La telenovela della ‘Rete oncologica regionale FVG”. Informazioni da Walter Zalukar.
Non sapete miei cari lettori quanto vorrei occuparmi di storia, di aspetti culturali ed ambientali della mia terra e non solo, di etica, di ecumenismo, di storie, leggende favole, bambini, ed invece mi sento in dovere di affrontare temi civici di alto spessore e che interessano tutti, come quello della rete oncologica regionale ed altri legati alla sanità perché DALL’ORGANIZZAZIONE SANITARIA DIPENDE LA NOSTRA SALUTE E VITA. E QUI SIAMO MALE, MALISSIMO, E NON LO DICO SOLO IO.
Quindi riparto dal quesito postomi nell’articolo precedente su quale sia il Piano oncologico regionale in Fvg: se quello approvato dalla giunta nel 2019, se quello biennale relativo al 2025 – 2027, criticato da alcuni, tenendo conto che vi è, pure, un altro documento relativo al piano oncologico stilato da Arcs che si intitola: “Attuazione regionale del Piano oncologico Nazionale 2023- 2027 – PON e accesso ai finanziamenti del Fondo di cui all’ art.4, c. 9 bis, del d.l.n. 198/2022 Linee strategiche di sviluppo e attività regionali individuate ai sensi dell’ art.2 del testo dell’emanando decreto del Ministero della salute di cui all’ intesa Stato- Regioni n. 240CSR del 19 ottobre 2023, in arcs.sanita.fvg.it/media/uploads/2025/07/15/attuazione-regionale-del-piano-oncologico-nazionale-2023-2027-pon.pdf. Detto documento, È STATO ALLEGATO ALLA DELIBERA GIUNTALE n. 1845 del 23 novembre 2023, ma pare sia stato pubblicato solo il 15 luglio 2025. Ma il non capire questo sfasarsi di date può essere limite mio.
E a questo punto siamo, si fa per dire, alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, anche se l’ultimo testo è specifico e breve, e un assessore che sposa questo modo di procedere in materia così delicata, secondo me, e lo dico spassionatamente, DOVREBBE ANDARSENE A CASA, e dovremmo porci anche qualche domanda su come fa la GIUNTA REGIONALE AD APPROVARE TUTTO, senza porre domanda alcuna, pare. Ma se erro correggetemi. E spero che non si intenda produrre un piano oncologico al mese, ma già così, par di capire che l’assessore e gli uffici preposti non abbiano compreso la serietà del problema. E se erro correggetemi.
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IL PIANO ONCOLOGICO REGIONALE È QUELLO DEL 2019, MAI APPLICATO E VALIDO ANCHE ORA. RIPORTO QUI DUE INTERVENTI DEL DOTT. ZALUKAR ALLORA CONSIGLIERE REGIONALE SUL RITARDO DELL’APPLICAZIONE DELLO STESSO.
Per comprendere qualcosa sul Piano Oncologico regionale Fvg, su cui non capivo più nulla, mi sono rivolta al dott. Walter Zalukar, il quale mi ha confermato che il Piano Oncologico Regionale è quello del 2019, a cui mancava, ancora nel 2022, solo il direttore per il coordinamento della ROR, per attuarlo. E mi ha inviato tre interventi che egli aveva fatto sul perché il Piano Oncologico del 2019 non fosse stato ancora preso in ocnsiderazione, visto che datava 2019.
Riporto qui due interventi già pubblicati allora, del dott. Walter Zalukar, che ha rivestito in sanità cariche di prestigio e a finire è stato direttore, fino al pensionamento, del Pronto Soccorso di Cattinara.
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WALTER ZALUKAR. LETTERA PUBBLICATA DA QUOTIDIANO SANITÀ – 2022.
«Gent.mo Direttore,
La rete oncologica regionale è lo strumento di organizzazione clinica per la presa in carico dei malati con tumore. Serve a migliorare l’offerta di cura garantendo innanzitutto equità di accesso ai servizi, appropriatezza, multidisciplinarietà di approccio, efficiente uso delle risorse in campo (tecnologiche, professionali) con l’obiettivo di porre al centro il paziente.
Nel novembre del 2019 la Giunta regionale istituisce con la DGR n. 2049 la Rete Oncologica Regionale (ROR) recependo l’Accordo Stato-Regioni su questo tema. Il provvedimento regionale è di apprezzabile qualità, snello, operativo, incisivo e fa presagire il cambio di passo necessario a questa delicata e complessa area clinica.
Poi qualcosa si inceppa e la rete non parte. Per intenderci: non è che va a rilento o trova ostacoli, proprio non parte. E infatti l’Indagine nazionale di Agenas – l’Agenzia nazionale della salute – sullo stato di attuazione delle Reti oncologiche del giugno 2021 boccia pesantemente il FVG, maglia nera italiana nella realizzazione della ROR, una figuraccia. Ma pazienza la brutta figura, qui si tratta di organizzare al meglio le cure per i malati di tumore.
Ricordiamo ben due interrogazioni che chiedono conto dell’attuazione della ROR: una del maggio 2021 e una dello scorso mese del Consigliere Ussai.
Leggiamo dunque le Linee per la gestione del SSR 2022 e di azioni utili ad attivare la rete troviamo poco o nulla. Alla voce “rete oncologica” si ritrovano in una sorta di copia-incolla gli stessi adempimenti già previsti ormai quasi tre anni fa. Insomma: si scrive quello che si è scritto di fare e che sarà fatto quando…sarà fatto. Il teatro dell’assurdo, la ROR come il Godot di Beckett.
Si, è vero, nelle Linee di gestione, complessivamente permeate dalla riproposizione di azioni trite e ritrite, si trovano anche progetti importanti per l’area oncologica, ma anche questi, se avulsi da un sistema regionale dell’oncologia, rischiano di perdere forza, di essere delle fiammate nella notte ed è un peccato perché ci lavorano tanti professionisti ad altissimo livello. E penso soprattutto all’oncologia di precisione che punta a ricercare soluzioni mirate e personalizzate nella cura dei tumori, il futuro.
Concretamente e andando con ordine. La DGR chiede di nominare un Direttore che coordini la ROR. Come mai questa nomina non è stata ancora fatta (dopo 3 anni!)? Come si può pensare di gestire una rete complessa di mezzi tecnologici e di alte professionalità senza un responsabile e una struttura capace e organizzata?
Su tutto, la realizzazione della ROR è fondamentale non solo per la qualità dell’oncologia nel presente, ma per l’oncologia del futuro, anche immediato. La brutta bocciatura di Agenas sulla realizzazione delle ROR in FVG non mette in discussione la qualità dell’oncologia regionale, ma evidenzia l’incapacità politica e amministrativa.
È solo attraverso un sistema a rete che si stabiliscono piani terapeutici personalizzati, che si utilizzano le appropriate tecnologie in un contesto Hub&Spoke, che si garantisce davvero una second opinion, che l’equità di accesso alle cure viene facilitato, che i dati vengono trattati in modo da essere utili agli studi clinici, che si realizza un approccio multidisciplinare con al centro il paziente e che emergono le buone pratiche. A tutto questo serve la ROR. Ma non basta scriverlo e spuntarlo dall’agenda politica come “fatto”.
E non si accampi la scusa del Covid perché non sta in piedi. Qui si trattava di portare avanti degli adempimenti organizzativi che nulla avevano a che fare con l’attività clinica. Si trattava di leggere, studiare, rielaborare con spirito costruttivo e, perché no, anche aziendale. Evidentemente tutte capacità che sembrano smarrite.
Trieste 16/3/2022.
Walter Zalukar – Consigliere Regionale FVG – Gruppo Misto – Già Direttore DEA e SC Pronto Soccorso – Azienda ospedaliero universitaria di Trieste».
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Quindi Walter Zalukar aveva chiesto, con una interrogazione a risposta immediata, il 28 aprile 2022 all’Assessore come mai 2 anni prima, con delibera di giunta regionale n 2049/19, era stata istituita la rete oncologica regionale e ancora non si vedeva all’orizzonte alcuna ROR, tanto che, nel 2021 l’Agenas aveva bocciato proprio su questo il Friuli Venezia Giulia, perché detta rete non era stata attivata. E domandava quindi all’assessore come mai la rete fosse ancora ferma, non occorrendo precisare quanto fosse importante una rete del genere, e non era stato ancora costituito il Coordinamento per attivare la rete. (Dalla registrazione della interrogazione posta il 28 aprile 2022 del dott. Walter Zalukar a Riccardo Riccardi assessore alla sanità, da me Laura Matelda Puppini trascritta ed inviatami dal noto medico triestino). Quindi mi ha spedito anche il comunicato da lui steso sulla risposta datagli dall’assessore.
«WALTER ZALUKAR. COMUNICATO STAMPA SU IRI – ROR – 28 APRILE 2022.
“LA RETE ONCOLOGICA REGIONALE ANCORA NON PARTE”.
Interrogato sul perché la Rete Oncologica Regionale, istituita nel novembre del 2019, non è ancora attiva in FVG, l’Assessore alla salute continua a dare “non risposte”.
Mi spiego per punti:
1) Ricordo che la rete oncologica regionale è lo strumento di organizzazione clinica per la presa in carico dei malati con tumore. Serve a migliorare l’offerta di cura garantendo innanzitutto equità di accesso ai servizi, appropriatezza, multidisciplinarietà di approccio, efficiente uso delle risorse in campo (tecnologiche, professionali) con l’obiettivo di porre al centro il paziente.
2) Per attivarla occorre nominare un Direttore che la coordini. È intuibile, infatti, che non è pensabile gestire una rete complessa di mezzi tecnologici e di alte professionalità senza un responsabile e una struttura capace e organizzata.
Ciò detto, l’Assessore elenca i risultati di performance dell’oncologia regionale, in particolare quelli relativi agli screening, ma non spiega perché, dopo aver istituito sulla carta la ROR, si ostina a non farla partire nella realtà.
Nonostante i dati annunciati dall’Assessore non più tardi di un anno fa l’Indagine nazionale di Agenas sullo stato di attuazione delle Reti oncologiche del 2021 ha bocciato pesantemente il FVG, maglia nera italiana nella realizzazione delle ROR.
La realizzazione di queste reti è fondamentale non solo per la qualità dell’oncologia nel presente, ma per l’oncologia del futuro. Non è sufficiente che nelle Linee di gestione si rinvengano progetti anche importanti per l’area oncologica, perché anche questi, se avulsi da un sistema regionale dell’oncologia, rischiano di perdere forza, di essere delle fiammate nella notte ed è un peccato perché ci lavorano tanti professionisti ad altissimo livello. E penso soprattutto all’oncologia di precisione che punta a ricercare soluzioni mirate e personalizzate nella cura dei tumori, il futuro.
È solo attraverso un sistema a rete che si stabiliscono piani terapeutici personalizzati, che si utilizzano le appropriate tecnologie in un contesto Hub&Spoke, che si garantisce davvero una second opinion, che l’equità di accesso alle cure viene facilitato, che i dati vengono trattati in modo da essere utili agli studi clinici, che si realizza un approccio multidisciplinare con al centro il paziente e che emergono le buone pratiche. A tutto questo serve la ROR. Ma non basta scriverlo e spuntarlo dall’agenda politica come “fatto” o liquidare come meri adempimenti burocratici la nomina di un Direttore e la costituzione di una struttura così importanti.
Walter Zalukar – Consigliere Regionale FVG – Gruppo Misto – Trieste, 28 aprile 2022.
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Che dire, che fare? Non lo so e, nel riportare questi testi solo a livello informativo, dico che non si può andare avanti così in sanità, non si può mentre, fra l’altro, si danno pure parti del sistema sanitario regionale pubblico, che funzionava bene, in mano ai privati, con tutti i vantaggi per loro e spese ulteriori per noi. Moralmente non si può, secondo me, eticamente non si può perché va di mezzo la vita e la salute dei cittadini. E comunque, sia come sia, il Piano per la rete oncologica regionale del FVG è quello del 2019. E il dott. Riccardi aveva detto al dott. Zalukar, in sede di interrogazione, che entro il 2022 sarebbe andato avanti nella realizzazione del piano della ROR. Ma po isi è giunti a fine 2024. Ed ora siamo a fine 2025 per vedere solo tagli ed accorpamenti e tentare di portare, pare, il Cro di Aviano nella sanità in toto dipendente dalla Regione, con chissà che esiti, che era una vecchissima idea, fra l’altro.
Laura Matelda Puppini
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