Co.S.Mo. ha raccolto 163 firme di cittadini della montagna friulana: Carnia, Canal del Ferro e Val Canale per chiedere ai Sindaci di interessarsi della sanità in montagna e per mettere il dito sulla piaga sanità. E secondo me è stato un successo perché qui difficilmente qualcuno firma qualcosa. Pertanto un grazie di cuore a chi ha voluto dire la propria opinione sulla sanità al proprio sindaco perché intervenga.

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 Più volte qualcuno mi ha detto che i sindaci della Carnia non chiedono nulla per la sanità perché Riccardi, alla prima osservazione sulla sanità di un sindaco, ricorda allo stesso i soldi che ha avuto dalla Regione per il suo comune e fa capire che egli non vedrà più una lira. Ma io non so se sia vero, in primo luogo perché questo metodo, a mio avviso, si chiama minacciare. E minacciare’ non è legale. E poi Riccardi non è un Dio in terra né il padrone della Regione ed i soldi che la Regione dà sono nostri e devono venir spesi oculatamente per rispondere ai nostri bisogni.

Inoltre io credo che questa sia più una paura di un sindaco o dell’altro, più una realtà e che derivi pure dal concetto di ‘sorestanz’ che si ha in Carnia ed in Friuli. Forse c’è chi pensa: “Miei no impaciâsi” e pensare ai lavori pubblici ed a finire in pace la legislatura, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, non solo in sanità? Ma non si pretende, vivaddio, che un sindaco si trasformi in Gandhi che guida le folle verso l’oceano nella marcia del sale, ma “alc a l’è alc, nue a l’è nue”. E se erro correggetemi.

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Il problema è che neppure il personale che lavora da anni e anni in sanità dice più nulla e la popolazione si trova pure in un tragico vuoto informativo, non certo riempito da inaugurazioni varie, e viene mandata per avere una prestazione (il termine visita è quasi sparito dal vocabolario sanitario) sia a pagamento che non qui e là fra privato e pubblico, con varie fortune. Così quando uno è finalmente arrivato al luogo di erogazione della prestazione sanitaria, dopo aver parcheggiato, e parlo per me, quando è giunto alla clinica privata o all’ ospedale pubblico, quando ha pagato quanto doveva per la prestazione e ha ritirato la fattura da mettere in doverosa busta per la detrazione e perché non si sa mai … (a me l’ospedale di Udine ha inviato molti anni fa pure da pagare una visita che avevo già pagato ed ho potuto così dimostrarlo) considera già quasi finito il suo compito.

Spesso le prestazioni vengono svolte dai soliti medici ignoti, comparsi dal nulla in locali sconosciuti e freddi come gli icebergs anche se riscaldati, e sembrano sempre più al cittadino un rito più che uno strumento per la cura anche se i medici non hanno dimenticato il loro compito, ma semplicemente, non conoscendo i pazienti/ clienti, per non ‘avere rogne’ e per ordini superiori, seguono protocolli in base al campo specialistico di riferimento, senza sapere nulla della persona che si trovano davanti. Del resto ormai anche le prescrizioni non prevedono più che si possa fare una ‘visita di controllo’ per esempio annuale, ma solo che il MMG scriva analiticamente la sua richiesta, così va a finire, magari, che vai a visita programmata ortopedica, dopo mesi, per un problema al ginocchio noto e segnato al momento del distacco della prescrizione, quando hai una trocanterite in corso. Inoltre questo ha un prezzo: la sparizione del rapporto di fiducia dei pazienti verso la classe medica. Perché la fiducia nasce dalal consocenza o dall’empatia. Ed è la sanità organizzata come la Fiat di Marchionne, scambiato, forse, come l’unico modello aziendale possibile.  

 E si viene mandati, in Carnia, per le prestazioni che hanno quasi sempre tempi insopportabili per esser erogate (infiltrazioni di ozono prescritte da ‘terapia del dolore’ di Udine: visita il 21 ottobre 2026, inizio terapia 31 agosto 2027!) dai monti, ove si abita, oggi qui domani là, senza neppure sapere se all’ospedale di Tolmezzo ci sono medici che fanno libera professione, chi sono e qual è il loro tariffario.  Perché ormai certe prestazioni hanno costi da brivido. Figurarsi poi chi è rimasto fuori dal sistema sanitario ed il medico di base non lo ha proprio, e deve arrabattarsi, sfogandosi poi parlando con chi incontra per strada sulla mala sorte che lo ha colpito !!! E non si deve dimenticare le distanze che dividono i paesi più alti e le borgate più sperdute della Carnia da Tolmezzo e figurarsi da Udine.

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Ma ritorniamo alle firme. Le firme sono così distribuite fra i vari centri dei due territori: Carnia: Ampezzo 258; Villa Santina Tolmezzo: 140, Tolmezzo altre 100; Enemonzo 200; Raveo 31; Lauco 94; Rigolato 43; Socchieve 37; Canal del Ferro Valcanale: Resiutta 10; Moggio 81; Pontebba 66.

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AGGIORNAMENTO SUGLI MMG IN CARNIA: PASSIAMO ALLE NOVITÀ.

Due novità: per quanto riguarda i MMG in Carnia: ne abbiamo perso ancora uno e siamo a 19 medici di base per coprire 28 comuni e Asufc ora considera tutti gli MMG presenti in Carnia come uniti in una sola Aggregazione Funzionale Territoriale, cioè un cittadino che si trovi senza medico di base per esempio ad Amaro, può scegliere il medico di Rigolato se ha un posto libero, portandosi però in uno dei suoi 5 ambulatori di alta montagna. E siamo di bene in meglio, dico io.

Naturalmente questo comporta che i Mmg, sempre più oberati di lavoro e burocrazia, finiscano per non visitare più a domicilio i loro pazienti, spesso soli ed anziani e dispersi sul territorio e c’è chi non vuole email e chi vuole solo quelle. E questa politica credetemi, grida vendetta al cospetto di Dio e crea una situazione in cui curarsi sta diventando sempre più difficile e faticoso oltre che dispendioso ed atto ad eliminare il rapporto di fiducia medico – paziente, trasformandolo in unicamente burocratico.

E non mi si venga a dire che i medici non si trovano, quando non si fa nulla, se non un concorso a tempo determinato ogni tanto, per coprire il territorio ed i territori, perché i soldi ci sono, ma mancano pare, scienza e coscienza. Ma se erro correggetemi. E più passa il tempo, più pare che questa nuova – vecchia destra sogni una sanità senza medici! O tempora o mores!

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Ma per ritornare ai medici di medicina generale dove si trovano quelli Carnici e del Canal del Ferro e Valcanale ora?

Ora ci troviamo con 18 MMG + 4 pediatri su una popolazione di 35. 850 abitanti alla fine del 2023, dispersa in 28 comuni e molte piccole frazioni, così suddivisi: 

Amaro: 854 residenti, attualmente senza medico di medicina generale (il dott. Brollo ha lasciato l’incarico);
 Ampezzo: 877 residenti, MMG Michelli Nicole;
Arta Terme: 1971 residenti sparsi anche in più frazioni: MMG Vritz Chiara;
Cavazzo Carnico: 959 abitanti, MMG De Prato Chiara (su due comuni anche a Verzegnis);
Cercivento: 604 abitanti attualmente senza medico di medicina generale;
Comeglians: 422 abitanti sparsi anche in più frazioni. MMG: Pausti Hamid Reza (anche medico a: Forni Avoltri, Prato Carnico, Rigolato, Ravascletto globalmente su 5 comuni e relative frazioni);
Enemonzo: 1231 abitanti attualmente senza medico di medicina generale;
Forni Avoltri: 495 abitanti, MMG Pausti Hamid Reza anche medico a: Comeglians, Prato Carnico, Rigolato, Ravascletto globalmente su 5 comuni e relative frazioni);
Forni di Sopra: 890 abitanti, MMG: Cucchiaro Axel (medico anche a Forni di Sotto e Preone e globalmente su 3 comuni);
Forni di Sotto: 518 abitanti, MMG Cucchiaro Axel (anche medico a Forni di Sopra e Preone);
Lauco: 626 abitanti sparsi anche in 6 frazioni, attualmente senza medico di medicina generale;
Ovaro: 1686 residenti e formato dal capoluogo e 13 frazioni: 2 MMG Righini Ilary e Toson Donatella che attualmente, da che mi si dice, hanno al loro attivo, oltre quelli del comune di riferimento, anche pazienti della Val di Lauco per lo più anziani. “Per fortuna ha almeno la dottoressa di Ovaro. E a mia madre spero che gliela lascino” ho sentito dire un giorno da una persona;
Paluzza: 1892 residenti, attualmente senza medico di medicina generale.
Paularo: 2278 residenti, MMG Romano Katia, prima a Paularo, poi spostatasi a Tolmezzo, poi di nuovo trasferitasi a Paularo. Ma anche questi spostamenti rappresentano un ulteriore problema.
Prato Carnico: 796 residenti anche sparsi in 6 frazioni, MMG Hamid Reza (anche medico a: Forni Avoltri, Comeglians, Rigolato, Ravascletto su 5 comuni).
Preone: 247 residenti, MMG Cucchiaro Axel (anche medico a Forni di Sopra e di Sotto Forni di Sotto e quindi in 3 comuni). 
Ravascletto: 497 residenti, MMG Pausti Hamid Reza (anche medico a: Forni Avoltri, Comeglians, Rigolato, Prato Carnico e in 5 comuni).
Raveo: 425 residenti attualmente senza medico di medicina generale;
Rigolato: 354 residenti anche sparsi in 8 frazioni: MMG Pausti Hamid Reza (anche medico a: Forni Avoltri, Comeglians, Prato Carnico, Ravascletto e globalmente in 5 comuni);
Sauris: 375 residenti attualmente senza medico di medicina generale. (In precedenza c’era la dottoressa De Prato Chiara poi spostatasi a Cavazzo Carnico – Verzegnis).
Sappada: 1301 residenti, MMG Rampazzo Giovanna.
Socchieve: 846 residenti nel capoluogo ed in 8 frazioni, MMG Antoniacomi Diego.
Sutrio: 1191 residenti, 2 MMG: Clama Daniel e Valentini Stefano.
Tolmezzo: 9638 residenti nel capoluogo ed in 9 frazioni, 5 MMG Cacitti Mauro, Capobianco Gaetano, Cleva Marzio, Di Piazza Laura, Petris Marta, che per coprire tutto il fabbisogno, dovrebbero avere 1700 o 1800 pazienti ciascuno.
Treppo Carnico/Ligosullo: 654 residenti nel capoluogo Treppo Carnico ed in 6 frazioni fra cui Ligosullo, attualmente senza medico di medicina generale.
Verzegnis: 834 residenti, MMG De Prato Chiara (MMG anche a Cavazzo Carnico. Su due comuni).
Villa Santina: 2153 residenti, MMG Strizzolo Nicole.
Zuglio 535 residenti, MMG Romano Katia.

A Paularo e Tolmezzo è poi in servizio una pediatria, la dott.ssa Rita Bedendo; a Paluzza la pediatra Maria D’ Amico; a Ovaro il pediatra Valentini Francesco ed ancora a Tolmezzo Maria Vincenza Vorini.  (1).

Questi nuovi pediatri portano a 22 il numero globale dei medici di MMG per Asufc senza distinzione fra pediatri e MMG, che hanno pazineti dai 14 insù, ma nella realtà i MMG in Carnia si sono ridotti a 18, 2 in meno di prima, mentre gli altri, con il nuovo sistema del comprensorio sanitario della Carnia, si trovano sempre più oberati di pazienti variamente locati, della cui salute dovrebbero rispondere, per le fisse della politica e in particolare qui di Denis Caporale e Riccardo Riccardi, che spendono tanto ma non sanno organizzare il servizio, a mio avviso, in modo neppure apparentemente decente.

Inoltre chi osa ancora scrivere che il MMG è di libera scelta, o ci sta prendendo in giro o ….

Rispetto all’elenco redatto il 12 aprile di quest’ anno, e cioè 6 mesi fa, la situazione dei Mmg in Carnia è ancora mutata perché il dott. Sandoiu Stefan Gabriel ha lasciato l’incarico e sono rimasti senza medico di base sia il comune di Paluzza che quello di Treppo Carnico/Ligosullo e 5 ambulatori, complessivamente, tutti in montagna, e se ne è andato pure il dott. Loris Brollo lasciando sguarnito il comune di Amaro e pure pazienti tolmezzini.  E se Zuglio ha un MMG per poche ore è perché la dott.ssa Romano Katia, già MMG di Paularo, ha deciso di prestare servizio qualche ora lì. Ma umanamente questa io la definirei una politica ‘tappabuchi’.

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Però mi domando pure: che dice di questa situazione, dove molti cittadini della Carnia rischiano la miseria sanitaria non per colpa loro, Gianni Borghi, attuale presidente del distretto della Carnia e di quello del Gemonese, uomo sicuramente della destra e che abita in comune di Cavazzo Carnico?  Eppure egli tenne il famoso discorso alla presenza di Maria Sandra Telesca che potete leggere in: https://www.nonsolocarnia.info/gianni-borghi-su-la-nuova-proposta-per-la-salute-in-territorio-montano/, precisissimo nell’ analisi e nelle considerazioni. Ora tutto dimenticato e chiuso in un cassetto?

Infatti nonostante chi governa la sanità regionale cerchi di quadrare i cerchi inondandoci di inaugurazioni e di buoni propositi, si sa che i cerchi non si quadrano, ed una azienda non va avanti senza mano d’opera numericamente adeguata e professionalmente preparata. Inoltre una azienda sanitaria non si può organizzare come fosse la fu Fiat di Marchionne.

Insomma pare che in sanità, seguendo Meloni presidente del consiglio, la giunta regionale FVG si celi dietro un mare di parole, di buoni propositi, di inaugurazioni e di fotografie per nascondere il totale fallimento della sua politica sanitaria, mentre pare che i cittadini abbiano  solo compreso che favorisce il privato e che nel pubblico ha posto pochi uomini al comando creando una gerarchia di potere e di poteri forti a governare una situazione caotica. 

Pertanto grazie ancora a coloro che hanno firmato per interessare i loro Sindaci al problema sanità in montagna, che del resto è uno dei loro doveri, senza se e senza ma. E questi cittadini  almeno potranno dire: io la mia parte l’ho fatta, ed i sindaci non potranno dire: non sapevamo nulla, e fare gli gnorri.

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 SERVIZI TERRITORIALI.

C.S.M. 

Attualmente il C.S.M (Centro di Salute Mentale) di Tolmezzo forma, se ho ben compreso, una S.O.C. (struttura operativa complessa) denominata “Centro di Salute Mentale Alto Friuli” (le diciture a volte ritornano) assieme a quello di Gemona con un’unica dirigenza ed afferente al Dipartimento di Salute Mentale di Asufc. (2).

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SERT. 

Quindi vi è il Sert ora definito “Servizio Dipendenze Alto Friuli” che unifica, sotto questa dicitura, i sert di Gemona e Tolmezzo ma pare più ricco di infermieri che di medici. Orario di apertura: dalle ore 9.30 alle ore 12.30, misere tre ore, dal lunedì al venerdì, secondo l’A. I. che ha reperito in rete anche un telefono fisso di riferimento: 0433 488467 ed. in alternativa, il numero di una segreteria: 0433 488385. E-mail istituzionale: infermieri.sertaltofriuli@asufc.sanita.fvg.it.

Ma sul sito istituzionale Asufc non si trovano riferimenti di orario apertura ma solo l’email degli infermieri e un numero telefonico fisso. (3). Ora, secondo voi, una persona, indipendentemente dall’età, affetto da dipendenza da droga o alcool, prende il computer od il cellulare e scrive una email agli infermieri ignoti o telefona in orari ignoti ad un telefono fisso, che se è occupato non salva messaggi? 

Il Sert di Gemona ha presente, sul sito istituzionale, solo il numero di telefono fisso 0432 989 216, nulla di più. (4).

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Insomma con queste informazioni su siti istituzionali, reperite il 18 ottobre 2026, c’è poco da star tranquilli: a mio avviso pare che il Sert, che sarebbe davvero utile, sia allo sbaracco qui come là, ed arrivederci. E poi possono andare tutti al CSM, tanto questa tipologia di pazienti è tutta deviata socialmente, pensa la destra, e pericolosa.

E così, in assenza di altro e magari di medici e psicologi esperti i soggetti affetti da dipendenza da droga, da alcool, da ludopatia, da … finiscono, temo, tutti ai Csm di Tolmezzo e Gemona che dovrebbero svolgere un tale numero di attività che dovrebbero esser dotati di équipes di psichiatri, psicologi e infermieri preparati ad affrontare situazioni gravose e che dovrebbero pure avere il tempo di parlare con i singoli utenti, ma invece pare che il personale sia risicato e ridotto  solo quattro gatti. E leggete cosa dovrebbero fare: “Visita domiciliare. Ospitalità diurna/notturna e day hospital.  Lavoro terapeutico individuale e per le famiglie. Attività di gruppo. Interventi di abilitazione e prevenzione. Sostegni per l’accesso ai diritti e alle opportunità sociali. Sostegni all’abitare. Attività di consulenza”. (5).

Ma poi, passando dai bla bla bla alla realtà, pare che a Tolmezzo gli psichiatri che vi lavorano siano 2, (e sottolineo pare perché ormai in sanità nulla è certo), che a Tolmezzo ci siano in servizio una psicologa, un’assistente sociale e qualche infermiere e stop. E gli psichiatri dovrebbero anche intervenire nei casi di TSO e aiuto alle forze dell’ordine. Idem a Gemona. E allora di che stiamo parlando? Ma se erro correggetemi, io scrivo quello che trovo. 

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E passiamo al consultorio familiare, che un consultorio vero e proprio non è mai stato per mancanza di un ginecologo, ora però presente da pochissimo per un giorno a settimana per 2 ore presso la Casa di Comunità. Inoltre sarebbe interessante sapere se il ginecologo o ginecologa di riferimento, come la psicologa ecc. ecc. siano obiettori di coscienza rispetto alla legge 194/78. Comunque, da che so, il consultorio, negli anni, si è occupato in prevalenza di adozioni, di disabilità e di minori e famiglie in difficoltà. Ma se erro correggetemi.  

Altra considerazione. A Roma i consultori si chiamano ancora ‘consultori’ ma qui no, con Denis Caporale, Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi, tutti di destra, hanno cambiato nome. E come si chiamano ora i consultori friulani? Si chiamano “SOC Minori e Famiglia”, definizione che nemmeno io avrei associato ad un consultorio.

E notate che il nome pare evidenziare che dette strutture si guardano bene dal trattare situazioni di richiesta di attuazione della legge 194/78 o dare aiuto a donne sole, perché il servizio è rigidamente per famiglie (e si sa che in Regione si è persino litigato sul concetto di famiglia, con Honsell che ha chiesto se legittimamente la Sacra Famiglia si potesse considerare per la destra una famiglia o meno (6) e di minori. E se un maschio ha compiuto 18 anni il giorno prima, ed è magari già un padre, o ha problemi con la sua bella, pur non formando con Lei una famiglia per la legge?  Si arrangia o va a cercare informazioni su internet?   

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Per l’A.I. a Roma ma credo anche in altri luoghi dello stato italiano, «i consultori familiari sono presidi socio-sanitari territoriali ad accesso libero e gratuito, pensati per offrire supporto psicologico, sociale e medico a individui, coppie e famiglie. L’assistenza spazia dalla tutela della salute della donna e della gravidanza (inclusi i corsi preparto e il supporto all’allattamento) fino alla contraccezione, l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), lo Spazio Giovani per gli adolescenti e il contrasto alla violenza di genere».

Si noti come i consultori in altre parti d’ Italia prestino il loro servizio anche “a individui” singoli, mentre per carità, in FVG siamo speciali e lo forniscono, almeno dal titolo, solo a famiglie conclamate, a quelli con l’anello al dito, ma forse solo etero. Inoltre personale dei consultori romani tiene anche lezioni ed incontri nelle scuole superiori, anzi gli adolescenti rappresentano una parte cospicua dell’utenza, ed i consultori non restano mai senza lavoro e sono punti di riferimento pure per le neo mamme che possono, in quel contesto, far visitare il loro bimbo da un pediatra, farlo pesare, chiedere consigli anche per l’allattamento e farsi controllare da un/una ginecologa e da una ostetrica.

E quando i cretini di turno, forse giovinastri, nel 2015 presero a sassate i locali del consultorio romano del Trullo, che subì pure altri atti vandalici, la popolazione intera del noto quartiere popolare scese in piazza a difendere questo presidio della salute di donne, ragazzi e persone maggiorenni e di piccini, dandosi appuntamento davanti al bar di piazza Caterina Cicetti. Ed allora il Trullo intero «decise di schierarsi al fianco del proprio Consultorio». (7). Ma a difesa di quel consultorio si mosse anche un noto rappresentante di Forza Italia, delle cui dichiarazioni resta traccia e presumibilmente presero posizione altri partiti ed associazioni, oltre il Municipio di riferimento: quello Roma XI (8).

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Ma qui con Denis Caporale e la destrorsa Regione, ci troviamo davanti ad un consultorio che, nato già monco, ora non c’è più come tale, sia per il cambio nel nome sia per la modifica della sede, emarginata e sconosciuta ai più, almeno per quanto riguarda la parte psico- sociale.

Le sue finalità sulla carta, che notoriamente si lascia scrivere, sono le seguenti: offrire «servizi integrati e multidisciplinari per donne, uomini, minori, coppie e famiglie, garantendo assistenza specialistica, ostetrica, ginecologica, psicologica, sociale e riabilitativa, anche a domicilio. Il servizio si prende cura del singolo e/o della famiglia nelle diverse fasi del ciclo di vita integrandosi con i Servizi del territorio, assicurando un approccio globale e coordinato in base ai bisogni emersi. Le attività sono svolte da un’equipe multidisciplinare». (9). E per fortuna che, in questo testo, gli uomini, usciti dalla porta del titolo, pare siano rientrati dalla finestra. Peccato che un servizio si conosce dal titolo, non dalle finalità programmatiche che quasi nessuno legge.

Attualmente il servizio della “Soc minori e famiglia” si svolge su due sedi distinte. Finalmente e da pochissimo, con l’apertura della Casa di comunità, vi sono un ginecologo o una ginecologa ed una ostetrica anche a servizio della SOS ‘Minori e Famiglia’, ma solo per un giorno settimanale, il martedì dalle ore 8 alle ore 16.15. Ma mentre queste due figure svolgono la loro attività nella sede della Casa di Comunità tolmezzina, un ambiente che sa di vuoto e freddo con quei muri orrendamente gialli, l’area psicosociale ha sede in via Dante Alighieri,3, presso i Padri Salesiani. (10).

Come comunicheranno nell’ immediato questi due tronconi di uno stesso servizio Dio solo lo sa, ma forse per email, così che resta traccia aziendale scritta anche nei casi più difficili (11), con risposta non sempre immediata, mentre dove il servizio è concentrato in una sola sede, che potrebbe essere quella della casa di comunità mezza vuota, gli operatori potrebbero parlarsi e decidere in equipe nell’ immediato. Almeno questo è quello che penso.

Inoltre gli orari di apertura al pubblico anche dell’area psicosociale è ridicola: lunedì e giovedì dalle ore 13:30 alle 15:00 (13), subito dopo il pranzo con molti al lavoro. Invece a Roma il consultorio è aperto dal lunedì al venerdì.  Con questi orari è come dire che finirà chiuso o che non funzionerà decorosamente mai.

L’ex- consultorio di Tolmezzo è una Struttura operativa semplice come pare quello di Gemona e credo che dipendano, a livello dipartimentale da Udine. Ma così organizzato, in orario post- prandiale, non so come la parte psicosociale, fra l’altro indipendente da quella ginecologica, possa funzionare bene. 

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SERVIZIO DISABILITÀ O EQUIPE PER LA DISABILITÀ.

Esisteva in precedenza il servizio “Minori, famiglia e disabilità” a Tolmezzo, ma ora il servizio “Disabilità” è stato fatto confluire sotto i servizi sociali. E così si legge in: https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/strutture/dir_sociosanitaria/Ambito-distrettuale-Carnia/documenti_ssc_carnia/27nov2025/Relazione-programmatica-anno-2026.pdf:

«AREA DISABILITÀ.

L’obiettivo specifico di questa area, oltre alla ridefinizione delle modalità di presa in carico congiunta con la SOC Disabilità di ASUFC, sarà quello di riprendere il lavoro di comunità per riconnettere il servizio con la rete delle associazioni che si dedicano al supporto delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ipotizzando dei momenti dedicati all’ascolto delle famiglie stesse per la co-costruzione di percorsi partecipati.

Il lavoro punta a rafforzare la filiera di interventi realizzati a favore delle persone con disabilità e le loro famiglie lungo tutto l’arco del ciclo di vita, a partire dalla prima infanzia. Per favorire tale processo l’area si doterà di un educatore socio-pedagogico dedicato sia alla presa in carico, che al lavoro di sviluppo di comunità, rendendo anche questa area, di fatto, multiprofessionale». La sede del servizio è sempre nel palazzo vicino all’ autostazione.

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Informazioni dettagliate anche sugli operatori che lavorano nei servizi sopraccitati e loro orari? Nessuna né per il Csm, né per il Sert, né per la Sos minori e famiglia. Inoltre a me appaiono servizi minimali, presentati con tanta pompa, ma se erro correggetemi.

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SERVIZIO SOCIALE.

Sulla carta, che però si lascia scrivere (14), oltre che trovare conferma che Asufc continua a gestire da anni ed anni il servizio sociale territoriale dei comuni, si trova che esiste un/una responsabile del servizio sociale dei comuni, ignota, che afferiscono al servizio ben tre uffici amministrativi, che il servizio è diviso per aree.

Questo si desume da un foglio illustrativo per quanto riguarda i comuni di Tolmezzo, Amaro, Cavazzo Carnico e Verzegnis relativamente ai servizi sociali. Viene riportato un elenco di servizi, interventi e progetti generali a supporto delle persone e delle famiglie, che comprendono di tutto e di più, dall’ascolto al sostegno socioeducativo alle famiglie, dalla tutela degli anziani fragili e soli a laboratori scolastici ed extrascolastici, da incontri e consulenze per insegnanti e genitori all’assistenza domiciliare ed ai caregivers, ed altro ancora, insomma un carico di lavoro da non finire con mille problematiche poste in un unico calderone, che non so chi possa seguire in modo continuativo.

Per contatti vi è una email del servizio segreteria ambito2 ed una pec asufc, a far che non si sa, e tre numeri di telefono fisso 0433/462439/41/24. Sul foglio vi è anche il nome della referente del servizio per l’intero ambito territoriale della Carnia, Paola Dario, del coordinatore (sic! al maschile) del servizio per l’area adulti ed anziani, Elisa D’ Aronco, del coordinatore dell’area età evolutiva giovani assistente sociale Gianvito Ancona, del coordinatore dell’area sviluppo di comunità educatrice Gaia Pecile. (14).

Per gli altri comuni, non si sa se si sia mantenuta la vecchia divisione territorale in zone: 1- : Cavazzo Carnico, Verzegnis, Amaro, Tolmezzo; 2- Ampezzo, Enemonzo, Forni di Sotto, Forni di Sopra, Lauco, Preone, Raveo, Socchieve, Sauris e Villa Santina; 3 – Comeglians, Forni Avoltri, Ovaro, Paularo, Prato Carnico, Rigolato e Sappada; 4 – Arta Terme, Cercivento, Paluzza, Ravascletto, Sutrio, Treppo-Ligosullo e Zuglio; 5- Tolmezzo, ma potrebbe esser finito tutto anche in un unico calderone accentrato.  

Da quanto riportato in: https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/strutture/dir_sociosanitaria/Ambito-distrettuale-Carnia/documenti_ssc_carnia/27nov2025/Relazione-programmatica-anno-2026.pdf:  in base alla nuova riorganizzazione Asufc, i servizi sociali dovrebbero esser locati presso il Punto Unico di Accesso (LEPS PUA) della futura casa della Comunità (ma se non erro le assistenti sociali lo erano anche prima, oltre che muoversi sul territorio).

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La funzione principale riconosciuta al PUA riguarda il fornire il massimo di informazioni ai cittadini sia sui loro diritti che sulla rete dei servizi, essere, quindi, porta di accesso per una presa in carico il più articolata, diffusa/prossima ed integrata possibile. Peccato che non vi è un centralino di riferimento per contattare questo Punto Unico e che in un territorio vasto e con paesi distanti fra loro e costellati da piccole borgate abitate, i punti unici cioè gli accentramenti di servizi ben poco servono.

Comunque tanto per complicarci la vita, la nuova nomenclatura parla di LEPS PUA, in sintesi di un accentramento unico dei servizi che garantiscono i livelli essenziali di prestazione sociale, posti in una unica sede. Per una zona come la Carnia è come porre le basi per lo spopolamento! E se è vero che anche prima i servizi territoriali erano posti nel palazzo contigua all’ autostazione, però il personale si muoveva poi qui e là, esistendo anche i poli ambulatori di vallata.

Per quanto riguarda la terminologia, invece, quando un medico ha detto ad una persona che conosco che non capisce perché ora una protrusione discale si debba refertare come “Bulging discale” e non come prima nell’ italica lingua, aveva proprio ragione. Ed a proposito: se i vertici Asufc pensano che qualcuno sappia così, per scienza infusa, cos’è un PIS -LEPS, oltre che un mezzo sciogli-lingua, credo abbiano torto, ma è il servizio di Pronto Intervento Sociale relativo ai livelli essenziali di assistenza, forse futuribile e che nessuno sa dove si trovi. Inoltre nel caso di una persona senza medico di base, chi si muove verso il servizio per attivarlo? Perchè non siamo invero tutti “medici di noi stessi”

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Ma ritornando al servizio sociale dei comuni della Carnia, sappiamo che ai vertici siede la psicologa Paola Dario. Quindi esiste un ufficio di direzione e programmazione formato sempre da Paola Dario e dagli altri coordinatori di settore Gianvito Ancona, Elisa D’ Aronco e Gaia Pecile.

Sotto questa piramide più alta, si trova l’area amministrativo – contabile che annovera 5 addetti più altri due funzionari amministrativi, sotto ancora tre P.O (responsabili di punti organizzativi o… ?) che sono sempre tre di quelli che stanno ai vertici e cioè Ancona, D’ Aronco e Pecile, ed infine i poveri ‘valvassini’ della situazione, e mi scuso subito per questa definizione: 8 per l’area “Età evolutiva e giovani”, e per “Area adulti ed inclusione”, 8 per l’area “Anziani non autosufficienza”, 3 per l’area disabilità più uno ignoto, 4 per l’area “sviluppo di comunità”. Pare che manchino 2 educatori in organico e che una persona copra un incarico in un’area ed una nell’altra, ma forse la situazione si è normalizzata.

Per il resto, se si prende come riferimento, per i servizi sociali in ipotesi, il documento in https://asufc.sanita.fvg.it/export/sites/asufc/it/strutture/dir_sociosanitaria/Ambito-distrettuale-Carnia/documenti_ssc_carnia/27nov2025/Relazione-programmatica-anno-2026.pdf; è solo pieno di bla bla bla e buoni propositi in perfetto nuovo politichese aziendale.

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 Infine sempre in via Carnia Libera 1944, insomma nel palazzo vicino all’ autostazione, vi sono anche IL SERVIZIO DI ASSISTENZA PROTESICA RIABILITATIVO , con relativo numero di telefono fisso: 0433/462448 e l’ANAGRAFE SANITARIA, spostata, mi pare, al primo piano. ATTENDIAMO DI SAPERE IL NUMERO DI TELEFONO DEL CENTRALINO DEL PUA ED ANCHE DEL MEDICO DELLA CASA DI COMUNITÀ ED IN CHE ORE PRESTA SERVIZIO. COSÌ, TANTO PER SAPERE ….

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E ricordo che il nostro Presidente della giunta regionale è andato a Atreju, a Roma, e da quella sede «ha chiesto di superare la visione “ospedale-centrica” per un modello basato su “territorio e domicilio». MA SE QUESTA È LA SANITÀ TERRITORIALE IN CARNIA- FVG, (ED IN ALTRE ZONE DELLA REGIONE MI PARE NON VADA MEGLIO, VEDASI NEL PORDENONESE), MENTRE STANNO TAGLIANDO O RIDIMENSIONANDO, ANCORA, LETTI E REPARTI OSPEDALIERI, IO REPUTO CHE SOLO CHI HA CONFIGURATO QUESTO MODELLO POSSA PENSARE CHE FUNZIONI IN MODO EFFICACE ED EFFICIENTE. 

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Partendo dalle firme di carnici rivolte ai sindaci e sulla mancanza di informazioni relativamente ai reparti ospedalieri, con un Pronto Soccorso che non si sa come andrà avanti senza reali reparti alle spalle ma con un ospedale sguarnito e con personale che fa prestazioni venendo ad ore da Udine, questo ho scritto. E carissimo Fedriga, a Lei che potrebbe essere tranquillamente mio figlio, dico che la gente di Carnia non sta facendo un uso politico della sanità, ma sta tentando di comunicare alla classe politica quello che vede: un crollo del sistema sanitario senza uguali in regione e qui in Carnia con Asufc ed un rischio concreto di non potersi più curareo curarsi in tempo e quando serve.

Riprendiamo carnici a parlare di questa situazione con altri e con i nostri sindaci, ma se per loro va bene tutto, anche senza di loro. 

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Ed a Riccardi che è venuto ad aprire una bella stanza per chi fa chemio in infusione, dico che un politico in una democrazia non può non tollerare alcun dissenso; che forse era preferibile che detto spazio restasse nell’ospedale vecchio sia per privacy che per minore possibilità di prendersi infezioni da parte dei pazienti; che ora le cure per il cancro sono molteplici. anche radio ed anche con pillole da prendersi a domicilio. Inoltre se per quelli e quelle di Tolmezzo che soffrono di cancro al seno è praticamente impossibile raggiungere San Daniele con i mezzi pubblici se non passando per Udine, lo stesso dicasi per quelli e quelle di San Daniele che devono raggiungere Tolmezzo. Quindi poteva restare tutto come prima che andava bene a tutti. Perché con la politica dei ocntentini, va a finire che non si accontanta nessuno. Non solo: togliere stanze all’ospedale nuovo significa togliere ancora spazi e posti letto alle degenze ed ai reparti ospedalieri.

Grazie cittadini della Carnia per aver chiesto ai sindaci di interessarsi della sanità in Carnia, mentre i tempi di attesa per una visita non urgente sono biblici, e vedremo di parlare ancora di questi problemi, di come ormai manchi la fiducia nei medici, come curare a protocollo sia un errore che rischia, in alcuni casi, di compromettere le cure reali e toglie valore alle stesse.

Senza voler offendere alcuno questo ho scritto ed anche per continuare un discorso iniziato da anni. ed ancora: dato che io potrei sbagliare nel tentare di riassumere i servizi presenti in Carnia, PER CORTESIA DENIS CAPORALE POTREBBE ORDINARE UN PIEGHEVOLE, DI QUELLI CHE FACEVANO L’ASS4 E L’AZIENDA OSPEDALIERA UDINESE  ED ANCHE L’AAS3, CON L’ELENCO DEI SERVIZI TERRITORIALI, MODALITÀ DI ACCESSO E NUMERI DI RIFERIMENTO E PUBBLICARE IN RETE CHI SONO I MEDICI CHE PRESTANO LIBERA PROFESSIONE ALL’OSPEDALE DI TOLMEZZO, intanto che aspettiamo i reparti di dermatologia e oculistica promessi dall’assessore? CI FAREBBE COMODO. GRAZIE. 

Laura Matelda Puppini

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NOTE. 

  1. L’elenco dei MMG in servizio e quello dei pediatri è stato da me rilevato il 18 ottobre 2026 sul sito https://asufc.sanita.fvg.it/it/medici/ alla voce “Distretto Carnia”.
  2. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/dipendenze-DSM/csm-alto-friuli/index.html
  3. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/dipendenze-DSM/dipendenze_af/sede2.htm
  4. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/dipendenze-DSM/dipendenze_af/sede1.html
  5. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/dipendenze-DSM/csm-alto-friuli/index.html
  6. Cfr, su nonsolocarnia.info l’articolo intitolato: Tra mille altri problemi importantissimi, in Fvg ci si perde a discutere, a livello istituzionale, sul concetto di famiglia, guardando una mostra di presepi. Link: https://www.nonsolocarnia.info/tra-mille-altri-problemi-importantissimi-in-fvg-ci-si-perde-a-discutere-a-livello-istituzionale-sul-concetto-di-famiglia-guardando-una-mostra-di-presepi/
  7. https://www.romatoday.it/zone/arvalia/trullo/solidarieta-consultorio-trullo-atti-vandalici.html
  8. Ibidem. 
  9. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/00_minori_famiglie/
  10. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/00_minori_famiglie/sede3-tolmezzo.html
  11. Per i problemi di privacy in Asufc, anche se il caso è relativo ad una dipendente, vedasi: https://www.altalex.com/documents/news/2026/10/12/dossier-sanitario-dati-dipendenti-caso-asufc-lezione-privacy-design.
  12. https://asufc.sanita.fvg.it/it/strutture/dir_sanitaria/dip_assistenza_territoriale/00_minori_famiglie/sede3-tolmezzo.html
  13. https://asufc.sanita.fvg.it/sl/strutture/distretti/distretti_aas3/distretto_carnia/area_minori_carnia/.
  14. https://www.comune.tolmezzo.ud.it/novita/servizio-sociale-dei-comuni-della-carnia-informazioni-e-riferimenti/

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L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta l’entrata del palazzo vicino alla stazione delle corriere di Tolmezzo, quello della casa di comunità  ed è tratta da: https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2026/08/inaugurata-la-casa-della-comunita-di-tolmezzo-a10680bd-df0d-473b-b57b-05fd2ed13be3.html. L.M.P. 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/casa-comunita-images.jpg?fit=415%2C739&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/casa-comunita-images.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniECONOMIA, SERVIZI, SANITÀCo.S.Mo. ha raccolto 163 firme di cittadini della montagna friulana: Carnia, Canal del Ferro e Val Canale per chiedere ai Sindaci di interessarsi della sanità in montagna e per mettere il dito sulla piaga sanità. E secondo me è stato un successo perché qui difficilmente qualcuno firma qualcosa. Pertanto...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI