Il progetto per la centrale a biomassa presentato da Mosaico Spa e da realizzarsi a Tolmezzo si trova in: REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Comune di Tolmezzo (UD) MOSAICO Spa Via P.F. Calvi 15 33028 Tolmezzo (UD) CENTRALE A BIOMASSA CON CALDAIA A VAPORE DA 25 MWt SINTESI NON TECNICA Data 27/01/2025_Rev, In: https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/valutazione-ambientale-autorizzazioni-contributi/FOGLIA3/DITTE/allegati/UD-AIA-2-R_sintesiNT.pdf , DATATO 27 gennaio 2025. Progetto dell’ing. Enea Faggiani di Varmo.

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GIÀ NEL TITOLO DEL PROGETTO SI PRECISA CHE LA CENTRALE A BIOMASSE AVRÀ UNA CALDAIA DA 25 MWt (Megawatt thermal) RISULTANDO SUPPERGIÙ GRANDE COME QUELLA DI CROTONE CHE HA UNA CAPACITÀ INSTALLATA NETTA 27 MW. (MWt però non è reperibile come unità di misura in altri progetti da me visionati ma solo e sempre MW). 

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SITUAZIONE ESISTENTE.

«A servizio dell’esistente ciclo produttivo della cellulosa e carta dello stabilimento Mosaico Spa, via P.F. Calvi n.15 in Comune di Tolmezzo (UD) è operativa una centrale energetica cogenerativa a ciclo combinato da 19,3 MWe (7,6 MWe turbogas + 11,7 MWe turbina a vapore) e 88,2 MWt alimentata a gas naturale, dotata di Autorizzazione Unica Decreto n. 1480/AMB del 04/03/2021 AU LR 19/2012 art 12 ricomprendente l’Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA». (REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Comune di Tolmezzo (UD) MOSAICO Spa Via P.F. Calvi 15 33028 Tolmezzo (UD) CENTRALE A BIOMASSA, d’ora in poi, qui “Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., qui p. 3).

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 FINALITÀ PER REALIZZAZIONE CENTRALE A BIOMASSA LEGNOSA. MA QUESTA INQUINEREBBE PIÙ DI QUELLA A GAS NATURALE.

«Al fine di ridurre l’impronta di carbonio del proprio sito produttivo (riduzione al 2030 del 55% delle emissioni di CO2 da fonte fossile, pacchetto “Fit for 55”) ed al contempo ridurre la dipendenza dalle forniture internazionali di gas naturale, Mosaico Spa intende installare una caldaia da 25 MWt per la produzione di vapore surriscaldato ed alimentata con biomassa legnosa di provenienza regionale o da aree contermini, valorizzando così le risorse rinnovabili locali». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit.,p. 3).

Pertanto non è vero, come si narra in giro, che la Mosaico debba chiudere se non passa alla trasformazione della centrale a gas naturale in una a biomasse (fra l’altro il progetto è del gennaio 2025) o all’affiancamento alla prima della seconda.  Inoltre seguendo direttive Ue già presenti da anni, questo progetto guarda solo alla diminuzione della CO2, vista con tanto favore in Europa da aver creato i “carbon credits”. Ma se è vero che l’anidride carbonica deve diminuire, è anche vero, a parte che nessuno sa cosa emettano le guerre ed il genocidio in corso, che ci sono inquinanti pericolosi per l’uomo come le polveri sottili, (PM), emesse dalle centrali a biomassa, e che sarebbe preferibile cercare altri modi di produrre energia pulita. E GLI STUDI RECENTI CONSIDERANO PIÙ PERICOLOSE LE CENTRALI A BIOMASSE PER L’UOMO E L’AMBIENTE CHE QUELLE A METANO O GAS NATURALE, a causa delle emissioni di polveri sottili PM2,5 E PM 10. IL METANO ED IL GAS NATURALE, INVECE, LIBERANO SOLO CO2 NON POLVERI SOTTILI. 

E così si legge in un testo scritto da Federico Valerio, chimico ambientale, nominato nel 2009 responsabile scientifico dell’Osservatorio Salute: «Nei fumi che si producono con la combustione del legno sono presenti numerose sostanze tossiche e cancerogene: benzene, formaldeide, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine, polveri fini e ultrafini. I fattori di emissione disponibili dimostrano come, a parità di energia prodotta, le centrali termoelettriche alimentate a legna inquinino molto di più di quelle a gas naturale. Tutti gli studi confermano come i fumi di legna producano un deterioramento della qualità dell’aria, all’interno e all’esterno delle abitazioni, in particolare a causa della emissione di polveri fini e ultrafini (PM10, PM2,5)». (Federico Valerio, Impatti ambientali e sanitari prodotti dalla combustione di biomasse legnose per la produzione di calore ed elettricità, file:///C:/Users/User/Downloads/1230_EP1_16_art1_full-2.pdf, in: epiprev.it. Ma cfr. anche, per esempio: “Brucia bene la legna. Non bruciarti la salute in: https://www.lifeprepair.eu/wp-content/uploads/2018/11/OPUSCOLO_biomasse_25_10_Pagine-singole.pdf, ma anche altri testi già citati nel mio su www.nonsolocarnia.info: Eh vai! A Tolmezzo non bastavano pista guida sicura e il poligono di tiro. Ora la destra ci rifila qualcosa di ancora più impattante: la centrale a biomassa senza che quasi nessuno lo sappia.).

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MODIFICA IMPIANTO A GAS NATURALE.

«La presente relazione è finalizzata all’istanza per la Domanda di Autorizzazione Unica LR 19/2012 Art. 12, riguardante la modifica del suddetto impianto cogenerativo e consistente nell’installazione di una CENTRALE A BIOMASSA CON CALDAIA A VAPORE DA 25 MWt destinata alla produzione di vapore surriscaldato da inviare alla esistente turbina a vapore in contropressione da 11,7 MWe. Detta turbina a vapore esistente verrà alimentata in parallelo e contemporaneamente anche dal vapore surriscaldato prodotto dall’esistente ciclo turbogas – caldaia a recupero alimentato a gas naturale.

I sistemi di generazione elettrica della turbina a vapore da 11,7 MWe esistente e della turbina a gas da 7,6 MWe esistente restano invariati. Non sono quindi previste opere o impianti elettrici o modifiche riguardanti la connessione elettrica esistente con la rete esterna di Terna Spa». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p.3).

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LE CENTRALI PREVISTE SONO DUE: UNA A BIOMASSA LEGNOSA DI MOSAICO S.P.A. E UNA DELLA COMUNITÀ DI MONTAGNA DELLA CARNIA.

È previsto che una quota dell’energia termica prodotta dalla caldaia a biomassa da 25 MWt venga ceduta alla rete del teleriscaldamento urbano del Comune di Tolmezzo (UD), il cui progetto è escluso dall’ambito di competenza del progetto della centrale a biomassa di Mosaico Spa. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 3. Sulla centrale prevista dalla Comunità di Montagna vedasi su www.nonsolocarnia.info il mio: Laura Matelda Puppini. Osservazioni al progetto di una centrale termica della Comunità di Montagna a Tolmezzo.).

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LOCALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO.

