ASUFC. Il nuovo organigramma aziendale.
L’organigramma ridefinisce l’Azienda Sanitaria Universitari Asufc seguendo i criteri delle grandi strutture aziendali, dimenticandosi però di definire, in un campo così importante, in modo analitico le caratteristiche dei servizi alla popolazione, come sono strutturati e la pianta organica, insomma l’offerta che però viene pagata con i nostri soldi. E ricordo che un tempo si trovavano in rete, almeno per il Santa Maria della Misericordia, pure i medici operativi in un dato reparto e coloro che svolgevano la libera professione, oltre gli infermieri, ma invece troviamo un organigramma che evidenzia solo le piramidi di comando, da che ho compreso.
Così l’atto aziendale non è altro che un elenco di dipartimenti a cui possono afferire diverse aree dipartimentali, caratterizzate da SOC (Strutture Operative Complesse che ritengo siano gli antichi reparti con primario) e SOSD (strutture operative semplici dipartimentali) che sono da che ho capito servizi che dipendono da altri e forse dati a ore. Questo assetto è per lo più relativo ad aspetti dirigistici burocratici e di dipendenza verticistica e la nuova nomenclatura tende a nascondere ciò che viene inesorabilmente tolto.
Inoltre gli ambiti di competenza, a mio avviso, risultano spezzettati e presenti in modo maggiore nel settore burocratico gestionale e finanziario- immobiliare, ampliando le competenze dell’Azienda invece di concentrarle sul suo naturale mandato. Inoltre ogni Dipartimento ha un direttore, ogni SOC pure, ogni area operativa anche, da quello che ho capito, ed ogni SOSD un capo ma più vicino ad un capo- reparto, ammesso sia previsto, ed infine giunge la manovalanza, sempre più introvabile. Insomma la potentissima catena di comando è chiara, ma chi sono i sottoposti no e neppure quanto ci costi. Ma vorrei davvero avere chiarezza sulle SOSD, dato che SOC per ginecologia ostetricia e pediatria risulta per il presidio ospedaliero San Daniele- Tolmezzo: San Daniele.
Infine Riccardi, penso fra me e me, grazie a Caporale ce l’ha fatta a sgombrare ginecologia, ostetricia e pediatria da Tolmezzo facendole diventare una dependance di San Daniele, magari obbligando le donne carniche a partorire chissà dove o favorendo la sterilità degli uteri montani! E questi dirigenti parlano di sicurezza. Ma come può essere al sicuro una giovane incinta con una ginecologia non ambulatoriale ed una sala parto lontanissime e la salute della donna e del nascituro affidate ad un’ automobile ed un autista?
E se alla donna viene una emorragia che fa? Sapete negli aborti spontanei il sangue corre a fiotti e lo dico per esperienza. Va al pronto soccorso ma se il ginecologo è a San Daniele o reperibile chissà dove? Una volta c’era l’ostetrica di paese e anche il medico condotto sapeva far partorire, ma ora si cerca tanto la sicurezza che si rischia di restare in braghe di tela. Ma se non ho capito bene cosa è una SOSD, mi scuso subito e spiegatemelo. E sapete, non credo che un raschiamento possa venir fatto da uno che non è ginecologo e se non vi è la sala predisposta non si può fare nulla, tranne che affrontare un viaggio della speranza se vi è una autoambulanza libera. Ma se una donna incinta va in gestosi gravidica non so proprio come farebbe senza una ginecologia vicino. E in quello stato, meno una viaggia meglio è. Ma questa è l’organizzazione dei servizi sanitari per le donne fatta da 4 maschietti, penso fra me e me, 3 forse poco ferrati in materia medica e men che meno in problematiche femminili, e lo dico senza voler offendere ma semplicemente perché: Francesco Magris e Denis Caporale sono laureati in legge, Massimo Di Giusto in Economia e Commercio e David Turello, medico, è specializzato in Igiene e medicina preventiva e, dopo qualche esperienza lavorativa nell’ ambito dell’ igiene pubblica, è passato a lavorare in ambito dirigenziale ed ora è il Direttore Sanitario dell’ intera Asufc.
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Inoltre qui non si sa chi eserciti la funzione di controllo su questo Moloch e come, ma forse tutto dovrebbe, secondo Caporale, reggersi sulla fiducia o sulla cancellazione di ogni dissenso interno ed esterno. Ma se erro correggetemi, e siamo nel 2026 non prima della rivoluzione francese.
Inoltre pare che, come in ogni sistema totalitario, la comunicazione ufficiale aziendale Asufc sia a senso unico e sia affidata al Messaggero Veneto, che però ben pochi ormai leggono, e fatta attraverso insindacabili “proclami” alle folle, senza pretendere applausi, ma desiderandoli. Insomma io credo che questa Asufc potrebbe essere a pieno titolo oggetto di un racconto alla Kafka, simile a quello di “Il castello” per intenderci, scritto per criticare l’elefantiaco sistema burocratico austro- ungarico dipendente in toto dall’ imperatore Francesco Giuseppe. Ma almeno in quel contesto le ferrovie funzionavano. Però queste sono solo riflessioni mie su testi esistenti ed appena pubblicati e se erro correggetemi perché ogni tanto mi lascio prendere dai miei pensieri.
Comunque per ritornare alle SOC e SOSD «la differenza tra struttura semplice e complessa si traduce in una differenza di responsabilità e di competenze. I dirigenti di strutture semplici hanno un ruolo di coordinamento e di supervisione, mentre i dirigenti di strutture complesse hanno un ruolo di direzione e di gestione». (https://openssn.marcopingitore.it/qual-e-la-differenza-tra-struttura-semplice-e-complessa/2023/09/04/7254/). Però se un medico dirigeva una struttura complessa che poi viene trasformata in semplice, vien pure declassata la sua funzione e rischia di perdere circa il 20% dello stipendio, mi si dice. Non solo: da quello che ho capito, i direttori di SOC mediche e sicuramente quelli distrettuali, saranno di stanza ad Udine, a decidere però anche per territori e realtà a loro estranei.
Infine vi è stata, forse perché fa trendy, forse per mantenere a noi, poveri cristiani, qualche pia illusione e nel contempo confonderci, forse per altro motivo ignoto, una modifica anche terminologica. Infatti ora non pare più che l’ospedale diagnostichi e curi ed il sistema socioassistenziale assista, ma VIENE DEFINITA DA ASUFC ANCHE L’ATTIVITA’ OSPEDALIERA: ASSISTENZA.
E “OSPEDALE” VENGONO DEFINITE LE SEDI OVE SI EROGANO DEI SERVIZI ORA “ASSISTENZIALI”, PARE, CHE A ME EVOCANO DEI ‘COTTOLENGHI’ E “PRESIDI OSPEDALIERI” VENGONO CHIAMATI QUELLI CHE DEFINIVAMO OSPEDALI, FINO A NUOVE DEFINIZIONI. INOLTRE TUTTO QUESTO MOLOCH GESTIONALE VIENE DESCRITTO SENZA RIPORTARE IN FORMA ANALITICA L’OFFERTA AZIENDALE E I LUOGHI OVE PUÒ VENIR ESPLICITATA IN MODO PRECISO E PUNTUALE. Ma se erro correggetemi, io non sono una esperta in gestione aziendale pura, ma conosco e ho vissuto diverse situazioni in ambito sanitario e prima dell’ imposizione del silenzio assoluto al personale, si poteva parlare anche con chi lavorava in sanità di organizzazione, di liste di attesa, di laboratori analisi ecc. ecc., senza offendere alcuno. Ed ora vorrei solo conoscere la realtà ed il futuro, e cerco di capire qualcosa con i miei limiti e leggendo la documentazione che si trova. Intanto se prenoti oggi una visita dermatologica, i posti disponibili in Asufc sono al 2028, mentre più dermatologi si trovano nel privato. Quindi anche su uno, cari sindaci carnici, vi promette un ambulatorio dermatologico non so come farebbe a trovare specialisti e lo stesso vale per l’oculistica. Insomma a me l’uscita dell’assessore, riportata da mass media è parsa un po’ affrettata per non dir altro.
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La caratteristica del nuovo atto aziendale Asufc è quello di aver sostituito ad una piramide centrata sui livelli e luoghi di cura ed assistenza, una piramide formata dai vari livelli di dipendenza gestionale e burocratica, ampliando a mio avviso i campi di intervento, non esplicitando in modo preciso chi eserciti controllo nei vari settori e parificando politiche immobiliari a quelle curative, con una ascesa di gruppi di potere dipendenti, quasi fossimo nel medioevo dove vi era un padrone e quindi vassalli, valvassini e valvassori, anche con compiti di controllo però sulla popolazione, fino al popolo che aveva il mero compito di pagare le tasse definite dal padrone. Inoltre nessuno sa più se i medici che ti visitano siano dipendenti pubblici, gettonisti o di qualche cooperativa, se locali che magari con l’anziano parlano friulano o venuti da lontano.
E in sanità in Friuli, fino all’ avvento del mai eletto Riccardi, vi erano più aziende sanitarie territoriali che svolgevano i compiti di diagnosi cura anche chirurgica ed eventualmente ricovero in ospedali territoriali dei pazienti del loro bacino di utenza e non solo, mentre i grandi interventi confluivano ad Udine. Inoltre la sanità di base era formata da MMG in numero sufficiente almeno sino al 2014 credo, che avevano gli specialisti ed i reparti ospedalieri a supporto. Detti specialisti, poi, si muovevano anche sul territorio, spostandosi a visitare nei poliambulatori di vallata. Infine esistevano le guardie mediche non un numero a Trieste per attivarle, facendo perdere ancora tempo. E vi era una serie di comuni carnici che offrivano il servizio di guardia medica, permettendo ai Pronto Soccorso di non intasarsi. Ma poi è giunto il duo Riccardi/Caporale ed ha, a mio avviso, sfasciato tutto. Ma se erro correggetemi, io infatti potrei non aver compreso la bontà di questo nuova mastodontica impostazione di Asufc che ha prima inglobato le piccole aziende per poi cambiare totalmente volto. Ed intanto mancano i medici e gli infermieri e i presidi ospedalieri si configurano come teatri senza attori.
Accanto a questa tipologia di organizzazione, esisteva poi il servizio socio-assistenziale distrettuale, con personale, anche fisioterapisti, che si muovevano sul territorio e svolgevano un servizio a domicilio, infermieri che raggiungevano anche i borghi più sperduti per un prelievo ed una parola, e così altro personale dedicato. Ma ora è il paziente che deve muoversi. Ma quando inesperti perché non laureati in medicina fanno scelte epocali in sanità e sono persone che tanto credono in sé stesse da non voler ascoltare alcuno e da arroccarsi nella loro solitudine, quando la politica economica finanziaria pare reggere la sanità, va a finire tutto a rotoli, secondo me, con il rischio di spendere di più senza risultato. E credetemi non scrivo questo per voler offendere uno o l’altro, ma dopo aver letto i documenti presenti in “Amministrazione Trasparente” Asufc come datati 11 febbraio 2026 però presentati prima di essere ufficializzati il 3 febbraio 2026 a qualche giornalista e qualche medico, da che si sa.
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Il nuovo organigramma Asufc che delinea una ferrea struttura di potere ma poco altro …. Dimenticandosi di dettagliare l’offerta.
Al vertice della piramide di comando e gestionale di Asufc c’è, solitaria, la Direzione Generale Asufc formata da 3 SOC: Programmazione attuativa; Avvocatura e Assicurazioni; Controllo di gestione; e 3 SOSD: Sorveglianza sanitaria; Servizio Prevenzione Protezione e Gestione ambientale e Medicina Legale della Responsabilità Sanitaria. E siamo a 6 strutture con dirigenti e personale relativo. A lato vi è il “Board direzionale” cioè in sintesi il consiglio di amministrazione, che è una realtà a sé stante.
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Quindi vi sono: La direzione amministrativa, la direzione sanitaria e la direzione dei servizi socio sanitari.
La direzione sanitaria è composta da 4 SOC: Istituto di Igiene e Epidemiologia Valutativa, Accreditamento Qualità e rischio clinico; Coordinamento Regionale Malattie Rare, Coordinamento dei Servizi delle Professioni Sanitarie, e da 7 SOSD: Nucleo di controllo Qualità e Appropriatezza delle Prestazioni; Centro Simulazione e Alta Formazione; Psicologia Clinica; Governo degli Standard Clinico Assistenziali; Innovazione Digitale dei Processi di Cura e Gestione Operativa; Gestione e Sviluppo dei processi infrastrutturali. A questi si aggiunge, sempre sotto la Direzione Sanitaria, il Centro Regionale Trapianti. Emanazione della SOC Coordinamento dei Servizi delle Professioni Sanitarie risultano: il Servizio Professionale per l’Assistenza Infermieristica ed Ostetrica; il Servizio Professionale di Tecnico Diagnostica e Tecnico Assistenziale; il Servizio Professionale di Riabilitazione; il Servizio delle Professioni Tecniche della Prevenzione.
La direzione dei servizi sociosanitari, pare tanto priva di importanza da avere solo una SOC: disabilità e un Servizio Professionale Sociale.
Eppure Barbara Gobbi, nel suo: “Alla sanità – 37 miliardi in dieci anni e meno cure per i più fragili: la sussidiarietà come ricetta”, in: Il sole 24 ore 19 febbraio 2026, parla di riportare al centro la sanità pubblica con un nuovo patto sociale tra Stato, territori e terzo settore. In detto articolo si parte dall’analisi impietosa riportata nel Rapporto “Sussidiarietà e … salute”, redatto dalla Fondazione per la Sussidiarietà e presentato alla Camera dei Deputati, e si legge che il sistema sanitario nazionale è sottofinanziato e che è stato soggetto a tagli senza tener conto della qualità del servizio, staccandolo dalla prossimità e rendendolo privo dell’integrazione tra sanitario e sociosanitario. Inoltre l’assistenza domiciliare integrata copre solo un terzo dei soggetti che ne avrebbero bisogno, e la spesa familiare è lievitata dal 1980 al 1923 del 7,1%. Però è altresì vero che mancano fonti informative integrate che rendano possibile una stima globale della spesa sociosanitaria. Serve inoltre, ora più che mai, secondo Giorgio Vittadini, Presidente della Società che ha steso il rapporto, un patto che rimetta al centro la singola persona al motto “Non c’è democrazia senza cura”. Il Ministro Schillaci a proposito, ha nuovamente sottolineato l’importanza delle Case di Comunità e della continuità assistenziale, ma anche di una organizzazione migliore dei servizi che restano frammentati. A fronte di questo, Asufc relega il sociosanitario in un angolino, senza neppure una SOC se non quella della disabilità e senza rete alcuna, pare. Inoltre anche per Schillaci la prevenzione si riduce in un invitare i cittadini a sposare non ben definiti buoni stili di vita (ma quelli che abitavano vicino all’ Ilva di Taranto o nella “Terra dei fuochi” sarebbero stati felici di poterlo fare e credo molti altri), a vaccinarsi ed a sottoporsi, quando invitati, agli screening regionali. E fare rete, caro assessore, non significa solo collocare servizi qui e là con il “mantra” della “sicurezza” obbligando i malati anche sofferenti a spostarsi da un posto all’altro, ma anche dare una risposta al settore sociosanitario territoriale mettendolo in rete non solo informatica con le altre strutture.
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Dopo le Direzioni generali vengono i Dipartimenti sempre burocratico -gestionali, da ‘colletti bianchi’ direbbe il compianto Marino Corti, infermiere sul campo che tanti ha aiutato e sorretto.
Essi sono: Dipartimento Amministrativo Aziendale che è composto da 4 SOC: Approvvigionamento Beni e Servizi; Gestione Economico Finanziaria e Fiscale; Gestione Amministrativa Integrazione Socio Sanitaria e Territoriale; Gestione Amministrativa Ricerca, Sperimentazioni e Progetti Finanziari.
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Il Dipartimento delle Risorse Umane che ha 3 SOC: Reclutamento e Trattamento Giuridico Risorse Umane (ammesso se ne trovino che vogliano venire a lavorare in Fvg ed in Asufc ove non puoi parlare, comunicare etc etc, e sei sottopagato rispetto ad altre regioni e ove pare viga una specie di dittatura verticistica che tratta ogni professionista della sanità come una specie di ingranaggio che esegue ordini — penso io, o almeno a me sembra così); Trattamento Economico delle Risorse Umane; Relazioni Sindacali e Applicazioni Contrattuali; e 1 SOCD: Formazione e Sviluppo Professionale.
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Il Dipartimento Affari Generali e Organizzazione Amministrativa Ospedaliera che ha 5 SOC: Affari Generali e Organizzazione; Direzione Amministrativa Presidio Santa Maria della Misericordia IMPR Gervasutta; Direzione Amministrativa Presidio S. Daniele – Tolmezzo; Direzione Amministrativa Presidio Latisana – Palmanova; Libera professione e spitalità stranieri che non capisco perché debba avere una SOC, cioè una struttura completa dedicata. Inoltre non so proprio cosa significhi spitalità, ma forse è ospedalizzazione. Ritengo, comunque, che per libera professione si intenda quella prestata dal personale medico dipendente pubblico interno all’ospedale. Per quanto riguarda poi l’ospedalizzazione di stranieri, per ora pare che non trovino neppure un posto dove dormire e vivano una situazione incresciosa.
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Il Dipartimento Tecnico ha ben 4 SOC: Gestione patrimoniale immobili, Investimenti e Progetti speciali; Sviluppo e Realizzazione opere pubbliche; Ingegneria clinica (credo relativa alla gestione delle tecnologie sanitarie); Tecnologie Informatiche della Comunicazione e Agenda Digitale; e 3 SOCD: Gestione ManutenzionI edili – impiantistiche Alto Friuli; Gestione Manutenzioni edili – impiantistiche nel Friuli Centrale; Gestione Manutenzioni edili – impiantistiche Bassa friulana. Ma a me, a questo punto, 3 SOCD per la gestione delle Manutenzioni edili- impiantistiche paiono invero un po’ tante.
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Quindi troviamo:
Il Dipartimento del Farmaco con 5 SOC: Farmacia Alto Friuli; Farmacia S. Maria della Misericordia (hub); Farmacia Bassa Friulana; Farmacia territoriale; Politiche del Farmaco e Governo dei percorsi di appropriatezza.
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Il Dipartimento dell’Assistenza Ospedaliera con 4 SOC: Direzione Medica Santa Maria Della Misericordia; Direzione Medica IMFR Gervasutta; Direzione Medica Presidio Ospedaliero San Daniele – Tolmezzo; Direzione Presidio Ospedaliero Palmanova – Latisana; e 3 SOSD: Professioni Infermieristiche e Ostetriche Ospedaliere; Professioni Riabilitativo Ospedaliere; Professioni Tecnico- Diagnostiche e Tecnico -Assistenziali Ospedaliere.
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Infine vi è il Dipartimento di Prevenzione formato da 7 SOC: Igiene e Sanità pubblica; Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro; Igiene degli Alimenti e della Nutrizione; Medicina Legale; Santà Animale; Igiene degli Alimenti di Origine Animale; Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche; Screening e Malattie Cronico – Degenerative; Prescrizione dell’Esercizio Fisico e Medicina dello Sport.
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Ora a me pare che questa megagalattica struttura sia molto improntata ad una economia aziendale fra una banca, una finanziaria, ed una immobiliare; che, come già scritto, la struttura di gestione e controllo sia mastodontica a fronte di una offerta scarsissima di personale e conseguentemente di prestazioni; della mancanza della territorialità e del rapporto fra la branca socio-assistenziale e quella non assistenziale ma diagnostico- curativa locata principalmente al Santa Maria della Misericordia ed in una serie di reparti sfusi negli altri 2 presidi ospedalieri, dove Tolmezzo non è servito di fatto da mezzi pubblici per raggiungere San Daniele direttamente. Infine bisogna ricordare che Asufc ultimamente a fronte di una offerta discutibile e che si regge molto sul privato accreditato, è riuscita a raggiungere cifre notevoli di debiti, regolarmente sanati con soldi nostri dall’Assessore che ha pure premiato Denis Caporale per questa discutibile gestione. Ma quando è tutto in mano ad una persona sola ed al suo “Volli, volli, fortissimamente volli”, non solo sparisce il sistema democratico ma anche il lavoro in equipe ed il confronto produttivo, e si va a finire così. E se erro correggetemi. Inoltre questo moloch burocratico gestionale accentrato deve servire 500.000 persone circa (516.323 nel 2024) per lo più anziane e disperse in piccoli nuclei su di un territorio immenso, tolte le 90.000 circa che vivono a Udine. E scusatemi se penso così.
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Quindi ed infine ci sono i Dipartimenti relativi alla diagnosi e cura.
Il Dipartimento Cardio- toracico- vascolare, verosimilmente locato in hub, è suddiviso in 2 aree: quella Dipartimentale Cardiochirurgica, toracica e vascolare, e quella Dipartimentale Cardiologica e Pneumologica.
1 – L’area Cardiochirurgica, toracica e vascolare ha 3 SOC: Clinica di Cardiochirurgia e Trapianto di cuore; Chirugia toracica; Chirurgia vascolare; e 1 SOSD: Angiologia e Diagnostica Vascolare. Ma io so che, per esempio per persone operate all’aorta questo reparto udinese aveva dimostrato di funzionare bene, però anni fa inviava a Tolmezzo per il post operatorio ospedalizzato, ma ora i posti letto sono pochi e non so se una sede presidio possa assumersi simili carichi non avendo personale medico specializzato in organico e posti letto sufficienti. Perché non basta che un soggetto venga operato in tempo per un problema: vi è poi tutto il posto operatorio e la presa in carico, che ora potrebbe rivelarsi spazialmente lontana e senza nessuno che possa intervenire in caso di acuzie.
2 – L’area Dipartimentale Cardiologica e Pneumologica è formata da 1 SOC “Cardiologia” e 1 SOC “Pneumologia” al Santa Maria della Misericordia MENTRE LE ALTRE CARDIOLOGIE SONO SOSD CIOÈ SONO CENTRI MINORI, DICIAMO COSÌ, SENZA UN PRIMARIO E SONO QUELLA DI TOLMEZZO, QUELLA DI SAN DANIELE CHE È UNITA A CARDIOLOGIA DELLO SPORT, quando però lo sport non è principalmente praticato sulle colline, e quella unica di Latisana – Palmanova. Quindi esistono 2 altre SOSD: cardiologia riabilitativa che forse andrà a Gemona o che ne so, e Fisiopatologia respiratoria.
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Il Dipartimento chirurgico è così suddiviso:
1 – L’Area Dipartimentale chirurgica prevede 4 SOC: Chirurgia al S. Maria della Misericordia, 1 SOC CHIRURGIA UNICA SAN DANIELE – TOLMEZZO MA NON È CHIARO DOVE SI FARÀ CHE COSA; Chirurgia Latisana – Palmanova; Clinica Chirurgica e dei Trapianti ed 1 SOSD Epatologia e trapianto di fegato, in solitaria.
2 – L’area Dipartimentale Gastroenterologica ha 1 SOC e due SOSD. La SOC si trova al Santa Maria della Misericordia, LE 2 SOSD: 1 NEL PRESIDIO SAN DANIELE – TOLMEZZO e l’altra nel Presidio Latisana – Palmanova. MA NESSUNO SA DOVE E COME VERRA’ ORGANIZZATO IL SERVIZIO. Inoltre a fronte di un aumento di patologie gastroenteriche, l’offerta mi pare risicata.
3 – L’area Dipartimentale Ortopedica gode di ottima salute e ci sono ben 5 SOC: Ortopedia e Traumatologia al Santa Maria della Misericordia; Clinica Ortopedica a se stante ove ubicata non si sa; ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA A TOLMEZZO; Ortopedia e Traumatologia a San Daniele; Ortopedia e Traumatologia Latisana – Palmanova. Ma a me pare che l’offerta di reparti di ortopedia sia alta rispetto ad altre situazioni, ma io sono io.
4 – L’area Dipartimentale urologica ha una SOC al Santa Maria della Misericordia, e 2 SOSD: 1 A SAN DANIELE – TOLMEZZO, MA NON SI SA DOVE GLI UROLOGI PER ORA UN PAIO, CHE IO SAPPIA, OPERERANNO. Poi vi è la seconda SOSD e cioè quella di Palmanova. Ricordo però che il tumore alla prostata è il più diffuso tra i maschi e le patologie urologiche sono frequenti in particolare negli anziani. Ma così va il mondo: si lasciano potenziate le ortopedie forse anche troppo, che si riempiono di turisti e si limitano urologia e cardiologia.
5 – L’area Dipartimentale Senologica ha 1 SOC ma non si sa dove, e ha 2 SOSD: UNA A SAN DANIELE ED UNA A PALMANOVA. NESSUN SERVIZIO NEPPURE AMBULATORIALE PER LE OPERATE A TOLMEZZO E NEPPURE PER LA DIAGNOSI IL CHE, SECONDO ME, È SCANDALOSO O FORSE PUNITIVO O CHE NE SO. E l’assessore, mi pare avesse parlato di sicurezza nell’ operazione, per togliere la parte chirurgica senologica a Tolmezzo non di sbaraccamento dell’intero servizio. Ma ripeto: l’organigramma è firmato da Denis Caporale e c. Però, chissà perché mi sovviene una storiella che narra che c’erano tante sale operatorie nuove di zecca a Palmanova, che dovevano ospitare l’ortopedia di Udine ma poi… E così ci andrà la senologia. Ma ripeto potrebbe essere una fake news, e mi scuso subito per aver riportato questa chiacchiera che mi è stata narrata già forse un po’ di anni fa, non ricordo da chi. Inoltre sparisce anche la privata Casa di Cura Città Udine che seguiva più di un caso. Ma forse risorgerà quando si vedranno i limiti di un servizio così impostato.
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Dipartimento di Diagnostica.
Il Dipartimento è diviso in sue aree: l’Area Dipartimentale Radiologica e l’Area Dipartimentale di Radiologia Interventistica Multidisciplinare.
1 – L’ Area Dipartimentale Radiologica ha 4 SOC: Radiologia Santa Maria della Misericordia; RADIOLOGIA SAN DANIELE – TOLMEZZO NON SI SA CON QUALI PRESTAZIONI E DOVE UBICATE; radiologia Latisana – Palmanova; Istituto di Radiologia, dove ubicato non si sa.
2 – L’ Area Dipartimentale di Radiologia Interventistica Multidisciplinare è formata da 2 SOC si presume ubicate al Santa Maria della Misericordia: quella di radiologia interventistica e la Neuroradiologia.
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Dipartimento di Anestesia e Rianimazione.
Il Dipartimento di Anestesia e Rinimazione comprende 7 SOC. Esse sono: Anestesia Terapia Intensiva e Neurorianimazione al Santa Maria della Misericordia; Anestesia Cure Avanzate e Rianimazione Santa Maria della Misericordia; Clinica Anestesia e Rianimazione non so dove ubicata; SOC ANESTESIA E RIANIMAZIONE A TOLMEZZO – PER FORTUNA e mi scuso con tutti per aver pensato non ci fosse essendo ridotta l’offerta chirurgica; Anestesia e Rianimazione a San Daniele; Anestesia e Rianimazione Latisana. Il problema quindi oltre quello del personale, è quello dei reparti e posti letto dove spostare i rianimati. Poi ci sono 3 SOSD: Terapia del dolore; Elisoccorso; Emergenza territoriale che credo sia relativo alle ambulanze e automediche. Ma sia relativamente a dove si trovino i centri di terapia del dolore sia sulla locazione e numero ambulanze nulla è dato sapere. Eppure se il sistema è in rete, dovrebbe essere noto.
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Dipartimento di Pronto Soccorso e Medicina d’ Urgenza.
Il Dipartimento di Pronto Soccorso e Medicina d’ Urgenza è formato da 5 SOC: Pronto soccorso Medicina d’ urgenza S. Maria della Misericordia; PRONTO SOCCORSO MEDICINA D’ URGENZA TOLMEZZO; Pronto soccorso Medicina d’ urgenza S. Daniele; Pronto soccorso Medicina d’ urgenza Palmanova; SOC: Pronto soccorso Medicina d’ urgenza Latisana.
LA NOTIZIA CHE È SPARITA L’AREA DI EMERGENZA A TOLMEZZO È VERA MA È SPARITA OVUNQUE IN ASUFC E ORA CHISSÀ COME SI CHIAMA E SE ESISTE ANCORA.
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Dipartimento di Oncologia e Ematologia
Il Dipartimento di Oncologia e Ematologia è diviso in due aree:
1– Area Dipartimentale Onco – ematologica che è formata da 4 SOC: Oncologia Santa Maria della Misericordia; ONCOLOGIA SAN DANIELE -TOLMEZZO; Oncologia Latisana – Palmanova; Clinica Ematologica, Centro Trapianti e Terapie Cellulari.
2 – Area Dipartimentale Radionuclidi che è formata da 3 SOC: Fisica Sanitaria; Medicina Nucleare; Radioterapia.
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E siamo arrivati al Dipartimento testa collo e neuroscienze che è pare l’amato dall’assessore e che risulta essere retto dal Prof. Massimo Robiony, esperto nell’area maxillo- facciale e che così è diventato forse potentissimo, e che tiene in mano sua aspetti fondamentali della clinica e chirurgia. Il Dipartimento che è diviso in tre aree:
1- Area Dipartimentale di Clinica e Chirurgia sensoriale che ha ben 6 SOC: Oculistica Santa Maria della Misericordia; Clinica oculistica; Oculistica Latisana – Palmanova; Otorinolaringoiatria Santa Maria della Misericordia; Otorinolaringoiatria S. Daniele – Tolmezzo; Otorinolaringoiatria Latisana – Palmanova. IL PROBLEMA FONDAMENTALE È CHE MANCA A NORD DI UDINE QUALSIASI OCULISTICA, quando prima o poi gli anziani devono operarsi di cataratta e ci sono più patologie che interessano gli occhi. Così se abiti in Carnia devi andare a fare detta operazione alla privata Salus, che però riceve, da che sentivo, un budget cumulativo dall’assessore per detta tipologia di operazione in un momento dato e chi doveva operarsi prima magari riceve un danno. In compenso è pieno di Strutture Complesse di Otorinolaringoiatria, ma con fumatori decrescenti a meno che in Friuli non vi siano numeri vertiginosi di sniffatori di cocaina ed altro.
2 – Area Dipartimentale di Chirurgia Morfologica e Rigenerativa che ha 4 SOC tutte accentrate al Santa Maria della Misericordia, pare, che sono: Clinica di Chirurgia Maxillo-Facciale; Clinica di Chirurgia Plastica; Clinica Dermatologica; Odontoiatria. TOLMEZZO NON HA PIÙ REPARTO DI DERMATOLOGIA, NON HA UN ODONTOIATRA, MA TRANQUILLI: L’OFFERTA PRIVATA È ALTA.
3 – Area Dipartimentale delle Neuroscienze Cliniche e Chirurgiche che ha 4 SOC Neurochirurgia, Chirurgia vertebro -midollare; Clinica neurologica; Neurologia e 1 SOSD: Stroke Unit, per la cura immediata dell’ictus, se uno arriva in sede in tempo dopo magari 100 chilometri in auto. Ma a me pare che, partendo dall’ idea che tutto sta dalle spalle insù, Denis Caporale abbia unito sotto un unico dipartimento aspetti diversissimi che implicano competenze diversissime.
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Dipartimento di Riabilitazione.
Il Dipartimento di Riabilitazione ha 6 SOC: Gravi Cerebrolesioni e Neuroriabilitazione; Pneumologia Riabilitativa; Recupero e Riabilitazione Funzionale; RIABILITAZIONE S. DANIELE – TOLMEZZO CON SEDE, SECONDO L’ ATTO AZIENDALE A GEMONA DEL FRIULI MA NON SI SE COSA CONTEMPLI, CON LE ORTOPEDIE IN DUE LUOGHI ED I FISIATRI I FISIOTERAPISTI IN UN ALTRO; Riabilitazione Latisana – Palmanova; Unità spinale (scissa da chirurgia vertebromidollare) e 2 SOSD: Riabilitazione Patologie ad esordio infantile (si spera anche quelle alla colonna che possono insorgere per il peso inusitato degli zainetti scolastici e quelle adolescenziali alla colonna nei ragazzi che ‘crescono troppo in fretta’) e Riabilitazione neuropsicologica e logopedica. E qui mi fermo per dire che a me pare un approccio organicistico ai problemi anche emozionali del bambino e che problemi nella pronuncia e nella parola dipendono spesso dalle arcate dentali o dalla bocca, e quindi, semmai, seguendo la logica di Denis Caporale, Logopedia avrebbe dovuto essere posta nel Dipartimento testa collo e neuroscienze, mentre invece neurologia e neurochirurgia in gebere formano una unità a se stante, ma non qui.
E FIN QUI NOTIAMO COME SI SIA TENTATO DI ACCENTRARE IN REPARTI MOLTI ASPETTI CHE RIGUARDANO SERVIZI DELL’ AREA SOCIO- ASSISTENZIALE E TERRITORIALI IN UNA VISIONE ACCENTRATRICE E ORGANICISTICA DELLA MEDICINA, che è anche quella delle case farmaceutiche. Ma né Caporale né Riccardi sono medici.
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Dipartimento medico (perché gli altri cosa sono? Non sono dipartimenti medici? Forse sarebbe stato opportuno definirlo come sempre di medicina)
Il Dipartimento medico è diviso in 3 aree:
1- Area Dipartimentale medicina Interna che comprende 8 SOC: Clinica medica; Medicina 1 Santa Maria della Misericordia; Medicina 2 Santa Maria della Misericordia; (tolto il fatto che poi mancano medici e d’estate può venir chiusa una); MEDICINA TOLMEZZO CHE CON 60 POSTI LETTO E POCHI INFERMIERI, DOVENDO COPRIRE PIÙ SETTORI E AVENDO COME TERRITORIO DI RIFERIMENTO UNO ABITATO DA TANTISSIMI ANZIANI BOCCHEGGIA; Medicina San Daniele; Medicina Palmanova; Medicina Latisana, Diabetologia; e 1 SOSD: Post Acuzie che non si capisce cosa sia e dove stia e che compiti abbia.
2-Area Dipartimentale Medicina Specialistica che ha 3 SOC: Clinica Reumatologica; Endocrinologia; Clinica di Malattie Infettive; Allergologia:
3-Area Dipartimentale Nefrologica che ha 3 SOC: Nefrologia, Dialisi, Trapianto di rene Santa Maria della Misericordia; NEFROLOGIA E DIALISI TOLMEZZO; Nefrologia e Dialisi Latisana – Palmanova. Ora è importante che nefrologia e dialisi sia a Tolmezzo, ma dovrebbe esserci un reparto per dialisi anche a S. Daniele. Perché da che mi hanno raccontato 2 persone in dialisi chi è dializzato può avere problemi di sbalzi pressori e anche stanchezza, spesso arriva accompagnato e non può fare chilometri per avere le cure.
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Poi vi è il Dipartimento donna – mamma – bambino tanto per evitare di dire anche per chi viene dall’estero, che è il dipartimento ginecologico- ostetrico – e pediatrico e qui in Carnia ci si dovrebbe stracciare le vesti. Ma già questo cambiare linguaggi ed usare termini di linguaggio corrente o meramente aziendali preoccupa parecchio. Infatti io non voglio un servizio che viva me come una mamma, perché questo lo fa il padre di mio figlio, il cucciolo d’uomo e lo faccio io se sono single ma voglio un ginecologo, un ostetrico una ostetrica insomma tecnici che pratichino una branca precisa della medicina. O con quel “mamma” si vuol dire che chi non vuole diventare mamma non può trovar posto in Asufc vietando l’aborto e l’applicazione della legge 194 per l’interruzione volontaria della gravidanza? Perchè si potrebbe pensare così.
Il Dipartimento donna – mamma – bambino è diviso in due aree.
1 – Area Dipartimentale Ostetrico- Ginecologica che ha 3 SOC: Clinica di Ostetricia e Ginecologia ritengo presso il Santa Maria della Misericordia ad Udine; Ostetricia e ginecologia a San Daniele; Ostetricia e Ginecologia Latisana – Palmanova. 1 SOLA SOSD: OSTETRICIA E GINECOLOGIA DI TOLMEZZO. E QUESTO È RIDURRE UN SERVIZIO FONDAMENTALE QUANDO LE DISTANZE SONO GRANDI E I PERCORSI DIFFICOLTOSI. E PARTORIE PER STRADA NON È CERTO SICURO. MA MAGARI CI SARÀ UN PRIVATO PRONTO A VENIRE … O SONO MASCHI CHE ORGANIZZANO SERVIZI PER LE DONNE SENZA SAPERE NULLA E SENZA CONFRONTARSI CON LE DONNE. INOLTRE IL SERVIZIO È ACCENTRATISSIMO NELLA ZONA CENTRALE DEL FRIULI. ED A ME PARE CHE SI VOGLIA SBARACCARE LA CARNIA INVECE CHE SOSTENERLA, FRANCAMENTE.
