Nell’ introdurre questi 25 punti del programma nazionalsocialista, enunciati il 24 febbraio 1920 in una birreria di Monaco la Hofbräuhaus, mi preme sottolineare che però il nazionalsocialismo andò al potere anche utilizzando ampiamente la violenza ma pure riscuotendo il favore popolare, successivamente, dopo il 1925, anno della morte del presidente Erbert, socialdemocratico. Inoltre dal 1924 in poi, e quindi dopo l’accettazione del ‘piano americano ‘Dawes’, si succedettero, nella Repubblica di Weimar, governi dominati sempre più dalla destra, favorevoli al mantenimento dello stato di semi-colonia occidentale della Germania, con la prospettiva di un reinserimento mirato e condotto della stessa. Ma fu proprio quanto accadde dopo l’occupazione della Ruhr che contribuì alla crescita di movimenti radicali di estrema destra nella Repubblica di Weimar. (1).

Per questo fine, il Ministero degli esteri fu, dal 1924 in poi, in mano a Gustav Stresemann, deciso sostenitore del piano Dawes e promotore, per la Germania, degli accordi di Locarno, siglati nel 1925, che impegnavano la Repubblica di Weimar, assieme alla Francia ed al Belgio, a mantenere lo status quo in Renania settentrionale, dove si trovavano importanti giacimenti minerari. La Renania era amministrata, dalla fine della prima guerra mondiale, dalla Società delle Nazioni, mentre le regioni di Eupen e Malmedy erano passate al Belgio. Il resto della storia della Renania è datato 1935-1936, cioè dopo l’ascesa al potere del nazionalsocialismo (detto per brevità nazismo). (2).

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Inoltre nella Repubblica di Weimar si venne a creare, dopo l’approvazione del piano Dawes, una situazione politica permissiva con le destre. Infatti la magistratura era molto severa nel punire le violazioni della legge commesse dai comunisti mentre tendeva ad assolvere o punire con pene irrisorie le violenze dei nazionalisti. (3). Non da ultimo l’esercito, ridotto di numero ma ancora efficiente, si considerava uno stato nello Stato, sganciato dalle istituzioni che avrebbe potuto affossare se avesse deciso di non difenderle più e Paul von Hindenburg, che era succeduto a Erbert, favoriva apertamente le destre, tanto che la Repubblica di Weimar venne definita, all’epoca, “una repubblica senza repubblicani”.  (4).

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La crisi del 1929 portò al secondo crollo dell’economia tedesca ed alla fine del piano Dawes. Fra il 1930 ed il 1932, la produzione industriale della Germania, non più sostenuta dai crediti stranieri, si ridusse alla metà di quella precedente, sei milioni di lavoratori si ritrovarono disoccupati, i salari calarono del 10% ed i prezzi al consumo salirono del 60%.

La Germania, che il piano Dawes pretendeva d’ aver ricostruito, fu, per la seconda volta in pochi anni, ridotta alla disperazione e la sfiducia nei partiti tradizionali si insinuò nella popolazione sia borghese che proletaria. Ed è a questo punto che i nazisti, appoggiati e finanziati dai grossi trust, ebbero buon gioco nel presentarsi demagogicamente all’opinione pubblica come gli unici ed autentici rappresentanti del popolo tedesco. «Esperti nelle moderne tecniche di mobilitazione e di manovra delle masse e spesso dominatori delle piazze grazie alle loro bande paramilitari, essi subentrano progressivamente ai vecchi partiti della conservazione e nello stesso tempo fanno breccia anche presso l’elettorato popolare». (5).

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Ma è anche grazie al suo programma, che il nazionalsocialismo, detto anche nazismo, fece breccia sulla gente disperata ed alla fame. E questa storia dà davvero da pensare, guardando a cosa sta accadendo oggi ed è già accaduto in Italia in particolare ed anche in Europa.

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I “25 PUNTI “DEL PROGRAMMA NAZISTA.

1 – Noi chiediamo la riunione di tutti i Tedeschi in una Grande Germania, in base al diritto di autodecisione dei popoli.

2 – Noi chiediamo la parità di diritto del popolo tedesco di fronte alle nazioni, nonché l’abolizione dei trattati di pace di Versailles e di San Germano.

3- Noi chiediamo terra e suolo per nutrire il nostro popolo e per insediarvi la nostra eccedenza di popolazione (6).

4 – Può essere cittadino dello Stato solo chi sia connazionale. Può essere connazionale solo chi sia di sangue tedesco, senza riguardo alla sua religione. Nessun ebreo può essere quindi connazionale.

5 – Chi non è cittadino dello Stato deve poter vivere in Germania solo in veste di ospite e deve sottostare alla legislazione che regola il soggiorno degli stranieri.

6- Il diritto di influire sulla condotta e sulle leggi dello Stato può spettare solo al cittadino dello Stato. Per questo noi chiediamo che tutte le cariche pubbliche di qualsiasi genere, cioè del Reich, dei Länder o dei comuni, possano venir occupate solo dai cittadini dello Stato. Noi lottiamo contro il parlamentarismo corruttore, contro l’attribuzione di cariche in base a considerazioni di partito, senza tener conto del carattere e delle capacità.

7- Noi chiediamo che lo Stato si impegni ad aver cura in primo luogo di assicurare lavoro e possibilità di esistenza ai cittadini dello Stato. Qualora non sia possibile nutrire la popolazione dello Stato, già appartenenti ad altre nazionalità (cioè coloro che non sono cittadini dello stato) dovranno venir espulsi dal Reich.

8- Si dovrà impedire ogni nuova immigrazione di non-tedeschi. Noi chiediamo che tutti i non- tedeschi che sono immigrati in Germania dopo il 2 agosto 1914 vengano costretti a lasciare immediatamente il Reich.

9- Tutti i cittadini dello Stato devono possedere eguali diritti ed eguali doveri.

10- Primo dovere di ogni cittadino dello Stato deve essere quello di produrre spiritualmente e materialmente. L’attività del singolo non deve urtare contro gli interessi della comunità, ma deve applicarsi nel quadro della collettività per il bene di tutti.

Per questo noi chiediamo:

11- Abolizione del reddito ottenuto senza lavoro e fatica. Abolizione dei prestiti a interesse.

12- Considerando l’immane sacrificio di beni e di sangue che ogni guerra chiede al popolo, l’arricchimento personale per mezzo della guerra deve venir dichiarato delitto contro il popolo. Noi chiediamo quindi la confisca integrale di tutti i profitti di guerra. 

13- Noi chiediamo la statalizzazione di tutte le imprese associate (trusts) esistenti.

14- Noi chiediamo la partecipazione agli utili delle grandi imprese.

15 – Noi chiediamo una completa riforma delle previdenze per la vecchiaia.

16- Noi chiediamo che venga creata e conservata una sana classe media: che i grandi magazzini vengano subito comunizzati ed affittati a basso prezzo a piccoli commercianti; che si aiutino tutti i piccoli commercianti mediante le forniture allo Stato, ai Länder e ai comuni.

17- Noi chiediamo una riforma fondiaria adatta ai nostri bisogni nazionali, l’emanazione di una legge per l’espropriazione del suolo senza indennizzo per fini di pubblica utilità (7), l’abolizione dell’interesse fondiario e il divieto di ogni speculazione sui terreni.

18 – Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l’interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo, gli usurai, i profittatori ecc. devono essere condannati a morte, senza distinzione di confessione o di casta.

19- Noi chiediamo che il diritto romano, che serve il mondo materialistico, venga sostituito da un diritto comune germanico.

