La chiusura della chirurgia senologica a Tolmezzo, dopo esser stata seppur tardivamente contestata da sindaci e cittadini, è diventata oggetto di una raccolta firme che ha avuto ben 20.000 sottoscrizioni ed è stata sostenuta, da che mi si dice, anche da tre consiglieri di maggioranza. Insomma la richiesta di ripristinarla pare sia stata corale. Le motivazioni presentate sono state fatte proprie dalla minoranza in regione, che ha sottoscritto più considerazioni nel merito volte a criticare l’operato dell’ assessore Riccardo Riccardi. Ho ascoltato la sua risposta che, come il solito mi vien da dire,  è una non risposta, è una difesa/attacco personale, che ci parla più che altro dell’assessore e del suo modo di vedere il mondo senza entrare mai nelle questioni di fondo proposte.

Inoltre egli utilizza una tecnica vecchia come il mondo, si fa per dire: da ogni testo presentato dalla minoranza ha estrapolato una frase, a cui ha risposto secondo me ironizzando e facendo passare per quasi ‘minus habens’ chi le aveva sottoscritte, guardandosi bene dal prendere in considerazione l’insieme dei problemi posti. Ma questa destra italiana fa sempre così: non sa cosa significhi un dibattito democratico e tende a creare le condizioni per porre tutti davanti a cose fatte, senza possibilità di ritornare indietro, ma senza un minimo di programmazione che tenga conto di più variabili. Insomma è sempre la politica della giunta Fvg del ‘volli, volli, fortissimamente volli’ secondo me, i cui protagonisti mostrano a mio avviso insofferenza verso qualsiasi ‘ma’ di popolazione e minoranza, uniti nell’ immagine che hanno del nemico da combattere. E se erro correggetemi.

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Ma per ritornare all’assessore ed alla risposta data ai consiglieri di minoranza sulla chiusura di senologia di Tolmezzo avvenuta prima dell’ approvazione del piano oncologico, con quello che uno definirebbe un vero e proprio colpo di mano, sintetizzo qui quanto detto dall’assessore: Riccardi ha iniziato distinguendo coloro, per altro ignoti, che cercano di applicare una cultura di governo, che non si sa che cosa sia e che in Italia deve essere improntata alla Costituzione ed alla democrazia, e coloro a cui di detta cultura non frega nulla, che non si sa pure chi siano, in quanto temo appartengano ad un universo personale dell’assessore. Ma può essere il non comprendere limite mio, e mi scuso subito per questo.  

Quindi dopo aver sottolineato che egli non ha la presunzione di avere una cultura di governo, ma che ci mette, dal suo punto di vista preciso io, tutto l’impegno possibile per svolgere al meglio il compito affidatogli (per inciso da Fedriga), ha proseguito dicendo che come lui fanno i componenti della giunta che, infatti, preciso io, utilizzano lo stesso suo metodo decisorio, per lo più. E colpisce pure l’indifferenza e la noia che pare dimostrare Amirante, donna, seduta al fianco di Riccardi nel corso della sua risposta, quando si sta parlando di come l’assessore sta affrontando uno dei più importanti problemi femminili di salute. Ma andiamo avanti.

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Riccardi ha continuato, di fronte al consiglio regionale, dicendo che egli non si considera così presuntuoso da non prendere in considerazione le osservazioni della minoranza, ma semplicemente non le capisce, estrapolando una frase od un titolo dalle stesse. Eppure coloro, della minoranza, che hanno sostenuto la petizione tolmezzina sul riportare la chirurgia senologica a Tolmezzo, sono credo tutti laureati non minus habens, con tutto il rispetto anche per questi. Ma con le destre va a finire così: chi non è d’ accordo con loro o è un cretino o è un infido che trama nell’ ombra. E se erro correggetemi.

Ha quindi proseguito dicendo che, se la minoranza ha delle perplessità su di lui, anche lui però ha delle perplessità sulla minoranza, par di capire, e vorrebbe esternarle. Ma poi pare lasci cadere nel vuoto il discorso, perché subito dopo egli ha criticato frasi estrapolate quasi fosse un professorino in cattedra che critica i temi mal fatti di allievi non brillanti invece che un assessore a cui era giunta una petizione con 20.000 firme contro una specie di ‘golpe sanitario’, ammesso si possa chiamare così, antesignano ad una riforma ancora da fare.

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Ma andiamo per ordine. Riccardi, dopo aver asserito di aver letto ‘di tutto’ ma senza specificare nulla come ho già scritto, ha estrapolato dai contesti alcune frasi della minoranza e, con una sottolineatura a mio avviso particolare, se l’è presa con chi le aveva scritte. È partito da Mentil e Celotti, che gli avevano chiesto di fare chiarezza sull’argomento e ridare all’ ospedale di Tolmezzo quanto tolto un anno prima. E non avevano torto nel rivolgersi a Riccardi dato che egli aveva cancellato la chirurgia senologica a Tolmezzo, ove operava la stessa equipe di Udine e San Daniele, prima della nomina del direttore del piano oncologico regionale e del varo del piano stesso. E qualcosa anche poi deve essere accaduto se  detto referente, il prof. Fasola, non molto tempo dopo la sua nomina, si è dimesso dall’ incarico. ma su questo aspetto l’assessore Riccardi ha taciuto.   

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Non solo: Riccardi ha contestato ai due rappresentanti del Pd ed ad altri che la chirurgia senologica possa far parte della sanità territoriale. Ma qui si impone un discorso di carattere medico, che non entra, pare, nella logica assessorile e della giunta sempre silente nel merito: la presa in carico di un malato oncologico dalla diagnosi alle cure, che non può esser gestito a pezzi e da varie mani e teste, come pensa il dux della sanitá Fvg.

Inoltre, e questo lo dico io, che non sono un medico, all’assessore ma che mi informo prima di scrivere, anche il tumore al seno si presenta in modi e stadiazioni diverse, che implicano cure diverse anche a livello chirurgico e riabilitativo muscolare, e non so dove possano esistere chirurghi robot che solo operano senza aver conosciuto il caso prima, aver visto esami radiografici specifici pre operatori fatti da personale che poi però non può seguire il post operatorio perché affidato ad altri tramite magari due righe scritte, il che appare come il vivere un paziente come unicamente un corpo che passa sotto vari medici – robot. Pertanto il solo chirurgo come soggetto che taglia e stop senza un prima e un dopo mi pare una idea  del lavoro in sanitá piuttosto da operaio alla catena di montaggio, dove ognuno si occupa di una parte. e questo è più che mai discutibile in una situazione in cui, fra l’altro, mancano Mmg e quelli in servizio sono stracolmi di pazienti di vario tipo che non permettono loro di seguire i vari casi interessandosi realmente  e facendo un lavoro da trade d’union tra specialisti e pazienti. Ma poi l’assessore dovrebbe sapere che se risulta semplice per lui raggiungere con sms consiglieri anche di minoranza per esplicitare il suo pensiero personalissimo, da che si narra, non così facile appare la comunicazione tra Mmg e specialisti, spesso sconosciuti l’uno all’ altro, senza sapere neppure come raggiungerli. Pertanto una equipe chirurgica e conosciuta e vicina potrebbe davvero fare la differenza.

 Ma è anche vero che l’ idea dei grandi poli chirurgici iper specializzati era stata anche di Serracchiani – Telesca, poi accantonata per varie problematiche presenti. Ed allora vi erano ancora sufficienti Mmg in servizio.

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Inoltre il nostro caro assessore, di cui ancora un po’ sono costretta ad occuparmi più che dei miei figli, si è dimenticato che i pazienti sono persone, e questo è accaduto proprio a lui, che pare vedere ansiosi in ogni dove riempire i pronto soccorso e che sostiene il reparto di neuroscienze, quando mancano i medici di base. E ricordo che una donna privata di un seno parzialmente o totalmente, e piena di dolore per la parte tolta ma anche per la muscolatura lesa, ha bisogno di avere accanto i propri familiari o qualche amica per iniziare ad elaborare il lutto della perdita di una mammella, di una parte del suo corpo che può esser legata anche ad aspetti sessuali, ad un sentirsi vecchia ed altro. Ma come faranno i parenti delle donne operate o le amiche a raggiungerle ed assisterle se stanno lontano cento chilometri dal luogo di resezione del seno, senza neppure un costosissimo taxi in servizio e visti gli orari di visita a mezzogiorno o serali?

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Detto questo, operare in un centro, lontano da quello di residenza le donne della montagna, cancellando un servizio che c’era per concentrarlo in un luogo difficilmente raggiungibile, non risolve nulla anche perché in genere il tumore al seno è patologia nota e non rappresenta una operazione difficile come un trapianto, ma routinaria, tranne forse che in rarissimi casi.

Inoltre più si concentra in un polo, più in questo le liste d’attesa si allungano inevitabilmente, e bisogna avere un numero di letti sufficienti, oltre che personale infermieristico pubblico si spera, per poter operare con efficacia ed efficienza, pena dimissioni precoci per poter liberare un letto.  

E ricordo nuovamente che a Tolmezzo operava la stessa equipe che lo fa ancora a San Daniele e a Udine, e quindi bastava tener aperta la sala chirurgica tolmezzina facendo spostare, come accadeva, l’equipe per un paio di giorni o che ne so, a settimana, nel capoluogo carnico per eliminare problemi di sovraffollamento, pazienti itineranti in reparti altri per mancanza di letti (Cattinara docet!), e magari affrettate dimissioni con poi imprevisti rientri per complicazioni passando per il Pronto Soccorso, con magari ore di attesa.

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Non solo: avendo deciso l’assessore di spostare tutti i casi tolmezzini di cancro al seno per far raggiungere almeno ad un ospedale le cifre mirabolanti di casi in un anno consigliate dalle norme nazionali, che in questo caso gli stanno bene, mi par di dire, a differenza di quando intendono porre fine a gettonasti e privatizzazioni utilizzabili solo se non si trovano altre soluzioni, almeno così pare, egli non ha visionato dato alcuno per esempio sulle sale chirurgiche che a San Daniele non riusciranno a supportare l’ortopedia come ora, se si raddoppiano i casi di operabili al seno, rischiando di portare non un miglioramento ma un decadimento sia della senologia che dell’ortopedia. E vi garantisco che ho avuto fonte qualificata a dirmelo. Ma quando non si approfondiscono i problemi, non ci si confronta, ecc. ecc. finisce così. E se erro correggetemi.

Non intendo però qui continuare riportando le frasi sottolineate dall’assessore dai testi della minoranza perché sarebbe tempo perso, e riporto invece i tratti salienti del comunicato nel merito di Furio Honsell che dice cose ben precise, ricordando che anche l’oncologa Simona Liguori, consigliera regionale di Patto per l’Autonomia e Civica, ha sostenuto a spada tratta, con altri, la petizione tolmezzina, che ha trovato pure tre sostenitori di area leghista anche fra la maggioranza, mai citati però dall’arch. Riccardi.

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 “Salute. Honsell (Open): Difesa senologia Tolmezzo è difesa territorio.

Trieste, 11 dic – “Oggi in Consiglio regionale ho sostenuto la petizione La Carnia e l’Alto Friuli per la chirurgia senologica a Tolmezzo. Come Open Sinistra Fvg esprimiamo il massimo sostegno alle ragioni portate avanti dalle associazioni promotrici e al mantenimento dei servizi sanitari di prossimità, in particolare nelle aree montane e periferiche”. (…). “Questa petizione – prosegue Honsell – richiama l’attenzione su un punto essenziale: garantire continuità, qualità e sicurezza del percorso senologico anche a Tolmezzo, dove l’équipe chirurgica opera secondo gli standard della Breast Unit e ha ottenuto valutazioni positive a livello nazionale. Non esiste dunque alcuna giustificazione clinica o organizzativa per ridimensionare il servizio”.

“A pesare – sottolinea il consigliere – è la voluta mancanza di un’organizzazione del percorso senologico che consenta il riconoscimento di una Breast Unit multisede, soluzione pienamente prevista dai protocolli internazionali e perfettamente adeguata alle esigenze dell’Alto Friuli.
Questo immobilismo della Giunta regionale non solo non affronta il problema, ma finisce per mettere a repentaglio la sicurezza delle pazienti e l’equilibrio dell’intera rete ospedaliera montana, costringendo molte donne a percorsi di cura frammentati, più lunghi e penalizzanti”.

“La Regione – conclude il rappresentante di Open Sinistra Fvg – ha il dovere di valorizzare le competenze già presenti a Tolmezzo e continuare a garantire cure di qualità vicino ai luoghi di vita delle persone. Chiediamo che l’assessore alla Salute intervenga finalmente con chiarezza, sanando l’impasse ed evitando alle pazienti della montagna spostamenti inutili. Il servizio di senologia a Tolmezzo è un presidio fondamentale: difenderlo significa tutelare salute, dignità ed equità territoriale”. (https://www.consiglio.regione.fvg.it/pagineinterne/Portale/comunicatiStampaDettaglio.aspx?ID=928064).

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Affermazioni gravissime dell’assessore, con fonte Agenas, in consiglio regionale.

Per ritornare poi all’ intervento di Riccardi, se non erro venerdì scorso in consiglio regionale,  per giustificare l’eliminazione degli interventi chirurgici di senologia a Tolmezzo, quando si sa che dove non si opera è difficile che si possano mantenere specialisti chirurghi, egli l’ha giustificata anche con frasi gravissime relative alla qualità del servizio reso dalla stessa equipe nel capoluogo carnico rispetto alle altre due sedi.

Infatti egli ha sostenuto che Tolmezzo è significativamente sotto soglia, rispetto ai parametri numerici nazionali, e che l’Agenas ha detto che Tolmezzo è segnalata come una struttura dove fare un “holding attenzionato”, concetto che però non è proprio della sanità ma che viene utilizzato a livello aziendale. Infatti una ‘holding’ è una società che detiene partecipazioni di altre aziende, il che può essere solo se parti dell’ospedale di Tolmezzo sono passate a privati, ed attenzionata significa particolarmente controllata.

Ma spero che Agenas non abbia detto testualmente questo, perché sarebbe davvero grave non tanto per il controllo quanto perché si parifica un ospedale, si spera ancora partecipato totalmente pubblico, ad una holding, magari pensando di far fare al nosocomio carnico la fine di quello Spilimberghese. Attenzione carnici, alle parole dell’assessore, che io da tempo sostengo che se ne deve andare a casa.  

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Ma perché secondo Riccardi Agenas vuole attenzionare l’ospedale carnico? Relativamente al numero dei reinterventi per nuovi interventi di resezione, entro 120 giorni da un intervento chirurgico conservativo per un tumore maligno della mammella, perché si discosta troppo dal dato italiano.

Poi ha ripetuto nuovamente questo per chiarezza, ma quello che si capisce è che, essendo la stessa equipe che opera anche ad Udine e San Daniele quella che svolgeva l’attività chirurgica senologica nel capoluogo carnico, quando era a Tolmezzo non si sa perché programmava interventi conservativi che avrebbero dovuto esser demolitivi, con il risultato di dover rioperare entro 120 giorni le stesse donne. Ma se Agenas ha affermato questo, la stessa Agenzia, che non è il braccio operativo del Ministero come sostenuto da Riccardi ma una società privata operante nel settore pubblico, avrebbe dovuto interessare del fatto subito la Procura della Repubblica e lo avrebbe dovuto fare anche l’assessore, perché è aspetto gravissimo, anche a tutela delle prossime operate.

Se invece questo non consta, come mi dice qualcuno, se non dalle affermazioni dell’ assessore che ha ripreso, a suo dire, quanto sostenuto da Agenas, l’equipe operatoria senologica sia a Tolmezzo che a San Daniele ed Udine, prima della eliminazione della sede nel capoluogo carnico, dovrebbe denunciare Agenas e l’assessore, per diffusione di informazioni false e tendenziose. Perché è ora di finirla che Riccardi ci racconti solo quello che vuole lui, e certe affermazioni non sono tollerabili perché gettano discredito su un gruppo di professionisti che io ho sentito essere di tutto rispetto ed aver lavorato anche a Tolmezzo in modo professionale.  

Non solo: come il solito l’assessore ha continuato poi a ‘urlare’ le sue verità sulla stampa, ma non quest’ ultima considerazione, centrando sulla sicurezza. Ma che sicurezza vi è senza Mmg che segua, senza parenti vicino se si viene operate, in un luogo dove reparti rischierebbero di litigare per le sale operatorie e le liste di attesa diverrebbero lunghissime? Chiediamocelo. Inoltre: si vuole privatizzare in parte il nosocomio tolmezzino come Spilimbergo?  Attenzioneremo anche noi l’agire assessorile e del dg.

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Per ora mi fermo qui, augurandomi che finalmente Riccardi vada a casa, anche perché se sono vecchia io, ed in pensione, non mi pare giovanissimo nemmeno lui. Senza voler offendere alcuno, sulle fonti a me note, compresa la registrazione di quanto detto dal’assessore sul tema senologia a Tolmezzo questo ho scritto e grazie ai consiglieri di maggioranza e minoranza che hanno sostenuto la petizione. FORZA E GRAZIE CARNIA !!!!! SE CONTINUA COSÌ CON QUESTA GIUNTA MORIREMO, MA MORIREMO IN PIEDI!!!

 Laura Matelda Puppini

 P.S. Mi avvisa un lettore di non aver potuto condividere su facebook il testo a causa dell’immagine che un algoritmo che ovviamente non è pensante ha escluso per motivi ignoti. Essa rappresenta una donna che si palpa il seno per vedere se vi è qualche nodulo da indagare ulteriormente. Immagini sull’ autopalpazione del seno  dovrebbero venir diffuse urbi et orbi, come pratica da apprendere anche in età giovanile. Naturalmente poi se si evidenzia qualcosa si deve andare dal MMG, (se lo si ha) per un’ ecografia o mammografia, sapendo però che non tutti i noduli percepiti manualmente sono tumori. Comunque per favorire la diffusione dell’articolo cambierò l’immagine, che anni fa era ‘passata’ impunemente.  La nuova etica USA e Ue è diventata talmente puritana (roba da regina Vittoria) da vietare una immagine di palpazione al seno ovviamente senza reggiseno, altrimenti è inutile? Che orrore! L. M.P. 

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Ho tolto a malincuore l’immagine precedente che accompagnava l’articolo, già da me utilizzata senza problemi, per sostituirla con altra tratta da: https://www.sifweb.org/sif-magazine/articolo/tumore-al-seno-o-carcinoma-mammario-cos-e-e-quali-prospettive-terapeutiche-ha-oggi-2020-09-24. Per una informazione di base, l’articolo di Ambra Grolla da cui è tratta l’immagine, intitolato: “Tumore al seno (o carcinoma mammario): cos’è e quali prospettive terapeutiche ha oggi?” a me pare interessante. L.M.P.

 

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