La localizzazione è accanto alla cartiera in comune di Tolmezzo. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit. cartine, p. 4). Ma l’immagine di p. 5 pare implichi il mantenimento della centrale a metano e la costruzione, accanto, della centrale a biomasse, ben più voluminosa. La centrale verrà realizzata in un’area verde. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 17).
Comunque sarebbe opportuno fare presente alla Regione FVG ed al Comune di Tolmezzo che il paese è posto in una piccola conca cementificata all’ inverosimile e priva di reali spazi verdi e che pertanto sarebbero da disincentivare ulteriori costruzioni perché nel paese di Tolmezzo il consumo di suolo credo sia massimo ed il verde solo a Pra’ Castello, Picotta e Precefic. 

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 ATTIVITA’ PRUDUTTIVE DELLA CARTIERA MOSAICO.

Cosa produce la cartiera di Tolmezzo? «Cellulosa al solfito bianchita al perossido (TCF – senza uso di Cloro), utilizzando come materia prima legno vergine consegnato prevalentemente in forma di cippato depositato in piazzale esterno ed in parte consegnato in tronchi da cippare, il prodotto secondario ottenuto dal processo produttivo della cellulosa è il lignin solfonato che viene venduto ad aziende terze per impieghi quale disperdente, fluidificante, collante in diversi settori produttivi» La cartiera ha pure una «Produzione e allestimento di carte naturali e speciali partendo da cellulosa di legno vergine sia di produzione interna che acquistata» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 5).

In: https://www.burgo.com/it/stories/bianco-krofta, si legge che la cartiera di Tolmezzo produce carte naturali per stampa offset, buste e carte per ufficio, carte veline e monolucide per l’industria alimentare, ma pure che già vende i residui di lavorazione.

«Attraverso il recupero dei residui di approvvigionamento e di lavorazione, secondo i principi dell’economia circolare, presso lo stabilimento di Tolmezzo si ottengono anche alcuni sottoprodotti destinati alla vendita: ad esempio la segatura derivata dalla vagliatura del legno cippato e la corteccia ottenuta nel saltuario processo di scortecciatura sono reintrodotte nel mercato come materiali utili alla produzione di pellet o di lettiere per animali». (Ivi). Ed ancora: «Il ciclo produttivo di Tolmezzo è in grado di recuperare, reintroducendolo nel flusso dei fogliacci, gran parte del materiale derivato dal sistema di flottazione delle acque delle due paper machines. Una quota non recuperabile, tuttavia, era, in passato, scartata come rifiuto. L’analisi dettagliata del residuo fibroso ha ora permesso di valorizzare anche questa porzione, il bianco krofta, prima considerata come scarto».(https://www.burgo.com/it/stories/bianco-krofta ).

Per questa tipologia di riciclo, la cartiera ha una «Certificazione del proprio sistema di qualità ambientale conformemente ai requisiti UNI/EN ISO14001:2015 per “Ricerca, sviluppo e produzione di: cellulosa kraft ed ECF, carte naturali senza legno, speciali e kraft di varia grammatura, in bobina, in formato ed in risme impaccate, ligninsulfonato di calcio e suoi derivati in soluzioni acquose e in polvere. Produzione di energia per cogenerazione” – certificato SGS n. IT 14/0976.05 del 14/07/2023. Sistema di gestione dell’energia conforme a UNI/EN ISO 50001 – certificato SGS n. IT 19/1071.00». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p.6).

Pertanto io credo veramente che la centrale a biomassa che la cartiera intende realizzare sarà, come precisato alla p. 3 del progetto, alimentata con biomassa legnosa di provenienza regionale o da aree contermini e non da cippato residuo di lavorazione, altrimenti non sarebbe servito l’accordo con il Consorzio Boschi Carnici. Ma questo ci deve far riflettere sull’importanza dei boschi e della vegetazione, fra l’altro in un comprensorio dove ci sono già piccole centrali a biomassa legnosa sia pubbliche che private a: Arta Terme, Ampezzo, Forni Avoltri, Lauco, Prato Carnico, Socchieve, Treppo Ligosullo e Verzegnis. Ne era stata costruita una pure a Sauris, ma a causa di brogli vari non è mai entrata in funzione. (1).

Inoltre con le estati e le stagioni sempre più calde, la possibilità di sopravvivenza è legata alle piante, che permettono di respirare e di avere un po’ di frescura. E si rischia, usando alberi per produrre energia, di creare un danno irreparabile alla montagna trasformandola in una serie di cucuzzoli rapati e, di conseguenza, con danno incalcolabile a noi suoi abitanti ed ad altre attività produttive del campo commerciale e della ristorazione. 

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UN PRECEDENTE RECENTISSIMO SU CUI RIFLETTERE.

Mesi fa era prevista la costruzione, riadattando i vecchi locali dell’impianto di compostaggio abbandonati subito dopo la costruzione risalente agli anni ’80, di un “hub del legno”. «Il progetto – si legge nel documento –  punta a riorganizzare la filiera attraverso la creazione di centri di raccolta di vallata, dove convogliare il legno tagliato, successivamente trasferito in località Vinadia per essere selezionato per qualità e destinato alle segherie e agli impianti energetici, con recupero degli scarti. Il progetto è della Comunità Montana della Carnia. La Regione ha già stanziato i primi 2 milioni di euro. Coinvolti anche il Consorzio Boschi Carnici, il Cluster Arredo ed ESCO Montagna, società attiva nel teleriscaldamento a biomassa (https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2026/04/a-vinadia-un-hub-del-legno-industriali-perplessi-af3957f9-9ef6-4403-aa5c-12e7158a278a.html).

Però … c’ è sempre un però … «Confindustria riconosce la necessità di riqualificare un impianto inutilizzato da oltre vent’anni; ma a suo avviso l’investimento rischia di causare un aumento dei costi della materia prima a carico degli utilizzatori finali.

«DUE LE CRITICITÀ PRINCIPALI EVIDENZIATE DAL COMPARTO» ARGOMENTA CONFINDUSTRIA UDINE: «LA LIMITATA DISPONIBILITÀ DI MATERIA PRIMA E L’INCREMENTO DEI COSTI LOGISTICI. IN UN CONTESTO GIÀ CARATTERIZZATO DA SCARSITÀ DI LEGNAME, SORGONO DUBBI SUI VOLUMI EFFETTIVAMENTE MOVIMENTABILI E SULLA CAPACITÀ DEL PROGETTO DI GARANTIRE UNA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA NEL TEMPO. ANALOGHE PREOCCUPAZIONI RIGUARDANO LA BIOMASSA, GIÀ OGGI SOGGETTA A FORTI TENSIONI SUL LATO DELL’APPROVVIGIONAMENTO».

«SUL FRONTE DEI COSTI, LA MOLTIPLICAZIONE DEI PASSAGGI – DAL BOSCO AL CENTRO LOGISTICO E DA QUI AGLI UTILIZZATORI FINALI – RISCHIA DI DETERMINARE UN AUMENTO SIGNIFICATIVO DEI PREZZI, CON EFFETTI NEGATIVI SIA PER IL LEGNO DA OPERA, SIA PER IL CIPPATO DESTINATO A IMPIANTI ENERGETICI E INDUSTRIA CARTARIA». (Ivi).

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PROVENIENZA DEL LEGNO VERGINE PER LA CARTIERA A BIOMASSE DI TOLMEZZO.