2 – Area Dipartimentale Pediatrica che ha 3 SOC: Clinica Pediatrica; Neonatologia; Pediatria San Daniele e 1 SOLA SOSD PEDIATRIA TOLMEZZO. COSÍ SE UN BIMBO SI AMMALA SAURIS, PROVERANNO A CURARLO CON RITI SCIAMANICI. PERCHÉ ANCHE SE LO PORTI IN PRONTO SOCCORSO A TOLMEZZO SENZA PEDIATRA PRESENTE NESSUNO FA NULLA. E IN CERTI CASI BISOGNA INTERVENIRE SUBITO, per esempio in caso di convulsioni febbrili. Insomma almeno nell’ Ottocento ogni paese aveva un medico di riferimento vicino, una ostetrica che sapeva anche di puericultura e pediatria ecc. mentre ora i servizi territoriali che non possono esser vissuti come separati dai centri ospedalieri ma in rete con gli stessi, come era prima ora sono, fortemente depauperati.
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Dipartimento di Medicina di Laboratorio
Il Dipartimento di Medicina di Laboratorio ha 5 SOC: Istituto di Anatomia Patologica; istituto di Geriatria Medica che non so come rientri nella medicina di laboratorio; Istituto di Farmacologia Clinica, che non so cosa faccia; Istituto di Patologia Clinica; Microbiologia; e 1 SOSD: Laboratorio di Sanità Pubblica, quasi che il Covid non avesse insegnato nulla, ed i casi di scabbia neppure. MA SECONDO ME, OVE C’È UN REPARTO CIOÈ UNA SOC CHE RICOVERA NON SI PUÒ ACCENTRARE TUTTO IN LABORATORI LONTANI RETE DIPENDENTI, QUANDO MAGARI BASTA UN TEMPORALE PER … INOLTRE IL PERSONALE DEL LABORATORIO DEVE ESSERE IN LOCO E DEVE DARE RISPOSTE VELOCI NON ACCENTRATE PERCHE’ POI IL PAZIENTE ANCHE NON OSPEDALIZZATO O MEGLIO NON PRESIDIATO OSPEDALIERO NON PUÒ ASPETTARE 5 GIORNI UNA RISPOSTA O AVERE LO SPID E VEDERLA TRE GIORNI DOPO O TROVARLA NELLA CASSETTA DELLE LETTERE CHISSÀ QUANDO. ABBIAMO FATTO UNA LOTTA PER MANTENERE IL LABORATORIO ANALISI A TOLMEZZO AI TEMPI DI SERRACCHIANI AL FIANCO DI AGOSTINIS, MA ORA SIAMO ANCHE PEGGIO.
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Infine chiude la serie il Dipartimento -Area immuno – trasfusionale.
Il Dipartimento -Area immuno – trasfusionale ha 1 SOC Medicina Trasfusionale e Patologie della coagulazione Santa Maria della Misericordia e 3 SOSD; MEDICINA TRASFUSIONALE SAN DANIELE – TOLMEZZO;Medicina Trasfusionale Latisana – Palmanova; Centro Unico Regionale Produzione Emocomponenti.
E COSI’ TERMINA L’ORGANIGRAMMA, FIRMATO DA FRANCESCO MAGRIS, MASSIMO DI GIUSTO; DAVID TURELLO, E IN CHIUSA DENIS CAPORALE.
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Mai cussì mal, penso fra me e me. Prima era tutto così semplice, così veramente in rete, così funzionale e funzionante, e costava anche di meno. Senza voler offendere alcuno ma solo per esercitare il diritto di critica, dico che questo panettone accentrato toglie molta territorialità e rende difficilissimo curarsi ed anche curare ai rari MMG e prima a me pare ci fosse molta più rete di ora. E io non so cosa dire ma presumo che i giovani se ne andranno ancor di più da qui perché in FVG pare non sappiano più studiare ed affrontare i problemi reali, pensando anche ai territori. E se erro correggetemi. Attendo critiche e pareri ma così, per me, non va. Eppure i soldi ci sono ma forse a programmare ci dovrebbero essere persone che conoscono bene le problematiche non gestionali ma del sistema sanitario e regionale. Ma se ho fatto un po’ di confusione scusatemi e correggetemi. E vi garantisco che questo organigramma è di difficile e noiosa lettura.
Laura Matelda Puppini
https://www.nonsolocarnia.info/asufc-il-nuovo-organigramma-aziendale/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2023/07/asufc-900x600-1.jpg?fit=900%2C600&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2023/07/asufc-900x600-1.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀL’organigramma ridefinisce l’Azienda Sanitaria Universitari Asufc seguendo i criteri delle grandi strutture aziendali, dimenticandosi però di definire, in un campo così importante, in modo analitico le caratteristiche dei servizi alla popolazione, come sono strutturati e la pianta organica, insomma l’offerta che però viene pagata con i nostri soldi. E...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





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