Il Ministero ambiente … impone una visione più aggiornata della situazione ambientale relativamente al piano gestione rischi alluvioni Alpi Orientali ed impone anche la Vas per opere di un certo tipo. Ma varrà anche per la traversa di Dignano?
È stato emanato il Decreto del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) n. 0179866 Parere n. 22 del 31 agosto 2026, relativo al Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2027-2033, avente come oggetto la “Verifica di Assoggettabilità a VAS, ai sensi dell’articolo 12, del decreto legislativo n.152/2006”. Esso prende in esame il nuovo piano stilato dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali di gestione del rischio di alluvioni (2027- 2033) che riguarda le zone montane delle province di Bolzano/Bozen, Trento, Gorizia, Verona, Pordenone, Belluno, Treviso, Udine, Vicenza, Padova, Rovigo, Trieste, Venezia ed i comuni di Rovigo, Venezia, Trieste, Belluno, Trento, Verona, Udine, Gorizia, Bolzano/Bozen, Treviso, Vicenza, Pordenone, Padova. (https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/12035/18869).
Il testo del decreto, dopo i vari “Visto…” “Preso atto… “, “Considerato …” ha decretato che «il “Piano di Gestione del Rischio Alluvioni 2027-2033 del Distretto delle Alpi Orientali debba essere sottoposto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica, secondo le disposizioni di legge vigenti in materia, recependo il parere espresso dalla Commissione […] composto da n. 22 (ventidue) pagine, che costituisce parte integrante del presente provvedimento, trasmettendo il Rapporto Ambientale ai sensi dell’art. 13, comma 5, del D.lgs. 152/2006».
♦
Fra i vari “considerato…” spiccano queste frasi: «considerato che la Commissione ha rilevato che il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2027-2033 del Distretto delle Alpi Orientali, pur prevedendo misure integrate cosiddette “win-win” per la sicurezza idraulica e il raggiungimento degli obiettivi ambientali della Direttiva Acque, attribuisce a tali misure una quota limitata rispetto al complesso delle misure previste (circa il 15%) e che permane l’opportunità di sviluppare ulteriormente l’analisi quantitativa delle interazioni tra cambiamenti climatici, ecosistemi acquatici e rischio alluvionale, nonché di valutare i nuovi impatti generati dal cambiamento climatico, al fine di rafforzare il quadro previsivo del Piano»;
«Considerato che la Commissione ha rilevato che non emerge una strategia organica e strutturata di river restoration, rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, recupero della continuità ecologica e riduzione delle pressioni morfologiche, coerente con gli obiettivi della Strategia UE sulla Biodiversità 2030»;
«Considerato che la Commissione ha evidenziato l’insufficienza degli approfondimenti relativi agli effetti cumulativi e la necessità di sviluppare indicatori e metodologie idonee a verificare gli effetti combinati delle misure di Piano, rilevando che tale valutazione viene rinviata alle successive procedure di VIA o ai singoli livelli progettuali»;
«Considerato che la Commissione ha rilevato che il sistema di monitoraggio, pur presentando elementi di miglioramento rispetto al precedente aggiornamento, non appare ancora pienamente in grado di svolgere la funzione di supporto decisionale richiesta e presenta criticità connesse alla confrontabilità dei dati, all’attribuzione degli effetti ambientali alle misure di Piano e alla disponibilità delle informazioni necessarie alla valutazione dell’efficacia delle misure stesse»;
«Considerato che la Commissione ha evidenziato la necessità di approfondire, nell’ambito della procedura di VAS, la valutazione degli effetti cumulativi, l’analisi quantitativa delle interazioni tra cambiamenti climatici, ecosistemi acquatici e rischio alluvionale»;
«Considerato che la Commissione ha concluso che non è possibile escludere effetti significativi sull’ambiente derivanti dall’attuazione del Piano e che risulta pertanto necessario procedere alla Valutazione Ambientale Strategica». (ile:///C:/Users/User/Downloads/MASE_VA_DEC_2026-0000584.pdf).
_____________________
Perché questo è importante oltre che per l’impostazione generale?
Perché viene messo il risalto il valore dei fiumi e dell’acqua dolce e si tende ad un approccio sistemico alle opere, non solo al Via, che può esser redatto anche da un esperto pagato dalle ditte che realizzano un’opera.
_____________________
Questo il comunicato nel merito Del Comitato Per La Vita del Friuli Rurale, firmato da Aldevis Tibaldi e da Valentina Sovran.
«Per aver le mani libere e decidere sulla testa e con i soldi della gente, la regione FVG ha preso l’abitudine di sollazzarsi alle spalle dell’opinione pubblica e di neutralizzare ogni possibile partecipazione.
Cosicché qualsiasi decisione anziché transitare attraverso la procedura decisionale più severa possibile, passa attraverso il veicolo di un percorso accelerato e sotterraneo, sottratto al pubblico dibattito: una “sveltina”. Così è stato anche nei confronti del tanto atteso Piano di Gestione Rischio Alluvioni emesso dall’Autorità Distrettuale di Bacino: piano fondamentale nella definizione di tutta una serie di decisioni strategiche sulle difese idrauliche e in genere sulla gestione del territorio coinvolto dalle piene alluvionali e dalla violenza dei cambiamenti climatici. Tutto ciò mentre il piano stesso si rivela cruciale e inderogabile nonché fonte di decisioni onerose quanto presupposto di possibili errori progettuali.
Un documento programmatico che se mal indirizzato può servire ai furbi di Latisana che intendono scaricare le proprie responsabilità e attribuire all’alto corso del Tagliamento le opere necessarie a contenere le piene nel basso corso e quindi liberalizzarne le future cementificazioni, e non senza averci intimorito con insensate denunce.
Un tentativo quello messo in atto dall’Autorità Distrettuale di Bacino unitamente alla Regione FVG fatto ad arte per nascondere la gravità delle decisioni sinora assunte con il progetto della traversa di Dignano e secondo una procedura incredibilmente irregolare, quanto irresponsabile dal punto di vista finanziario, tecnico, procedurale ed ambientale.
Altrettanto intollerabile si è rivelata la procedura di un bando di gara (“Procedura aperta in ambito comunitario … per l’affidamento in appalto dei servizi di ingegneria e architettura che comprendono la redazione del DOCFAP e il supporto al RUP per la redazione del DIP, relativamente alle opere di mitigazione del rischio idraulico nel basso corso del fiume Tagliamento nonché, in via opzionale, la redazione del PFTE relativamente al primo lotto esecutivo del valore economico pari ad € 32.743.657,60 di cui € 15.450.000,00 di lavori”) attraverso il quale si è inteso giustificare e coprire il misfatto del progetto della traversa di Dignano e delle opere arginali stabilite a priori in difesa delle sponde di Spilimbergo e Dignano. Una brutta storia che va avanti da anni con evidenti complicità, nel costante silenzio del difensore civico, dei tengo famiglia dell’informazione regionale che nulla sa e nulla vede, delle associazioni ambientaliste che si limitano ad osservare e nulla agiscono.
Cosicché il giorno in cui l’Autorità Distrettuale di Bacino è stata finalmente costretta a dare notizia del nuovo Piano di Gestione Rischio Alluvioni nel silenzio generale e nell’evidente intento di farla franca, cioè di passare per una scorciatoia procedurale inadeguata alla complessità ed importanza delle decisioni trattate, ovvero attraverso le mani amiche degli uffici regionali, nel maggio scorso abbiamo presentato le nostre rimostranze, ossia quelle osservazioni necessarie a dimostrare l’intrigo e la necessità di obbligare un percorso consono alle leggi italiane ed europee, cioè all’obbligatorietà di quella partecipazione che deriva dall’applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale.
Questa volta lo Stato non ha potuto fare a meno di darci ragione, con Decreto MASE n. 0179866 Parere n. 22 del 31 agosto 2026, obbligando il proponente a rifare la procedura, a sottomettersi alla Valutazione di Impatto Ambientale e quindi alle valutazioni del pubblico. Cioè di dare ragione all’unica delle osservazioni pervenute in un contesto che, date le premesse, manifesta tutta la sua incredibile irregolarità e sottomissione ad una prassi che, nella pochezza della politica regionale, non trova più ostacoli di sorta.
Li abbiamo presi con le mani nella marmellata e abbiamo reso del tutto evidente il maldestro tentativo di evitare il confronto con il pubblico e così rispondere a tutte le osservazioni del caso.
Comitato Per La Vita Del Friuli Rurale: Aldevis Tibaldi, Valentina Sovran».
_____________________
Ho riportato questo comunicato giuntomi nel merito, del cui contenuto rispondono ovviamente gli autori, per precisare in qualche modo l’importanza di quanto deciso dal MASE anche se, ovviamente, è anche stato deciso un tempo per la presentazione delle osservazioni contrarie. Verrà richiesta la Vas anche per la traversa di Dignano, anche se già decisa?
Infatti essa pone non pochi problemi. Riporto qui quanto scritto in proposito su “il dolomiti – altra-montagna” in un articolo di Michele Argenta intitolato: “L’ipotesi del cemento sull’ ultimo fiume libero d’ Europa: La traversa sul Tagliamento non è una alternativa alle piene” e pubblicato il 15 aprile 2025.
«Secondo il comitato “Noi Siamo Tagliamento”, le opere di sbarramento proposte dalla Regione Friuli Venezia Giulia andrebbero ad impattare l’ultimo grande fiume europeo con un ampio tratto ancora libero. Le opere, previste per mettere in sicurezza gli argini e soprattutto a creare uno sbarramento col fine di mitigazione delle piene centenarie del Tagliamento, sarebbero in contrasto con le soluzioni basate sulla natura adottate in sede europea con la Nature Restoration Law. Nei documenti manca un’analisi sistemica che tenga conto non solo della funzione idraulica del fiume, ma anche dei suoi aspetti biologici, ecologici e sociali. La soluzione politica, anche questa volta, è arrivata senza il dialogo con i territori.
Il Tagliamento rappresenta l’ultimo grande fiume europeo con un ampio tratto ancora libero e dinamico nel suo medio corso, un patrimonio naturale di inestimabile valore. In questi mesi Regione Friuli Venezia Giulia sta discutendo la costruzione di due traverse, una a paratie mobili tra Dignano e Spilimbergo e un’altra a Madrisio (le cui caratteristiche non sono ancora state rese note) che secondo molti osservatori appaiono in contrasto con la Nature Restoration Law recentemente approvata in sede europea.
Il progetto di Dignano.
Le opere idrauliche previste dovrebbero servire a mettere in sicurezza gli argini e soprattutto a creare uno sbarramento col fine di mitigazione delle piene centenarie del Tagliamento. L’infrastruttura di Dignano sarà collocata a monte del ponte stradale esistente, con una larghezza di 4 metri e un’altezza di circa 20 metri tra le quote +96 m slm dell’alveo e quota +106 m slm del progetto. La traversa sarà lunga 975 m. Le paratie mobili dovrebbero entrare in funzione con eventi di portata superiori a 4.000 m3/s, creando un bacino con capacità massima di circa 29 milioni di m3 che in caso di totale riempimento andrebbe ad allagare alcune aziende agricole esistenti, lo stadio comunale e alcuni fabbricati residenziali nel comune di Spilimbergo.
I cittadini si compattano contro le opere.
Il gruppo “Noi Siamo Tagliamento” si è formato spontaneamente da alcuni cittadini preoccupati dall’impatto delle opere sul proprio territorio e dall’ennesima imposizione di grandi opere senza possibilità di dialogo tra la politica e le comunità che vivono sulle sponde del Tagliamento; queste infatti chiedono di essere messe al corrente e avere voce in capitolo negli interventi di mitigazione del rischio idraulico nel proprio territorio. Il comitato, composto da cittadini ed esperti, critica la scelta dell’opera di Dignano, giudicandola controversa e poco giustificata. Pur ribadendo la netta opposizione a qualsiasi nuovo sbarramento sul fiume, il Comitato sottolinea come una potenziale traversa ubicata nei pressi di Dignano o Pinzano presenti pesanti ricadute ambientali, contraddicendo i principi delle soluzioni basate sulla natura che da sempre sostiene. Il Comitato denuncia la mancanza di una valutazione approfondita delle alternative nel Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA), osservando come le soluzioni proposte si limitino a un approccio puramente idraulico-ingegneristico, senza considerare opzioni più integrate e traversali. Manca infatti un’analisi sistemica che tenga conto non solo della funzione idraulica del fiume, ma anche dei suoi aspetti biologici, ecologici e sociali, nonché delle potenzialità delle soluzioni basate sulla natura. Opere come la manutenzione ordinaria dell’alveo per ridurre i volumi di piena e la realizzazione di opere di laminazione che non andrebbero ad interferire con la dinamica naturale del fiume. Queste soluzioni, se ben progettate, potrebbero offrire una risposta più sostenibile ed efficace al rischio idraulico, preservando al contempo l’ecosistema fluviale.
Sottovalutare il cambiamento climatico.
I dubbi sull’efficacia dell’opera si intrecciano con le preoccupazioni legate al cambiamento climatico. Eventi come la tempesta Vaia dell’ottobre 2018 hanno dimostrato che le piene più pericolose dipendono da piogge intense concentrate sui corsi minori a monte, riducendo così l’impatto che eventuali sbarramenti sul Tagliamento potrebbero avere sulla riduzione del rischio a valle. A ciò si aggiunge la mancanza di dati dettagliati sulle portate delle risorgive e sui livelli delle falde durante le piene, informazioni cruciali per una progettazione efficace.
Per le simulazioni idrologiche, inoltre, è stato usato un modello idraulico semplificato, non adatto alla complessità del sistema fluviale.
Sempre secondo “Noi Siamo Tagliamento”, le analisi idrauliche non avrebbero tenuto conto dell’innalzamento del livello del mare né delle mutate dinamiche di formazione delle piene, come quelle osservate nella stagione del 2023. Valutando i dati relativi a tutto il bacino idrografico si nota come negli ultimi vent’anni la formazione delle piene nel bacino del Tagliamento dimostrano come le quote di massima allerta raggiunte nella parte montana del corso non corrispondano, per quantità e valori di portata, alle quote raggiunte nei punti più critici della bassa pianura. Dagli studi sul bacino del Tagliamento emerge che, negli ultimi vent’anni, le esondazioni a Latisana sono state causate soprattutto da precipitazioni intense e concentrate – le cosiddette “bombe d’acqua” – saturando i sistemi di drenaggio, più che da fenomeni fluviali su larga scala su tutto il bacino. Di conseguenza, opere come quella di Dignano rischiano di essere inefficaci nel contrastare i veri fattori di allagamento, lasciando irrisolto il problema».
_____________________
Ed alla luce di quanto è scritto qui ma si è letto in tantissimi articoli anche di esperti, non sarebbe il caso di richiedere anche la Vas, secondo me obbligatoria per legge, per la traversa di Dignano e di sottoporla, infine, ad uno studio sistemico di impatto ambientale, tenendo conto anche dei mutamenti climatici in atto? Inoltre non è assolutamente vero che non si sia fatto nulla per mettere in sicurezza Latisana, come alcuni vanno dicendo in giro, infatti in: Ambiente: Scoccimarro, avanti con progetti su sicurezza Tagliamento, in: https://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act;jsessionid=88D0112EF239FAAB925CF24726D45A5E?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/&id=150394&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa, si legge che: «Scoccimarro ha quindi ricordato gli interventi già realizzati e quelli in corso nel territorio di Latisana. “Qui abbiamo dimostrato concretamente che la sicurezza idraulica non è fatta soltanto di programmazione, ma anche di opere e investimenti. Nel dicembre 2023 si sono conclusi i lavori di diaframmatura degli argini in sinistra idrografica, dall’area dell’ospedale fino a valle di Gorgo, per oltre 11 milioni di euro. È stata inoltre aggiudicata la redazione del Piano di fattibilità tecnico-economica per il rialzo del ponte stradale tra Latisana e San Michele, un intervento da oltre 40 milioni sostenuto dal Mase e dalla Regione, e procedono le attività relative agli interventi sul tratto terminale del Tagliamento e alle ulteriori opere di mitigazione, per circa 9 milioni di euro: entro fine anno saranno eseguiti gli affidamenti di queste opere». Ma allora perché quei di Latisana vanno in giro, come mi si racconta, a piangere il morto anche in montagna, dove ci sono ancora grossi problemi ambientali irrisolti? Ed il riferimeto è all’ incontro a Forni Avoltri a cui però non ho partecipato ma di cui ho sentito parlare ed ho letto.
_____________________
Infine è stato approvato dal consiglio regionale il Ddl 90.
Un altro aspetto importante è l’approvazione ieri in Regione Fvg del Ddl n. 90 che però secondo Honsell e Capozzi Patto per l’Autonomia e Cittadini ed Avs che si sono astenuti, pur presentando aspetti interessanti ma generali, bisogna vedere poi come verrà applicato. Decisamente contrario, invece, Lodovico Sonego con il suo “Le nuove norme urbanistiche e una regione rinunciataria”, pubblicato dal Messaggero Veneto il 26 settembre 2026 ed in generale il Pd. Ma a detto ddl, dal 1° ottobre 2026 legge regionale, dedicherò un altro articolo ove riporterò per esteso anche i comunicati di Capozzi e Honsell ed altri nel merito e qualcosa dalla lettera di Sonego del Pd. Inoltre rimando agli articoli che ho già dedicato alla cosiddetta ‘traversa di Dignano’ e mi domando alla fine di questo articolo, a cosa servirà questo Ddl se certi scempi ambientali sono già stati decisi dalla giunta regionale come per esempio l’invaso per dare neve artificiale alle piste dello Zoncolan? A sbiancarsi l’anima?
Laura Matelda Puppini
L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta il progetto della cosiddetta ‘traversa di Dignono’ ed è tratta da: https://ilpassogiusto.eu/di-traverso-al-tagliamento/ ed è già da me stata utilizzata all’ interno dell’ articolo pubblicato su www.nonsolocarnia.info ed intitolato: La cura del territorio montano e la prevenzione delle esondazioni: due facce della stessa medaglia. Invece si parla di una specie di diga fra Spilimbergo e Dignano. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/il-ministero-ambiente-impone-una-visione-piu-aggiornata-della-situazione-ambientale-relativamente-al-piano-gestione-rischi-alluvioni-alpi-orientali-ed-impone-anche-la-vas-per-opere-di-un-certo-ti/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/progetto-dignano-Foto-n.-1.webp?fit=479%2C300&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/progetto-dignano-Foto-n.-1.webp?resize=150%2C150&ssl=1AMBIENTEÈ stato emanato il Decreto del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) n. 0179866 Parere n. 22 del 31 agosto 2026, relativo al Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2027-2033, avente come oggetto la “Verifica di Assoggettabilità a VAS, ai sensi dell’articolo 12, del decreto legislativo n.152/2006”....Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





Sul Gazzettino, edizione di Pordenone, è comparso un articolo in cronaca di Spilimbergo intitolato: “Alluvioni, il Ministero impone la Vas per Piave e Tagliamento” in cui si legge che dopo la decisione del Mise che il Piano di gestione del rischio alluvioni 2027 -2033 per il Distretto delel Alpi Orientali, dovrà per quanto riguarda le opere previste, essere sottoposto a Vas, esclusa invece per le opere del piano 2021-2027, facendo in modo che le scelte tecniche si confrontino con quelle ambientali. sociali ed economiche dei bacini di riferimento. E questa decisione risponde alle esigenze manifestate da vaie associazioni ambinetaliste ma anche dalla Regione Veneto. Pare proprio, quindi, che i progetti per il Piave e per il Tagliamento dovranno esser sottoposti a Vas. Ma i cittadini, secondo l’articolista (che si sIgla L.P.) chiedono pure un percorso realmente aperto e partecipato, con la condivisione pubblica di dati e studi.