Vi ricordate la scelta di costruire un canale di derivazione che permettesse al Consorzio di Bonifica della Pianura friulana (prima Ledra – Tagliamento) di pescare a piacimento acqua dal lago di Cavazzo, giocando sul livello delle sue acque in pendant con i gestori della centrale di Somplago? Vi ricordate che abbiamo saputo che detto canale è già stato sovvenzionato dallo stato, senza che neppure siano state, pare, prese in considerazione le opposizioni al progetto? (Cfr. su www.nonsolocarnia.info: Una pioggia di milioni per la sicurezza idrica. Ma come verranno spesi? Vediamolo. E ho anch’io inviato delle osservazioni contro detta canalizzazione, che ho pubblicato sempre su www.nonsolocarnia.info in: Lago di Cavazzo. Invito alla conferenza stampa di domani, e le mie considerazioni inviate in opposizione al progetto di costruzione di un nuovo canale di derivazione delle acque del Lago ad uso del Consorzio secondo le sue esigenze.).

Ed intanto il bypass, indispensabile per la rinaturalizzazione del lago, come sostenuto dall’ ing. Franzil ed anche dal docente di chimica organica all’Università di Udine Paolo Strazzolini, ma pure da tutte le persone di buon senso, non si fa anche se vi sono tre progetti di realizzazione non uno, perché, secondo Barazzutti la società ‘Pantidro’ di Cuneo, di Andrea Selleri, o che è Andrea Selleri non lo so, ingegnere idraulico, libero professionista, definito esperto in statistica da chi lo ha intervistato su Grandamedia (1) ed anche candidato per le elezioni comunali a Cuneo con la lista ‘Cuneo Solidale’ nel 2002 (2), ingaggiato dalla giunta regionale con una parcella pagata con soldi nostri non di poco conto l’ha bocciato, pur essendo previsto dalle pregresse norme regionali ed essendo in discussione tre varianti dello stesso. Ma ‘tirèmm inànz’.

In un numero del Messaggero Veneto di più di due mesi fa, si parla ancora del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana a cui dovremmo regalare il più grande lago della regione Fvg, neppure però, dalla Rai al passaggio nelle vicinanze del Giro d’ Italia, sollevando così uno strascico di proteste. Ma se la Regione FVG pensa di fare un regalo al Consorzio, dovrebbe pure tenere conto delle lamentele di chi si serve dello stesso per i canoni richiesti, e l’uso dell’Agenzia delle Entrate che può prelevare direttamente dai conti correnti personali dei poveracci italiani, per onorare le sue bollette se uno non paga subito. Roba da sceriffo di Nottingham, dico io per chi conosce la saga di Robin Hood.  Ed in Consorzio è un ente pubblico istituito, vigilato o finanziato dalla Regione Fvg, non è lo Stato.

Riporto qui le due lettere, pubblicate dal Messaggero Veneto il 13 marzo 2024. Sono due lettere di protesta. La prima è intitolata: “Cosa c’entra Treppo?” ed è firmata da Severino Zanin di Treppo Grande. Questo il testo.

«Egregio direttore,

Alcuni giorni fa ho partecipato a Buja a una riunione in cui i rappresentanti del consorzio bonifica pianura Friulana avrebbero dovuto spiegarci il perché di una nuova tassa che è arrivata a quasi tutte le famiglie di Treppo Grande. Questo consorzio è una cosa importantissima per la pianura friulana, permette l’irrigazione di gran parte della pianura, e con una trentina di idrovore fa si che molta parte dei terreni vicino alla costa siano terreni coltivabili e non paludi. Ma cosa c’entra Treppo Grande? Noi non abbiamo uno, dico un canale di irrigazione e tantomeno una idrovora per svuotare terreni allagati!

Alle rimostranze dei numerosi partecipanti, hanno risposto che noi dovevamo contribuire in quanto la pioggia che cade sulle nostre case poi va in fognatura e quindi nei vari fiumi della bassa friulana. Se non ci fossero le case, quell’ acqua non andrebbe lo stesso nei vari fiumiciattoli e poi in pianura? Una tassa sulla pioggia! Per addolcirci un po’ hanno affermato che faranno manutenzione ai nostri fiumiciattoli! Ma non ne hanno bisogno. Poi i “nostri” sostengono che beneficiamo comunque tutti dell’attività del consorzio, ma allora come mai altre parti del Friuli non pagano?

Sono originario di Pontebba, la mia casa natale era a circa 150 metri da quella casa che si è rovesciata nel fiume la cui foto drammatica era sul MV in prima pagina il giorno dell’alluvione dell’agosto del 2003. Nessun abitante del Friuli ha mai pagato la tassa sulla pioggia per le opere gigantesche fatte lassù e sul bacino del Tagliamento. Perché noi sì? Severino Zanin – Treppo Grande».

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La seconda lettera si intitola “Ingiusto il nuovo balzello sulla pioggia”. Questo il testo.

