Ricevo da Franceschino Barazzutti questo testo che volentieri pubblico. Laura Matelda Puppini 

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«Abbiamo appreso tramite dalla stampa le prese di posizione di Enrico Querini, Presidente del Comitato ” La Risorgiva ” di Osoppo e a seguire quelle del Consigliere regionale Massimo Mentil relative alle problematiche del Lago di Cavazzo, legate alla proposta di bypass e al progettato canale derivatorio che il Consorzio Bonifica Pianura Friulana vorrebbe costruire per captare una parte consistente delle acque di scarico del lago e convogliarle in un suo canale a Gemona. Un prelievo di 10/15 mc/sec con un’opera del costo di 105 milioni di euro di soldi pubblici.

A queste prese di posizione contrarie a questa opera, oltre ai Comitati, che da anni organizzano riunioni, conferenze stampa, volantinaggi e presenze sui giornali e sui media e continueranno a farlo per sensibilizzare sul tema l’opinione pubblica, si sono aggiunti i pronunciamenti in seduta comune a Trasaghis, fatto mai accaduto finora, dei Consigli comunali di Bordano, Cavazzo, Osoppo e Trasaghis che  hanno espresso la loro ferma contrarietà al progetto del Consorzio e la ferma richiesta di realizzazione del bypass.

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Recentemente c’è stato anche il pronunciamento dei Sindaci della Carnia, che in un ordine del giorno inviato al Presidente Fedriga ed agli assessori regionali chiedono lo stop al progetto consortile e la realizzazione di un bypass che, portando l’acqua fredda e talvolta fangosa in uscita dalla centrale di Somplago direttamente allo scarico del lago, ripristini così la naturabilità e fruibilità del nostro lago. Un’opera prevista dal Piano Regionale Tutela acque, che il Laboratorio Lago, istituito dalla Regione ha identificato in ben tre soluzioni: una condotta sul fondo del lago, dalla centrale alla galleria di uscita del lago, oppure in galleria nella riva est o in quella ovest.

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Ma se ciò non bastasse quattro ex amministratori pubblici del territorio hanno recentemente inviato al Parlamento Europeo a Bruxelles una petizione con la quale illustrano i motivi della contrarietà alla realizzazione della condotta del Consorzio di Bonifica e della necessità di ripristinare la naturalità del lago mediante la costruzione di un bypass dello stesso. Ciò alla luce della Direttiva Quadro sulle Acque dell’UE 2000/60/Ce e del Regolamento UE del giugno 2024 ” Nature Restoration Law “, che prevede il ripristino degli ecosistemi naturali degradati in tutta la UE a tappe fissate entro il 2050. Nella petizione hanno formulato la richiesta di inserimento del ripristino della naturalità del lago tra i primi interventi attuativi della Nature Restoration Law.

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Infine a tutte queste iniziative si è aggiunto il ricorso contro il progetto del Consorzio dei proprietari delle 3 centraline ubicate sul torrente Leale, che evidentemente a fronte della captazione a monte delle acque in uscita dal lago ne avrebbero una pesante ripercussione sulla loro produzione di energia elettrica.

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A fronte di tutte queste prese di posizione del territorio contrarie a questa opera del Consorzio impattante, costosa e inutile, già bocciata nel 1987 dalla Giunta Biasutti, e della necessità di ripristinare la naturalità e fruibilità turistica del lago, constatiamo – come nel caso dell’installazione dei cogeneratori a metano  nella centrale SIOT di Somplago – il totale silenzio, l’assenza di una presa di posizione e la non partecipazione, sebbene invitati, agli incontri pubblici su questi temi dell’Assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli e dei Consiglieri  regionali Stefano Mazzolini e Manuele Ferrari, eletti dai cittadini dell’ Alto Friuli per rappresentare dal basso e risolvere in Regione i problemi del loro territorio e non già per calare dall’alto sul territorio  montano le decisioni della giunta regionale conformi agli interessi della pianura e dei potentati.

Silenzio e assenze che nascondono la loro contrarietà al bypass del lago e la condivisione della condotta consortile. Silenzio anche sulla nuova legge nazionale sulla montagna calata da Roma sul nostro territorio montano, ora modernamente definito “terre interne” o “terre alte”!

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A questi eletti dalle genti della Val del Lago e della montagna che, ben attenti al consenso elettorale, ostentano la loro presenza nelle manifestazioni e premiazioni sportive, celebrazioni, commemorazioni, inaugurazioni, ecc chiediamo di farsi parte diligente sui temi sopraesposti esigendo dalla Giunta regionale, da loro sostenuta, di risolvere con la partecipazione delle popolazioni locali i problemi di un territorio che negli anni ha subito pesanti impatti, errori ed orrori e che ora chiede di essere ascoltato e rispettato!

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Questo canale consortile non s’ha da fare e la soluzione può essere solo politica, rispettando la volontà popolare che chiede la rinaturalizzazione del lago, anche nell’ottica di una sua nuova fruibilità turistica a vantaggio dell’economia locale e del comprensorio. Noi continueremo a vigilare e a spronare la politica per giungere dopo tanti anni di battaglie a rivedere il lago temperato e pescoso ante 1958, data di avvio della centrale di Somplago che ne ha radicalmente sconvolto il preesistente ecosistema.

Franceschino Barazzutti, Presidente del Comitato Tutela Acque del bacino montano del Tagliamento. Claudio Polano, Portavoce del Comitato Salviamo il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni»

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L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta il lago di Cavazzo ed è stata da me scattata negli anni ’90. L.M.P. 

 

 

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