Venerdì 30 ottobre 2026 si è tenuto ad Enemonzo un incontro intitolato “La montana del ‘66” con relatori Marco Lepre, urbanista e Presidente di Legambiente e Marco Virgilio, residente a Buia, giornalista pubblicista, divulgatore scientifico, specie negli ambiti Meteorologia e Climatologia.

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Spesso viene ricordato l’alluvione del 1966 (che in Carnia potremmo far coincidere con la tradizionale “Montana dei Sants” in versione decisamente maggiorata), per quanto accadde a Firenze il 3 e 4 novembre di quell’ anno. Ma esso fece disastri anche in Carnia, in Friuli, a Venzone ed a Latisana.

Nella Bassa il Tagliamento straripò e Latisana fu evacuata appena in tempo, mentre le campane suonavano a morto per avvertire del pericolo. Così vi furono sì 4 vittime nel comune ma non erano di lì, erano veronesi di origine isontina che avevano raggiunto il Friuli- Venezia Giulia per recarsi in cimitero e che si trovarono, sulla via del ritorno, nel posto sbagliato nel momento sbagliato, venendo travolti, in auto, a Latisanotta.  (1). Sull’auto, una Open, viaggiavano in 6 persone: 2 si salvarono: madre e figlia. Quindi l’alluvione del ’66 non può esser definito né l’alluvione di Latisana né solo quello di Firenze e colpì diverse zone del nord e centro Italia. (2).

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Ad Enemonzo Marco Lepre ha fatto una carrellata dei danni e dei morti che quell’ evento estremo fece in Carnia. Ma si deve fare, secondo lui una premessa: se ai tempi del terremoto del 1976, le prime cronache non individuarono inizialmente la zona più colpita, così accadde per l’alluvione del 1966.

Comunque scorrendo i giornali dell’epoca, fonti indispensabili di notizie, si vede una fotografia del ponte di Pinzano, danneggiato dalle acque vorticose del Tagliamento e quindi demolito per questo (3). Quindi Lepre ha riportato alcune immagini dei danni subiti dalla Carnia e degli 8 morti che ebbe allora, mentre qualcuno venne salvato all’ ultimo momento, come una signora di Esemon di Sotto.

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Certamente il centro più colpito allora fu Forni Avoltri che contò ben 7 morti fra cui il Sindaco. Questi, compresa la difficoltà del momento, caricò sulla sua Fiat 1100 il tecnico comunale ed altre due persone ed insieme si mossero sul territorio per vedere se si fossero situazioni di allerta e grave criticità, onde poter portare aiuto alla popolazione. Ma mentre stavano transitando sul ponte del Degano si aprì una voragine e l’auto fu travolta da massi e detriti che portarono alla morte i 4 passeggeri.

Ed a distanza di poche ore, non sapendo quanto accaduto, un’auto comunale con a bordo tre ragazzi di 19 anni transitò sullo stesso ponte, finendo nella voragine. Ma in questo caso uno di loro riuscì ad uscire o fu spinto fuori dal mezzo ed il suo corpo fu ritrovato mesi dopo lì vicino. L’auto con l’autista venne invece recuperata tempo dopo, vicino Alla località di Tamarat, ed il corpo del terzo passeggero lungo la Pesarina in comune di Ovaro, tale era stata la forza delle acque.

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! morti di Forni Avoltri durante l’alluvione del 1966, fra cui il Sindaco. Essi sono: l’allora sindaco Riccardo Romanin, Raffaele Vidale, Gildo Romanin, Beppino Del Fabbro, Augusto Brunasso, Ezio Brunasso ed Emilio Romanin. (Foto Petrussi – Udine, che correda l’ articolo “L’alluvione 50 anni dopo. Latisana e la Carnia invase dall’acqua nel 1966 decine di morti, in Messaggero Veneto, 4 novembre 2016. Foto da: https://www.messaggeroveneto.it/cronaca/lalluvione-50-anni-dopo-latisana-e-la-carnia-invase-dallacqua-nel-1966-decine-di-morti-wh3gj6vb#google_vignette).