«Mosaico Spa ha redatto uno “Studio sull’approvvigionamento di biomassa legnosa per lo stabilimento Burgo di Tolmezzo (UD)” al fine di individuare tipologie di biomasse legnose disponibili e relative provenienze, da utilizzare per la produzione energetica presso il proprio stabilimento cartario di Tolmezzo; in tale studio viene valutata la consistenza del patrimonio forestale utilizzabile della Regione Friuli Venezia Giulia e delle aree confinanti, della pioppicoltura, dell’arboricoltura da legno, degli scarti delle lavorazioni del legno e dei resti di potatura qualora recuperabili. La disponibilità di biomassa viene quindi comparata con gli attuali consumi di materiali legnosi sia per produzioni energetiche sia per produzioni industriali al fine di determinare i quantitativi potenzialmente disponibili per il proprio impianto e le relative distanze di approvvigionamento rispetto allo stabilimento di Tolmezzo.

In particolare nello studio vengono individuate ed analizzate le seguenti aree di potenziale provenienza delle biomasse: -Aree collinari e montane riferibili alle seguenti entità ex-provincia UD: Comunità della Carnia, Comunità del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, Comunità del Torre, Natisone e Collio.

-Aree collinari e montane riferibili alle seguenti entità ex-provincia PN: Comunità Friuli occidentale; -Aree collinari e montane riferibili alla ex-provincia GO; -Aree collinari e montane riferibili alla ex-provincia TS; -Aree di pianura ex-provincia UD, ex-provincia PN, ex-provincia GO; -Aree limitrofe Regione Veneto (provincie di BL, TV, VE, PD).

Le fonti e tipologie di biomasse potenzialmente utilizzabili considerate nello studio sono: -Pioppeti – Regione Friuli Venezia Giulia; -Arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo – Regione Friuli Venezia Giulia;  -Boschi – Regione Friuli Venezia Giulia; -Colture dedicate a ciclo breve (SRP) – Regione Friuli Venezia Giulia;  -Potature vigneti e frutteti (se adatte) – Regione Friuli Venezia Giulia;  -Scarti di lavorazione di prima trasformazione del legno (segherie) – Regione Friuli Venezia Giulia;  -Aree non bosco rurali (filari, boschetti, ecc.) – Regione Friuli Venezia Giulia; -Verde urbano – Regione Friuli Venezia Giulia; -Boschi – Provincia di BL – Regione Veneto; -Pioppeti – Provincie di TV, VE, PD – Regione Veneto». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit. cartine, pp. 12-13).

ORA DITEMI UN PO’ VOI: LA MOSAICO SPA RITIENE CHE TUTTA LA MASSA LEGNOSA PRESENTE IN FVG DI QUALSIASI TIPO DEBBA ESSERE MESSA AL SERVIZIO DELLA SUA CENTRALE PER POTERLA BRUCIARE, E LA REGIONE FVG E LA COMUNITÀ DI MONTAGNA DELLA CARNIA APPROVANO DI FATTO QUESTO, NON AVENDO NULLA DA DIRE? MA VI RENDETE CONTO DEL DISASTRO AMBIENTALE EPOCALE CHE NE SEGUIREBBE, CON LA CARNIA ED IL CADORE TRASFORMATI IN PAESAGGI LUNARI?

E ANDIAMO AVANTI A LEGGERE QUESTO PROGETTO DA CATASTROFE AMBIENTALE, PER ME: «Dallo studio risulta che, a fronte di una produzione potenziale annua di biomasse per le varie fonti considerate di circa 3,34 milioni di tonnellate tal quale, la disponibilità massima utilizzabile di biomassa risulta di circa 385.950 t tq/anno, di queste viene stimato che 87.291 t tq/anno (Umidità media 42% p/p tq), corrispondenti al fabbisogno annuo della caldaia in progetto, siano ubicate in aree della Regione Friuli Venezia Giulia e aree limitrofe, in particolare in provincia di Belluno; ovvero, come desumibile dallo studio, a distanze di percorrenza medie di circa 60 km da punto di origine a sito Mosaico Spa Tolmezzo.

In particolare viene stimato un quantitativo di biomasse provenienti dal territorio della Regione Friuli Venezia Giulia pari a 78.036 t tq/anno (89% del fabbisogno), 9.000 t tq/anno (10,5% del fabbisogno) dalla Provincia di Belluno e 255 t tq/anno (0,5% del fabbisogno) dalle Provincie di TV-VE-PD, il tutto come dettagliato nel seguito. Il numero di automezzi previsti per il trasporto della biomassa è di 4.365 camion/anno» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit. cartine, p. 13). Mi sembra proprio dichiarato quale sia il fabbisogno annuo di legname vergine e come la Carnia e l’alto Friuli non possano darlo senza avere inenarrabili danni ambientali. Inoltre qui il bosco è spesso misto e non recente e distruggere faggete non è come tagliare coltivazioni di abete rosso.  

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EFFETTI DEVASTANTI SULL’AMBIENTE DOVUTI AL TAGLIO INDISCRIMINATO DI BOSCHI IN QUESTO CASO PER PRODURRE MATERIALE PER UNA CENTRALE A BIOMASSA.

Non servirebbe neppure cercare una fonte per capire l’effetto della deforestazione sugli animali selvatici ma ne ho trovata una semplice e sintetica in: https://www.facebook.com/61554009413614/posts/deforestazione-e-impatto-sulla-fauna-selvaticala-rapida-deforestazione-elimina-h/122232646784133647/.

Ivi si legge: «Quando grandi aree boschive vengono abbattute, gli animali che vi abitano perdono cibo, rifugio e siti di nidificazione – Un singolo taglio raso può spostare centinaia di specie durante la notte – Gli animali non si trasferiscono facilmente: i territori vicini sono spesso già occupati – La fauna spostata affronta stress, carenza di cibo e maggiore rischio di predazione – Le foreste mature richiedono oltre 100 anni per svilupparsi – La perdita di alberi maturi colpisce gufi, picchi, scoiattoli e molte altre specie.

Gli ecosistemi forestali complessi non possono essere ricreati rapidamente. La loro rimozione ha conseguenze immediate e durature sulla biodiversità locale. Lo sviluppo territoriale può avvenire con pianificazione che preserva corridoi ecologici, zone cuscinetto e aree forestali mature essenziali per la fauna» (ivi). Ma non ricrescerà neppure il sottobosco, e quindi addio montagna e viva il deserto!

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PROCEDURA AUTORIZZATIVA DELLA CENTRALE A BIOMASSA DA 25 MWt.

In questa parte del progetto, si precisa che «La caldaia a biomassa da 25 MWt in progetto, producendo vapore surriscaldato a 65 barg e 475 °C destinato ad alimentare la turbina a vapore in contropressione esistente e, in cascata, il processo produttivo, si inserisce nell’ambito degli esistenti cicli produttivi della cellulosa e della carta e del relativo sistema di produzione di energia termoelettrica presenti presso Mosaico Spa – Tolmezzo (UD)» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p.6).

il sito è già dotato, in particolare, delle seguenti autorizzazioni ambientali e di produzione energetica. CHE PERÒ SONO RELATIVE AD UNA CENTRALE A GAS NATURALE E NON A BIOMASSE: «AIA-Autorizzazione Integrata Ambientale rinnovata nel 2020 SAPI–UD/AIA/2-R – Decreto n. 3573/AMB del 14/09/2020 (Attività Categoria 6.1.a, Categoria 6.1.b e Categoria 1.1 in parte assorbita dalla successiva Autorizzazione Unica L.R. 19/2012); Art. 12 L.R. 19/2012 – Decreto n. 1.480/AMB del 04/03/2021 – Autorizzazione Unica per la costruzione e l’esercizio dell’impianto di produzione di energia elettrica a gas naturale in assetto cogenerativo e delle relative opere ed infrastrutture connesse, sito nel Comune di Tolmezzo – UD, di potenza nominale 19,3 MWe e potenza termica 88,2 MWt, Autorizzazione Unica che ricomprende la AIA per l’attività Categoria 1.1: Combustione di combustibili in installazione con una potenza termica nominale totale  BAT 2017/1442/UE Grandi impianti di combustione >= 50 MW. Tale autorizzazione ha riguardato la sostituzione del ciclo termoelettrico a vapore pre – esistente.  

