Non ho più l’età e le forze per andare a manifestazioni pur approvandole e così, nel caso di quella udinese datata 14 ottobre 2025, ho chiesto a chi, ben più arzillo di me ed un po’ più giovane, vi aveva partecipato, cioè a Marco Lepre, una impressione e qualche fotografia che pubblico. Comunque, dato che ho 74 anni e ne ho vista di acqua passare sotto i ponti italici, fra stragi, depistaggi, bombe, e mi ricordo di quando si temeva pure di andare in una stazione o di salire su di un treno, non sono rimasta stupita che anche ora, come allora, quattro di nero vestiti o con maschere al volto abbiano, verso il fondo della manifestazione pacifica per Gaza, per i suoi morti, per i suoi affamati, per i suoi torturati e senza più nulla (ascoltare quanto ha detto il cardinale Pizzaballa, italianissimo, per credere), tentato di opporsi alle forze dell’ ordine, creando rissa, così da permettere poi gli articoli del tutto negativi comparsi sul Messaggero Veneto, pieni di lai e di ‘Udine violata dai pro pal ‘ o giù di lì. E mi scusi la testata locale, se scrivo questo, ma i suoi articoli mi sono parsi poco obiettivi.

Inoltre ieri sera, 16 ottobre 2025, mi attendevo sul canale 12, a Ring, di sentir parlare Furio Honsell su qualcosa di diverso, ma invece no, ho acceso la tv ed ecco l’onorevole Ciriani ricominciare a criticare in modo forte la manifestazione per Gaza, la città distrutta da Israele, che conta almeno ventimila bambini morti, oltre quelli feriti, amputati, senza famiglia e via dicendo. E mi sovviene quella pediatra che ha perso, in un lampo, il marito e nove o tutti 10 i figli per nulla.  

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E ricordo i bimbi palestinesi uccisi perché donne e uomini di Carnia, giovani e meno giovani, hanno fatto un lavoro immane: hanno trascritto i nomi di oltre 18.000 bambini su di un grande sudario di tele bianca, lungo 23 metri e largo 7, con pazienza certosina, e non ditemi che sono tutti black bloc: sono persone normali, alcune di ambito cattolico, che hanno così voluto ricordare quanto stava accadendo in un luogo lontano: una mattanza di niños, di cuccioli d’ uomo che del mondo hanno solo vissuto la sofferenza e non avranno mai un futuro.  E quell’ enorme sudario, con quei nomi quasi fossero incisi nella pietra, è stato portato alla manifestazione pro Gaza e contro Israele del 14 ottobre a Udine, manifestazione che ci descrivono come grandissima e pacifica, se non ci fossero stati in fondo quei quattro, che un tempo si definivano ‘infiltrati’ ma non so se sia così, che hanno cercato la rissa, e di cui non si sanno i nomi. Grazie Carnia per questa tela preziosa, grazie per il lavoro fatto, grazie per averla portata ad Udine. 

Particolare del sudario realizzato a Tolmezzo da “Carnia per la pace”, portato alla manifestazione del 14 ottobre 2025 ad Udine. Foto di Marco Lepre.

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Comunque tutto questo, e mi si scusi l’ardire, cozza davvero con le dichiarazioni del Presidente della giunta regionale, che si reputa da che ho compreso per la famiglia e cattolico, ma se erro correggetemi, che ha gridato a mezzo stampa il suo voler andare a vedere la partita, come del resto sono andati altri senza tanti squilli di tromba, quando a nessuno poteva interessare di meno perché egli è uomo libero. Ma spiace che non abbia mai dimostrato un minimo almeno di umana pietà per quei civili massacrati, sessantamila, per quei bimbi uccisi. E ha proseguito dichiarando che la  la partita Italia – Israle era stato per i manifestanti solo «un pretesto per le violenze» (https://www.telefriuli.it/cronaca/fedriga-la-partita-un-pretesto-per-le-violenze-serve-condanna-unanime/) e che serviva «condanna unanime» che, detta così, suona come una pietra tombale posta su tutta la manifestazione, sudario con il nome dei piccoli cuccioli d’uomo massacrati, compreso. E a memoria questo è stato anche quello che ha detto Ciriani, ma se erro correggetemi. Però vorrei sapere chi li ha informati sulla manifestazione, se erano a vedere la partita. E mi scusi dott. Fedriga per quello che ho scritto, ma potrei essere sua madre di certo, e mi permetto, da anziana di esprimere il mio pensiero anche critico.

E ricordo che il Vangelo insegna, come del resto i 10 comandamenti, a non uccidere ed a non rubare, ma pure a dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi visitare i carcerati, non a far finta di non vedere, di non sentire, quando pure alta si leva la voce della Chiesa tutta. 

Sudario realizzato a Tolmezzo da “Carnia per la pace”, portato alla manifestazione del 14 ottobre 2025 ad Udine. Foto di Marco Lepre.

Infine riporto anche per i politici che magari hanno sentito parlare in modo distorto della manifestazione, non avendola vista di persona perché erano allo stadio, questo testo di Marco Lepre ed altre foto da lui scattate che riportano al clima gioioso della stessa per 3 ore circa,  fino alla sua quasi chiusura, quando il solito gruppo di facinorosi in un primo momento fermati dal servizio di ordine della manifestazione stessa, ha cercato rissa.

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«Manifestazione di Udine: niente di cui vergognarci, è stato giusto e bello esserci.

Il Vicedirettore del Messaggero Veneto, il principale quotidiano della regione, scrive oggi che quanto avvenuto martedì 14 ad Udine è stata una “vergogna da condannare senza appelli”. Io, invece, sono contento di aver partecipato ad una manifestazione che, fino alla sua conclusione in piazza Primo Maggio, è stata bella, pacifica e giusta. E sono orgoglioso che dalla Carnia sia stato portato ed esposto un grande sudario (23×7,5 metri), sul quale sono stati scritti a mano da decine di volontari i nomi e le età di oltre diciottomila minori palestinesi uccisi a Gaza dall’ottobre 2023 al luglio di quest’anno. Sono sicuro che, se solo lo vedessero o se lo trovassero davanti, tanti “giornalisti” e politici smetterebbero di parlare a vanvera.

Manifestazione del 14 ottobre 2025 ad Udine. Foto di Marco Lepre.

La manifestazione, organizzata in concomitanza con la partita di calcio tra le nazionali di Italia e Israele, era annunciata e autorizzata da tempo. Dopo la firma dell’accordo di tregua, proposto da Trump, in molti si sono chiesti se fosse opportuno confermarla o se fosse meglio soprassedere. A parte che un’organizzazione così complessa era ormai difficile da fermare, c’erano in realtà due fondamentali motivi per cui era importante scendere di nuovo in piazza: il primo è che – come ha dichiarato Amnesty International e come è stato ribadito anche nella Marcia per la Pace tra Perugia ed Assisi di domenica scorsa – è indispensabile affermare che non può esserci Pace senza Giustizia e senza riconoscimento dei Diritti. Il secondo è che – come era avvenuto negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso con il Sud Africa e gli altri stati razzisti – è giusto e utile escludere dalle competizioni sportive i Paesi come Israele che praticano l’apartheid. Da qui la contestazione della partita e la richiesta all’UEFA e alla FIFA di escludere la rappresentanza israeliana.

Per il Presidente della Giunta Regionale Fedriga lo svolgimento della partita era invece un motivo per mandare in mondovisione il Friuli Venezia Giulia, secondo una logica di sostegno e di finanziamento ai cosiddetti “grandi eventi” che già tanti guasti ha provocato. Bene, Fedriga ed il ministro Ciriani si sono ritrovati in uno stadio pressoché vuoto (dove, incredibilmente, era anche vietato portare le bandiere della Palestina!), mentre circa diecimila cittadini, almeno tre volte il numero di quelli che avevano partecipato al corteo dello scorso anno, sfilavano pacificamente per le vie di Udine. Nonostante l’impressionante schieramento di misure di sicurezza ed una campagna allarmistica degli organi di informazione, che hanno cercato di spargere timori e ostilità per i manifestanti, intere famiglie, ragazzi, anziani, persone in carrozzina o con il deambulatore hanno voluto esserci per esprimere solidarietà al popolo palestinese e, come si è visto, non c’era proprio bisogno di far chiudere i negozi o ritirare i tavolini dagli esercizi pubblici del centro.

Manifestazione del 14 ottobre 2025 ad Udine. Foto di Marco Lepre.

Tutto è andato bene per oltre tre ore. Poi, dopo che anche il grande sudario realizzato dal Comitato Carnia per la Pace era stato esposto sulla collinetta di piazza Primo Maggio e gli interventi dal palco stavano per concludersi, alcuni gruppi hanno tentato di dirigersi, al grido di “corteo, corteo”, prima verso via Pracchiuso e poi, dopo essere stati fermati dal servizio d’ordine, verso via della Vittoria e Piazzale Osoppo. Qui sono cominciati gli scontri con le forze dell’ordine, con il getto degli idranti e di candelotti fumogeni da una parte e quello di oggetti, transenne e petardi dall’altra. Alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme e purtroppo ne hanno fatto le spese alcune persone, tra le quali due operatori televisivi, ai quali va tutta la nostra solidarietà. Ci sono preoccupanti ipotesi circa la possibilità che ad innescare gli scontri ci siano stati veri e propri agenti provocatori, che attendevano la fine del corteo. Mi sembra comunque che vada sottolineato che, probabilmente, la responsabilità di quanto accaduto non può essere solo e tutta da una parte. Una maggiore professionalità da parte di chi guidava le forze dell’ordine avrebbe forse evitato incidenti e feriti. Dove volevano andare i “facinorosi”? La squadra israeliana aveva da tempo lasciato l’albergo e lo Stadio distava quasi 5 km. Forse bastava spiegare questo e condurre alla ragionevolezza i manifestanti. Forse. Però è evidente che questo non è stato nemmeno tentato. In situazioni difficili bisogna avere l’obiettivo del minor danno possibile alle persone e alle cose, operando con cautela ed elasticità e, solo in casi estremi, con la forza.

La cosa di cui ci si deve rammaricare non è solo quanto accaduto al termine di una grande e bella manifestazione, ma il resoconto operato da alcune emittenti televisive e da vari organi di informazione, impegnati solo a screditare quello che migliaia di friulani hanno saputo esprimere con compostezza, partecipazione e senso di umanità».

Marco Lepre».

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Anch’io mi chiedo che informazioni sulla manifestazione abbiano avuto la stampa ed i mass media locali e perché a parlare a Ring, oltre il ministro Ciriani non sia stato chiamato anche un rappresentante di ‘Carnia per la pace’ a raccontare del sudario e del suo significato. Sarebbe stata una bella idea, e così, grazie a Marco Lepre, lo posso ora fare io. Ed ancora: Grazie Carnia! Ci sono ancora tra i monti persone per cui ‘umanità non l’è morta!’ Laura Matelda Puppini 

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