L’ intervento di Janine Van der Merwe a San Pietro al Natisone il 24 ottobre 2025.
Continuo qui i resoconti delle relazioni tenutesi a San Pietro al Natisone, nel corso dell’ incontro del 24 ottobre 2025 nel contesto delle attività per la montagna promosse nel ricordo di Enzo Cainero dai suoi amici universitari, da Andrea, suo figlio e dall’Uncem e raggruppate sotto il titolo: “ Montagne! L’eccellenza e la ricchezza dei territori della regione Friuli Venezia Giulia!».
Ho già riportato alcuni interventi da mie registrazioni e quello del generale Bruno Petti dai testi pervenutimi dall’Uncem, di cui pure questo, redatto dall’autrice, fa parte.

Janine Van der Merwe (Da: https://metodojan.it/janine-van-der-merwe/).
_________________
Janine Van Der Merwe ha quindi portato la sua esperienza di autrice, facilitatrice, formatrice nel contesto della crescita personale e co-fondatrice dell’Associazione “I Guardiani del Torre”.
In data 24 ottobre 2025, presso la sala consiliare del Comune di San Pietro al Natisone, si è tenuto l’incontro “Montagne! L’eccellenza e la ricchezza dei territori della regione Friuli Venezia Giulia”. Invitata da Alberto Pertoldi, in qualità di co-organizzatore dell’evento, ho portato la mia testimonianza dopo l’intervento del generale Bruno Petti.
Ho sottolineato il piacere della visione del video in cui si mostrava l’intervento di Enzo Cainero, pochi giorni prima della sua scomparsa. Un intervento ispirato e appassionato. La passione è un’emozione di base nel rapportarsi al proprio territorio e in particolare modo, in questo caso, alla tutela e allo sviluppo del contesto montano.
Sono arrivata in Friuli nel ‘78 dal Sud Africa grazie al mio nonno materno, originario di Borgo Cancellier, piccolo nucleo di case, ormai abbandonate, sulla strada che unisce Attimis a Subit.
Fin da piccola ho provato un viscerale amore per questi territori, in particolare modo per l’Alta Val Torre. Quest’amore ha preso forma vivendo per molti anni a Faedis, nel Canal del Ferro, vicino al torrente Grivò e, attualmente, a Sedilis, nei pressi del monte Bernadia, nel comune di Tarcento.
Sono co-fondatrice, insieme a mio marito Emanuele Portelli e ad altre persone amanti del Torre, dell’associazione “APS I Guardiani del Torre”. E ritengo che le associazioni di volontariato abbiano il compito di essere mezzo di relazione tra le istituzioni e i singoli cittadini.
Nel contesto montano, molto possono fare le associazioni di volontariato. Ho promosso un progetto scolastico di educazione ambientale proposto ai bambini della primaria delle scuole lungo l’asta del Torre.
Ritengo che un ritorno al vivere i contesti della montagna non parta solo esclusivamente dalla presenza di infrastrutture e servizi; sicuramente questi aiutano, ma è un processo spontaneo quando l’uomo riscopre il suo bisogno interiore di contatto con la natura. Per questo il progetto scolastico mira ai bambini che hanno ancora innata questa naturalità.
Abbiamo pubblicato un libro, donato gratuitamente ai bambini del progetto scolastico, con un racconto scritto da mio marito, in cui si sottolinea l’importanza del passaggio transgenerazionale di saperi e conoscenze tra nonni e nipoti.
Per deformazione professionale, lavorando nel contesto della risoluzione dei traumi a rilascio corporeo, ritengo il Friuli una regione traumatizzata, dal passato storico pregno di memorie ma anche di violenza e trauma. Tutto ciò ha portato questa terra a una forma d’isolamento che, per me straniera, era ben percepita in passato.
Nel tempo la regione si è aperta nell’accogliere anche con sovrastrutture di ricezione adeguate e ha investito molto sul turismo, aspetto di cui le zone montane e il terzo settore possono beneficiare.
Come “Guardiani del Torre” stiamo sviluppando progetti in tal senso, per le località lungo l’asta del torrente ma da proporre a tutti i comuni montani, la cui peculiarità dei luoghi e delle tradizioni va valorizzata e al contempo preservata.
Una delle criticità che percepisco urgente è l’affrontare il problema dell’overtourism. Il turismo inconsapevole di massa, promosso sui social per una foto su Instagram, è pericoloso per il turista stesso, per i luoghi che frequenta che sono da preservare e per gli abitanti stessi di quelle comunità. Ad esempio quest’estate abbiamo potuto osservare la degenerazione causata dall’overtourism: svariati incidenti avvenuti sia in Trentino che nella nostra regione.
In conclusione e in forma molto pragmatica, ritengo urgente che vengano attuate azioni da parte dei Comuni e della Regione a tale proposito, oltre il dare sostegno alle comunità. Ho portato l’esempio concreto dell’invasione che negli ultimi anni le cascate di Crosis a Tarcento e il torrente Vedronza, nel comune di Lusevera, stanno subendo.
28 ottobre 2025
Janine Van Der Merwe, Via 29 settembre 1944, 2 – Sedilis di Tarcento – 3339671992
_________________

San Pietro al Natisone. Foto di Laura Matelda Puppini. 24 ottobre 2025.
Di questo intervento, per quanto da me registrato e giunto, sottolineo la constatazione che “la passione può smuovere le montagne”, la sottolineatura data da Janine, venuta da fuori ad abitare qui, alla chiusura e forse iniziale diffidenza delle persone che vivono ancora le valli del Natisone ed il tarcentino chiedendomi però se anche decenni fa fosse così o se si respirasse, come in Carnia, pure uno spirito di comunità ed aiuto reciproco che ha, in certi casi, aperto frontiere e mescolato popoli. Del resto la stessa Janine ha detto di essere olandese, in parte scozzese, e per un quarto friulana. Ed è per questo che è giunta in Friuli: per quel suo nonno di Cancelier, borgo che ella mi ha detto esser stato formato da soldati francesi napoleonici sbandati, locato nei paraggi di Subit e andato poi perduto.
Janine ha detto pure di interessarsi di acque e di emozioni nel loro scorrere, del contratto di fiume per il Torre e di aiuto alla crescita personale per altri. Ed ha precisato di essere convinta che solo se si aiuteranno i bambini ad amare ed a percepire e cogliere la natura si potrà pensare che possano restare a vivere in ambiente montano. Infine ha sottolineato come le associazioni possano fare da ponte tra la popolazione e le istituzioni, due mondi che fanno fatica a comprendersi ed a comunicare. In sintesi comunicazione, percezione ed emozione fanno parte della nostra vita ed improntano le nostre scelte personali, non solo razionalità ed economia, ed anche di questo si deve tener conto.
Termino qui queste righe sull’intervento di Janine, a cui è seguito quello di Graziano Tilatti, Presidente di Confartigianato Imprese FVG.
La foto che accompagna l’articolo è una di quelle da me scattate il 24 ottobre 2025.
Laura Matelda Puppini
https://www.nonsolocarnia.info/l-intervento-di-janine-van-der-merwe-a-san-pietro-al-natisone-il-24-ottobre-2025/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/12/20251024_175327-scaled.jpg?fit=768%2C1024&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/12/20251024_175327-scaled.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Senza categoriaContinuo qui i resoconti delle relazioni tenutesi a San Pietro al Natisone, nel corso dell’ incontro del 24 ottobre 2025 nel contesto delle attività per la montagna promosse nel ricordo di Enzo Cainero dai suoi amici universitari, da Andrea, suo figlio e dall’Uncem e raggruppate sotto il titolo: “...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





Rispondi