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Ma per ritornare alla notte del 4 novembre 1966, ad un certo punto sopravvenne la notte e, mancando fra l’altro la corrente elettrica, qualsiasi comunicazione era impossibile. Le famiglie sapevano che i loro cari erano usciti a portare soccorso, ma poi più nulla. Infine si conobbe la terribile verità. Ad attendere il ritorno di suo marito vi era anche una giovane sposa che aveva già un bimbetto di tre anni, incinta, ma quella bimba nata qualche mese dopo, non vide mai suo padre vivo. Il giovane, un operaio originario di Sigilletto, era stato chiamato dal Sindaco per andare con lui a prestare soccorso ma non tornarono a casa né l’uno né l’altro.

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Quindi Marco Lepre ha proposto una carrellata di foto d’epoca che ben descrivono i danni subiti dalla Carnia, iniziando da quelle che ritraggono Forni Avoltri all’ indomani dell’alluvione devastante, che mostrano case sventrate, strade interrotte, ponti crollati ed una intera collinetta smottata nei pressi Esemon di Sotto.

Ma l’alluvione del 1966 è stato ricordato a Forni Avoltri anche con intitolazioni di vie: una di esse è stata dedicata alla città di Torino, come del resto anche ‘baita Torino’ (4),  per ringraziare i torinesi che avevano contribuito ad una sottoscrizione per la Carnia alluvionata, promossa dal quotidiano “La Stampa un’altra  è stata denominata 3 novembre ed è quella dal capoluogo porta verso le strade che raggiungono le frazioni di Sigilletto e Frassenetto e Collina.

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A seguire, il noto esponente di Legambiente ha mostrato altre immagini dei danni dell’alluvione a Forni di Sopra che ha contato anche due vittime indirette dell’alluvione. Faceva freddo e tirava vento, quel 3 e 4 novembre 1966, mentre la pioggia scendeva incessante. Una coppia originaria di Modena, che si trovava in paese, decise di scaldarsi accendendo una stufetta a gas ed andando così incontro alla morte a causa delle esalazioni di monossido di carbonio. Essa aveva pure un bimbo di tre anni che, incredibilmente, si salvò.

Ed anche Forni di Sopra contò molti danni fra cui ponti e persino una casa di quattro piani crollati, smottamenti pure nei pressi del municipio e frane, ed il centro della frazione di Vico risultò lesionato. Inoltre la situazione in Carnia era resa più difficile dal fatto che la viabilità era interrotta. Ad un certo punto la  val Pesarina rimase isolata mentre movimenti franosi di spessore interessarono allora, come interessano ora, la zona di Avausa.

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Immagini dei anni a Forni di Sopra causati dall’ alluvione del 1966. (https://images.messaggeroveneto.it/view/acePublic/alias/contentid/3ce267cb-86a6-4ce8-9a66-81d6a68f12a8/0/foto-petrussi-udine-3-novembre-2016-pagine-mv-sull-alluvione-3-fine.webp). 

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La strada che unisce Ovaro a Comeglians era stata portata via dall’acqua, e molte località furono allagate, come per esempio Tolmezzo e Caneva di Tolmezzo. Ma a Tolmezzo era caduta una quantità tale di pioggia, dai miei ricordi, che i tombini rigettavano insù l’acqua non riuscendo più a smaltirla.

E ci furono in Carnia anche molti sfollati, per esempio a Esemon di sotto, dove una enorme frana, risultato dello smottamento di una collinetta, cadde a ridosso del paese, che fu evacuato in fretta e furia all’ ultimo momento. In quell’occasione si parlò di un centinaio di sfollati.

Marco Lepre ha detto pure di aver pure trovato un articolo datato 27 dicembre 1966, uscito su ‘Alpe Carnica’, periodico della Comunità Carnica, in cui si legge che era stata fatta una raccolta fondi per gli alluvionati da parte dell’industria di catene per neve ‘Weissenfels’ e dello jutificio triestino che era riuscita a raggiungere oltre un milione e mezzo di lire che poi vennero distribuite alle 47 famiglie che ancora risultavano sfollate, seguendo criteri ben precisi e con il supporto dei sindaci.

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Danni furono rilevati anche ad Invillino (5) a causa della piena del Tagliamento ed a Campivolo, frazione di Ravascletto (6), che fu, dopo l’alluvione, abbandonata. Certamente le acque del Tagliamento non raggiunsero in Carnia- ha commentato sempre Lepre, i due metri di Latisana, ma almeno il paese fu sgomberato in tempo.

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Quindi Marco Lepre, nel concludere il suo intervento, ha precisato che egli ha voluto l’incontro ed altri che seguiranno per ricordare, per far conoscere l’accaduto a chi non c’era, per fare delle riflessioni da tanti punti di vista. Ed ha precisato che il tema verrà trattato il 3 novembre a Forni di Sopra e il 7 novembre verrà proiettato, al cinema Alpina di Comeglians, un filmato di Novella Del Fabbro e Celestino Viezzi che hanno raccolto varie testimonianze.

Infine egli ha ceduto la parola a Marco Virgilio climatologo, il cui intervento riassumerò in altro articolo, precisando che Il parlare di questi eventi estremi è rivolto in particolare ai giovani perché li conoscano, capiscano cosa può generarli e, di conseguenza, come comportarsi in futuro. Perché non servono solo le corone commemorative, ma ci vuole pure una riflessione sugli accadimenti.

Laura Matelda Puppini

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Note. 

1 – Come riportato su: https://www.nonsolocarnia.info/marco-lepre-per-non-dimenticare-un-solo-nome-e-il-paradosso-di-gaza-e-latisana/, infatti, i 4 morti a causa dell’alluvione del 4 novembre 1966 erano veronesi di origine isontina, e si trovarono con la loro automobile casualmente in transito nei pressi di Latisanotta quando il Tagliamento era esondato, travolgendoli.

2 – Per le zone più colpite dall’alluvione del 1966, cfr. https://polaris.irpi.cnr.it/novembre-1966/.

3 – In https://www.craf-fvg.it/fotografie/ponte-di-pinzano-sul-tagliamento-1906-1966 è riportata la foto del ponte costruito nel 1906 e si legge questa didascalia: «Veduta del Vecchio Ponte sul Tagliamento a Pinzano, costruito in cemento armato nel 1906 sulla stretta fra Pinzano e Ragogna. La struttura, gettata su tre archi parabolici, era all’epoca il più grande ponte in cemento armato d’Europa. Venne demolito a seguito dei danni riportati nell’alluvione del 1966».

4 – Questi i 7 morti il 4 novembre a Forni Avoltri a causa dell’alluvione sono: il sindaco Riccardo Romanin; Raffaele Vidale; Gildo Romanin; Beppino Del Fabbro; Augusto Brunasso; Ezio Brunasso ed Emilio Romanin. (Essi sono tratti dalla didascalia della foto Petrussi – Udine, che correda l’articolo “L’alluvione 50 anni dopo. Latisana e la Carnia invase dall’acqua nel 1966 decine di morti, in Messaggero Veneto, 4 novembre 2016, riportata nel mio: https://www.nonsolocarnia.info/marco-lepre-per-non-dimenticare-un-solo-nome-e-il-paradosso-di-gaza-e-latisana/).

5 – Una foto di Invillino subito dopo l’alluvione, è stata fornita a Marco Lepre da Loredana Mazzolini.

6 – Una foto di Campivolo è stata fornita a Marco Lepre da Ulderica Da Pozzo. 

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PROSSIMO INCONTRO STASERA 3 NOVEMBRE 2026 A FORNI DI SOPRA ALLE ORE 17.30 PRESSO LA “CJASE DAI FORNÈS.

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L’ immagine che accompagna l’ articolo ritrae una zona di Forni di Sopra dopo l’alluvione ed è tratta da: https://www.messaggeroveneto.it/cronaca/forni-ricorda-i-morti-dellalluvione-e8tuq0f6. L.M.P. 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/11/image-jpg394900013979469550jpg.webp?fit=500%2C281&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/11/image-jpg394900013979469550jpg.webp?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniSenza categoriaVenerdì 30 ottobre 2026 si è tenuto ad Enemonzo un incontro intitolato “La montana del ‘66” con relatori Marco Lepre, urbanista e Presidente di Legambiente e Marco Virgilio, residente a Buia, giornalista pubblicista, divulgatore scientifico, specie negli ambiti Meteorologia e Climatologia. ↔ Spesso viene ricordato l’alluvione del 1966 (che in Carnia...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI