Ospedale di Tolmezzo good-bye: il nuovo atto aziendale lo trasforma in un pasticcio depotenziato.
Riporto qui quanto si evince, per l’ospedale di Tolmezzo, dal nuovo organigramma Asufc che ho analizzato e di cui ho pubblicato alcune informazioni su nonsolocarnia.info nell’ articolo intitolato: “ASUFC. Il nuovo organigramma aziendale.” che iniziavo con queste parole: «L’organigramma ridefinisce l’Azienda Sanitaria Universitari Asufc seguendo i criteri delle grandi strutture aziendali, dimenticandosi però di definire, in un campo così importante, in modo analitico le caratteristiche dei servizi alla popolazione, come sono strutturati e la pianta organica, insomma l’offerta che però viene pagata con i nostri soldi. E ricordo che un tempo si trovavano in rete, almeno per il Santa Maria della Misericordia, pure i medici operativi in un dato reparto e coloro che svolgevano la libera professione, oltre gli infermieri, ma invece ora il nuovo atto aziendale definisce una piramide che pare quella che andava, nella descrizione della catena di potere nel Medioevo, dal padrone ai feudatari valvassori e valvassini.
Così l’atto aziendale non è altro che un elenco di dipartimenti a cui possono afferire diverse aree dipartimentali, caratterizzate da SOC (Strutture Operative Complesse che ritengo siano gli antichi reparti con primario) e SOSD (strutture operative semplici dipartimentali)» Ora le prime diremmo che le prime potrebbero avere un po’ di autonomia, per quanta ne può avere una struttura in un sistema fortemente accentrato, pare, nelle mani di pochi come quello in via di realizzazione in Asufc., pure fortemente burocratizzato, basato più su protocolli che altro. Ma i protocolli rendono i medici meri impiegati, distruggono il rapporto medico- paziente, che ormai è davvero in crisi, e impongono scelte farmacologiche per tutti senza valutare aspetti personali. Invece le SOSD sono mezzi – reparti, e questa è la novità, con dipendeza diretta da Udine od in altra sede che ora, con il nuovo sistema “Caporale e c.” può decidere in autonomia di spostare improvvisamente finanziamenti e personale ad Udine, e quindi forse sono nati come reparti ‘morituri’ già nel nascere.
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Inoltre qui non si sa chi eserciti la funzione di controllo su questo Moloch e in che modo, anche perché sinora il deficit di Asufc, con la nuova gestione, non è stato di poco conto però è stato ripianato subito dalla Regione pur a fronte di servizi miserrimi alla popolazione, ma io credo che quando non si sa che pesci pigliare ci si augura che il cliente manifesti comunque fiducia nell’azienda per poi finire, magari, come la Coop. Ca dopo una serie di pasticci e scelte errate, o si tende a non ascoltare alcuno operando in modo da cancellare ogni dissenso interno ed esterno. Ma se erro correggetemi, e siamo nel 2026 non prima della rivoluzione francese, e qualche diritto lo hanno anche i cittadini che sono poi quelli dell’ “Io pago”.
Inoltre vi è una modifica di linguaggio che dà da pensare davvero: IN ASUFC VENGONO NUOVAMENTE CHIAMATI ‘OSPEDALI’ FORSE PER DARCI UN CONTENTINO, GLI ‘SPOKE’ E PRESIDIO OSPEDALIERO IL POLO DEL SANTA MARIA DELLA MISERICORDIA, nel senso che in fondo in fondo, taglia qui e ristruttura là, resterà solo lui a presidiare la nostra salute, come può, se può …. Inoltre unire Tolmezzo a San Daniele senza valutare almeno il trasporto pubblico è stata una stupidaggine e appare più come una scelta portatrice di limitazione del servizio sanitario regionale che altro.
E SECONDO IL NUOVO ATTO AZIENDALE, GLI OSPEDALI AVRANNO COME LORO FINE L’ASSISTENZA, NON LA DIAGNOSI E CURA, CHE NON SI SA A QUESTO PUNTO CHI ELARGIRÀ, forse solo il presidio ospedaliero forse neppure questo. INFINE TEMO CHE IL CHIAMARE ‘ASSISTENZA’ QUELLA FORNITA DAGLI OSPEDALI PRIMA PRESIDI OSPEDALIERI, PERMETTA DI GLISSARE SUL SISTEMA REALMENTE SOCIO-ASSISTENZIALE DI CUI NULLA SI SA, forse perché a Riccardo Riccardi, il non eletto, che sta accentrando e tagliando le periferie con il macete, e che mi si dice stia alitando continuamente sul collo dei dg Fvg, poco interessa. Però io scrivo questo sulla base delle informazioni che ho e se erro mi scuso subito e correggetemi. E lo scrivo per cercare di capire con voi miei lettori, di che morte andremo a morire a livello sanitario se non ci svegliamo.
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MA ENTRIAMO DEL DETTAGLIO E VEDIAMO COSA RESTA ALL’OSPEDALE DI TOLMEZZO DA CHE HO COMPRESO.
CHIRURGIA SOC UNICA PER SAN DANIELE – TOLMEZZO MA NON È CHIARO DOVE SI FARÀ CHE COSA, CERTAMENTE A SAN DANIELE, DIFFICILISSIMA DA RAGGIUNGERE CON MEZZI PUBBLICI, OPERAZIONI PER CANCRO AL SENO E FASE DIAGNOSTICO – CURATIVA.
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CARDIOLOGIA DI TOLMEZZO SARÀ UNA SOSD CIOÈ VERRÀ RIDIMENSIONATA E RESTERÀ SENZA PRIMARIO COME QUELLA DI SAN DANIELE DOVE PERÒ VERRÀ LOCATA ANCHE CARDIOLOGIA DELLO SPORT DIMENTICHI CHE MOLTE ATTIVITÀ DI QUESTO TIPO VENGONO SVOLTE IN MONTAGNA E NON IN COLLINA. TUTTA L’ ATTIVITÀ TOLMEZZINA COMUNQUE DIPENDERÀ DA UDINE.
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GASTROENTEROLOGIA DI TOLMEZZO RISULTA UNITA A SAN DANIELE IN UN’UNICA STRUTTURA SEMPLICE DIPARTIMENTALE (SOSD) CHE TEMO VERRÀ RIDOTTA AD EROGARE UNICAMENTE VISITE AMBULATORIALI, GASTROSCOPIE E COLONSCOPIE FINO A CHE POTRÀ.
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ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA DI TOLMEZZO RISULTA UNA STRUTTURA COMPLESSA CON PRIMARIO (SOC), ma anche le altre sul territorio sono tali e cioè l’ortopedia e traumatologia di San Daniele e quella di Latisana unita a Palmanova. Udine ha una analoga SOC ma pure una Clinica Ortopedica a sé stante. A ME PARE CHE PERÒ L’OFFERTA IN QUESTO SETTORE SIA ALTISSIMA, DIREI QUASI SPROPOSITATA, E CHE, NONOSTANTE QUESTO, NON RIUSCIRÀ A FERMARE LA FUGA VERSO STRUTTURE GIÀ COLLAUDATE DEL VENETO, MANCANDO POI IN ASUFC UNA STRUTTURA CON NEUROCHIRURGHI CHE VALUTI INSIEME AGLI ORTOPEDICI ANCHE LA PARTE VERTEBRO – MIDOLLARE, IN PARTICOLARE NELL’ ANZIANO A FINI PURE OPERATORI. PER LA VERITÀ ESISTE IL REPARTO ORTOPEDICO VERTEBRO – MIDOLLARE AD UDINE, MA HA POCHI MEDICI E TANTISSIMO LAVORO E OPERA SOLO, DA CHE HO COMPRESO, LE EMERGENZE E HA PURE TEMPI BIBLICI PER UNA VISITA. MA COMUNQUE È STATO DECISO DAI VERTICI SOMMI CHE DIPENDERÀ UNICAMENTE DAL DIPARTIMENTO TESTA COLLO E NEUROSCIENZE SENZA COLLEGAMENTO ALCUNO CON L’ORTOPEDIA.
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UROLOGIA DI TOLMEZZO È PURE RIDOTTA AD UNA SOSD, COME DEL RESTO QUELLA DI SAN DANIELE E PALMANOVA. ORA VORREI SAPERE SE IN UNA SOSD SI POTRÀ ANCORA OPERARE O SOLO INSERIRE CATETERI E POCO ALTRO. UNICA SOC UDINE. MA TEMO SCOPPIERÀ.
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SENOLOGIA NON ESISTE PIÙ A TOLMEZZO MA SOLO A SAN DANIELE, PER VOLERE DI RICCARDO RICCARDI E DOTT. CAPORALE AL SEGUITO, dove però nessuno ha calcolato l’uso delle sale operatorie anche da parte dell’ortopedia ed il carico dei nuovi casi sulla struttura. NESSUN SERVIZIO NEPPURE AMBULATORIALE PER LE OPERATE A TOLMEZZO E NEPPURE PER LA DIAGNOSI IL CHE, SECONDO ME, È SCANDALOSO. E L’ASSESSORE, MI PARE AVESSE PARLATO DI SICUREZZA NELL’ OPERAZIONE, PER TOGLIERE LA PARTE CHIRURGICA SENOLOGICA A TOLMEZZO, NON DI SBARACCAMENTO DELL’INTERO SERVIZIO, ESSENDO FRA L’ALTRO IL CANCRO AL SENO IL PIÙ DIFFUSO NELLA DONNA ANZIANA. INFINE L’OSPEDALE DI TOLMEZZO, DA CHE MI DICONO, NON EROGA PIÙ NEPPURE LA SPECIFICA FISIOTERAPIA POSTOPERATORIA E COSÍ UNA DONNA APPENA OPERATA E CON FORTI DOLORI A TORACE, BRACCIO E SPALLA, MI SI NARRA, DIO SOLO SA DOVE DOVRÀ ANDARE, MA LA CHIAMANO ‘SICUREZZA’.
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RADIOLOGIA SAN DANIELE -TOLMEZZO È UNA UNICA SOC E QUINDI RIMARRÀ DOTATA DI PRIMARIO MA NON SI SA DOVE LOCATO. OLTRE LA SOC DI RADIOLOGIA, CI SARÀ PERÒ CREDO AD UDINE PURE UN’AREA DIPARTIMENTALE DI RADIOLOGIA INTERVENTISTICA MULTIDISCIPLINARE FORMATA DA 2 SOC: QUELLA DI RADIOLOGIA INTERVENTISTICA E QUELLA DI NEURORADIOLOGIA. MA NONOSTANTE I PAROLONI E L’ACCENTRAMENTO DI FATTO NON SI RIESCE A FARE NEPPURE UN’ECOGRAFIA IN TEMPI DECENTI SE NON NEL PRIVATO PURO.
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ANESTESIA E RIANIMAZIONE A TOLMEZZO È UNA SOC E QUINDI AVRÀ UN PRIMARIO, MA VORREI SAPERE DOVE ANDRÀ A CERCARE IL PERSONALE IL DOTT. CAPORALE IN AREA COSÌ DELICATA, SPERANDO NON IN ARGENTINA O CHISSÀ CHE ALTRO PAESE EXTRA-COMUNITARIO, CON MEDICI DI CUI NON SI SANNO TITOLI E COMPETENZE E COMUNQUE PREPARATI IN UN CONTESTO DIVERSO DAL NOSTRO. INFATTI GLI ANESTESISTI SONO POCHISSIMI E GIOCOFORZA PREDILIGONO LE GRANDI CITTÀ. FORSE FARANNO QUALCHE PRESCRIZIONE PER TERAPIA DEL DOLORE MA NON POSSONO FARE, PER MANCANZA DI STRUMENTAZIONE APPOSITA, NĖ OZONOTERAPIA NÉ ALTRE METODICHE COMPLESSE MA SOLO DARE DUE PILLOLINE A TEMPO.INOLTRE SE SI RIDUCE DRASTICAMENTE LA CHIRURGIA NON AMBULATORIALE …
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IL PRONTO SOCCORSO CON MEDICINA D’ URGENZA RIMARRÀ A TOLMEZZO MA DATO CHE NON AVRÀ SUFFICIENTI REPARTI E POSTI LETTO PER RICOVERARE, DATO CHE I REPARTI PRINCIPALI COLLEGATI AD UN PRONTO SOCCORSO SONO SOSD, NON SI CAPISCE COME POTRÀ FUNZIONARE. VIENE TOLTA L’AREA DI EMERGENZA MA FORSE AVRÀ CAMBIATO NOME O CHE NE SO.
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ONCOLOGIA A TOLMEZZO È UNA SOC CON SAN DANIELE E DOVREBBE AVERE UN PRIMARIO ED ANCHE ALTRI MEDICI ED INFERMIERI. MA ATTUALMENTE È OPERATIVA SOLO LA DOTTORESSA GRIMAZ E ALTRI DUE MEDICI PROVENIENTI DA SAN DANIELE FORSE A ORE, E NON SI SA QUANTI INFERMIERI E OSS.
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QUINDI VI SONO I REPARTI CHE DIPENDONO DAL DIPARTIMENTO TESTA – COLLO- E NEUROSCIENZE, TANTO AMATO DALL’ASSESSORE E GUIDATO DAL DOTT. MASSIMO ROBIONY, CHIRURGO MAXILLO- FACCIALE, CHE ESERCITA UN POTERE SU VARI SETTORI IMPORTANTISSIMI DELLA MEDICINA E CHIRURGIA: OCULISTICA; OTORINOLARINGOIATRIA, DERMATOLOGIA, NEUROLOGIA E NEUROCHIRURGIA, QUESTE ULTIME DUE STACCATE COMPLETAMENTE DA ORTOPEDIA.
OTORINOLARINGOIATRIA A TOLMEZZO – SAN DANIELE È UNA SOC, CON PRIMARIO NON SI SA DOVE UBICATO. Insomma dire che per quanto riguarda i reparti dipendenti dal dipartimento di “testa collo e neuroscienze”, (a cui afferiscono anche oculistica e dermatologia oltre che neurochirurgia e neurologia) a Tolmezzo non resta nulla è la realtà. A NORD DI UDINE NON VI È ALCUN REPARTO DI OCULISTICA, MENTRE CI SONO SIA A UDINE CHE A PALMANOVA, E GIÀ QUESTO LA DICE LUNGA SULL’ ORGANIZZAZIONE NON CERTO FUNZIONALE AI CITTADINI/CLIENTI DI QUESTA REGIONE ORMAI DISASTRATA; NON VI È A TOLMEZZO MA NEPPURE NEI PARAGGI NÉ UN REPARTO DI DERMATOLOGIA NÉ UNO DI NEUROLOGIA NÈ ODONTOIATRIA PER POVERACCI IN AUMENTO.
Inoltre, così, tanto per dire, vorrei sapere quale primario bravo vorrà venire a dirigere Neurochirurgia, Chirurgia vertebro -midollare; Clinica neurologica; Neurologia ad Udine, reparti importantissimi, se dovrà sottostare a un dirigente dipartimentale di “testa, collo, e neuroscienze”. Ve lo dico io: nessuno se non forse qualche residuale. Inoltre, come già scritto, a me pare che, partendo dall’ idea che tutto sta dalle spalle insù, Denis Caporale abbia unito sotto un unico dipartimento aspetti diversissimi che implicano competenze diversissime e talvolta lavoro in equipe, manca solo che ci aggiunga psichiatria. Invero pare che al dott. Massimo Robiony, chirurgo maxillo- facciale, la politica abbia dato un potere immenso ma senza un disegno organizzativo funzionale. Ma se erro correggetemi e scrivo questo solo come mia mera considerazione personale.
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DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE. NON ESISTE ALCUN REPARTO DI FISIOTERAPIA IPOTIZZATO NÉ A TOLMEZZO NÉ A SAN DANIELE E NEL VASTO TERRITORIO A NORD DI UDINE CHE NON SIA QUELLO ACCENTRATO A GEMONA DEL FRIULI dove attualmente esiste anche un ambulatorio di medicina della montagna, non si sa perché locato nella pedemontana. MA NON SI SA COME UN GRANDE REPARTO DI RIABILITAZIONE SOPRAVVIVERÀ CON LE ORTOPEDIE IN DUE LUOGHI ED I FISIATRI I FISIOTERAPISTI IN UN ALTRO. Inoltre io vorrei sapere come uno operato per esempio in ortopedia a Tolmezzo possa poi andare a fare fisioterapia a Gemona, magari abitando a Forni di Sopra.
PERCHÉ È INUTILE CHE CI VENDANO LA FOLA CHE SI FARÀ FISIOTERAPIA PER INTERNI: UNA PROTESI DI UN’ ANCA O GINOCCHIO NON IMPLICA UNA LUNGA OSPEDALIZZAZIONE: IN GENERE 3 – 5 GIORNI, E LA FISIOTERAPIA NON VIENE FATTA SUBITO. Però se uno deve, a 20 giorni magari dalla protesi, salire in corriera ecc. ecc. per recarsi a Gemona, vedo solo un futuro presso privati per la Carnia CHE SI SPOPOLERÀ QUASI DEL TUTTO, RESTANDO TERRA PER NESSUNO E RISERVA INDIANA, GRAZIE A QUESTA DESTRA IN PARTICOLARE, CHE HA UN MARE DI SOLDI DEI CITTADINI MA NON INTENDE SPENDERLI PER GLI STESSI, COME DA MANDATO E COME SAREBBE SUO DOVERE, MA SEGUE E PERSEGUE UNA POLITICA DI OPERE PUBBLICHE ED IMMOBILIARISTICA, PARE E SEMBRA PROPRIO, E SE ERRO CORREGGETEMI.
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E FIN QUI NOTIAMO COME SI SIA TENTATO DI ACCENTRARE IN REPARTI MOLTI ASPETTI CHE RIGUARDANO SERVIZI DELL’ AREA SOCIO- ASSISTENZIALE E TERRITORIALI IN UNA VISIONE ACCENTRATRICE E ORGANICISTICA DELLA MEDICINA, che è anche quella delle case farmaceutiche. Ma né Caporale né Riccardi sono medici.
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PER QUANTO RIGUARDA L’AREA MEDICA, TOLMEZZO HA UNA SOC MEDICINA CHE CON 60 POSTI LETTO, NON SI SA QUANTI MEDICI E POCHI INFERMIERI, DOVENDO COPRIRE PIÙ SETTORI E AVENDO COME TERRITORIO DI RIFERIMENTO UNO ABITATO DA TANTISSIMI ANZIANI, BOCCHEGGIA, e già ora non riesce a rispondere alle richieste immediate del Pronto Soccorso che è costretto a parcheggiare persone ammalate qui e là od a farle attendere in sala d’aspetto.
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NEFROLOGIA E DIALISI A TOLMEZZO È UNA SOC, sperando che si trovino nefrologi che non debbano venire da Udine. Ma dovrebbe esserci un reparto per dialisi anche a S. Daniele. Perché da che mi hanno raccontato 2 persone in dialisi chi è dializzato può avere problemi di sbalzi pressori e anche stanchezza, spesso arriva accompagnato e non può fare chilometri per avere le cure per sopravvivere.
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DIPARTIMENTO DONNA – MAMMA – BAMBINO altrimenti detto in linguaggio scientifico: OSTETRICIA E GINECOLOGIA che magari, definendolo così, capiscono anche gli stranieri di cosa si tratti, A TOLMEZZO DIVENTA UNA SOSD, UNA STRUTTURA SEMPLICE DIPARTIMENTALE SENZA PRIMARIO. ORA QUESTO È PUNITIVO PER LA MONTAGNA IN QUANTO GLI ALTRI POLI CON PRIMARIO SONO TUTTI SOC E VICINI: UDINE, SAN DANIELE, LATISANA – PALMANOVA. Insomma anche se noi vorremmo che i bambini nascessero qui, dopo tante belle parole e fiocchi rosa ed azzurri eccoci servite: NON ESISTE PIÙ UN REPARTO PER LA MONTAGNA MA SOLO UNA ‘MEZZA ROBA’ CHE SARÀ DESTINATA A FINIRE COME LA PEDIATRIA ED I GIOVANI AD ANDARSENE.
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DIPARTIMENTO DI PEDIATRIA. SOLO TOLMEZZO SOSD, LE ALTRE SEDI SOC E COSÍ INFANZIA E MATERNITÀ SE NE ANDRANNO E LA CARNIA VERRÀ TRASFORMATA IN UN CRONICARIO PER MORITURI.
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INFINE VI È UNA SOSD MEDICINA TRASFUSIONALE SAN DANIELE – TOLMEZZO, TANTO PER NON NEGARE PURE UNA TRASFUSIONE SE POSSIBILE, QUANDO POSSIBILE E ALTRIMENTI PAZIENZA ….
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QUESTO QUELLO CHE IO HO CAPITO LEGGENDO IL NUOVO ORGANIGRAMMA MA TRANQUILLI, PARE CHE SI TOGLIERÀ UN PEZZO ALLA VOLTA DA SOC A SOSD E POI AL NULLA. E PERSISTO A DIRE: SINDACI SVEGLIATEVI, GENTE GUARDATE COSA STA ACCADENDO. Tolmezzo e Gemona verranno trasformate in un grande ORTOPEDICO FISIOTERAPICO, MA PER CHI NON SI SA MENTRE IL PRONTO SOCCORSO NON AVRÀ VERI REPARTI E VERI POSTI LETTO A SUPPORTO con la medicina ridotta così, con la cardiologia senza primario, e via dicendo.
INOLTRE DOVE C’É POCA GENTE IL PRIVATO NON HA INTERESSE A VENIRE ED IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE ERA STATO STUDIATO PROPRIO PER PERMETTERE L’EQUITÀ SANITARIA A TUTTI E LA VICINANZA TRA SERVIZI SANITARI E TERRITORI. COMUNQUE SAPPIANO CAPORALE E RICCARDI CHE QUESTE RIFORME HANNO TENACEMENTE VOLUTO, CHE NON LI DIMENTICHEREMO …..
Non da ultimo, questo sistema studiato a tavolino e nelle stanze chiuse del potere, pare, non ha avuto, da che si sa, prova alcuna di ricaduta sul territorio, ma siamo nel 2026, mica ai tempi dei Nibelunghi … si fa per dire … .
Senza voler offendere alcuno questo ho scritto piangendo la mia Patria perduta, la Carnia, (tanto amata anche dai miei genitori) senza capire perché qui non si voglia prender posizione, molti votino Mazzolini, fra l’altro di Tarvisio, che per la Carnia non ha fatto nulla da 8 anni a questa parte, E PERCHÉ SI LASCI MORIRE QUESTA TERRA. SINDACI E COMUNITÀ DI MONTAGNA: GIOCATE ALMENO L’ULTIMA CARTA! SENZA MMG A SUFFICIENZA, CON UN OSPEDALE RIDOTTO A UNA GRANDE ORTOPEDIA E POCO ALTRO ED UN PRONTO SOCCORSO CON UN MEZZO VUOTO ALLE SPALLE, COME PENSATE ANDRÀ IL FUTURO?
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Infine due righe sul fu ospedale di Gemona tanto per dire cosa si nasconde alle autorità accorse per la ‘celebrazione’ del terremoto del 6 maggio 1976 (il secondo del 15 settembre è stato tranquillamente cancellato).
SONO STATA ALL’ OSPEDALE DI GEMONA MARTEDÍ SCORSO ED ERA TANTO VUOTO E SILENZIOSO CHE PAREVA UNA OTTIMA LOCATION PER CORSI DI MEDITAZIONE. DUE COSE SOLO MI PAREVANO RIMASTE DA UN TEMPO, LO SPOSTAMENTO PERIODICO DI SERVIZI ED ENTRATE, E LE INFILTRAZIONI DAL TETTO CHE NESSUNO SI È MAI OCCUPATO DI RIPARARE. SOLO CHE MI PARE SIANO SEMPRE PIÙ NUMEROSE, E ORA NON SI RICORRE A TRAVERSE E SECCHI PER CONTENERLE MA SOLO A SECCHI. E CHE IN DECENNI NON SI SIA AGGIUSTATO UN TETTO È UNA VERGOGNA NAZIONALE. MA FORSE È L’EMBLEMA DI ASUFC CHE STA ANDANDO A PICCO? NON LO SO MA SE ERRO CORREGGETEMI. CERTAMENTE CON TUTTI I MILIARDI CHE HA LA REGIONE PER SFOLGORANTI PROGETTI MANGIASUOLO, UN TETTO LO POTEVANO ANCHE AGGIUSTARE. INOLTRE NON DIMENTICHIAMOCI CHE SE SI ACCENTRA TROPPO IL CENTRO SCOPPIA.
E per ora mi fermo qui. Questo ho scritto non per offendere alcuno ma per riflettere su quanto riportato sull’ ultimo atto aziendale per l’ospedale di Tolmezzo firmato dal dott. Denis Caporale e alta dirigenza Asufc, pare senza un minimo di rilevazione delle distanze e di proiezioni del sistema ipotizzato verso il futuro, che si presume di sbaraccamento a occhio, e se erro in qualcosa che qui ho scritto, correggetemi. Però Denis Caporale ha detto che toglierà un po’ per volta. E non vi dico cosa penso di questa affermazione perché diventerei scurrile e non è mio costume.
La foto che accompagna l’articolo rappresenta ‘il vuoto’ sanitario che si va sempre più delineando nel ssr Fvg per la Carnia e non solo ed è immagine di cui ho già in altro articolo precisato la fonte.
Laura Matelda Puppini
https://www.nonsolocarnia.info/ospedale-di-tolmezzo-good-bye-il-nuovo-atto-aziendale-lo-trasforma-in-un-pasticcio-depotenziato/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/09/Agenas.jpg?fit=1024%2C576&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/09/Agenas.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀRiporto qui quanto si evince, per l'ospedale di Tolmezzo, dal nuovo organigramma Asufc che ho analizzato e di cui ho pubblicato alcune informazioni su nonsolocarnia.info nell’ articolo intitolato: “ASUFC. Il nuovo organigramma aziendale.” che iniziavo con queste parole: «L’organigramma ridefinisce l’Azienda Sanitaria Universitari Asufc seguendo i criteri delle grandi...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





Così Alessandro Balani, con riferimento alla sanità Fvg in generale ed alla situazione isontina in: https://www.facebook.com/profile.php?id=61574844656802&locale=it_IT
“ASSURDA LOTTA CONTRO I “PICCOLI” OSPEDALI”
Ascoltando e riascoltando i contenuti della recente seduta del Consiglio Comunale in presenza dei Vertici della nostra Regione e di ASUGI si capisce perchè la nostra Sanità e caduta in basso.
Si è parlato dell&Ospedale di Comunità come di un Hotel a 5 stelle, addirittura di una SPA, di un Centro Benessere, paragoni a dir poco inopportuni. Il &non plus ultra& per la nostra Comunità. Un Grand Hotel forse, ma con nessuno a rifare le camere, né i Cuochi, né i Camerieri. Non è dato di sapere nulla. Dove troveranno il personale da medici e infermieri. Dall’incontro non si è capito.
Molte parole, molti discorsi, anche una claque di tecnici esperti, ma poca sostanza. E neppure i Medici di Medicina Generale, che dovrebbero essere il perno di questo disegno, ne hanno capito molto. Si reperiranno Infermieri probabilmente da Cooperative esterne, ma quali? E la qualità chi ce la garantirà? E poi c’è un altro punto su cui è opportuna una riflessione. Aumenteranno i posti letto, vista la cronica carenza, specie per le persone non autosufficienti che poi è il problema di oggi?
Al momento sembra che si tratti piuttosto di una decurtazione di posti letto sottratti al San Giovanni di Dio e riproposti, come in un gioco di prestigio, nell’Ospedale di Comunità. Mancano Infermieri, si dice, è un problema comune in tutta Italia. Vero, ma allora come si spiega che da noi si continuano a conferire incarichi dirigenziali al Personale Infermieristico sottraendolo dai Reparti? Tutti in ufficio e pochi in trincea. Il nostro è un esercito fatto da Generali e senza soldati, un esercito che così perderà tutte le guerre. E tutto questo con la benedizione di chi in Regione e in Asugi comanda. Così evidentemente è più facile goverenare, poi dell’efficienza poco importa!
E il piano Oncologico? Non c’è una riga sulla prevenzione, nulla sulla qualità, mai si sono voluti analizzare i risultati. Tutto un macchiavellico disegno per colpire i piccoli ospedali facendolo passare per un miglioramento per la sicurezza dei cittadini. Si doveva partire dai pazienti, quelli a rischio perché portatori di gravi malattie e tutto ruotare intorno a loro. Il paziente doveva essere al centro del percorso non il tipo di tumore. Si doveva dirigere il tiro sui tumori rari o quelli che richiedono un trattamento così articolato che gli ospedali Spoke non sono in grado di garantire. Mi riferisco ai tumori del fegato, dell’esofago, del pancreas. Invece cosa si è fatto? Si è parlato di tumori della vescica, del colon, dello stomaco, tumori che venivano e vengono trattati con successo negli Ospedali Spoke e che non c’è motivo di spostare in altre Strutture.
E cosa succederà adesso? Io penso che le liste d’attesa aumenteranno, i disagi per le persone idem e i risultati non miglioreranno. Risultati che pare non interessino a nessuno, visto che di questi non si è mai parlato. È una situazione grottesca, che spiega come mai non siamo da regione modello. Tra le ultime secondo i dati nazionali. E la politica? Quella Locale? Silenzio tombale. Tutti sanno, nessuno parla perché non conviene. Dicono che regni la paura, ma di cosa? Di perdere dei benefici? E il Sindaco della nostra città? E’ giusto così, dice. Si deve andare avanti su questa strada.
No Comment! E il piano della Lega? L’ho letto nei dettagli. E’ il miglior documento che ho visto uscire dai tavoli della politica. Che fine ha fatto? Guai a parlare contro il sistema. Leggevo proprio oggi le traversie di una nostra concittadina con un grave problema di salute che sta passando un vero e proprio calvario passando da ufficio ad ufficio senza al momento trovare una soluzione. Come succede a tanti, il risultato della lenta eliminazione dei piccoli ospedali”. Prof. Alessandro Balani.
Ho dimenticato, e mi scuso con voi per questo, non intenzionalmente, la SOC di chirurgia, aggiunta ora all’ interno dell’ articolo dove Tolmezzo si trova unita a San Daniele, con primario presumibilmente a San Daniele visto lo spostamento degli interventi per cancro al seno (masterectomia totale o conservativa) nel cetnro friulano, difficilissimo da raggiungere con mezzi pubblici.