’è tutta la quantità, enorme, di acqua che vuole il Consorzio, cioè da un minimo di 5 m3/s fino ad un massimo di 15 m3/s, costantemente. E ha continuato dicendo che, parcheggiando spesso vicino al torrente Leale, emissario del lago, ha visto per periodi lunghissimi questo rio senza  l’acqua. E per molti giorni, nel 2022, la centrale non ha funzionato perché non c’era acqua, perchè aveva piovuto poco in Carnia, e se non piove in montagna l’acqua non giunge al lago. Come si fa, quindi, a portar avanti un progetto  come quello della nuova canalizzazione che vuole il Consorzio, dal costo di ben 105 milioni di euro, se non c’è la garanzia che ci sia acqua sufficiente per tutti?

Inoltre il Consorzio preleva l’acqua superficialmente ma quando si preleva l’acqua così, viene interessata, in qualche modo, anche la falda sotterranea. E bisogna star ben attenti perchè Cafc preleva tutta l’acqua per i 40 comuni che lo formano nelle 11 opere di presa che ci sono a Mulino del Bosso, tra Gemona, Artegna e Buia, e la porta da lì fino a Lignano. E ci sono già stati dei momenti in cui Cafc ha avuto difficoltà ad attingere l’acqua perché la falda si era abbassata. E quindi anche Cafc, secondo Barazzutti,  avrebbe tutto l’interesse ad opporsi a questo prelievo a piacimento del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana dal lago, in pendant con la centrale.

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Non solo: la Regione dovrebbe studiare invero attentamente questo progetto di derivazione irrigua e altri relativi al lago naturale più grande della regione ed il loro impatto ambientale, pure commissionando analisi  geologiche, morfologiche, ambientali e, ovviamente, studi di questo tipo e precisione non possono esser affidati ad un funzionario della Regione o a personale non specificatamente formato. Per ora il progetto di questa nuova canalizzazione è stato presentato, ma per fortuna non ancora finanziato. Ma se dovesse venir approvato prima o poi, con il Pnrr o altro, i soldi salterebbero fuori.

Ed a questo progetto, degli anni ’80, a cui avevano già detto no migliaia di pescatori e persone allora, ed ormai fuori dal tempo, bisogna opporsi nuovamente ora, perché quello di Cavazzo è un lago naturale, non è come quelli di Sauris, Verzegnis o Barcis, che sono laghi artificiali, le cui acque sono regolate da sbarramenti. E questo significa che il lago in questione è un bacino chiuso, e quindi se acqua non ne entra, non può neppure uscirne. E secondo me la Regione con la miriade di direttori ed altro che ha, dovrebbe sapere che ormai l’approccio a qualsiasi problema in particolare scientifico, può essere solo sistemico per variabili interagenti e strutturale, e non per compartimenti stagni come se i contesti e le ricadute di scelte territoriali non esistessero. E non si può analizzare il lago senza prendere in condiderazione lo stato dei fiumi montani della Carnia, dei rii e delle sorgenti, che ho tentato di rappresentare con dati non recentissimi (ora la situazione temo sia di molto peggiorata) nel mio, su www.nonsolocarnia.info, Sulle acque della Carnia e sui loro limiti dati in particolare dallo sfruttamento idroelettrico, su A2A ed altro ancora.

Lago, riva sud, abbassato in periodo di siccità. Da F. Barazzutti.

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Quindi Franceschino ha continuato così  …

Nella seconda parte del suo intervento, Barazzutti ha richiamato tutta la legislazione relativa al lago dei Tre Comuni che era a favore del lago e dei cittadini.  
Nel 2014 è iniziata la procedura di approvazione del piano regionale tutela acque, come disposto a livello nazionale. E nel gennaio 2014, in IV Commissione, già si parlava d tutela del lago di Cavazzo e del fiume Tagliamento a valle di Ospedaletto. E, dato che il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana già allora prelevava acqua dal Tagliamento per usi irrigui, il fiume ne risultava impoverito, ed allora si è fatto, in quella sede, un ragionamento complessivo: perché il Consorzio attinga meno acqua dal Tagliamento è il caso che attinga acqua dallo scarico del lago con una derivazione irrigua.

Così all’altezza di Avasinis, si ipotizzava un canale per l’irrigazione che poi sarebbe passato sotto il Tagliamento e avrebbe raggiunto il vecchio canale. Ma in quel contesto veniva pure sottolineato che anche il lago di Cavazzo versava in situazione di criticità ambientale a causa dello stato di avanzata modificazione della qualità delle acque, dovuta alla pluridecennale immissione dello scarico della centrale di Somplago, proveniente dal suo sistema derivatorio.  E si chiedeva alla Regione di studiare la realizzazione di un canale di by-pass che potesse convogliare le acque della centrale direttamente nell’ emissario del lago, per recuperarlo ad una condizione di naturalità. E questa proposta era stata approvata, allora, all’unanimità, da tutti i partiti.

Quindi questa posizione è stata trasportata, tale e quale, nel piano regionale di tutela delle acque, pubblicato sul B.U.R. nel 2018, ed è stata sposata, dopo aver avuto la fattibilità tecnico – economica all’opera, la soluzione del by-pass, o di altra che potesse mitigare l’impatto delle acque della centrale su quelle del lago, e favorisse il suo ritorno alla naturalità.  Questa è la legge, ha precisato Barazzutti dopo averla letta, e le leggi devono venir rispettate anche da parte della Regione.

Lago abbassato in periodo di siccità. Da F. Barazzutti.

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Quindi Barazzutti ha continuato narrando del concorso per la realizzazione del by-pass, bandito nel febbraio 2018, che però, secondo lui, era troppo burocratico e per questo motivo andò deserto. Successivamente, nell’agosto dello stesso anno, la legge regionale n.13 di ‘assestamento di bilancio’, all’art. 4, riprendeva il tema della naturalizzazione del lago di Cavazzo, anche per garantire la sua fruibilità a fini turistici, con riferimento al piano di tutela delle acque, e veniva istituito il tavolo tecnico denominato ‘Laboratorio Lago dei Tre Comuni’, formato da un esperto designato della Direzione Centrale ‘Ambiente ed Energia’ e da un esperto designato per ciascun comune dei tre del lago. Il comune di Bordano designò quindi l’ing. Pederzolli, trentino, esperto in derivazioni, il Comune di Cavazzo Carnico l’arch. Vanni Lenna, esperto di urbanistica, il comune di Trasaghis Luca Gasparini del CNR-ISMAR di Bologna. E veniva ammessa la partecipazione, a questo tavolo tecnico, pure di un rappresentante del ‘Bacino delle Alpi Orientali’ e dei vari portatori di interesse.

Ma attenzione, ha detto il noto esponente dei Comitati pro – lago: perché qui sta l’inghippo: il testo normativo dice che ‘Laboratorio Lago’ è convocato dal Direttore Centrale dell’Assessorato Regionale all’Ambiente, che però altri non è che l’ex- direttore del Consorzio di bonifica, prima Ledra – Tagliamento, ora della Pianura Friulana, dott. Massimo Canali. (4).

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Ora ‘Laboratorio Lago’ si è riunito ed ha prodotto un documento ben fatto che, quando propone le soluzioni relative al by-pass, fa tre ipotesi: una con tubazione subacquea, una con transito in galleria sul versante est cioè del Monte Festa e del monte San Simeone, e giù, poi, verso lo scarico del lago, ed un’altra ancora: con prelievo diretto delle acque sotto le turbine e transito con galleria parallela all’autostrada in canale aperto o chiuso. Ma pare che l’ing. Pederzolli prediligesse la terza via, quella del transito acque immesse dal lago di Verzegnis per la centrale in galleria su lato ovest.

Ma a questo punto cosa è accaduto? – ha continuato Barazzutti. Il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana incomincia a pensare che la realizzazione del by-pass per la rinaturalizzazione del lago sia cosa che sta diventando davvero seria, e rizza le orecchie. Perché secondo lui questo by-pass potrebbe condizionare l’uso a piacimento delle acque del lago, che vede ormai come una sua esclusiva servitù a fini irrigui.

Allora il Consorzio si è mosso, e si è messo in contatto con il Presidente Regionale dell’Associazione dei Comuni Italiani, pregandolo di intervenire presso gli 84 comuni della pianura invitandoli, con una lettera, ad approvare una delibera a sostegno della derivazione dell’acqua del lago da parte del Consorzio e di inviarla all’Assessorato Regionale (5) per far pressione. E si sa che i voti sono in pianura ….

Intanto la Regione aveva stanziato 50.000 euro, nel 2022, per un secondo studio specialistico volto ad analizzare le interazioni fra la centrale di Somplago ed il lago dei Tre Comuni, dopo aver messo le conclusioni di ‘Laboratorio Lago’ in un cassetto, si fa per dire. (6). C’è chi si chiede e si è chiesto come mai la Regione abbia avuto bisogno di avere uno studio ora sui rapporti fra la centrale e il lago, cosa che è nota ‘anche ai gatti’: basta vedere come si riduce il lago quando vien giù lo scarico fangoso della centrale.

Lago di Cavazzo con il pennacchio di fango che viene scaricato nella parte nord del lago. Da F. Barazutti.

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Così questo nuovo studio ha mostrato la negatività del by pass per il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana e per la centrale, senza, a mio avviso, fondamento scientifico analitico a supporto. Ma su questo argomento, leggete, per cortesia, sempre su www.nonsolocarnia.info,  “Salviamo il lago di Cavazzo e sposiamo la rinaturalizzazione e il by pass. Se non ora, quando?
Si giungeva così al tradimento di tutte le leggi citate a favore del bypass ma anche al riprendere, in studi commisisonati dalla Regione, soluzioni che ora appaiono ridicole, come quella di porre in fondo al lago una serie di teloni per convogliare le acque e tenuti su con galleggianti. Ora pensate voi, quando giunge qui un austriaco, abituato ai laghi carinziani e vede questi galleggianti in superficie!!!! – ha aggiunto Barazzutti.

Ma ciò che è più ridicolo- ha continuato, è che detti studi prevedono in località ‘Brams’ la realizzazione di un progetto chiamato pomposamente  ‘Plan d’ eau’. Esso contempla la realizzazione di una muraglia enorme con massi non legati fra loro, posti uno sopra l’altro a trapezio, in modo da creare un camminamento in superficie (che, dico io, se viene una scossa come quella del 1976 vorremmo sapere dagli estensori di questo progetto come si comporterebbe, perché il lago è zona sismica), creando pure così una specie di ‘piscinetta’ per andar lì a fare il bagno. Ma questo non risolverebbe nulla perché, senza by-pass, l’acqua sarebbe quella gelida e sporca del lago. E questi esperti non sanno neppure che ormai la gente va a bagnarsi nel rio ‘Palar’!

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Non solo: una soluzione similare è stata prospettata da questi tecnici per la Regione, sulla riva nord del lago, dove si trova pure il materiale di scarico dei tempi in cui è stata costruita la centrale. Inoltre lì c’è il canneto e ci sono i piloni. Ma magari passeranno sotto i piloni …

Ma altre proposte a mio avviso ‘bislacche’ sono state messe nero su bianco dai 4 studiosi regionali, senza analisi alcuna di impatto ambientale (7) e cioè Ing. Andrea Selleri di Cuneo fondatore dello studio Pantidro, esperto e consulente in ingegneria civile (8); il dott. Massimo Pascale di Pinerolo (To) ittiologo, esperto in piscicoltura che ha creato lo studio MePA; il dott. Fabrizio Merati di Laveno (Va) ittiologo; il prof. Giovanni Bacaro di Trieste professore universitario di Botanica Ambientale presso la facoltà di scienze della vita, esperto in didattica innovativa ed in microplastiche (9).

Infine Franceschino Barazzutti ha concluso dicendo che spera che i consiglieri di minoranza in Regione sollevino il caso delle acque del lago e di ciò che vuole fare il Consorzio a livello consiliare, e chiedano se è compatibile che l’ex- direttore del Consorzio prima Ledra -Tagliamento sia il rappresentante per la Regione in materia in cui il Consorzio, ora chiamato di Bonifica della Pianura Friulana, è parte in causa.

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Ho riportato questo intervento e riporterò gli altri di persone a cui il lago sta a cuore, per i dati e le considerazioni che riportano, che possono essere utili ai fini della conoscenza del problema e che possono contribuire ad un dibattito sul tema. La registrazione dell’incontro è mia, e cioè di Laura Matelda Puppini, ma non ho riportato la trascrizione letterale qui. Questo mio testo non è stato riletto a Franceschino Barazzutti, a cui chiedo, se trova delle inesattezze, di avvisarmi per la correzione.

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Una interessante lettera pubblicata dal Messaggero Veneto.

Aggiungo che oggi 3 marzo 2024, è comparsa sul Messaggero Veneto una interessante lettera a firma di Carmelo Contin, portavoce del Comitato per l’acqua di Aquileia, intitolata: “L’emergenza acqua. Bisogna alimentare e salvare le falde”.  Da essa, che non posso qui riportare integralmente, prendo solo alcuni spunti: «il Friuli viene considerato ad alto rischio di siccità […] che determina una legittima preoccupazione […] anche per la carenza regionale di un piano -programma in grado di assicurare acqua». In detta lettera si definisce il suolo che venne e viene irrigato con acqua del fiume Tagliamento dal Consorzio Ledra- Tagliamento «arido» e si elencano una serie di problemi attuali: «effetti già in essere delle mutazioni climatiche; diminuzione della disponibilità d’acqua; abbassamento del livello della falda; vetustà e dispersività nel suo uso». Questi aspetti, da cui non si può esulare, stanno irrompendo, sempre secondo il sig. Contin, sul secolare equilibrio delle acque e loro utilizzo e impongono un innovativo cambiamento della sua governance, «elevando a priorità assoluta l’alimentazione delle falde acquifere, in grado di garantire un futuro al Friuli». E su questi aspetti, sempre secondo il signor Contin, la Regione ha ampia competenza delegata».

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Senza voler offendere alcuno questo ho riportato.

Laura Matelda Puppini

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Note.

1- https://legambientefvg.it/2023/12/21/4commissione-del-consiglio-regionale-audizione-sul-progetto-di-derivazione-del-consorzio-di-depurazione-della-bassa-friulana/.

2-Ivi.

3- Cfr. su www.nonsolocarnia.info Salviamo il lago di Cavazzo e sposiamo la rinaturalizzazione e il by pass. Se non ora, quando?

4- https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/GEN/amministrazione-trasparente/FOGLIA4/FOGLIA2/ si trovano elencati ben 115 direttori solo per ‘Assessorato regionale alla difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, di cui però solo Canali risulta direttore centrale. Ma per il lago potevano andar bene diversi direttori afferenti alla struttura amministrativa.

5- su www.nonsolocarnia.info : Franceschino Barazzutti a Socchieve. Contro la lettera dell’Anci Fvg ai comuni per derivare a fini vari le acque del Lago dei Tre Comuni senza bypass ed altro ancora. O tempora, o mores.

6- Per questo cfr. sempre su nonsolocarnia.infoSalviamo il lago di Cavazzo e sposiamo la rinaturalizzazione e il by pass. Se non ora, quando?’ in particolare ma anche ‘Ma poi in rete si trova un secondo studio sul lago di Cavazzo…’ e Lago di Cavazzo. Considerazioni su di un’altra parte del secondo studio voluto dalla Regione e dai comuni della Val del Lago. O tempora o mores!, sempre su www.nonsolocarnia.info. Per l’importanza di non sprecare acqua dolce per irrigare, cfr. il mio Lago di Cavazzo ed acqua dolce. Perché bisogna lottare per rinaturalizzarlo e preservarlo.

7- su www.nonsolocarnia.info: Lago di Cavazzo. Considerazioni su di un’altra parte del secondo studio voluto dalla Regione e dai comuni della Val del Lago. O tempora o mores!

8-  https://www.europages.co.uk/STUDIO-PANTIDRO-DI-SELLERI-ANDREA/SEAC005560095-001.html così si legge: “The company Studio Pantidro di Selleri Adrea, which operates in the Consultants – construction and civil engineering industry. It also operates in the Quality control – construction and civil engineering, and Engineering – industrial consultants industries. It is based in Cuneo, Italy”.

9- Per gli altri studiosi: Massimo Pascale è un consulente ittiologo per l’Amministrazione Provinciale di Alessandria ed esperto in acquacoltura (http://www.crestsnc.it/natura/media/Pascale.pdf); il dott. Fabrizio Merati di Laveno è in particolare un esperto in allevamenti di trote (https://www.yumpu.com/it/document/view/13716036/fabrizio-gianluigi-merati-curriculum-vitae-crest), Giovanni Bacaro, laureato in scienze naturali, è un esperto in didattica innovativa tanto da aver vinto un premio (https://www.units.it/news/didattica-innovativa-giovanni-bacaro-vince-un-premio-internazionale-assegnato-da-t4eu, in microplastiche (vedi i suoi studi sull’impatto ambientale dei concerti sulle spiagge), ed è professore associato in: Botanica Ambientale ed Applicata, presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. (https://dsv.units.it/it/ricerca/ambiti/gruppi/22791).

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La fotografia ritrae i tre sindaci della ricostruzione che parlano ad Alesso, ed è stata da me reperita in rete senza indicazione dell ‘autore. L.M.P.

 

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