A seguito dell’installazione della caldaia a biomassa da 25 MWt in progetto, la configurazione della generazione elettrica attuale, in termini di marca, modello e potenze elettriche dei generatori, resta invariata, mentre dovrà venire aggiornata la AIA ricompresa nella Autorizzazione Unica di cui sopra, con l’aggiunta in particolare del punto di emissione relativo al nuovo camino della caldaia a biomassa nonché con le prescrizioni pertinenti previste dall’Autorità Competente.

Dal punto di vista procedurale, si considera l’installazione della nuova caldaia a biomassa da 25 MWt rientrante nella fattispecie di cui al punto 8) modifiche o estensioni di progetti di cui all’Allegato III o all’Allegato IV già autorizzati, realizzati o in fase di realizzazione, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull’ambiente, come previsto all’Allegato IV Parte seconda DLgs 152/2006 – Progetti sottoposti alla Verifica di assoggettabilità di competenza delle regioni e delle provincie autonome di Trento e Bolzano; è stata quindi presentata istanza al Servizio valutazioni ambientali della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Via Carducci 6 – 34133 Trieste». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., pp. 6-7).

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Ma a questo punto si presenta un’altra parte più che mai discutibile, dopo aver letto le relazioni ambientali per la centrale a biomasse di Crotone (simile a quella realizzabile dalla cartiera) e per quella di Strogoli, realizzate anni fa di cui pongo qui, a seguito, i riferimenti per leggerle: per la centrale di Crotone vedasi: Centrale a Biomasse di Biomasse Crotone S.P.A. Dichiarazione Ambientale 2024, in: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2025/09/da-bc-2024.pd, e https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2026/07/DA-Crotone-2025-13.04.2026.pdf. Altre pregresse dichiarazioni ambientali per la stessa centrale sono reperibili in: https://www.biomasseitalia.it/sistema-integrato/ambiente/. Per la dichiarazione ambientale della centrale di Strongoli vedasi: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2026/07/DA-Strongoli-2025-13.04.2026.pdf. (2). 

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VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ A VIA SCR/1982. DAL PROGETTO.  

Nel progetto per la centrale a biomasse della cartiera di Tolmezzo, per quanto riguarda la Via si legge che:

«In conclusione della procedura di screening di VIA (SCR/1982) da parte della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stato emesso il Decreto n. 11690/GRFVG del 13-03-2024 [D.Lgs. 152/2006 – Procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA del progetto riguardante il progetto di una centrale a biomassa con caldaia a vapore da 25 MWt, da realizzarsi all’interno della cartiera esistente in Comune di Tolmezzo (UD) – SCR/1982 – Proponente: Mosaico SpA], CHE PREVEDE LA NON ASSOGGETTABILITÀ A VIA DEL PROGETTO MA PRESCRIVE N. 3 CONDIZIONI AMBIENTALI» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p.7).

Della Vas neppure si parla, eppure se si legge anche solo l’ultima dichiarazione ambientale della centrale di Crotone, si nota che dei motivi per richiederla ci sarebbero, eccome …. MA QUI PARE CHE GESTISCA TUTTO MAMMA REGIONE NEI SUOI PALAZZI, (Assessorato DIFESA DELL’ AMBIENTE …. ASSESSORE SCOCCIMARRO se ho ben compreso …indicando Lei le tre condizioni ambientali a cui la cartiera dovrebbe attenersi, ma nascondendo, pare, altre criticità ai cittadini che vivono nella piccola conca tolmezzina.  INOLTRE MANCA LA CONDIZIONE ‘SINE QUA NON’, DELLE VERIFICHE PERIODICHE DI ARPA REGIONALE SULLE EMISSIONI. INFATTI SIA A CROTONE CHE A STRONGOLI, LE CENTRALI SONO ASSOGGETATE A PERIODICI FREQUENTI CONTROLLI DA PARTE DI ARPCAL (ARPA REGIONE CALABRIA) COME SI EVINCE DALLE DICHIARAZIONI AMBIENTALI DELLE CENTRALI E DA:  https://www.snpambiente.it/notizie/snpa/arpa-calabria/aria-online-i-report-arpacal-2020-delle-centrali-a-biomasse-di-crotone-e-strongoli/.

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 VERIFICA DI OTTEMPERANZA ALLE CONDIZIONI AMBIENTALI SCR/1982.

«Al fine di ottemperare alle condizioni ambientali art. 28 c. 3 DLgs 152/2006 contenute nel provvedimento di verifica di assoggettabilità a VIA – Decreto n. 11690/GRFVG del 13-03-2024 (SCR/1982) – Procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA del progetto riguardante il progetto di una centrale a biomassa con caldaia a vapore da 25 MWt, da realizzarsi all’interno della cartiera esistente in Comune di Tolmezzo (UD), è stata presentata istanza alla Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia relativamente alle condizioni ambientali n. 2 [monitoraggio Benzo(a)pirene] e n. 3 [monitoraggio traffico stradale] con azioni da avviare nella fase ante opera, mentre l’ottemperanza alla condizione ambientale n. 1 [monitoraggio del rumore] è prevista invece in fase post opera con gli impianti a regime.

In conclusione della procedura da parte della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è stato emesso il Decreto n. 38802/GRFVG del 12-08-2024 [D.Lgs. 152/2006 – art. 28. Verifica di ottemperanza alle condizioni ambientali del decreto SVA n. 11690/GRFVG di data 13/03/2024 (SCR/1982 – Proponente: Mosaico SpA]». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p 7). Quindi si ritiene solo che lo stabilimento possa produrre rumore oltre la soglia legale, Benzo(a)pirene e inquinamento da traffico. Ma leggendo le relazioni di Crotone e Stromboli, si viene a sapere che la combustione legnosa produce anche le pericolosissime polveri sottili, altre sostanze inquinanti e metalli pesanti. 

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 GUARDATE INVECE COSA SI LEGGE SULLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE DELLA CENTRALE A BIOMASSE DI CROTONE PER L’ANNO 2025:

«ARIA EMISSIONI.

L’ASPETTO AMBIENTALE MAGGIORMENTE SIGNIFICATIVO PER UNA CENTRALE TERMOELETTRICA, SOPRATTUTTO NEL RAPPORTO CON IL TERRITORIO CIRCOSTANTE, E SENZ’ALTRO QUELLO DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA.

LE EMISSIONI IN ATMOSFERA SONO COSTITUITE ESSENZIALMENTE DA PRODOTTI DI COMBUSTIONE DELLE BIOMASSE VEGETALI RAPPRESENTATI PRINCIPALMENTE DAGLI OSSIDI DI AZOTO (NOX), DAL BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2), E DALLE POLVERI.  PER LA CENTRALE DI CROTONE, RELATIVAMENTE ALLE EMISSIONI IN ARIA, IL DECRETO AUTORIZZATIVO IMPONE I SEGUENTI LIMITI DELLE EMISSIONI: NOX – MEDIA GIORNALIERA: 300 MG/NM3; SO2 – MEDIA GIORNALIERA: 250 MG/NM3; POLVERI – MEDIA GIORNALIERA: 30 MG/NM3; NELLA CENTRALE A BIOMASSE DI CROTONE SONO MISURATE IN CONTINUO LE CONCENTRAZIONI DI OSSIDI DI AZOTO (NOX), DAL BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2), E DALLE POLVERI E UNA SERIE DI PARAMETRI NECESSARI ALL’ELABORAZIONE DEI DATI (PER ESEMPIO, PERCENTUALE DI OSSIGENO, TEMPERATURA DEI FUMI ECC.). OGNI UNITA DISPONE DI UN SISTEMA DI MONITORAGGIO IN CONTINUO DELLE EMISSIONI AL CAMINO (SME), SOTTOPOSTO A VERIFICHE E TARATURE SECONDO UN PROGRAMMA DEFINITO DI CONTROLLI PERIODICI, COME PRESCRITTO DALL’AUTORIZZAZIONE UNICA SECONDO LO STANDARD UNI EN 14181:2015.

I DATI DELLE EMISSIONI DAI CAMINI SONO COSTANTEMENTE CONTROLLATI DAGLI OPERATORI, COME TUTTI I PARAMETRI DI FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO. I RISULTATI DELLE MISURE SONO INVIATI PERIODICAMENTE ALL’AUTORITÀ DI CONTROLLO, TALI DATI SONO ANCHE REGISTRATI E CONSERVATI IN IMPIANTO. INOLTRE, OGNI EVENTUALE ANOMALIA, VIENE COMUNICATA ALLE AUTORITÀ IN TEMPI BREVISSIMI. LA CENTRALE MISURA TUTTE LE QUANTITÀ EMESSE DI INQUINANTI DURANTE IL NORMALE FUNZIONAMENTO. (https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2026/07/DA-Crotone-2025-13.04.2026.pdf, p. 21). INOLTRE LE RELAZIONI SONO PUBBLICATE E CONSULTABILI SU INTERNET.). 

 Inoltre i combustibili da biomasse hanno un basso potere calorifico specifico cioè bassa densità energetica; le biomasse si segnalano per un alto tasso di umidità residua; le centrali a biomassa necessitano di un ampio spazio per lo stoccaggio in tutte le fasi; bisogna calcolare pure i costi di trasporto del materiale per farle funzionare, la raccolta del combustibile comporta una serie di fasi che richiedono dispendio di energia irrecuperabile, in particolare per la produzione di cippato dai boschi: taglio sulla/della pianta, trasporto degli sfalci, trasformazione degli sfalci, o comunque dei sottoprodotti in legno, in pezzature di dimensioni idonee alla combustione; il trasporto inquina a sua volta ed in Carnia quello pesante intralcia e limita la viabilità. Al contempo, l’eventuale uso massiccio di biomasse (per es. alberi) ridurrebbe la capacità delle foreste di catturare e sequestrare la CO2.  (Testo di riferimento Centrale a Biomasse di Biomasse Crotone S.P.A. Dichiarazione Ambientale 2024, in: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2025/09/da-bc-2024.pdf Rigihe riportate anche nel mio su www.nonsolocarnia.info: Eh vai! A Tolmezzo non bastavano pista guida sicura e il poligono di tiro. Ora la destra ci rifila qualcosa di ancora più impattante: la centrale a biomassa senza che quasi nessuno lo sappia.). 

MA NEL CASO DELLA CARTIERA NON SI SA NULLA DI NULLA TRANNE CHE CI POTREBBE ESSERE INQUINAMENTO DA TRAFFICO STRADALE E DA RUMORE. MA PER QUELLO SI PENSERÀ POI, PER IL TRAFFICO VERRA’ VALUTATO SOLO IL BENZOPIRENE. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p 7)).

MA IN UNA PICCOLA CONCA, BISOGNA ASSOLUTAMENTE VALUTARE, PRIMA DI AUTORIZZARE LA REALIZZAZIONE DI UNA CENTRALE A BIOMASSE, A MAGGIOR RAGIONE LE EMISSIONI DI PM 2,5 DEL TRAFFICO ( https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/trasporti/emissioni-di-inquinanti-atmosferici-dai-trasporti) SOMMATE A QUELLE DEL CAMINO DELLA CENTRALE A BIOMASSE OLTRE QUELLE DI  PM 10 EMESSE DALLO STESSO.  PERCHÈ ALTRIMENTI, A LUNGO ANDARE, LA NOSTRA SALUTE POTREBBE FINIRE A ROTOLI. Inoltre non ho trovato grandi centrali a biomasse poste in piccole conche montane, e questa pare un unicum, con accanto pure una “pista guida sicura”. MA MI CHIEDO: CHE FANNO LA REGIONE ED IL COMUNE, MA ANCHE IL CONSORZIO BOSCHI CARNICI? HANNO COMPRESO QUESTI LIMITI DEL PROGETTO ‘MOSAICO’?

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CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA CENTRALE A BIOMASSA DA 25 MWt.

Quindi, a seguire, nel progetto vi è una parte relativa alle caratteristiche tecniche della centrale” DA CUI SI VIENE A SAPERE CHE NELLA CENTRALE È COMPRESA UNA LINEA FUMI CON TRATTAMENTI DI DEPURAZIONE E CAMINO DI SCARICO IN ATMOSFERA. IL CAMINO SARÀ DI ALTEZZA PARI A 40 M SUPPORTATO DA IDONEA STRUTTURA E COMPLETO DI PRESE ANALISI E BOCCHELLI FLANGIATI, PREDISPOSTI COME DA VIGENTI NORMATIVE, NONCHÉ DI SISTEMA DI MONITORAGGIO IN CONTINUO DELLE EMISSIONI.  E SI REGISTRERÀ IL CONTENUTO DI INQUINANTI E SI FORNIRANNO I VALORI DI CONTROLLO PER I SISTEMI DI TRATTAMENTO FUMI (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., pp. 7-8).

LE CENTRALI A BIOMASSA IMPLICANO ANCHE L’UTILIZZO DI NON POCA ACQUA E LE ACQUE METEORICHE DOPO IL TRATTAMENTO, VERRANNO SCARICATE DIRETTAMENTE TRAMITE TUBAZIONE NEL FIUME TAGLIAMENTO. Ora, chissà perché mi è venuta alla mente un’altra situazione in cui la cartiera sversava nel Tagliamento direttamente … finita non certo bene … 

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INFINE A P. 10 SI TROVA, AD ONOR DEL VERO, UNA TABELLA DEI NUOVI INQUINANTI CHE SI AGGIUNGONO AGLI ALTRI: “POLVERI”, PERICOLOSISSIME PER LA SALUTE UMANA, LE CUI PARTICELLE MINIME SI RESPIRANO E SI ATTACCANO AI POLMONI, CARBONIO (COT), MONOSSIDO DI CARBONIO CO2, AMMONIACA, OSSIDO DI AZOTO, OSSIDI DI ZOLFO, IN QUALI CONCENTRAZIONI GIORNALIERE, PUR ESPRESSE, NON HO COMPRESO BENE. MA PER LA CENTRALE DI CROTONE SI SEGNALA ANCHE L’EMISSIONE DI METALLI PESANTI E DI ALTRI INQUINANTI.

Infatti A p. 39 della Relazione sulla centrale a biomasse di Crotone (Centrale a Biomasse di Biomasse Crotone S.P.A. Dichiarazione Ambientale 2024, in: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2025/09/da-bc-2024.pdf) si legge sulle emissioni dal camino:

«Le emissioni di inquinanti nei fumi della combustione sono rappresentate principalmente dagli OSSIDI DI AZOTO (NOX), DAL BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2), E DALLE POLVERI». Per quanto riguarda dette emissioni, i limiti autorizzati di emissioni per la centrale di Crotone sono: NOX 300; SO2 200, POLVERI: 30. INOLTRE SEMPRE SU DETTA RELAZIONE, SI LEGGE CHE LA CENTRALE PRODUCE ANCHE «EMISSIONI DI GAS SERRA O LESIVI DELLO STRATO DI OZONO, IN PARTICOLARE: L’ANIDRIDE CARBONICA (CO2) EMESSA DALLA COMBUSTIONE E I GAS FLUORURATI CONTENUTI NEGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE.

Detto impianto emette nell’ aria, secondo la relazione della società di gestione, BIOSSIDO DI AZOTO (NO2), MONOSSIDO DI CARBONIO (CO); PARTICOLATO ATMOSFERICO (PM10), PARTICOLATO ATMOSFERICO (PM2,5); BENZENE (C6H6). INOLTRE PRODUCE I SEGUENTI METALLI: ARSENICO (AS), CADMIO (CD), NICHEL (NI) E PIOMBO (PB) E PA (BENZO[A]PIRENE). (26).

Altri aspetti ambientali di cui tener conto sono: L’IMPATTO VISIVO E IL CONSUMO DI PRODOTTI CHIMICI: IPOCLORITO DI SODIO AL 14%; ACIDO SOLFORICO H2SO4 98%; DREWO 3675, RODAX 7398 RODAMINE C 12; DECLOR; DREFLO 9694; TRASAR 3DTI118; ANTISCALANT; MISCELA NALCO 72215; ALCALIZZANTE VOLATILE NALCO 72310/5711; NALCO 7408; ELIMIN-OX; PERMACLEAN PC33; PERMACLEAN PC67; PERMACLEAN PC77 PERMATREAT PC191T; CAT-FLOC 8103 PLUS; NALCLEAN-68-PULV; SOLFATO DI AMMONIO; SOLFATO DI AMMONIO (IN SOLUZIONE AL 40%); DREWO DAB 448; DREWO 341. (Relazione sulla centrale a biomasse di Crotone (Centrale a Biomasse di Biomasse Crotone S.P.A. Dichiarazione Ambientale 2024, in: https://www.biomasseitalia.it/wp-content/uploads/2025/09/da-bc-2024.pdf).

MA FORSE PER LA CENTRALE DI TOLMEZZO IL PROGETTISTA E LA REGIONE (ASSESSORATO TUTELA AMBIENTE ECC.) HANNO DIMENTICATO DI DICHIARARE QUALCHE INQUINANTE?

PRECISO CHE LE POLVERI SOTTILI EMESSE DAL TRAFFICO, DAL RISCALDAMENTO DOMESTICO E DA CENTRALI A BIOMASSA HANNO CAUSATO, IN UNIONE EUROPEA, NEL 2023, 182.000 DECESSI CHE SONO STATI COLLEGATI ALL’ESPOSIZIONE AL PARTICOLATO FINE (PM2,5), ED IN CIMA ALLA CLASSIFICA SI TROVA L’ITALIA. (https://www.reddit.com/r/italy/comments/1wah5hx/i_morti_per_inquinamento_atmosferico_in_europa/). NEL PROGETTO PER LA CENTRALE A BIOMASSE DELLA CARTIERA DI TOLMEZZO LA QUANTITA’ DI PM 2,5 PREVISTO IN USCITA DAL CAMINO UNITO AL P.M. 10, COMPARE SOTTO LA DICITURA ‘POLVERI’. 

ED È PROPRIO PER LA PRESENZA DI PM 2,5 E PM 10 NELLE EMISSIONI DELLE CENTRALI A BIOMASSE E DI ALTRE SOSTANZE NOCIVE ALLA RESPIRAZIONE CHE QUESTE, DA UN PO’ DI ANNI, SONO CONSIDERATE PER L’ARIA PIÙ INQUINANTI DI QUELLE A GAS NATURALE, CHE NON PRODUCONO DETTE POLVERI ED ALTRE SOSTANZE TOSSICHE PER LA RESPIRAZIONE, COME GIÀ SCRITTO E CHE NON SONO PRIVE DI EMISSIONI DI CO2.  

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 PRODUZIONE ENERGETICA – RISPARMIO DI ENERGIA PRIMARIA.

In questo paragrafo si precisa ancora una volta che la biomassa combustibile proviene dal territorio regionale o da aree contermini, possibilmente con una percorrenza media di 60 km all’andata + 60 km al ritorno. Vengono quindi riportati una serie di dati tecnici ed anche che: le caratteristiche medie della biomassa stessa (umidità, potere calorifico, quantità) possono variare in base alle caratteristiche contingenti del materiale approvvigionato e che in fase di accensione/spegnimento della caldaia o in situazioni di emergenza (carenza temporanea di biomassa) è previsto l’impiego di gas naturale. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 14). e quindi, par di capire, la centrale a gas naturale rimarrebbe in funzione.  Seguono quindi, alle pp. 14-15, altri dati tecnici che potete visionare.

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AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA.

«Lo stabilimento Mosaico Spa è inserito in zona D1a – Zone destinate prevalentemente ad attività industriali ed artigianali. Per quanto riguarda i vincoli ambientale e paesaggistico ai sensi del DLgs 42/2004, è presente la fascia di rispetto paesaggistica di 150m a latere del fiume Tagliamento. Sul territorio del Comune di Tolmezzo non sono presenti aree protette». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 16).

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AUTORIZZAZIONE IDRAULICA RELATIVA ALLO SCARICO IN TAGLIAMENTO.

«Il progetto prevede la realizzazione di un sistema di raccolta delle acque meteoriche di dilavamento dei piazzali pavimentati per il deposito delle biomasse, delle vie di transito interne asfaltate, delle coperture di edifici e delle superfici pavimentate relative alle apparecchiature della centrale a biomassa; le acque meteoriche vengono poi convogliate ad un sistema di trattamento che prevede una sgrigliatura fine per la separazione di eventuali residui legnosi, desabbiatore e disoleatore, il tutto di volume pari ad almeno 710 m3 di capacità al fine di laminare la portata di scarico nel rispetto dei parametri di invarianza idraulica» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 16).

Ma perché queste acque di pulizia anche del piazzale e non so quanto depurate, dovrebbero essere sversate, con condotta, direttamente nel Tagliamento?  Non lo so, forse per non pagare il depuratore, forse per …. comunque sul progetto non si legge la motivazione in modo preciso ma solo l’impossibilità di fare diversamente: «Stante l’impossibilità di inviare detto scarico al depuratore CAFC Spa o al canale interno/Roggia di Tolmezzo, lo scarico finale afferente la centrale a biomassa viene convogliato con l’ausilio di elettropompe direttamente al fiume Tagliamento con una configurazione impiantistica che consente lo scarico, tramite una tubazione che sormonta l’argine esistente, anche in condizioni di piena eccezionale del fiume e nel rispetto dei parametri previsti per lo scarico delle acque nel fiume Tagliamento (valori limite di emissione della tabella 3, dell’allegato 5 alla parte terza del decreto legislativo 152/2006 e Piano Regionale di Tutela delle Acque (PTA) del Friuli Venezia Giulia). (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 16).

Però l’ultimo tratto di tubazione idrica dovrebbe venir posata al di sopra dell’argine del fiume Tagliamento ed interessa, quindi, un bene del demanio idrico regionale (Foglio 79, mappale 169, Comune di Tolmezzo). Quindi, ai sensi della LR 17/2009 – Art. 20bis – Funzioni delle Comunità di montagna), sarà o è stata presentata alla Comunità di montagna della Carnia istanza di concessione per la realizzazione di un’opera su di un bene del demanio idrico regionale. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 16).

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RISCHIO SISMICO.

«La progettazione ed esecuzione delle opere relative all’impianto a biomassa sarà quindi adeguata al rispetto della normativa sismica vigente in modo da prevenire, in caso di evento sismico, danni a persone e beni, ed al contempo evitare rotture di apparecchi ed impianti che potrebbero causare eventuali perdite di sostanze potenzialmente dannose per il suolo, il sottosuolo e le acque di superficie e di falda». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 17). QUINDI NELLA CENTRALE ESISTONO ZONE OVE SI TROVANO SOSTANZE POTENZIALMENTE DANNOSE PER SUOLO, SOTTOSUOLO, ACQUE ANCHE DI FALDA.

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PERICOLOSITA’ GEOLOGICA.

L’area dove è ubicata la ditta Mosaico Spa, ed in particolare l’area di progetto, non è interessata da Pericolosità geologica. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 17).

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RISCHIO E PERICOLOSITA’ IDRAULICA – ATTESTATO DI RISCHIO IDRAULICO.

«L’area di progetto della centrale a biomassa ricade in aree a rischio idraulico moderato (R1) e medio (R2) ed a pericolosità idraulica di tipo moderata (P1), potenzialmente soggetta ad esondazione con lama d’acqua di max 50 cm. … (…). dall’Attestato di rischio idraulico rilasciato da Autorità di bacino Alpi Orientali, risulta per l’area di progetto una classe di rischio R1 (< = R2)». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 17).

La configurazione della sezione idrogeologica, in particolare in corrispondenza dei pozzi esistenti P4 e P5 ubicati nell’area di progetto, è caratterizzata dalla presenza di falde […]. Tale situazione, al fine di evitare interferenze con le falde, deve essere presa in considerazione nella definizione del piano di installazione degli impianti». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 17).

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MESSA IN ESERCIZIO. 

L’inizio lavori per la realizzazione della centrale a biomassa è previsto per giugno 2025 con avviamento dell’impianto ad ottobre 2027. Le fasi delle lavorazioni sono desumibili dal cronoprogramma compreso nella documentazione di progetto.

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 RICADUTE SOCIALI, OCCUPAZIONALI ED ECONOMICHE (SECONDO MOSAICO).

Primo punto a favore secondo la Cartiera: La realizzazione della centrale della Comunità Montana, per il cui progetto vedasi su www.nonsolocarnia.info il mio: “Laura Matelda Puppini. Osservazioni al progetto di una centrale termica della Comunità di Montagna a Tolmezzo.”

Inoltre vi sarà «la possibilità di sinergie tra i due progetti tramite un collegamento della nuova rete di teleriscaldamento con la centrale di cogenerazione dello stabilimento». (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18). Ma cosa accadrà se alal Mosiaoc verrà a mancare la materia prima per la centrale a biomasse nessuno lo sa. 

«Incremento della forza lavoro nella filiera dell’approvvigionamento del cippato, con un aumento degli operatori forestali impegnati ed un aumento dell’attività delle aziende impegnate nell’approvvigionamento delle circa 85.000/90.000 t/a tq di biomassa combustibile» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18).

«Incremento della forza lavoro dello stabilimento Mosaico per la gestione del nuovo impianto» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 19). Ma alcuni gestivano anche la centrale a metano della cartiera, e una centrale come quella di Crotone, compresi i dirigenti, occupa 24 persone e non di più. Quindi pare che questo progetto che distrugge l’ambiente e la nostra salute, secondo me, comporterebbe forse una decina di posti di lavoro nuovi o anche meno per la centrale stessa.

Salvaguardia del territorio (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18), secondo il progetto per pulizia del bosco, ma però pare che il bosco non resterà.

Riduzione del costo energetico. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18). MA QUESTO VALE SOLO PER L’AZIENDA.

RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2 (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18) CHE COMUNQUE PERMANGONO ED A CUI SI AGGIUNGONO QUELLE DELLA CENTRALE DELLA COMUNITA’ DI MONTAGNA: 40 kton CO2/a PER LA CENTRALE A BIOMASSE E 2,4 kton CO2/a NELLA CESSIONE DI ENERGIA TERMICA ALLA CENTRALE DELLA COMUNITÀ DI MONTAGNA. (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18)

MA NEL TESTO SI TACE SULLE TEMIBILISSIME EMISSIONI DI PM 2,5 E PM 10 NON PRESENTI CON IL GAS NATURALE ED ALTRI INQUINANTI DA COMBUSTIONE DI BIOMASSA.

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QUINDI IN FINALE SI PARLA DEI BENEFICI DELL’ ACCORDO FRA MOSAICO E GLI ENTI LOCALI.

«FRA MOSAICO SPA ED ENTI LOCALI (COMUNITÀ DI MONTAGNA DELLA CARNIA, CONSORZIO BOSCHI CARNICI, COMUNE DI TOLMEZZO, REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA) VIENE STIPULATO UN ACCORDO DI PROGRAMMA RIGUARDANTE LA FORNITURA DI ENERGIA TERMICA AL TELERISCALDAMENTO URBANO DI TOLMEZZO NONCHÉ LA VALORIZZAZIONE DELLE BIOMASSE LOCALI.» (“Cartiera centrale a biomasse, progetto” op. cit., p. 18). MA I VANTAGGI PER GLI ENTI LOCALI, (SI NOTI COME I CITTADINI SIANO ESCLUSI E GLI ENTI LOCALI SIANO POSTI COME REALTÀ A SE STANTI) LEGGENDO IL TESTO, SAREBBERO RIDOTTI AD UNO SOLO: LA CESSIONE DI ENERGIA PER RISCALDARE POCHI EDIFICI IN CAMBIO A MIO AVVISO, DI ONERI GRAVOSISSIMI PER LA POPOLAZIONE E DI UNA DISTRUZIONE DELL’ AMBIENTE.

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MIE CONSIDERAZIONI FINALI.

Questo testo che ho analizzato è stato scritto e pagato dalla società Mosaico S.p.a. che io non conosco, che ha tutto il diritto di fare una sua proposta, anche se non precisa nell’ impatto ambientale agli enti rappresentativi dei cittadini. Ma quello che colpisce è come mai la Regione Fvg – assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile e la Comunità di montagna abbiano potuto approvare così questo progetto senza evidenziarne le criticità per il territorio e per i suoi abitanti. 

Eppure la Regione Fvg ha un mare di uffici tecnici, di tecnici e di personale specializzato. Come mai non si è soffermata sulle criticità del progetto? E se l’unico beneficio che si può trarre la Comunità di montagna (noi cittadini nessuno, solo danni) dal progetto, come dichiarato nello stesso, è quello di costruire la sua centralina, basta che ponga pannelli fotovoltaici sugli scarsi edifici da riscaldare. (Per i limiti di detto progetto cfr. il mio: Laura Matelda Puppini. Osservazioni al progetto di una centrale termica della Comunità di Montagna a Tolmezzo.).

Non solo: di questo progetto si parla molto ora, quando il 30 settembre 2026 la Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile ha da poco firmato il decreto di impegno da 2,1 milioni di euro per la rottamazione di stufe e caldaie a legna in Fvg, anche a causa del PM 10 e del benzoapirene he emettono. (https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=20260930132247002). 

I PROGETTI DELLE INDUSTRIE POI VANNO LETTI ED APPROFONDITI PRIMA DI ESSERE APPROVATI METTENDO SU DI UN PIATTO POSITIVITÀ E NEGATIVITÀ, CHE IN QUESTO CASO SONO UN MARE E METTONO IN FORSE LA CARNIA INTERA E TOLMEZZO IN PARTICOLARE.

IO SPERO CHE SI POSSA TORNARE INDIETRO E, RIPETENDO CHE NULLA HO RELATIVAMENTE A MOSAICO S.P.A., MA DESIDERO CONTINUARE AD ABITARE A TOLMEZZO ED AMO LA MIA TERRA, LA CARNIA, SEMPRE PIÙ PERDUTA,  CHIEDO CHE PER NOI CARNICI E TOLMEZZINI SI RIPENSI A DETTO PROGETTO E SI OBIETTI A MOSAICO LE CRITICITÀ DELLO STESSO.

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Senza voler offendere alcuno questo ho scritto ed invito i rappresentanti degli enti locali a leggere questo testo ma anche le relazioni ambientali di Crotone e Strongoli, ed i controlli previsti. E credo si debba valutare l’enorme danno ambientale che potrebbe derivare alla Carnia intera ed all’Alto Friuli dall’approvvigionamento legnoso insostenibile, ed alla catastrofe data da un taglio indiscriminato dei boschi, anche in termini di emissione di Co2 in atmosfera mentre il clima si fa sempre più torrido.

 Secondo me, alla lunga, detto progetto risulterà anche economicamente e non solo tecnicamente insostenibile e fortemente inquinante pure per il trasporto della massa legnosa a causa delle cosiddette polveri sottili e, con i cambiamenti climatici in corso, vorrei sapere io come sopravviverà la Carnia priva di alberi e boschi.

Ed i progetti industriali prima di sostenerli dovrebbero esser letti e valutati scientificamente e non si possono approvare a prescindere. Inoltre noi cittadini abbiamo bisogno di servizi e che venga bloccato l’aumento del costo della vita, e pensiamo che sarebbe opportuno che gli enti locali spendessero per questo, non in inutili centrali termiche come quella della Comunità di Montagna.

Pertanto vi invito a leggere queste mie considerazioni che hanno uno scopo informativo ed anche a girarle ad altri perché questa centrale non ci piombi dal nulla sulla testa senza che siano state ben ponderate da chi di dovere le tantissime criticità.  

SECONDO ME, PER I MOTIVI SOPRA ESPOSTI, QUESTA CENTRALE NON S’HA DA FARE E SONO MOLTO PREOCCUPATA PER QUESTO PROGETTO.  E VI PREGO PURE DI INTERVENIRE NEL MERITO NEI COMMENTI SE VOLETE FARLO, onde pure evitare che venga definita ‘una voce che grida nel deserto‘ (vox clamantis in deserto), come già accadutomi. 

Laura Matelda Puppini.

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NOTE.

(1) In: “La centrale inc(ì)ppata:truffa milionaria a Sauris” in: https://euroregionenews.eu/la-centrale-incippatatruffa-milionaria-a-sauris/, articolo datato 2016, si legge: «Denaro pubblico in fumo…senza produrre energia elettrica. Una mega centrale a biomasse realizzata dalla Sina impianti e costruita dalla fallita Andrew Italia srl a Sauris in Friuli, grazie a un milione e settecento mila euro di contributi pubblici, non ha mai funzionato benché fin dal 2008 i certificati di collaudo attestassero l’avvenuta e regolare esecuzione dei lavori. La colossale truffa avrebbe provocato un danno erariale di due milioni e settecento mila euro. Nel registro degli indagati sono state iscritte sette persone per reati che vanno dal concorso in truffa aggravata abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Venticinque persone sono state denunciate alla Corte dei Conti. Le indagini hanno rivelato che l’impianto che doveva bruciare i cippati di legno per trasformarli in energia, in realtà, non era idoneo al funzionamento. Molte persone coinvolte nella vicenda, pur a conoscenza dei problemi, li avrebbe taciuti per non vedersi revocare contributi. Già nel 2012 un professionista, incaricato dal Comune di Sauris aveva consegnato una memoria sulle carenze progettuali dell’impianto. Nel dicembre scorso, la Regione ha segnalato la situazione alla Procura della Repubblica del Tribunale di Trieste che ha avviato subito l’inchiesta, con gli accertamenti affidati alle Fiamme gialle».

(2) La centrale di Crotone/Cutro ha avuto anche una storia giudiziaria per infiltrazioni mafiose. (cfr. Rifiuti bruciati con la legna, alberi tagliati per prendere più incentivi, legami con i clan: cosa c’è dietro il sequestro della centrale a biomasse di Cutro (Crotone), in: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/10/05/rifiuti-bruciati-con-la-legna-alberi-tagliati-per-prendere-piu-incentivi-legami-con-i-clan-cosa-ce-dietro-il-sequestro-della-centrale-a-biomasse-di-cutro-crotone/6827961/. Qui si legge che: “Secondo l’accusa le ditte boschive coinvolte hanno tagliato più alberi di quelli autorizzati e mischiato la legna con catrame e immondizia, falsificando sistematicamente i documenti sul conferimento del cippato. I cinque impianti calabresi – i più grandi in Italia – avrebbero presentato al Mipaaf dati non veritieri provocando un danno allo Stato da 13 milioni di euro. 31 le persone arrestate”. Ed ancora: il 3 aprile 2025 compariva su ‘la Repubblica’ un articolo intitolato: “Il miraggio verde: tutte le ombre sull’affare biomasse” che ha come sottotitolo: “Crotone, gli impianti dovrebbero produrre energia pulita. Un’inchiesta solleva dubbi su emissioni e sussidi”. Ma non ho trovato altro su questa ipotesi di la Repubblica, e non iresco a leggere l’articolo perché riservato agli abbonati. Se qualcuno me lo potesse girare … Quanto accaduto in provincia di Crotone ci fa però comprendere come in teoria una centrale a biomassa legnosa possa avere problemi che provengono anche da chi taglia e porta il combustibile. 

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Altri articoli in cui ho trattato lo stesso argomento:

Eh vai! A Tolmezzo non bastavano pista guida sicura e il poligono di tiro. Ora la destra ci rifila qualcosa di ancora più impattante: la centrale a biomassa senza che quasi nessuno lo sappia.

Laura Matelda Puppini. Osservazioni al progetto di una centrale termica della Comunità di Montagna a Tolmezzo.ù

L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta una centrale a biomassa ed è quella già utilizzata in precedenza. L.M.P. 

 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/Centrale-a-biomasse-quanto-inquinamento-produce.jpg?fit=847%2C476&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/Centrale-a-biomasse-quanto-inquinamento-produce.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniAMBIENTEIl progetto per la centrale a biomassa presentato da Mosaico Spa e da realizzarsi a Tolmezzo si trova in: REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA Comune di Tolmezzo (UD) MOSAICO Spa Via P.F. Calvi 15 33028 Tolmezzo (UD) CENTRALE A BIOMASSA CON CALDAIA A VAPORE DA 25 MWt SINTESI NON...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI