Simona Liguori. Sos Carnia, distanza mina diritto alle cure.
La dott. ssa Simona Liguori, consigliera regionale di ‘Patto per l’autonomia e civica’ rilancia il problema della sanità territoriale e distanze in Carnia. Non solo i comuni devono avere un medico di base, che può attivare pure ogni sostegno per persone in difficoltà, ma anche la Regione deve pensare ad una rete efficiente di trasporto, per esempio a mezzo taxi come in Normandia o Bretagna, per i pazienti soli ed a spese del SSR. Grazie Simona Liguori per il tuo interessamento di medico e persona qualificata. Grazie per il tuo sostegno, in attesa di avere qualche dato ufficiale in più anche sulla casa della comunità che, ufficialmente, si sa solo esser stata inaugurata con un paio di bei discorsi. E se qualche notizia è trapelata sul suo funzionamento reale: orari, servizi ecc.ecc. per ora essa è stata affidata a comunicazioni personali. Non sia mai che Asufc si inventi un pieghevole informativo per i cittadini!
Per ogni intervento in aiuto della Carnia che pare dimenticata dai potenti e depotanziata di un sistema sanitario che dicasi tale, la Carnia della gente ringrazia e non dimentica!
Laura Matelda Puppini
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“Trieste, 10 set – “Il pensionamento di un medico di famiglia è un passaggio naturale della vita professionale. Ma quando in Carnia ad ogni pensionamento si apre un problema per centinaia e centinaia di cittadini, significa che c’è una fragilità organizzativa che la Regione deve affrontare”. A dirlo è la consigliera regionale Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), intervenendo in una nota sulla situazione determinatasi ad Amaro dopo la cessazione, dal 7 settembre, dell’attività del medico di medicina generale.
“Ogni pensionamento diventa un SOS della Carnia. E non possiamo continuare ad affrontare questi episodi uno alla volta, come se fossero emergenze imprevedibili. La situazione di Amaro – spiega Liguori – si inserisce infatti in un quadro più ampio, nel quale alcuni Comuni carnici non dispongono di un medico di medicina generale e in diversi territori un professionista deve garantire l’assistenza a cittadini residenti in più Comuni”.
Secondo l’esponente dei civici “quando il medico non c’è più nel proprio paese, la soluzione non può essere solo dire alla persona di scegliere un medico in un Comune vicino. Per chi ha l’auto può essere un disagio; per un anziano solo, per una persona fragile o per chi non guida può diventare una vera barriera all’accesso alle cure. Infatti se una persona anziana deve percorrere molti chilometri per vedere il proprio medico, non possiamo considerare il problema risolto solo perchè quel medico ha ancora qualche posto disponibile. La distanza diventa una barriera sanitaria quando il cittadino non ha i mezzi per percorrerla”.
Da qui la necessità secondo Liguori di rafforzare il sistema strutturato di trasporto sociale e sanitario, rivolto in particolare alle persone anziane, fragili e prive di mezzi propri: “Se chiediamo a una persona di percorrere dieci, quindici o venti chilometri per raggiungere il proprio medico, un ambulatorio o la Casa della comunità, dobbiamo anche dirle come può arrivarci. Altrimenti il servizio esiste sulla carta, ma non è realmente accessibile”.
“Per questo ritengo necessaria la implementazione del sistema di trasporto sociale e sanitario con modalità semplici di prenotazione e collegamenti dai territori più periferici verso i servizi sanitari. Una indispensabile componente dell’organizzazione dell’assistenza territoriale che va potenziata perchè strumento di abbattimento delle barriere di accesso alle cure nei territori montani”, conclude la consigliera».
Simona Liguori.
(Comunicato di Simona Liguori, https://www.consiglio.regione.fvg.it/pagineinterne//Portale/comunicatiStampaDettaglio.aspx?ID=964208).
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L’immagine che accompagna l’articolo è tratta da: https://www.instagram.com/p/DcWL0DXDSwu/ Cuneo dice. L. M.P.
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