«Egregio direttore, 

le scrivo sollecitato da molti concittadini, a proposito della serata di confronto con il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana svoltosi giovedì sera a Buja, che ha visto una forte contrapposizione riassumibile con la efficace battuta di un signore di Treppo Grande che ha definito il nuovo balzello come “la tassa sulla pioggia”.

L’incontro è stato sollecitato dalle amministrazioni comunali di Buja e Treppo Grande in quanto subissate dalle rimostranze e richieste di chiarimento circa il nuovo e sconosciuto balzello che ha colpito tante famiglie, a cui i sindaci non sapevano dare risposte per la scarsità di informazioni ricevute.

I vertici del Consorzio Bonifica si sono dilungati per un’ora in spiegazioni tecniche (3), in procedure amministrative (3) e nell’ illustrazione delle responsabilità regionali e dell’Università di Udine circa l’articolazione del balzello: loro sarebbero dei semplici esecutori. In particolare il direttore ha più volte ricordato il continuo fattivo confronto del Consorzio con i Comuni al che è dovuta intervenire la Sindaca di Buja per precisare che le interlocuzioni tra loro risalgono a pochi giorni orsono.

Alle rimostranze circa il fatto di aver fatto ricorso al “Servizio riscossione dell’Agenzia delle Entrate”, prima hanno dichiarato che i canoni “devono” essere inviati per tale tramite, poi hanno più volte cercato di ammorbidire quanti contestavano tale ingiunzione con così stretto termine di scadenza del pagamento.

La principale unanime avversione della platea ha riguardato la scelta di “colpire” gli immobili abitativi e non i terreni beneficiari di opere di bonifica e servizi manutenzione idraulica, contestando il calcolo delle tariffe che si basa sulle rendite catastali, attraverso una formula incomprensibile. Gli abitanti degli agglomerati urbani hanno contestato il dato di essere conferitori delle acque piovane nei terreni e quindi nei corsi d’ acqua, infatti le loro acque vengono raccolte nelle strade e nella pubblica fognatura, quindi il loro interlocutore è il Consorzio Acquedotto a cui già pagano il relativo canone.

Al Consorzio di Bonifica Pianura Friulana rimane ben poco, almeno nelle nostre zone, per cui sorge la domanda: ci serve un Consorzio con quella struttura burocratica, amministrativa pochi operativi?

Hanno illustrato il loro programma di intervento per il 2024 fra cui sono previsti pure dei lavori nei pressi del ponte sul Ledra in località Campo Garzolino, ma non hanno spiegato il perché un intervento nel “bacino del Ledra” debba gravare sui canoni di coloro che abitano nei bacini del Cormor e del Corno?

Che l’insoddisfazione degli utenti nei confronti del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana sia sostanziale e diffusa tra i cittadini è confermata dal fatto che alcuni di essi stanno organizzando una raccolta firme per una petizione ai sindaci affinché chiedano alla Regione una revisione del Piano e degli strumenti amministrativi alla base di questo nuovo balzello, strutturalmente sbagliato. Maurizio Piemonte. Santo Stefano Buia».

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Osservazioni.

Se il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana ha troppa acqua tanto da dover utilizzare idrovore per asciugare il terreno, perché la giunta regionale vuole concedergli anche quella del lago di Cavazzo, ad uso esclusivo in pendant con la centrale di Somplago, permettendo la derivazione targata inizio anni ’80, e già coperta finanziariamente dallo Stato prima che i cittadini potessero esprimersi e prima che si fosse valutato l’impatto di questa operazione sul territorio? Poteva benissimo trovare il modo di convogliare le acque che pompa sui terreni aridi, mica siamo a livello ingegneristico nel 1900!

Non solo: perché la giunta regionale ha permesso che i privati costruissero grandi campi di fotovoltaico sulla terra fertile di Santa Maria la Longa e Basiliano, per poi lasciare che il Consorzio di bonifica della pianura friulana, ente pubblico, coltivasse da un lato mezzi greti e dall’altro paludi?

Inoltre da quelle parti passerà anche la nuova super autostrada per tir Cimpello Gemona, super inquinante, e vorrei sapere che cavolo di regione con la erre minuscola sogna la giunta che regge quella con la ‘R’ maiuscola, perché non vorrei che desiderasse trasformarla in una terra al servizio di privati potenti.

Infine appare terrificante, e lo ripeto, che un Consorzio fra privati possa paragonare le sue bollette, fra l’altro qui pare emesse senza servizio in cambio, attraverso l’agenzia delle entrate. Ma dove siamo andati a finire? Senza voler offendere alcuno, ma per riprendere il discorso del lago di Cavazzo da altra angolatura, questo ho scritto.

Laura Matelda Puppini

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(1) https://www.youtube.com/watch?v=8QE4JS4Gs1E.

(2) https://typo3.comune.cuneo.it/fileadmin/comune_cuneo/content/amm_organiz/legale_demografico/elettorale/storico_risultati/2002/comunali/2002_Finale_Preferenze.pdf.

 

 

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