20- Lo Stato deve provvedere a una radicale riforma di tutto il nostro sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni Tedesco capace ed attivo di raggiungere un’istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. I programmi di studio di tutti gli istituti scolastici devono conformarsi ai bisogni della vita pratica. La comprensione del concetto di Stato deve venir diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l’intelligenza del fanciullo. Noi chiediamo che i figli dei genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, vengano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.

21 – Lo Stato deve provvedere a migliorare la salute pubblica, proteggendo la madre e il fanciullo, vietando il lavoro giovanile, rafforzando la prestanza fisica mediante l’istituzione di ginnastica e sport obbligatori, dando massimo appoggio a tutte le associazioni che si occupano dell’educazione fisica della gioventù.

22- Noi chiediamo che venga abolito l’esercito di mestiere e che venga formato un esercito di popolo.

23 – Noi chiediamo la lotta legale contro le menzogne politiche consapevoli e contro la loro diffusione a mezzo stampa. Per rendere possibile la creazione di una stampa tedesca noi chiediamo:

  1. Che tutti i redattori e collaboratori di giornali pubblicati in lingua tedesca debbano essere connazionali:
  2. Che i giornali non tedeschi debbano ottenere, per essere pubblicati, un’espressa autorizzazione dello Stato; e che non possano venir stampati in lingua tedesca;
  3. Che ogni partecipazione o influenza finanziaria su giornali tedeschi da parte di non Tedeschi venga vietata legalmente, e che la violazione di questa norma venga punita con la chiusura del giornale e con l’immediata espulsione dal Reich delle persone non tedesche implicate. I giornali che contrastano con l’interesse della comunità devono essere vietati. Noi chiediamo la lotta legale contro organizzazioni artistiche e letterarie che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale, e chiediamo la chiusura delle istituzioni che violano i principi sopra esposti.

24- Noi chiediamo la libertà di tutte le confessioni religiose entro lo Stato, in quanto esse non minaccino la sua esistenza o non urtino contro la coscienza morale della razza germanica. Il Partito, come tale, difende la concezione di un cristianesimo positivo, senza legarsi confessionalmente ad una determinata fede. Esso lotta contro lo spirito ebraico-materialista entro di noi e fuori di noi, ed è convinto che un durevole risanamento del nostro popolo può avvenire soltanto dall’interno, sulla base del principio: l’interesse comune deve prevalere sull’ interesse privato.

25 – Per attuare tutto questo, noi chiediamo che venga creato un forte potere centrale del Reich. Incondizionata autorità del Parlamento politico centrale su tutto il Reich e sui suoi uffici in genere. Creazione di camere sindacali e professionali per l’esecuzione nei singoli Länder delle leggi generali emanate dal Reich.

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I Capi del Partito promettono di lottare a fondo, se necessario esponendo la propria vita, per l’attuazione di questi punti». (8).

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RIFLESSIONI SULL’ITALIA DI OGGI GUARDANDO ALLA GERMANIA DI IERI.

La Germania esce perdente dalla prima guerra mondiale. L’impero termina e si passa ad una forma di governo repubblicano. La neo- istituita repubblica di Weimar, a conduzione socialdemocratica, cerca una soluzione autonoma per riprendere in mano e far crescere la propria economia attraverso una alleanza con l’Urss, ma viene subito bloccata dalla Fracia e dal Belgio che invadono la Ruhr, unica fonte per la Germania di approvvigionamento di materiali ferrosi e carbone.   

L’ Italia esce perdente dalla seconda guerra mondiale. Cerca di fare una sua politica autonoma, anche se in una situazione diversa da quella della Repubblica di Weimar, ma il caso Mattei (che era per inciso democristiano) è emblematico del fatto che c’è chi vuole condizionare l’economa italiana.

Con l’ingerenza occidentale straniera, in particolare degli Usa, nell’ economia e nella politica industriale, bancaria e finanziaria, si viene a creare sia nella Repubblica di Weimar allora sia in Italia, nel frattempo confluita nella Ue, ora, una situazione di governo in mano sempre più ad una oligarchia di destra che gestisce la politica interna, e che garantisce al resto dell’ occidente, Usa in particolare, che potrà continuare a fare affari, dando pure in mano privata i servizi pubblici e portando alla fame la popolazione residente, dato che l’economia non è più funzionale al welfare dei cittadini ma allo sfruttamento da parte di altri delle risorse. Ma per l’Italia semi colonia american- israeliana  vi invito a leggere il mio, sempre su www.nonsolocarnia.info:  Italia, guerra ibrida con alleati genocidi e corrotti, contro la Russia e la realtà. Verso la distruzione della Nazione Italia se non si cambia rotta.

La popolazione della Repubblica di Weimar, che ha subito due tracolli economici: uno nel 1923 ed uno nel 1929, come quella italiana ora, sempre più alla fame e strozzata anche dalla privatizzazione del sistema sanitario, nel caos, si disaffeziona ai partiti tradizionali (a Reggio Calabria è andato a votare il 22%!) che ritiene non abbiano portato a nulla di buono e inizia a guardare a formazioni di estrema destra, se promettono maggiore attenzione alle loro esigenze, senza coglierne il reale pericolo ma anche di fronte ad un vuoto istituzionale.

Meditiamo su questo, meditiamo, prima che sia troppo tardi. E il Pd si decida da che parte vuole stare perché è il Partito che ha distrutto la sinistra intera ed appare come un soggetto amorfo e privo di anima.

Ho riportato il programma nazista e la situazione venutasi a creare in Germania allora con l’andata poi al potere di Hitler, per far riflettere sui rischi che stiamo correndo in Italia  hic et nunc, di trovarci in mano alla destra estrema favorita dal governo Meloni che è una catastrofe oltre che, per dirla tutta, una macchietta, capace solo di fare gli affari propri;  per invitare il Pd a superare vecchie politiche tatticistiche che non portano a nulla ed a definire il suo programma, se ne ha uno, ed altrimenti invito la sinistra ad abbandonarlo perché è peggiore dei peggior PSDI  di un tempo ed è senz’ anima; per cercare di far capire a tutti che quando le folle sono alla fame, la porta per certe soluzioni estreme, non permesse dalla nostra carta, sono sulla porta e potrebbero anche esser sostenute, passo dopo passo, ma sempre più senza favore popolare,  anche da Meloni e dal suo governo, che garantiscono la continuità della politica padronale occidentale Usa – Israele nei nostri confronti e hanno più volte violato la costituzione ora anche impedendo la libertà di pensiero sul genocidio, le torture e gli orrori e persino i prelievi di sperma dai cadaveri e organi per chissà quali esperimenti di genetica che accadono a Gaza per mano israeliana (L’ Idf non è l’esercito di ignoti sionisti ma è l’esercito d uno stato preciso).

Ricordiamoci che l’avanzare dell’estrema destra in Europa ha più cause: la miopia dei partiti e dei nuovi ‘dux’ anche in gonnella che pasticciano qui e là senza avere alcuna visione politica che permetta ai loro cittadini di guardare in modo positivo al domani; la perdita del welfare e di diritti da parte dei cittadini; le oligarchie che sostituiscono rappresentanze partitiche plurime a confronto, la povertà, la miseria e l’angoscia che aumenta nelle persone.  E se erro in quanto scritto, correggetemi. Stiamo attenti, non si gioca con il fuoco. 

E per finire vi invito anche a leggere sempre su www.nonsolocarnia.info l’articolo che precede questo senza aver preso in ocnsiderazione il quale questo che ne è la continuazune non è comprensibile e che si intitola:

Storie che dovrebbero far riflettere anche ora. La Germania dopo la prima guerra mondiale.

e

Sassonia-Anhalt, trionfo Afd, partito dell’estrema destra. Ma chissà mai perché. Un racconto di Andrea Masala ci fa capire molte cose.

Laura Matelda Puppini

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Note.

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/Occupazione_della_Ruhr
  2. https://it.wikipedia.org/wiki/Renania e Augusto Camera, Renato Fabietti, Storia 3. Dal 1848 ai giorni nostri. Seconda edizione, Zanichelli ed., Bo, 1980, p. 306.
  3. Ibidem.
  4. Ibidem. 
  5. Ibidem. 
  6. Uno dei problemi che aveva allora la Germania era l’aumento vertiginoso della popolazione che, nella situazione politico. economica creatasi, non aveva neppure risorse alimentari per tutte le bocche da sfamare. Il censimento del 1900, avvenuto sotto l’impero tedesco, aveva rilevato una popolazione totale di 56.367.178 abitanti di cui 51.883.131 erano cittadini che parlavano la lingua tedesca come lingua madre, oltre a 252.918 bilingui tedeschi. La minoranza maggiormente presente era polacca (poco più di 3 milioni) seguita da quella francese. Ma il censimento del 1919 rilevava una popolazione residente nella Repubblica di Weimar pari a 60.898.584 residenti mentre per quello del 1925 essi erano quantificabili in 62.410.619. Pertanto, con meno risorse ed una forte crisi economica, la Germania di allora si trovava a dover sfamare oltre 2 milioni di persone in più rispetto alla fine della guerra. Ma l’aumento dei residenti in Germania non finì qui perché nel 1933 essi risultavano 65.362.115. (https://it.wikipedia.org/wiki/Censimento_della_popolazione_in_Germania).
  7. Nel riportare questi punti, qui Augusto Camera e Renato Fabietti precisano che, pur essendo l’enunciato chiarissimo, lo stesso Hitler, il 13 aprile 1928, precisò che il punto 17 del programma del N.S.D.A.P. (National Sozialistiche Deutsche Arbeiter Partei cioè Partito Operaio Nazional Socialista Tedesco) doveva esser correttamente interpretato e cioè: «poiché il N.S.D.A.P. riconosce la proprietà privata, ne deriva automaticamente che la frase “espropriazione senza indennizzo” si riferisce solo alla creazione di possibilità legali di espropriare, se necessario, quei terreni che siano acquistati in modo illegale o che non vengano amministrati in modo conforme all’ interesse nazionale. Ciò si riferisce quindi, anzitutto, alle società speculative ebraiche». (Augusto Camera, Renato Fabietti, op. cit., nota 2 p. 304).
  8. Augusto Camera, Renato Fabietti, op. cit., pp. 303-305. Fonte di riferimento citata a p. 305: B. Pagani, S. Pozzani, La Germania nel dopoguerra (1918- 1938), Milano, I.S.P.I. 1938.

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L’ immagine che accompagna l’articolo rappresenta la prima parte di un volantino su due pagine che riporta i 25 punti del programma hitleriano. La foto si trova su https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_del_Partito_Nazionalsocialista_Tedesco_dei_Lavoratori ed è tratta da http://histoire.museeholocauste.ca/en/timeline/nazi-path-power, in Italia è di uso comune e non soggetta a coyright. Probabilmente è un volantino stampato dallo stesso NSDAP in occasione della presentazione dei punti programmatici a Monaco il 24 febbraio 2020. L.M.P. 

 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/PROGRAM-1920-02-24_25-points-program_NSDAP_page1.jpg?fit=743%2C1024&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/PROGRAM-1920-02-24_25-points-program_NSDAP_page1.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniSTORIANell’ introdurre questi 25 punti del programma nazionalsocialista, enunciati il 24 febbraio 1920 in una birreria di Monaco la Hofbräuhaus, mi preme sottolineare che però il nazionalsocialismo andò al potere anche utilizzando ampiamente la violenza ma pure riscuotendo il favore popolare, successivamente, dopo il 1925, anno della morte del...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI