Mentre il caldo ci attanaglia e l’incendio dell’ Amariana non ha migliorato la situazione, leggo distrattamente un articolo sull’ apertura della cosiddetta “casa di comunità” della Carnia a Tolmezzo , con i debiti squilli di tromba, tanto da ricordarmi sempre più, e scusatemi il paragone, le inaugurazioni fasciste che riempivano la stampa del regime, ridotta infine a “Il Popolo d’Italia”  per nascondere guerre di conquista, morti, l’ emanazione e la pratica di leggi razziste, l’obbligo di fatto di regalare l’oro alla Patria ed il fallimento della politica interna ed estera del fascismo. Ma mi scuso subito per questa considerazione che è un parlare per parlare, un riportare una sensazione personale più che altro.  

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 L’articolo che riporto qui è quello preso da: https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2026/08/ intitolato: “Inaugurata la Casa della Comunità di Tolmezzo – Presenti nove ambulatori per le cure primarie, quelli infermieristici, il punto prelievi e lo spazio riservato ai medici di medicina generale e ai pediatri”.

«Cambia il paradigma dell’assistenza sanitaria.  La Casa della Comunità è il centro di riferimento per i cittadini per le cure non urgenti.  Lo è anche la nuova struttura di Tolmezzo, in posizione strategica perché a due passi dall’ospedale e dalla stazione delle corriere, in via Carnia Libera 1944 al civico 29. 

Si sviluppa su una superficie circa 800 metri quadrati su due piani. Al primo l’anagrafe sanitaria, al terzo l’area amministrativa e quella dedicata all’attività clinica dove sono presenti nove ambulatori per le cure primarie, quelli infermieristici, un punto prelievi e lo spazio riservato ai medici di medicina generale e ai pediatri.  Tra i servizi, come nelle altre Case di Comunità, la guardia medica, ma anche il Pua, punto unico di accesso.

“Quando arriva un paziente fragile, solo, che spesso ha trascurato la sua salute, spiega il direttore di Distretto Gianni Borghi, c’è anche la componente assistenziale e sociale. Questo paziente arriva al Pua, dove c’è un pool di professionisti che riescono a inquadrarlo e a dargli una risposta, che diventa la presa in carico”. L’investimento è stato di un milione e mezzo di euro in una comunità di circa 35 mila abitanti.  Territorio dove sono presenti venti medici di medicina generale e quattro pediatri. Conclude l’assessore alla Sanità Riccardo Riccardi: “Chi oggi entra in queste strutture trova una risposta diversa da quella che può trovare in un Pronto Soccorso di un ospedale e penso che questo sia sotto gli occhi di tutti”».   

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Preciso che detta inaugurazione della casa di comunità, pare dalle magnifiche sorti e volta al futuro, leggendo ed ascoltando la sintesi dei discorsi anche su di un filmato su facebook di NordEst 24 (https://www.facebook.com/reel/1405406454817834), è avvenuta il 27 agosto 2026 e la nuova istituzione prevede la guardia medica e un ambulatorio per MMG, in cui lavorano, secondo voci che girano su whatsapp, attualmente, 4 medici di medicina generale, non si sa se già in servizio come MMG in Carnia o gettonisti, che temo non riescano a coprire l’intero orario giornaliero e settimanale e costano una cifra.    

Presenti all’evento: il sindaco di Tolmezzo, l’immancabile Stefano Mazzolini, l’ex sindaco di Cavazzo Carnico, solo per capirci, e già in Asufc dirigente degli infermieri Gianni Borghi, ora anche presidente o direttore che dir si voglia del distretto carnico, che ricopre questa carica anche nel gemonese che, mi dicono, prediliga, facendosi ben poco vedere a Tolmezzo, Riccardo Riccardi, il dux della sanità regionale, Denis Caporale il direttore generale di Asufc, don Angelo Zanello, arcidiacono di Tolmezzo, Tanja Ariis per il Messaggero Veneto, qualcuno che non conosco per qualche altra testata ed un pubblico scelto.

 Anche il filmato non dice molto di più: la casa di comunità servirà 35.000 residenti, e quindi la Carnia intera, in sintesi scordatevi guardie mediche di vallata, avrà, ma non credo subito, un paio di specialisti ospedalieri che presteranno servizio non si sa con che attrezzature e cioè un ginecologo ed un neurologo, non si sa perché scelti, ed unisce servizi sanitari amministrativi ed assistenziali, cioè quelli presenti già nel distretto sicuramente, come l’anagrafe sanitaria e alcuni locati prima in ospedale come la guardia medica.

E non capisco il perché della scelta di un neurologo ed un ginecologo, perché se una donna ha un’emergenza ginecologica deve fiondarsi in ospedale come un razzo ed altrimenti può accedere ai servizi presenti, mentre un ginecologo sarebbe importante al consultorio, che però sta in via Dante, nei locali ex salesiani, e non so perché un neurologo. Invece vorremmo, presso l’ospedale, l’ambulatorio di oculistica e quello di dermatologia che Riccardo Riccardi ci ha promesso.

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 Ora si è fatto un gran parlare della sicurezza del personale medico infermieristico sul lavoro, ma io vi dico che se fossi una giovane dottoressa avrei paura a restare da sola in un ambulatorio in quel palazzo sito nella stazione autocorriere, senza specialisti di notte e senza magari neppure un Mmg. Era meglio in ospedale, era più sicuro.

Poi vi è la trovata del numero 116117 per chiamare la guardia medica di cui, andrà a finire, nessuno si servirà, perché essendo il numero regionale sarà maggiormente intasato che se fosse stato locale, perché dall’ altra parte non c’è un infermiere ma, da quello che ho compreso, un operatore di call center, che forse ti può chiedere se ti ritieni grave, quando tu non sei medico, o pensare che uno se le inventi o non avere chiaro cosa dici se parli magari in friulano o …

Inoltre dovendo uno che abita magari a Sauris o Forni di Sotto o Forni di Sopra, per fare un esempio, scendere, se trova un’auto ed un autista, non più ad Ampezzo, che già era una fatica, ma a Tolmezzo, per farsi visitare dalla guardia medica, tra la telefonata e l’arrivo del paziente alla casa di comunita’ può passare mezz’ ora ed anche un ‘ora, e intanto egli si può essersi aggravato. E una volta giunto a Tolmezzo, il paziente potrebbe andare direttamente in Pronto Soccorso. Stessa cosa per recarsi da un medico di base a 40 chilometri che diventa una telenovela. E preciso che i servizi taxi non coprono la Carnia, e che ci vorrebbero dei taxi in ogni paese, pagati dalla Regione, al servizio del turismo sanitario ora anche per medici di base.

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Ed ancora: io che abito a Tolmezzo oggi, in un primo tempo, non sono riuscita a trovare con che orari funzionerà l’ambulatorio di Mmg presso la Casa di Comunità nè altri orari neppure sul sito Asufc, dove si trovano informazioni solo per altra casa di comunità friulana e l’A.I, unica fonte che mi ha dato una risposta alle ore 14.50 circa, diceva che il centralino per la casa di comunità è sempre quello dell’ospedale: 0433- 4881, ma non pare proprio sia così. Può darsi sia lo 0433 462448 trovato ora dall’A.I. in alternativa, che è il vecchio numero del distretto, ma ad esso risponde l’ufficio protesi.

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 INFORMAZIONI UTILI.

LA GENTILISSIMA SIGNORA DI DETTO UFFICIO MI HA DETTO CHE CHI È SENZA MEDICO DI BASE PUÒ RIVOLGERSI AD UNA DELLE DUE INFERMIERE DI COMUNITÀ:

CELLULARI 3483614110 E IN ALTERNATIVA 3669624516 CHE RISPONDONO DA LUNEDÌ A VENERDÌ DALLE ORE 9 ALLE 14 PER AVERE UN APPUNTAMENTO.

email: infermiere.vallata.carnia@sanita.fvg.it

MA È PREVISTO ANCHE, IN CASO DI NECESSITÀ, L’ACCESSO DIRETTO A UN MMG DALLE 8 ALLE 20 NELLA CASA DI COMUNITĂ DA LUNEDÌ A VENERDÌ.   
 DI NOTTE È ATTIVA SOLO LA GUARDIA MEDICA DALLE 20 ALLE 8 DEL MATTINO, OLTRE IL SABATO E DOMENICA COME ORA MA SI DEVE CHIAMARE AL 116117.

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 Naturalmente questo è quello che ho capito io. Ma se si pensa di togliere i MMG e di sostituirli con quelli della casa di comunità in territorio montano, va a finire che dal medico di base non andrà più nessuno.

 MA È IMPORTANTE CHIEDERE DELUCIDAZIONI PRECISE, ORARI PUBBLICI, INFORMAZIONI DETTAGLIATE E PUBBLICHE SUL  FUNZIONAMENTO DELLA NUOVA ORGANIZZAZIONE  SANITARIA perché sinora siamo stati inondati di parole ma io ho capito ben poco leggendo le comunicazioni, i siti, il cartellone esterno.  

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E dato che siamo quattro vecchi, non credo che in questo modo si rafforzi la risposta territoriale alle esigenze della popolazione montana il cui territorio è caratterizzato da notevoli distanze (https://www.facebook.com/reel/1405406454817834), affermazione che a me pare un po’ una presa in giro, ma semmai si rispolvera un sistema Serracchiani ritenuto dallo stesso dott. Borghi inattuabile per motivi condivisibilissimi che ho riportato nel mio Gianni Borghi su: “La nuova proposta per la salute in territorio montano”. Link: https://www.nonsolocarnia.info/gianni-borghi-su-la-nuova-proposta-per-la-salute-in-territorio-montano/.

 Secondo quanto detto all’ inaugurazione, sempre secondo la stessa fonte, attualmente presso la casa di comunità operano 5 MEDICI: 1 ginecologo, 1 neurologo, 3 medici di vallata (che però erano quelli che coprivano chi era senza MMG ma ora non so cosa siano), mentre altri 2 medici collaborano con medici dipendenti per portare assistenza agli oltre 5000 pazienti senza medico di base, che dai vari paesi devono però scendere per qualsiasi cosa a Tolmezzo. E questo è il finale.

 Insomma io continuo a pensare che l’organizzazione del sistema sanitario per la montagna carnica e per la pedemontana gemonese fosse ben più efficace prima del 2014, e che queste centralizzazioni che portano solo a viaggi della speranza ed ad una sensazione di smarrimento ed abbandono, non facciano certo guadagnare in salute, a mio avviso.

Comunque già mancavano in Carnia medici di base (13 per la regione che non è riuscita a rimpiazzarne neppure uno) ed ora se ne è andato anche il dott. Brollo lasciando senza quell’importante servizio il comune di Amaro. E pare che la Regione FVG più soldi ha e più spende, più distrugge invece che costruire sistemi e reti di cura efficienti. Inoltre attualmente il Piano Oncologico Regionale, che vede un ulteriore depauperamento ed accentramento per la chirurgia del colon – retto e altra, che punta all’accentramento, viene contestato anche dalla Società Triveneta di chirurgia, che è disposta ad un incontro con l’assessore per chiarire pure che la bontà degli interventi non dipende da una sede hub o spoke o dalla grandezza dell’ ospedale ma dalla ‘expertise’ cioè dalla competenza relativamente alla patologia. I rappresentanti della Società Triveneta chiedono in sintesi all’assessore di ‘contestualizzare’ i piani oncologici e non di basarli solo su freddi numeri, stile Fiat di Marchionne e catena di montaggio, dico io. Inoltre intasare un ospedale con tutti i casi di tumore di uno o due tipi pone problemi agli altri reparti di uso delle sale operatorie, di posti letto ed altri ancora.  

 Ma per ritornare alla Carnia, hanno comunicato ai residenti del comune di Amaro di iscriversi a un medico del distretto Carnia, ma quelli che hanno qualche posto libero sono solo il dott. Cleva, in procinto di andare in pensione, si legge su whatsapp, o il medico di Sappada o quello di Rigolato che copre già 5 comuni.

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 FINE DEL PUNTO DI PRIMO INTERVENTO DI GEMONA.

 Infine leggo che è stato soppresso il punto di primo intervento di Gemona del Friuli, chiuso dal 1° settembre 2026. Sostituirà il servizio la casa di comunità che però fa l’attività del MMG non di punto di primo intervento che non è la stessa cosa. E la gente di Gemona diceva che era molto utile. (Cfr. il profilo facebook “Sei di Gemona se …. “). Sempre più pezzi di sanità pubblica che se ne vanno.

 Così si sta riempiendo il P.S. di Tolmezzo come si legge, con i tempi di attesa che si allungano e di pazienti anche dall’ hinterland udinese, pare.

E per ora mi fermo qui, soprassedendo sulla boutade di Riccardo Riccardi che ha detto: “La medicina generale si impadronisca delle strutture” sperando che i già pochi MMG vadano a lavorare nelle stesse, presumo, e poi richiamandosi all’ accordo del 2025 con i sindacati ma forse con alcune sigle sindacali.

 Ma su “Case di comunità, trovato l’accordo: i medici di famiglia arrivano a ottobre” in  https://www.friulioggi.it/, si legge prima che un accordo è stato trovato, poi però che «Il primo passo sarà capire quante ore servono nelle singole Case di comunità. A coprirle saranno innanzitutto i medici con incarico esclusivamente orario (cioè pagati in base alle ore di lavoro fino al raggiungimento delle 38 ore previste da contratto).

Solo se resteranno ore scoperte si passerà agli altri medici di medicina generale. In questa fase entreranno in gioco anche i professionisti con meno di 1.500 assistiti e, per le ulteriori necessità, quelli con almeno 1.500 pazienti».

 In sintesi, se ho ben compreso, i posti di MMG nelle case di comunità verranno coperti da gettonisti e se proprio le ore saranno in eccedenza alle 38, qualche ora la faranno gli MMG con meno di 1500 pazienti. Ma questo mero conto ragionieristico non tiene conto che uno potrebbe avere 1000 pazienti ma servire ben 5 comuni in alta Carnia e dover trottare a destra e manca.

E mi pare che siamo ancora alla realtà che deve adeguarsi alla visione della sanità che si trova nella testa dell’ assessore.   

O tempora o mores, teniamoci saldi ed in salute e vediamo di andare avanti fra tutte queste avversità, dove cercare un medico per alcuni può diventare come cercare un ago nel pagliaio.

Senza voler offendere alcuno questo ho scritto, ma solo per riportare alcuni suggerimenti a quelli che abitano ad Amaro e per parlare di questa benedetta casa di comunità che altro non è che il vecchio cap riciclato con gli stessi limiti. Inoltre se avete suggerimenti, commenti ecc. mi farebbe piacere me li scriveste. Per cortesia ditemi anche se vi è più facile leggere i testi in grassetto o no. 

Infine un suggerimento: spingete i sindaci e la Comunità di Montagna a chiedere un incontro sulla sanità perchè non se ne può più. Vogliamo medici di base in ogni comune carnico!  Infatti la casa di comunità è realizzata per liberare i Pronto Soccorso, non per prendere in carico e seguire i pazienti che io sappia.

Laura Matelda Puppini

L’immagine che accompagna l’articolo è tratta da:https://www.studionord.news/tolmezzo-inaugurata-la-casa-della-comunita-servira-35-mila-residenti-della-carnia/. LM.P 

 

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