Leggo distrattamente alcuni articoli da Quotidiano Sanità, che ci sta informando, ultimamente, in particolare sull’azione governativa del Ministro Lorenzin, ed altri sul Messaggero Veneto relativi alla salute e penso e medito su alcuni aspetti.

Diminuisce l’aspettativa di vita a livello regionale e nazionale.

Uno dei dati che già mi aveva colpito è la diminuzione di aspettativa di vita in Fvg, come anche a livello nazionale ove si segnala che ora i maschi potrebbero morire mediamente a 80,1 anni mentre le femmine possono raggiungere ancora gli 84,7 anni, ma si vive meno di prima. (Cfr. Rapporto Osservatoriosalute 2015, di cui tratta anche: “Salute, cala l’aspettativa di vita. Italia fra ultimi Paesi Ue in spesa per prevenzione“, in: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2016/04/26/news/).  Inoltre pare proprio che vi siano fattori sociali che permettono ad alcuni di vivere mediamente più a lungo.  (Cfr. Disuguaglianze e speranza di vita, in: http://www.istat.it/it/ ed altre rilevazioni statistiche 2015 e 2016 sempre in http://www.istat.it/it/). Che noi donne potessimo esser anche più longeve degli uomini non è una novità.

«Friuli Venezia Giulia. L’aspettativa di vita scende anche tra Udine e Pordenone, Gorizia e Trieste. Per gli uomini si attesta a 79,9 anni (il peggior risultato del Nord Italia alla pari del Piemonte), mentre per le donne arriva a 85 anni» – ci informava Maurizio Cescon nel suo: Cala anche in Fvg l’aspettativa di vita, ma bene sport e sanità, in Messaggero Veneto 27 aprile 2016. Mentre mi chiedo come si possa morire prima rispetto ad anni fa ad esser “bene” la sanità, che però è uno di quei misteri che chiederò di spiegarmi  direttamente a Tommaso Cerno, direttore del Messaggero Veneto, semmai lo incontrassi, scopro che i cosiddetti ed anonimi esperti hanno sentenziato che la causa è la mancata prevenzione, in che termini non si sa. Infatti una affermazione del genere dovrebbe essere suffragata da dati incrociati, fra assenza di una pratica precisa di prevenzione e la morte. In sintesi si dovrebbe dimostrare che sono morte di più donne di cancro al seno o al collo dell’utero e che sono in aumento le morti maschili per cancro al colon. Ma io che ho poca fede negli esperti se non forniscono dati precisi e li incrociano temo non sia così, e che questo sia un modo per dare sempre la colpa al paziente e “lavarsi l’anima”, come si suol dire, da parte di politici ed altri soggetti. 

Fvg. Mille scomparsi in più in solo 8 mesi. Ma sarà davvero causa di Chernobil? Io dubito.

Il 3 gennaio 2016, sempre Maurizio Cescon ci informava che nel primo semestre del 2015 si registravano mille decessi in più che nello stesso periodo del 2014 nel Friuli Venezia Giulia, attribuendo l’impennata di morti ad un non ben precisato “Effetto Chernobil”. (Maurizio Cescon, In Fvg impennata della mortalità: tra le ipotesi l’effetto Chernobyl, in Messaggero Veneto 3 gennaio 2016). Dopo aver letto detto pezzo, mi sentivo solo di convenire con l’articolista sul fatto che ci sono stati, in Friuli Venzia Giulia, «Mille scomparsi in più in soli otto mesi: come se avessimo perso, in modo del tutto inaspettato, un paese che ha la popolazione di Ampezzo. E un aumento secco del 10 per cento, che è un fatto statisticamente molto rilevante. A livello nazionale l’incremento è stato ancora più accentuato, pari all’11,3 per cento». (Ivi). Ma comunque Cecon precisa, pure, che «In tutta Italia, sempre tra gennaio e agosto 2015, vi sono stati 45 mila defunti in più del 2014, un numero davvero impressionante» (Ivi). Non passa però pare ad alcuno per la mente di vedere se i tagli alla sanità, già iniziati nel 2014,  abbiano provocato in qualche modo questa impennata di decessi, e se si stia volgendo verso poco radiosi futuri. Infatti non si può attribuire la causa del numero maggiore di decessi a effetti a lungo termine di radiazioni senza uno straccio di dato.

Per fortuna il dott. Conte, medico, precisa …

Per fortuna il dott. Conte precisava che: «Fattori che contribuiscono alla mortalità sono anche inquinamento, crisi e invecchiamento generale sempre più marcato. «[…] alti livelli di smog comportano una maggiore incidenza di malattie respiratorie, è un elemento accertato da innumerevoli studi. Quindi se l’aria è più pulita stiamo sicuramente meglio e rischiamo di meno.  (…). Abbiamo recuperato – prosegue – anni alla vita, ma non vita agli anni. Il miglioramento della qualità non si è verificato, basti vedere quanti pazienti non autosufficienti ci sono nelle case di cura o nelle case di riposo. Infine la minore disponibilità di denaro spinge i cittadini, in particolare chi appartiene a classi meno agiate, a trascurare la propria salute (…). Chi deve comunque pagare un ticket per un esame o deve fare una visita specialistica, tende a rimandare l’appuntamento, se non ha sufficienti capacità economiche. Ho sentito una madre chiedere a un medico se un ulteriore approfondimento diagnostico che aveva consigliato per suo figlio era proprio necessario. Ma così si aumenta solo il rischio». (Ivi).

Se non si migliorano le condizioni di vita ed ambientali si muore di più, se si tolgono medici e servizi alla sanità per fare cassa pure, penso io. Ma cosa volete che sia … 

Intanto l’ Assessore Telesca, con mille morti in più in regione, dona 7 milioni e mezzo di euro in più ai dirigenti ass …

E mentre da tempo i pochi giornalisti non filo governativi ed altri si rovinano le dita a forza di scrivere che la gente, fra mille complicazioni burocratiche, mancanza di denaro, tempi lunghissimi di attesa, non va più dal medico, la dott. Maria Sandra Telesca, Assessore alla salute, ci informa che secondo lei in F.vg. si potrebbe morire di più a causa dell’età (siamo tutti vecchi) e dell’influenza, (Elena Del Giudice, Impennata di decessi:1.121 in più nel 2015. «Ma non è allarme», in Messaggero Veneto  22 maggio 2016), ammettendo, però,  parallelamente, non si sa nella realtà il perché di questo aumento di decessi, in quanto «mancano le cause di morte, di cui non sono disponibili i dati».  Alla giornalista Del Giudice, ammesso che il titolo sia suo, chiederei poi volentieri perché non dovremmo essere allarmati in Fvg..

Ed un altro aspetto mi preoccupa particolarmente. Ci hanno detto e ripetuto all’infinito che i soldi per la sanità non ci sono. Ma ora … Leggo, allibita, che invece di spendere i nostri soldi per avere qualche dato in più sui mille morti e sugli esiti dello stravolgimento di un servizio sanitario territoriale che funzionava per la maggior parte dei pazienti, Maria Sandra Telesca ha proposto alla giunta regionale F.vg, fatta per la maggioranza  di assessori esterni mai votati dal popolo, che ha deliberato favorevolmente, una ulteriore spesa di 7,5 milioni di euro per i vari dirigenti, che così le saranno magari maggiormente legati, ed ancor di più grati, credo, ma è pensiero mio. Così si intitola infatti, un articolo corredato da una foto dell’Assessore, che appare ridanciana e felicissima: “Friuli Venezia Giulia. Ok da Giunta a 7,3 milioni per i dirigenti della sanità a fronte di obiettivi raggiunti”. Sottotitolo: “Via libera a due delibere proposte dall’assessore Telesca. Per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa (534 unità di personale) l’importo assegnato è di oltre 1,1 milioni di euro mentre per la dirigenza medica e veterinaria (2897 unità) l’ammontare supera i 6,1 milioni di euro”, datato primo giugno 2016, alla vigilia della festa della Repubblica, e pubblicato in: http://www.quotidianosanita.it/friuli_venezia_giulia/articolo.php?articolo_id=40309.

Gli obiettivi previsti dalla dott. Telesca e fatti passare dalla giunta composta a maggioranza da non votati come la stessa, per avere il gruzzoletto aggiuntivo, fatto di soldi nostri,  vengono così descritti nell’ articolo sopracitato: «Per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa (534 unità di personale) […] l’importo assegnato è di oltre 1,1 milioni di euro mentre per la dirigenza medica e veterinaria (2897 unità) l’ammontare supera i 6,1 milioni di euro. Gli obiettivi individuati come strategici riguardano processi di riorganizzazione, percorsi di riabilitazione, qualità delle cure, interventi socio – sanitari, contenimento dei tempi di attesa.» (Ivi). Come si vede gli obiettivi sono di una genericità inusitata, nessuno sa come verranno valutati, e con mille morti in più rispetto al 2014 senza riforma, in pochi mesi del 2015 con sanità riformata, non so perché dovremmo spendere per arricchire dirigenti sanitari e veterinari, il cui numero, per una regione con pochi abitanti, che sono in tutto 1.235.808 di cui il 18 per cento, se ho ben capito dai dati istat 2012, non ha la cittadinanza italiana, (https://www.regione.fvg.it/…/Report_popolazione_aprile…), pare spropositato.  E non so come mai la dott. Telesca appaia così felice. Faccia invece uno studio serio sugli effetti della sua riforma e su quei morti … E tristemente, mentre vedo sempre più calare il sipario sull’Italia nata dalla resistenza, mi chiedo se viviamo ancora in uno stato democratico o siamo già, come pare, all’oligarchia dei potenti e non eletti dal popolo.

Qualche morte evitabile potrebbe esser anche attribuita ad imperizia medica, secondo il Rapporto Eurostat e non solo, ma …  

Io, che ho presente la mia storia orrida in sanità, penso che magari qualche morto in più, (ma non i mille in pochi mesi), sia scappato in sanità magari anche a causa dell’imperizia medica od infermieristica, della disorganizzazione e politicizzazione in sanità, dei tagli alla stessa, della poca concentrazione sul lavoro, ma anche qui non avremo mai dati, perché ci sono le aziende e la politica che non riconosceranno mai deceduti per queste cause. Inoltre ora l’onere della prova spetta al paziente, come da nuove direttive Lorenzin, il che è a dir poco malefico. Comunque il Corriere della Sera pubblicava, il 16 maggio 2016, un articolo che riportava alcuni dati dal Rapporto Eurostat sui decessi prematuri in Unione Europea. (Silvia Turin, In Italia una morte su tre sarebbe evitabile con le giuste cure, in: http://www.corriere.it/salute/16_maggio_24/).  Secondo detto rapporto, «Un decesso su tre in Unione Europea sarebbe evitabile con cure adeguate. È il dato emerso dopo la presentazione a Bruxelles di una relazione pubblicata da Eurostat relativa a persone di un’età inferiore ai 75 anni. (…). In particolare nel 2013 nell’Ue sono morte prematuramente 1,7 milioni di persone sotto i 75 anni e  577.500 decessi, ovvero il 33,7%, si sarebbero potuti evitare con cure sanitarie ottimali, viste le conoscenze e le tecnologie mediche. Le quote più alte delle morti evitabili si sono registrate in Romania e in Lettonia, rispettivamente 49,4% e 48,5%. All’opposto la Francia, che ha fatto segnare il tasso più basso con il 23,8%, seguita da Danimarca 27,1%, Belgio 27,5% e Olanda 29,1%. L’Italia si ferma al 33%». Per fortuna che la Lettonia e la Romania ci salvano dal baratro.

Leggendo queste righe, tristemente penso ai tempi in cui il medico veniva pagato dalla comunità e se non veniva ritenuto capace e solerte veniva cacciato. E bisognerebbe fare così anche con i politici, penso fra me e me.

Inoltre che chiari di luna vedremo con Aft e senza guardia medica?

Inoltre con i nuovi metodi Serracchiani – Telesca – Lorenzin, giunta regionale e governo Renzi più Gutgeld, in Fvg il paziente non ha più un medico di riferimento e dovrebbe fidarsi di tutti e di nessuno, viaggiando con il nome di un avvocato nella tasca e pensando che comunque potrebbe morire anche se va da un medico, cioè da un laureato in medicina, quasi fossero tutti uguali. Per fortuna che almeno vi è qualcuno che ammette che il rapporto del medico con il paziente è importantissimo ai fini della cura, come la continuità in detto rapporto, (Domenico De Felice, Sanità, il rapporto medico-paziente come fondamento, in Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2015), ed anch’io lo credo, come penso tutti coloro a cui è rimasto un po’ di buon senso.

Ed infine grazie a Lorenzin Ministro e Telesca assessore, avremo 16 ore coperte da 4 medici di base recandoci noi nell’ambulatorio, nessun medico nei paesini, con numero ridotto di pronto soccorso, una sanità che viaggia “su ruota” subendo gli inevitabili problemi del traffico ed i tempi dei trasporti, ammesso vi siano i mezzi,  e senza guardia medica notturna, pare.  Massimo Garavaglia, però,  ha sottolineato che le Linee di indirizzo per la riorganizzazione del sistema di emergenza urgenza in rapporto alla continuità assistenziale precisano come siano opportune «differenziazioni di orario di servizio che consentano una maggiore copertura del territorio in orario diurno giornaliero e una più ridotta presenza nell’ orario notturno»,  (http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato3868849.pdf) non il togliere un servizio. E questo minor servizio notturno accade di fatto da anni con la presenza della sola guardia medica, e sarebbe impossibile da realizzare togliendo la stessa, ed insieme togliendo e ridimensiondo Pronto Soccorso, che spesso devono fare anche servizio per urgenze notturne nei reparti.

E per ora mio fermo qui, rimandando ai miei precedenti sui tagli alla sanità definiti riforme, augurando a tutti i cittadini italiani di stare in buona salute, nonostante le condizioni di vita che stanno peggiorando di giorno in giorno grazie al governo. Queste sono mie considerazioni amare e documentate, e non intendo offendere alcuno e se qualcuno si ritenesse offeso personalmente mi scuso subito con lui, e se ritenete sia in errore correggetemi, ma non si può sempre tacere su aspetti che riguardano la vita dei cittadini e la loro salute, e ipotecano la vita delle generazioni future.

Laura Matelda Puppini

 

 

 

 

 

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