«Come si fa a non capire che la Salute Pubblica ha priorità su tutto? Al di là del diritto Costituzionale sancito nell’art. 32 di TUTELA della Salute, considerate semplicemente il buon senso che ci è stato trasmesso dalla tradizione popolare ” Quando c’è la Salute c’è tutto” ! Questo saggio detto non nasce per caso: se ci pensate bene ha il suo perché nella realtà. Se stai in Salute puoi lavorare e produrre, puoi fare vita sociale, puoi frequentare la scuola, puoi girare il mondo, puoi fare sport, puoi fare attività politica, sindacale, impegnarti nel sociale, puoi consumare e far girare l’economia, così cara ai finanzieri e a Confindustria!

Allora , personalmente non capisco proprio i negazionisti, ma non capisco nemmeno le azioni di governo nazionale e regionale.
Avete avuto 7 mesi di tempo per agire, per fare quello che serve! Avete agito solo in termini d’emergenza senza risolvere i problemi strutturali della Sanità Pubblica e state continuando a farlo!

Da più parti è stato detto che manca il personale, che mancano i posti letto, che mancano i Piani Pandemici, che andava implementato il territorio, con i servizi di prevenzione in primis, ma niente, sono stati presi sempre e solo provvedimenti emergenziali, le assunzioni sono state fatte a tempo determinato, per tutte le figure professionali, i posti letto non sono aumentati, ma sono aumentati di nuovo i reparti Covid, spostando il personale e lasciando ancora più in difficoltà il Servizio Pubblico, che non riesce ad effettuare le visite e gli interventi per le altre patologie, demandando al privato convenzionato sempre di più! Avete interpellato tutti, tranne coloro che tutti i giorni svolgono il proprio ruolo clinico e che hanno il polso della situazione, non avete interpellato un esperto di maxiemergenze, e l’epidemia da COVID 19 è una maxi emergenza da rischio Biologico!

Il lockdown ha funzionato, certamente, ma nel frattempo non avete posto in essere tutte quelle cose che servivano e che ho elencato. E siamo punto e a capo, file chilometriche di 8-12 ore nei drive-in, file chilometriche al triage degli ospedali per i pazienti, ma anche per noi del 118, con le nostre ambulanze che fungono da astanteria! E intanto, se le ambulanze pubbliche sono così impegnate, per garantire il resto delle emergenze si ricorre alle cosiddette ambulanze spot, cioè all’implementazione delle ambulanze private, con personale sfruttato, precario e ricattabile!

Ma fate un atto di coraggio, perdinci! Fate quello che serve davvero!
Io non sono nessuno, ma ho a cuore la Salute Pubblica, così come tutti i Colleghi e tutto il personale Sanitario che si sta adoperando, come al solito, oltre ogni limite, ma questo limite rischia di essere superato e quando ci ammaleremo anche noi, su chi potete contare? O sperate nell’immunità di gregge anche voi?

Francesca Perri, responsabile Sanità Risorgimento Socialista»

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Francesca Perri.

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FRANCESCA PERRI SOSPESA PER UN MESE DAL SERVIZIO PER AVER CONTESTATO LA CARENZA DI PROTEZIONE PER IL 118. IL DIRITTO DI PAROLA NON ABITA PIÙ QUI?

Avviso inoltre i lettori che la dott. Perri  «è stata sospesa per 30 giorni, senza stipendio, per avere contestato la carenza di dispositivi di protezione individuale del 118. Va ricordato che la libertà di opinione è uno dei capisaldi della democrazia sancita dalla nostra Costituzione. Invece che ascoltare le richieste di chi ogni giorno in condizioni difficili fa il proprio lavoro correndo dei rischi, si procede con atti autoritari. Siamo al fianco di Francesca e delle organizzazioni sindacali nel respingere ottusi provvedimenti punitivi nei confronti di chi vuole solo fare meglio il proprio lavoro al servizio degli altri.» (Comunicato di solidarietà a Francesca Perri di Sinistra Italiana Roma).

Alla dottoressa Perri è giunta pure la solidarietà di Anaao Assomed ed altri. Ma così va il mondo nelle ora Aziende: si lascia a casa un medico che ha semrpe lavorato bene nel settore di emergenza urgenza in una situazione come questa, tra l’altro, perchè ha osato parlare e dire qualcosa mesi fa.

Questo il comunicato stampa COBAS Sanità Università e Ricerca contro la sospensione della compagna Francesca Perri, dottoressa dell’ares 118.

«MENTRE dobbiamo continuare a misurarci isolati e confusi con il COVID, MENTRE, quanto subito e sopportato dai/dalle cittadin* durante il lockdown, non ha prodotto nessun cambiamento sull’emergenza strutturale della sanità pubblica, MENTRE i territori hanno continuato ad essere sempre più svuotati di strumenti di prevenzione e di risposte ai bisogni/desideri collettivi di salute in una logica perversa e ospedalocentrica, MENTRE il personale sanitario e le tante decantate assunzioni degli “eroi” continuano ad essere a tempo determinato e esternalizzate, MENTRE i tanti finanziamenti arrivati e che devono arrivare per la sanità pubblica continuano ad essere pilotati sostanzialmente verso i privati,
LA ARES 118 SOSPENDE PER 30 GIORNI SENZA STIPENDIO UNA LAVORATRICE PER UNA INTERVISTA FATTA AL TEMPO, IL 6/4/2020, SULLA CARENZA DEGLI ORGANICI E DEI PRESIDI DI PROTEZIONE IN PIENA EMERGENZA COVID.
La sua unica “colpa” è aver dato i dati reali e detto la VERITA’ sulle condizioni di lavoro e di assistenza che per loro si traduce in “aver tenuto un comportamento lesivo all’immagine dell’azienda”.
UNA REPRESSIONE STRUTTURALE E SEMPRE PIU’ FEROCE CONTRO CHI LOTTA, LAVORA, VUOLE UNA SANITA’ PUBBLICA, UNIVERSALE, LAICA, GRATUITA, UMANIZZATA E EFFICACE AL DIRITTO ALLA SALUTE.
Ma non è certo una novità…
E come DIMENTICARE i due lavoratori dello Spallanzani, il lavoratore del Policlinico di Roma che ne ha subite due di sospensioni e tutti coloro che negli ospedali pubblici, nelle strutture private, nelle RSA, hanno avuto la dignità di denunciare come erano costretti a lavorare prima e durante il COVID e come la sicurezza NON È e NON mai stata garantita a loro, ai degenti, agli utenti…
E come DIMENTICARE tutti coloro che hanno pagato, troppo spesso, con la vita le scelte politiche, il menefreghismo, l’incapacità gestionale di responsabili regionali e di dirigenti ASL, con la connivenza di padroni, sindacati, assicurazioni, multinazionali farmaceutiche …
E come DIMENTICARE le contraddizioni, le bugie, gli errori di chi avrebbe dovuto garantirci informazioni, sicurezza, salute invece di promuovere la svendita e la mercificazione dei nostri corpi e menti a favore del profitto e di una sanità ormai principalmente privatizzata.
PER QUESTO CI MOBILITEREMO PER NON LASCIARE SOLA FRANCESCA E TUTT* COLORO CHE SAPRANNO E VORRANNO FAR PREVALERE LA LORO DIGNITA’, PROFESSIONALITA’, LIBERTA’ DI PAROLA E DI PENSIERO CONTRO OGNI AGITO REPRESSIVO E OGNI TENTATIVO DI ANNIENTAMENTO.
Federazione Cobas, Sanità, Università e Ricerca   – Ottobre 2020».
Dal profilo facebook di Stefania Zuccari:
«Solidarietà a Francesca Perri, compagna medico dell’emergenza, raggiunta da provvedimento disciplinare che ne ha decretato la sospensione dal lavoro per 30 giorni senza stipendio per aver detto in un’intervista che l’azienda 118 dove lavora non forniva sufficiente protezione ai lavoratori durante i mesi peggiori della pandemia.
Francesca, oltre a battersi quotidianamente per una sanità pubblica e gratuita, è un medico in prima linea dall’inizio della pandemia, una dei tanti “eroi” che diventano lavoratori da colpire quando decidono di non tacere e di denunciare le condizioni cui sono costretti loro stessi e gli utenti della sanità.
Grazie Francesca per il tuo impegno e la tua passione professionale e politica: questo provvedimento dimostra la inconsistenza delle loro ragioni di fronte al gigante che sei».
Comunicato Anaao Assomed di sostegno a Francesca Perri.
«Aveva contestato la carenza di Dpi. Francesca Perri (Anaao Ares 118) sospesa senza stipendio per un mese. La protesta del sindacato “Un ulteriore attacco alla libertà di parola che, in un Paese democratico, non può essere tollerato”, commenta il segretario Anaao Lazio Guido Coen Tirelli, facendo sapere che il sindacato sarà al fianco di Perri “nella difesa della libertà di parola e dei diritti che un Rappresentante Sindacale ha di esplicitare pubblicamente ciò che è pericoloso per i Cittadini tutti in tutte le sedi”.

12 OTT – Sospesa per 30 giorni, senza stipendio, per avere contestato la carenza di disposizioni di protezione individuale del 118. Il provvedimento disciplinare che è stato comminato alla rappresentante Anaao Assomed dell’Ares 118 di Roma, Francesca Perri. “Un ulteriore attacco alla libertà di parola che, in un Paese democratico, non può essere tollerato”, commenta il segretario regionale Anaao Lazio, Guido Coen Tirelli, che in una nota dà notizia dell’accaduto.

“La D.ssa Francesca Perri – evidenzia Tirelli – ha dichiarato il vero, tra l’altro già denunciato dalla scrivente Associazione Sindacale in data 16 marzo 2020 con un Esposto alla Procura della Repubblica oltre che agli Uffici Territoriali del Lavoro Provinciali e, successivamente, con diffida alle Aziende Sanitarie in data 23 marzo 2020″.
Il segretario Tirelli esprime quindi la solidarietà dell’Anaao nei confronti della dottoressa Perri: “Saremo al suo fianco nella difesa della libertà di parola e dei diritti che un Rappresentante Sindacale ha di esplicitare pubblicamente ciò che è pericoloso per i Cittadini tutti in tutte le sedi”. (https://www.quotidianosanita.it/lazio/articolo.php?articolo_id=88722).

FRANCESCA PERRI HA TUTTA LA MIA SOLIDARIETÀ.
COSÌ SI FINISCE CON LA SANITÀ A GESTIONE ‘AZIENDALE’? 

L’immagine che accompagna l’articolo ritrae il medico di 118 Francesca Perri.

Laura Matelda Puppini

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