Carissime lettrici e carissimi lettori, 

vi invito caldamente alla mostra  “Arte tra il filo spinato“, realizzata dall’AICVAS e dalle ANPI Bassa Friulana, che verrà inaugurata con un incontro a San Giorgio di Nogaro (Ud) – Villa Dora il 31 gennaio 2026 alle ore 17.30, che ci narra la vita di un friulano, uno di noi, Giordano Stroppolo. 

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Interverranno

– Marco Puppini (curatore della mostra assieme a Milena Panizzolo e vicepresidente AICVAS),
– Javier Grossutti (storico dell’emigrazione friulana),
– Giordano Bruno Stroppolo figlio Giordano.   

Chiuderà la serata il gruppo musicale Ovce di Aljosa Saksida. Siete tutte/i invitate a partecipare.

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Ma chi era Giordano Stroppolo, operaio, migrante, artista nei campi di concentramento? 

«Giordano Stroppolo nasce nel 1906 a Castions di Strada, nella bassa friulana. Come migliaia di lavoratori friulani, dopo la prima guerra mondiale emigra giovanissimo in Francia. Operaio, ma appassionatissimo di cultura ed arte, inizia un percorso di crescita professionale e culturale. In Francia diventa tecnico edile, frequenta corsi di esperanto, studia musica ma soprattutto arte e disegno. Conosce personalità impegnate sul terreno politico e culturale e si avvicina alle organizzazioni comuniste. Partecipa in questo modo ai grandiosi e tragici eventi politici e culturali del suo tempo.

In quegli anni in molti stati europei si stavano affermando dittature di estrema destra. Nel luglio del 1936 un colpo di stato militare dà inizio in Spagna alla guerra civile. Giordano si arruola nelle Brigate Internazionali, battaglione Garibaldi e poi Gruppo Artiglieria Internazionale batteria “Rosselli”, ed è ferito. Al rientro in Francia è rinchiuso assieme a migliaia di antifascisti reduci dalla Spagna nei campi di concentramento predisposti dal governo francese. In questa situazione di prigionia, controllo, umiliazione, disegna e fabbrica oggetti che riflettono la realtà di internamento, che viveva assieme a tanti altri “indesiderabili” in Francia prima e dopo l’occupazione da parte dei nazisti. Nel maggio 1944 evade dal campo di Voves scavando assieme ad altri internati un tunnel lungo 148 metri e partecipa alla liberazione di Parigi. Nel dopoguerra prosegue il suo impegno, è redattore de “La Voix de Jeune Italien” ed è attivo nel Centro d’Azione in Difesa degli Immigrati (CADI).

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Questa mostra nasce dalla disponibilità di un fondo di diverse centinaia di foto raccolte da Giordano ed ora appartenenti al figlio, Giordano Bruno Stroppolo, comprendenti anche gli oggetti e disegni fatti dallo stesso durante la detenzione nei campi tra 1939 e 1944, frutto del lavoro e della passione non di un artista ma di un operaio, un lavoratore emigrante. Disegni ed oggetti che sono stati nel 2013 esposti al Museo Guggenheim di Bilbao nell’ambito di una mostra su L’Arte in Guerra. Francia 1938 – 1947. Da Picasso a Dubuffe, accanto ad opere di artisti di fama internazionale. La figura di Stroppolo è stata anche ricordata nel 2017 nell’ambito di un progetto Erasmus Plus che ha coinvolto per l’Italia il Liceo Marco Belli di Portogruaro (VE)”.

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Inserito da Laura Matelda Puppini. 

 

 

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