In questa ‘giornata della memoria’, il mio pensiero va alle vittime dei campi di concentramento, a quegli ebrei, 6 milioni, agli zingari, ai disabili, agli omosessuali, agli oppositori politici messi a lavorare come schiavi e poi morti od uccisi nelle camere a gas, oltre che torturati ed oggetto di disumani esperimenti. A loro ho dedicato in questi 11 anni di vita di www.nonsolocarnia.info più di un articolo.

Ma proprio la memoria di quei fatti ci deve far riflettere e ci deve far prendere posizione su quanto sta accadendo ora in Palestina, in Cisgiordania ma anche negli Usa che avevamo vissuto, sino ad ora, come la patria della democrazia.

Mia figlia Annalisa Candido ha scritto un bellissimo testo, che ho pubblicato anni fa sul mio blog corredandolo con immagini intitolato:

Annalisa Candido. Dalla xenofobia alla discriminazione religiosa e razziale, alla schiavitù, all’olocausto.

Vi consiglio di leggerlo, perché mette in luce i meccanismi con cui va a finire che certi stermini avvengono, anche il genocidio dei palestinesi in questi ultimi anni, basati sul principio che, se stermino tutti non avrò più nemico alcuno. Sapete, il grande pittore Goya, ha creato una famosa incisione che ha intitolato “il sonno della ragione genera mostri”.

 Basta creare l’idea di un nemico che ti impedisce di vivere, che è una minaccia esistenziale per te e per la Nazione o per il tuo gruppo etnico perché certi meccanismi, che dovrebbero venir controllati, prendano piede, anche grazie a chi li fomenta per avere un ritorno di potere ed immagine. 

Inoltre le situazioni dove il totalitarismo impera, e temo pure che in Italia si stia seguendo questa via,  portano a squilibri mondiali di cui nessuno conosce la portata, mentre pare che in Europa l’attuale classe politica non sia capace di pensare in modo autonomo, guardando agli interessi dell’Unione.

Ma proprio nel ricordo di quei campi di concentrazione e sterminio, che furono creati la prima volta nelle colonie dagli inglesi per punire le famiglie degli oppositori politici, nel ricordo delle vittime, donne, uomini, bambini, ma anche nel ricordo dei morti per mano italiana e fascista in territorio coloniale e non solo, bisogna riprendere a riflettere seriamente su quale mondo vogliamo lasciare ai nostri figli, quali valori vogliamo trasmettere loro. E credo che anche gli ebrei che hanno tanto sofferto avrebbero voluto un mondo di rispetto, pace e prosperità.

Inoltre tutti gli ebrei che furono vittime del nazismo e del fascismo erano spesso persone radicate in un contesto di vita nazionale che li faceva sentire tedeschi o austriaci o italiani, e quindi subirono pure uno sradicamento culturale ed identitario, come ora i palestinesi. 

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Grandi pensatori e scrittori erano ebrei, come Hannah Arendt o Walter Benjamin, ripieni di pensiero occidentale e di valori, hanno riflettuto pure sull’ identità personale e sull’ angoscia per la sua perdita, cosa che ora sta attanagliando i palestinesi ormai decimati ed allo stremo, senza cibo e acqua da bere, ridotti a non avere più nulla, non un popolo, non una identità, non il diritto alla vita, ma invece, sempre, un fucile puntato. La Arendt riflette su questo aspetto condensandolo nella potente frase: “Il mio popolo se ne ho uno”, mentre il tedesco Brecht condensa la perdita di tutto in questa breve poesia contro la guerra:  

«Devo battere di nuovo le vecchie strade/ che hanno levigato il passo dei disperati!/ Mentre vado non so ancora da chi/ Sono come quello che con sé portava / sempre un mattone, per mostrare al mondo / come era stata un giorno la sua casa./».   

Ma tragico è anche il vissuto di Jean Amery, che mentre frequenta l’Università a Vienna, ripieno di spiritualismo tedesco, viene via via emarginato dai suoi compagni per scoprire di avere ascendenti ebrei, essendo di origine ebraica la famiglia di suo padre, cosa a lui non nota.

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Ma ora la grandezza e profondità di scrittori e pensatori ebrei, vissuti in occidente, rischia di venir cancellata dalla diabolicità che ha preso un popolo intero, che rischia di cancellare la sua storia ed il suo valore compiendo uno dei genocidi più spaventosi della storia, che continua senza che ormai nessuno più possa dire qualcosa anche perché, in Europa, lo si sta vietando per legge. Ma la legge non può penetrare, se si pone una barriera, nella coscienza di ciascuno di noi. Peccato però che al ricordo di Arendt o Benjamin o Amery e tanti altri, ora si possa associare al popolo ebraico solo coloni violenti e mossad ovunque, oltre la cancellazione di un popolo intero rimasto, come un tempo quello ebraico, senza terra e senza futuro e costretto, se qualcuno sopravviverà, alla diaspora. Così la vittima si è trasformato in carnefice, in un carnefice efferato.

Non parleremo, ma ricorderemo e trametteremo, finché siamo vivi, il nostro pensiero e finché la Costituzione italiana ci permette di esprimerlo. Inoltre io sono cristiana e non posso accettare che un genocidio, che la morte di migliaia di bambini e le sofferenze e le torture che stanno ancora subendo i palestinesi debba venir approvato per ragioni di stato dai noi italiani, altrimenti l’etica è morta, gli insegnamenti dei nostri padri sono morti, e tutto va ‘in vacca’, ritornando ad un nuovo nazismo.

Il sistema è sempre quello con cui i nazisti hanno criminalizzato gli ebrei, uccidendone milioni, il risultato lo stesso, uno sterminio, per avere terre e potere, perché un popolo è vissuto da un altro come una minaccia, solo che per la Germania era economica. Ma dietro a queste storie sta sempre una pazzia umana, uno spirito satanico che fuoriesce dalla razza meno ragionevole del pianeta, quella umana. 

Il governo italiano e la UE potranno anche vietare ope legis di dire che gli Israeliani sono stati presi dal vento del male che ha reso gelido il loro cuore ed il loro sentire contro ogni morale religiosa che insegna, attrraverso i comandamenti, anche a loro, “Non uccidere e non rubare”, e quei principi che sono incisi nell’animo di tantissimi cittadini del mondo non può venir cancellato neppure dall’ A.I.

Ricordiamo, in questa giornata della memoria, i morti ebrei, depredati uccisi, internati, sfruttati dai nazisti e dai fascisti, che sono sei milioni, ricordiamo i morti per mano israeliana a Gaza, in Cisgiordania e altri fronti, ricordiamo i morti per mano italiana ed in altre stragi. Per non dimenticare. Però non dobbiamo neppure cancellare ogni speranza, cancellare ogni spazio di dialogo fattivo e sereno, e questo è l’insegnamento che questa giornata ci dona. Ma per dialogare bisogna essere in due. 

Laura Matelda Puppini 

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ARTICOLI DEDICATI ALLA GIORNATA DELLA MEMORIA SU nonsolocarnia.

Avevo deciso che non avrei scritto, quest’ anno una sola parola sulla giornata della memoria, ma poi …

27 gennaio 2025.

In ricordo delle migliaia e migliaia di morti, torturati, asfissiati, ridotti alla fame ed alla sete, spellati vivi dall’iprite, rimasti senza nome, vittime dell’Italia fascista e delle donne stuprate dai maschi italici. 11 gennaio 2025.

Per la giornata della memoria e contro ogni genocidio. 27 gennaio 2024.

27 gennaio 2022. Per non dimenticare che infine anche i cancelli di Auschwitz si aprirono, e per riflettere su fatti e memoria.

Per il giorno della memoria, 27 gennaio 2021. Facciamo uscire il pensiero nazista e fascista dalla nostra società!

27 gennaio 2020. Due considerazioni e due pensieri in occasione della giornata della memoria della Shoah.

Giornata della memoria. Per non dimenticare quella tempesta devastante che fu la shoah, che tante vite travolse. 27 gennaio 2019

Siamo ad Auschwitz? Facciamoci un selfie. 27 gennaio 2019.

27 gennaio 2018. Jean Amery ebreo a Auschwitz: dove l’orrore divenne realtà.

Auschwitz, e gli altri campi di sterminio: il terrore, l’orrore. Per non dimenticare. 27 gennaio 2017.

Ci sono altri articoli sul mio blog, che toccano argomenti quali il fascismo il nazismo, la cancellazione di popoli per mano anche del colonialismo occidentale, ma non solno psecifici per questa giornata. L’immagine che accompagna l’articolo è una di quella già da me utilizzate in precedenza e rappresenta il memoriale di Auschwitz, che ci è stato reso e non so dove sia finito ma che rappresenta bene l’ighiottitoio dove potrebbe finire una società che nega i principi che ci ha donato la rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fraternità. L.M.P. 

 

 

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